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Stabilimenti a fuoco a Ostia, le fiamme sul litorale romano – Video

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(Adnkronos) – Fiamme in cinque stabilimenti di Ostia, sul litorale romano.Le strutture coinvolte dagli incendi, che avrebbero riportato diversi danni sono il Salus, l'Arcobaleno, il Vittoria, il Plinius e il Capanno.

Sul posto vigili del fuoco e polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ostia, ancora stabilimenti a fuoco: incendi in 5 impianti

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(Adnkronos) – Stabilimenti in fiamme a Ostia, raffica di incendi sulle spiagge del litorale di Roma.Nelle ultime ore, roghi negli stabilimenti Salus, l'Arcobaleno, il Vittoria, il Plinius e il Capanno nella giornata caratterizzata dalla decisione del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso del Comune di Roma contro la sospensiva del Tar al bando per le concessioni balneari.

I vigili del fuoco sono intervenuti per domare le fiamme, con scene già viste a Ostia anche due giorni fa, quando i vigili del fuoco sono stati chiamati in causa per i roghi in altri due stabilimenti, Le Dune e il Belsito (VIDEO). A quanto apprende l'Adnkronos, sarebbe stato fermato un uomo tra i presunti responsabili degli incendi di questa sera.L'uomo sarebbe un italiano ed è stato bloccato nei pressi dello stabilimento Mami.

Continuano le ricerche per individuare eventuali altri responsabili. Intanto "il sindaco della capitale Roberto Gualtieri ha sentito telefonicamente il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e il Consulente per la legalità di Roma Capitale Francesco Greco sulla questione degli incendi attualmente in corso sul Litorale di Ostia.Domani il sindaco Gualtieri prenderà parte al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura dove sarà affrontata la questione", rende noto il Campidoglio in una nota. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ultima Generazione denuncia Carlo Cracco per furto: “Sottratto telefono di attivista”

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(Adnkronos) – Durante la protesta di Ultima Generazione a Milano all'interno del ristorante di Carlo Cracco, lo chef "ha improvvisamente sottratto il cellulare di Paola da dietro e si è allontanato.Alla sua richiesta di restituzione, lo chef ha risposto 'assolutamente no' e ha continuato ad andarsene.

Sconvolte, le ragazze si sono sedute per terra per venti minuti mentre i clienti venivano allontanati.La scena è stata surreale.

Il telefono, un iPhone 6 del valore di circa 70-100 euro, è fondamentale per il lavoro di Paola".A raccontarlo gli attivisti di Ultima Generazione parlando del blitz di oggi. 
Un'azione portata avanti tre ragazze: Simona, Ester e Paola Del Dosso, "geometra di 29 anni che si trovava con loro solo per documentare l’azione e garantire la loro sicurezza".

Le tre sono entrate per la terza volta nel ristorante milanese di Cracco, "per denunciare un’Italia sempre più divisa, dove le disuguaglianze crescono nell’indifferenza di chi vive nel lusso.Speravamo che Cracco potessere essere dalla nostra parte invece ci ha sconvolto".

Le tre "sono state portate in questura e hanno sporto denuncia contro Cracco per furto". "Troviamo tutto questo assurdo – afferma il collettivo – chiediamo solo che Cracco apra le porte del suo ristorante, ogni giovedì, offrendo pasti gratuiti a persone al di fuori della sua abituale clientela.Un gesto simbolico per sostenere chi sta affrontando difficoltà, dimostrando che la buona cucina può essere anche un atto di solidarietà.

Un piccolo gesto di solidarietà per chi lotta ogni giorno per arrivare a fine mese.La reazione di Cracco ci lascia sconcertati: un atteggiamento privo di empatia e che sfocia in puro bullismo". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schiacciato dalla sua auto messa in moto da bimbo, dichiarata morte cerebrale

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(Adnkronos) – Non c'è più niente da fare per il 42enne schiacciato dalla sua auto messa in moto da un bambino sabato scorso a Ossi, nel Sassarese.Per Gianfranco Pilo è stata dichiarata la morte cerebrale e avviata la procedura per la donazione degli organi.  Sabato, l'uomo stava per accompagnare a casa un bambino di 10 anni che aveva partecipato a una festa in casa sua.

Secondo quanto ricostruito, il piccolo avrebbe girato le chiavi e il mezzo si sarebbe improvvisamente mosso con Pilo che si trovava fuori.Il movimento lo ha schiacciato e il suo cuore si è fermato.

I soccorritori sono riusciti a rianimarlo e fino a oggi era in coma nella Rianimazione del Santissima Annunziata di Olbia.Il 42enne non si è mai ripreso da quel tragico incidente. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cesena – Juve Stabia è anche un duello da alta quota tra titani in porta: Klinsmann contro Thiam

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Cesena – Juve Stabia si preannuncia come una gara ad alta tensione, non solo per la posta in palio, ma anche per l’affascinante duello a distanza tra i due portieri, Jonathan Klinsmann e Demba Thiam. Entrambi gli estremi difensori hanno dimostrato nel corso del campionato di essere dei veri e propri “uomini volanti”, capaci di parate spettacolari e interventi decisivi, con una particolare abilità nel neutralizzare i calci di rigore.

Klinsmann, l’erede di un mito

Jonathan Klinsmann, figlio del leggendario attaccante tedesco Jürgen Klinsmann, ha intrapreso la sua carriera calcistica con l’obiettivo di emulare le gesta del padre. Nel Cesena, ha dimostrato di essere un portiere affidabile e reattivo, con una buona lettura del gioco e riflessi pronti. La sua presenza tra i pali infonde sicurezza alla difesa bianconera, rendendolo un elemento fondamentale per la squadra.

Thiam, l’agilità al servizio della Juve Stabia

Demba Thiam si è distinto per la sua agilità e reattività tra i pali. Le sue parate hanno spesso salvato la Juve Stabia da situazioni complicate, contribuendo in modo significativo ai risultati della squadra. Il portiere senegalese ha dimostrato di avere un grande potenziale, diventando uno dei punti di forza della formazione campana.

Un duello che infiamma la partita

La sfida tra Klinsmann e Thiam aggiunge un ulteriore elemento di interesse alla partita, mettendo in evidenza il ruolo cruciale dei portieri nel calcio moderno. La possibilità di assistere a parate spettacolari e interventi decisivi rende l’incontro ancora più avvincente e imprevedibile.

Un futuro ricco di emozioni

Cesena – Juve Stabia si concluderà al novantesimo minuto, ma chissà se in futuro potremo assistere a un’altra sfida tra questi due portieri, magari in una gara di Coppa o in un torneo amichevole, con i tiri di rigore a fare da protagonisti. Sarebbe uno spettacolo nello spettacolo, con Klinsmann e Thiam pronti a regalare emozioni e magie tra i pali. Nell’attesa, godiamoci questo duello in campionato, che si preannuncia decisamente interessante.

Ucraina, Macron vede Zelensky: “Russia vuole continuare l’aggressione”

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(Adnkronos) – La Russia deve accettare il cessate il fuoco di 30 giorni concordato a Riad "senza precondizioni".A dirlo è il presidente francese Emmanuel Macron, in una dichiarazione ai giornalisti dopo l'incontro all'Eliseo con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Mosca – denuncia Macron – continua giorno dopo giorno" ad attaccare l'Ucraina, "mostra la sua volontà di guerra e di continuare l'aggressione, ci aspettiamo l'impegno di Mosca" per il cessate il fuoco.  "L'aggressività della Russia – ha quindi sottolineato Macron – impatta molto direttamente sulla nostra sicurezza in Europa.

Noi siamo in una fase decisiva per mettere fine alla guerra d'aggressione.Saluto con favore gli sforzi del presidente Trump" per il cessate il fuoco.

Poi il presidente francese ha ricordato che "l'11 marzo a Gedda l'Ucraina ha chiaramente espresso agli Stati Uniti di essere d'accordo per un cessate il fuoco completo e senza precondizioni per una durata di 30 giorni.Ci aspettiamo lo stesso impegno da parte della Russia". "I raid russi devono cessare", ha intimato ancora, "l'obiettivo resta una pace duratura".  Macron ha quindi annunciato "due miliardi di euro aggiuntivi in aiuti militari" per l'Ucraina, alla vigilia del nuovo vertice della coalizione dei volenterosi. "Abbiamo preparato ulteriori aiuti sotto forma di missili di difesa terra-aria Mistral e carri armati AMX-10 RC, oltre a munizioni”, dice il presidente francese.  Per Macron "è troppo presto" per parlare di una revoca delle sanzioni contro la Russia. "Non revocheremo le sanzioni, è veramente troppo presto.

In definitiva, le sanzioni dipendono esclusivamente dalla scelta della Russia dell'aggressione, e quindi la loro revoca dipende esclusivamente dalla scelta della Russia di rispettare il diritto internazionale”, ha dichiarato Macron. "Mosca sta cercando di aggiungere nuovi dettagli e condizioni, noi speriamo che gli americani possano garantire un accordo per cessate il fuoco senza condizioni, finora la Russia l'ha rifiutato perché vuole continuare la guerra", ha poi detto Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa a Parigi con Macron.  "Le sanzioni alla Russia devono rimanere in vigore ed essere rinforzate", ha detto ancora, sottolineando che "solo la diplomazia basata sulla forza è efficace" e che "l'unico linguaggio che la Russia capisce è quello dalla forza".  Zelensky ha affermato quindi che è “troppo presto” per discutere la composizione di un contingente, aggiungendo che “nessuno vuole prolungare la guerra”.Secondo il presidente ucraino, "la questione essenziale” è sapere quale Paese sarebbe pronto a partecipare a tale iniziativa e l'obiettivo di un eventuale contingente sarebbe quello di “controllare la situazione, addestrarsi insieme e fare tutto il possibile per fermare il desiderio della Russia di attaccare di nuovo”. "Noi speriamo che nel Mar Nero gli americani assicurino un cessate il fuoco senza condizioni", ha poi detto il presidente ucraino denunciando i tentativi di Mosca di "aggiungere condizioni supplementari" per il rispetto della tregua.

Poi, parlando in conferenza stampa a Parigi, ha affermato che "è ora di passare a discussioni serie sulle garanzie di sicurezza". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco a un Paese Nato, ecco perché la risposta armata non è automatica

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(Adnkronos) –
La risposta armata in caso di attacco della Russia a un Paese Nato non è automatica.A spiegarlo all'Adnkronos è l’avvocato Marco Valerio Verni, referente area Diritto di ‘Difesa Online’ nel giorno in cui il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha avvertito il presidente russo Vladimir Putin che un attacco contro un Paese dell’Alleanza causerebbe una "reazione devastante".  "Il pericolo che, come uno spettro ricorrente, si paventa è quello di un intervento di tutta la coalizione a mente dell'articolo 5 del relativo trattato, con un assunto dato, spesso, per scontato: in caso di attacco ad un membro dell'Alleanza Atlantica, si avrebbe, in automatico, l'intervento armato di tutti i Paesi che ne fanno parte in favore del predetto.

Ma – chiarisce Verni – la norma in questione non afferma esattamente questo”.  Cosa comporta l’articolo 5 e in cosa può consistere una reazione dell’alleanza? “Esso prevede che: ‘Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti – osserva – e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall'articolo 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale – prosegue l’avvocato Verni ricordando il trattato – Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza.Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali".  “Dunque, il ricorso alla forza, a ben vedere, non è né automatico né previsto come unica misura – continua l’esperto – Al contrario, esso è solo eventuale, ricompreso nell'alveo di altre azioni, di concerto con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. “Piuttosto, quel che, oggi, può preoccupare molto, sono gli attacchi cibernetici, che, pure, in ipotesi, al pari di quelli ‘tradizionali’ – conclude Verni – possono arrivare a provocare effetti devastanti e, quindi, nel caso, anche le reazioni anzidette, ivi compresa, al ricorrere di certi presupposti e criteri valutativi, l’eventuale risposta armata”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ginnastica, Maccarani non è più dt della squadra di ritmica dopo caso maltrattamenti

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(Adnkronos) – "Ho ritenuto, anche per le note vicende di cronaca, di non confermare l'attuale direzione tecnica della sezione ritmica, che assumerò io ad interim fino al 30 giugno.L'ambiente è stato molto colpito da questa vicenda, il fatto che sia durata tanto ha avuto una ricaduta emotiva nell'ambiente che non ha giovato".

Così il presidente della Federginnastica, Andrea Facci, ha commentato l'interruzione del rapporto con la dt della ginnastica ritmica Emanuela Maccarani, accusata di maltrattamenti su alcune ex ginnaste dal gip di Monza. "Personalmente – ha aggiunto Facci – ritengo che si sia cercato di gestire una situazione in funzione dell'obiettivo Olimpiadi e penso che sia facile commentare le scelte altrui col senno di poi.Il nome del prossimo allenatore non c'è.

Intanto ci sono altri allenatori che stanno già lavorando e porteranno avanti l'accademia.Vorrei rovesciare l'idea di un allenatore solo al comando con il concetto di staff, di condivisione di obiettivi e di separazione delle competenze.

Domani andrò a Desio a incontrare le tecniche e le ginnaste per parlare con loro e spiegare che si inizierà un'altra tipologia di percorso.Nei giorni scorsi ho parlato con Emanuela manifestando che ci sono delle difficoltà e una situazione complessa che avremmo valutato nel consiglio". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump annuncia dazi del 25% su auto non prodotte in Usa

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(Adnkronos) –
"Imporremo dazi del 25% su tutte le auto non prodotte negli Stati Uniti.Se le auto vengono prodotte qui, non ci sono dazi".

Donald Trump annuncia l'introduzione di dazi sull'industria dell'auto. "E' l'inizio del giorno della liberazione in America.Ci riprenderemo una parte del denaro che ci è stato portato via, imporremo dazi a paesi che hanno fatto affari qui, portando via lavoro", dice il presidente degli Stati Uniti.  "L'industria automobilistica continuerà a produrre crescita, fiorirà come mai accaduto in passato.

Entrerà una cifra tra 600 miliardi e 1 trilione di dollari nel giro di due anni, saranno numeri altissimi sin dall'inizio", dice Trump firmando un ordine esecutivo. "Avevamo perso impianti, che sono stati spostati in Canada e Messico.Ora sono stati fermati e vengono trasferiti nel nostro paese.

La Honda costruirà in Indiana uno dei più grandi impianti: non sarebbe successo senza quello che stiamo facendo.Chi costruisce le auto negli Usa non sarà sottoposto a dazi.

Molte aziende straniere hanno già costruito qui impianti che al momento sono utilizzati solo parzialmente, saranno in grado di espandere l'attività senza costi aggiuntivi", aggiunge Trump. "Altre aziende verranno qui, stanno cercando siti" per realizzare nuovi impianti.  L'annuncio odierno costituisce una nuova tappa verso la scadenza del 2 aprile.All'inizio del prossimo mese, come ha ribadito più volte Trump, gli Stati Uniti vareranno nuovi dazi sulla base del criterio della reciprocità: "Tasseremo chi ci tassa", ha detto più volte il presidente, puntando il dito anche contro l'Unione Europea, rea – secondo la Casa Bianca – di aver tratto benefici per anni dal rapporto commerciale sbilanciato con gli Usa. 
Nelle ultime ore, Trump ha definito gli europei "parassiti" allineandosi alle considerazioni espresse dal vicepresidente JD Vance nella celeberrima chat, svelata da The Atlantic, in cui funzionari di alto livello hanno interagito prima del raid americano contro gli Houthi. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese, Cne-Federimprese Europa: creare dialogo con sindacati e istituzioni

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(Adnkronos) – "Durante questi due anni che mi hanno vista alla presidenza nazionale della Cne-Federimprese Europa ho lavorato incessantemente coadiuvata dai dirigenti regionali, creando un dialogo tra imprese, sindacati e istituzioni che fosse fonte di collaborazione e crescita , offrendo innumerevoli servizi alle imprese associate".E' quanto dichiara Mary Modaffari, in occasione di un tavolo tecnico promosso dalla Confederazione a Roma dove erano presenti numerose realtà imprenditoriali italiane.  "I risultati ottenuti -spiega- sono significativi, abbiamo siglato patti confederali con delle importanti realtà datoriali.

Il nostro obiettivo è chiaro: l'innovazione è la chiave per garantire crescita e competitività alle nostre imprese.La mission di Cne-Federimprese Europa riguarda occupazione, sviluppo, modernizzazione e sostenibilità.

I dati recenti mostrano segnali positivi, con un aumento del 3,1% della massa retributiva nei primi sei mesi del 2024, un chiaro indicatore di un recupero del potere d'acquisto.Tuttavia, per allinearci alla media europea, è necessario continuare a lavorare senza sosta", continua.  "Altresì puntiamo -spiega ancora- su un sistema imprenditoriale integrato, capace di far fronte alle transizioni energetica, ambientale e digitale.

Questi cambiamenti rappresentano opportunità significative, ma richiedono investimenti considerevoli e una visione a lungo termine.Proprio per questo motivo i nostri servizi di punta sono quelli che riguardano la finanza agevolata per supporto alle imprese.

Allo stesso modo, un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali è essenziale per promuovere occupazione e ripresa produttiva e servizi a 360°.Siamo ben consapevoli degli ottimi risultati ottenuti a sostegno del tessuto imprenditoriale italiano grazie al Governo in carica.

Siamo dunque determinati a costruire un futuro in cui l'imprenditoria italiana possa continuare a prosperare e a dimostrare la sua unicità nel mondo tutelando il made in Italy", conclude la presidente nazionale Modaffari.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rocio Munoz Morales e Raoul Bova, smentita la crisi: lei fa chiarezza sui social

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(Adnkronos) –
Rocio Munoz Morales e Raoul Bova sono in crisi?Il dubbio è nato dopo che l'attrice è stata avvistata in centro a Roma in compagnia di un altro uomo, alimentando così le voci su un presunto allontanamento definitivo dal compagno.

Ma a fare chiarezza ha provveduto proprio la Morales con una storia pubblicata sui social.  "Spunta un cavaliere segreto", si legge sull'articolo del magazine che ha paparazzato Rocio Munoz Morales in compagnia di un altro uomo, e in assenza del compagno Raoul Bova.La 36enne ha rotto il silenzio e ha postato gli scatti rubati dai paparazzi sul suo profilo social: "Cavalieri segreti e frottole inventate di sana pianta", ha scritto a corredo.  Poi, ha pubblicato un selfie della stessa sera in cui appare in compagna di altre due persone: "Il mio amico da più di 20 anni Giuseppe di Bella (quasi parte della mia famiglia) e sua zia, super felici davanti al teatro Manzoni dopo aver assistito al mio spettacolo il Cappotto di Janis", ha spiegato la conduttrice mettendo fine alle voci di crisi con Raoul Bova, con cui è legata sentimentalmente da 13 anni.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ultima Generazione ancora nel ristorante di Cracco, è il terzo blitz

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(Adnkronos) –
Ultima Generazione ci riprova e torna al ristorante di Carlo Cracco, all'interno della Galleria Vittorio Emanuele di Milano, per un nuovo blitz.Due ragazze e un ragazzo hanno fatto ingresso nel locale intorno alle 13.30 per ribadire la loro contrarietà alle disuguaglianze sociali e portare avanti la campagna 'Il giusto prezzo'.

Poco dopo è intervenuta la polizia che li ha bloccati e accompagnati in questura per valutare l'esatta dinamica dei fatti e la loro condotta nell'azione di protesta.  "Siamo per la terza volta nel Ristorante Cracco per denunciare un’Italia sempre più divisa, dove le disuguaglianze crescono nell’indifferenza di chi detiene il potere e vive nel lusso -hanno spiegato gli attivisti di Ultima Generazione-.Scegliamo di venire qui perché questo luogo rappresenta una realtà distaccata, una bolla che esiste solo grazie allo sfruttamento e alla precarietà di chi sta fuori. È qui che il nostro messaggio può arrivare più forte".

Quindi hanno precisato: "Attaccare Cracco non significa dire che Cracco è il problema, ma mettere in evidenza l’abisso tra chi ha troppo e chi non ha abbastanza.La fame non è una fatalità, è una questione politica.

Il problema non è l’arte del cibo, ma la disparità sociale che la circonda.Non è accettabile che il lavoro di milioni di persone valga così poco da non permettere loro di vivere con dignità, mentre pochi si arricchiscono senza limiti".  "Anche Cracco può scegliere da che parte stare -hanno aggiunto-.

La richiesta che noi vogliamo rivolgergli è di aprire le porte del suo ristorante, ogni giovedì, offrendo pasti gratuiti a persone al di fuori della sua abituale clientela.Un gesto simbolico per sostenere chi sta affrontando difficoltà, dimostrando che la buona cucina può essere anche un atto di solidarietà".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, pullman finisce nel fiume Po in centro città: morto l’autista

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(Adnkronos) – Un pullman privato è caduto nel pomeriggio di oggi, mercoledì 26 marzo, nel fiume Po all'altezza di piazza Vittorio sul ponte Vittorio Emanuele I.A bordo del mezzo, a quanto si appreso, si trovava solo l'autista che, a quanto si apprende, è morto.

Feriti anche lievemente tre passanti.Ora sono in corso attività di ricerca dei vigili del fuoco per accertare la presenza sul mezzo di eventuali altri passeggeri, coinvolti nell'incidente. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Garlasco, parla Stasi: “Sempio? Io garantista, ma non bisogna sottrarsi ad accertamento verità”

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(Adnkronos) – La nuova indagine sul delitto di Garlasco ha provocato in Alberto Stasi "uno tsunami di emozioni.Quello che ho in cuore è che salti fuori la verità, che venga fuori tutto quello che deve emergere e che non è ancora emerso.

Ho fiducia e speranza che tutto possa essere chiarito e accertato".A dirlo è lo stesso Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi, in un'intervista concessa alle 'Iene'. Una nuova inchiesta della procura di Pavia, condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano, che vede indagato per concorso in omicidio (in ipotesi anche con lo stesso Stasi) Andrea Sempio, un amico di Marco Poggi, il fratello della vittima.  "Non l'ho mai visto e mai sentito, se non adesso e nel 2017 (quando Sempio venne indagato e archiviato, ndr).

Era amico del fratello e quindi anche dal punto di vista dell'età totalmente estraneo alla mia cerchia di amicizie e di conoscenze", racconta Stasi, dicendosi "assolutamente garantista" ma, aggiunge, "sono anche comunque convinto che non si debba avere paura della verità e che quindi non ci sia motivo di sottrarsi a nessun tipo di accertamento della verità".  Rispetto alla sua situazione, Stasi ricorda che "tra pochi mesi potrei essere definitivamente a casa, quindi non sono questi pochi mesi che fanno per me la differenza, ho motivazioni più profonde".  Nell'ultimo periodo della sua detenzione "ho fatto progressi, ho cominciato a lavorare fuori e a poter vedere di più la mia famiglia, quindi sono riuscito ad andare un po' più avanti", racconta nello speciale 'Inside' delle Iene sul delitto di Garlasco, che andrà in onda su Italia 1 domenica 30 marzo.Ribadendo di non aver ucciso Chiara Poggi, l'allora fidanzato della vittima paragona la condanna in via definitiva a una diagnosi di cancro, "ti capita e devi reagire.

Io ho quanto meno la leggerenza della coscienza che mi aiuta.E' difficile da capire, ma il non avere il peso di quello che è successo che ti logora dentro, in qualche modo ti fa vivere la questione come un incidente della tua vita, molto grave e molto brutto, ma che riesci ad affrontare".  Come togliersi l'etichetta di 'colpevole' viene chiesto infine a Stasi nell'anteprima dell'intervista che andrà in onda su Italia 1 domenica 30 marzo? "Non so se ce la si può staccare di dosso", risponde.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diario del giorno, in studio entra un gatto: la reazione in diretta di Sabrina Scampini

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(Adnkronos) – Un gatto si è intrufolato nello studio di 'Diario del giorno', in onda su Rete 4, interrompendo la conduzione di Sabrina Scampini. È successo durante la diretta di oggi, mercoledì 26 marzo, mentre la giornalista stava elencando i fatti del giorno.  "C'è un carinissimo gatto che sta passando…", ha detto Sabrina Scampini dopo aver notato l'ospite 'speciale' entrare in studio.Il gatto ha fatto il suo ingresso mentre la conduttrice stava annunciando i temi che avrebbe trattato durante la puntata di oggi.  Sabrina Scampini ha provato a proseguire con la diretta quando il gatto si è allontanato dalla telecamera, ma è ritornato dopo pochi secondi sfilando al centro dello studio: "Scusatemi", ha ripetuto la giornalista. Il video esilarante è diventato virale sui social: "Il gatto è stupendo!

Ma poteva passare un minuto prima?", ha commentato la conduttrice e giornalista su X, facendo notare il tempismo dell'animale, che ha rubato la scena proprio mentre la Scampini stava annunciando i funerali di Simonetta Kalfus.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Maurizio Boccacci, fondò gruppo di estrema destra Militia

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(Adnkronos) – E' morto Maurizio Boccacci, fondatore del Movimento politico e di Militia.L'ex leader di estrema destra aveva 64 anni ed era da tempo era malato.  Boccacci si è spento nella casa dove viveva con la moglie.

Lì, a Grottaferrata, dove 41 anni fa fondò il Movimento Politico Occidentale, di cui è il leader fino allo scioglimento per decreto nel '93.E' considerato una delle figure di spicco della destra extraparlamentare italiana, militante del Msi e del Fuan prima, di Avanguardia Nazionale poi, leader del gruppo neonazista romano "Militia".  "Abbiamo fatto cose belle e altre meno.

All’epoca però eravamo uomini veri, anche se adolescenti.Cominciavamo a sparare a 20 anni per difenderci, perché sennò a casa non rientravi.

Quello, a dire il vero è il più grande errore, perché si sono creati questi opposti estremismi voluti dal sistema-regime che voleva questi scontri, i morti, per avere il pugno duro e seguitare a fare ciò che facevano.Ma noi all’epoca avevamo la polvere da sparo nel sangue, lo abbiamo capito dopo tanti compleanni che siamo stati manovrati".

Era settembre del 2019 quando Boccacci si raccontava così all'Adnkronos.L'occasione fu l'omicidio di Fabrizio Piscitelli, leader degli Irriducibili Lazio nonché, disse, "mio carissimo amico".  In una Roma bollente e scioccata da quell'agguato in pieno giorno, Boccacci era stato tirato in ballo da Fabio Gaudenzi, ultras di estrema destra già coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale, che pur non facendo direttamente il suo nome aveva parlato dell'élite di quelli di Roma nord.

Gaudenzi, alias "Rommel", girò un delirante video con passamontagna e armi in pugno, per annunciare di conoscere il mandante dell’omicidio di Fabrizio Diabolik Piscitelli. "Gaudenzi è impazzito.Oppure è manovrato – commentò Maurizio Boccacci – Fa il nome del gruppo dei fascisti di Roma nord, gruppo che non esiste nemmeno come sigla, e fa un miscuglio di persone che mi dà da pensare.

Mi fa pensare il fatto che lui, in concomitanza con l’omicidio Piscitelli, tiri fuori l’élite, i miei camerati che non si sono mai arresi, le persone rimaste sempre unite e non hanno ma tradito.Di queste persone che lui chiama élite io sono l’unico insieme a Massimo Carminati e Riccardo Brugia ad essere vivo: gli altri sono tutti morti, due in carcere, io l’unico fuori, a parte qualche divieto di andare a Roma o qualche altra stupidaggine…". "Mi ha tirato in ballo così.

Ha fatto tutti nomi che gli danno risonanza…Per me può dire ciò che vuole, da parte mia non devo difendermi, sono tranquillissimo: mi stanno sempre dietro, sanno della mia vita, che non ho più possibilità di muovermi, limitato anche fisicamente con i miei problemi di salute". "Sono andato al funerale di Fabrizio, ho tre anni di diffida ma non mi interessa.

Sono andato come ogni anno ai funerali di Acca Larenzia e di altri amici che sono venuti a mancare a Roma.Perché su questo – incalza – possono anche darmi ergastolo, divieti, farmi seguire".

Sulla possibilità che quello di Piscitelli fosse un omicidio politico o che ci fossero altri affari di mezzo, Boccacci spiegò: "Per saperlo bisognerebbe stare in quell’ambiente – dice – essere stato più che vicino a Fabrizio.Io con lui mi vedevo, ma niente più che una cena, di qualche chiacchierata, come accadeva con Massimo".

Si congedò, da quella intervista, glissando sulla politica attuale. "Io non sono un politico – ebbe a dire – ma un idealista e tra politico e idealista passa il giorno e la notte.Sono un fascista e tale rimango.

Guardo, leggo, rido.Sono tutti uguali".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta, idea Thiago Motta per il dopo-Gasperini

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(Adnkronos) – L'Atalanta inizia a pensare al dopo-Gasperini e nelle idee nerazzurre piomba Thiago Motta, un vecchio pallino appena esonerato dalla Juventus.L'attuale tecnico della Dea potrebbe finire sulla panchina della Roma nella prossima stagione e a Bergamo più di qualcuno ragiona sull'ex centrocampista, reduce da una separazione complicata con i bianconeri.  Gian Piero Gasperini è uno dei candidati alla panchina della Roma.

Il tecnico ha già annunciato che non rinnoverà il contratto con l'Atalanta, in scadenza nel 2026, ma potrebbe dire addio ai bergamaschi già al termine della stagione.Claudio Ranieri, ora alla guida dei giallorossi, inizierà a fine campionato la sua carriera da dirigente a Trigoria e sta valutando le opzioni per regalare ai capitolini il miglior allenatore possibile.  Qualche giorno fa, Ranieri ha incassato l'apertura proprio di Gasperini, a margine della consegna del Premio Enzo Bearzot al Coni: "A chi non piacerebbe allenare la Roma? È una grande piazza, straordinaria e ha un pubblico eccezionale.

Sarebbe motivo di orgoglio”. Il posto lasciato eventualmente libero da Gasperini all'Atalanta potrebbe essere occupato da Thiago Motta, allievo di Gasp (al Genoa e all'Inter) e accostato più volte alla panchina nerazzurra in passato. "Sono affezionatissimo a lui, in questo momento sta vivendo momenti difficili. È il ruolo dell'allenatore, che spesso viene troppo esaltato dai risultati e poi sottoposto alla gogna mediatica" aveva detto sempre il tecnico a margine della consegna del Premio Bearzot.Per il futuro, l'Atalanta valuta anche i nomi di Palladino e Tudor.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musetti, una vita da eterna promessa: le vittorie, i limiti e i dubbi di Lorenzo

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(Adnkronos) –
La carriera di Lorenzo Musetti è a un bivio.A 23 anni, l'azzurro ha raggiunto il sedicesimo posto nella classifica Atp, a una sola distanza dal suo best ranking, il 15esimo post conquistato nel giugno del 2023.

Nonostante la giovane età del toscano faccia sembrare la top 10 come un traguardo possibile, il tennista italiano sembra ancora accusare alcuni limiti caratteriali e di temperamento, più che tecnici, che ne limitano il rendimento nei momenti più importanti. La partita contro Novak Djokovic, valida per gli ottavi di finale del Masters 1000 di Miami, ha mostrato una fragilità impronosticabile alla vigilia.Sebbene gli otto precedenti fossero fortemente a favore del serbo, con sette vittorie e soltanto una vittoria di Musetti, la sensazione era che Lorenzo, sfruttando anche un Nole alle prese con diversi problemi fisici, potesse impensierirlo un po' di più.

Nonostante il break piazzato in apertura di match però, l'azzurro non è mai riuscito a trovare ritmo e continuità nelle giocate, a variare i colpi per disorientare l'avversario, ma soprattutto a mantenere la calma necessaria per centrare la qualificazione contro quello che si è rivelato, in realtà, il miglior Djokovic dell'anno. Il risultato, un doppio 6-2, riflette un match mai veramente in discussione, in cui Nole ha dominato e ribadito, ancora una volta, di essere ancora uno dei migliori tennisti del circuito e mai così lontano dal ritiro. "Credo che a parte l’inizio dove sono riuscito a ingranare meglio, da un certo momento in poi non riuscivo a fargli male da fondo campo", ha detto Musetti a SkySport, "rispondeva sempre, ha servito con un’ottima percentuale di prime.Ad un certo punto Nole era veramente ingiocabile".

Difficile, quindi, capire dove iniziano i meriti del serbo e arrivano i demeriti di Musetti, ma per trovare qualche risposta in più basta guardare la carriera di Lorenzo.  Fin dall'inizio della sua carriera da professionista, nel 2019, Musetti ha impressionato per pulizia e bellezza dei colpi.Le aspettative su di lui, dopotutto, sono sempre state alte: Lorenzo è entrato nel circuito dopo essere diventato numero uno under 18, ha raggiunto la finale degli US Open juniores e vinto gli Open d'Australia.

Una volta entrato in Atp però il tennista azzurro ha alternato ottime prestazioni e vere e proprie debacle, mostrando un'insospettabile incostanza. Nel circuito ha vinto due tornei, entrambi nel 2022: nell'Atp 500 di Amburgo riuscì a battere in finale Carlos Alcaraz, mentre nel 250 di Napoli superò Berrettini.Musetti entrò così a far parte anche dell'Italia che qualche anno dopo diventerà assoluta protagonista in Coppa Davis: esordì nel 2021 a Torino, in doppio con Fabio Fognini, ha fatto parte della squadra che ha vinto l'insalatiera nel 2023 e poi nel 2024. Negli Slam il suo miglior risultato rimane la semifinale raggiunta nell'ultima edizione di Wimbledon, quando si arrese proprio a Novak Djokovic.

Nell'agosto del 2024 però Musetti ha raggiunto uno degli apici della sua carriera, conquistando il bronzo alle Olimpiadi di Parigi.Ancora una volta fu Djokovic a negargli in semifinale la possibilità di raggiungere un metallo più prezioso, proprio come oggi è Djokovic a riaprire il dibattito sull'eterna promessa di Lorenzo Musetti. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ci si può fidare della Russia di Putin? Tutti i dubbi della Ue e della Nato

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(Adnkronos) – Servono fatti concreti, che sostengano una reale intenzione di fermare la guerra in Ucraina.E c’è una linea netta che non si può superare, quella dei confini dell’Alleanza atlantica.

Ue e Nato non si fidano della Russia e mettono in chiaro, dai rispettivi punti di vista, quello che Mosca deve fare e quello che, al contrario, non può pensare di fare.Mentre a Riad qualcosa si è mosso sul piano del negoziato portato avanti dagli Stati Uniti, con accordi separati con Mosca e Kiev, restano le ambiguità e i dubbi sulle reali intenzioni di Putin.  "La Russia deve ora dimostrare una vera volontà politica per porre fine alla sua guerra di aggressione illegale e immotivata.

L'esperienza ha dimostrato che la Russia deve essere giudicata in base alle sue azioni, non alle sue parole", ha affermato la portavoce dell'UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Anitta Hipper. Ancora più netto l’avvertimento che arriva dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante una conferenza stampa a Varsavia: "Se qualcuno dovesse commettere l'errore di pensare di poter attaccare la Polonia o un qualsiasi altro alleato senza conseguenze, si troverà di fronte alla piena forza di questa potente alleanza.La reazione sarebbe devastante.

Questo messaggio deve essere chiaro a Vladimir Putin e a chiunque altro intenda minacciarci". Altra presa di posizione drastica quella del primo ministro britannico Keir Starmer.Qualsiasi accordo di pace in Ucraina deve prevedere che "la Russia sia chiamata a rispondere per le riprovevoli azioni" commesse in tre anni di guerra, ha scandito, salutando i rappresentanti di un'organizzazione che si occupa dei "rapimenti di bambini" ucraini imputati a Mosca, ospiti della Camera dei Comuni in occasione del Question Time. Ma cosa dice intanto Mosca? "Siamo soddisfatti del modo pragmatico e costruttivo in cui si sta svolgendo questo dialogo, che sta anche producendo risultati", ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov durante un briefing, aggiungendo che sono ancora in corso contatti "davvero intensi" con gli Stati Uniti. Il dato di fatto, a oggi, è che all’annuncio degli accordi rischiano di non seguire i fatti corrispondenti.

Dopo i colloqui separati con gli Stati Uniti, Mosca ha posto condizioni drastiche per la attuazione di una prossima tregua nel Mar Nero e la riattivazione di un accordo per consentire la navigazione commerciale e le esportazioni di prodotti agricoli ucraini.Tanto che Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pur ribadendo la convinzione che la Russia voglia porre fine alla guerra con l'Ucraina, ammette che Mosca potrebbe tirarla per le lunghe. Sul campo, intanto, insieme ai missili e agli attacchi con i droni, si incrociano anche accuse e smentite.

L’esercito ucraino ha respinto le accuse della Russia sugli attacchi alle strutture energetiche nelle regioni di Kursk e Bryansk e nella Crimea occupata dalla Russia come false.Lo stato maggiore ha affermato su Telegram che le truppe di Kiev non hanno condotto attacchi del genere il 25-26 marzo, in seguito alle dichiarazioni del ministero della Difesa russo che affermavano il contrario.

Anche il rimpallo delle responsabilità, in questa fase, serve a spostare a proprio favore la linea dell’equilibrio sottile che tiene insieme in un negoziato 'triangolare', con Washington che si rivolge prima a Mosca e poi a Kiev. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Accademia Belle Arti di Napoli: “Un grande risultato all’Ematologia del Pascale”

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(Adnkronos) – "La collaborazione nasce da una felice intuizione del professore Pinto, che, in un momento drammatico come la pandemia da Covid, mi venne a trovare per propormi questa sinergia tra il mondo dell’arte e un’eccellenza sanitaria come il Pascale".L’intervento di decorazione del reparto di onco-ematologia "è stato un progetto complesso, in cui siamo entrati con delicatezza, guadagnando gradualmente la fiducia di operatori, pazienti e familiari.

Un lavoro comune e condiviso che, dal punto di vista formativo e didattico, rappresenta un grande risultato.A questo si è affiancata una pregevole dimensione progettuale, caratterizzata da un avanzato processo di ideazione e da un attento studio sui materiali, elemento distintivo della qualità del risultato ottenuto".

Lo ha detto Giuseppe Gaeta, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli all’inaugurazione di 'A cura dell’Arte', un progetto nato dalla collaborazione tra l’Accademia partenopea e l’Istituto nazionale tumori Irccs Fondazione Pascale, con il sostegno della Regione Campania e il supporto dell’associazione Beatleukemia.org. L’Accademia ha messo in campo talento e creatività, coinvolgendo docenti e studenti della Scuola di Decorazione in un lavoro che va oltre il semplice abbellimento degli spazi.Il progetto ha ridisegnato circa 600 metri quadrati attraverso la tecnica del wrapping, con materiali sicuri e compatibili con le esigenze sanitarie, restituendo colore e armonia ai luoghi di cura.

Ma il valore di questa iniziativa sta soprattutto nel dialogo con i pazienti, che hanno avuto un ruolo centrale nella scelta delle decorazioni.Insieme agli artisti e alle psicologhe del reparto, hanno espresso il desiderio di soffitti colorati e immagini astratte, capaci di stimolare la fantasia e regalare momenti di serenità. "L’emotività – spiega Adriana De Manes, docente di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Napoli – è stato il terreno d’incontro per iniziare il progetto, su cui abbiamo lavorato intensamente anche durante il periodo del Covid.

L’obiettivo era trasformare questa forte carica emotiva in qualcosa di realmente funzionale al benessere dei pazienti".L’Accademia ha dimostrato che l’arte può trasformare non solo gli spazi, ma anche l’esperienza della malattia, portando bellezza, speranza e un senso di comunità all’interno dell’ospedale.

Un’opera che non è solo estetica, ma un vero e proprio gesto di vicinanza e attenzione verso chi sta affrontando un momento difficile. "È stato un progetto condiviso e partecipato – aggiunge Lorenza Di Fiore, docente di Teoria della percezione e psicologia della forma presso la Scuola di Decorazione dell’Accademia – L’empatia con le persone che abitano questi luoghi, seppur temporaneamente, è stata fondamentale.Abbiamo cercato di creare delle finestre emotive, degli spazi che offrissero la possibilità di evasione dove fisicamente non è possibile.

Volevamo dare ai pazienti la possibilità di uscire con la mente e con le emozioni.Questo concetto è stato la chiave delle mappe concettuali elaborate dai nostri studenti". Si tratta di "un progetto unico – conclude Alessandro Cevenini della Fondazione Beat Leukemia.org – La Fondazione nasce dall’esperienza di Alessandro, un giovane paziente colpito dalla leucemia.

Oggi Alessandro non c’è più, ma il suo sogno continua attraverso la Fondazione, che finanzia progetti dedicati al benessere di chi ancora combatte la malattia, garantendo loro spazi più confortevoli".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)