Home Blog Pagina 362

Cybersicurezza, Labriola (Tim): “Attrezzarsi per cloud sovrano italiano”

0

(Adnkronos) – “Dobbiamo attrezzarci verso un cloud sovrano italiano”, perché “in un mondo in cui qualsiasi soggetto si può alzare e aumenta i dazi” c’è il rischio che potrebbe anche dire di “interrompere la fornitura di servizi per tutto ciò che sta nel cloud di soggetti di un’altra nazione”.E’ il monito dell’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, nel suo intervento alla presentazione del Cyber Index Pmi 2024. “Fantascienza?

Quando le aziende cinesi sono state bannate, 7-8 anni fa, si sono trovate nell’impossibilità di accendere i computer perché Microsoft aveva bloccato le licenze”.Un tema, questo, che "prima o poi tutti i Paesi, non solo l'Italia, dovranno affrontare", sottolinea l'ad. Se per regolare il settore delle telecomunicazioni servono anni di analisi di mercato, si finisce per regolare qualcosa che è già cambiato.

Lo ha sottolineato Pietro Labriola, ad di Tim e delegato dal presidente di Confindustria alla transizione digitale, nel suo intervento alla presentazione del rapporto Cyber Index Pmi 2024. “Se una norma prevede due anni di analisi, si sta regolando il futuro con lo specchietto retrovisore”, ha detto infatti il manager. “E’ uno dei punti che ho sollevato anche nelle varie interlocuzioni con il Mimit e con il sistema Paese: una modalità intelligente per permettere un’accelerazione nello sviluppo delle infrastrutture è quello di garantire il rinnovo gratuito delle frequenze a fronte di un impegno di costruzioni di rete delle comunicazioni”.Ha sottolineato Labriola parlando della proroga gratuita delle frequenze G5 decisa dalla Germania. “La stessa cosa è stata fatta anche in Brasile sul 5G, quindi noi lo abbiamo iniziato a dire un anno fa”, ha chiosato l’ad. Sull’energia “avevamo detto che la nostra strategia è quella della customer platform, ovvero di vendere assicurazioni, luce, gas.

Ora abbiamo l’opportunità di avere un player come Poste con cui si crea una possibile partnership.Per fortuna, sono tutte cose partite quando non era ancora azionista”.  “Noi avevamo dei mobile Virtual Network Operator (mvno) – ha sottolineato infine-che sono andati con Vodafone e Fastweb e ci sono degli Mvno che stanno venendo da noi.

Tra questi c’è anche Poste, è una negoziazione in corso.Ora, essendo Poste diventato anche nostro azionista dovremo fare estrema attenzione a tutte le tematiche legate alle parti correlate ma è ‘business as usual’”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strade sicure, Gravina (Anivp): “Pronti a dare nostro contributo in vigilanza obiettivi sensibili”

0

(Adnkronos) – “Nei mesi scorsi in ambito associativo abbiamo realizzato un documento contenente una proposta per il concorso della sicurezza sussidiaria nella vigilanza di siti e obiettivi sensibili presidiati dai militari, preservando l’interesse pubblico".Lo ha dichiarato all'Adnkronos Giulio Gravina, Vice Presidente dell’Anivp, l’Associazione Nazionale Istituti di vigilanza privata e imprese di sicurezza, in relazione all’annunciato restyling dell’operazione “strade sicure”, annunciato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen.

Portolano. “La sostituzione progressiva dei militari con le Guardie Particolari Giurate presso i siti sensibili rappresenterebbe un significativo risparmio economico per lo Stato italiano, senza compromettere la sicurezza.Al contempo, l’adozione di un modello come quello appena descritto, a nostro parere, permetterebbe al personale militare di essere maggiormente dedicato alla formazione, all’addestramento e all’impiego per le operazioni atte alla realizzazione della pace e alle nuove esigenze di sicurezza della nazione, ormai reali e concrete”. “Ricordo che l’esperienza della sicurezza sussidiaria e complementare è ormai pienamente assorbita nel nostro ordinamento.

La vigilanza privata contribuisce in partnership con le forze dell’ordine alla sicurezza dei luoghi di transito (stazioni ferroviarie, porti, metropolitane, aeroporti).Gli operatori del settore pertanto sono pronti a dare il proprio contributo fattivo nella sostituzione dei militari nelle operazioni di controllo e presidio dei siti sensibili”, ha concluso Gravina. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cybersicurezza, +65% attacchi Italia: quasi 6 volte livello globale, imprescindibile agire

0

(Adnkronos) – Nel 2023 il numero di incidenti cyber registrato a livello mondiale è di 2.779, con una crescita del 12% rispetto al 2022 e un aumento del 30% degli attacchi al settore della sanità e del 25% al settore manifatturiero.In Italia "la situazione è critica" con un aumento complessivo di incidenti cyber significativamente più alto di quasi 6 volte quello globale, +65% rispetto al 2022 (contro appunto il +12% di incremento mondiale).

E' quanto emerge dal nuovo Rapporto Cyber Index pmi promosso da Confindustria e Generali, sottolineando che "poiché non è possibile prevedere chi sarà vittima di un attacco cyber, è imprescindibile che le organizzazioni italiane migliorino e potenzino la propria capacità di proteggersi in ambito cybersecurity, così da salvaguardare l’intero sistema Paese". "A dimostrazione di come la cybersecurity sia strettamente interconnessa al contesto sociale e geopolitico, 1 incidente su 10 ha come matrice cyberwarfare o hacktivism, con azioni compiute per scopi geopolitici, politici o sociali.Il conflitto russo-ucraino in primis ha sancito definitivamente la nascita di un fronte cyber vero e proprio, paragonabile ad altri fronti di conflitto nel mondo fisico", si rileva.

La prima tipologia di attacchi rimane tuttavia quella del Cybercrime, che nel 2023 ha registrato un incremento del 13%. "Dal 2018 al 2023 si è rilevato un aumento del 79% degli attacchi gravi di dominio pubblico a livello mondiale.In Italia, nell’ultimo semestre del 2024 sono stati individuati 977 eventi cyber: di questi, 405 sono classificati quali incidenti con impatto confermato".

sottolinea il nuovo Rapporto Cyber Index Pmi osservando che "la forte instabilità del contesto geopolitico, causata dal protrarsi del conflitto russo-ucraino e dall’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, ha infatti reso sempre più turbolento il panorama della cybersecurity a livello italiano e internazionale". Nel caso dell'Italia, si rileva, la maggior parte degli eventi cyber ha comunque coinvolto soggetti che operano nei settori Nis, Perimetro, Telco o la pubblica amministrazione.Tra le piccole e medie imprese italiane, "il 9% ha dichiarato di aver subito una compromissione dei sistemi informativi tra il 2020 e il 2023, un dato che riflette il concreto rischio di subire un attacco informatico".

Nonostante ciò, "sono ancora molte le imprese che si sentono al sicuro dalle minacce informatiche: il 19%, addirittura, ritiene di non essere un potenziale target, mentre il 32% afferma di non riscontrare particolari difficoltà nel garantire la sicurezza".  Sebbene la maggioranza degli incidenti rimanga riconducibile al cybercrime, in Italia gravano più che a livello internazionale gli incidenti di social engineering.Tra le altre minacce anche l’aumento degli attacchi di tipologia supply chain.

Le pmi italiane risultano particolarmente esposte a questa minaccia: in particolare, il 48% dichiara di operare all’interno di filiere strategiche. Medie dimensioni, del Nord Italia e attive nel settore della logistica e delle utilities: è l'identikit delle imprese più a rischio attacchi informatici secondo quanto emerge dal nuovo Rapporto, segnalando progressi nelle strategie di sicurezza con nuovi investimenti da parte del 55% delle imprese in generale, mentre si registra quasi raddoppiano le aziende che optano per polizze cyber.  Il documento rileva inoltre che emerge inoltre un legame sempre più stretto tra gli attacchi informatici e le tecnologie che sfruttano algoritmi di Artificial Intelligence e la sua componente generativa.Tra i possibili utilizzi dell’AI da parte dei cybercriminali si rilevano la creazione di campagne di social engineering più incisive e su larga scala, la migliore efficienza nell’individuazione di possibili vulnerabilità da sfruttare per fini malevoli e la produzione di deepfake per veicolare disinformazione.  Sul fronte normativo, l’entrata in vigore della direttiva Ue Nis2 (Network and Information Security) "è destinata a dare un significativo impulso alla messa in sicurezza delle pmi italiane, sebbene gli effetti si inizieranno a misurare nei prossimi anni", si osserva.

Ma accanto a uno scenario normativo ancor più rigido, "si ribadisce la necessità di supportare le piccole e medie imprese mediante finanziamenti e sovvenzioni per l’introduzione di nuove soluzioni di cybersecurity.Preoccupa la scarsa consapevolezza delle opportunità esistenti da parte delle imprese: quasi la metà (48%) non è a conoscenza dei bandi pubblici disponibili, e solo il 10% ha effettivamente usufruito di tali opportunità", si legge nel rapporto. Progressi invece sul fronte dell'approccio strategico alla cybersicurezza, con l'indice che cresce di 2 punti, arrivando a 56/100. "Gli imprenditori e vertici aziendali sono sempre più consapevoli verso il rischio cyber.

Nel 2024, il 55% delle pmi ha previsto nuovi investimenti, con il 20% che ne prevede ulteriori anche negli anni successivi: le pmi, e in particolare le imprese di medie dimensioni, concorrono – e concorreranno – alla crescita del mercato della cybersecurity italiano che nel 2023 raggiungeva quota 2,15 miliardi di euro, registrando una crescita significativa del +16% rispetto il 2022. Ciò è frutto anche di un aumento del numero di imprese che "conduce regolarmente attività di auditing e si rivolge a servizi di vulnerability assessment e di misurazione del rischio cyber".Ma nonostante questa dimensione cresca di 2 punti, raggiungendo i 45/100, persiste comunque difficoltà nel comprendere le evoluzioni del rischio cyber e nello stabilire priorità. Sul fronte invece delle polizze cyber, il numero di pmi che nel 2024 ne ha una attiva raggiunge il 31%, evidenziando una crescita significativa rispetto al 2023, quando la percentuale si attestava al 17%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guerra Ucraina-Russia, Meloni: “Lavorare con Usa per fermare il conflitto”

0

(Adnkronos) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato l'importanza di continuare a lavorare con gli Usa per fermare la guerra tra Russia e Ucraina.Lo ha reso noto Palazzo Chigi, al termine del vertice oggi all'Eliseo. "Ribadendo che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno", nel corso del summit di Parigi sull'Ucraina "il Presidente Meloni ha sottolineato l'importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell'Ucraina, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento", riferisce Palazzo Chigi. Il vertice di Parigi sull'Ucraina, si sottolinea, "ha permesso di ribadire l'impegno dei partner europei e occidentali per una pace giusta e duratura, che necessita del continuo sostegno all'Ucraina e di garanzie di sicurezza solide e credibili che il Presidente del Consiglio ha riaffermato debbano trovare fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall'articolo 5 del Trattato di Washington.

Ipotesi su cui il Presidente Macron ha sollevato con interesse l'opportunità di un approfondimento tecnico, che il Presidente Meloni ha accolto con favore". Nel corso del summit i leader "hanno anche discusso l'importanza di una efficace attuazione e monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, in linea con la posizione del Governo italiano", si legge nella nota di Palazzo Chigi.La premier ha, inoltre, "indicato come sia ora importante poter estendere il cessate il fuoco parziale alle infrastrutture civili, come le scuole e gli ospedali, con l'obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco totale". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Voglio ordinare le pizze”, così a 10 anni salva la mamma dalla violenza del padre

0

(Adnkronos) –
Un bambino di 10 anni ha salvato sua madre e i suoi fratellini dall'aggressione del padre.Durante la violenza, il piccolo, di Latina, ha avuto la lucidità di avviare una chiamata al 112 e dire una frase utilizzata già in passato in situazioni simili, sperando che dall'altra parte capissero che aveva bisogno di aiuto: "Voglio ordinare delle pizze".

Una richiesta innocua, qualora fosse stata ascoltata in casa, che gli operatori del numero unico 112 hanno subito interpretato nel modo giusto.Da lì l'intervento dei carabinieri. "Dietro quella frase in codice si nascondeva una storia di violenza e di sopruso", ha spiegato su Facebook il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha raccontato la storia.

Poi ha aggiunto: "Un plauso sincero al coraggio di questo bimbo che ha saputo fronteggiare la violenza con l’amore e alla prontezza del nostro operatore del #Nue112 che ha consentito a questa famiglia di salvarsi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pnrr, Baldoni (Mit): “Usato per ammodernare portale Pa e dare slancio a innovazione”

0

(Adnkronos) – “Fondi del Pnrr sono stati impiegati dal ministero per ammodernare il portale Pa e agevolare lo slancio verso l’innovazione”.Lo afferma Francesco Baldoni, direzione generale per la digitalizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), intervenendo in collegamento all’incontro ‘Innovazione e digitalizzazione nelle infrastrutture ferroviarie: digital twin, sostenibilità, manutenzione predittiva e Bim’, svoltosi al Politecnico di Milano e organizzato dal Cifi – Collegio ingegneri ferroviari italiani, in collaborazione con il dipartimento di Energia dell’Ateneo e Harpaceas.  L’impegno nella digitalizzazione del Mit viaggia su due direttrici, la prima è “la partecipazione dell’Italia a partire dal 2024 al progetto europeo TwinEu, che mira a creare un concetto di ‘gemello digitale’ (il digital twin) pan-europeo, basato sulla federazione di digital twin locali, per operare in modo affidabile, resiliente e sicuro sulle infrastrutture energetiche, favorendo al contempo l’accelerazione della diffusione delle fonti rinnovabili in Europa”.  La seconda “è l’aggiornamento nella Pa che richiede, a partire da quest’anno e per le gare superiori ai 2 milioni di euro, di definire e attuare un piano di acquisizione, gestione e manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione informativa digitale dei processi decisionali, con particolare riferimento al Bim – Building information modeling, cioè la progettazione digitale delle opere”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, vice Capo di Gabinetto Pucciariello: “Ministero ha investito da subito su Ansfisa”

0

(Adnkronos) – “Ansfisa ha costituito sin dall'inizio il punto su cui il ministero ha ritenuto di investire per porre l'accento su questo duplice aspetto essenziale della tutela della sicurezza: raccolta del dato, da un lato, quindi, la corsa a verificare lo stato di consistenza di questo patrimonio importantissimo, su cui porre il diritto del Paese dal punto di vista ferroviario e stradale e, dall'altro, l'esigenza di sicurezza, che costituisce una domanda essenziale per la percezione collettiva”.  Le parole di Pasquale Pucciariello, vice Capo di Gabinetto del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti alla presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia. Pertanto, “Ansfisa è il nostro braccio, con cui quotidianamente abbiamo necessità di confrontarci per raggiungere questi obiettivi che costituiscono un elemento essenziale per la stessa attività che il ministero svolge istituzionalmente, ma che necessita di un apporto tecnico che solo una struttura aziendale come quella di Ansfisa riesce a fornire”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, Marturano (Ansfisa): “Aumentati i controlli di oltre il 10%”

0

(Adnkronos) – “Come direzione generale per i sistemi di trasporto e impianti fissi, quindi nel settore metropolitane, tram, filobus e impianti a fune, rispetto al 2023 abbiamo aumentato i controlli di oltre il 10%.Solo nel 2024, infatti, abbiamo fatto quasi 5200 ispezioni e nell'ultimo triennio abbiamo superato le 12mila ispezioni”.  Con queste dichiarazioni, Pietro Marturano, direttore generale per la sicurezza dei trasporti ad impianti fissi e l’operatività territoriale di Ansfisa, è intervenuto all’evento di presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia. “In realtà, nel nostro settore del trasporto pubblico locale, fondamentalmente in ambito urbano suburbano, non abbiamo quelle grosse criticità che invece hanno i settori ferroviario e stradale dell'Agenzia, che hanno lunghezze regionali o infraregionali” – spiega Marturano – Pertanto, “avendo un ambito di sistemi di trasporto contenuto in ambito urbano, non abbiamo trovato grosse criticità sui monitoraggi e, quindi, abbiamo avuto un sostanziale rispetto della norma”. “Nei prossimi anni, probabilmente, con l'introduzione e l'implementazione della nuova normativa che abbiamo emanato come Agenzia, dovremo vedere se l'impatto di questa nuova normativa porterà a qualche difficoltà e all'emersione di qualche criticità – dichiara – Però, nel corso degli ultimi anni, abbiamo chiuso circa 10 impianti sui quasi 9mila che abbiamo”.

Pertanto, “da questo punto di vista l'obiettivo e i risultati sono confortevoli”.  Marturano conclude spiegando come i cambiamenti climatici o il rischio idrogeologico hanno influito o possono influire sulle infrastrutture: “Anche nel nostro settore, in ambito urbano e suburbano, i rischi climatici e il rischio idrogeologico hanno un impatto perché molte delle nostre città sono percorse sia da torrenti e fiumi, ma alcune di esse hanno dei torrenti sotterranei, che in caso di alluvioni possono creare qualche criticità alle infrastrutture.Negli ultimi anni siamo andati bene, non abbiamo avuto grossi impatti negativi, però è sicuramente un elemento da tenere in considerazione”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, Navone (Ansfisa): “Treni a idrogeno nostra innovazione maggiore”

0

(Adnkronos) – “I treni a idrogeno sono “l'elemento di maggiore rilievo dal punto di vista innovativo di cui ci stiamo occupando adesso.Dopo l'emanazione delle linee guida” per questa tipologia di mezzo “le attività sono andate avanti davvero bene.

Abbiamo rilasciato ai primi richiedenti, qualche giorno fa, la prima autorizzazione per l'esecuzione delle prove che riguardano i treni che viaggeranno su Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovie Nord e di Trenord e stiamo chiedendo una valutazione di sistema”.  A dirlo il direttore generale per la sicurezza delle ferrovie di Ansfisa, Pier Luigi Giovanni Navone, in occasione dell’evento di presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia. “Per la prima volta, quindi, non ci occupiamo separatamente di infrastruttura e di treno, lasciando poi al gestore e all'impresa la valutazione dell’interfaccia, ma ci occupiamo di tutta la questione”.Nel breve periodo, infatti, “firmerò l'autorizzazione per le prove dello stesso treno su rete Rfi – Rete ferroviaria italiana”.

Pertanto “quando ci arrivano le richieste, le nostre domande sono evase in ciò che abbiamo programmato – spiega Navone – sta procedendo tutto abbastanza bene, considerando le difficoltà che ha questo tipo di tecnologia in un Paese come l'Italia, dove la sola presenza di gallerie, che in altri Stati effettivamente è molto meno rilevante, complica gli aspetti tecnici e di sicurezza”.  “Abbiamo una rete nazionale dove le criticità che emergono le dobbiamo vedere più come aree di miglioramento che come criticità vere e proprie, perché, in realtà, è una rete sicura – dichiara – I numeri di incidenti e inconvenienti che registriamo sulle ferrovie sono dei bassi e spesso hanno una risonanza superiore rispetto, ad esempio, all’attività del trasporto terrestre”.Infatti, “su ferrovia si contano circa tra le 70 e le 80 vittime all'anno” mentre “sulle strade circa 3mila l'anno”.

Pertanto, “l'enfasi che si dà a ciò che succede sulle ferrovie è molto più alta”.  “Siamo su una rete nazionale sicura con dei vettori dell'impresa sicuri.Abbiamo dei margini di miglioramento sulla parte di gestione delle procedure di manutenzione” ed è necessaria “qualche accortezza in più sulla gestione dell'attività di cantiere”.

E’ necessario, quindi, “fare di più su un argomento che è stato forse leggermente trascurato, perché non prettamente ferroviario: gli attraversamenti in linea” il che significa che “il 90% di queste vittime, in realtà, è costituito da persone che si trovano indebitamente sui binari quando arriva il treno e questo, sembra quasi non essere una questione ferroviaria, ma in realtà dobbiamo occuparcene per forza, perché dobbiamo occuparci dei numeri questi sono quelli che contano”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, Capomolla (Ansfisa): “Obiettivo è individuare zone su cui intervenire”

0

(Adnkronos) – “Abbiamo molte competenze, sia a livello stradale” con “840mila chilometri di strade e autostrade, suddivise in autostrade, strade statali, provinciali e comunali”.Inoltre, “abbiamo 18mila chilometri di ferrovie, dove ci sono quasi 8mila gestori e 8mila impianti fissi”.

Pertanto, “lo scopo è cercare di creare un campione significativo di controllo, elaborato sulla base di parametri che tendono a individuare esattamente le zone dove è necessario intervenire”.  Così, il direttore di Ansfisa, Domenico Capomolla, alla presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia. “Nel 2025 utilizzeremo strutture sempre più performanti: satelliti, logistica, e digitalizzazione.Siamo presenti su strutture molto importanti come lo Stretto di Messina e tutti gli impianti sciistici dell'Olimpico di Milano-Cortina – spiega Capomolla – L’intelligenza artificiale comincia a entrare sempre di più nei nostri controlli, ma siamo all'inizio.

Ci sono tante strutture di questo tipo che se ne occupano, però dobbiamo individuarne l'esatta collocazione”.  Il direttore di Ansfisa non crede nell’esistenza di una disparità tra Nord e Sud Italia, ma ritiene che esista “una disparità solo fra le strade statali, provinciali e comunali”.Infatti, “le strade provinciali sono quelle più soggette a problemi di carattere statico: spendono molto poco in manutenzione ordinaria, quasi mille euro a chilometro all'anno” – continua – Invece, per quanto riguarda “strade e autostrade riescono a gestire molto bene la manutenzione ordinaria”.  “La nostra struttura è sicuramente quella più consolidata all'interno dell'Agenzia ed è di riferimento per tutta l’agenzia stessa.

Contiamo molto sul ricavare i dati e riportarli anche sulle altre direzioni generali.Sicuramente in tutti i tre campi abbiamo incrementato notevolmente i controlli”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pausa caffè troppo lunga, sindaco fa rimuovere tutti i distributori automatici

0

(Adnkronos) – Via tutti i distributori automatici dal municipio di Pieve di Soligo, in provincia di Treviso.Questa la decisione presa dal sindaco Stefano Soldan quando si è reso conto che le 'pause caffè' dei dipendenti comunali duravano troppo e non subivano un "adeguato controllo orario".  Stamane, nel corso della riunione coi dipendenti comunali, il primo cittadino ha ribadito la sua decisione.

I dipendenti potranno bere comunque un caffè durante l‘orario di lavoro andando in uno dei bar vicini "previa timbratura del badge sia all'uscita che al rientro" in modo tale che l’orario di lavoro quotidiano sia effettivo.Il minutaggio della pausa caffè andrà poi recuperato.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Olanda, 5 feriti in accoltellamento ad Amsterdam: fermato il sospetto

0

(Adnkronos) – Cinque persone sono rimaste ferite ad Asterdam, in un accoltellamento nei pressi di piazza Dam.Lo ha riferito la polizia olandese, secondo cui un sospetto è stato fermato.

Il quotidiano Telegraaf scrive che non è ancora chiara la dinamica dell'incidente, con un portavoce della polizia che dice che agli agenti era arrivata la segnalazione di una rapina prima del loro intervento. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, viceministro Rixi: “Giusto rende nota l’attività di Ansfisa”

0

(Adnkronos) – “E’ giusto rendere nota l'attività di un'agenzia così rilevante come Ansfisa, che sorveglia le opere stradali, ferroviarie e funiviarie.In questo momento il Paese è in un forte momento di rigenerazione di tutto il sistema infrastrutturale.

Abbiamo deciso di implementare la capacità di Ansfisa, di fare rilevazioni, monitoraggio e di dotarla di strumenti e di convenzioni sia con Leonardo sia con l’Istat per monitorare gli incidenti stradali e metterli in relazione allo stato di manutenzione delle arterie stradali.Credo che sia un elemento aggiuntivo per rendere ancora più sicuri ed efficaci i nostri interventi manutentivi”. Sono le parole di Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione dell'evento di presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia. “Nell'ultimo anno i controlli sono aumentati del 40%.

Abbiamo una rete infrastrutturale molto complessa: oltre 20mila ponti, una rete ferroviaria di quasi 17mila chilometri, una rete stradale molto complessa” – spiega Rixi – Pertanto, “abbiamo bisogno di incrementare questa capacità di analisi e di adeguare il sistema delle nostre manutenzioni per efficientarlo con le criticità che, di volta in volta, vengono rilevate”.  Inoltre “stiamo digitalizzando i processi: ci sarà anche l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per fare un'analisi previsionale sul sistema manutentivo nazionale e Ansfisa contribuisce a dare numeri, a rispecchiare le attività, i risultati delle nostre manutenzioni ordinarie e straordinarie e a capire dove devono essere fatte nuove opere per risolvere i problemi strutturali del Paese”, conclude.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro digitale, cos’è e perché sarà centrale nel futuro dell’Ue

0

(Adnkronos) –
Autonomia strategica. È questa la parola chiave dell’Unione europea nel 2025.Con gli scossoni all’alleanza atlantica ad opera della nuova amministrazione Trump, il blocco sta (ri)scoprendo la necessità di fare da sé il più possibile, e che la dipendenza verso gli Usa (ma non solo) in alcuni settori chiave può essere fonte di instabilità.

Se in questi giorni la difesa comune sta monopolizzando i discorsi e gli sforzi dell’Ue, non è però l’unico settore interessato.In particolare, c’è un altro progetto di cui sentiremo parlare molto: l’euro digitale. Si tratta di un’iniziativa partita nel 2021, in tempi non sospetti ma comunque sempre all’interno di una visione di autonomia, in un contesto geopolitico caratterizzato da policrisi.

La presidente della Banca centrale europea (Bce) Christine Lagarde recentemente a Francoforte si è espressa sul progetto, definendolo di “importanza critica e più rilevante e imperativo che mai“. Ma cominciamo col capire di cosa parliamo quando parliamo di euro digitale. Nicola Branzoli, capo della Divisione Normativa, ricerca e supporto tecnico dell’Unità euro digitale di BankItalia, spiega a Eurofocus: “L’euro digitale sarebbe una versione elettronica del contante: una moneta digitale emessa dalla Banca centrale europea e disponibile a tutti.Uso il condizionale perché l’euro digitale sarà emesso solo dopo che il necessario impianto normativo sarà adottato dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione europea.

Vorrei subito fare chiarezza su una fake news dura a morire: l’euro digitale non sostituirà banconote e monete, ma le affiancherà come strumento di pagamento sicuro, accessibile e accettato in tutta l’Eurozona”. L’iniziativa dell’Eurosistema (composto dalla Bce e dalle banche centrali dei venti Paesi Ue che adottano l’euro) non è isolata: si segnalano altri tentativi come la rupia digitale in India, lo e-yuan cinese – coniato nel 2019 – e la sterlina, ma il progetto europeo si differenzia ad esempio per essere pensato anche offline. L’euro digitale consentirebbe di effettuare pagamenti in modo elettronico, istantaneo, sicuro e gratuito in tutta l’area dell’euro sia nei negozi, sia online, sia tra persone, indipendentemente dal Paese in cui ci si trovi o dal proprio fornitore di servizi di pagamento: una possibilità che attualmente non esiste. Nel concreto, come prima cosa occorrerà creare un portafoglio elettronico (wallet), presso un intermediario privato, come la propria banca, o uno pubblico, come le Poste.Il wallet potrà essere caricato di euro digitali mediante un conto bancario collegato oppure depositando contante.

A questo punto si potrà pagare usando il wallet tramite telefono, carta, smartwatch, portafogli elettronici e computer.Un aspetto molto importante è che il progetto prevede che l’euro digitale si possa usare anche in caso di scarsa o addirittura nulla connessione a internet. Si è molto discusso del limite di euro digitale che gli europei potranno detenere nel proprio wallet: gli Stati temono deflussi dalle banche ai wallet e dunque un’instabilità finanziaria.

L’Eurosistema sta adottando iniziative per eliminare questi rischi.I limiti di detenzione saranno infatti associati a servizi di conversione automatica e istantanea con depositi bancari per gli utenti che vorranno collegare il proprio conto in euro digitale a uno bancario (i cosiddetti servizi di waterfall e reverse waterfall). Ad esempio, se un consumatore vorrà pagare una pizza utilizzando l’euro digitale pur non avendo sufficiente disponibilità, all’atto del pagamento il servizio di reverse waterfall trasferirà istantaneamente la somma necessaria all’acquisto dal conto corrente bancario a quello in euro digitale, da cui poi verrà effettuata la transazione. “Questa soluzione raggiungerà il doppio obiettivo di evitare rischi per il sistema bancario e garantire all’utente un’elevata esperienza d’uso”, evidenzia Branzoli. Le ragioni che hanno spinto l’Eurosistema a sviluppare questo progetto, spiega l’esperto di Bankitalia, “sono molteplici.

Innanzitutto, c’è la necessità di mantenere l’equilibrio tra moneta pubblica e privata, pietra d’angolo di tutti i sistemi monetari moderni, nell’era digitale.Con il calo dell’uso delle banconote nelle transazioni che facciamo ogni giorno – anche in un Paese tradizionalmente legato al contante come il nostro – l’Eurosistema vuole garantire a cittadini e imprese l’accesso a uno strumento di pagamento pubblico, sicuro e a corso legale.

Il governatore Panetta ha sottolineato più volte questo tema, ricordando che oggi manca una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema che possiamo utilizzare per le transazioni che fanno sempre più parte della nostra esperienza quotidiana come l’e-commerce”. Se questo è il contesto, come l’euro digitale potrebbe contribuire all’autonomia strategica dell’Europa? Prima di tutto perché ridurrebbe la dipendenza europea da circuiti di carte stranieri, spiega Branzoli: “Oggi 13 Paesi su 20 dell’Eurozona non hanno un circuito di carte nazionale e non esiste un circuito europeo accettato in tutti gli Stati membri.Per questo, a più di vent’anni dalla creazione dell’euro, il mercato europeo dei servizi di pagamento al dettaglio rimane frammentato, con circa due terzi delle transazioni al dettaglio digitali nell’Eurozona che si appoggiano su schemi di pagamento extraeuropei”. Il che è un problema, perché le multinazionali che hanno in mano i circuiti su cui operano le carte godono di una posizione dominante sul mercato e dunque possono usare i dati degli utenti a fini commerciali e sfruttare rendite di posizione.

Per l’Europa questo vuol dire essere esposta ad esempio ad aumenti dei costi di commissione, o addirittura, per assurdo, alla fine dei servizi stessi. “Certo, speriamo che scenari di questo genere non si verifichino, ma dobbiamo essere preparati a ogni evenienza.Un euro digitale assicurerebbe un’opzione sicura e indipendente per tutti”, sottolinea Branzoli. Un altro vantaggio dell’essere autonomi è che si favorirebbe l’innovazione, stimolando fornitori di servizi di pagamento a proporre più facilmente soluzioni proprie in tutta l’Europa.

Si arriverebbe anche a potenziare la resilienza del blocco a eventuali attacchi informatici o a problemi tecnici come i blackout. Un altro capitolo fondamentale è quello della privacy.Sottolinea Branzoli: “I dati delle transazioni digitali rappresentano un asset strategico, come ben sanno i giganti tecnologici che hanno costruito il proprio business grazie allo sfruttamento dei dati degli utenti.

Con l’euro digitale potremmo promuovere la gestione di questi dati da realtà europee.Dati che, in ogni caso, rimarrebbero del tutto invisibili all’Eurosistema che, proprio per garantire la privacy dei cittadini, non sarebbe in grado di associare i singoli pagamenti a specifici utenti”. 
Euro digitale e criptovalute: Trump cripto-presidente
 Il progetto sta ricevendo un forte impulso anche dalle iniziative di Trump – che ha più volte detto che sarà il primo cripto-presidente – in tema criptovalute.

Si va dalla creazione, due giorni prima del suo insediamento, della sua personale meme coin, $Trump, seguita da quella della first lady, $Melania, fino all’ordine esecutivo del 23 gennaio che vieta la creazione e la circolazione di ogni moneta digitale dentro i confini degli Usa, compreso il dollaro digitale su cui la Fed stava lavorando, in quanto minaccia “per la stabilità del sistema finanziario, la privacy e la sovranità degli Stati Uniti”. Il 7 marzo Trump ha poi firmato un ulteriore ordine per stabilire una riserva nazionale di Bitcoin e una stockpile (scorta) di altre criptovalute, al momento acquisendole solo attraverso i procedimenti giudiziari in capo al governo. Ma il progetto dell’euro digitale mira (anche) ad arginare una possibile instabilità connessa alle criptovalute.Queste infatti sono monete virtuali senza Paesi emittenti né banche centrali e funzionano tramite blockchain, un registro digitale pubblico delle transazioni, immodificabile e aggiornato dalla comunità degli utenti.

Di conseguenza sono estremamente volatili, mentre l’euro digitale, essendo emesso dalla Bce, manterrebbe sempre il suo valore nominale. Chiarisce Branzoli: “Stiamo vivendo un momento in cui le preferenze dei cittadini si stanno spostando dai pagamenti in contanti – quindi con moneta di banca centrale – a quelli elettronici – che in assenza di euro digitale sono tutti regolati in moneta privata.Quest’ultima è creata e gestita quasi esclusivamente dalle banche ma nel futuro potrebbe essere emessa anche dai grandi giganti del web tramite gli stablecoin (un tipo di criptovalute il cui valore è ancorato a un altro asset, come una valuta fiat o l’oro, con l’obiettivo di mantenere un prezzo stabile, ndr).

Come ha spiegato di recente Piero Cipollone (membro del consiglio direttivo della Bce), se in Europa venissero usati stablecoin ancorati a valute estere, i cittadini e le imprese europee potrebbero trasferire, senza rendersene conto, parte dei propri depositi dal nostro sistema bancario a quello di altri Paesi, con effetti analoghi a quelli dei deflussi di capitale, tra cui la riduzione dell’offerta di credito, dei consumi e degli investimenti.Anche in questo caso la speranza è che eventi come questi non si verifichino, ma progetti di questo genere da parte del settore privato sono in corso e dobbiamo essere pronti”. La moneta digitale dunque potrebbe fungere da stabilizzatore e baluardo di fronte a un’ascesa di stablecoin e bitcoin, ma anche di fronte a nuove iniziative portate avanti da piattaforme tecnologiche con miliardi di utenti.

Ci ha provato facebook nel 2019 con la moneta Libra, progetto bloccato dall’opposizione delle banche centrali.Ma, ha avvisato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, cosa accadrebbe oggi se Meta, Amazon o X decidessero di lanciare una stablecoin? Un tema di cui si è occupata anche Chiara Scotti, vice direttrice generale di Bankitalia, nel corso del suo intervento al Forex dello scorso febbraio, nel quale ha ipotizzato degli scenari futuri su cui riflettere.

Spiega Branzoli: “Un primo scenario in cui le banche sviluppano il know-how e i canali distributivi necessari a stare al passo con l’evoluzione tecnologica, il secondo in cui gli intermediari tradizionali riducono il proprio ruolo esternalizzando buona parte della catena del valore dei servizi finanziari alle Big Tech e un terzo scenario caratterizzato dalla completa disintermediazione degli intermediari attraverso blockchain e strumenti della finanza decentralizzata (DeFi)”. In questi casi come si collocherebbe l’euro digitale? Per l’esperto, “sarebbe un elemento chiave per sostenere il primo scenario.La nuova forma di moneta sarebbe infatti una piattaforma a supporto dell’innovazione nel sistema finanziario”. Far diventare realtà l’euro digitale evidentemente è complesso.

Da gennaio 2020 la Bce e le Banche centrali nazionali dell’area dell’euro stanno portando avanti analisi e sperimentazioni.Dopo una fase istruttoria, il 1° novembre 2023 è iniziata una fase di preparazione – con l’obiettivo di arrivare a una sperimentazione – che durerà due anni e si concluderà alla fine del 2025, quando il Consiglio direttivo deciderà se passare alla fase successiva.

Intanto il 28 giugno 2023 la Commissione europea ha presentato un progetto di proposta legislativa per un possibile euro digitale. 
Ma quali sono i principali nodi ancora da sciogliere per l’implementazione dell’euro digitale?
 Secondo l’esperto di Bankitalia, “l’euro digitale è un progetto comune europeo.La sfida principale è quella di bilanciare gli interessi di tutti gli attori coinvolti affinché ciascuno contribuisca al suo successo.

Come Eurosistema dobbiamo realizzare uno strumento di pagamento efficiente e sostenibile, riducendo al minimo i costi di realizzazione e di funzionamento e l’impatto ambientale del progetto.I co-legislatori stanno lavorando per la definizione di un quadro giuridico che ne faciliti l’utilizzo da parte di cittadini e imprese.

Gli intermediari stanno contribuendo alla definizione delle regole tecniche e avranno un ruolo fondamentale nello sviluppo di servizi innovativi.Gli utenti partecipano alle attività per il design dell’euro digitale necessarie conseguire alcuni obiettivi chiave del progetto come quello dell’inclusione.

Soltanto con una stretta collaborazione tra tutti riusciremo a sviluppare uno strumento di pagamento che ci permetta di mantenere il sistema dei pagamenti europeo sicuro, efficiente e inclusivo e promuovere l’autonomia strategica della nostra area monetaria”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1 da record: iscriversi può costare anche 7 milioni

0

(Adnkronos) – Svegliarsi una mattina e…pensare di iscriversi alla Formula 1.

Gioco semplice?Non proprio per tutti.

La visibilità regalata dal Circus vale miliardi ed è difficile da quantificare con precisione, per differenze di storia, prestigio e risultati tra team e piloti.Ma c’è qualche certezza per ragionarci, a cominciare dai costi che "premiano"…

i meno vincenti.
 Il primo discorso da fare è sui piloti.Cosa dovrebbe fare un adolescente per girare, prima o poi, sui circuiti più prestigiosi del mondo e condividere la pista con piloti del calibro di Charles Leclerc e Lewis Hamilton?

Il requisito fondamentale è la maggiore età: per correre in Formula 1 serve una patente di guida valida, dunque bisogna aver compiuto 18 anni. Serve poi una licenza internazionale Fia e bisogna accumulare almeno 40 punti di "superlicenza" entro 3 anni consecutivi.Questi si maturano in competizioni sotto l’egida della Federazione, come F2 e F3.

Altro elemento da non sottovalutare è che per prendere parte al Mondiale bisogna fare test complessivi per almeno 300 chilometri su monoposto di Formula 1 e sostenere una prova teorica sul regolamento. Non è finita qui, perché i piloti in possesso di tutti i requisiti devono poi pagare ogni anno per ottenere la licenza.Il costo è variabile, ma c’è una tariffa base di 11.435 euro (12.300 dollari).

A questa somma vanno aggiunti 2.313 euro (2.490 dollari) per ogni punto conquistato dal singolo pilota nella stagione precedente. Per iscriversi al Mondiale 2025, il campione del mondo Max Verstappen ha dovuto sborsare per esempio 1 milione e 22mila euro (1,1 milioni di dollari), mentre i ferraristi
Lewis Hamilton
e Charles Leclerc hanno speso rispettivamente 527mila euro (568mila dollari) e 835mila euro (900mila dollari). Discorso simile per i team.Per ogni scuderia, l’importo da pagare parte da una cifra base, modificata al rialzo a seconda dei punti conquistati nella stagione precedente.

Si inizia con 609mila euro (657.837 dollari), a cui sommare 6.096 euro (6.575 dollari) per ogni punto conquistato.Fa eccezione la squadra vincitrice del titolo costruttori, "costretta" a pagare 7.318 euro (7.893 dollari) per ogni punto.

Per questa stagione, i campioni della Red Bull hanno pagato 6,95 milioni di euro (quasi 7,5 milioni di dollari). Numeri record, considerando che invece la Ferrari ha pagato poco più di 3 milioni di euro (3,3 milioni di dollari).La Haas, scuderia statunitense, è quella che per il campionato in corso ha invece speso di meno: 683mila euro (737mila dollari).  —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gori, Cimitile: Inaugurato lo sportello amico

0

Anche il Comune di Cimitile entra a far parte della rete degli Sportelli Amico Gori. È stato inaugurato ieri mattina, all’interno del municipio, il nuovo punto di assistenza dedicato ai cittadini per la gestione delle pratiche relative al servizio idrico integrato.Presso lo sportello, operativo in locali appositamente allestiti, è possibile presentare istanze, ricevere supporto e svolgere le principali operazioni in modo semplice, veloce e con l’assistenza di personale comunale adeguatamente formato da Gori.

All’inaugurazione erano presenti il Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta, il Presidente di Gori, Sabino De Blasi, la Consigliera di Amministrazione di Gori, Lucrezia Iorio, il Coordinatore del Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola, e il Vicepresidente della VII Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile della Regione Campania, Massimiliano Manfredi.Lo sportello è stato attivato grazie al protocollo d’intesa tra Gori e l’Amministrazione comunale ed è aperto al pubblico nei seguenti giorni e orari: martedì e mercoledì dalle 9:30 alle 12:30, e giovedì dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:30.

Ringrazio Gori ed Ente Idrico Campano per questo nuovo servizio in cui crediamo fortemente, che testimonia la vicinanza delle istituzioni e la presenza sul territorio.

Oggi diamo una risposta concreta alla nostra comunità, grazie anche agli uffici comunali che ci hanno supportati, e contribuiamo a migliorare la vita dei cittadini ed aiutarli nelle pratiche quotidiane dichiara il Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta.

L’inaugurazione dello Sportello Amico di Cimitile conferma l’impegno di Gori nel rafforzare il legame con il territorio e nell’offrire un servizio sempre più vicino ai nostri utenti.In un’epoca in cui la digitalizzazione è fondamentale, non vogliamo lasciare indietro nessuno: questi sportelli rappresentano un presidio di ascolto e assistenza, soprattutto per chi ha meno familiarità con i canali online. È grazie alla collaborazione con le amministrazioni comunali che possiamo costruire un modello di servizio fondato su prossimità, inclusione e attenzione concreta alle esigenze delle persone” le parole del Presidente di Gori, Sabino De Blasi.

Oggi compiamo un ulteriore passo avanti nella nostra missione di avvicinare i servizi pubblici ai cittadini.

I meccanismi di innovazione tecnologica e digitale sono essenziali, ma promuoviamo anche strumenti che, come gli Sportelli Amico, rafforzano la relazione con i cittadini e rendono più accessibile il servizio idrico integrato. È anche grazie a questa rete capillare, costruita insieme ai Comuni e a Gori, che riusciamo a dare risposte puntuali e a promuovere un rapporto di fiducia e partecipazione attiva tra istituzioni e comunità” commenta il Coordinatore del Distretto Sarnese-Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, Raffaele Coppola.

Attraverso l’Area Clienti MyGori, presente sul sito goriacqua.com e disponibile anche sotto forma di App per iOs e Android, è possibile effettuare qualsiasi operazione di sportello dal proprio pc, smartphone o tablet. È sempre attivo, inoltre, il servizio di Videochiamata, prenotabile dal sito goriacqua.com, che consente di parlare direttamente con un operatore di Gori dal proprio dispositivo.

Diaco commosso apre ‘Bellamà’ con una lettera a Sgarbi: “Forza Vittorio! Ti si vuole bene”

0

(Adnkronos) – "Forza Vittorio, ti aspettiamo perché abbiamo bisogno di tornare a discutere e litigare con te.Ti si vuole bene".

Pierluigi Diaco ha aperto la puntata odierna di 'Bellamà' su Rai2 con una lettera di incoraggiamento a Vittorio Sgarbi, ricoverato da giorni al policlinico Gemelli di Roma.Il programma è iniziato senza sigla con il conduttore che, commosso, si è rivolto prima al pubblico parlando di Sgarbi e poi direttamente al critico d'arte.  “Vittorio Sgarbi, che ha fatto dell’intelligenza, della vitalità, dell’amore per l’arte, gli ingredienti principali della sua esistenza – ha detto Diaco – sta vivendo un periodo molto difficile: una depressione pericolosa e preoccupante che lo costringe in un letto del policlinico Gemelli di Roma.

Recentemente, in una intervista, ha chiamato questo malessere 'una condizione fisica e morale che non posso evitare'.Poi ha aggiunto 'Come abbiamo il corpo così ci sono anche le ombre della mente, dei pensieri, fantasmi che sono con noi e che non posso allontanare'.

Caro Vittorio, lungi da me volere entrare nella tua intimità e peccare di ingerenza nel conflitto interiore che stai attraversando.Ma avendo reso tu stesso pubblico questo sconforto che non ti permette di guardare alla vita e al tuo futuro con speranza e amore, mi permetto di inoltrarti un abbraccio sentito e fraterno.

In passato ho conosciuto con un’intensità sicuramente più leggera della tua cosa significa vedere all’improvviso il buio, quel colore non colore così potente da negare tutti gli altri di cui la vita si colora.La televisione, il mezzo da cui io ti sto parlando, deve moltissimo alla tua intemperante intelligenza, alla tua vis polemica e al tuo amato e odiato modo di relazionarti agli interlocutori con cui ti sei confrontato negli studi televisivi.

Permettimi di entrare in punta di piedi nel tuo spazio – ha concluso Diaco – e dirti pubblicamente Forza Vittorio, ti aspettiamo perché abbiamo bisogno di tornare a discutere e litigare con te.Ti si vuole bene". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, si allarga lo scandalo sicurezza: online i dati dei consiglieri di Trump

0

(Adnkronos) –
Dati personali di alti funzionari dell’amministrazione Trump, tra cui il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, sono facilmente reperibili online.A rivelarlo è un'inchiesta di Der Spiegel, secondo cui numeri di cellulare, indirizzi email e persino alcune password sarebbero stati trovati attraverso motori di ricerca commerciali e database di dati hackerati.

Molti di questi contatti risultano ancora attivi e associati a profili su WhatsApp, Signal e LinkedIn. La scoperta è particolarmente preoccupante perché potrebbe aver facilitato l’accesso di agenti stranieri a conversazioni riservate.Secondo The Atlantic, Waltz, Gabbard e Hegseth avrebbero discusso in una chat su Signal di un attacco contro la milizia Houthi in Yemen, condividendo informazioni di intelligence e piani operativi.

La Casa Bianca ha confermato l’esistenza della chat, ma Trump ha negato che contenesse dati classificati.Tuttavia, l’uso di Signal da parte di funzionari governativi per comunicazioni sensibili già di per sé violerebbe le normative sulla sicurezza nazionale. 
L’inchiesta – secondo il sito d'informazione tedesco – ha messo a nudo la facilità con cui i dati personali possono essere ottenuti.

I giornalisti hanno individuato le informazioni di contatto di Hegseth e Waltz utilizzando servizi commerciali, mentre i dati di Gabbard, seppur più protetti, sono stati anch'essi trovati attraverso fughe di dati pubblicate su piattaforme come WikiLeaks e Reddit.In alcuni casi, le email compromesse erano collegate a numerosi account online, tra cui Dropbox e Microsoft Teams, aumentando ulteriormente il rischio di accesso non autorizzato. Contattato da Der Spiegel, l’esperto di cybersecurity Donald Ortmann ha sottolineato che "esposti i dati dei politici di alto livello, gli hacker possono lanciare attacchi di phishing convincenti e ottenere l’accesso a dispositivi e vari servizi come email, strumenti di chat e PayPal".

Ha inoltre avvertito che "per partecipare a riunioni virtuali possono essere lanciati attacchi deepfake utilizzando immagini e suoni disponibili online".Gli account compromessi, ha aggiunto, possono anche consentire ai criminali di "installare malware, monitorare le comunicazioni e tentare ricatti politici". Per proteggere la privacy degli interessati, Der Spiegel ha scelto di non pubblicare i dettagli trovati e ha informato direttamente i funzionari coinvolti, seppur sottolineando che il Dipartimento della Difesa non ha risposto alle richieste di commento.

Un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha dichiarato che Waltz aveva modificato i suoi account e password prima di entrare al Congresso nel 2019, ma la rapidità con cui alcuni profili WhatsApp e Signal sono stati disattivati dopo la segnalazione suggerisce che il problema fosse ancora attuale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrovie, Ferrari (Harpaceas): “Cambio di paradigma su nuove tecnologie e sostenibilità”

0

(Adnkronos) – “In questi ultimi tre anni c'è stato un cambio di paradigma per quanto riguarda l'adozione di tecnologie digitali e l'approccio alla sostenibilità.La nostra azienda ha avuto un ruolo importante in questa fase, accompagnando i principali player della filiera delle infrastrutture ferroviarie e ribadendo così il nostro ruolo di leadership grazie a un'innovazione continua di prodotti e servizi”.

Lo afferma Luca Ferrari, founder ceo di Harpaceas, all’evento ‘Innovazione e digitalizzazione nelle infrastrutture ferroviarie: digital twin, sostenibilità, manutenzione predittiva e Bim’, svoltosi al Politecnico di Milano e organizzato dal Cifi – Collegio ingegneri ferroviari italiani, in collaborazione con il dipartimento di Energia dell’Ateneo e Harpaceas.  Nel corso dell'incontro, esperti del settore hanno approfondito le principali soluzioni per il futuro della mobilità su rotaia: dalla manutenzione predittiva alla digitalizzazione per il coordinamento di progetti ferroviari complessi; dalla sostenibilità all’implementazione del Bim – Building information modeling, fino alle potenzialità offerte dal Pdt – Product data template, essenziale per la standardizzazione e la gestione efficiente dei dati relativi ai componenti delle infrastrutture ferroviarie.  “All’interno del comparto delle costruzioni, il settore ferroviario è stato quello a cui sono stati destinati i finanziamenti più ingenti legati al Pnrr e al Pnc.Una mole di finanziamenti così importante non c'era mai stata prima nella storia del nostro Paese – spiega il founder e ceo di Harpaceas – in particolare per le infrastrutture viarie.

A fronte di questi importanti finanziamenti, però, c'erano anche scadenze temporali stringenti.Per raggiungere quindi l'obiettivo, altrettanto fondamentale, del rispetto dei tempi previsti nel finanziamento è stato ineludibile utilizzare un approccio total digital”. “In questi ultimi tre anni infatti – aggiunge Ferrari – c'è stato un impiego su larga scala sia di tecnologie digitali sia di metodologie, in particolare la gestione informativa, che è la stessa prevista dal Codice dei contratti pubblici”.  Inoltre, “sono stati utilizzati strumenti di model&code checking, che consentono di arrivare a dei modelli Bim costruttivi e in cantiere di miglior qualità, raggiungendo l'obiettivo di ridurre gli errori, avere vantaggi economici, rispettare i tempi e sprecare meno materiale, con un beneficio quindi anche dal punto di vista della sostenibilità”.

Rispetto alla quale “c'è stata una forte sensibilizzazione da parte degli enti gestori delle linee ferroviarie e quindi, necessariamente, tutti i soggetti della filiera hanno seguito la stessa linea – precisa il ceo – Oggi, ad esempio, è considerato uno standard utilizzare dei software che consentono di calcolare le emissioni di CO2 lungo tutta la vita dell'opera, il cosiddetto life cycle assessment, un contributo importante sul termine della sostenibilità”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti: Lucente, ‘Regione Lombardia crede in sostenibilità e mobilità condivisa’

0

(Adnkronos) – “In Lombardia vengono trasportati 5 milioni di passeggeri al giorno, 780mila su rotaia e quasi 3,6mln su gomma, numeri che rappresentano il 30% del trasportato nazionale.Regione Lombardia vuole investire molto perché crede nella sostenibilità e nella mobilità condivisa”.

Sono le dichiarazioni di Franco Lucente, assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, all’evento ‘Innovazione e digitalizzazione nelle infrastrutture ferroviarie: digital twin, sostenibilità, manutenzione predittiva e Bim’, svoltosi al Politecnico di Milano e organizzato dal Cifi – Collegio ingegneri ferroviari italiani, in collaborazione con il dipartimento di Energia dell’Ateneo e Harpaceas.  Pertanto “abbiamo investito 1,7 miliardi di euro per quanto riguarda il cambio della flotta, con l'acquisto di 214 treni nuovi, abbiamo investito sull'idrogeno, una scommessa importante che partirà l'anno prossimo nella tratta Brescia-Iseo-Edolo con 14 treni a idrogeno, e abbiamo investito anche sulla rete ferroviaria, con 15 miliardi di euro da parte del Pnrr e con Rfi – Reti ferroviarie italiane che sta mettendo in piedi un sistema di rinnovamento della rete ferroviaria.Tutto questo porterà ad avere un sistema trasportistico migliore, più efficiente e che offra anche un comfort migliore dal punto di vista del rotabile al cittadino, con treni totalmente nuovi, soprattutto videosorvegliati, che servono in questo momento, soprattutto in termini di sicurezza”.  L’assessore Lucente, poi, illustra le possibili soluzioni per ovviare al problema della circolazione ferroviaria interrotta a causa di improvvisi guasti: “Abbiamo una rete che oggi presenta 3400 treni in viaggio” di cui “2300 sono i regionali di Regione Lombardia.

Si può comprendere, dunque, quanta fatica si faccia a far respirare la Stazione centrale.Lo diciamo da tempo e, non a caso, Regione Lombardia, non più lontano di un mese fa, ha deliberato in giunta, insieme all'assessorato alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibile, una delibera che dà incarico a Rfi e a Trenord di avviare uno studio che possa portare a prendere delle decisioni” per la costruzione “di un secondo nodo o un secondo passante".  "Oggi è prematuro dire quale sia la soluzione migliore, ma abbiamo avviato un percorso per cercare di alleggerire la stazione centrale di Milano”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)