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Lipoproteina (a), rischio cardiovascolare nascosto nei geni di 1 persona su 5

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(Adnkronos) – Ha un ruolo determinante come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (Cv), ancora oggi prima causa di morte e disabilità al mondo.E' la lipoproteina (a), nota anche come Lp(a), condizione ereditaria nascosta nei geni di 1 persona su 5.

Scoperta nel 1963 da Kåre Berg, il suo rapporto causale con la malattia coronarica e l'infarto del miocardio è stato definito in modo inequivocabile nel 2009 con lo studio genetico realizzato dal consorzio europeo di ricerca Procardis.Ampi studi prospettici successivi hanno ulteriormente confermato come elevati livelli di Lp(a) (>50 mg/dl) contribuiscano allo sviluppo di aterosclerosi e stenosi aortica, entrambe causa di infarto miocardico e ictus, rendendola così una delle variabili da monitorare, soprattutto nella prevenzione secondaria delle malattie Cv.

Se ne è parlato oggi, a pochi giorni dalla Giornata mondiale della Lp(a) in programma il 24 marzo, in un evento organizzato da Novartis.  La lipoproteina(a) è una particella sferica biosintetizzata nel fegato costituita da una lipoproteina Ldl a cui si aggiunge la apolipoproteina(a), o Apo(a), mediante formazione di un ponte disolfuro tra apolipoproteina B100 e Apo(a).E' determinata geneticamente, codificata dal gene Lpa situato sul cromosoma 6q26-27, e i suoi livelli, che restano pressoché stabili nel corso della vita, non sono modificabili con cambiamenti dello stile di vita come dieta ed esercizio fisico.

Da un punto di vista epidemiologico, le donne over 50 presentano maggiori concentrazioni di Lp(a), pari a circa il 17% in più rispetto agli uomini, un aumento che coincide generalmente con la menopausa.A coloro che hanno testato la Lp(a) prima della menopausa andrebbe quindi consigliato di ripetere il dosaggio dopo la menopausa, o comunque entro 5 anni dal compimento dei 50 anni. Uno studio prospettico del 2022 ha inoltre evidenziato che i soggetti geneticamente predisposti presentano livelli elevati di Lp(a) sin dalla nascita.

Sebbene nei primi anni di vita i livelli di lipoproteina(a) siano generalmente bassi, il sangue del cordone ombelicale può essere un valido indicatore dei livelli di Lp(a) del sangue venoso neonatale che, se ≥ 90° percentile, possono aiutare l'identificazione dei neonati a rischio di sviluppare livelli elevati di Lp(a) in futuro.Valori superiori a 30 mg/dL sono stati associati a un aumento del rischio di ictus ischemico primario e ricorrente nei bambini e negli adolescenti.  "Il rischio cardiovascolare legato alla lipoproteina (a) sta diventando sempre più un tema di attenzione, soprattutto nei pazienti con precedenti eventi acuti o altre patologie cardiache – spiega Claudio Bilato, direttore della Cardiologia degli ospedali dell'Ovest Vicentino e professore a contratto presso la scuola di specializzazione in Malattie dell'apparato cardiovascolare dell'università di Padova – Studi recenti mostrano che livelli elevati di Lp(a) possono aumentare del 20% il rischio di infarti o ictus, indipendentemente dai fattori di rischio tradizionali.

Questo rende evidente che non considerare la Lp(a) nella valutazione complessiva del rischio cardiovascolare ne determina una sottostima.Al contrario, quindi, il suo dosaggio andrebbe incluso per una corretta ridefinizione del livello di rischio". La Lp(a) è un fattore di rischio indipendente, poiché non legato ad alcuno dei tradizionali fattori di rischio Cv come dislipidemia, obesità e fumo, ed è un parametro importate nel definire o riclassificare il rischio Cv complessivo del paziente: elevati livelli di Lp(a) conferiscono un rischio più elevato ai soggetti con ipercolesterolemia, pur non influenzando i livelli di Ldl-C.

Il dosaggio della Lp(a) andrebbe effettuato in pazienti a medio-alto rischio Cv per una migliore riclassificazione del rischio, in pazienti con eventi acuti recenti, prematuri o ricorrenti (anche in caso di controllo ottimale dei fattori di rischio convenzionali) e in pazienti con una storia familiare di eventi Cv prematuri, in pazienti con dislipidemie genetiche o in soggetti con significativa familiarità per malattia cardiovascolare.In particolare, per i pazienti con eventi acuti recenti, l'ospedalizzazione rappresenta un'opportunità indicata per valutare il rischio CV mediato dalla Lp(a) poiché i suoi livelli si abbassano immediatamente dopo l’evento, ma possono triplicarsi nelle settimane successive. "La Lp(a) è un fattore di rischio che predice e peggiora il rischio cardiovascolare.

Questo suggerisce come lo screening rappresenti un'opportunità concreta per prevenire eventi acuti evitabili – afferma Mario Crisci, dirigente medico Uoc Cardiologia interventistica, Aorn dei Colli – ospedale Monaldi, Napoli – La misurazione della Lp(a), dovrebbe essere presa in considerazione almeno una volta nella vita di ogni adulto per identificare coloro con livelli ereditari molto elevati.Il suo dosaggio andrebbe inserito nel normale percorso di ospedalizzazione a seguito di sindrome coronarica acuta o ictus e ripetuto a distanza di 1-3 settimane dall'evento acuto". Oggi la sfida nella gestione dei pazienti con elevati livelli di Lp(a) è gravata dal fatto che non esistono farmaci approvati specificamente per ridurne i livelli, pertanto i medici si concentrano su strategie indirette, come il controllo di altri fattori di rischio Cv, tra cui il colesterolo Ldl, l'ipertensione, il diabete e l'infiammazione.

Nei casi più gravi si ricorre all'aferesi delle lipoproteine, una procedura invasiva simile alla dialisi che rimuove fisicamente la Lp(a) dal sangue.Tuttavia, negli ultimi anni la ricerca ha compiuto progressi significativi, con lo sviluppo di nuove terapie attualmente in fase di sperimentazione clinica.

Tra queste pelacarsen, un oligonucleotide antisenso attualmente in fase 3 di sperimentazione clinica, sta dando risultati promettenti. "In Novartis sappiamo che le malattie cardiovascolari restano ancora oggi un'emergenza sanitaria globale – dichiara Paola Coco Country, Chief Scientific Officer and Medical Affairs Head Novartis Italia – Il nostro impegno è quello di individuare soluzioni terapeutiche in grado di rispondere a questa sfida e renderle disponibili ad un numero sempre maggiore di pazienti.E' il nostro modo di reimmaginare il futuro delle patologie cardiovascolari per garantire una migliore qualità di vita e sopravvivenza sul lungo periodo affinché nessun cuore smetta di battere troppo presto". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Andrea purgatori, chiesto il processo per 4 medici

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto il processo per quattro medici in relazione alla morte di Andrea Purgatori, avvenuta nel luglio 2023.L’accusa contestata è di omicidio colposo.

I pm di piazzale Clodio avevano chiuso le indagini lo scorso dicembre nei confronti del radiologo Gianfranco Gualdi, l’assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, e il cardiologo Guido Laudani.Ora la richiesta di rinvio a giudizio e l’udienza preliminare che prenderà il via il prossimo 19 settembre.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Artrosi del ginocchio, speranza per cura da estratti di placenta liofilizzata

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(Adnkronos) – "La novità più rilevante proveniente dagli Usa nell'ambito dell'ortobiologia applicata alle patologie del ginocchio è stata la notizia di un nuovo studio in fase 3 per una terapia biologica per la cura dell'artrosi a base di estratti di placenta liofilizzata, terapia denominata Asa (Amniotic Suspension Allograft)".Il futuro della cura dell'artrosi del ginocchio è stato uno dei temi al centro del Congresso annuale dell'American Academy of Orthopaedic Surgeons (Aaos) a San Diego, a cui ha partecipato la Siot, Società italiana di ortopedia e traumatologia, con il presidente Pietro Simone Randelli che ha confermato ai ricercatori statunitensi "l'interesse dell'Italia quale partner ideale nell'utilizzo di questa nuova terapia che, come emerso dai dati dei primi 2 studi effettuati, riduce i sintomi nel 75% dei pazienti trattati per almeno 1 anno, mostrandosi nettamente superiore agli altri trattamenti", riferisce la Siot.

Per quel che riguarda l'artrosi dell'anca, "tra le novità è stata presentata ufficialmente la nuova protesi a doppia mobilità in lega metallica anallergica, in grado non solo di ridurre notevolmente il rischio di lussazione della protesi, ma anche di assicurarne una longevità pluridecennale".  "Gli ortopedici italiani che hanno contribuito al programma del congresso con speaker d'eccezione – sottolinea Randelli che ha guidato la delegazione italiana al congresso Aaos – confermano ancora una volta il nostro livello fra i più avanzati del mondo: chirurgia protesica dell'anca e del ginocchio, tecniche di ricostruzione per traumi sportivi e tumori dell'osso e tecnologie all'avanguardia per interventi alla colonna vertebrale, piedi e caviglie, i temi di maggiore successo". Tra le novità emerse – riporta la Siot – uno spazio rilevante è stato dato alle tecnologie rigenerative di ultima generazione utilizzate in ambito ortopedico.Nel simposio sulle reali applicazioni cliniche dell'ortobiologia in ortopedia, insieme ai più importanti professionisti del settore, il presidente Randelli ha illustrato come l'utilizzo delle cellule staminali da tessuto adiposo sia utile nella riparazione dei tendini della spalla, portando l'esperienza dell'Istituto Gaetano Pini di Milano sui vantaggiosi risultati ottenuti nei soggetti trattati con questa tecnologia innovativa. "Oggi – commenta a margine del congresso Randelli, direttore Prima Clinica ortopedica dell'università degli Studi di Milano, Istituto ortopedico Gaetano Pini – le cellule staminali possono contribuire a migliorare i risultati clinici delle tecniche di riparazione della cuffia dei rotatori, migliorando i risultati funzionali dei pazienti già nelle fasi precoci della riabilitazione".  La prossima edizione del congresso si terrà a marzo 2026 a New Orleans, in Louisiana, dove la Società italiana di ortopedia ha brillato in passato come 'Guest nation' dell'Aaos, organizzando simposi congiunti e tavole rotonde con i più importanti colleghi statunitensi.

Già quest'anno però, il presidente dell'Academy americana, Annunziato Amendola, parteciperà quale ospite d'onore al 108esimo Congresso nazionale della Siot, che si terrà a Roma dal 6 all'8 novembre 2025 con presidenti Giulio Maccauro e Francesco Pallotta.Il congresso di Roma sarà quindi un'ulteriore occasione di confronto fra i due Paesi per migliorare la qualità di vita e i risultati chirurgici dei pazienti ortopedici.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete per 4,5 mln italiani, solo 1 paziente su 2 aderisce a terapie

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(Adnkronos) – "La prevalenza del diabete in Italia è attualmente attorno al 7%, che corrisponde a circa 4 milioni e mezzo di persone con diabete.Sappiamo, però, che per ogni 2 persone con diabete ce n'è almeno una terza che ha il diabete, ma non sa di averlo: quindi abbiamo circa 1 milione di individui con diabete non diagnosticato.

Il 90% dei casi è costituito da diabete di tipo 2, 5-6% circa da diabete di tipo 1, 1-2% da diabete gestazionale e poi ci sono altri tipi meno frequenti di diabete come il diabete da difetti genetici o forme di diabete secondario.Non solo, si stima che poco più di 1 paziente su 2 sia aderente alla cura suggerita".

Lo ha detto Riccardo Candido, presidente Amd – Associazione medici diabetologi, intervenendo oggi a Roma alla conferenza stampa 'Diabete di tipo 2: investire in salute, tra accesso all'innovazione ed efficienza del Ssn, è la sfida per il futuro', promossa da Lilly.  "Nel mondo le persone con diabete sono più di mezzo miliardo, numero destinato a crescere fino ad un miliardo e 300 milioni da qui ai prossimi 25 anni – avverte lo specialista – Anche in Italia le stime prevedono un aumento al 9-10% della prevalenza nel 2040.Il diabete è una pandemia per i numeri e per l'impatto che ha sulla salute, sulla qualità di vita e sui costi del Servizio sanitario nazionale: basti dire che circa l'8% dei costi sanitari globali sono legati al diabete".

In particolare, "la spesa più elevata riguarda le ospedalizzazioni per le complicanze, i farmaci utilizzati per il trattamento delle comorbilità correlate al diabete e le prestazioni ambulatoriali.Di conseguenza – sottolinea l'esperto – oggi è urgente per gli Stati intervenire con provvedimenti sanitari e politico-istituzionali in grado di incidere sia sulla prevenzione delle complicanze, ma anche sulla corretta gestione della malattia diabetica e sulla cura". Attualmente molte persone con diabete non raggiungono i risultati di controllo prefissati. "I dati degli Annali di Amd rilevano che solo il 56% delle persone con diabete di tipo 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata sotto il 7%, che è il primo grande obiettivo target nel controllo glicemico.

I motivi?Diagnosi tardiva e inizio del trattamento non tempestivo; inerzia terapeutica da parte dei professionisti che non intervengono in maniera precoce e incisiva nelle modifiche delle terapie qualora il diabete non sia sufficientemente controllato; difficoltà da parte dei pazienti a mantenere adeguati stili di vita in termini alimentazione e attività fisica; utilizzo di terapie fino a qualche tempo fa non del tutto efficaci e gravate dal rischio di ipoglicemia, per cui lo specialista non poteva spingere troppo il dosaggio", elenca Candido.

E "ovviamente la ridotta aderenza dei pazienti alle terapie che vanno seguite per tutta la vita: si stima che poco più di 1 paziente su 2 sia aderente alla cura suggerita.L'ultimo aspetto è la difficoltà, a livello regionale, di disporre e di mettere a disposizione in tempi rapidi le innovazioni terapeutiche che oggi sono le più efficaci, come tirzepatide, non gravato dal rischio ipoglicemico, che agisce sul controllo glicemico e sulla riduzione del peso corporeo, efficace anche sul controllo della pressione e del colesterolo, agendo quindi anche sulla prevenzione del danno cardiovascolare e renale.

Problematico – conclude Candido – resta nel nostro Paese il tema della disequità di accesso alle nuove opportunità terapeutiche e tecnologiche".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete, Frasoldati (Ame): “Per paziente serve team multidisciplinare”

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(Adnkronos) – "L'orientamento attuale nella cura e assistenza del paziente con diabete è la gestione integrata, in cui è strategico il lavoro in team multidisciplinare, costituito da endocrinologi e diabetologi, ma anche da molte altre figure professionali quali il medico di medicina generale, figura professionale fondamentale perché conosce meglio il paziente e la realtà famigliare e sociale in cui vive e lavora.Il diabetologo e l'endocrinologo sono le due figure di riferimento cui fanno da corollario indispensabile il dietista, il nefrologo, il cardiologo, l'oculista, il neurologo, il chirurgo vascolare, l'ortopedico, lo psicologo fino all’infermiere dedicato".

Lo ha detto Andrea Frasoldati, presidente Ame – Associazione medici endocrinologi e direttore Struttura complessa di Endocrinologia dell'Arcispedale Santa Maria Nuova Irccs, Asl di Reggio Emilia, nel suo intervento oggi a Roma alla conferenza stampa 'Diabete di tipo 2: investire in salute, tra accesso all'innovazione ed efficienza del Ssn, è la sfida per il futuro', promossa da Lilly.  "La presenza di questi specialisti – sottolinea Frasoldati – è decisiva nell'assicurare al paziente e alla malattia un management adeguato con le migliori terapie, una diagnosi precoce e un trattamento ottimale, in grado di prevenire o rallentare la progressione delle complicanze".Ma "una gestione integrata prevede un sistema organizzato per rispondere ai bisogni dei pazienti e la mancanza di uno scambio tra le diverse figure specialistiche può rendere difficile al paziente l'accesso e l'aderenza alle cure". Il diabete, ricorda lo specialista, "è una malattia cronica che comporta un rischio aumentato di diverse complicanze di carattere vascolare che coinvolgono diversi organi.

In tal caso il paziente necessita dell'intervento di tanti specialisti".Sul fronte terapie, "grazie ai benefici di una nuova classe di farmaci si può intervenire sul peso, un aspetto molto importante – rimarca – perché il paziente è contento e più attivo.

Anche in termini di aderenza al trattamento è coinvolto in modo positivo e meno rinunciatario". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fecondazione, Pellicer (Ivi): “Garantire accesso a tecniche Pma a maggiore efficacia”

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(Adnkronos) – "Le tecniche di Pma sono diverse e danno risultati diversi", per questo è importante "garantire l'accesso alle tecnologie più efficaci".Lo ha detto all'Adnkronos Salute Antonio Pellicer, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'università di Valencia, fondatore di Ivi, Istituto valenciano di infertilità, specializzato nella procreazione medicalmente assistita, commentando i dati della Relazione 2024 sullo stato di attuazione della legge 40/2004 in materia di Pma trasmesso del ministero della Salute al Parlamento. "Nel 2022 – sottolinea – in Italia si sono fatti intorno a 87mila trattamenti" di procreazione medicalmente assistita, "un lieve incremento rispetto al 2021.

Le donne che ricorrono alla Pma hanno un'età media intorno a 37 anni: un'età troppo elevata per avere figli e che ritengo sia una conseguenza dei cambiamenti sociali.Rispetto a una volta, infatti, le coppie decidono di avere figli più tardi", a un'età più avanzata. (Video) Tornando alle tecniche di Pma, "se si utilizza il materiale biologico, i gameti della coppia, la classica Fivet, cioè la fecondazione in vitro – spiega Pellicer – con 3 embrioni sani a disposizione, siamo in grado di garantire il 93% di successo.

Se invece utilizziamo ovuli donati, quindi si ricorre all'eterologa con ovodonazione, avendo 5 embrioni, il successo è ancora più alto: si può arrivare anche al 98%, perché gli ovuli sono più giovani".  In Italia ci sono dati che mostrano chiaramente che la Pma è ancora poco utilizza. "Spagna e Danimarca – illustra il professore – hanno un tasso di utilizzo intorno al 10-12%: su 100 bambini che nascono, 10-12 sono da Pma.In Italia sono solo il 4,2%".

Inoltre, secondo il report ministeriale, un consistente numero di centri Pma di secondo e terzo livello presenti sul territorio nazionale svolge un numero ridotto di procedure nell'arco dell'anno.Solo il 32,5% ha eseguito più di 500 cicli contro una media europea del 50,1%.

Si deve inoltre considerare che più della metà delle tecniche di secondo e terzo livello è effettuato in centri privati, con grandi differenze regionali. "Per colmare questo gap – suggerisce Pellicer – ovviamente è importante l'informazione, l'educazione, ma anche l'aiuto economico alle coppie per garantire che accedano al trattamento più moderno ed efficace nei centri pubblici o privati convenzionati".Su questo aspetto "è stato un grande risultato il riconoscimento dell'infertilità come una malattia e, come tale, il suo inserimento nei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, cosa che facilita l'accesso al trattamento della Pma.

Ma attenzione: questo aiuto deve essere adeguato – avverte – perché questa è una tecnologia che 'impara' continuamente", evolve in fretta "e bisogna applicare le tecniche più moderne per avere tassi di successo più elevati". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabete 2, ok Aifa a tirzepatide per controllo malattia e complicanze

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(Adnkronos) – La malattia diabetica è comune, cronica, sistemica, complessa, eterogenea nelle sue manifestazioni, estremamente dispendiosa per i sistemi sanitari e le famiglie, consumante per chi cura e chi è curato.Più del 90% dei casi di diabete diagnosticati sono rappresentati dalla forma di tipo 2, in aumento in tutto il mondo, Italia inclusa.

La sua gestione è difficile.Solo 1 persona su 2 con diabete di tipo 2 raggiunge il target prefissato di 6,5-7% dell'emoglobina glicata (HbA1c), parametro di riferimento che indica se il diabete nel tempo è ben compensato.

Una risposta concreta alle esigenze dei pazienti e degli specialisti arriva dall'innovazione terapeutica: Aifa ha approvato la rimborsabilità di tirzepatide di Lilly, il primo e fino ad oggi unico farmaco di una nuova classe terapeutica, agonista recettoriale di Gip e Glp-1; il farmaco, inserito in Nota 100, può essere prescritto dagli specialisti e dai medici di medicina generale.Un passo avanti nella terapia del diabete di tipo 2, con un miglioramento del profilo di cura, personalizzazione della terapia e minor ricorso a terapie più complesse e pronto soccorso. Il diabete "dilaga" ovunque, in particolare il tipo 2 che in Italia negli ultimi trent'anni è più che raddoppiato e oggi si assesta mediamente attorno al 7% della popolazione generale, con picchi sopra l'8% in Calabria e Campania.

I dati rilevati dalle principali società scientifiche e monitorati da Istituto superiore di sanità e programma Arno registrano almeno 4 milioni di italiani con diabete diagnosticato, oltre il 90% con diabete di tipo 2, mentre almeno 1 altro milione vive con la patologia, ma non ne è conoscenza per mancata diagnosi.Le prospettive non sono migliori: la prevalenza nel 2040 subirà un aumento al 9-10%, i numeri saliranno a più di 7 milioni fra 15 anni.  "Il 56% delle persone con diabete di tipo 2 raggiunge un valore di emoglobina glicata sotto il 7%, che è il primo grande obiettivo target nel controllo glicemico – afferma Riccardo Candido, presidente Associazione medici diabetologi (Amd) – I motivi?

Diagnosi tardiva e inizio del trattamento non tempestivo; inerzia terapeutica da parte dei professionisti che non intervengono in maniera precoce e incisiva nelle modifiche delle terapie qualora il diabete non sia sufficientemente controllato; difficoltà da parte dei pazienti a mantenere adeguati stili di vita in termini alimentazione e attività fisica; utilizzo di terapie fino a qualche tempo fa non del tutto efficaci e gravate dal rischio di ipoglicemia; ridotta aderenza dei pazienti alle terapie; difficoltà a livello regionale di mettere a disposizione rapidamente le innovazioni terapeutiche che oggi sono più efficaci, come tirzepatide; da ultimo, la disequità di accesso alle nuove opportunità terapeutiche e tecnologiche". "Le principali conseguenze del diabete di tipo 2 sono quelle croniche, dovute al prolungato mantenimento negli anni di elevati valori della glicemia e della tossicità legata agli zuccheri nel sangue – spiega Gianluca Aimaretti, presidente Società italiana di endocrinologia (Sie), ordinario di Endocrinologia università del Piemonte Orientale e direttore dipartimento di Medicina traslazionale – Le principali riguardano il rene, l'occhio, il sistema nervoso centrale e periferico, micro- e macro-circolo, con danni importanti che nel tempo aumentano il rischio di infarto, ictus, e problemi anche a livello epatico, della sfera genitale e del cavo orale.E' necessario diagnosticare il più precocemente possibile la malattia diabetica per intervenire con adeguati trattamenti, solo così è possibile rallentare o in qualche caso prevenire le complicanze che talvolta insorgono quando ancora il paziente non sa di essere diabetico e non ha disturbi.

Inoltre, gli studi dimostrano che le complicanze possono portare negli anni a gravi disabilità e ridurre l'aspettativa di vita in media di 6-7 anni". Nonostante un approccio terapeutico integrato con dieta, attività fisica e farmaci, quasi 1 paziente su 2 non raggiunge tutti e tre gli obiettivi attualmente raccomandati dalle più recenti linee guida internazionali, ovvero controllo della glicemia, della pressione arteriosa e del colesterolo.Inoltre, l'85% dei diabetici di tipo 2 è sovrappeso od obeso e non riesce a ridurre il peso corporeo, nonostante gli sforzi.

A questi bisogni clinici non soddisfatti fino ad oggi risponde l'innovazione di Lilly con tirzepatide: un robusto corpus di 5 studi registrativi globali del programma Surpass – riporta una nota – ha dimostrato significativi risultati nel controllo glicemico dei pazienti, con una riduzione dell'emoglobina glicata e del peso corporeo grazie alla doppia inibizione di Gip e Glp-1; inoltre, tirzepatide ha dimostrato la sua efficacia, rispetto ai farmaci in uso, sul controllo della pressione arteriosa e del colesterolo agendo anche sulla prevenzione del danno cardiovascolare e renale.Il farmaco non è gravato dal rischio ipoglicemia e il profilo di sicurezza e tollerabilità sono risultati favorevoli.  Tirzepatide, indicato per i pazienti adulti con diabete di tipo 2 non ben controllato dalla dieta e dai farmaci, già in uso sia in monoterapia con metformina che in aggiunta ad altri farmaci, è contenuto in una penna preriempita facile da usare, somministrato una volta a settimana, migliorando così l'aderenza terapeutica.

Il miglioramento del controllo glicemico e metabolico si associa quindi ad una marcata riduzione delle complicanze e ad un risparmio dei costi. "Investire in salute facilitando l'accesso all'innovazione è cruciale per le persone con diabete di tipo 2 – sottolinea Raffaella Buzzetti, presidente Sid (Società italiana di diabetologia) – L'accesso a terapie innovative può migliorare significativamente gli esiti clinici e la qualità della vita; inoltre, può ridurre il carico clinico e sociale: il diabete di tipo 2 è una malattia cronica con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla società.L'accesso a terapie innovative permette un miglior controllo della glicemia, riducendo il rischio di complicanze come malattie cardiovascolari, insufficienza renale e neuropatie e ciò si traduce in minori ospedalizzazioni e in un miglioramento della qualità di vita.

L'innovazione può condurre a migliorare l'aderenza terapeutica: le nuove terapie offrono benefici in termini di tollerabilità ed efficacia, hanno minori effetti collaterali e modalità di somministrazioni più semplici con migliori risultati clinici che motivano a seguire il trattamento con maggiore costanza". Nel diabete di tipo 2, "contrariamente a quanto avviene nel tipo 1, esiste ancora poca consapevolezza della malattia tra gli stessi pazienti, le diagnosi sono tardive e quando si scopre di essere diabetici si tende a minimizzare il problema – evidenzia Stefano Nervo, presidente Diabete Italia rete associativa Odv – Sarebbe opportuno aumentare la consapevolezza affinché il paziente prenda in carico se stesso, pretenda di ricevere la miglior cura possibile e sia responsabile in prima persona della sua condizione e di ciò che comporta nella gestione quotidiana convivere con il diabete.Avere a disposizione nuove opportunità terapeutiche significa essere curati in maniera più efficace, significa prevenire le complicanze e ridurre il carico terapeutico per il paziente e il caregiver.

Anche i device e la modalità di somministrazione delle terapie sono importanti e possono fare la differenza nel buon successo di una terapia, come nel caso di somministrazione settimanale che ha un impatto molto più positivo rispetto a quella giornaliera".  Il diabete, come "patologia cronica, richiede una sorveglianza che perduri nel tempo, e questo solo il medico di medicina generale può garantirlo – rimarca Walter Marrocco, responsabile scientifico Fimmg, Federazione italiana medici di medicina generale – Inoltre, rappresenta una crescente emergenza sanitaria in Italia, con una prevalenza in aumento e un impatto significativo sulla salute pubblica: è quindi fondamentale promuovere strategie efficaci di prevenzione, diagnosi precoce e gestione della malattia per ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita delle persone affette.In tale contesto e con questi obiettivi la medicina generale diventa essenziale per poterla affrontare e gestire compiutamente". "I numeri ci dicono che la strategia comunicativa adottata in questi anni, che era ed è ancora orientata a non drammatizzare la patologia, è stata ed è decisamente insufficiente, se non addirittura inadeguata – osserva Manuela Bertaggia, vice presidente Fand, Associazione italiana diabetici Odv – Una comunicazione poco incisiva rispetto ad una malattia che richiede cure e assistenza per tutta la vita non riesce a coinvolgere i pazienti e a creare consapevolezza.

Il fatto che lo stesso diabetologo tenda a non parlare di fattori di rischio non ha aiutato a responsabilizzare le persone con diabete di tipo 2, che invece vanno educate su quelli che possono essere i pericoli derivati da certe cattive abitudini e comportamenti errati.Necessaria la prevenzione primaria, attivando campagne di sensibilizzazione che raggiungano la popolazione generale, i pazienti diagnosticati e le persone che magari convivono con la malattia ma non ne sono a conoscenza, e bisogna andare nelle scuole.

Attraverso i bambini e gli adolescenti si agganciano genitori e nonni".  Lilly – ricorda la nota – è impegnata nell'area metabolica da oltre 100 anni, a partire dalla prima insulina commerciale al mondo.Oggi amplia la sua innovazione con una molecola, tirzepatide, che potrebbe rivoluzionare la gestione del diabete di tipo 2.

L'azienda lavora a stretto contatto con decisori pubblici e comunità scientifica per rendere disponibile l’innovazione terapeutica alle persone con diabete. "Lilly è da sempre protagonista nella lotta al diabete, una delle principali sfide di salute pubblica, grazie a un impegno costante nella ricerca e nello sviluppo di terapie innovative – dichiara Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub – Oggi questo impegno si rinnova con tirzepatide, una terapia innovativa per il diabete di tipo 2, frutto di decenni di ricerca metabolica.Tirzepatide non solo migliora il controllo glicemico e riduce i fattori di rischio cardiovascolare, ma supporta anche la perdita di peso, un fattore chiave nella gestione della malattia, rispondendo a un bisogno clinico ancora insoddisfatto.

Come azienda ci siamo impegnati molto per far sì che tirzepatide potesse essere disponibile per tutti i pazienti che ne avessero bisogno in ogni regione, andando anche a rispondere al problema delle carenze che ha caratterizzato questa classe di farmaci negli ultimi anni".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bulgaria, gaffe totale: minuto di silenzio per ex attaccante. Ma è vivo

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(Adnkronos) – Clamoroso in Bulgaria.Durante l'ultima giornata di campionato, l'Arda Kardzhali, prima del fischio d'inizio della partita contro il Levski Sofia, ha voluto dedicare un minuto di silenzio a Petko Ganchev, ex attaccante bulgaro e vera e propria leggenda del club, con cui ha segnato 120 gol, in occasione della sua morte.

Il fatto però è che Ganchev, in realtà, è ancora vivo e la gaffe ha fatto immediatamente il giro del web, diventando virale. A commentare il clamoroso errore è stato lo stesso Ganchev, 79 anni, che ha raccontato come abbia appreso della 'notizia' direttamente dalla moglie: "Sono entrato nel cortile di casa mia e c'era mia moglie in lacrime", ha detto ai media bulgari, "mi ha gridato: ‘Petko, Petko, hanno annunciato in televisione che sei morto, ti stanno dedicando il minuto di silenzio’". Immediate le scuse dell'Arda Kardzhali: "La dirigenza del PFC Arda desidera esprimere le sue più sentite scuse all'ex giocatore dell'Arda Petko Ganchev e ai suoi familiari dopo che il club ha ricevuto informazioni errate sulla sua morte", hanno scritto sul proprio profilo Facebook, "auguriamo a Petko Ganchev molti altri anni di buona salute e di godere dei successi della nostra squadra". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il segreto della felicità di Carlo e Camilla? Trascorrere weekend separati

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(Adnkronos) –
Re Carlo e la regina Camilla festeggiano quest'anno 20 anni di matrimonio.Sembra che i due trascorrano "molto tempo separati".

E' forse questo il segreto della loro felicità?  A quanto parte re e consorte, che festeggeranno il 9 aprile mentre saranno in Italia in visita di Stato-, trascorrerebbero i weekend separati.Camilla si ritira nella sua amata e "disordinata" casa di campagna nel Wiltshire senza Charles ogni fine settimana secondo Ingrid Seward, caporedattrice della rivista Majesty, che ha dichiarato che "in realtà i sovrani trascorrono parecchio tempo separati.

La casa di Ray Mill è, se vogliamo, per Camilla una sorta di liberazione dalla vita reale.Prima di sposare Charles, fece un patto con lui: avrebbe tenuto quella casa come rifugio". "Va ogni fine settimana, quando può, e ci va anche d'estate per trascorrere un po' di tempo con i suoi nipoti e i suoi figli, ed è qualcosa che la allontana dall'intero mondo reale e dove va soprattutto per rilassarsi – racconta l'esperta reale – Molto spesso non va a Highgrove a meno che lei e Charles non abbiano altri impegni.

Si tratta di allontanarsi dalle restrizioni dovute alla sicurezza ed essere circondati da personale e persone che fanno cose per te, il che, ovviamente, sarebbe meraviglioso per tutti noi.Penso che nel suo caso abbia bisogno di un posto dove potersi effettivamente rilassare ed essere semplicemente se stessa, e andare in giro con jeans sporchi, se vuole, senza essere costantemente controllata".  Una fonte ha dichiarato all'Express che Camilla "al Ray Mill può sedersi con un grande G&T, togliersi le scarpe e guardare Coronation Street, che Charles detesta".  Il re, invece, quando è libero nei weekend, si reca spesso a Highgrove o a Sandringham, mentre durante la settimana i due risiedono insieme a Clarence House.

Della residenza di campagna di Camilla nel Wiltshire si è parlato la scorsa settimana, quando si è saputo che il re ha acquistato una casa confinante, che sarebbe stata adibita a sede per matrimoni, pagandola 3 milioni di sterline per proteggere la privacy della moglie.   —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crema pasticcera in polvere: ecco perché può essere letale

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(Adnkronos) – La crema pasticcera istantanea in polvere è un elemento fondamentale di molte cucine.Basta aggiungere acqua e riscaldare, e la miscela in polvere di amido di mais e aromi si trasformerà in un delizioso dessert. È difficile immaginare qualcosa di più inoffensivo.

Ma può nascondere un lato oscuro e potenzialmente letale.   Come ricorda infatti la Bbc, il 18 novembre 1981, nella fabbrica Bird's Custard nell'Oxfordshire, una tramoggia di polvere traboccò e la nube che ne uscì esplose, ferendo 9 persone rimasero.Sono state fortunate, visto nel 1919 48 persone, tra cui un bambino, persero invece la vita a causa di un'esplosione in un impianto per amido di grano a Cedar Rapids, Iowa, che rase al suolo parte della città. “L'esplosione principale è sembrato che sollevasse gli edifici e tenerli in sospeso per un momento, lasciandoli poi cadere con il loro stesso peso”, scrisse in seguito un osservatore.

Nel 1977 si verificarono a Westwego, New Orleans, Louisiana, una serie di esplosioni a catena che coinvolsero diversi silos per il grano.Nell’incidente morirono 35 persone. Ma anche nel nuovo millennio le esplosioni di polvere, di varie sostanze, hanno continuato a mietere vittime: nel 2014, 97 persone sono morte a causa dell'incendio della polvere in una fabbrica di Kunshan, in Cina.

Nel 2022, un rapporto di settore ha contato 50 esplosioni di questo tipo a livello globale, anche se non tutte riguardavano prodotti alimentari.  
Ma come può l'impasto di un semplice dessert causare una carneficina?In tutte le esplosioni di polvere ci sono alcuni fattori comuni.

La polvere deve essere composta da una sostanza infiammabile: questo significa che la sabbia, composta da minerali come la silice, è al sicuro.Ma la farina, l'amido di mais, lo zucchero, la polvere di carbone, la plastica in polvere e la polvere di alluminio possono tutti bruciare, il che significa che se vengono trasportati in aria, il rischio di un'esplosione devastante aumenta. Questo perché, sospese in una nuvola, tutte queste particelle hanno un'enorme superficie esposta all'ossigeno.

Il che le rende rapide nella combustione.Se alcune di esse si riscaldano fino all'accensione – e in ognuno di questi casi è stata coinvolta una fonte di calore come l'attrito o l'elettricità statica – l'incendio può diffondersi quasi istantaneamente al resto della nube.

Come un mucchio di coriandoli incendiati in un camino, la polvere sospesa brucia velocemente. Se guardiamo un cucchiaio di amido di mais o di crema pasticcera in polvere, è quasi impossibile immaginarlo come un motore di distruzione.Ci sono però situazioni in cui si può incontrare questa chimica pericolosa nella vita reale, al di fuori di una fabbrica di crema pasticcera o di un silos di farina. Le feste in cui la polvere colorata, spesso amido di mais, viene sparata sulla folla, ispirate alla festa indù dell'Holi, sono eventi popolari in primavera.

Nel 2015, in un parco acquatico di Taiwan, l'amido di mais colorato spruzzato sul pubblico di un concerto ha preso fuoco, provocando un vortice in cui sono rimaste ferite più di 500 persone.Venti persone sono poi morte a causa delle ferite riportate. La direzione del parco ha dichiarato di non essere a conoscenza della possibilità di incendi esplosivi dovuti alle nuvole di amido di mais.

In effetti, le polveri colorate sono spesso vendute con etichette che le indicano erroneamente come non infiammabili, come ha scoperto un team di scienziati nel 2023, quando ha testato le qualità combustibili di varie polveri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tesla, Bocchino: “Felice di averla, politicizzazione che fa Piccolotti una follia. Musk? La sinistra rosica”

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(Adnkronos) – Oggi la Tesla, la macchina di Elon Musk, è diventata un oggetto politico.Viene boicottata in giro per il mondo e calano le vendite in Italia, perché comprare una Tesla ha un significato ideologico, come dimostrano anche le polemiche legate alla scelta di Elisabetta Piccolotti e Nicola Fratoianni (moglie e marito, deputata e leader di Avs) di vendere una macchina che evidentemente li imbarazza.

Italo Bocchino, direttore editoriale del Secolo d'Italia, è proprietario di una Tesla e parla con l'Adnkronos del suo 'status'.  
E' proprietario di una Tesla, immagino un proprietario felice.Partiamo da qui.
 Sono un proprietario felice di una Tesla, a prescindere da Elon Musk e dalle sue posizioni politiche. Cosa vuol dire avere una Tesla, oggi? Vuol dire avere un'auto totalmente elettrica e aiutare l'ambiente, avere prestazioni interessanti, a partire dalla silenziosità e dallo scatto; vuol dire avere un'auto futurista, un super computer con quattro ruote, che è in grado di pensare.

Oggi vuol dire anche avere una posizione a favore o contro Musk, visto che nel mondo stanno camuffando il marchio e visto che Fratoianni e Piccolotti se ne vergognano. 
Elisabetta Piccolotti ha detto che, benché efficientissima, la sua Tesla ora è un peso politico.Come commenta queste parole?
 Sono parole di chi non sa quello che dice, perché ha comprato una macchina da ricchi essendo esponente di un partito che dice di lottare per i poveri.

L'ha pagata 47mila euro mentre io l'ho pagata 37mila euro, evidentemente l'hanno anche riempita di optional da ricchi.Il ragionamento che fanno è bacato.

E' come se persone di destra vendessero le Fiat che hanno perché Elkann è il padrone di Repubblica.E' assurdo non comprare o voler vendere una macchina per ragioni politiche.

La politicizzazione di un'auto è una follia, è veramente un oltraggio ai rapporti civili. Parlando del rapporto con Musk, ha detto che la sinistra 'rosica'. La sinistra rosica, perché un uomo ricco e geniale sostiene la destra ed è amico di Giorgia Meloni.La sinistra vorrebbe la sua Meloni e il suo Musk e non ce l'hanno, per questo rosica.

Musk, tra l'altro, dice oggi le stesse cose che diceva quando sosteneva Obama e allora andava tutto bene.  
Ci sono anche i dati a dire che c'è un 'effetto Musk' sulle vendite di Tesla in Italia.Come lo spiega?
 Le vendite sono in calo perché Tesla ha fatto il pieno nella stagione degli incentivi che sono finiti, perché l'acquisto di un'auto elettrica non è per tutti e anche perché, evidentemente, c'è un fattore ideologico visto che Musk si è buttato in politica.

Lo dimostra anche lo show che ha fatto con Trump alla Casa Bianca per correre ai ripari. (Di Fabio Insenga)   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vision Film Festival 2025, Sabato 29 marzo 2025 presso il Teatro Viganò in Roma – XII Edizione

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Sabato 29 marzo 2025 dalle 16:30 alle 19:30, presso il Teatro Viganò di Roma, si terrà la dodicesima edizione del Vision Film Festival.Presentato da Elena Rossetto, l’evento prevede un ricco programma con le proiezioni dei 10 cortometraggi selezionati dalla giuria interna del Festival.

Il fondatore del Festival Fabrizio Fazio consegnerà le targhette ai registi, che saranno intervistati al termine di ciascuna proiezione.Ospite di questa edizione, l’attore Gianni Rosato, che sarà intervistato da Elena Rossetto.

Il Vision Film Festival, fondato da Fabrizio Fazio nel 2014, si è imposto negli anni all’attenzione del pubblico, degli operatori e della critica per la qualità delle opere selezionate, diventando un imprescindibile appuntamento cinematografico, apprezzato per l’attenzione rivolta ai nuovi fermenti e al Cinema Indipendente.Ecco la selezione ufficiale, rigorosamente in ordine alfabetico di titolo:

  • “Distress Call” di Michele D’Anca – Best First Time Director (Italia)
  • “Dita a colori” di Kevin Vescera – Best Experimental Short Film (Italia)
  • “Fiabexit” di Lorenzo Giovenga e Giuliano Giacomelli – Best Fantasy Short Film (Italia)
  • “Gerione” di Nicola Scamarcia – Best Thriller Short Film (Italia)
  • “My Beloved” di Paolo Franzelletti – Best Animated Short Film (Italia)
  • “Per sempre” di Angelo Frezza – Best Drama Short Film (Italia)
  • “Reel Terror” di Ted Bennett – Best Horror Short Film (Regno Unito)
  • “The Imagination of a Child” di Cesare Catania – Best Documentary Short Film (Italia)
  • “The old chairs” di Pit Serrig – Best Student Short Film (Lussemburgo)
  • “You, Me and the Night” di Coco Bigles – Best Music Video (USA)

I biglietti per assistere all’evento sono in vendita su www.visionfilmfestival.it al prezzo di € 5,00.

Il Vision Film Festival è organizzato da Fabrizio Fazio Communications

Per informazioni e biglietti: https://www.visionfilmfestival.it/

Scoperta Eccezionale Nel Cuore del Vaticano: Parole Aperte Svela il Potere Del Silenzio

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Un’atmosfera carica di emozione ha avvolto il Salone Sistino dei Palazzi Apostolici, dove la rassegna “PAROLE APERTE”, in collaborazione con EDITOR COMMUNICATION, ha esplorato il tema del silenzio in tutte le sue sfaccettature. L’evento, tenutosi nel cuore del Vaticano, ha catturato l’attenzione del pubblico, offrendo una serata di profonda riflessione e arte.

Un’occasione speciale

La serata è stata resa ancora più significativa dalla presenza di Mons. Vincenzo Zani, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, che ha ricordato il dodicesimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, accompagnando il ricordo con una preghiera per la sua salute.

Il silenzio protagonista

Il vero protagonista della serata è stato il silenzio, analizzato nelle sue molteplici dimensioni: meditazione, accoglienza, riservatezza, reticenza e persino disagio. Gli interventi di relatori di alto livello hanno guidato il pubblico in un viaggio interiore. Padre Pierluigi Giroli, Rettore della Basilica di San Carlo al Corso, ha illustrato l’opera di Clemente Rebora, evidenziando il silenzio come strumento di contrasto al caos moderno.

Arte e spiritualità

Un momento culminante è stata la prima recitazione pubblica del poema “SCUOLA DI SILENZIO”, scritto dal Cardinale José Tolentino de Mendonça e interpretato dall’attore Emmanuel Casaburi, con l’accompagnamento musicale di Letizia Zilocchi. La proiezione del cortometraggio “SIGMA” del regista armeno Aram Manukyan ha ulteriormente arricchito la serata.

Riconoscimenti e risonanza mediatica

L’evento ha avuto una vasta eco sui media vaticani, grazie alla trasmissione in streaming che ha permesso a un pubblico più ampio di partecipare. Inoltre, sono stati conferiti prestigiosi riconoscimenti a Giuseppe De Rita, fondatore del CENSIS, e Marcello Zeppi, Presidente del Montecatini Film Festival, per il loro impegno nella promozione della pace.

Un successo organizzativo

Il successo della serata è stato reso possibile dall’impegno di Roberto Coppola, event manager della rassegna, che ha saputo trasformare un tema intangibile in un’esperienza memorabile. “PAROLE APERTE” continua a stupire, dimostrando la capacità di intrecciare cultura, fede e arte in modi sempre nuovi e affascinanti.

Truffe ad anziani, Vaira (carabinieri): “Sempre più varie, ecco come difendersi”

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(Adnkronos) –
L'identikit del truffatore è vario, quanto – sorprendentemente – quello delle vittime, anziane ma non sempre ingenue e non di rado con un passato professionale importante e una conoscenza solida della società.Eppure si è tutti potenziali prede per spietati truffatori che fanno leva sul lato emotivo, inventando sempre nuove strategie per aggirare le precauzioni adottate grazie a campagne di informazione e prevenzione sempre più frequenti.

Il maggiore Sergio Vaira, comandante della Compagnia carabinieri Vomero, a Napoli, racconta all'Adnkronos l'evoluzione delle truffe agli anziani e le tecniche di difesa da adottare.Anche per i parenti più prossimi, che possano essere un ulteriore aiuto per le vittime. "I truffatori possono essere giovanissimi, spesso chiamati a impersonare il nipote di turno coinvolto nell'incidente stradale, oppure signori più distinti e avanti con gli anni che di volta in volta vestono i panni del direttore di banca, dell'impiegato dell'ufficio postale, dell'avvocato o rappresentante di istituzioni – spiega il maggiore Vaira – Hanno spesso precedenti specifici alle spalle.

Si dividono i compiti, tra telefonisti che agganciano la preda dagli elenchi telefonici online e attori che saranno poi chiamati ad entrare in scena per ritirare il bottino.Spesso possono essere anche a distanza di centinaia di chilometri uno dall'altro.

Perché tanti sono i truffatori in trasferta.In molte occasioni, registriamo una attenzione particolare su un'area specifica con lo stesso prefisso.

I telefonisti, che chiamano su una linea fissa, poi, si fanno dare anche un numero di cellulare con la scusa di farlo chiamare dal carabiniere o dall'avvocato 'X' invitandolo però a restare al telefono fisso isolando la vittima, che non ha possibilità di chiedere aiuto a terzi.Per questo consigliamo sempre di chiudere la chiamata, contattare il figlio o nipote che ha fatto l'incidente o ordinato il pacco da ritirare, per accertarsi direttamente con quello della realtà dei fatti.

Per carpire la fiducia, sottomano i telefonisti hanno poi un blocco d'appunti dove annotano tutte le informazioni che accidentalmente le vittime danno e che i truffatori si rivendono come informazione nota per agganciare la vittima". 
Continue le campagne e le notizie sul fenomeno che persiste, a fronte però delle altrettante segnalazioni da parte di potenziali vittime che riconoscono il tentativo di truffa in atto e interrompono la chiamata.Questo a dimostrazione della consapevolezza che sta crescendo nei cittadini.

E qui la 'controffensiva' dei truffatori: "Succede che nel momento in cui la vittima mangia la foglia e attacca il telefono, l'interlocutore dall'altro capo della cornetta resta in linea di fatto bloccandole la possibilità di fare una nuova chiamata per accertarsi di esser stata contattata effettivamente dalla banca, dalla caserma o dal commissariato.Quando infatti interrompe la chiamata sospetta e attacca la cornetta, se l'altro non ha agganciato a sua volta, dall'altro capo del filo troverà a rispondergli sempre lo stesso con il quale stava parlando e che gli confermerà la bontà della chiamata precedente, dissolvendo i suoi sospetti".  Non solo.

Altra nuovissima e temutissima tecnica messa in campo dai truffatori per esser sempre più credibili è quella dello 'spoofing', attraverso il quale è possibile personalizzare più facilmente un numero di telefono e creare un Id chiamante ad hoc per ingannare la fiducia di chi risponde e avviare una truffa telefonica. "Ad esempio – spiega il maggiore Vaira – è possibile riprodurre sui dispositivi cellulari o fissi delle persone che chiamano un numero di telefono associato a un comando di Polizia o Arma.Quando la persona un po' più scettica, interrompe la chiamata e verifica il numero su un motore di ricerca, effettivamente l'utenza coincide, sebbene quella chiamata non parta da lì.

Per questo noi invitiamo sempre i cittadini a interrompere la chiamata e comunque a chiamare quel comando di Polizia o di carabinieri per accertarsi che effettivamente siano stati cercati". "Quando facciamo gli incontri con gli anziani, per informarli sulle truffe, coinvolgiamo anche i più giovani – aggiunge il comandante della Compagnia carabinieri Vomero – perché sono quelli che possono rendersi conto di qualcosa che non va e intervenire.Importante poi, in realtà condominiali dove è presente, la figura del portiere, perché quando si rende conto che l'inquilino anziano che di solito non esce, scende di casa per consegnare una busta con i preziosi o magari è scosso, segnala a noi la situazione sospetta.

Una delle truffe che stiamo registrando ultimamente è quella del dipendente della banca presso la quale la vittima ha un conto corrente che, resosi conto di una truffa in atto o di una fuga di dati, chiede di trasferire la somma di 40mila euro su un conto corrente sicuro di cui indicano le coordinate". Un fenomeno grande, eppure difficile da stimare con esattezza. "E' il motivo per il quale invitiamo sempre a denunciare, anche i tentativi di truffa – dice – perché solo così possiamo avere un quadro chiaro e una mappatura, rendendoci conto di quali sono le aree dove è più frequente il tentativo di truffa o di quali sono le fasce orarie.Ad esempio, ci siamo resi conto che spesso le truffe vengono messe a segno nel lasso di tempo in cui il portiere è in pausa pranzo, dalle 13 alle 15,30, oppure nei fine settimana, quando i figli non sono facilmente raggiungibili perché fuori.

La denuncia ci può aiutare a capire quali sono i metodi più usati, sensibilizziamo anche spesso i direttori degli istituti di credito delle realtà più abbienti ad approfondire quando si presenta un anziano per mobilitare importanti somme di denaro". (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Andreeva vince Indian Weels grazie a… James. LeBron: “Felice di aver aiutato”

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(Adnkronos) –
Mirra Andreeva è la nuova regina di Indian Wells.La tennista russa, ad appena 17 anni, ha battuto la numero uno del mondo Aryna Sabalenka in tre set nella finalissima del Masters 1000 californiano.

Andreeva ha poi rivelato uno dei suoi segreti, dichiarando di essere stata ispirata, prima di entrare in campo, da un'intervista di LeBron James, cestista americano e stella dei Los Angeles Lakers. "Stavo ascoltando un'intervista di LeBron James dove diceva che un grande campione cerca di essere al 100% mentalmente,anche se non si sente al 100% fisicamente", ha detto Andreeva in conferenza stampa, "ho cercato di fare la stessa cosa in campo e di comportarmi come una delle leggende dello sport".  LeBron ha apprezzato le parole di Andreeva e ha risposto pubblicando una storia sul proprio profilo Instagram: "Congratulazioni Mirra!Felice di aver aiutato, ma onestamente, sei riuscita a fare tutto questo da sola!

Tutto il tuo duro lavoro, la tua energia e la tua dedizione al tuo mestiere.Continua così!", è stato il messaggio del campione NBA. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, il piano per la Cina: cosa cambierà per Hamilton e Leclerc

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(Adnkronos) – Obiettivo riscatto per la Ferrari.Dopo il flop in Australia, dove Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno chiuso rispettivamente all'ottavo e al decimo posto il primo Gp della nuova stagione di Formula 1, la Rossa vola a Shanghai per il Gran Premio di Cina, in programma domenica 23 marzo.

La scuderia di Maranello troverà condizioni differenti, ma non necessariamente più favorevoli, rispetto a Melbourne e spera di sfruttare appieno il potenziale della nuova SF-25, che fin qui ha deluso le aspettative. Il team principal Frederic Vasseur sta lavorando insieme agli ingegneri per sistemare tutto quello che non ha funzionato in Australia e, in particolare, creare una vettura più a misura di Lewis Hamilton.Il pilota inglese, che da quest'anno ha sostiuito Carlos Sainz al fianco di Leclerc, è parso non a suo agio con la nuova macchina, finendo in testacoda durante le qualifiche di Melbourne e lasciando trasparire evidente nervosismo, proprio come il monegasco, via radio durante il Gp.
 A deludere è stato soprattutto il passo gara, non all'altezza della McLaren, trionfatrice lo scorso weekend con Lando Norris, ma anche di quello della Red Bull e della Mercedes.

Nonostante gli ottimi tempi fatti segnare durante le prove libere australiane, la Ferrari non è stato competitiva né in qualifica né in gara, mostrando problemi con il sottosterzo e con la prestazione delle gomme, surriscaldate nonostante la pista bagnata.La configurazione aerodinamica della macchina ha tradito, così come la strategia, fallace, messa in atto in gara. Fondamentale sarà quindi imparare dai propri errori, per non perdere troppo terreno fin da subito sia in classifica Piloti che Costruttori.

Difficile vedere un'aerodinamica diversa già in Cina, mentre qualche modifica potrebbe arrivare per risolvere il problema del sottosterzo e rendere la vettura più reattiva, specialmente in curva, come chiesto espressamente da Hamilton. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malore su traghetto Napoli-Palermo, studentessa 17enne muore in gita

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(Adnkronos) – Malore mentre è sul traghetto in gita, morta una studentessa 17enne.La ragazza, che studiava all'istituto superiore per geometri Manetti-Porciatti di Grosseto, si trovava sul traghetto che da Napoli doveva portare la sua classe, la quarta di indirizzo informatico, a Palermo.  La 17enne – secondo quanto si apprende – sarebbe morta nella notte, poco dopo essere rientrata in cabina.

Vani i soccorsi.La ragazza si sarebbe accasciata, perdendo i sensi. La giovane ha accusato il malore mentre il traghetto era al largo, tra Massa Lubrense e Capri, a circa 40 miglia dalla costa, in acque internazionali.

Secondo quanto si apprende, la macchina dei soccorsi si è messa subito in moto ma, nonostante i tentativi di rianimazione, per la 17enne non c'è stato nulla da fare.Trasportata a bordo di una motovedetta, è deceduta poco prima dell'arrivo nel porto di Sorrento. A bordo, insieme ai soccorritori, sono intervenuti i militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

La salma adesso è a disposizione della Procura di Torre Annunziata, che ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti.Sul corpo della studentessa – trasferito presso l'obitorio di Nocera Inferiore (Salerno) – sarà disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso e il reato che sarà ipotizzato presumibilmente è quello di omicidio colposo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Leonardo Candellone è il protagonista assoluto della 30ª giornata della Serie BKT 2024-2025

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L’attaccante della Juve Stabia ha trascinato la sua squadra alla vittoria contro il Modena con una doppietta da urlo, guadagnandosi il titolo di Player of the Week.

La sua prestazione è stata determinante per il successo della Juve Stabia, che grazie ai suoi gol ha conquistato tre punti fondamentali per la corsa verso “Itaca 2.0” (salvezza). Candellone ha dimostrato grande freddezza sotto porta, realizzando due reti di pregevole fattura che hanno mandato in visibilio i tifosi stabiesi.

La sua doppietta è solo l’ultima perla di una stagione fin qui molto positiva, che lo ha visto affermarsi come uno dei migliori attaccanti della Serie BKT. Candellone è un giocatore completo, dotato di grande tecnica e senso del gol, capace di fare la differenza in ogni momento della partita.

Il premio di Player of the Week è un riconoscimento meritato per la sua prestazione, che conferma il suo talento e la sua importanza per la Juve Stabia.

Il comunicato della Lega Serie B

Leonardo Candellone è stato protagonista della vittoria per 2-1 con cui la Juve Stabia ha superato il Modena nel turno di Serie BKT appena disputato. Tre punti pesanti arrivati a questo punto della stagione grazie ai quali le vespe alimentano i propri sogni playoff. La punta gialloblù diventa così il Player of the Week e, analizzando i dati “powered by Opta”, è stato uno dei due giocatori, con Mattéo Tramoni, che ha realizzato una marcatura multipla in questa giornata di campionato (doppietta per entrambi).

Nel periodo considerato, nessun attaccante ha vinto più contrasti di Candellone: due, come Pietro Iemmello, Domenico Berardi e Patrick Nuamah.

Il “27” gialloblù ha tentato due tiri in porta e ha giocato sette palloni in area di rigore avversaria nel match contro il Modena: due primati tra i giocatori scesi in campo in questa sfida.

Inoltre, Candellone ha preso parte a tre reti nelle ultime due presenze in Serie BKT (una doppietta e un passaggio vincente), tante quante nelle precedenti 26 gare in questo campionato (tre gol).

Grazie alla sua prima marcatura multipla in Serie BKT, ha poi stabilito il suo record di marcature in match casalinghi in un singolo torneo cadetto (tre) dopo che nelle due precedenti stagioni nella competizione non aveva mai messo a segno più di una rete davanti ai propri tifosi (una sia nel 2021/22 che nel 2019/20 con il Pordenone).

Con la doppietta al Modena, gli emiliani diventano gli unici avversari contro cui Leonardo Candellone vanta all’attivo più di una rete in Serie BKT (due gol in due presenze).

Stefano De Martino: “Ho comprato casa ai miei genitori”. La confessione a ‘Cinque Minuti’

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(Adnkronos) –
Stefano De Martino si è raccontato in collegamento con lo studio di Bruno Vespa a 'Cinque minuti', nella puntata andata in onda ieri, lunedì 17 marzo.Il conduttore, parlando del successo di Affari Tuoi ha svelato di aver comprato recentemente casa ai suoi genitori, un sogno che nutriva da tempo. "È stato il momento di restituzione di tutti i sacrifici.

Credo sia nell'ambizione di tutti noi figli, provare a dare qualcosa indietro rispetto all'amore smisurato che ci danno i nostri genitori. È stata una delle cose che avevo in mente di fare e sono molto felice di esserci riuscito", così Stefano De Martino ha parlato del legame con la sua famiglia.  
E sul successo di Affari Tuoi, il 35enne ha detto: "Credo che i telespettatori abbiano sviluppato una sorta di familiarità nei miei confronti.Questo è il bello del programma, che si diventa proprio di casa.

In quella fascia oraria sono un po' tutti davanti alla televisione.La familiarità cresce giorno dopo giorno e così anche la platea", ha spiegato il conduttore.  Stefano De Martino ha raccontato di essere molto orgoglioso del successo ottenuto: "Mi fa piacere ricevere un po' di messaggi di nipoti che guardano il programma con i nonni oppure di figli che lo guardando i loro genitori.

Mi rendo conto che c'è tutta la famiglia davanti alla tv".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto a 105 anni ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d’Inghilterra

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(Adnkronos) –
John 'Paddy' Hemingway, ultimo pilota sopravvissuto alla Battaglia d'Inghilterra, è morto: aveva 105 anni.La Royal Air Force (Raf) ha comunicato il decesso avvenuto lunedì 17 marzo nella sua residenza di Dublino.

All'epoca dei combattimenti, Hemingway aveva vent'anni.  Nato a Dublino nel 1919, si arruolò nella Raf nel 1938.Diventato capitano di squadriglia Hemingway si ritirò dalla Raf nel 1974.

Era l'ultimo testimone dei 'The Few' (I Pochi), quel gruppo di ardimentosi piloti che respinsero le forze armate tedesche durante la Battaglia di Inghilterra, nonostante fossero in inferiorità numerica. Hemingway svolse un ruolo fondamentale nella difesa della Gran Bretagna contro gli incessanti raid aerei condotti dalla Luftwaffe, la forza aerea tedesca, dal luglio al settembre 1940, dopo la caduta della Francia.La squadriglia del pilota riuscì ad abbattere 90 aerei nemici nell'arco di 11 giorni nel maggio 1940, ha ricordato la Raf. Nel corso degli scontri aerei con i velivoli tedeschi, nell'agosto del 1940, Hemingway fu costretto a due lanci con il paracadute dal suo cacciabombardiere Hurricane.

In una di queste occasioni ammarò al largo della costa orientale inglese, prima di riaggregarsi al suo squadrone e riprendere le operazioni.Nel 1941 ricevette la Distinguished Flying Cross per il coraggio dimostrato in combattimento.

In un'intervista rilasciata alla Bbc nel 2020, Hemingway rifiutò le attribuzioni di eroismo, dichiarando: "Il mondo era in guerra, e non si poteva andare da qualche parte e dire: 'Sono in pace e non combatto guerre'.L'abilità principale era la fortuna.

Dovevi essere fortunato, non importa quanto fossi bravo.Per esempio, il mio capo, Dickie Lee, era il miglior pilota che abbia mai visto, ma è stato abbattuto e ucciso.

Quindi non ha avuto fortuna.Io ho avuto una fortuna incredibile".  Hemingway ha proseguito il servizio nella Royal Air Force durante gli anni successivi, durante la Seconda guerra mondiale: mentre duellava contro i caccia nazisti, precipitò colpito dalla contraerea nei cieli italiani durante una missione di attacco al suolo per colpire una colonna corazzata tedesca nell'aprile 1945.

Fu una famiglia italiana a nasconderlo e proteggerlo, ancora tramortito dall'atterraggio di emergenza.Fu una bambina di nove anni di Coccanile di Copparo (Ferrara), Carla Fabbri, che lo salvò accompagnandolo verso le linee angloamericane, travestito da contadino. Nel 2023 attraverso 'Il Messaggero' l'ex aviatore irlandese lanciò un appello per incontrare quella bimba italiana, che però non c'era più da una decina d'anni.

Nel 2024 però, ha potuto incontrare, a Dublino, Lina Volpi, la figlia di Carla Fabbri, che di anni ne ha 62 e che è cresciuta con i racconti di quella storia, di quel pilota straniero arrivato in casa loro in cerca di aiuto, accolto, rifocillato e aiutato a fuggire.  Il primo ministro inglese, Keir Starmer, ha reso omaggio a Hemingway, dichiarando: "Sono addolorato dalla notizia della scomparsa di John 'Paddy' Hemingway, l'ultimo pilota noto della Battaglia d'Inghilterra.Ottant'anni fa, il coraggio e la determinazione di Paddy e di tutti i coraggiosi piloti della Raf contribuirono a porre fine alla seconda guerra mondiale.

Hanno sorvolato senza paura il territorio nemico per proteggere il Regno Unito e i suoi alleati, rischiando la vita".In un post sui social media il principe William ha scritto: "Dobbiamo molto a Paddy e alla sua generazione per le nostre libertà di oggi.

Il loro coraggio e il loro sacrificio saranno sempre ricordati".  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)