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Turchia, sindaco di Istanbul interrogato in tribunale. Proteste in piazza

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(Adnkronos) – Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, è stato interrogato oggi, sabato 22 marzo, nel tribunale di Caglayan dopo l'arresto di mercoledì con l'accusa di "corruzione e sostegno a un'organizzazione terroristica".Accuse che lui stesso ha definito "immorali e senza fondamento".

Il primo cittadino sarà portato davanti al procuratore che deciderà sull'esito della sua custodia.I termini scadono domani, ha annunciato il suo staff. L'ufficio del governatore di Istanbul ha esteso e inasprito oggi il divieto di assembramenti in città a causa delle proteste in corso contro la detenzione del sindaco di Istanbul.

Il nuovo divieto sarà in vigore fino al 26 marzo e proibisce, tra le altre misure, comizi, dichiarazioni alla stampa, marce, sit-in e distribuzione di volantini.Le autorità hanno anche limitato l'ingresso a Istanbul di individui o gruppi sospettati di voler partecipare ad “azioni illegali”, ha annunciato l'ufficio del governatore sul suo sito web.

Sfidando il divieto, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Istanbul, radunandosi davanti all'ufficio del sindaco e al tribunale, dove Imamoglu era stato portato per essere interrogato.  "Stanno facendo di tutto per creare tensione nelle nostre città, specialmente a Istanbul.Da quattro giorni stanno facendo di tutto per disturbare la pace della nazione e polarizzare il nostro popolo" ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan rilanciando le accuse contro il Chp, il Partito repubblicano del popolo del sindaco di Istanbul.

In un discorso in occasione della cena di Iftar (che chiude la giornata di digiuno del Ramadan) del suo partito Akp, Erdogan ha rivendicato: "La Turchia è un Paese democratico, c'è lo Stato di diritto, è un Paese dominato dalla legge.Lasciamo che i tribunali decidano a nome della nazione turca senza alcuna pressione.

Che lo si accetti o meno, nulla è al di fuori del campo di applicazione della legge". "State usando il terrore della piazza contro la volontà nazionale.State cercando di creare un'atmosfera di caos nelle città.

Le nostre città non cederanno alla corruzione e all'ingiustizia”, ha accusato ancora Erdogan, citato dalla televisione Tgrt Haber, avvertendo che "i giorni in cui si scende in piazza e si dirotta la volontà nazionale con organizzazioni di sinistra e teppisti sono finiti". "La gestione della politica e della giustizia con il terrore di strada è finita", ha continuato il presidente turco, secondo cui il Chp è "nelle mani di ladri". Quindi, rivolto al leader del partito di opposizione, Ozgür Ozel, ha scandito: "Non puoi dire che non c'è corruzione, di cosa hai paura, chi pugnalerai alle spalle la prossima volta?I sinceri cittadini del Chp non possono sopportare di vedere di nuovo la stessa vergogna.

A meno che il Chp non venga ripulito da questi saccheggiatori, non sarà mai in grado di riconquistare la sua reputazione politica".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federica Brignone vince la Coppa del mondo di sci

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(Adnkronos) – Federica Brignone conquista oggi, sabato 22 marzo, la sua seconda coppa del mondo generale nello sci alpino femminile, dopo la cancellazione della discesa libera delle finali di Coppa del Mondo a Sun Valley.Il successo, cinque anni dopo il primo, arrivato in una stagione caratterizzata dall'annullamento della parte finale a causa della pandemia di Covid-19, con l'azzurra che aveva addirittura ricevuto il premio per posta.

Con sole tre gare da disputare, i punti rimasti a disposizione sono 300 e l'elvetica Gut-Behrami non può più raggiungerla.La Brignone ha conquistato oggi matematicamente anche la coppa del mondo di specialità di discesa libera. "No, è una cosa folle e pazza, perché se me l'avessero detto a inizio stagione mai ci avrei creduto, ma mai avrei creduto neanche di arrivare all'ultima gara, intanto come leader della classifica e per giocarmi la Coppa del Mondo, quindi è qualcosa di speciale e incredibile" ha detto a caldo Federica Brignone. "Ovviamente mi sarebbe piaciuto fare la gara oggi e giocarmela, mi sentivo molto meglio, avevo messo apposto dei punti, avevo guardato il video bene, però questo è lo sci, questo è uno sport outdoor e purtroppo ogni tanto non si possono fare le gare". "In un giorno senza la manche, senza l'adrenalina della gara, è ovviamente un po' più difficile e col fatto che rimandassero, comunque, oggi è stata una gara di prova di tensione, perché comunque si gareggia o non si gareggia, cosa fai, come ti attivi.

Sono andata in palestra stamattina, ho invertito le giornate, non ho sciato stamattina ma ho fatto la palestra anche in vista di domani, perché comunque domani per me sarà un'altra gara importante.E vieni in pista e fare una discesa alle tre di pomeriggio è qualcosa comunque di strano e ti mette a dura prova i nervi, quello sicuramente.

Però dall'altra parte c'era la possibilità che cancellassero, un po' lo sapevo, un po' continuavo a dirmi no, no, la gara si fa, la gara si fa, la gara si fa, mi sentivo già meglio di ieri, avevo visto bene il video, avevo visualizzato bene, ero sicura di poter far meglio di ieri, poi me la sarei giocata fino alla fine in pista", ha aggiunto la Brignone. "Cambiare così la tua giornata?Ma io sono una che da tutto in realtà, è una delle mie più grandi qualità, posso, cioè mi possono cambiare tutto e non mi interessa, nel senso sono abituata da sempre, chi fa questo sport da una vita comunque si è abituato, si parte domani, no non si parte, la gara si fa, la gara non si fa, comunque è anche quell'abitudine.

Io in queste cose sono molto adattabile, mangio tutto, veramente non ho problemi di niente, quindi, questa è una delle situazioni dove io ho meno problemi, sicuramente".  "Le Coppe ricevute per posta non mi erano piaciute?No, quelle non mi erano piaciute, per fortuna ne avevo vinta una a Meribel, ed era stata consegnata sul podio e non la dimenticherò mai, e quindi quest'anno penso che sarà qualcosa di veramente speciale", ha aggiunto Brignone che però già pensa a domani. "Sono molto emozionata da una parte, dall'altra sono già nel setting di domani, voglio già tenere le energie per la gara di domani, dove mi gioco comunque un'altra Coppa del Mondo e quindi sono qua ed è qualcosa che è incredibile, dall'altra parte sono qua che dico ok per domani cosa devo fare, come mi devo organizzare, quindi no.

E' una giornata fantastica".  Brignone nasce a Milano il 14 luglio 1990 da papà Daniele maestro e allenatore di sci e mamma Maria Rosa Quario, sciatrice professionista negli anni '70 e '80 e oggi nota giornalista.La famiglia si trasferisce dopo pochi anni in Valle d’Aosta, dove inizia a coltivare la passione per lo sci.

Mette subito in mostra un grande talento e a soli 15 anni (il 1° dicembre 2005) fa l'esordio nel 'Circo Bianco', partecipando al gigante di Alleghe, una gara Fis.Nella stessa stagione debutta in Coppa Europa e vince i titoli italiani juniores di slalom e gigante.

Nel dicembre 2007 partecipa alla sua prima gara in Coppa del mondo, un gigante a Lienz dove non riesce a qualificarsi per la seconda manche.Il 24 ottobre 2009 conquista i suoi primi punti in Cdm grazie al 21º posto nel gigante di Sölden, mentre il 28 novembre successivo, alla seconda gara stagionale sale sul podio, a soli 19 anni, giungendo terza nel gigante di Aspen.  La valdostana continua a bruciare le tappe e nel febbraio 2011 arriva l'argento in gigante ai mondiali di Garmisch, dove si inchina per pochi centesimi alla slovena Tina Maze.

Dopo qualche anno di alti e bassi nell'ottobre 2015 arriva il primo successo in Cdm, con la vittoria nel gigante di Sölden.Nel 2018 ai Giochi di Pyeongchang, con il bronzo nell'amato gigante si mette al collo la prima medaglia olimpica.  Dopo la delusione dei mondiali di Are, dove non riesce a salire sul podio, nella successiva stagione arriva la grande soddisfazione di diventare la prima donna italiana a vincere la Coppa del Mondo generale, alla quale aggiunge quelle di gigante e combinata. L'anno seguente arriva da favorita ai mondiali di Cortina 2021 ma dopo il sesto posto nel gigante parallelo arrivano tre uscite di scena in slalom, gigante e combinata.

Nella classifica generale di Cdm è seconda dietro alla svizzera Lara Gut-Behrami.La carabiniera di La Salle si riscatta l'anno seguente ai Giochi di Pechino 2022, dove è argento in gigante (dove la precede solo la svedese Sara Hector) e bronzo in combinata.

Il primo titolo iridato lo conquista sulle nevi francesi di Meribel, in combinata.Si porta a casa anche l'argento in gigante dietro alla statunitense Mikaela Shiffrin. Nella stagione 2023-2024 si piazza al 2° posto sia nella Coppa del Mondo generale, sia in quelle di supergigante e di slalom gigante, superata in tutte e tre le classifiche dalla Gut, ma centra il suo record stagionale di podi (13) e vittorie (6).

Record di successi che polverizza in questa stagione dove totalizza 9 successi (5 in gigante, 3 in superg e uno in discesa), oltre a conquistare l'oro in gigante e l'argento in super G ai mondiali austriaci di Saalbach.Una carriera sensazionale con un solo neo, la mancata conquista dell'oro olimpico.

Tra meno di un anno ai Giochi di Milano-Cortina la grande occasione per colmare questa lacuna.  "E' ancora tua!La nostra campionessa alza al cielo la seconda Coppa del Mondo generale sci alpino della sua carriera, dopo la cancellazione della discesa di apertura delle finali di Sun Valley negli Stati Uniti" scrive in un post su X il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "È festa grande per l'ennesimo traguardo storico raggiunto in una stagione dominata dall'azzurra, che continua a riscrivere tutti i primati della disciplina e si prende anche la sfera di specialità.

Sei fantastica, Federica.Sei un Mito italiano.

Complimenti anche allo staff tecnico e alla Fisi per questa grande impresa tricolore!". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, muore a 62 anni dopo liposuzione in una clinica privata

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(Adnkronos) – Una donna di 62 anni è morta martedì scorso in ospedale per le complicazioni, dovute a un intervento di liposuzione.La pensionata, di Pomezia, era in stato vegetativo dal 14 marzo scorso all'ospedale Grassi, dopo un'operazione di chirurgia estetica in una struttura privata della Capitale.

Il giorno precedente al decesso la figlia della donna aveva presentato una denuncia-querela ai carabinieri di Ardea nei confronti dei medici che avevano effettuato l'intervento.La salma è stata trasferita al Policlinico di Tor Vergata per eseguire l'autopsia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco in convalescenza, pneumologo: “Niente stress, 2 mesi importanti per recupero”

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(Adnkronos) – "Il Papa ha avuto una grave polmonite, come succede spesso in questi casi alcuni di questi germi rimangono – i cosidetti colonizzatori – nelle vie aeree, miceti in particolare per il Papa, e le cure durano mesi con terapie in compresse.Molti di questi pazienti che hanno la polmonite bilaterale hanno necessità di ossigeno e il Papa continuerà anche a Santa Marta.

E questo succede spesso, abbiamo migliaia di persone assistite in queste condizione in Italia.Per loro, come per il Santo Padre, c'è uno scadimento generale del fisico, dal punto di vista motorio con una perdita muscolare e di peso.

Ora per il Papa si avvia verso questa fase di riabilitazione e convalescenza che, hanno sottolineato i medici, sarà di due mesi.E' una prospettiva importante, dovrà riguardarsi, lavorare il giusto, meglio non ricevere troppe persone e nessun viaggio all'estero".

Lo spiega all'Adnkronos Salute Claudio Micheletto, direttore dell'Unità operativa complessa di Pneumologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Verona e presidente dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), commentando la conferenza stampa al Policlinico Gemelli dei medici che hanno curato il Papa.  "Nei casi come quello del Papa si fanno 3-4 scalini verso il basso e non sempre si torna indietro.E' lucido e orientato, ma già non aveva una grandissima mobilità – avverte Micheletto – che torni come prima è difficile.

Si è parlato della voce, ma per parlare serve energia e fiato è normale che dopo quello che avuto ci voglia del tempo.Si rimane debilitati ma questo non vuole dire che abbia deficit neurologici perché parla non come prima.

Ha avuto episodi importanti di insufficienza respiratoria, il ritorno allo status precedente riguarda persone più giovani e senza comorbidità come ha invece il Papa.I due mesi di convalescenza sono importanti e vedremo sicuramente altri piccoli miglioramenti".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frana minaccia abitazioni in Valtellina, evacuate 150 persone – Video

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(Adnkronos) – Un movimento franoso ha minacciato diverse abitazioni in Valtellina e precisamente nella frazione di Cataeggio, nel comune di Valmasino, in provincia di Sondrio. 
Circa 150 persone sono state evacuate a seguito dell'ordinanza che impone l’abbandono delle abitazioni.La situazione è diventata particolarmente critica dopo i rilievi effettuati sulla frana, già sotto monitoraggio tramite strumentazioni tecniche avanzate. Per tutelare la sicurezza dei cittadini, è stata istituita una "zona rossa" che vieta l’accesso all’area colpita.

Inoltre, è stato allestito un Pca (Posto di Comando Avanzato) per coordinare le operazioni di soccorso.Sul posto operano squadre dei vigili del fuoco, unità di soccorso e rappresentanti delle autorità locali, impegnati a gestire l’emergenza e a garantire l’incolumità della popolazione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, Eva Grimaldi e Imma Battaglia: “Da bambine siamo state molestate”

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(Adnkronos) –
Eva Grimaldi e Imma Battaglia, ospiti oggi, sabato 22 marzo, a Verissimo, hanno parlato della loro storia d'amore e del legame che le unisce dal 2019, quando si sono promesse amore eterno in unione civile.  E con la voce rotta dal pianto, nello studio di Silvia Toffanin le due hanno raccontato di aver subito delle molestie quando erano bambine.  La prima a raccontare il brutto episodio è stata Eva Grimaldi: “Andavo alle elementari, avevo 9 anni.Un giorno andai con un amico di famiglia a vedere la nuova casa che stava preparando per me e la mia famiglia.

Entriamo in casa e mi porta in camera, cosa che ho trovato subito assurda.Mi disse di sistemarmi sulla rete del letto e mi ha tirato su le gambe, cominciando a toccarmi le cosce", spiega la Grimaldi con la voce rotta dal pianto.  "Io non volevo che andasse oltre, ho cercato di allontanarlo non avevo la forza per fermarlo, allora lui mi portò in bagno e cominciò a masturbarsi e mi costrinse a guardarlo.

Io piangevo disperata ma non potevo scappare", ha concluso la 63enne. Anche Imma Battaglia ha vissuto un episodio che l'ha segnata nel profondo: "È successo anche a me, anche se ero più grande, avevo dodici anni.Era anche lui un amico di famiglia.

Mi portò nel suo studio.Non capivo cosa volesse fare.

Era tutto strano e terribile".  Silvia Toffanin ha chiesto alle due per quale motivo non ne hanno mai parlato con nessuno.Eva Grimaldi ha detto di averne parlato con i genitori quando aveva 30 anni: "L'ho detto quando è venuto a mancare.

Avevo tanta paura.Ogni volta che lo incontravo mi aggrediva con uno sguardo che era come una minaccia.

Nemmeno i miei fratelli lo sapevano".E, insieme, le due concludono: "Ricordiamo sempre che bisogna denunciare".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco domenica lascia il Gemelli: “Ha rischiato due volte la vita”

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(Adnkronos) – Papa Francesco sarà dimesso dal Gemelli: domenica torna a Santa Marta.Lo ha detto oggi, sabato 22 marzo, durante il briefing con la stampa il professor Sergio Alfieri che coordina il team di medici, che ha in cura Bergoglio da quando 37 giorni fa è stato ricoverato al Policlinico di Roma per una polmonite bilaterale. "Il Santo Padre al momento del ricovero si presentava con una insufficienza respiratoria acuta dovuta a una infezione polimicrobica – ha aggiunto Alfieri -.

Quindi virus, miceti e batteri.Questi hanno determinato una polmonite bilaterale severa che ha richiesto un trattamento farmacologico combinato.

Durante il ricovero del Santo Padre hanno presentato due episodi molto critici nei quali il Papa è stato in pericolo di vita.Le terapia farmacologiche, l'ossigeno ad alti flussi e la ventilazione meccanica non assistita, hanno fatto registrare un lento e progressivo miglioramento facendo uscire il Santo Padre dagli episodi più critici".  "Il Santo Padre non è mai stato intubato – precisa il Professore -.

E' sempre rimasto vigile, orientato e presente.Il Papa verrà dimesso domenica in condizioni cliniche stabili, da almeno due settimane, ovviamente da parte di tutta l'èquipe di medici che hanno seguito il Santo Padre qui al Gemelli c'è la prescrizione di continuare parzialmente le terapie farmacologiche che dovrà ancora effettuare per molto tempo per via orale ed è molto importante la raccomandazione di un periodo di riposo in convalescenza per almeno due mesi". "Continuerà la terapia respiratoria a Santa Marta.

Ci vorrà tempo per far tornare la voce come prima". "Quando si è avuta una polmonite bilaterale e i polmoni sono stati danneggiati, anche i muscoli respiratori in difficoltà, una delle prime cose che accade è che si perde un po’ la voce".  Che potrà fare il Papa tornando a Santa Marta? "La raccomandazione è di prendersi l'adeguato periodo di riposo e di convalescenza, quindi, immediatamente non potrà riprendere l’attività lavorativa con gruppi di persone o importanti impegni che potrà effettuare probabilmente, dopo la convalescenza prescritta e dopo che si potranno registrare i miglioramenti clinici attesi", ha spiegato Alfieri. "Se il Santo Padre può essere dimesso con le prescrizioni" di due mesi di riposo in convalescenza "è perché le infezioni più gravi si sono risolte.Ci sono alcuni batteri che sono stati sconfitti, alcuni virus, la cui carica virale si è ridotta, magari sono virus che abbiamo anche noi.

Alcuni miceti si sono ridotti e richiederanno tanto tempo per essere sconfitti.Non ha più la polmonite bilaterale, è completamente guarito da tutte le specie polimicrobiche.

Ma ci vorrà del tempo", ha detto Alfieri. “Quando si riesce a fare sì che ci sia una dimissione dopo avere raggiunto la stabilità, gli ulteriori progressi sono a casa propria anche perché l’ospedale – pure se può sembrare strano dirlo – è il posto peggiore dove fare la convalescenza perché si possono prendere più infezioni”, ha osservato Sergio Alfieri. "Voleva tornare a casa giorni fa, ma ci ha ascoltato" precisano i medici del Gemelli che raccontano anche come sia "contentissimo" di uscire dall'ospedale. "Ci ha detto 'sono ancora vivo', si capisce che ha ripreso il suo buonumore" sottolineano.Quanti chili ha perso il Papa dopo oltre un mese di ricovero? "Non lo abbiamo pesato, però, sarà dimagrito.

Lo vedrete domani quanto gli si è allargata la veste, sarà dimagrito, ma ne ha di riserve" osserva Alfieri. "Scrive.Si alimenta.

Quando è stato molto male si alimentava di meno.Ora che sta meglio ha ricominciato ad alimentarsi progressivamente un po’ di più" conclude. "Il Santo Padre tornerà a Santa Marta per una dimissione protetta – ha detto Luigi Carbone, medico del Papa che ha affiancato Alfieri nella conferenza stampa – che richiederà una convalescenza.

Naturalmente a Santa Marta abbiamo valutato, con i colleghi che hanno seguito il Papa al Gemelli, i fabbisogni e come tutti i pazienti di 88 anni, che vengono dimessi e hanno avuto polmonite, avrà bisogno di ossigeno finché ne avrà bisogno e che la direzione Sanità Vaticana può offrire a Santa Marta". "E' stabile da due settimane, l'ospedale è il posto peggiore per la convalescenza" aggiungono, precisando che il Pontefice "non è diabetico" e "non ha avuto il Covid". "Il Papa non è diabetico.Quando si ha una infezione così grave, ci sono tanti elementi che si squilibrano, non solo la glicemia, per cui è stato consultato il diabetologo per aiutarci a correggere la glicemia nella fase dell’infezione ma il Papa non è diabetico". 
Luigi Carbone, medico referente del Papa, ha spiegato che "a Santa Marta avrà bisogno di ossigeno, poi la direzione di Sanità e igiene in Vaticano fa un servizio di 24 ore su 24 per le emergenze".

Che paure hanno i medici in questa nuova fase per il Papa? "Parliamo di una persona di 88 anni – ha spiegato Carbone -.Riacutizzazioni e nuove infezioni ci possono essere ma non ci sono paure oltre quelle.

Quanto al recupero della parola, difficile poterlo dire.Speriamo in tempi brevi".  Il Papa potrà tornare a viaggiare? “Difficile potete fare previsioni essendo una convalescenza.

Speriamo di si”, ha detto il medico referente del Papa in Vaticano.Il portavoce del vaticano, Matteo Bruni, ha sintetizzato: “Si vedrà in base ai miglioramenti che ci sono".  Domenica, come anticipato dalla Sala Stampa Vaticana, "Papa Francesco ha intenzione di affacciarsi dal Policlinico Agostino Gemelli di Roma per un saluto e una benedizione al termine dell'Angelus che verrà distribuito in forma scritta come nelle scorse settimane”.

Dopo, aggiungono i suoi medici, tornerà a Santa Marta.   Papa Francesco, intanto, ha voluto rivolgersi ai fedeli con un messaggio scritto dal Gemelli. “Anche se non posso essere fisicamente presente in mezzo a voi, vi esprimo la mia grande gioia nel sapervi uniti a me e tra di voi nel Signore Gesù, come Chiesa.Vi benedico e prego per voi" ha scritto, rivolgendosi ai pellegrini di diverse diocesi, tra cui quella di Napoli. "Vi raccomando: anche voi continuate a pregare per me” ha aggiunto.  “Saluto voi e i vostri Vescovi in occasione dei Pellegrinaggi giubilari diocesani che state compiendo.

In essi si esprime l'unità che vi raccoglie come comunità attorno ai vostri Pastori e al Vescovo di Roma, nonché l’impegno ad abbracciare l’invito di Gesù a entrare 'per la porta stretta'". "L’amore è così: unisce e fa crescere insieme.Per questo, pur con cammini diversi, vi ha portati qui insieme presso la tomba di Pietro, da cui potrete ripartire ancora più forti nella fede e più uniti nella carità.

In questi giorni ho sentito tanto il sostegno di questa vostra vicinanza, soprattutto attraverso le preghiere con cui mi avete accompagnato”, ha scritto il Pontefice. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Digitale, Bolis (Fondazione Cariplo): “Comunicazione digitale strumento da saper gestire”

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(Adnkronos) – “La comunicazione digitale è uno strumento che dobbiamo imparare a gestire bene.I canali che la veicolano hanno un grosso potenziale, ma nascondono anche parecchie insidie.

Recenti fatti di cronaca dimostrano quanto siano pervasivi i media digitali e i social network che talvolta mettono una pressione così forte da portare, purtroppo, alcuni ragazzi e alcune ragazze al suicidio”.A dirlo Dario Bolis, direttore della comunicazione di Fondazione Cariplo, in un’intervista rilasciata all’Adnkronos in occasione della prima edizione del Digital journalism fest, un evento ideato e prodotto dal giornalista Francesco Oggiano e dedicato al futuro dell'informazione e della comunicazione digitale.

L’evento si svolge oggi fino alle 22, al centro culturale Base Milano. A stimolare la nascita del festival l'esigenza di mettere in contatto chi innova il settore della comunicazione con chi desidera comprendere meglio il mondo dell'informazione.In questo contesto “Fondazione Cariplo pone attenzione ai temi della comunicazione digitale per diversi motivi – spiega Bolis – il primo è educativo: un recente studio realizzato dall'istituto Toniolo dell'università Cattolica di Milano ha messo in evidenza, tra le altre cose, che 1 ragazzo su 3 mette like a notizie o contenuti fake”.  Ciò contribuisce, inevitabilmente, a "distribuire contenuti fasulli, che minano alla base la cultura della verità e della correttezza, della costruzione del sapere di ciascuno di noi.

Con evidenti effetti che sono sotto gli occhi di tutti – dice – Dobbiamo, quindi, promuovere una cultura della formazione e dell’educazione all’utilizzo di questi media che ristabilisca da un lato la verità delle cose e dall'altro che utilizzi questi strumenti per il potenziale positivo, non negativo”. Per Fondazione Cariplo la comunicazione digitale “è una grande opportunità per tutti.Soprattutto per gli enti del terzo settore che hanno bellissimi progetti e storie da raccontare, ma che non hanno competenze adeguate per utilizzare certi strumenti”, sottolinea Bolis.

La comunicazione digitale “può essere fondamentale anche come strumento di raccolta fondi – aggiunge – Oltre che uno strumento utile per sensibilizzazione su certi temi a volte difficili”.  Un esempio è la “campagna di comunicazione mondiale, promossa da Coordown, ‘Non prendete decisioni senza di noi’, che punta a lanciare un messaggio sulla disabilità: il vero coinvolgimento, la vera inclusione si fa laddove si creano spazi di decisione anche per chi è il proprietario del problema.Spesso invece sono le persone normodotate a scegliere per loro.

La campagna ha già fatto milioni di visualizzazioni in tutto il mondo – fa sapere – Funziona perché utilizza media e linguaggi moderni” ed è un esempio di come ci sia bisogno di “raccontare determinati argomenti nella maniera più moderna ed efficace possibile – sottolinea – Il Digital journalist fest con Francesco Oggiano – aggiunge – è anche l'occasione per imparare a fare una migliore comunicazione digitale”. Infine, Bolis si focalizza su una delle iniziative che testimonia l’attenzione di Fondazione Cariplo alla comunicazione digitale come strumento per ingaggiare le persone: “Abbiamo da poco lanciato un'iniziativa che si rivolge ai Neet, quei giovani che non studiano e non lavorano – annuncia – Sono circa 1 milione e 400mila in Italia, 57mila in Regione Lombardia.Con il progetto ZeroNeet Fondazione Cariplo e altri partner vorrebbero occuparsi di almeno 20mila di questi ragazzi.

Sappiamo che esistono e sappiamo che li troveremo in un contenitore virtuale.Metteremo in atto tutti i metodi possibili, anche di comunicazione legati al digitale, per raggiungerli e far sapere loro che ad attenderli c'è un’opportunità”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Digitale, Rebaglio (Fondazione Cariplo): “Con ZeroNeet puntiamo a 20mila giovani”

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(Adnkronos) – “Gli strumenti di comunicazione digitale sono canali per ingaggiare le persone.Con Fondazione Cariplo e altri partner abbiamo lanciato il progetto ZeroNeet, un'iniziativa che si rivolge a quel milione e 400mila giovani in Italia che non studiano e non lavorano.

Vorremmo occuparci di almeno 20mila di questi ragazzi.Attiveremo anche metodi di comunicazione legati al digitale per raggiungerli e far sapere loro, i giovani che costruiranno il futuro del nostro Paese, che li sosteniamo e che offriamo loro un’opportunità”.

Così Andrea Rebaglio, direttore area intersettoriale di Fondazione Cariplo, in occasione della prima edizione del Digital journalism fest, ideato e prodotto dal giornalista Francesco Oggiano.Un festival dedicato al futuro dell'informazione e della comunicazione digitale che si svolge oggi 22 marzo, dalle 14 alle 22, al centro culturale Base Milano. “Fondazione Cariplo è attenta ai temi della comunicazione digitale anche per motivi educativi – fa sapere Rebaglio – È necessario promuovere una cultura della formazione e dell’educazione all’utilizzo di questi media per sfruttarne a pieno il potenziale positivo e contrastare la diffusione di notizie fasulle”.

La Fondazione sostiene più di 1300 progetti l'anno.La comunicazione digitale rappresenta per gli enti del terzo settore una grande opportunità per comunicare “i loro progetti”, ma spesso mancano le “competenze per utilizzare certi strumenti”, puntualizza Rebaglio.  Non solo.

I canali digitali si costituiscono anche prezioso strumento “di raccolta fondi” e un efficace canale di diffusione “per sensibilizzazione su temi non sempre facili”.Rebaglio fa sapere infatti che la “campagna di comunicazione mondiale, ‘Non prendete decisioni senza di noi’, promossa da Coordown, ha raggiunto milioni di persone con un importante messaggio sulla disabilità”.

La potenza della campagna è stata sorretta da “media e linguaggi moderni”, specifica.A conferma che il Digital journalist fest di Francesco Oggiano può essere “l'occasione per imparare a migliorare la comunicazione digitale”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, decreto di Putin: obbligo passaporto russo per chi vive nei territori occupati da Mosca

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(Adnkronos) – Vladimir Putin fa pressioni sugli ucraini in Russia e nei territori occupati nel loro Paese d'origine perché prendano – entro il 10 settembre – la cittadinanza russa o scelgano in alternativa di vivere altrove.Questo quanto si legge nell'ultimo rapporto dell'intelligence britannica sulla situazione in Ucraina divulgato dal ministero della Difesa di Londra.  Putin ha firmato un decreto che obbliga i cittadini ucraini residenti nei territori occupati a "regolare il loro status giuridico" entro il 10 settembre, oppure a lasciare l'area. "Il decreto di Putin ha quasi certamente lo scopo di costringere i cittadini ucraini che si rifiutano di accettare passaporti e cittadinanza russi a lasciare il territorio ucraino occupato dalla Russia", si legge nel rapporto condiviso su X, che sottolinea come il Cremlino continui a perseguire una politica di "russificazione" nei territori ucraini occupati illegalmente come parte degli "sforzi di lunga data per estirpare la cultura, l'identità e la statualità ucraina". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, Barretta (Fimp): “Contro il calo coperture migliorare accesso all’anagrafe”

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(Adnkronos) – "Se vogliamo cercare di raggiungere gli obiettivi di copertura è necessario che tutti i pediatri abbiamo accesso all'anagrafe vaccinale dell'assistito per verificare le inadempienze e sollecitare la somministrazione delle dosi mancanti.A tale proposito diventa centrale che il pediatra possa vaccinare direttamente in ambulatorio, evitando che il bambino, quindi i genitori, si debbano recare al centro vaccinale in un secondo momento".

Lo ha detto Martino Barretta, coordinatore nazionale vaccini immunizzazione Federazione italiana medici pediatri (Fimp), in occasione della 2 giorni in corso a Torino 'Il bambino al centro: vaccinato e soddisfatto e Vaccinando su e giù per l’Italia', uno dei diversi appuntamenti organizzati da Fimp in varie regioni d'Italia per fare chiarezza sul tema della vaccinazione pediatrica e dell'anagrafe vaccinale. "Le coperture per le vaccinazioni obbligatorie sono buone, intorno al target del 95% indicato dal Pnpv, il Piano nazionale prevenzione vaccinale, ma il trend è in calo e con valori diversi nelle varie regioni", sottolinea Barretta. "Inoltre, per le raccomandate, che sono incluse nel piano vaccinale nazionale e hanno la stessa importanza delle obbligatorie, perché prevengono malattie con esiti gravi o mortali come meningite, le percentuali sono più basse.Infatti, per l'anti-meningococco è all'80%, secondo gli ultimi dati del 2023.

Ma il panorama è molto variegato nelle regioni: in alcune si arriva al 90% e in altre siamo intorno al 60-65%". Nello specifico, "l'anagrafe vaccinale ha un ruolo fondamentale – illustra lo specialista – perché permette di monitorare l'andamento delle coperture e, nel caso di inadempienza, aiutare il recupero delle somministrazioni anche con la chiamata attiva.Oggi le Regioni hanno informatizzato l'anagrafe vaccinale, manca però la possibilità di accesso da parte di tutti gli specialisti.

Secondo un'indagine recente fatta da Fimp, quasi il 20-30% dei pediatri non ha accesso alla piattaforma per vedere tutte le vaccinazioni.Manca poi una piattaforma nazionale, alimentata dalle anagrafi regionali, come previsto dagli obiettivi del Pnpv.

Questo strumento sarebbe importante per poter monitorare meglio le coperture anche per bambini che cambiano regione, cosa che attualmente non si può fare.Ovviamente c'è il cartaceo, ma con i limiti di essere dimenticato o perso o non aggiornato adeguatamente".  In questo contesto, evidenzia Barretta, "stiamo lavorando come Fimp perché tutti i pediatri abbiano accesso all'anagrafe vaccinale – cosa attualmente possibile in molte regioni solo ai centri – ma anche perché possano somministrare il vaccino in ambulatorio".  "In questo modo – spiega l'esperto – durante una visita, un bilancio di salute, ad esempio, il pediatra può abbastanza facilmente verificare la condizione vaccinale.

Nel caso di inadempienza ricorda ai genitori di recarsi al centro vaccinale, che significa prendere un altro appuntamento e portare il piccolo in un secondo momento per il richiamo.Se invece il pediatra può somministrare il vaccino in ambulatorio, non solo velocizza la procedura, ma anche migliora la copertura, anche dei raccomandati.

La somministrazione dei vaccini fatta dal medico che conosce il piccolo non risolve solo una questione organizzativa, ma rende più efficace l'intervento preventivo proprio per il rapporto continuativo di fiducia e di conoscenza del bambino.In Toscana, per esempio, dove i pediatri vaccinano, ci sono coperture più elevate". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, D’Avino (Fimp): “Sono tutti importanti, anche i raccomandati che sono in calo”

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(Adnkronos) – "Tutte le vaccinazioni sono importanti per prevenire le malattie trasmissibili.Il Piano nazionale prevenzione vaccinale raccomanda fortemente tutte le vaccinazioni.

Alcune sono considerate obbligatorie perché, in assenza della loro somministrazione, scattano delle sanzioni amministrative, ma in realtà tutti i vaccini previsti dal Pnpv sono ugualmente importanti.Come Fimp", insieme ai medici di "Fimmg, Simg e Siti, cioè gli igienisti, abbiamo costituito qualche anno fa il Calendario per la vita, un board scientifico che sostanzialmente identifica le vaccinazioni da fare da 0 a 99 anni, che sono state recepite dal piano nazionale".

Lo ha detto Antonio d'Avino, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), in occasione della 2 giorni in corso a Torino 'Il bambino al centro: vaccinato e soddisfatto e Vaccinando su e giù per l'Italia', uno dei diversi appuntamenti organizzati da Fimp in varie regioni d'Italia per fare chiarezza sul tema della vaccinazione pediatrica e dell'anagrafe vaccinale. "La copertura delle vaccinazioni per cui esiste l'obbligo – esavalente difterite, tetano, pertosse, antiepatite, antipolio e antiemofilo – che dovrebbe essere del 95% o superiore, è praticamente raggiunta in tutta Italia, salvo qualche rara eccezione – spiega D'Avino – Il discorso è diverso, per esempio, per le vaccinazioni raccomandate come quella contro il Papillomavirus (Hpv) o contro il meningococco B.Dopo l'emergenza pandemica, le vaccinazioni che hanno maggiormente risentito delle coperture vaccinali sono proprio quelle che si fanno nell'età adolescenziale o preadolescenziale.

Quella per la meningite B, per esempio, è in sofferenza rispetto alle coperture attese.Dobbiamo lavorare su due aspetti.

Il primo riguarda coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale che prevede 3 dosi.Il secondo è vaccinare gli adolescenti.

Talvolta la seconda o addirittura anche la terza dose non vengono effettuate".  "Il vaccino per il meningococco B – chiarisce il presidente Fimp – andrebbe co-somministrato, entro l'anno di vita, insieme all'esavalente e alle gocce di quello contro il rotavirus.In molti Paesi europei, anche in Uk, si fa tutto nella stessa seduta: l'iniezione non è come somministrare delle gocce, ma da un punto di vista di risposta immunitaria e di eventuali eventi avversi non è assolutamente vero che fare 3 punture determina maggiori rischi che farne 2.

In ogni caso, per non fare le 3 iniezioni in un'unica seduta, si rinvia la terza ai mesi successivi, con altri richiami".Per chiudere il ciclo vaccinale in questi bambini bisogna che "il pediatra di famiglia, a ogni bilancio di salute, controlli lo stato vaccinale – suggerisce D'Avino – Questo molto spesso avviene, perché per esempio in Campania abbiamo una piattaforma a cui accediamo e verifichiamo lo stato vaccinale degli assistiti.

A questo punto si dovrebbe invitare i genitori a prenotare il richiamo nel centro vaccinale.La cosa, dal punto di vista organizzativo, è molto più complessa rispetto alla possibilità di somministrare il vaccino nell'ambulatorio del pediatra di famiglia, contestualmente alla visita: è tutta un'altra cosa". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emanuela Orlandi e il fascicolo vuoto, De Priamo: “Preziose indicazioni, atteso riscontro Viminale”

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A una svolta il giallo del fascicolo vuoto su Emanuela Orlandi all'Archivio centrale dello Stato. "Le indicazioni ricevute dalla dottoressa Simona Greco, responsabile delle Raccolte Speciali dell'Archivio Centrale dello Stato, sono preziose per circoscrivere la ricerca dei documenti elencati nei fascicoli vuoti sul caso Orlandi che abbiamo ritrovato proprio presso l'Acs a gennaio scorso.C'è la possibilità che questi documenti siano stati a suo tempo, per qualche ragione, trattenuti presso l'ente originatore e cioè dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione, ex Ucigos, del ministero dell'Interno".

Lo afferma il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, senatore Andrea De Priamo.  "Attendiamo adesso un riscontro da parte del Viminale al quale avevamo inoltrato una richiesta di verifica proprio su questi atti, alcuni dei quali a noi sconosciuti, come ad esempio la corrispondenza intrattenuta all'epoca (1983) tra l'avvocato Gennaro Egidio, legale delle famiglie Orlandi e Gregori, con il ministero degli Esteri", conclude il presidente. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi è Zaynab Dosso, la regina azzurra della velocità

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Zaynab Dosso sfiora il sogno, ma a Nanchino agguanta comunque un risultato storico nei 60 metri.Dopo l'oro vinto pochi giorni fa agli Europei di Apeldoorn, l'azzurra si prende la medaglia d'argento ai Mondiali indoor in Cina.

Zaynab chiude la finale in 7"06, dietro alla svizzera Mujinga Kambundji (7"04).Dopo i migliori tempi registrati nelle qualificazioni, resta un pizzico di rimpianto per l'oro sfumato, che verrà presto superato dall'orgoglio di un argento da favola per lo sport italiano.  Nata il 12 settembre 1999 a Man, in Costa d’Avorio, Zaynab si è trasferita in Italia nel 2009.

Un viaggio intrapreso per ricongiungersi ai genitori, che qualche anno prima si erano spostati a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, per motivi di lavoro. “Za”, come la chiamano gli amici, ha scoperto l’atletica a scuola, durante le lezioni di educazione fisica.E da lì non ha più mollato la velocità, facendone una stella polare.

Atleta delle Fiamme Azzure, oggi vive e si allena a Roma con i consigli del suo allenatore Giorgio Frinolli. L’azzurra sta vivendo un periodo di crescita evidente, culminato con lo storico titolo europeo nei 60 indoor: "Quando entro in pista, quest'anno – aveva spiegato ai microfoni Rai – il mio obiettivo è arrivare prima in tutte le gare.Sono felice di crescere e maturare giorno dopo giorno.

Era il mio sogno, lo volevo e l’ho conquistato".Pochi mesi fa, Zaynab era stata già protagonista in altre grandi manifestazioni, trasformando il suo 2024 in un anno di svolta.

Chiuso con il bronzo nei 60 metri piani ai Mondiali indoor di Glasgow e con il bronzo nei 100 metri agli Europei di Roma.  Zaynab è una grande appassionata di basket, musica e fotografia. È molto legata alle sue origini e alla Costa d’Avorio.Non a caso, tra i suoi idoli c’è Didier Drogba: un simbolo del Paese, due volte vicecampione d’Africa con la nazionale.

Tra i punti di riferimento dell’azzurra ci sono anche Serena Williams e i campioni olimpici Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, compagni in nazionale. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mondiali indoor atletica, Dosso stellare: è argento nei 60 metri

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Zaynab Dosso vince la medaglia d'argento nei 60 metri ai Mondiali indoor di atletica a Nanchino, in Cina.Gara grandiosa dell'azzurra, che chiude in 7.06 dietro solo alla svizzera Mujinga Kambundji (7.04), pagando il tempo di reazione allo sparo.

Completa il podio il bronzo di Patrizia van der Weken (7.07).Per Dosso si tratta della seconda medaglia ai Mondiali indoor, dopo il bronzo agguantato a Glasgow nel 2024. Solo pochi giorni fa, la sprinter aveva conquistato l'oro sulla stessa distanza agli
Europei indoor di Apeldoorn
, nei Paesi Bassi, in una gara impreziosita dal nuovo primato italiano in 7.01.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trapani, donna muore azzannata al volto dal suo cane a Petrosino

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(Adnkronos) – Tragedia a Petrosino, nel trapanese, dove una donna di 62 anni è morta dopo essere stata azzannata dal suo cane.In un primo tempo si credeva che la vittima, Erina Licari di 62 anni, fosse stata aggredita da un randagio, invece a ucciderla è stato il suo meticcio.  La donna, come hanno ricostruito gli inquirenti, era andata nel garage dell'abitazione, un casolare in campagna, per dare da mangiare al cane quando è stata aggredita.

Il cane l'ha azzannata al volto e non ha dato scampo della donna.A trovarla senza vita è stato il marito, al suo ritorno a casa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Cina valuta invio peacekeeper: anche Pechino con i ‘volenterosi’?

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La Cina starebbe valutando di inviare in Ucraina proprie forze di peacekeeping unendosi alla cosidetta coalizione dei volenterosi europei nel caso in cui venisse raggiunto un accordo tra Kiev e Mosca per porre fine alla guerra.Lo scrive il giornale tedesco Welt Am Sonntag citando fonti diplomatiche europee informate. ''L'inclusione della Cina in una 'coalizione dei volenterosi' potrebbe potenzialmente aumentare l'accettazione da parte della Russia di truppe di mantenimento della pace in Ucraina", hanno dichiarato le fonti europee sottolineando che si tratta di una questione ''delicata''. La Russia, a intervalli regolari, si esprime contro la presenza di peacekeeper europei sul suolo ucraino.

Nelle scorse settimane, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Vladimir Putin non si sarebbe opposto alla presenza di soldati europei dopo l'eventuale accordo di pace per porre fine alla guerra.L'argomento non è stato più trattato dal presidente americano nelle ultime dichiarazioni, nemmeno dopo la telefonata con Putin – all'inizio della settimana – servita per concordare un cessate il fuoco parziale nel conflitto, con il teorico stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche. Intanto è confermato che giovedì prossimo, 27 marzo, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà a Parigi alla riunione della Coalizione dei volenterosi sulla pace e la sicurezza dell'Ucraina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Putin ha pregato per l’amico Trump dopo l’attentato”, la rivelazione di Witkoff

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Vladimir Putin ha "pregato per il suo amico" quando Donald Trump è stato vittima di un attentato durante la campagna elettorale lo scorso luglio.E' Steve Witkoff, inviato speciale del presidente americano per la Russia, a rivelare il dettaglio che gli è stato raccontato proprio da Putin.

Il presidente russo ha ricevuto Witkoff in un recente incontro a Mosca, nell'ambito dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. "Quando il presidente è stato ferito, Putin è andato nella sua chiesa e ha incontrato il suo prete e pregato per il presidente", ha detto Witkoff al giornalista Tucker Carlson ricordando l'attentato subito dal presidente americano a Butler, in Pennsylvania, durante un comizio a luglio. L'inviato speciale non ha esitato ad aggiungere che Putin "nutre sentimenti di amicizia" per il presidente degli Stati Uniti e "ha pregato per il suo amico".Witkoff ha riferito l'aneddoto a Trump e il presidente è rimasto "chiaramente colpito".  Inoltre, l'inviato speciale Usa ha rivelato che Putin ha fatto realizzare da un importante artista russo un "bel ritratto" di Trump.

Il dono consoliderebbe ulteriormente il rapporto che nemmeno la guerra in Ucraina ha scalfito: Trump ha ripetutamente manifestato la propria ammirazione per il presidente russo definendolo "un genio" e "un leader forte".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arresti domiciliari per Lucia Simeone, assistente dell’europarlamentare Martusciello

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(Adnkronos) – Ha risposto alle domande ed ha ottenuto gli arresti domiciliari Lucia Simeone, assistente del parlamentare europeo di Forza Italia Fulvio Martusciello, finita in carcere due giorni fa in un'inchiesta su presunti lobbisti della Huawei, in esecuzione di un provvedimento dell'Interpol per i reati di associazione a delinquere, corruzione e riciclaggio.La donna era stata raggiunta da un mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria belga nell'ambito di un'inchiesta incentrata su presunte tangenti, per circa 46mila euro, versate ad alcuni politici affinché si spendessero in sede Ue in favore del colosso cinese.  Assistita dall'avvocato Antimo Giaccio, Lucia Simeone ha risposto alle domande nel corso dell'interrogatorio che si è svolto dinanzi al giudice Corinna Forte della Corte d'Appello di Napoli.

Per la segretaria di Martusciello a Bruxelles le autorità belghe hanno chiesto l'estradizione e adesso si apre la procedura di consegna.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atletica, Hoka ‘vola’ con la Stramilano 2025: insieme per ispirare i runner di ogni livello

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(Adnkronos) –
Hoka, divisione di Deckers Brands (Nyse Deck), è per il secondo anno partner tecnico ufficiale della Stramilano, l’evento podistico che riunisce i runner di ogni età e livello lungo un percorso per le vie più caratteristiche della città, nella prossima edizione che si svolgerà il 23 marzo 2025.Prosegue così per Hoka la partnership quinquennale che punta a coinvolgere le community locali per ispirare gli appassionati di corsa e non solo, riunendo alla linea di partenza i runner di ogni livello all’insegna della gioia e dei valori dello sport in compagnia.

Giunta alla sua 52a edizione, la Stramilano è uno degli eventi storici emblematici in Italia dedicati alla corsa e all’amicizia.La manifestazione si declinerà come di consueto su tre percorsi: Stramilano 10 km, Stramilanina 5 km e Stramilano Half Marathon 21Km.  Nata nel 1972 come “passeggiata non competitiva” di 43 Km organizzata in notturna con amici e famigliari, la Stramilano ha visto un numero sempre maggiore di partecipanti.

Oggi sono migliaia i runner che prendono parte alla manifestazione meneghina, con oltre 50.000 appassionati che si ritrovano nel centro di Milano alla linea di partenza.  “Siamo lieti di proseguire la collaborazione con un brand come Hoka al nostro fianco anche in occasione di questa nuova edizione della Stramilano” hanno dichiarato Andrea Alzati e Michele Mesto, organizzatori della Stramilano. “Ci accomunano valori importanti come la gioia di condividere la passione per lo sport; oltre all’obiettivo di avvicinare sempre più persone al mondo della corsa, sia essa competitiva o amatoriale.Siamo entusiasti di collaborare anche quest’anno per portare ancor più valore a uno degli eventi più emblematici di Milano”. Hoka sviluppa costantemente i propri prodotti con uno stile autentico e innovativo collaborando con un grande team di campioni, atleti e appassionati di ogni livello.

L'obiettivo del brand è quello di offrire sia le performance che il piacere della corsa a ogni tipo di runner e atleta, per procedere con gioia, determinazione e passione. “Siamo entusiasti di confermare per il secondo anno la nostra collaborazione con la Stramilano, ispirando i runner di tutti i livelli a superare i propri limiti e ad abbracciare la potenza di questo sport.La Stramilano incarna lo spirito del movimento, dell'emozione e della comunità e siamo orgogliosi di far parte di un evento che riunisce le persone per celebrare la passione in comune per la corsa.

Non vediamo l'ora di vedere i runner riunirsi anche quest’anno, assieme a noi, per creare un'esperienza indimenticabile che ispirerà e donerà energia a tutti coloro che parteciperanno”, ha dichiarato Guido Geilenkirchen, VP & GM HOKA EMEA. In occasione della manifestazione, Hoka prevede inoltre un’installazione aperta al pubblico dal 20 al 22 marzo presso la Biblioteca degli Alberi Milano, nel quartiere di Portanuova – dove sarà possibile ammirare la città da una prospettiva esclusiva all’interno di una mongolfiera.Sarà inoltre possibile conoscere le ultime novità di Hoka presso l’HOKA Fly Centre situato all’interno della sede della Fondazione Riccardo Catella per provare in prima persona la leggerezza e il comfort ad ogni passo e testare gratuitamente le scarpe Hoka correndo nel parco. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)