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Ucraina-Russia, droni su Kiev: 3 morti. A Riad ripartono negoziati per pace

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(Adnkronos) – A poche ore dall'incontro a Riad tra Ucraina e Usa, la Russia ha attaccato Kiev con droni da combattimento.Il bilancio dell'attacco sferrato in nottata è di tre morti e dieci feriti.

Tra le vittime c'è una bambina di 5 anni mentre un bambino di 11 mesi è rimasto ferito.Il sindaco Vitali Klitschko e l'amministratore militare Teymur Tkachenko hanno riferito in nottata su Telegram di numerose esplosioni che hanno scatenato incendi ai piani più alti di numerosi edifici.

Le sirene dell'allarme antiaereo hanno suonato per oltre cinque ore.   Dal canto suo il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha annunciato che la difesa aerea ha distrutto nella notte 59 droni. "Durante la scorsa notte, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 59 droni ucraini: 29 droni sul territorio della Regione di Rostov, 20 droni sulla Regione di Astrakhan, tre droni sulla Regione di Voronezh, tre droni sul territorio della Regione di Volgograd, due droni sul territorio della Repubblica di Crimea e un drone in ciascuna delle Regioni di Kursk e Saratov", afferma il comunicato.Al momento non si segnalano vittime o danni di rilievo.  Mosca aveva promesso una pausa negli attacchi contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina dopo i colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Da quelle dichiarazioni, tuttavia, la Russia ha attaccato sempre più spesso obiettivi civili nelle città ucraine prima dei colloqui di Riad di domani, lunedì 24 marzo.Intervistato dalla tv Zvedza, Grigory Kasarin, ex diplomatico che presiede la commissione Esteri del Consiglio della Federazione e una delle due personalità che guiderà la delegazione russa a Riad, ha detto: "Noi speriamo di raggiungere almeno qualche progresso".

E, parlando anche a nome dell'altro negoziatore, il consigliere del direttore dell'Fsb Sergey Beseda, ha anticipato che ai colloqui andranno "con spirito costruttivo e combattivo", "l'obiettivo è quello di risolvere almeno una questione".Quale non l'ha precisato, ma nei giorni scorsi il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakhov, aveva parlato del cessate il fuoco nel Mar Nero, così come sottolineato anche nella nota diffusa dalla Casa Bianca dopo la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, nella quale però si parlava dello stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, rimasto lettera morta. 
Sullo sfondo, il delicato tema delle concessioni territoriali, vero nodo da sciogliere per giungere a una pace duratura.

In questo senso, la penisola di Crimea ha un ruolo centrale dal 2014, quando l'annessione da parte di Mosca – non riconosciuta da gran parte della comunità internazionale (tra cui gli Usa) – scatenò la prima crisi russo-ucraina.Le posizioni di Vladmir Putin e Volodymyr Zelensky sulla questione sono ben note e difficilmente negoziabili, ma c'è ora da capire come i piani di pace di Donald Trump si inseriranno – potenzialmente stravolgendolo – in questo delicato equilibrio. La Cina starebbe valutando di inviare in Ucraina proprie forze di peacekeeping unendosi alla cosidetta coalizione dei volenterosi europei nel caso in cui venisse raggiunto un accordo tra Kiev e Mosca per porre fine alla guerra.

Lo scrive il giornale tedesco Welt Am Sonntag citando fonti diplomatiche europee informate.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, oggi domenica 23 marzo: gli ospiti e le anticipazioni

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 23 marzo, torna 'Verissimo' con il secondo appuntamento del weekend.Tra gli ospiti di oggi anche Clizia Incorvaia, per ricordare la suocera Eleonora Giorgi, scomparsa il 3 marzo.

L'appuntamento con le interviste di Silvia Toffanin è alle 16 su Canale 5. In questo appuntamento domenicale Clizia Incorvaia parlerà del suo legame speciale, fatto di grande affetto e insegnamenti di vita, con Eleonora Giorgi, mamma di suo marito, Paolo Ciavarro.  A Verissimo il periodo ricco di soddisfazioni di Bianca Guaccero, il racconto di Paola Barale, che ha perso da poco la sua amatissima mamma e la storia di Serena e Nicole Brancale, due sorelle unite dalla passione per la musica. Infine, spazio all’energia e al successo di Gaia, fresca di pubblicazione del suo nuovo album dal titolo 'Rosa dei venti'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da noi… a ruota libera, ospiti e anticipazioni oggi domenica 23 marzo

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(Adnkronos) – Nuovo appuntamento oggi, domenica 23 marzo, con 'Da noi… a ruota libera', il programma condotto da Francesca Fialdini in onda su Rai 1 alle 17:20.Ecco le anticipazioni e gli ospiti della puntata di oggi.  Tra gli ospiti di oggi: Fiorella Mannoia che ha ripreso il tour del suo spettacolo 'Fiorella Sinfonica – Live con Orchestra', che toccherà tantissime città in tutta Italia, mentre il 3 e il 4 giugno sarà alle Terme di Caracalla con il concerto evento 'Semplicemente Fiorella'.

Maurizio Battista, protagonista al cinema, dal 3 aprile, con la commedia 'Tu quoque'.Paolo Fox, con le sue previsioni astrologiche, segno per segno, racchiuse anche nel suo libro 'L’oroscopo 2025'.  E ancora, il piccolo Alessandro Gervasi, pianista prodigio di soli 6 anni, diventato noto per essere stato ospite del Festival di Sanremo 2025, sarà l’interprete di Peppino di Capri bambino, nel film tv a lui dedicato, 'Champagne – Peppino di Capri' in onda su Rai 1 il 24 marzo.

Ospite anche l’attrice Antonia Truppo, che nel film è la mamma del celebre cantante.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucciso in raid aereo israeliano a Gaza Salah al-Bardawil, capo politico di Hamas

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(Adnkronos) – Un alto funzionario politico di Hamas, Salah al-Bardawil, è stato ucciso in un attacco aereo di Israele nel sud di Gaza durante la notte.A confermarlo il gruppo terroristico, secondo quanto si legge sul Times of Israel.  Bardawil è l'ultimo di una serie di funzionari politici di Hamas che sono stati uccisi durante i nuovi attacchi aerei israeliani, dopo che il capo del governo de facto del gruppo terroristico Essam Addalees e il capo della sicurezza interna Mahmoud Abu Watfa sono stati uccisi martedì scorso, insieme a diversi altri funzionari. Le autorità mediche gestite da Hamas a Gaza affermano che almeno 19 persone sono rimaste uccise negli attacchi della notte, tra cui Bardawil.

Gli ospedali europei e kuwaitiani confermano il bilancio, che non distingue tra combattenti e civili, e affermano che il numero comprende diverse donne e bambini. Nel corso del fine settimana, le Forze di difesa israeliane hanno condotto raid contro oltre 200 obiettivi nella Striscia di Gaza, in Libano e in Siria hanno reso noto ieri i responsabili militari israeliani, citati dal Times of Israel. L'Idf ha inoltre emesso un avviso di evacuazione “urgente” e immediata per i palestinesi che risiedono nel quartiere di Tel Sultan, nel sud di Gaza, a Rafah.In un post su X, il portavoce in lingua araba dell'Idf, Col.

Avichay Adraee, ha pubblicato una mappa dell'area che deve essere evacuata, affermando che “è considerata una zona di combattimento pericolosa” in quanto l'esercito vi svolge operazioni. Gli abitanti del luogo sono stati istruiti a muoversi immediatamente a piedi attraverso la cosiddetta strada di Gush Katif verso l'area di al-Mawasi, sulla costa meridionale della Striscia. “È vietato muoversi con i veicoli”, ha affermato Adraee. Gran Bretagna, Francia e Germania hanno rivolto un appello congiunto per un "ritorno immediato" al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "La ripresa degli attacchi israeliani a Gaza segna un drammatico passo indietro per la popolazione di Gaza.Siamo sconvolti dalle vittime civili e chiediamo urgentemente un immediato ritorno al cessate il fuoco", hanno affermato in una nota congiunta i ministri degli Esteri della Gran Bretagna David Lammy, della Francia Jean-Noel Barrot e della Germania Annalena Baerbock.

I tre ministri hanno invitato "tutte le parti a riprendere i negoziati per garantire che il cessate il fuoco venga pienamente attuato e diventi permanente". Rivolgendosi ad Hamas, i tre hanno detto che il gruppo deve rilasciare gli ostaggi ancora trattenuti nell'enclave palestinese e "non deve più governare Gaza né rappresentare una minaccia per Israele".Infine, hanno affermato, Israele deve "rispettare pienamente il diritto internazionale" e consentire il "ripristino immediato all'accesso umanitario, inclusi acqua ed elettricità, e garantire l'accesso alle cure mediche e alle evacuazioni mediche temporanee" nel territorio palestinese. Intanto si è riacceso il fronte libanese in Medio Oriente.

Dopo tre mesi, dal Libano sono ripresi ieri i lanci di razzi verso Israele.Almeno cinque missili sono stati lanciati verso la città di confine di Metula, mentre le Idf hanno condotto raid aerei nei pressi dei villaggi di Hula e Markaba come rappresaglia.

In particolare, l'esercito israeliano ha detto di aver colpito il sito da cui sono stati lanciati i razzi nelle prime ore di oggi.Si è trattato di ''una risposta immediata'', hanno sottolineato le Idf come riporta il sito di Haaretz.

Il capo di Stato Maggiore delle Idf Eyal Zamir ha affermato che i militari israeliani ''risponderanno con severità all'attacco di stamattina (ieri, ndr)''. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gp di Cina, la gara di oggi in diretta

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(Adnkronos) – Gp della Cina, via alla gara.A Shanghai va in scena il secondo appuntamento del Mondiale 2025 di Formula 1.

L'australiano Oscar Piastri, al volante della McLaren, scatta dalla pole position davanti alla Red Bull dell'olandese Max Verstappen.La Ferrari insegue dalla terza fila.  L'inglese Lewis Hamilton, vincitore ieri nella Sprint, è quinto in griglia.

Il monegasco Charles Leclerc è sesto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania-Italia: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Dopo la sconfitta di San Siro, l'Italia cerca la rimonta nel ritorno dei quarti di Nations League e oggi, domenica 23 marzo, affronta la Germania a Dortmund.Gli Azzurri dovranno ribaltare l'1-2 subito dalla squadra di Nagelsmann per accedere alle Final Four e avere un percorso più morbido nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. La partita di ritorno dei quarti di finale di Nations League tra Italia e Germania inizierà alle 20:45.

Ecco le probabili formazioni:  
Germania (4-2-3-1): Baumann; Kimmich, Rüdiger, Tah, Raum; Gross, Goretzka; Amiri, Musiala, Sané; Burkartd.All.

Nagelsmann. 
Italia (3-5-1-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni; Politano, Barella, Ricci, Tonali, Udogie; Maldini; Kean.All.

Spalletti. 
Germania-Italia sarà visibile in diretta tv e in chiaro su Rai 1, ma anche in streaming su RaiPlay.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Domenica In, gli ospiti e le anticipazioni di oggi domenica 23 marzo

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(Adnkronos) – Nuova puntata oggi 23 marzo per 'Domenica In', con tanti ospiti in studio da Mara Venier in diretta dagli Studi ‘Fabrizio Frizzi’ di Roma, dalle 14.00 su Rai 1 e Rai Italia. La puntata si aprirà con Elodie, una delle protagoniste indiscusse della musica pop in Italia, che si esibirà con il brano 'Dimenticarsi alle 7' e con un medley dei suoi successi, tra i quali 'Due', 'Tribale' e 'Bagno a mezzanotte'.Alessia Marcuzzi interverrà, poi, per dare alcune anticipazioni sul nuovo show 'Obbligo o verità', che la vedrà protagonista dal prossimo 24 marzo su Rai 2.  Ancora musica con Rita Pavone che – oltre a presentare il suo libro 'Gemma e le altre', dedicato a tutte le donne e non solo – si esibirà con il singolo 'Niente (Resilienza 74)'.

Seguirà Al Bano che si racconterà tra carriera e vita privata, per poi esibirsi in alcuni dei suoi successi, tra i quali 'Libertà' e l’intramontabile 'Felicità', accompagnato al pianoforte dal maestro Alterisio Paoletti.  Sarà la volta, poi, dell’attore e regista Valerio Mastandrea, in studio per presentare il film 'Nonostante', da lui diretto, al cinema dal 27 marzo.In finale di puntata arriveranno in studio le dieci showgirl protagoniste del nuovo show 'Ne vedremo delle belle', condotto da Carlo Conti, per rivedere e commentare i momenti più divertenti della prima puntata, andata in onda sabato 22 marzo su Rai 1: Valeria Marini, Pamela Prati, Carmen Russo, Angela Melillo, Matilde Brandi, Laura Freddi, Lorenza Mario, Adriana Volpe, Patrizia Pellegrino, Veronica Maya. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco verrà dimesso oggi dal Gemelli, due mesi di convalescenza a Santa Marta

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 23 marzo, Papa Francesco lascerà il Gemelli dopo oltre un mese di ricovero.Dopo l'Angelus che non pronuncerà ma che sarà diffuso solo in forma scritta, Bergoglio, salvo cambiamenti dell'ultimo momento, si affaccerà dalla sua stanza d'ospedale per un saluto e una benedizione al termine della lunga degenza.

Lo desidera tanto.Quindi prenderà la strada di casa.

Lo attende un periodo di riposo e di convalescenza "di due mesi", come hanno spiegato i medici del Gemelli, in un briefing con la stampa nel quale sono state annunciate al mondo le dimissioni dall'ospedale.   "Il Papa non è mai stato intubato, è sempre rimasto vigile, orientato e presente.Verrà dimesso oggi in condizioni cliniche stabili da almeno due settimane.

Ovviamente da parte di tutta l'èquipe medica c'è la prescrizione di continuare parzialmente le terapie farmacologiche che dovrà effettuare per molto tempo per via orale ed è molto importante la raccomandazione di un periodo di riposo in convalescenza per due mesi" ha spiegato Sergio Alfieri, medico del Gemelli, nel briefing al Policlinico.  "Si tratta di una dimissione protetta – ha osservato a sua volta Luigi Carbone, medico referente del Papa in Vaticano – che richiede convalescenza.Abbiamo valutato i fabbisogni e come i pazienti di 88 anni dimessi dopo una polmonite abbiamo valutato le necessità del Papa che sono fabbisogno di ossigeno finché ne avrai bisogno, una assistenza sanitaria che la direzione di sanità e igiene può offrire a santa Marta e quindi ci siamo preparati per accoglierlo a casa".   Il Papa scalpitava da giorni per tornare a casa poi ha ascoltato i medici.

Quindi, è arrivata la decisione dei medici tanto attesa.Ora i medici gli consigliano un periodo di convalescenza di due mesi nel quale non dovrà fare grandi sforzi né incontrare gruppi di persone.

Continuerà la fisioterapia motoria e respiratoria. “Se il Santo Padre può essere dimesso con le prescrizioni” di due mesi di riposo in convalescenza, ha spiegato Alfieri, “è perché le infezioni più gravi si sono risolte.Ci sono alcuni batteri che sono stati sconfitti, alcuni virus, la cui carica virale si è ridotta, magari sono virus che abbiamo anche noi.

Alcuni miceti si sono ridotti e richiederanno tanto tempo per essere sconfitti.Non ha più la polmonite bilaterale è completamente guarito da tutte le specie polimicrobiche.

Ci vorrà del tempo”.  Su come cambierà la sua vita e su quel che accadrà in questa nuova fase, nessuno si sbilancia.Pasqua è alle porte.

Il Papa potrà presenziare ai Riti, viaggerà di nuovo? "Si vedrà in base ai miglioramenti", ha spiegato il portavoce del Vaticano Matteo Bruni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Napoli ‘palestra Parkinson’: sport come terapia tra danza, nordic walking e pugilato

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(Adnkronos) – Un passo di danza per ritrovare il ritmo, un colpo di pugilato per rafforzare il corpo, un tratto di nordic walking per riconquistare equilibrio e sicurezza nei movimenti. Alla convention ‘Parkinson: Corpo e Anima’, organizzata da Fondazione Limpe per il Parkinson Ets ieri e oggi a Napoli, l’attività fisica è stata protagonista assoluta grazie a una speciale Palestra Parkinson allestita per l’occasione. La manifestazione, coordinata dal professor Alessandro Tessitore dell’Università L. Vanvitelli, Damss, ha richiamato quasi 400 partecipanti da tutta Italia, tra persone con il Parkinson, caregiver, neurologi e personale sanitario. Per due giorni, le persone con il Parkinson si sono allenate insieme, sotto la guida di istruttori specializzati, confermando come lo sport sia un vero alleato nella gestione della malattia. Le attività proposte hanno spaziato dalla danza al tai chi, dal pugilato al pilates, dal surf indoor all’attività fisica adattata (Afa), tutte discipline che aiutano a migliorare equilibrio, coordinazione e benessere psicofisico. 

In particolare, il nordic walking che ha avuto come scenario il lungomare di Napoli, ha permesso ai partecipanti di allenarsi all’aperto, sfruttando il ritmo naturale della camminata per rafforzare la stabilità e ridurre la rigidità motoria. Muoversi in gruppo, condividere esperienze, scoprire nuove capacità: è questa la vera forza dello sport per chi convive con il Parkinson. “Numerosi studi – afferma il neurologo Michele Tinazzi, presidente di Fondazione Limpe – confermano che l’esercizio fisico praticato con costanza migliora la storia naturale della malattia, preservando la funzionalità motoria e contrastando il declino della mobilità e dell’equilibrio. La danza è considerata l’attività più efficace per migliorare i sintomi motori, mentre il nordic walking è particolarmente indicato per potenziare stabilità e postura”. 

Oltre all’attività fisica, la convention ha ospitato workshop tematici con neurologi, caregiver e persone con il Parkinson durante i quali sono stati affrontati aspetti fondamentali come la gestione delle emozioni, la qualità del sonno, la riabilitazione e le terapie avanzate. L’obiettivo delle diverse iniziative organizzate da Fondazione Limpe a livello nazionale è da sempre quello di rafforzare il dialogo tra medici e pazienti per creare un’alleanza tra chi cura e chi affronta la malattia ogni giorno. Con l’introduzione della Palestra Parkinson, il forum di Napoli ha fatto un ulteriore passo avanti nella promozione dell’attività fisica come terapia complementare, ponendola ancora una volta come strumento concreto di benessere e autonomia per le persone con il Parkinson. Perché lo sport non è solo movimento, ma anche libertà. 

Teatro San Carlo, finisce il mandato del sovrintendente Stéphane Lissner

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(Adnkronos) – “Lascio il Teatro San Carlo con orgoglio e con la certezza che il suo futuro sarà luminoso”. Si è congedato così, “con profonda gratitudine e con un pizzico di emozione”, il sovrintendente del Lirico di Napoli, Stéphane Lissner, che oggi ha tenuto una conferenza stampa presso il Salone degli Specchi del Teatro di San Carlo per un saluto alla fine del suo mandato. Prima che iniziasse l’incontro con i giornalisti, il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha incontrato Lissner e si è congratulato per il lavoro svolto. 

“Sono stati anni intensi, segnati da grandi sfide ma anche da straordinari traguardi, resi possibili grazie al lavoro instancabile di un team eccezionale e alla passione di tutti coloro che ogni giorno contribuiscono alla vita di questo Teatro”, ha detto Lissner, ricordando l’avvio del suo mandato in un momento storico di particolare difficoltà.  

“Il mio incarico – ha ricordato il sovrintendente uscente – è iniziato in un momento drammatico per il mondo intero: la pandemia da Covid-19. In un contesto di grande incertezza, abbiamo fatto una scelta precisa e coraggiosa: il Teatro San Carlo non doveva fermarsi. Abbiamo garantito la continuità della nostra attività artistica con concerti all’aperto in Piazza del Plebiscito, portando la musica alla città, e con la creazione della piattaforma digitale ‘On – Il Teatro delle Culture’, attraverso la quale abbiamo reso accessibili spettacoli e concerti in streaming, mantenendo vivo il legame con il nostro pubblico. Consapevoli delle difficoltà che il settore stava affrontando, abbiamo attivato corsi di formazione per il personale, evitando così il ricorso alla cassa integrazione e investendo sulle competenze di chi lavora nel nostro Teatro. Parallelamente, abbiamo dato impulso a nuovi progetti artistici e formativi, tra cui la nascita dell’Accademia di Canto Lirico, che ha consentito a giovani talenti di perfezionarsi sotto la guida di grandi maestri. Abbiamo arricchito l’offerta culturale del Teatro San Carlo con l’istituzione di un Festival pianistico, che ha visto la partecipazione dei più grandi solisti del mondo, e con una Rassegna di musica da camera, volta a valorizzare le straordinarie risorse interne della nostra Orchestra”. 

Stéphane Lissner ha poi rivendicato “un altro grande traguardo di questi anni: il progetto Officine San Carlo, un’importante iniziativa di rigenerazione urbana che ha trasformato un’area della città in un polo di formazione per i mestieri del teatro, offrendo opportunità concrete ai giovani e contribuendo alla crescita del settore”. 

Sul piano internazionale, ha aggiunto, “abbiamo portato il nome del San Carlo oltre i confini nazionali, con tournée di successo a Praga, Parigi e Aix-en-Provence, consolidando il prestigio della nostra istituzione a livello mondiale”. Dal punto di vista gestionale, ha rivendicato Lissner, “abbiamo sempre chiuso i bilanci in equilibrio, con un risultato complessivo in questi cinque anni di oltre 2.000.000 di euro di utile, dimostrando che rigore amministrativo e ambizione artistica possono andare di pari passo. Abbiamo inoltre portato a termine importanti lavori di ristrutturazione del Teatro, assicurandone la piena agibilità dopo circa vent’anni”. 

“Il nostro impegno è stato costante anche sul fronte del personale – ha evidenziato – Abbiamo siglato un accordo contrattuale che ha garantito un miglioramento delle condizioni dei lavoratori e un aumento degli stipendi, e raddoppiato l’organico del Corpo di Ballo, dando nuova linfa a un settore fondamentale per il nostro Teatro”. 

Sul piano sociale, ha sottolineato Lissner, “abbiamo promosso iniziative di grande valore come ‘Suoni senza barriere’, un progetto dedicato alle persone con disabilità, e il coinvolgimento di oltre 40.000 studenti attraverso il programma Europa InCanto, che ha avvicinato le nuove generazioni al mondo dell’opera”. 

A livello artistico, gli anni del mandato di Lissner hanno visto il Teatro San Carlo protagonista di produzioni di altissimo livello, con la presenza di grandi nomi della lirica e il riconoscimento del prestigioso Premio Abbiati per “Rusalka”. “Nonostante le difficoltà del periodo post-pandemico, abbiamo inoltre registrato un significativo incremento degli incassi di biglietteria, a dimostrazione di un pubblico sempre più coinvolto e appassionato – ha concluso Lissner – Oggi, al termine di questa straordinaria avventura, voglio ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questo percorso: i lavoratori del Teatro, gli artisti, le istituzioni e, soprattutto, il nostro pubblico, che con il suo affetto e la sua partecipazione ha dimostrato quanto sia essenziale la cultura per la vita della nostra comunità”. 

(di Paolo Martini) 

Un epitaffio per un gladiatore scoperto nella necropoli di Liternum

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(Adnkronos) – L’epitaffio di un gladiatore, documento prezioso per la comprensione del ruolo e della memoria di questi combattenti nella società romana, è stato scoperto nella necropoli dell’antica Liternum, a Giugliano in Campania (Napoli), durante gli scavi dove sono stati messi in luce due recinti funerari. Tra i ritrovamenti più rilevanti spiccano diverse iscrizioni funerarie in marmo, alcune delle quali integre. Lo rende noto oggi la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli.   

Nel comprensorio dell’antica Liternum, a poca distanza dal Foro e dall’Anfiteatro della colonia romana, è attualmente in corso di scavo, sotto la direzione scientifica del funzionario archeologo responsabile del territorio, la dottoressa Simona Formola, una vasta area di necropoli, estesa per oltre 150 metri quadrati, in una zona già sottoposta a tutela da vincolo ministeriale diretto.  

I due recinti funerari portati alla luce recano ancora estesi lacerti di d’intonaco di rivestimento di colore bianco, con una fase di decorazione più recente in rosso, separati da uno spazio chiuso, ed un pozzo in muratura molto profondo, presente verosimilmente per ragioni cultuali. Uno dei recinti conserva al centro un mausoleo quadrangolare in opera reticolata di cubilia in tufo grigio di tre metri per lato, rasato in superficie, con nicchie intonacate lungo i lati per ospitare urne cinerarie. Disposte tutt’intono ai setti murari, sono state attualmente individuate una ventina di tombe della tipologia a cappuccina, ad enchystrismòs e a cassa di tegole con copertura in muratura assai ben costruita.  

Le evidenze emerse attestano una continuità d’uso del’area che si estende dalla fine del I secolo a.C. fino alla media età imperiale (II-III secolo d.C.), testimoniata dalle diverse fasi edilizie delle strutture rinvenute e da alcuni oggetti di corredo (monete, lucerne e piccoli vasi) raccolti nelle sepolture, offrendo preziose informazioni sulla vita quotidiana, le pratiche rituali e le dinamiche sociali delle comunità che hanno abitato il sito.  

A seguito di questi eccezionali rinvenimenti, il soprintendente Mariano Nuzzo ha dichiarato “che il territorio di Giugliano sta vivendo un momento particolarmente fecondo dal punto di vista della ricerca archeologica, prima con la scoperta della Tomba del Cerbero ed ora con questa necropoli che, grazie anche all’ottimo stato di conservazione delle strutture murarie e delle sepolture, aggiunge un tassello importante alle nostre conoscenze relative alla vicenda insediativa della colonia di Liternum e costituisce un’opportunità unica per approfondire lo studio della civiltà antica, e del contesto storico e culturale dell’epoca”.  

“L’importanza che queste indagini rivestono – ha spiegato Nuzzo – è strettamente legata alla migliore comprensione della fisionomia del paesaggio antico e del perimetro urbano della colonia, di cui ancora molto poco si conosce, inducendoci a proporre nuove ipotesi anche rispetto al tracciato dell’antica Via Domitiana, ai lati della quale si dovevano collocare tali sepolture. Grazie al prosieguo dell’indagine, unito allo studio approfondito di materiale d’archivio, sarà possibile raggiungere risultati importanti nell’ambito della conoscenza di un territorio di rilevanza cruciale dal punto di vista storico ed archeologico”. La Soprintendenza, ha infine sottolineato Nuzzo, “rinnova il proprio impegno nella tutela e nella promozione dei beni culturali, affinché queste preziose testimonianze possano essere adeguatamente preservate e condivise con la comunità scientifica e il vasto pubblico”.  

(di Paolo Martini) 

Arriva l’archeo-vino, tra i ruderi di Pompei alleanza tra viticoltura e storia

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(Adnkronos) – Non solo vigne tra i ruderi della città antica distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. ma in futuro anche un vino che legherà il suo nome a Pompei. Un’azienda vitivinicola con ciclo produttivo completo si sta realizzando per la prima volta all’interno del Parco archeologico di Pompei, che apre un nuovo capitolo sia per la viticoltura che per la storia del patrimonio naturalistico del sito. 

Grazie ad una forma speciale di partenariato pubblico-privato il Gruppo Tenute Capaldo, e in particolare le due cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, affianca il Parco archeologico nella gestione e valorizzazione storica dei vigneti presenti nell’antica Pompei. Forte dell’esperienza acquisita negli ultimi anni su alcuni vigneti già esistenti, si costruirà una vera a propria vigna ‘archeologica’ con un’estensione vitata che nel tempo supererà i 6 ettari e con strutture di vinificazione e affinamento da realizzarsi nell’ambito del perimetro del Parco, finalizzate alla produzione di vino. 

L’esecuzione di questo progetto di lungo termine non è affidata ai classici strumenti di collaborazione pubblico-privato (la concessione o l’appalto), ma sarà garantita da un partenariato in cui il Parco e il Gruppo Tenute Capaldo collabora mettendo a fattor comune le rispettive esperienze e competenze. “Il Parco archeologico fin dagli Novanta si è occupato, attraverso gli studi di botanica condotti dal Laboratorio di ricerche applicate interno, di analizzare i vigneti dell’antica Pompei, per indagarne le caratteristiche storico-scientifiche, le tecniche di viticoltura e dunque le abitudini alimentari. Da allora sono state attuate azioni di valorizzazione dei vigneti, quale modo per raccontare e far conoscere la città antica sotto aspetti diversi – spiega il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – Oggi il Parco sta investendo in una più ampia forma di valorizzazione nonché di tutela del patrimonio naturale, del paesaggio e dell’ambiente che sono elementi integranti dell’area archeologica”. 

“L’azienda vitivinicola fa parte di un più ampio progetto di azienda archeo agricola che sta interessando anche altre attività, quali ad esempio la valorizzazione e coltivazione degli ulivi, i progetti di agricoltura sociale nell’ambito della ‘fattoria sociale e culturale’ – continua Zuchtriegel – E la strada vincente per raggiungere importanti risultati per tutto il territorio circostante è a nostro parere il coinvolgimento di privati con competenze specifiche, quali partner attivi dei progetti”. 

La nuova azienda vitivinicola – interamente a conduzione biologica – fa leva su un’importante ricerca in merito alle tecniche tradizionali di allevamento della vite e di trasformazione delle uve, in collaborazione con il professor Attilio Scienza dell’Università di Milano, oltre a beneficiare delle consolidate competenze agronomiche di Feudi di San Gregorio e del suo responsabile di produzione Pierpaolo Sirch, agronomo di fama internazionale. 

L’obiettivo è duplice: da una parte, produrre vini autentici di elevata qualità, dall’altra integrare la viticoltura con la storia e il percorso di visita del Parco archeologico. Sarà un’azienda fortemente inserita nel suo territorio, non soltanto dal punto di vista culturale e produttivo, ma anche dal punto di vista del tessuto sociale, con il coinvolgimento di realtà del cosiddetto Terzo Settore nelle fasi di lavorazione. Per Feudi di San Gregorio, da quasi 40 anni impegnata nello studio e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni campani (tra cui le viti centenarie di Taurasi), il progetto si iscrive nell’impegno volto alla valorizzazione del territorio e delle comunità locali, inserito anche nello statuto societario all’atto della trasformazione in Società Benefit (2021). 

Ha dichiarato Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio: “Il Parco archeologico di Pompei è uno dei siti culturali più rilevanti al mondo e rappresenta un pilastro fondamentale dell’identità della nostra regione. Abbiamo quindi aderito a questo progetto con entusiasmo, mettendo le nostre competenze al servizio del Parco per sviluppare insieme un innovativo progetto agricolo e agronomico. Vogliamo far rivivere Pompei non solo come luogo di ricerca e conoscenza, ma anche come centro di produzione e scambio, ritornando alle sue radici storiche. Per questo, occorreranno tempo e investimenti importanti ma la cosa non ci spaventa, anzi: avere il coraggio di percorrere nuove strade, guardando questo progetto millenario con occhi nuovi, accumuna la nostra visione a quella del Parco”. 

“L’approccio scelto è fortemente culturale e non speculativo, con una visione lungimirante che guarda oltre il ritorno immediato e pensa al futuro delle generazioni a venire, assicurando un avvenire sostenibile a questo luogo straordinario. Inoltre, ci offre la possibilità di continuare a condividere con il mondo la cultura millenaria del vino”, conclude Capaldo.  

Juve cambia allenatore, Motta verso esonero e c’è Tudor

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(Adnkronos) – La Juventus dice addio a Thiago Motta, ecco Igor Tudor.I bianconeri si apprestano a formalizzare l'esonero dell'allenatore italobrasiliano ingaggiato all'inizio della stagione. Al suo posto, arriva il tecnico croato: Tudor, secondo le ultime news che filtrano, guiderà la Juve nelle ultime 9 giornate di campionato e cercherà di acciuffare il quarto posto, utile per la qualificazione alla prossima Champions League.

In caso di piazzamento 'top', Tudor potrebbe guadagnarsi la conferma sulla panchina della Vecchia Signora: ad oggi, l'allenatore croato si presenta come un traghettatore e non dovrebbe guidare i bianconeri nel Mondiale per club in programma da giugno negli Stati Uniti. Tudor è diventato l'opzione numero 1 dopo le voci che hanno accostato Roberto Mancini alla Juventus.L'ex ct della Nazionale, attualmente libero dopo la fine del rapporto con l'Arabia Saudita, potrebbe diventare un nome spendibile per la prossima stagione.

La scelta dell'allenatore per il 2025-2026 è ancora tutta da definire, visto che il fallimento del progetto legato a Motta mette in discussione anche le scelte di Cristiano Giuntoli, il dirigente che ha affidato la panchina all'ex tecnico del Bologna dopo la fine dell'era legata a Massimiliano Allegri. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, allerta meteo arancione oggi in Toscana. Gialla in sei Regioni

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(Adnkronos) – Nuova ondata di maltempo in arrivo oggi, domenica 23 marzo, sull'Italia.La protezione civile ha emesso un allerta meteo arancione per la Toscana con rischio idrogeologico sui settori settentrionali e gialla per altre sei Regioni.

Si tratta per quest'ultima di Puglia, in Umbria, sui settori orientali delle Marche, sulla parte restante della Toscana, quella che non è arancione, e su alcuni settori dell'Emilia-Romagna e del Lazio.  L'avviso prevede sin dalle prime ore di oggi venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali sulla Puglia, sui settori ionici di Calabria , Basilicata e Sicilia. "Dalle prime ore di oggi – si legge nell'avviso della Protezione Civile – e per le successive 24-30 ore, si prevedono venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali, specie sui settori occidentali e settentrionali".Attese mareggiate lungo le coste esposte.   Allerta arancione per la pioggia a Firenze in particolare per il rischio idrogeologico e idraulico sul reticolo dei corsi d'acqua secondari e in particolare Ema, Mugnone e Terzolle.

Massima attenzione fino a oggi alle 14 anche per quelli della zona di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.  Gli avvisi sono stati emessi in considerazione delle criticità ancora presenti sul territorio colpito dall’evento meteorologico della settimana scorsa: in varie zone il 'reticolo' è compromesso, ci sono argini lesionati e sono possibili nuove frane e smottamenti.  Il presidente della Toscana Eugenio Giani oggi si recherà a Palazzuolo sul Senio e a Marradi nell'alto Mugello. "L'obiettivo – ha spiegato Giani – sarà sia monitorare i danni attuali sia progettare interventi strutturali per evitare situazioni in cui strade e ferrovia rimangano chiuse per giorni o settimane.Il rischio, altrimenti, è lo spopolamento di questi territori". "La Toscana diffusa – ha detto ancora Giani, e in particolare il Mugello, ha bisogno di un piano speciale di infrastrutture e il coordinamento fra le istituzioni è urgente e necessario per affrontare in modo efficace queste criticità".  Quella odierna, segnala www.iLMeteo.it, sarà una domenica segnata da forti acquazzoni.

Nubifragi saranno possibili, soprattutto, intorno al Mar Ligure, sempre tra Toscana e Levante ligure, ma anche sul Triveneto: stante la stazionarietà della perturbazione presente, il Ciclone Martinho, avremo ancora abbondanti nevicate sulle Alpi sopra i 1500 metri, localmente a quote inferiori o superiori.  Il vento associato al ciclone sarà ancora in prevalenza di Scirocco e soffierà forte al Sud, soprattutto in Puglia con locali raffiche di tempesta. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia ‘combattiva’ a Riad ma Putin non può promettere troppo a Trump

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(Adnkronos) –  La Russia si prepara ai colloqui di Riad di lunedì con gli americani "con spirito costruttivo e combattivo" e dice di aspettarsi "qualche progresso", mentre nella stessa capitale saudita si vedranno i negoziatori statunitensi e quelli ucraini per sessioni separate nel percorso verso il cessate il fuoco. Intervistato dalla tv Zvedza, Grigory Kasarin, ex diplomatico che presiede la commissione Esteri del Consiglio della Federazione e una delle due personalità che guiderà la delegazione russa a Riad, ha detto: "Noi speriamo di raggiungere almeno qualche progresso".  E, parlando anche a nome dell'altro negoziatore, il consigliere del direttore dell'Fsb Sergey Beseda, ha anticipato che ai colloqui andranno "con spirito costruttivo e combattivo", "l'obiettivo è quello di risolvere almeno una questione".Quale non l'ha precisato, ma nei giorni scorsi il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakhov, aveva parlato del cessate il fuoco nel Mar Nero, così come sottolineato anche nella nota diffusa dalla Casa Bianca dopo la telefonata tra Donald Trump e Vladimir Putin, nella quale però si parlava dello stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, rimasto lettera morta.  Che lo spirito sia "combattivo" lo sottolineano con l'Adnkronos alcuni analisti a Mosca, secondo cui "non emergono differenze significative sulla posizione massimalista russa finora espressa al più alto livello sul dossier ucraino". La cerchia vicina al leader del Cremlino "è effettivamente convinta di avere il coltello dalla parte del manico e questo per due ragioni: la situazione sul campo e lo sdoganamento di Putin da parte di Trump". Per quanto riguarda il primo punto, però, avvertono gli stessi analisti, sul terreno "le cose non vanno così straordinariamente bene come i russi vorrebbero far credere, anche se certo vanno meglio che agli ucraini". Quanto al secondo punto, il presidente russo "non può permettersi di promettere a Trump qualcosa che non può mantenere, pena il rischio di fare la fine di Volodymyr Zelensky nello Studio Ovale e questo spiega perché la tregua invece di essere un elefante è diventata un topolino", come dimostrano gli attacchi di questi giorni.  I russi vogliono tutto, i territori, il no all'ingresso dell'Ucraina nella Nato, uno stato fantoccio, il punto è capire fino a che punto gli americani andranno loro incontro pur di tenerli al tavolo del negoziato, "questo è il grande dilemma sul quale Trump dovrà trovare una soluzione". Perché, come si sottolinea, il presidente americano dice di ritenere che Putin voglia la pace, cosa alla quale Kiev e gli alleati europei non credono, mentre lo stesso leader del Cremlino dice di volere la pace ma poi in effetti la rifiuta quando le viene offerta. "Putin è entrato in Ucraina pensando che sarebbe stata un'operazione facile e veloce.

Tre anni dopo, controlla il 20% dell'Ucraina, ma a un costo terribile, terribile.In sostanza, i russi stanno perdendo.

Il fatto è che gli ucraini stanno perdendo più velocemente", commenta con la Cnn Mark Galeotti, storico britannico grande esperto di Russia. Per Putin e la sua cerchia, la spinta di Trump per un cessate il fuoco rappresenta semplicemente un'opportunità per ottenere vittorie rapide mantenendo gli obiettivi di lungo termine, tra cui quello di "eliminare le cause del conflitto", leggasi via Zelensky e no alla Nato.  Secondo gli osservatori a Mosca, c'è un altro punto chiave dei colloqui di Riad ed è l'importanza che russi e americani danno entrambi al rilancio dei rapporti bilaterali, tema per ora prevalente sul resto. La premessa di tutto però deve essere una: per capire quello che Putin vuole dai colloqui con gli Stati Uniti, è fondamentale ricordare che le due parti si stanno parlando perché è stata Washington a compiere un'inversione a U della sua politica verso la Russia e non perché a Mosca sia cambiato qualcosa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Prodi stizzito con giornalista Mediaset su Ventotene: “Ma che cavolo mi chiede?”

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(Adnkronos) – "Ma che cavolo mi chiede?".Romano Prodi sbotta con la giornalista di Mediaset Lavinia Orefici che, a margine della presentazione del libro 'Il dovere della speranza', cita un passaggio del Manifesto di Ventotene sulla proprietà privata, come aveva fatto Giorgia Meloni alla Camera tre giorni fa. "Era il 1941, gente messa in prigione dai fascisti…

Cosa pensavano, secondo lei, al Trattato o all'articolo secondo della Costituzione?Ma il senso della storia ce l'ha lei o no?", risponde stizzito l'ex premier, che poi dice ancora: "Questo è far politica in modo volgare". "Oggi durante la manifestazione 'Libri come 2025 – Festa del libro e della lettura' a Roma, l’inviata di Quarta Repubblica ha posto una domanda in modo garbato all'ex premier Romano Prodi e ha ricevuto come risposta 'parole stizzite, irrispettose e una tirata di capelli'" ricostruisce Rete4 in una nota. "Che cavolo di domanda è?

Questo è un modo volgare di fare politica", la risposta di Prodi, dal tono infastidito e sarcastico.E poi una mano dell'ex presidente della Commissione europea "ha afferrato una ciocca dei capelli della giornalista e l’ha strattonata. È stato il gesto di un attimo che ha lasciato scioccata e senza parole la giornalista.

In decenni di lavoro, mai ci saremmo aspettati un gesto simile nei confronti di una collega da un ex presidente del Consiglio", denuncia l'emittente. "Il presidente Prodi, oltre a rispondere alla mia domanda con tono aggressivo e intimidatorio, ha preso una ciocca dei miei capelli e l'ha tirata.Ho sentito la sua mano fra i miei capelli, per me è stato scioccante.

Lavoro per Mediaset da 10 anni, inviata all’estero su vari fronti e non ho mai vissuto una situazione del genere.Mi sono sentita offesa come giornalista e come donna", racconta Orefici.

Che continua: "Mi dispiace che il presidente non si sia semplicemente scusato per il gesto che vedremo lunedì nel filmato.Le cose più gravi sono le inaccettabili parole, inappropriate e paternalistiche contro un giornalista che pacatamente ha chiesto un commento su ciò che ha detto la premier Giorgia Meloni in aula". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, Zuppi: “Suo ritorno a casa ci riempie di gioia”

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(Adnkronos) – "Il ritorno a casa del Papa domani è una notizia che ci riempie di gioia".Con queste parole il cardinale Matteo Zuppi commenta oggi, 22 marzo, la notizia delle dimissioni dal Gemelli di Papa Francesco, previste per domenica. "In queste settimane lo abbiamo accompagnato con la preghiera e continueremo a sostenerlo così come è accaduto nei dodici anni di Pontificato" dice il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei).

Durante questa lunga degenza, osserva, ci ha mostrato "la 'benedizione' che si nasconde dentro la fragilità, perché proprio in questi momenti impariamo ancora di più a confidare nel Signore" (Angelus, 2 marzo).  Dalla cattedra dell'ospedale, ci ha ricordato quanto sia necessario il "miracolo della tenerezza", che accompagna chi è nella prova portando un po' di luce nella notte del dolore" (Angelus, 9 marzo).Ora, insieme a lui, diamo "lode al Signore, che mai ci abbandona e che nei momenti di dolore ci mette accanto persone che riflettono un raggio del suo amore" (Angelus, 16 marzo), assicurandogli la vicinanza e la preghiera delle nostre comunità".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turchia, sindaco di Istanbul interrogato in tribunale. Proteste in piazza

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(Adnkronos) – Il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, è stato interrogato oggi, sabato 22 marzo, nel tribunale di Caglayan dopo l'arresto di mercoledì con l'accusa di "corruzione e sostegno a un'organizzazione terroristica".Accuse che lui stesso ha definito "immorali e senza fondamento".

Il primo cittadino sarà portato davanti al procuratore che deciderà sull'esito della sua custodia.I termini scadono domani, ha annunciato il suo staff. L'ufficio del governatore di Istanbul ha esteso e inasprito oggi il divieto di assembramenti in città a causa delle proteste in corso contro la detenzione del sindaco di Istanbul.

Il nuovo divieto sarà in vigore fino al 26 marzo e proibisce, tra le altre misure, comizi, dichiarazioni alla stampa, marce, sit-in e distribuzione di volantini.Le autorità hanno anche limitato l'ingresso a Istanbul di individui o gruppi sospettati di voler partecipare ad “azioni illegali”, ha annunciato l'ufficio del governatore sul suo sito web.

Sfidando il divieto, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Istanbul, radunandosi davanti all'ufficio del sindaco e al tribunale, dove Imamoglu era stato portato per essere interrogato.  "Stanno facendo di tutto per creare tensione nelle nostre città, specialmente a Istanbul.Da quattro giorni stanno facendo di tutto per disturbare la pace della nazione e polarizzare il nostro popolo" ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan rilanciando le accuse contro il Chp, il Partito repubblicano del popolo del sindaco di Istanbul.

In un discorso in occasione della cena di Iftar (che chiude la giornata di digiuno del Ramadan) del suo partito Akp, Erdogan ha rivendicato: "La Turchia è un Paese democratico, c'è lo Stato di diritto, è un Paese dominato dalla legge.Lasciamo che i tribunali decidano a nome della nazione turca senza alcuna pressione.

Che lo si accetti o meno, nulla è al di fuori del campo di applicazione della legge". "State usando il terrore della piazza contro la volontà nazionale.State cercando di creare un'atmosfera di caos nelle città.

Le nostre città non cederanno alla corruzione e all'ingiustizia”, ha accusato ancora Erdogan, citato dalla televisione Tgrt Haber, avvertendo che "i giorni in cui si scende in piazza e si dirotta la volontà nazionale con organizzazioni di sinistra e teppisti sono finiti". "La gestione della politica e della giustizia con il terrore di strada è finita", ha continuato il presidente turco, secondo cui il Chp è "nelle mani di ladri". Quindi, rivolto al leader del partito di opposizione, Ozgür Ozel, ha scandito: "Non puoi dire che non c'è corruzione, di cosa hai paura, chi pugnalerai alle spalle la prossima volta?I sinceri cittadini del Chp non possono sopportare di vedere di nuovo la stessa vergogna.

A meno che il Chp non venga ripulito da questi saccheggiatori, non sarà mai in grado di riconquistare la sua reputazione politica".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federica Brignone vince la Coppa del mondo di sci

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(Adnkronos) – Federica Brignone conquista oggi, sabato 22 marzo, la sua seconda coppa del mondo generale nello sci alpino femminile, dopo la cancellazione della discesa libera delle finali di Coppa del Mondo a Sun Valley.Il successo, cinque anni dopo il primo, arrivato in una stagione caratterizzata dall'annullamento della parte finale a causa della pandemia di Covid-19, con l'azzurra che aveva addirittura ricevuto il premio per posta.

Con sole tre gare da disputare, i punti rimasti a disposizione sono 300 e l'elvetica Gut-Behrami non può più raggiungerla.La Brignone ha conquistato oggi matematicamente anche la coppa del mondo di specialità di discesa libera. "No, è una cosa folle e pazza, perché se me l'avessero detto a inizio stagione mai ci avrei creduto, ma mai avrei creduto neanche di arrivare all'ultima gara, intanto come leader della classifica e per giocarmi la Coppa del Mondo, quindi è qualcosa di speciale e incredibile" ha detto a caldo Federica Brignone. "Ovviamente mi sarebbe piaciuto fare la gara oggi e giocarmela, mi sentivo molto meglio, avevo messo apposto dei punti, avevo guardato il video bene, però questo è lo sci, questo è uno sport outdoor e purtroppo ogni tanto non si possono fare le gare". "In un giorno senza la manche, senza l'adrenalina della gara, è ovviamente un po' più difficile e col fatto che rimandassero, comunque, oggi è stata una gara di prova di tensione, perché comunque si gareggia o non si gareggia, cosa fai, come ti attivi.

Sono andata in palestra stamattina, ho invertito le giornate, non ho sciato stamattina ma ho fatto la palestra anche in vista di domani, perché comunque domani per me sarà un'altra gara importante.E vieni in pista e fare una discesa alle tre di pomeriggio è qualcosa comunque di strano e ti mette a dura prova i nervi, quello sicuramente.

Però dall'altra parte c'era la possibilità che cancellassero, un po' lo sapevo, un po' continuavo a dirmi no, no, la gara si fa, la gara si fa, la gara si fa, mi sentivo già meglio di ieri, avevo visto bene il video, avevo visualizzato bene, ero sicura di poter far meglio di ieri, poi me la sarei giocata fino alla fine in pista", ha aggiunto la Brignone. "Cambiare così la tua giornata?Ma io sono una che da tutto in realtà, è una delle mie più grandi qualità, posso, cioè mi possono cambiare tutto e non mi interessa, nel senso sono abituata da sempre, chi fa questo sport da una vita comunque si è abituato, si parte domani, no non si parte, la gara si fa, la gara non si fa, comunque è anche quell'abitudine.

Io in queste cose sono molto adattabile, mangio tutto, veramente non ho problemi di niente, quindi, questa è una delle situazioni dove io ho meno problemi, sicuramente".  "Le Coppe ricevute per posta non mi erano piaciute?No, quelle non mi erano piaciute, per fortuna ne avevo vinta una a Meribel, ed era stata consegnata sul podio e non la dimenticherò mai, e quindi quest'anno penso che sarà qualcosa di veramente speciale", ha aggiunto Brignone che però già pensa a domani. "Sono molto emozionata da una parte, dall'altra sono già nel setting di domani, voglio già tenere le energie per la gara di domani, dove mi gioco comunque un'altra Coppa del Mondo e quindi sono qua ed è qualcosa che è incredibile, dall'altra parte sono qua che dico ok per domani cosa devo fare, come mi devo organizzare, quindi no.

E' una giornata fantastica".  Brignone nasce a Milano il 14 luglio 1990 da papà Daniele maestro e allenatore di sci e mamma Maria Rosa Quario, sciatrice professionista negli anni '70 e '80 e oggi nota giornalista.La famiglia si trasferisce dopo pochi anni in Valle d’Aosta, dove inizia a coltivare la passione per lo sci.

Mette subito in mostra un grande talento e a soli 15 anni (il 1° dicembre 2005) fa l'esordio nel 'Circo Bianco', partecipando al gigante di Alleghe, una gara Fis.Nella stessa stagione debutta in Coppa Europa e vince i titoli italiani juniores di slalom e gigante.

Nel dicembre 2007 partecipa alla sua prima gara in Coppa del mondo, un gigante a Lienz dove non riesce a qualificarsi per la seconda manche.Il 24 ottobre 2009 conquista i suoi primi punti in Cdm grazie al 21º posto nel gigante di Sölden, mentre il 28 novembre successivo, alla seconda gara stagionale sale sul podio, a soli 19 anni, giungendo terza nel gigante di Aspen.  La valdostana continua a bruciare le tappe e nel febbraio 2011 arriva l'argento in gigante ai mondiali di Garmisch, dove si inchina per pochi centesimi alla slovena Tina Maze.

Dopo qualche anno di alti e bassi nell'ottobre 2015 arriva il primo successo in Cdm, con la vittoria nel gigante di Sölden.Nel 2018 ai Giochi di Pyeongchang, con il bronzo nell'amato gigante si mette al collo la prima medaglia olimpica.  Dopo la delusione dei mondiali di Are, dove non riesce a salire sul podio, nella successiva stagione arriva la grande soddisfazione di diventare la prima donna italiana a vincere la Coppa del Mondo generale, alla quale aggiunge quelle di gigante e combinata. L'anno seguente arriva da favorita ai mondiali di Cortina 2021 ma dopo il sesto posto nel gigante parallelo arrivano tre uscite di scena in slalom, gigante e combinata.

Nella classifica generale di Cdm è seconda dietro alla svizzera Lara Gut-Behrami.La carabiniera di La Salle si riscatta l'anno seguente ai Giochi di Pechino 2022, dove è argento in gigante (dove la precede solo la svedese Sara Hector) e bronzo in combinata.

Il primo titolo iridato lo conquista sulle nevi francesi di Meribel, in combinata.Si porta a casa anche l'argento in gigante dietro alla statunitense Mikaela Shiffrin. Nella stagione 2023-2024 si piazza al 2° posto sia nella Coppa del Mondo generale, sia in quelle di supergigante e di slalom gigante, superata in tutte e tre le classifiche dalla Gut, ma centra il suo record stagionale di podi (13) e vittorie (6).

Record di successi che polverizza in questa stagione dove totalizza 9 successi (5 in gigante, 3 in superg e uno in discesa), oltre a conquistare l'oro in gigante e l'argento in super G ai mondiali austriaci di Saalbach.Una carriera sensazionale con un solo neo, la mancata conquista dell'oro olimpico.

Tra meno di un anno ai Giochi di Milano-Cortina la grande occasione per colmare questa lacuna.  "E' ancora tua!La nostra campionessa alza al cielo la seconda Coppa del Mondo generale sci alpino della sua carriera, dopo la cancellazione della discesa di apertura delle finali di Sun Valley negli Stati Uniti" scrive in un post su X il presidente del Coni, Giovanni Malagò. "È festa grande per l'ennesimo traguardo storico raggiunto in una stagione dominata dall'azzurra, che continua a riscrivere tutti i primati della disciplina e si prende anche la sfera di specialità.

Sei fantastica, Federica.Sei un Mito italiano.

Complimenti anche allo staff tecnico e alla Fisi per questa grande impresa tricolore!". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, muore a 62 anni dopo liposuzione in una clinica privata

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(Adnkronos) – Una donna di 62 anni è morta martedì scorso in ospedale per le complicazioni, dovute a un intervento di liposuzione.La pensionata, di Pomezia, era in stato vegetativo dal 14 marzo scorso all'ospedale Grassi, dopo un'operazione di chirurgia estetica in una struttura privata della Capitale.

Il giorno precedente al decesso la figlia della donna aveva presentato una denuncia-querela ai carabinieri di Ardea nei confronti dei medici che avevano effettuato l'intervento.La salma è stata trasferita al Policlinico di Tor Vergata per eseguire l'autopsia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)