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Il direttore de ‘Il Foglio’ racconta in un’intervista all’Ia l’esperienza del ‘Foglio Ai’

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(Adnkronos) – E' stato "un mese di esperimenti, un mese di divertimento, un mese di dialogo del Foglio naturale con il Foglio artificiale".A tracciare un bilancio è il direttore del giornale, Claudio Cerasa che lo fa facendosi intervistare dall'Ia.  "Il Foglio ha imparato molto dall’intelligenza artificiale" e "l'intelligenza artificiale, abbiamo l'impressione, che abbia imparato qualcosa da noi, e per questo, per provare a dimostrare che i due mondi possono dialogare tra loro, parlare tra loro, integrarsi tra loro, abbiamo pensato che potesse essere interessante ragionare sul mese che è stato, su ciò che abbiamo imparato noi e ciò che ha imparato lei, o lui, non abbiamo ancora capito, chiedendo, umilmente, al Foglio Ai se avesse voglia di realizzare un altro esperimento: intervistarci".  Nell'ultimo mese, rileva, "abbiamo provato a mettere a terra un piccolo e ambizioso e riuscito progetto, ovvero quello di dar vita al primo quotidiano al mondo realizzato interamente con l'intelligenza artificiale, provando a far coesistere due mondi apparentemente inconciliabili, come quello del giornalismo naturale e come quello del giornalismo artificiale, come quello dell'intelligenza naturale e come quello dell'intelligenza artificiale, come quello della carta, l'amata carta, e come quello dell'inafferrabile universo delle macchine artificiali, dei chatbot, dell'Ai, dell'intelligenza non naturale ma incredibilmente non così artificiale". E un mese dopo l’esperimento, che ha appassionato i giornali di tutto il mondo, sottolinea Cerasa, "abbiamo deciso di offrirvi un bilancio dell’esperienza, che come vedrete e scoprirete non si ferma qui, con una formula sperimentale, attraverso un dialogo tra l’autore dei prompt, ovvero chi vi sta scrivendo, e chi ha risposto alle sollecitazioni dei prompt".   E nell'intervista tra 'Foglio Ai' e il direttore di 'Il Foglio', Cerasa spiega come l'esperimento ha avuto inizio: "Nasce tutto un anno fa, come forse ricorderai.

Un anno fa abbiamo chiesto per una settimana ai nostri lettori, per un mese, di individuare, ogni giorno, degli articoli scritti con intelligenza artificiale all’interno del Foglio.Articoli non dichiarati.

Alla fine della settimana, ma questo dovresti ricordartelo, i lettori in grado di individuare tutti gli articoli scritti da te hanno ricevuto un abbonamento al Foglio e una bottiglia di champagne.Un anno dopo abbiamo pensato di osare ancora di più.

E abbiamo deciso di fare il primo giornale al mondo realizzato interamente con intelligenza artificiale.L’idea è nata durante un formidabile e geniale e creativo pranzo fatto a gennaio con Giuliano Ferrara, god bless.

E l’idea era questa: noi facciamo le domande, a volte anche un filo complicate, e tu dovevi dare le risposte.Direi che è andata bene, no?". La questione, spiega il direttore di 'Il Foglio' rispondendo all'Intelligenza artificiale, "era evidente.

Nel nostro mondo, nel mondo del giornalismo, nel mondo dei mestieri che maneggiano la creatività, oltre che le notizie, l’intelligenza artificiale si presentava come un grande elefante nella stanza.Un elefante enorme, che nessuno voleva vedere, e che anzi qualcuno vuole provare a infilare sotto un tappeto.

L’intelligenza artificiale non la si può combattere, dal nostro punto di vista, non la si può nascondere, e per questo abbiamo deciso di farla passare dallo stato gassoso, dallo stato della teoria, allo stato solido, a quello della pratica.E lo abbiamo fatto perché abbiamo deciso di studiarla, di capirla (scusami, di capirti).

E abbiamo deciso di provare a metterci alla prova: per capire cosa sei in grado di fare tu, naturalmente, e per capire cosa non sei in grado di fare tu, e per capire meglio, ancora meglio, ciò su cui dunque dobbiamo e dovremmo investire noi".   "Ci aspettavamo che l’esperimento avrebbe fatto discutere, ed effettivamente – sottolinea Cerasa – se ne è discusso in tutto il mondo, e questo ci ha fatto piacere.Mi aspettavo che la redazione avrebbe capito il senso dell’operazione, e così è andata, e ho trovato buffo che i giornali internazionali fossero sconvolti per il fatto che la redazione del Foglio abbia reagito con entusiasmo e non con disperazione al nostro esperimento" : "Non mi aspettavo di scoprirti ironica, non pensavo che l’intelligenza artificiale potesse essere irriverente, non mi aspettavo una velocità di esecuzione degli articoli così istantanea, non mi aspettavo soprattutto di capire perché, con tutto il rispetto per te, anche grazie a te il futuro sarà ancora dei giornalisti, e in fondo il rapporto con te mi ha aiutato a comprendere quanto la relazione tra intelligenza naturale e intelligenza artificiale sia interessante non per ciò che l’Ai può sostituire ma per ciò che può integrare e per ciò che soprattutto non può rimpiazzare".

Insomma, conclude il direttore di 'Il Foglio' rispondendo al 'Foglio Ai', "ne è valsa la pena.Qualche capello in meno ma molte idee in più e molti progetti da mettere a terra e molti obiettivi da raggiungere per provare a trovare forme innovative per continuare a essere ottimisti, non in modo artificiale ma in modo umano, provando a osservare l’elefante nella stanza non come un nemico da arginare ma come un alleato con cui provare a crescere (e sì, ok, sono pronto per un podcast motivazionale)". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cremonese-Juve Stabia: un solo precedente in campionato

Oltre cinque anni fa l’unico precedente in campionato a Cremona tra grigiorossi e gialloblù

Il precedente tra Cremonese e Juve Stabia in campionato, risale ad poco oltre cinque anni fa, nel periodo natalizio 2019.Si giocava la penultima giornata d’andata del campionato di Serie Bkt 2020/2021, era il 26 dicembre 2019, per la prima volta in assoluto i grigiorossi ospitarono le vespe allo stadio Giovanni Zini di Cremona.

La gara fu diretta da un arbitro campano, Ivan Robilotta della sezione di Sala Consilina e terminò con il risultato di parità: uno ad uno.Dopo appena centoventi secondi di gioco le vespe andarono a segno con Francesco FORTE, ma dopo appena cinque minuti i lombardi impattarono con Ceravolo.

Il precedente a Castellammare

Costantino Vitagliano, la malattia autoimmune: “Sono una cavia per le cure sperimentali”

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(Adnkronos) –
Costantino Vitagliano è tornato a Verissimo a parlare della sua malattia autoimmune.L'ex tronista di Uomini e Donne è stato ospite oggi, sabato 12 aprile, nello studio di Silvia Toffanin insieme alla nuova compagna Daphne che ha presentato come "la donna che sopporta i miei sbalzi d'umore da oltre tre mesi". L'ex tronista ha detto di essere ingrassato di circa 20 kg negli ultimi mesi a causa delle nuove cure a cui si è sottoposto: "Sto recuperando il mio corpo, ho le nausee però e la pancetta".

La malattia è autoimmune: "Talmente nuova che faccio da cavia alle cure sperimentali.Hanno fermato ciò che si stava formando dentro di me.

Avevo una macchia che ingrandiva l'aorta che rischiava di esplodere".La malattia è rara, ha raccontato l'ex tronista, è ancora oggi i medici stanno cercando di fermarla.  Ma le cure sperimentali sono molto pesanti: "Ora abbiamo tolto il cortisone, ma ne prendevo così tanto che mi cambiava l'umore, mi è comparsa l'acne.

Oggi invece sorrido, gioco.Passo il tempo facendo quello che facevo prima, ci provo almeno".

Costantino ha raccontato di aver trovato l'amore in Daphne, la donna con cui ha una relazione da circa tre mesi: "Lei ha davvero tanta pazienza con me, è dolcissima.Ci stiamo vivendo e stiamo bene". Costantino è papà di Ayla, la figlia avuta dalla relazione con Elisa Mariani: "Mia figlia è tutto quello che ho.

Quando ho scoperto la malattia avevo davvero paura.Adesso cerco di non perdermi nessun momento con lei, gioca a pallavolo e io non mi perdo mai una partita.

Sono innamorato pazzo di lei, mi faccio fare di tutto da lei, mi faccio truccare, mettere lo smalto, divento un bambolotto", ha detto l'ex tronista commosso.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corteo Pro Pal a Milano, scritta choc ‘Spara a Giorgia’ su filiale banca

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(Adnkronos) – La filiale di Banco Bpm di piazzale Lagosta a Milano è stata imbrattata oggi, sabato 12 aprile, con la scritta 'Spara a Giorgia' al passaggio del corteo nazionale pro Palestina.Sul tragitto i manifestanti hanno preso di mira diversi negozi di multinazionali e banche, rompendo le vetrine e imbrattandole con la vernice.

Alla filiale di banco Desio di via Trau è stata bruciata una telecamera e sulla vetrina è stato scritto 'No al riarmo'.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage bus Avellino, Castellucci si è costituito in carcere dopo la condanna a sei anni

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(Adnkronos) – Si è costituito oggi, sabato 12 aprile, in carcere l'ex ad di Aspi Giovanni Castellucci.Ieri per Castellucci è arrivata la sentenza dei giudici della Cassazione che, dopo circa quattro ore di Camera di Consiglio, hanno confermato la condanna a sei anni per la strage sull'A16 Napoli-Canosa, avvenuta il 28 luglio 2013, quando un pullman precipitò dal viadotto dell'Acqualonga nel territorio di Monteforte Irpino, ad Avellino, provocando la morte di 40 persone.  Dopo la sentenza della Cassazione che ieri ha reso definitiva la condanna, questa mattina la procura generale di Napoli ha emesso l'ordine di carcerazione e Castellucci si è costituito in carcere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Liliana Resinovich, i legali del marito Sebastiano Visintin: “E’ innocente”

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(Adnkronos) – Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, è indagato per l'omicidio della moglie.La donna è stata trovata senza vita il 5 gennaio 2022 a Trieste.

Si tratta per la difesa, gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, "di un atto dovuto, per il compimento di attività che, francamente, stupisce a distanza di così tanto tempo dall'originaria iscrizione di reato".Per i legali, contattati dall'Adnkronos, "lo scenario degli elementi di prova raccolti è da noi conosciuto e non sappiamo quale strada investigativa ulteriore voglia percorrere la Procura". "Soprattutto, fiduciosi, come sempre, e nonostante tutto, di quello che sarà un atteso approdo della verità e che, per quanto ci riguarda, ci vede sereni perché assolutamente estranei dall'ipotesi delittuosa odierna, ci chiediamo però: perché proprio Sebastiano?

Perché solo lui?".  "Attendiamo di conoscere risposta alle nostre domande e di leggere le motivazione di questa inaspettata virata di indagine", conclude la difesa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Veronica Maya, il duro sfogo: “Mi hanno chiamata mostro e trans per due gocce di botox”

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(Adnkronos) – "Mi hanno chiamata mostro e trans per due gocce di botox".Veronica Maya, ospite da Monica Setta a 'Storie di donne al bivio', ha replicato alle dure critiche ricevute per i ritocchi estetici a cui si è sottoposta ultimamente.  "È un semplice botulino e nient'altro.

Non pensavo, dopo 20 anni di carriera in Rai e con i miei 47 anni, di vivere una vera tempesta mediatica", ha raccontato Veronica Maya, protagonista di 'Ne vedremo delle belle'. La conduttrice ha raccontato di essere stata vittima di una vera e propria shitstorm per una puntura di botox fatta nel momento sbagliato: "Mi hanno chiamata mostro, sorcio, trans, plastica e inguardabile.Mi hanno detto che ero bruttissima e che dovevo sparire.

E tutto questo per un sopracciglio alzato".  E ha spiegato: "Io ammetto il mio errore e cioè di aver fatto un butolino, che faccio da tanti anni, a ridosso della trasmissione (Ne vedremo delle belle, ndr.).Purtroppo, il butolino richiede qualche giorno di assestamento perché ogni volta può avere una reazione diversa e non prevedibile.

Ora non c'è più, si è riassestato", ha detto la conduttrice indicando il sopracciglio. "Ma questo non giustifica tutti i messaggi cattivissimi che ho ricevuto. È una mia scelta: si tratta di apprezzare ciò che guardo allo specchio, io amo prendermi cura di me stessa".  L'operazione è stata eseguita dal marito Marco, che è un chirurgo plastico: "Inizialmente ci abbiamo riso su entrambi.Sono due gocce di botox fatte nel momento sbagliato, ma vanno via.

Le gocce di veleno dei commenti cattivi, invece, restano per sempre", ha concluso.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leclerc, che succede? Si stacca lo specchietto della Ferrari nelle libere – Video

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(Adnkronos) – Piccolo inconveniente per Charles Leclerc durante la terza sessione di libere del Gran Premio del Bahrain.Lo specchietto della Ferrari del pilota monegasco si è staccato in seguito a un passaggio sui cordoli.  Nelle comunicazioni via radio con il team, Leclerc ha sottolineato le tante vibrazioni avvertite in pista, in una sessione caratterizzata anche dal forte vento.

L'episodio si inserisce in un weekend fin qui non semplice per la Ferrari, che sta faticando a trovare l'assetto giusto della SF-25 per il quarto appuntamento stagionale del Mondiale di Formula 1 sul Circuito Internazionale del Bahrein.  L'inconveniente capitato a Leclerc arriva dopo la disavventura di

Fernando Alonso
.Ieri, durante le prime prove libere, il volante dell'Aston Martin dello spagnolo si era staccato, rimanendogli per un attimo in mano.

Alonso aveva provato subito a rimetterlo a posto, riuscendo comunque a curvare e tornare in pista prima di fermarsi —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, ancora pole Marquez in Qatar. Caduta per Bagnaia

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(Adnkronos) –
Marc Marquez partirà in pole position nel Gp del Qatar, seguito dal fratello Alex Marquez.Cade invece Pecco Bagnaia: il pilota Ducati, trionfatore ad Austin e terzo nella classifica Piloti di MotoGp, è scivolato durante il Q2, a poco più di quattro minuti dal termine delle qualifiche, all'ingresso in una curva del circuito di Lusail.

Bagnaia stava volando nel primo settore, accendendo un casco rosso, prima di cadere.Il ducatista partirà quindi dall'undicesima posizione Terzo miglior tempo per la Yamaha di Fabio Quartararo, finalmente competitivo, seguito da Franco Morbidelli e Fabio Di Giannantonio.

Si torna in pista alle 19 per la gara Sprint.   1.Marc Marquez (Ducati) 2.

Alex Marquez (Ducati) 3.Fabio Quartararo (Yamaha) 4.

Franco Morbidelli (Ducati) 5.Fabio Di Giannantonio Ducati) 6.

Maverick Vinales (KTM) 7.Johann Zarco (Honda) 8.

Fermin Aldeguer (Ducati) 9.Alex Rins (Yamaha) 10.

Ai Ogura (Aprilia) 11.Francesco Bagnaia (Ducati) 12.

Pedro Acosta (KTM) 13.Marco Bezzecchi (Aprilia) 14.

Jorge Martin (Aprilia) 15.Luca Marini (Honda) 16.

Jack Miller (Yamaha) 17.Raul Fernandez (Aprilia) 18.

Brad Binder (KTM) 19.Augusto Fernandez (Yamaha) 20.

Enea Bastianini (KTM) 21.Joan Mir (Honda) 22.

Somkiat Chantra (Honda) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Montecarlo, Alcaraz è il primo finalista: eliminato Davidovich Fokina

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(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz è il primo finalista del torneo Atp Masters 1000 di Montecarlo.Lo spagnolo, numero 3 del mondo e seconda testa di serie, ha superato il connazionale Alejandro Davidovich Fokina, numero 42 del ranking Atp, con il punteggio di 7-6 (7-2), 6-4 in due ore e dieci minuti di gioco. 
Alcaraz aspetta ora in finale il vincente del match tra l'azzurro Lorenzo Musetti, numero 16 del mondo e 13 del seeding, e l'australiano Alex De Minaur, numero 10 del ranking Atp e 8 del tabellone. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, nuovo blitz a sorpresa a Santa Maria Maggiore

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(Adnkronos) – Blitz a sorpresa oggi, sabato 12 aprile, di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore. "Nel primo pomeriggio di oggi Papa Francesco ha raggiunto la basilica e, alla vigilia della Domenica delle Palme e della Settimana Santa, si è fermato a pregare davanti all'icona della Vergine 'Salus populi romani'" fa sapere la Sala stampa del Vaticano.  Il Pontefice si è presentato in Basilica con un mazzo di fiori, sulla sedia a rotelle, senza indossare le cannule per l’ossigeno con il fedele infermiere Massimiliano Strappetti.Nello stesso luogo in cui è stato oltre un centinaio di volte, prima di ogni partenza per un viaggio internazionale e al ritorno.

Il Pontefice si è recato a Santa Maria Maggiore anche il giorno delle dimissioni dal Gemelli, lo scorso 23 marzo, pure senza scendere dall’auto, per portare i fiori alla Salus Populi Romani a cui è devoto.Per Francesco, Santa Maria Maggiore rappresenta una tappa fissa.

Qui – ha rivelato qualche tempo fa – vuole che sia la sua futura sepoltura.  Dopo la scorsa domenica quando il Pontefice è comparso in piazza San Pietro al termine della messa per il Giubileo dei malati, Francesco ha fatto un blitz nella Basilica di San Pietro, giovedì scorso, vestito ‘in borghese’, per verificare coi propri occhi lo stato di recenti restauri.Oggi, la nuova sorpresa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luca Argentero, la gag con Simona Ventura per il compleanno: “47 anni, stavolta sono veri”

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(Adnkronos) –
Luca Argentero compie oggi, sabato 12 aprile, 47 anni.E per l'occasione, l'attore torinese non ha potuto fare a meno di ricordare la gaffe di Simona Ventura, quando nel 2021 mal interpretò un suo tweet scatenando l'ilarità degli utenti sui social. Era l'8 agosto del 2021 quando Luca Argentero con un cinguettio postato sul suo profilo X si congratulava con gli atleti azzurri per il numero di medaglie vinte nelle Olimpiadi di Tokyo: "40", aveva scritto l'attore con una faccina commossa, la bandiera dell'Italia e due manine rivolte cielo.  Simona Ventura aveva frainteso il significato del post: "Auguri Luca!!", aveva commentato pensando che quel giorno Argentero avesse compiuto gli anni, 40 per l'esattezza.  A chiarire l'incomprensione, ci ha pensato subito Luca Argentero: "Grazie super Simo, sono le medaglie azzurre, ma ti voglio benissimo lo stesso", aveva replicato l'attore che nel 2021 aveva 43 anni.

A questo punto la Ventura, che si era resa conto della gaffe, aveva risposto: "Ahahah ti ho tolto tre anni, magari lo facessero a me".  Oggi, Luca Argentero ha voluto ricordare il simpatico siparietto postando sul suo profilo X una sua foto in bianco e nero e a corredo ha scritto: "47 e non sono medaglie…", ha scherzato.  E lo aveva già fatto in occasione della chiusura dei Giochi Olimpici di Parigi, nel 2024, quando l’attore ha postato un messaggio sul profilo X ricordando la gag di quattro anni fa: “40!!!!Ma domani…

quindi cara Simona Ventura preparati, perché domani mi aspetto i tuoi auguri più sentiti”. "Auguri Luca!! È proprio vero che per te gli anni non passano mai", aveva replicato la conduttrice televisiva, con ironia.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, 68enne morta in ospedale: figlio arrestato per omicidio

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(Adnkronos) – E' stato arrestato per omicidio il figlio della donna di 68 anni morta alla MultiMedica di Sesto San Giovanni lo scorso 16 marzo per un'emorragia cerebrale.La morte della donna, apparsa subito sospetta, sarebbe stata causata – secondo gli inquirenti – dai calci e pugni ricevuti dal figlio, Gianrico Dario Ricci, di 36 anni.

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Monza, è stata eseguita questa mattina dagli agenti della squadra mobile.  Erano stati marito e figlio della vittima a chiamare i soccorsi dalla loro casa a Cinisello Balsamo, nel Milanese.Ai sanitari avevano raccontato che la donna durante tutta la sera precedente respirava in modo affannoso e aveva perso i sensi.

La 68enne è arrivata al pronto soccorso della MultiMedica in gravissime condizioni, con un'emorragia cerebrale e una interna, lesioni diffuse su tutto il corpo e sul volto e una costola rotta.Condizioni apparse da subito sospette ai medici, che hanno allertato la polizia.

In ospedale il primo intervento è stato delle Volanti. Le indagini hanno consentito di accertare che la morte – spiega la questura di Milano in una nota – "è avvenuta a causa di un arresto cardiocircolatorio, evidentemente provocato dalle diverse lesioni riscontrate, e riconducibili alle violenze fisiche che il figlio aveva messo in atto negli ultimi giorni nei confronti della madre".  
Determinanti, nel corso dell’attività investigativa, sono state alcune intercettazioni telefoniche, le dichiarazioni dei testimoni e i risultati degli accertamenti medico legali, che hanno complessivamente consentito di raccogliere prove nei confronti del 36enne. L'uomo risponde di omicidio aggravato dal vincolo di parentela con la vittima e dal contesto di maltrattamenti familiari, per cui era già stato denunciato nel 2020.Gli viene per questo contestata anche la recidiva. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, dazi e sospetti di ‘insider trading’. Dem Usa: “Indagate”

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(Adnkronos) – La marcia indietro di Donald Trump sui dazi, insieme al post "questo è il momento giusto per comprare", hanno scatenato i sospetti dei senatori democratici su un'azione di 'insider trading' da parte del presidente americano.  "Chiediamo alla Sec di indagare per stabilire se l'annuncio dei dazi, che ha provocato il crollo dei mercati e la conseguente parziale ripresa, abbia arricchito esponenti dell'amministrazione e amici ai danni degli americani" si legge nella lettera inviata da Elizabeth Warren e altri senatori democratici per chiedere un'inchiesta.Nella lettera si chiede precisamente di stabilire se persone vicine alla Casa Bianca "compresi familiari del presidente, fossero a conoscenza in anticipo della pausa dei dazi" e abbiano "abusato" di questa conoscenza per "fare delle transazioni finanziarie prima dell'annuncio del presidente". "Non è chiaro quali funzionari e affiliati del presidente Trump conoscessero in anticipo il suo piano di rinviare i dazi, ma avrebbero potuto sapere che stava per annunciare la pausa e che i mercati sarebbero migliorati", si legge nella lettera in cui si accusa Trump di aver provocato con i suoi "irrazionali, irresponsabili dazi" un caos che ha portato a un "drammatico crollo dei mercati finanziari americani".  La lettera alla Sec dimostra come i democratici intendano insistere sulle accuse di un possibile insider trading, dopo che nei giorni scorsi hanno già puntato il dito contro la deputata Marjorie Taylor Green, che nei giorni del crollo della borsa ha acquistato titoli tecnologici, compresi quelli di Apple, poi risaliti dopo l'annuncio di Trump mercoledì scorso. "Dobbiamo indagare sul possibile insider trading di persone come la deputata Greene, dobbiamo indagare per sapere se lobbisti di K Street e altre grandi società hanno ricevuto informazioni sulle azioni di Trump" ha concluso il deputato dem Gregorio Casar.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dall’export italiano alle Olimpiadi: l’impatto dei dazi sullo sport

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(Adnkronos) – Il protezionismo diventa sport nazionale.Per il momento, negli Stati Uniti non volano palloni, ma sanzioni.

I dazi annunciati dal presidente americano Donald Trump cambieranno l’economia anche in ambito sportivo, considerando che potrebbero colpire alcuni beni o incidere sulla filiera produttiva, aumentando i costi delle materie prime.E innalzando uno steccato difficile da superare per il resto del mondo, Italia compresa. "I dazi sono barriere all'ingresso, che incidono per misura e durata.

Per comprendere il tema, con tutti i riflessi per l’economia del nostro Paese, bisogna considerare la struttura dell'industria dei produttori di beni per la pratica sportiva” spiega all’Adnkronos Massimo Nardinocchi, docente di Economia Aziendale Dello Sport alla Luiss. La riflessione tocca un argomento in continua evoluzione. “Quella italiana – sottolinea Nardinocchi – è un'imprenditoria specializzata”.L’esempio scelto per introdurre il discorso è quello di Technogym, multinazionale del fitness con base a Cesena.

Nel 2024, l’azienda ha fatturato 900 milioni e il B2B, il business to business (modello di business in cui le aziende scambiano prodotti, servizi o informazioni tra loro) ha pesato per 717 milioni. “Vuol dire che una parte rilevante della loro clientela è formata da centri sportivi e altri soggetti che offrono servizi sportivi all’utenza.Il mercato consumer, deducibile per differenza, parla di meno di 184 milioni.

L'esportazione verso l'America, Stati Uniti compresi, è stata nel 2024 di 146 milioni, circa il 16 %”. Gli Usa sono un mondo in cui il fitness nasce, prospera e cresce, con previsioni di espansione anche nel mercato asiatico.Ci sarà allora una contrazione in caso di dazi? “Non possiamo escluderlo, molto dipende dalla loro misura e da elementi specifici, quali la dinamica differenziata delle imposizioni.

Per quanto riguarda questa nicchia, la cosa è inoltre legata a un mondo di aziende che acquistano questi beni per impiegarli nell’attività.Sono cioè strumenti comprati per durare e produrre valore per un certo numero di anni.

Significa che un eventuale dazio all'ingresso, non proporzionato, potrebbe incidere sulla scelta di acquisto, anche se poi verrebbe ammortizzato nel tempo.Per i produttori, la leadership di prodotto e l’innovazione restano in ogni caso vantaggi competitivi per orientare gli acquirenti, come la presenza in un territorio con una domanda in crescita.

In altri termini, se vendo un paio di scarpe a un consumatore – chiarisce il professor Nardinocchi – un dazio all'ingresso diventa subito un limite.Se vendo a un’azienda un’attrezzatura sportiva con un'attesa di vita di 5/7 anni, il maggior costo è distribuito nel tempo con una diversa capacità di riassorbimento”. Un altro esempio utile per capire un eventuale impatto dei dazi in campo sportivo riguarda il mercato delle attrezzature personali e dell’abbigliamento per lo sci. “Si tratta di beni che hanno potenzialmente una durata inferiore e un pubblico in prevalenza B2C, Business to Consumer.

Andiamo diretti al consumatore”.Qui la segmentazione passa dalla tipologia di prodotto all’utenza: “I nostri produttori fanno spesso valutazioni di questo tipo, dovendo considerare in più la variabile di un uso e acquisto tendenzialmente stagionale di questo prodotto sportivo in un comparto in cui i cambiamenti climatici stanno già incidendo.

Una politica doganale ostile, considerata la diffusione dello sci negli Stati Uniti, renderebbe le previsioni ancora più complesse”. Secondo il report “Sport: componente strategica del made in Italy” diffuso dal Ministero degli Esteri, l’Italia nel 2023 ha esportato per 9 miliardi e mezzo di euro, con un saldo positivo di 2 miliardi e mezzo. “È un dato aggregato – aggiunge Nardinocchi -.Secondo lo studio, gli Stati Uniti nel 2023 hanno ricevuto 859 milioni di euro di merci sportive da noi, circa il 10% del totale”.

L'Europa ha invece assorbito, da sola, 3 miliardi e 314 milioni di euro, mentre l'Asia ha assorbito un miliardo e 464 milioni. “Significa che l’Italia ha una capacità di esportazione anche in Paesi che sono importanti produttori di articoli sportivi”. Il discorso verte sul concetto di eccellenza. "Dal lato delle imprese sportive potrà esserci sofferenza nel caso in cui gli Usa rappresentino il loro principale mercato di sbocco.I dazi che l’America intende mettere peseranno, anche se ora non sappiamo quali saranno le politiche Ue in termini di controdazi.

A ogni modo, mettere barriere in entrata potrà far aumentare il prezzo dei beni che consumiamo in Italia.La sospensione di 90 giorni annunciata da Trump – continua l’esperto – potrebbe creare una sorta di cuscinetto da utilizzare nei mesi successivi".

Per vedere cosa accade, ma pure in una logica di ripartizione del maggior costo tra beni già esportati a dazi inferiori e da esportare a dazi più alti. "È una possibilità, se l’azienda ha capacità di stock e le proiezioni di vendita lo suggeriscono”.La chiave sta qui.

Un’analisi rapida, ma approfondita e senza toni sensazionalistici, consentirà alle imprese di settore di mitigare un danno inevitabile. "Quello americano è un mercato importante.Dunque, ci saranno turbolenze e non c'è una risposta univoca perché il meccanismo dei dazi resta complesso.

Occorre analizzare le voci doganali e valutare, per esempio, l’impatto sul prezzo del bene che incorpori alluminio o acciaio e la provenienza dei beni originari”.Un punto dolente nella trattativa Stati Uniti-Europa. Un altro aspetto riguarda il merchandising.

Una fonte di ricavi importante per le squadre di Serie A. “Dobbiamo considerare che i grandi club hanno una distribuzione del tifo molto estesa e tante squadre italiane hanno una proprietà americana”.Dal Milan all’Inter, passando per la Roma, gli esempi non mancano. “Qui, gli statunitensi guardano a dove viene prodotto un bene, visto che non mi pare siano previsti dazi sulle licenze.

Se la maglia è prodotta in Paesi colpiti da forti dazi come la Cina, l'incremento dei prezzi sarà inevitabile”.Il presupposto è che lo sport tocca un mercato del tempo libero ed emozionale. “Il merchandising è legato allo spettacolo, al gioco e al senso di appartenenza.

Il movimento calcistico americano sta crescendo e hanno 30 franchigie, una potenziale concorrenza sui comportamenti di acquisto.Le nostre squadre possono risentirne, ma forse la riflessione riguarda l’intero comparto data l’origine dei prodotti”.

Il problema riguarda la provenienza dell'articolo. “Se i dazi all'ingresso porteranno queste maglie a un prezzo altissimo, sarà così per tutte quelle importate”.Di conseguenza, il comportamento d'acquisto sarà legato all’emozione che suscita il brand squadra o il singolo campione. L’ultima riflessione del professor Nardinocchi guarda ai grandi eventi sportivi che gli Stati Uniti ospiteranno a breve.

Dal Mondiale per Club di calcio, tra giugno e luglio 2025, alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, passando per la Coppa del Mondo 2026 (organizzata con Messico e Canada). “Contraccolpi in termini di sponsorizzazioni?Le Olimpiadi muovono tante persone e tanti atleti.

Si tratta di fenomeni altamente mediatici, che superano i confini geografici.Si deve poi considerare che molti contratti sono stati già firmati e sono investimenti di immagine, più che di prodotto.

Non penso che il mondo rinuncerà a un mercato proficuo come quello statunitense”.Intanto, Donald Trump ha dato il calcio d’inizio alla partita. (di Michele Antonelli)  —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Rubano terre e uccidono i bianchi”, Trump minaccia di disertare G20 in Sudafrica

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(Adnkronos) – Donald Trump minaccia di disertare il vertice dei leader del G20, in programma il prossimo novembre in Sudfrica, rilanciando le accuse di "esproprio delle terre" dei bianchi e "genocidio" contro il governo sudafricano. "Come si può aspettare che noi andiamo all'importante incontro del G20 in Sudafrica quando l'esproprio della terra e il genocidio sono il principale argomento di conversazione?Stanno prendendo le terre dei farmer bianchi e li stanno uccidendo insieme alle loro famiglie", ha scritto nella notte su Truth Social il presidente. "E' qui che vogliamo andare per il G20?

Non penso proprio!", aggiunge il tycoon.  Già in passato Trump aveva parlato di "uccisioni in larga scala" di farmer bianchi, riecheggiando le accuse di "genocidio dei bianchi" rivolte da Elon Musk, il suo consigliere che è nato e cresciuto in Sudafrica.Accuse che recentemente un tribunale sudafricano hanno riconosciuto come "non reali" e "chiaramente immaginarie".  Nel suo post, Trump accusa i media di "rifiutarsi di riportare queste notizie" e ricorda come la sua amministrazione, abbia sospeso ogni aiuto al Sudafrica accusato di "ingiusta discriminazione razziale" ai danni degli Afrikaners, i discendenti dei coloni olandesi che fino al 1994 hanno attuato regime segregazionista, il tristemente noto apartheid, che negava diritti fondamentali alla popolazione nera. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Difesa comune Ue, Giorgetti: “Meglio aspettare il vertice Nato di giugno”

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(Adnkronos) – Per il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti prima di prendere decisioni su come finanziare l'aumento delle spese per la difesa nell'Ue, sarebbe opportuno aspettare l'esito del vertice della Nato che si terrà a fine giugno all'Aja, in Olanda.Quella di istituire un meccanismo europeo di difesa, modellato sul Mes, dice Giorgetti a Varsavia a margine dell'Ecofin informale, che oggi ha trattato il finanziamento del riarmo europeo, "è solo una delle proposte sul tavolo".  "Ce ne sono tante: c'è anche la proposta italiana, sono aspetti di carattere tecnico" spiega.

Naturalmente, osserva, "prima bisogna prendere una decisione politica.Soprattutto, a mio giudizio, bisogna anche aspettare gli esiti del vertice Nato di giugno perché ricordo che è importante rafforzare la difesa europea, ma sempre nell'ambito dell'Alleanza atlantica". Il governo, spiega il ministro, punta ad aumentare la spesa per la difesa senza chiedere alla Commissione Europea l'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia. "L'obiettivo del ministro Giorgetti è di raggiungere l'obiettivo senza attivare la clausola nazionale" di salvaguardia, "per la difesa", risponde.

L'attivazione della clausola nazionale di salvaguardia, introdotta alla fine del 2023 e diversa dalla clausola generale di salvaguardia che sospende in toto il patto di stabilità, consente margini aggiuntivi di spesa pubblica nella difesa, senza incorrere nella procedura per deficit eccessivo, cui peraltro l'Italia, come la Francia, è già sottoposta. Tra i Paesi membri dell'Ue sul finanziamento dell'aumento delle spese per la difesa ci sono posizioni "diversificate", pertanto servirà un po' di "tempo" per coordinarsi.Lo spiega il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al termine dell'Ecofin informale a Varsavia, che oggi ha trattato del finanziamento del riarmo europeo.

Tra i Paesi membri sulla necessità di attivare la clausola nazionale di salvaguardia "c'è un ampio spettro di posizioni.Siccome è opportuno che in qualche modo che si arrivi a decisioni coordinate, serve un po' di tempo per coordinarsi.

Mi sembra che le idee siano abbastanza diversificate in proposito". Il programma Safe che prevede prestiti fino a 150 miliardi di euro, sottolinea Giorgetti, "non è che risolva tutto il problema". "Poi è evidente che ci sono sensibilità diverse, problemi diversi, situazioni diverse.C'è chi ha un grande spazio fiscale come la Germania, c'è chi questo spazio fiscale non ce l'ha come l'Italia.

Credo che l'Europa debba considerare queste diverse sensibilità". I dazi, aggiunge Giorgetti "impliciti ed espliciti, che ci sono in giro per il mondo, che forse qualcuno non ha considerato, tipo le politiche di dumping attuate alla Cina, fanno molto male all'economia italiana e all'industria italiana".  In merito alla visita in Cina della presidente della Bce Christine Lagarde, di cui dà conto oggi il Corriere della Sera, il ministro dice: "C'è chi va in Cina e c'è chi va a Washington".Per Giorgetti, tra Ue e Cina "non c'è un riavvicinamento.

C'è un legittimo e doveroso dialogo, posto che in questa guerra commerciale l'Europa rischia di essere schiacciata nel mezzo e quindi deve trovare uno suo posizionamento".Pertanto, conclude, "parlare con tutti è assolutamente giusto". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Coppa del Mondo per Club arriva a San Siro, Marotta: “L’Inter vuole vincerla”

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(Adnkronos) – La Coppa del Mondo per Club arriva a San Siro.E Giuseppe Marotta, presidente e Ceo dell'Inter, non nasconde le ambizioni verso il grande appuntamento: “È un evento straordinario, unico, il torneo calcistico e sportivo forse più importante.

Oggi la Fifa ci ha regalato la possibilità di avere il trofeo qui e noi non nascondiamo il sogno di poter alzare questa bella donna".Il numero uno del club nerazzurro ha parlato così durante il Trophy Tour Talk a San Siro, tappa milanese della Coppa del Mondo per Club, che entro giugno arriverà in tutte le città delle 32 squadre partecipanti al torneo. “Siamo molto orgogliosi – ha aggiunto Marotta nel corso dell'evento – di essere protagonisti in questa manifestazione e l’impegno nei confronti dei nostri tifosi è di dare il massimo.

Il made in Italy per il calcio è nella prima fascia mondiale, parliamo di valorizzazione di calciatori, allenatori e dirigenti.Questa coppa ne rappresenta l’apice e l’auspicio, dopo averla ammirata, è quello di alzarla.

I sogni a volte si avverano".  Sul palco, Marotta è stato affiancato dall'ex capitano e oggi vicepresidente dell'Inter Javier Zanetti: “Finalmente la Coppa è arrivata a Milano, ringraziamo la Fifa per l’opportunità.Siamo orgogliosi di rappresentare questi colori.

Insieme ai miei compagni abbiamo scritto pagine bellissime per il club, sollevare il trofeo da tantissime emozioni.Speriamo che i nostri ragazzi possano riviverle”.

L’Inter se la vedrà, nella prima fase del torneo, anche con i messicani del Monterrey e il con gli argentini del River Plate. “Saranno due partite difficili, complicate, anche loro non vedono l’ora di affrontarci.So come la vivono nel mio Paese e saremo pronti”. In chiusura, ha preso la parola Giorgio Ricci, Chief Revenue Officer del club: “Nel mondo abbiamo 500 milioni di tifosi e sono numeri impressionanti.

La cosa interessante è però la crescita.Dal 2020, l’Inter è il secondo club per crescita e se parliamo del mercato Usa ci sono 25 milioni di appassionati interisti, abbiamo la quinta fanbase tra le 32 squadre partecipanti a questo torneo e siamo il primo club italiano".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonio Del Gaudio: “La Juve Stabia è in forma e con la testa libera. A Cremona per un risultato positivo”

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Le dichiarazioni di Antonio Del Gaudio, noto tifoso della Juve Stabia e titolare di Automec, rilasciate nel corso della trasmissione Juve Stabia Talk Show su Vivicentro.it, ha toccato diversi temi, spaziando dal recente derby alla prospettiva futura della squadra. La redazione di Vivicentro.it ha raccolto e sintetizzato i passaggi più significativi del suo intervento.

Del Gaudio ha innanzitutto commentato la recente sfida con la Salernitana: “Al derby con me c’erano anche amici di Salerno. La vittoria non la vedo come una vendetta, sono quasi un po’ dispiaciuto. La Juve Stabia ha giocato soft e gli abbiamo anche abbonato tanti gol, la cosa importante è che nessuno ha dato fastidio a loro tra i nostri tifosi. A loro auguro buona fortuna per un nuovo derby l’anno prossimo, alla fine va bene così”. Ha poi espresso grande fiducia nella squadra: “La Juve Stabia è molto in forma, con la testa libera e a Cremona credo che possa uscire qualcosa di positivo”. Non è mancato un riferimento allo stadio Menti: “Lo stadio Menti è all’inglese, lo abbiamo inventato noi già parecchi anni fa”.

Guardando al futuro, Del Gaudio ha ammesso di sognare, ma con i piedi per terra: “Tutti dobbiamo sognare, ma non parlo della Serie A, è qualcosa di molto grande per noi. Oggi siamo sul palcoscenico, se succede la Serie A bene, il problema sarebbe dopo, mi basterebbe anche una semifinale Playoff”. Ha poi manifestato la sua preoccupazione per la sostenibilità in caso di promozione: “Sono ottimista di natura, ma ci sono esempi negativi come Spal, Catania, Crotone, è una campionato importante, difficile rimanerci, se ci arriviamo che ben venga, bisogna entrarci con una mentalità più grande. Vorrei rimanere molti anni in B che è praticamente una A2”.

Per Del Gaudio è fondamentale una programmazione a lungo termine: “Bisogna entrare nel meccanismo, con una cittadella sportiva, l’amministrazione dovrebbe trovare le strutture con organizzazione e programmazione. Dobbiamo avere la mentalità ed andare oltre”. Ha poi toccato il tema delle rivalità: “Oggi le rivalità oltre lo stadio non mi vanno bene, mi è piaciuto molto lo striscione “Trasferte Libere”. Il lancio delle bottigline forse si vedono in Promozione, bisogna crescere”.

Un pensiero è andato anche allo staff tecnico: “Speriamo di mantenere allenatore e Ds per almeno un paio d’anni, non sarà facile mantenerli, meritano la Serie A sia Lovisa che Pagliuca”. Del Gaudio ha poi parlato dell’importanza di un supporto finanziario: “Il fondo deve iniziare a mettere una quota di soldi, ho conosciuto azionisti della Brera, McClory in particolare, il calcio non lo può fare una sola persona a meno che non sei una persona dalle grandi capacità economiche. Ben venga questo fondo, io ci credo, tutto dipende da come va la squadra, se non eravamo in B il fondo non avrebbe avuto interesse”.

Non è mancato un aneddoto sul mister Pagliuca: “Pagliuca l’anno scorso era da attaccare con le catene alla panchina (ride), quest’anno non è stato così, è maturato professionalmente, secondo me se gli spalti sono tranquilli lui non deve infondere ansia nei calciatori, essi sanno cosa fare, sta cambiando e maturando, ha una carriera prospera, ma con quel caratterino non sarebbe andato da nessuna parte, non ci si può comportare in quel modo, è però sulla retta via. Quest’anno Tarantino è più sopra le righe”.

Infine, Del Gaudio ha concluso parlando della prossima trasferta: “Non andrò a Cremona, andranno i miei nipotini, partita difficile, ma sono ottimista, avranno più loro il problema, ci temono, avranno più pressione. Anche la fortuna potrebbe fare la propria parte, però i calciatori si impegnano tantissimo”.

Musetti, quanto guadagna se batte De Minaur e come cambia il ranking

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(Adnkronos) –
Lorenzo Musetti sfida oggi, sabato 12 aprile, Alex De Minaur nella semifinale di Montecarlo.La prima volta dell'azzurro, mai arrivato così avanti nel Masters 1000 che apre la stagione sulla terra rossa, vale l'accesso a una finale che può pesare molto sia a livello di ranking Atp che di montepremi.

Ancora di più in caso di trionfo nell'ultimo atto in programma domenica 13 aprile, in cui Lorenzo affronterebbe il vincitore del derby spagnolo tra Alejandro Davidovich Fokina e Carlos Alcaraz.  L'accesso alla semifinale di Montecarlo ha già garantito a Musetti un balzo nel ranking.Al momento Lorenzo si trova al 16esimo posto della classifica Atp, mentre De Minaur occupa la decima posizione, ma da lunedì la situazione sarà diversa.

Con la vittoria nei quarti di finale contro Stefanos Tsitsipas l'azzurro si è già assicurato 300 punti, visto che nel 2024 era uscito agli ottavi di finale e dovrà scartare quindi soltanto 100 punti.  Nel ranking Musetti vola così al 13esimo posto, festeggiando così il suo best ranking e superando in un colpo solo proprio il greco, lo statunitense Ben Shelton e il francese Arthur FIls, eliminato ai quarti da Alcaraz. La situazione migliorerebbe ancora in caso di vittoria contro De Minaur.L'accesso alla finale di Montecarlo potrebbe proiettare Musetti a un passo dalla top ten, in undicesima posizione.

Lorenzo supererebbe così il danese Holger Rune e lo statunitense Tommy Paul.Un'eventuale vittoria a Montecarlo segnerebbe l'approdo di Musetti tra i migliori dieci tennisti al mondo, con il toscano che raggiungerebbe il settimo posto nel ranking superando in un solo colpo proprio De Minaur, il norvegese Casper Ruud, e i russi Daniil Medvedev e Andrey Rublev.  Non solo ranking però.

Grazie alla semifinale raggiunta a Montecarlo Musetti si è già assicurato una buona fetta del montepremi stanziato per il Masters 1000.Ai semifinalisti spettano infatti ben 282.650 euro, mentre l'accesso alla finale vale 516.925 e la vittoria 946.610 euro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)