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Omicidio Santo Romano, minore condannato a 18 anni e 8 mesi

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(Adnkronos) – Uccise a colpi di pistola il giovane calciatore Santo Romano: 17enne condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione.Poco fa, il giudice per l'udienza preliminare del Tribunale per i Minorenni di Napoli ha emesso la sentenza nei confronti del minorenne che aveva confessato l'omicidio del 19enne avvenuto lo scorso novembre a San Sebastiano al Vesuvio.  Santo Romano, 19enne portiere dell'Asd Micri, fu ucciso a colpi di pistola per una banale lite legata a una scarpa sporcata.

Il processo di primo grado, che vede come unico imputato un 17enne del quartiere Barra, si è celebrato con rito abbreviato e si è chiuso poco fa con la condanna del minore a una pena leggermente più elevata rispetto alle richieste del pm.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

ChatGpt lo accusa di tradimenti, la moglie divorzia dopo 12 anni

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(Adnkronos) –
Una donna divorzia dal marito su 'suggerimento' di ChatGpt.Non siamo in un episodio di 'Black Mirror', la popolare serie distopica targata Netflix, ma in Grecia, dove una donna avrebbe deciso di terminare un matrimonio lungo 12 anni dopo che l'intelligenza artificiale le avrebbe rivelato una presunta infedeltà del marito.

Secondo il media locale 'Ekathimerini', tutto sarebbe partito da un gioco tra i due, con la donna che si sarebbe rivolta, in un momento di ilarità, a ChatGpt per scacciare la sua gelosia leggendo i fondi del suo caffè, una tendenza diventata virale sui social. Una volta caricata la foto della tazza però, è arrivata l'inaspettata risposta del bot, che ha dato il via a una svolta drammatica.L'intelligenza artificiale infatti è arrivata alla conclusione che il marito fosse coinvolto da diverso tempo in una relazione extraconiugale e questo ha scatenato l'ira della donna, che è arrivata non solo a lanciare accuse pesanti ma a chiedere addirittura il divorzio. "Nel mio caffè, ha visto una giovane donna con la 'E' iniziale, a cui penserei intensamente, e che il mio desiderio di avere una relazione con lei sarebbe presto diventato realtà.

La conclusione 'scientifica' della lettura del caffè era quindi che la tradisco con una giovane donna che intende distruggere il nostro matrimonio", ha detto il marito della donna, intervistato dal programma televisivo greco 'To Proino'. "Io ho cominciato a ridere, perché mi sembrava superfluo dare spiegazioni, trattandosi di sciocchezze infondate", ma ha poi rivelato anche che in passato c'erano stati episodi simili, quando la donna si era rivolta a un'astrologa. Con i media ha parlato anche l'avvocato dell'uomo: "Il mio cliente è innocente fino a prova contraria.L'assurdità dell'intelligenza artificiale non può essere usata come prova in tribunale.

C'è qualcosa dietro tutto questo.Se voleva credere che lui la stesse tradendo ma non riusciva a dimostrarlo, all'improvviso l'IA le ha detto esattamente quello che voleva sentirsi dire". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aids, infettivologo Cascio: “Tardive 60% diagnosi Hiv, in 4 su 10 già sintomi malattia”

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(Adnkronos) – "Il 60% delle nuove diagnosi di Hiv è fatto tardivamente, ovvero in persone che hanno un numero di Cd4 inferiore a 350 o i cosiddetti 'Late presenter'.E ancora di più, si calcola che il 40% di questo 60% sia costituito da persone che già manifestano i primi segni dell'Aids.

In Italia si stima che circa 140mila persone abbiano infezione da Hiv.Ma circa il 7-8% di queste persone non sa di esserlo e quindi ci sono 8-9mila, se non di più, 10-11mila persone, che sono Hiv positive, quindi infette, che non sanno di esserlo" e possono "infettare altri".

Lo ha detto Antonio Cascio, responsabile scientifico III edizione Congresso 'Joint peer to peer – Difficult to treat infections and Hiv Accademy', all'Adnkronos Salute in occasione della 3 giorni, che si conclude domani a Palermo, dedicata alla sfida delle comorbidità in pazienti con Hiv. (Video) Il ritardo diagnostico, secondo l'esperto, è dovuto a motivi diversi. "Negli ultimi anni è come se fosse diminuita la percezione del rischio da parte delle persone.C'è poi il problema dell'accesso al test che, tante volte, non è così semplice" anche se, ricorda, "è gratuito e lo si fa in anonimato".

Inoltre, pesa "ancora un po' lo stigma, la paura di essere riscontrati positivi.Attualmente – chiarisce il direttore Uoc di Malattie infettive del Policlinico Giaccone di Palermo – la profilassi pre-esposizione (PrEP) sta funzionando" soprattutto nelle "persone Msm", gli uomini che fanno sesso con gli uomini, che "di fatto assumono la PrEP regolarmente e quindi non contraggono l'Hiv.

Se le persone Msm sono quelle più attente a fare il test", non si può dire altrettanto delle "persone eterosessuali che hanno avuto in passato comportamenti omosessuali o rapporti a rischio". Queste persone, "oltre ad avere un aggravamento della sintomatologia – osserva Cascio – possono contagiarne altre, alimentando l'epidemia.Questo è il vero problema dell'Hiv: una persona infetta che prende regolarmente la terapia non contagia altre persone, come evidenzia la sigla U=U (Undetectable = Untransmittable), perché una persona che fa la terapia regolarmente non ha il virus nel sangue e non infetterà altre persone".

In realtà "il concetto di 'treatment as prevention', cioè 'il trattamento dell'Hiv previene le nuove infezioni', è una cosa importantissima ed è per questo che è ancora più importante trovare il sommerso.Dobbiamo cercare di individuare queste persone che sono Hiv infette e non sanno di esserlo – rimarca lo specialista – perché" se facessero il test e, in caso di positività, assumessero la terapia, non trasmetterebbero il virus. "Oggi infatti le terapie sono sempre più efficaci, meglio tollerate, meno tossiche: la qualità e la durata di vita delle persone Hiv infette stanno sempre migliorando", assicura Cascio. Particolarmente efficaci, prosegue lo specialista, sono "le terapie long acting, ovvero a lunga durata di azione, che prevedono delle iniezioni intramuscolari ogni 2 mesi.

Oltre a garantire un tasso di farmaco nel sangue e nei tessuti sufficiente a evitare la moltiplicazione del virus, quindi a controllare l’infezione, queste terapie favoriscono l'aderenza al trattamento, condizione che riduce il rischio di mutazioni che rendano il virus resistente alla terapia antiretrovirale".I vantaggi delle terapie long acting sono poi anche dal punto di vista psicologico, perché evitano "l'autostigma provato dalla persona costretta ad assumere quotidianamente la terapia orale, con l'imbarazzo di essere vista" e giudicata.

Sul piano clinico, poi, "i pazienti che fanno queste terapie hanno un buon rapporto Cd4-Cd8 e, quindi, un'ottima risposta dal punto di vista immunovirologico". Le persone con Hiv, avendo una qualità e durata di vita "praticamente quasi uguali alle persone non infette, possono andare incontro a tutte le comorbidità" tipiche dell’invecchiamento come "il diabete, l'ipertensione e le patologie tumorali – sottolinea Cascio – Per questo ci vuole un attento monitoraggio, non solo sull'assunzione regolare della terapia, ma anche nel sottoporsi a degli screening un po' più ravvicinati.E' molto importante infine ricordare anche la prevenzione delle malattie infettive che si può ottenere grazie alla vaccinazione.

Tutte le persone Hiv positive dovrebbero essere vaccinate verso una serie di infezioni prevenibili".A queste misure vanno però associati "i corretti comportamenti alimentari, l'attività fisica ed evitare il fumo, l'alcol e le droghe", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ignazio Boschetto e Michelle Bertolini, la scoperta dopo la morfologica: “Ci fa gli scherzetti…”

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(Adnkronos) –
Ignazio Boschetto e Michelle Bertolini diventeranno genitori di un…maschietto.

La coppia, lo scorso 11 aprile, aveva annunciato di essere in dolce attesa del loro primo figlio e con grande gioia avevano svelato il sesso e il nome del nascituro: Ignazio e Michelle pensavano, infatti, che sarebbero diventati genitori di una femminuccia che avrebbero chiamato Bianca.Ma colpo di scena…  Michelle Bertolini si è sottoposta all'ecografia morfologica, che si effettua solitamente durante il secondo trimestre della gravidanza, e dai risultati i due hanno scoperto che diventeranno genitori di un maschietto che chiameranno Gabriele. "Allora l’altro giorno abbiamo fatto un post dicendo che siamo in dolce attesa di una femmina.

Però poi abbiamo avuto la morfologica e dalla morfologica è uscito che è maschio e si chiamerà Gabriele", hanno detto i due futuri genitori in un video condiviso sui social.   E nella descrizione a corredo del video, il tenore de 'Il Volo' ha scherzato: "Non poteva che essere nostro figlio, inizia a farci scherzetti prima di nascere!Chissà da chi avrà preso?!".

Tra i commenti spunta quello della mamma di Ignazio Boschetto, la signora Caterina e futura nonna di Gabriele: "Amore di nonna ti aspettiamo io rifarò la sciarpina azzurra", ha scritto aggiungendo delle emoticon sorridenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi è Lara Leito, la nuova fiamma di Sinner

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(Adnkronos) – Nuova fidanzata per Jannik Sinner?Secondo le indiscrezioni lanciate dalla rivista 'Chi', il tennista azzurro, reduce dalla rottura con la russa Anna Kalinskaya, avrebbe cominciato a frequentare Lara Leito, modella russa che ha assistito agli allenamenti del numero uno del mondo a Montecarlo, dove si sta preparando al rientro in campo fissato per gli Internazionali d'Italia. Leito avrebbe dunque assistito all'allenamento, poi si sarebbe alzata dagli spalti per salutare il team di Sinner, dimostrando così una certa "familiarità con l'entourage del tennista", per poi ricevere un abbraccio proprio da Jannik.

I due si sono quindi diretti al ristorante del circolo e, usciti fianco a fianco, sono stati visti allontanarsi a bordo della Audi RS6 ABT Legacy Edition di Sinner.Lei è scesa in centro, e proprio lì, prima di salutarsi, è scattato il bacio.

Ma chi è Lara Leito? Lara Leito è una modella russa di 31 anni, otto in più di Sinner, che vive proprio a Montecarlo ed è già nota per frequentare eventi esclusivi del Principato e della Costa Azzurra.In passato ha avuto una relazione con Adrien Brody, l'attore statunitense che ha conosciuto nel 2012, e ancora prima con l’attore francese Olivier Martinez.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner: “Non mi divertivo più, nessuno dovrebbe sentirsi come mi sentivo io”

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(Adnkronos) – Il ritorno in campo di Jannik Sinner si avvicina.Aspettando gli Internazionali d'Italia, torneo al via il prossimo 7 maggio a Roma e che segnerà la fine dei tre mesi di squalifica per il caso Clostebol, il tennista azzurro si è raccontato al direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci: "Sarò molto contento di rientrare in campo, soprattutto a Roma: è un torneo speciale per me, ma sicuramente entrerò con una mentalità un po' diversa".  Nell'intervista che andrà in onda stasera alle 20.30 Sinner ha parlato della squalifica e delle sensazioni che ha provato in questi mesi: "Come mi sono sentito io in campo non è il modo in cui un giocatore si dovrebbe sentire, perché noi ci alleniamo tanto per poi divertirci quando giochiamo una bella partita.

Per me questo divertimento giorno dopo giorno è andato un po' via, perché ho pensato ad altre cose". Adesso però Jannik è concentrato soltanto sul rientro: "Ormai non manca tanto, quindi ci vediamo a Roma e speriamo di essere abbastanza preparati per essere pronti.Sono molto contento di fare il mio ritorno a Roma, non c'è posto più bello.

Molto presto ci saremo non solo io, ma tutto il gruppo italiano con dei giocatori incredibili, quindi ci aspettiamo un bel tifo". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ungheria, Parlamento approva uscita dal Tribunale penale internazionale

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(Adnkronos) – Il Parlamento ungherese ha approvato la proposta del governo di Viktor Orban di avviare il ritiro del Paese dal Tribunale penale internazionale (Tpi), decisione annunciata a inizio aprile durante la visita a Budapest del premier israeliano Benjamin Netanyahu, attualmente oggetto di un mandato di arresto internazionale.  Il ministro degli Esteri Peter Szijjártó ha giustificato la scelta definendo il Tpi "un'istituzione politicizzata" che avrebbe perso imparzialità e credibilità.La decisione, che non avrà effetto immediato – il recesso diventerà ufficiale solo dopo un anno dalla notifica formale – non libera comunque l’Ungheria dagli obblighi assunti durante la sua adesione allo Statuto di Roma, base legale della Corte. ''Scelta di giustizia e libertà, di sovranità e coraggio'', ha commentato su X il leader della Lega, Matteo Salvini. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Catanzaro sarà diretta da Marco Monaldi della sezione AIA di Macerata

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Dopo la sconfitta in esterna con il Sudtirol (2-0), la Juve Stabia guidata da Guido Pagliuca si appresta a tornare in campo (giovedì 1° maggio 2025 alle ore 12:30) allo stadio “Romeo Menti” di Castellammare per ospitare il Catanzaro di Fabio Caserta: gara valida per la 36ª giornata di Serie B.

L’arbitro dell’incontro sarà Marco Monaldi, fischietto della sezione AIA di Macerata. La sua promozione nella Commissione Arbitri Nazionale (CAN), effettiva dalla stagione sportiva 2023/2024, lo annovera tra i cinque direttori di gara che hanno compiuto il salto dalla Serie C alla massima categoria arbitrale.

Un traguardo raggiunto grazie alle sue solide prestazioni e alla notevole esperienza maturata nei cinque anni trascorsi in Serie C periodo in cui ha avuto modo di distinguersi.

Uno degli incontri più significativi diretti da Monaldi in Serie C è stata la semifinale playoff della stagione 2022/2023 tra Pescara e Foggia, una partita che ha messo in risalto le sue qualità in contesti di alta pressione.

Con l’approdo di Monaldi alla CAN, si scrive un capitolo inedito per la sezione arbitri di Macerata: per la prima volta nella storia, due fischietti maceratesi saranno contemporaneamente presenti nel massimo campionato. Accanto a Monaldi figura infatti Juan Luca Sacchi già affermato arbitro della CAN.

Marchigiano d’origine, Marco Monaldi, 36 anni, è nato a Loreto e risiede a Porto Recanati, dove gestisce un’attività insieme al padre. La sua vita privata lo vede legato a Elena Tambini, giornalista Mediaset con un passato anche lei nel mondo arbitrale, e padre di due figlie. Attualmente la famiglia risiede a Tolmezzo in provincia di Como.

L’ingresso di Monaldi nella CAN lo inserisce in una ristretta cerchia di arbitri maceratesi che hanno raggiunto la Serie A. Prima di lui e Juan Luca Sacchi, altri cinque direttori di gara della sezione di Macerata hanno arbitrato nel massimo campionato italiano: Cesare Jonni, Maurizio Mattei, Giuseppe Conocchiari e Oberdan Pantana. Con la promozione di Monaldi il totale sale dunque a sei.

Monaldi è ampiamente riconosciuto come un arbitro di personalità una caratteristica fondamentale per gestire le sfide del massimo campionato.

Descritto come un direttore di gara che non esita a prendere decisioni, Monaldi si distingue per la sua disinvoltura nell’esibire cartellini gialli e rossi. Per quanto riguarda i calci di rigore, sui quali potrà contare anche sul supporto del VAR, è talvolta etichettato come “generoso”.

Le scheda completa del direttore di gara

Marco Monaldi della sezione di Macerata nato a Loreto (AN) il 16/08/1988 , al 2° anno alla Can A e B.

Tra i professionisti ha diretto 105 partite: 34 vittorie interne – 35 pareggi – 36 vittorie esterne 37 rigori 30 espulsioni.

Quest’anno ha diretto 12 partite con questo bilancio:  2 vittorie interne – 6 pareggi – 4 vittorie esterne con 4 rig – 5 esp

Conta 3 precedenti con la Juve Stabia: 2 vittorie – 0 pareggi – 1 sconfitta

22/23    Serie C – Girone C Juve Stabia     0:2  Turris (Leonetti, Haoudi)

21/22    Serie C – Girone C Latina             0:1  Juve Stabia (Evacuo)

20/21    Serie C – Girone C Juve Stabia     2:0  Viterbese (Romero, Fantacci)

Ha 8 precedenti con il Catanzaro: 4 vittorie, 4 pareggi e 0 sconfitte

Assistenti

1° Sig. Filippo BERCIGLI della sezione AIA di Firenze

2° Sig. Mattia PASCARELLA della sezione AIA di Nocera Inferiore

IV uomo

Sig. Riccardo TROPIANO della sezione AIA di Bari

VAR:

Sig. Federico LA PENNA della sezione AIA di Roma 1

AVAR:

Sig. Orlando PAGNOTTA della sezione AIA di Nocera Inferiore

Blackout, cosa fare quando si resta al buio: ecco il vademecum

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(Adnkronos) – Cosa fare in caso di blackout?Ecco i consigli elaborati per Adnkronos/Labitalia dall'Unione nazionale consumatori.

Di ieri la notizia del mega blackout in Spagna, che ha coinvolto anche il Portogallo e la Francia. 1) Mantenere la calma e accertarsi dell'estensione del problema: verificare se il blackout riguarda solo la propria abitazione o l'intero quartiere prima di contattare il servizio elettrico.  2) Avere sempre pronte torce a batteria o ricaricabili: evitare l'uso di candele per prevenire rischi di incendio, specialmente in presenza di bambini o animali domestici.  3) Preservare la carica del cellulare: utilizzare lo smartphone solo per comunicazioni essenziali e attivare la modalità risparmio energetico. 4) Mantenere il frigorifero chiuso: limitare al minimo l'apertura per conservare il freddo più a lungo (può mantenere la temperatura per circa 4 ore se non aperto).  5) Scollegare gli elettrodomestici sensibili: disconnettere computer, Tv e altri dispositivi elettronici per evitare danni quando la corrente si ripristina.  6) Proteggere persone vulnerabili: prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone con necessità mediche speciali. 7) Seguire solo i canali informativi ufficiali: evitare di diffondere notizie non verificate e consultare gli aggiornamenti delle autorità competenti.  8) Disporre di una radio a batterie: essenziale per ricevere informazioni in assenza di rete elettrica e internet.  9) Riattivare gradualmente gli elettrodomestici: al ritorno della corrente, accendere i dispositivi uno alla volta per evitare sovraccarichi.  10) Tenere un kit d'emergenza a portata di mano: includere acqua, cibo a lunga conservazione, medicinali essenziali e una piccola scorta di contanti.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, scoppia caso Douglas Luiz: “Io sto bene, perché non gioco?”

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(Adnkronos) – Scoppia il caso Douglas Luiz alla Juventus.Il centrocampista brasiliano, arrivato in estate a peso d'oro dall'Aston Villa ma ormai ai margini del progetto bianoconero, ha risposto oggi, martedì 29 aprile, a un commento sul suo profilo ufficiale Instagram, alimentando le polemiche per il suo scarso utilizzo.

Sotto una foto che lo ritraeva durante un allenamento alla Continassa, un tifoso della Juve ha chiesto "Ma sei venuto a Torino per mettere i post su Instagram o per giocare?", scatenando la piccata risposta di Luiz: "Non sono venuto qui solo per pubblicare foto, nessun altro l'ha fatto, e voglio che le cose siano diverse.Sono venuto qui con uno scopo.

Ho ascoltato il mio cuore quando sono arrivato e ho deciso di firmare". "Ora voglio che mi rispondiate: perché un acquisto come il mio non ha giocato due partite consecutive con questa maglia?", ha continuato il brasiliano, puntando evidentemente il dito contro gli allenatori avuti finora, Thiago Motta prima e Tudor poi, "Potete dire quello che volete alla stampa più tardi: 'Oh, Douglas non è in forma'.Non sono forse in forma io?

Ho fatto tutta la preseason e ho giocato ogni partita.Avevo appena avuto una delle migliori stagioni della mia carriera, uno dei migliori centrocampisti della Premier League". "Gli infortuni mi hanno ostacolato, sì.

Ma per quanto tempo sono rimasto in panchina mentre ero in salute?Molto", ha continuato Douglas Luiz, "questi infortuni non erano normali.

Non sono mai stato un giocatore che si infortuna, ma ci sono così tante cose che potrebbero aver causato questo che preferirei non commentare.Continuerò a fare tutto per questo club, anche se a volte è difficile, non è facile, ma potete contare su di me!". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, volta pagina dopo Kalinskaya: chi è la nuova fidanzata?

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(Adnkronos) – Dopo la rottura con Anna Kalinskaya, Jannik Sinner ha ritrovato l'amore.O almeno questo è quello che mostrano le foto di 'Chi' che ritraggono il tennista al fianco di una nuova fiamma: la 31enne e modella russa, Lara Leito.  La prima uscita pubblica con la presunta fidanzata Lara è avvenuta al Monte Carlo Country Club dove il tennista ha ripreso gli allenamenti per preparasi agli Internazionali (tornerà in campo dopo i tre mesi di squalifica per il caso Clostebol).

Secondo quanto riporta Chi, ad assistere alla sessione di allenamento di Sinner questa volta era presente anche Lara Leito, che si è accomodata in tribuna facendo il tifo proprio per lui.  Non solo, la modella russa si sarebbe alzata dagli spalti per salutare il team di Jannik, dimostrando così una certa "familiarità con l'entourage del tennista", riporta il magazine di Alfonso Signorini.  A rincarare la dose è stato l'abbraccio e il bacio scattato al termine dell'allenamento: "Jannik si è avvicinato, l’ha abbracciata con naturalezza e insieme si sono diretti al ristorante del circolo.Dopo circa un’ora, usciti fianco a fianco, sono stati visti allontanarsi a bordo della Audi RS6 ABT Legacy Edition di Sinner.

Lei è scesa in centro, e proprio lì, prima di salutarsi, è scattato il bacio", si legge a corredo degli scatti esclusivi che dimostrano l'affinità e la complicità nata tra Lara e Sinner. Lara Leito è una modella russa, nota per frequentare eventi esclusivi del Principato e della Costa Azzurra.Tra le sue precedenti relazioni, c'è quella con Adrien Brody, l'attore statunitense che ha conosciuto nel 2012.

In precedenza è stata legata all’attore francese Olivier Martinez. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cataratta, online vodcast dedicato alle novità di chirurgia riabilitativa

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(Adnkronos) – La cataratta – che si manifesta con una diminuzione della vista e la difficoltà di riconoscere i volti, specie dopo i 70 e 80 anni, a causa della progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio – non è collegata solo all'invecchiamento. "La cataratta può essere causata anche da traumi, terapie farmacologiche o altre patologie oculari.Oggi, però, l'approccio è cambiato: non parliamo più solo di chirurgia della cataratta, ma di chirurgia del cristallino", spiega Vittorio Picardo, specialista in oftalmologia, nel terzo episodio del vodcast 'Guardiamoci negli occhi', una serie dell'Oculista Italiano realizzata da Adnkronos, pubblicato oggi e disponibile nella sezione podcast di Adnkronos.com e su l'oculistaitaliano.it.

con il titolo 'Cataratta, perché oggi vedere bene è più facile'.  Si tratta di un cambio di paradigma importante, anche grazie alle innovazioni tecnologiche. "Un tempo si aspettava che la cataratta fosse molto avanzata prima di intervenire – illustra Picardo – Oggi invece, grazie a strumenti sempre più sofisticati e materiali innovativi, possiamo operare prima, migliorando la qualità della visione e della vita".Le lenti intraoculari, nate dopo la seconda guerra mondiale, hanno fatto passi da gigante. "Sono nate quasi per caso, osservando che i frammenti delle cupole degli aerei militari non causavano rigetto una volta penetrati nell'occhio – ricorda l'esperto – Da lì la visione geniale del chirurgo Ridley che pensò di sostituire il cristallino umano con un materiale simile".  A raccontare l'evoluzione delle lenti è Vincenzo Orfeo, responsabile dell'Unità operativa di Oculistica della Clinica Mediterranea di Napoli: "Negli ultimi vent'anni abbiamo fatto enormi progressi.

Oggi ci sono lenti di nuova generazione, come le Edof, che permettono una visione continua da lontano e a distanze intermedie, ideali per l'uso del computer.E in molti casi, i pazienti riescono anche a leggere senza occhiali".

La chirurgia è quindi sempre più "su misura" e non si limita a restituire la vista, ma punta a rispondere alle esigenze di ciascun paziente. "Possiamo intervenire anche prima che la cataratta sia avanzata – precisa Orfeo – Già dai 50-60 anni, quando il cristallino diventa disfunzionale, possiamo sostituirlo con uno nuovo e multifunzionale".Ma la tecnologia non riguarda solo le lenti. "Oggi abbiamo diagnostica avanzata e sistemi robotici di altissima precisione – sottolinea Antonio Randazzo, chirurgo oftalmologo a Catania – Questo ci consente di selezionare meglio i candidati per le lenti 'premium' e prevedere con maggiore accuratezza i risultati post-operatori".  La conoscenza è parte integrante del successo dell'intervento. "Il paziente di oggi è più informato, fa domande complesse e ha grandi aspettative – evidenzia Carmelo Chines, direttore della testata L'Oculista Italiano – Il nostro compito è creare un ponte tra l'innovazione e la comprensione, offrendo risposte personalizzate, concrete".

Il ruolo del paziente, infatti, non finisce in sala operatoria. "La collaborazione dopo l'intervento è fondamentale – rimarca Picardo – L'uso corretto dei colliri, l'igiene, il rispetto delle indicazioni post-operatorie incidono molto sul risultato finale".E non è solo una questione visiva. "Riacquistare una vista limpida – suggerisce Chines – aiuta a prevenire cadute, riduce l'isolamento sociale e migliora la qualità della vita.

Non parliamo solo di occhi, ma di benessere generale". La chirurgia della cataratta oggi è molto più che un intervento di routine: è un percorso personalizzato, altamente tecnologico e sempre più precoce.Con il giusto dialogo tra medico e paziente, anche un disturbo comune come questo può trasformarsi in un'occasione per ritrovare non solo la vista, ma anche una nuova vitalità, come racconta il nuovo episodio del vodcast di 'Guardiamoci negli occhi' dal titolo 'Cataratta, perché oggi vedere bene è più facile', online sulla sezione podcast di Adnkronos.com, sul canale YouTube di adnkronos.com e su l'oculistaitaliano.it.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uomo, sessantenne e senza dottorato: l’identikit del Ceo italiano

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(Adnkronos) –
Gli amministratori delegati italiani sono i più anziani in Europa.Infatti, oltre la metà ha 60 anni, è uomo e rimane in carica per sei anni.

Anche sotto il profilo della diversità di genere le cose, nel nostro Paese, non vanno meglio.Unico Ceo donna tra le 40 società quotate al Ftse risulta Giuseppina Di Foggia, alla guida di Terna dal 2023.

Per quanto concerne la formazione degli amministratori delegati nostrani, solo il 38% è in possesso di un dottorato.Molti di essi hanno, inoltre, esperienze pregresse in ruoli apicali, in particolare nel settore esecutivo (53%), in quello finanziario (13%) e operativo (28%).

Solo il 13% arriva a ricoprire tale incarico verso i 45 anni; il restante lo assume superati i 55. Questa è la fotografia scattata dal report annuale 'Route To The Top', l’indagine condotta da Heidrick & Struggles – società di headhunting, leader a livello globale nella ricerca di executive – sulla figura dell'amministratore delegato odierno in Europa, America, Asia e Africa. Rispetto al 2024, si assiste a un incremento dell'età media di questi top manager di circa 10 anni, collocando l'Italia all'ultimo posto in Europa.Numeri più alti, tuttavia, si riscontrano tra i Ceo americani, dove il dato anagrafico supera addirittura i 60 anni.

Ad affidare questi incarichi ai più giovani sono Francia e Danimarca, dove molti amministratori delegati ancora non hanno compiuto mezzo secolo, e Irlanda, che nel 31% dei casi assegna il ruolo a chi ha meno di 45 anni. Continua a restare marginale il ruolo delle donne nel processo decisionale delle aziende quotate, nonostante la legge Golfo-Mosca.In Europa fanno meglio di noi, ma pur sempre in linea con i risultati dello scorso anno: Francia, Finlandia e Danimarca, dove la percentuale di donne amministratrici delegate oscilla tra l’8 e il 13% rispetto al nostro 3%.

Mentre a livello mondiale, sebbene la media non superi l’8%, i Paesi che registrano il numero maggiore di amministratrici sono: Australia, Nuova Zelanda e Singapore, ma anche in questo caso la percentuale non scavalla il 20%.  Niccolò Calabresi, managing partner Southern Europe di Heidrick & Struggles, commenta: “Ci troviamo di fronte a due ordini di problemi: il primo riguarda il tempo di permanenza nel ruolo, che ostacola il ricambio generazionale non lasciando spazio all’ingresso di nuove figure di talento.Il secondo, invece, è la presenza di donne in posizioni apicali completamente in stallo.

La pipeline verso la leadership al femminile è bloccata anche per colpa delle poche candidature". "E’ come se le donne temessero di non essere all’altezza di ricoprire certi incarichi e, di conseguenza, si candidano solo quando soddisfano il 100% dei requisiti richiesti rispetto agli uomini che si propongono pure se sono qualificati al 60%.Queste condizioni limitano parecchio la ricerca di nuove strategie innovative e contaminazioni, due fattori che hanno sempre reso le aziende più performanti sotto molteplici punti di vista", conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo inizio per Chiara Ferragni, ora è azionista di maggioranza del suo brand

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(Adnkronos) –
Chiara Ferragni è diventata azionista di maggioranza del suo brand.Un nuovo inizio e un "punto da cui ripartire" che racconta la stessa imprenditrice sui propri canali social: da ora il 99% di Chiara Ferragni Brand è suo. "Non è solo una questione di quote o di percentuali: è un inizio", scrive su Instagram. "Questa decisione è un passo concreto. È la scelta di rimettere le mani sulla mia storia, senza delegare, senza più fare finta che tutto vada bene quando non va. È assumersi il peso e la bellezza di guidare, decidere, cambiare. È essere libera per la prima volta – continua – nel portare avanti il mio brand e il mio nome". 
Dopo il 'Pandoro-gate' un nuovo capitolo.

Chiara Ferragni spiega che non vuole "raccontare una favola, le favole non esistono" ma che sa di stare provando "a costruire qualcosa di nuovo.Con fatica, lucidità e responsabilità".

Ai suoi follower promette che non "racconterò una rinascita perfetta, quella non sto riuscendo a viverla nemmeno io.Vi racconterò la realtà: fatta di alti e bassi, imperfetta, mia.

E questo è l'unico punto da cui ripartire". —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Sula, nuova lettera di Mark Samson: “Lei cercava altri”

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(Adnkronos) – Il 23enne Mark Samson, reo confesso dell'omicidio di Ilaria Sula, in una lettera inviata ai pm, racconta oggi, martedì 29 aprile, la sua versione delle ore precedenti all'aggressione alla studentessa, uccisa nell'appartamento di famiglia in via Homs nel quartiere Africano a Roma. "Dalle 22.15 a mezzanotte abbiamo parlato della nostra relazione, del fatto che mi dava fastidio e mi ero stancato di aspettare e lei nel frattempo cercava altre persone con cui legare" scrive. "Si era fatto tardi e quindi mi chiese se poteva rimanere a dormire da me.Le ho dato un pigiama con cui potesse dormire comoda".  "Ci siamo stesi sul mio letto e abbiamo iniziato a parlare delle cose belle vissute insieme, le esperienze, i viaggi, e i nomignoli che ci siamo dati – scrive Samson – 'Amore', 'tesoro', 'vita', per poi passare a quelli albanesi 'shpirt', 'zemra ime' (lei era di origini albanesi, ndr.) e a quelli filippini 'bebe ko', 'mahal', 'asawa'". Nella lettera Samson racconta anche le fasi dopo l'accoltellamento di Ilaria Sula, poi, abbandonata senza vita in fondo a un dirupo nella zona di Capranica Prenestina. "Ho aperto tutti gli sportelli dell'auto per vedere se il trolley entrava sui sedili al posto del portabagagli, ma invano", "porto il trolley fuori dal condominio, era una giornata con un sole splendente, abbagliante.

Vedo due ragazze che vengono nella mia direzione, le lascio passare e subito dopo sollevo il trolley senza l'aiuto di nessuno: apro il vano portabagagli e mi fermo un attimo per riprendere le forze".Poi, scrive Samson, fornendo la sua versione "risollevo la borsa e la sistemo sul lato destro del portabagagli e parto senza una direzione precisa.

Mezz'ora dopo le 16 circa mi fermo da un tabaccaio e compro le sigarette e un accendino". I pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano al ragazzo l'omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e l'occultamento di cadavere.La madre di Samson è indagata, invece, per concorso in occultamento di cadavere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Marcell Jacobs a Belve: “Spiato da fratello di Tortu, notizia mi ha sconvolto”

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(Adnkronos) –
Marcell Jacobs sarà ospite questa sera, martedì 28 aprile, a 'Belve', il programma cult di Rai2 ideato e condotto da Francesca Fagnani.  Il campione olimpico e primatista europeo dei 100 metri si racconta in un’intervista intima e profonda, risponde con grande sincerità a Francesca Fagnani sull’inchiesta della Procura di Milano (su accessi illegali alle banche dati dello Stato) da cui emerge il presunto coinvolgimento di Giacomo Tortu, fratello e manager dell’atleta Filippo Tortu. Tortu avrebbe pagato una società di investigazione per spiare Jacobs accedendo alle sue analisi e ai suoi certificati del sangue, ma anche al suo cellulare. "Come ha vissuto questa violazione?", gli chiede la giornalista. "Sinceramente sono rimasto abbastanza male.Una notizia che mi ha un po’ sconvolto perché non me lo sarei mai aspettato".  "Secondo lei cosa speravano di trovare?", prosegue Fagnani. "Nel momento in cui io ho vinto le Olimpiadi ho, tra virgolette, oscurato un po’ quello che era il percorso che Filippo aveva fatto dal 2018.

Pensavano che magari io utilizzassi doping…Il fatto che abbiano violato la mia privacy è stata la cosa che mi ha veramente dato più fastidio". "Lei ha detto che tra lei e Filippo c'è sempre stata una rivalità che pensava si fermasse in pista", prosegue Fagnani. "Per come lo conosco e per come l'ho vissuto da Tokyo a oggi, non potrei mai pensare che lui fosse a conoscenza di questa cosa", spiega Jacobs.  Se dovesse emergere che in qualche modo Filippo Tortu sapesse "sarebbe una bella batosta, personale e per tutta la squadra della staffetta", spiega l’atleta, che poi confessa che non ha ancora avuto "l'occasione di vederlo" e che "sicuramente nel primo approccio ci sarà un po’ di imbarazzo".  "Ha licenziato il fratello?", gli chiede Fagnani. "Non penso. È il fratello…", risponde Jacobs, che dopo un lungo e significativo silenzio aggiunge: "Io l'avrei fatto”.  Seduto sull’iconico sgabello di Belve, Jacobs risponde con grande sincerità a Fagnani.

La giornalista gli chiede della sua infanzia e del mancato rapporto con il padre. “Da piccolo mentivo a me stesso e anche agli altri, facendo credere che mio padre fosse un super eroe che amavo e ammiravo.Però dentro di me soffrivo.

Alle elementari vedevo i disegni dei miei compagni che avevano una famiglia e io invece disegnavo solo mia madre”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, la denuncia dell’Onu: “Staff torturato e usato da Idf come scudo umano”

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(Adnkronos) – Cinquanta dipendenti dell'Agenzia dell'Onu che si occupa dei rifugiati palestinesi, l'Unrwa, sarebbero stati usati come scudi umani, privati del sonno, attaccati dai cani, minacciati e torturati dalle Idf dal 7 ottobre del 2023.A denunciarlo è Philippe Lazzarini, il direttore generale dell'Unrwa. "Sono stati trattati nel modo più scioccante e disumano", ha scritto su 'X'.  "Hanno riferito di essere stati picchiati e usati come scudi umani.

Sono stati sottoposti a privazione del sonno, umiliazioni, minacce di violenza a loro e alle loro famiglie e attacchi da parte di cani.Molti sono stati costretti a confessare'', ha aggiunto Lazzarini. "Per il personale dell'Unrwa il dovere umanitario si scontra con brutalità", ha detto ancora il direttore generale Unrwa, che ha chiesto "giustizia e responsabilità per i crimini e le violazioni del diritto internazionale commessi nella Striscia di Gaza". "I contatti con i mediatori non sono cessati e i recenti colloqui al Cairo non hanno portato a progressi verso un accordo di cessate il fuoco".

Lo ha dichiarato un alto funzionario di Hamas al canale Palestine Today, affiliato alla Jihad Islamica. "Il movimento non ha ricevuto nuove proposte al Cairo.Hamas rifiuta soluzioni parziali e temporanee", ha aggiunto, smentendo i funzionari egiziani che avevano riferito di una "svolta" nei negoziati, a sua volta smentita stamattina da funzionari israeliani. I recenti attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza avrebbero ucciso intanto tre importanti terroristi, di cui uno affiliato ad Hamas che ha guidato l'attacco a Kissufim il 7 ottobre 2023.

Lo ha reso noto l'Idf, precisando che quest'ultimo è Sa'id Abu Hasnan, un membro della forza Nukhba di Hamas del battaglione Deir al-Balah, "che si è infiltrato in Israele e ha comandato l'attacco a Kissufim".E' stato inoltre ucciso Mustafa al-Mutawwak, capo delle operazioni del battaglione Jabalia di Hamas, che ha guidato gli attacchi contro le truppe israeliane a Gaza. Giovedì scorso – prosegue l'esercito – era morto in un attacco a Gaza City Ali Naddal Husni Sarfiti, membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Sarfiti era stato incarcerato in Israele tra il 2002 e il 2015 per il suo coinvolgimento in attività terroristiche, tra cui l'addestramento militare fornito e la pianificazione di un attentato suicida per conto del Fplp. "Dopo il suo rilascio, negli ultimi anni ha compiuto attacchi terroristici in territorio israeliano", afferma l'Idf, aggiungendo che era in contatto con agenti terroristici in Cisgiordania e che aveva trasferito loro milioni di shekel per gli attacchi. 
Il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese Mohammed Mustafa, in un'intervista a 'Repubblica', ha dichiarato che "Hamas come partito politico è benvenuto nell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) se accetta i principi a cui i suoi membri aderiscono: e dunque l'idea che la pace deve essere raggiunta senza violenza e senza armi in base alla soluzione dei due Stati.Per quanto riguarda il governo: l'esecutivo che io guido è un governo tecnico, non ci sono rappresentanti di partito né possono esserci.

Questo vale per Hamas così come per Fatah.Ed è chiaro che non possono esserci armi in Palestina che non siano quelle che rispondono all'autorità centrale". "I nostri problemi con Hamas non sono iniziati il 7 ottobre 2023 – chiarisce il premier dell'Anp – Hamas ha preso il controllo di Gaza dal 2007 e questo ha avuto un impatto notevole sulle vite di tutti i palestinesi.

Il 7 ottobre ha chiaramente modificato lo scenario, ma credo che ora sia chiaro a tutti che la soluzione verrà solo quando Gaza sarà riunita con il resto della Palestina.Deve esserci un unico Stato, un'unica legge, e un'unica autorità che controlla le armi. È questa la realtà che dobbiamo costruire per aiutare Gaza a ripartire: sarà difficile, serviranno i soldi e il supporto della comunità internazionale.

Ma stiamo già lavorando". Parlando della mediazione americana nella guerra con Israele, Mustafa afferma che "la posizione del presidente Trump sul Medio Oriente è chiara e il suo ruolo sulla scena internazionale è forte.Noi capiamo che in questo momento si sta occupando di molte cose: penso all'Ucraina e all'Iran.

Ma io credo che quando verrà il momento, saprà indicare un accordo improntato a pace e giustizia.Senza la fine della guerra a Gaza non si potrà parlare del resto: è urgente che finisca la guerra.

A metà maggio Trump sarà in Arabia Saudita, a giugno ci sarà una conferenza a New York promossa dall'Arabia Saudita e dalla Francia: speriamo che si arrivi a risultati concreti". Mustafa si sofferma anche sulla posizione di Bergoglio riguardo uno Stato palestinese: "Papa Francesco ha fatto una grande differenza nella maniera in cui noi palestinesi siamo visti: non solo in Vaticano, ma nel mondo.Negli ultimi anni il movimento per il riconoscimento dello Stato palestinese ha avuto a livello globale una grossa spinta.

Su questo credo che il fatto che il nostro Stato sia riconosciuto dal Vaticano ha avuto un importante impatto.Per questo, per il supporto che ha sempre dato alla pace e per aver riconosciuto sin dal primo momento la sofferenza di Gaza, gli saremo sempre grati.

Credo e spero che quanto ha fatto non si fermerà alla sua persona: papa Francesco ha costruito un ecosistema di supporto alla Palestina, un'eredità che mi auguro che il suo successore, chiunque sia, porterà avanti". "Per il futuro della nostra regione non c'è altra strada se non il dialogo e la coesistenza – conclude il premier – Alla fine anche il governo israeliano si dovrà arrendere a questa evidenza.Non credo che Israele sia più sicuro oggi dopo 19 mesi di guerra, con uno degli eserciti più forti del mondo che combatte contro una milizia e che ancora non può dire di aver vinto.

Non credo neanche che oggi Israele abbia più amici di prima nel mondo.Questi mesi dimostrano che la guerra non è la soluzione.

La soluzione sono i diritti, la pace, la riconciliazione: noi continuiamo a sperare che questo si possa raggiungere.Lo speriamo anche di fronte alle violenze quotidiane dei coloni, a quello che accade a Gaza e alle scelte folli del governo Netanyahu.

Come diceva il Papa, la speranza non delude mai  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vespa Rosa, Marta Mari: L’amore per la Juve Stabia non ha confini e anche da oltre oceano è forte più che mai

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La protagonista della nostra rubrica “La Vespa Rosa” dedicata alle tifose della Juve Stabia è Marta Mari.

Intercettata telefonicamente oltre oceano ha rilasciato alcune dichiarazioni sul suo essere tifosa delle Vespe:

“Dal 2012 vivo in Brasile, nello stato di San Paolo. In questi anni ho imparato ad amare questa terra e il suo calcio tanto da diventare tifosa del Corinthians, la squadra del popolo. Il suo spirito mi ricorda quello della mia Juve Stabia: una squadra che rappresenta il cuore della gente e che lotta sempre con passione e orgoglio.

Essere tifosa stabiese all’estero è molto più di una semplice passione sportiva: è un legame profondo con le proprie radici. È portare Castellammare nel cuore, ovunque io vada. È spiegare a chi non conosce la Juve Stabia che dietro quei colori c’è una città intera, una storia di sacrificio, dignità e amore vero per il calcio.

Domenica 27 aprile 2025 ho vissuto un momento che non dimenticherò: sono andata allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, vestita con la maglia e la sciarpa della Juve Stabia. Camminare tra la folla con i nostri colori addosso in uno stadio che è simbolo del calcio mondiale è stato emozionante.

In tanti si sono avvicinati a chiedere: “Che squadra è quella?” E io, con il sorriso e l’orgoglio nel cuore, ho raccontato della mia squadra, della mia città, della nostra passione.

Essere lì, in quel luogo così iconico, e poter rappresentare la Juve Stabia è stato un onore immenso. Un piccolo gesto, forse, ma carico di significato: perché l’amore per la propria terra e per la propria squadra non ha confini. Ovunque io vada, resterò sempre una vespa.”

Peppa Pig avrà una sorellina: l’annuncio ufficiale

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(Adnkronos) – Grande attesa per l'arrivo di un nuovo membro nella famiglia di Peppa Pig, la simpatica maialina protagonista dell’omonimo cartone animato in onda su Rai Yoyo.Dopo l'annuncio della gravidanza di Mamma Pig lo scorso 27 febbraio, che ha suscitato entusiasmo tra i piccoli fan di tutto il mondo, è finalmente stato svelato il sesso del nascituro: Peppa e George avranno una sorellina. I piccoli fan di Peppa potranno rivivere questa scoperta con Peppa e George attraverso un video speciale, in cui i due fratellini si chiedono se preferirebbero avere un fratellino o una sorellina ma per scoprirlo, dovranno far scoppiare il palloncino pieno di coriandoli colorati che rivelerà finalmente il tanto atteso segreto.

Per assistere a questo speciale gender reveal, tutti i bambini italiani potranno sintonizzarsi sabato 3 maggio sul canale YouTube di Peppa Pig. Sono ormai passati 20 anni da quando la simpatica maialina ha fatto la sua comparsa sugli schermi del Regno Unito.Dal suo debutto, Peppa ha raggiunto ogni angolo del pianeta, tanto che oggi le sue avventure vengono tradotte in più di 40 lingue e sono trasmesse in 180 Paesi.

Approdata in Italia nel 2008, è la serie più amata dai bambini dai 3 ai 5 anni, che ha conquistato tutti con le sue storie semplici e genuine, capaci di trasformare piccole avventure quotidiane in esperienze entusiasmanti. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corsa Champions, Sacchi: “Impossibile fare pronostici. Ancelotti-Brasile? Farà bene”

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(Adnkronos) – La corsa Champions si infiamma.Il pareggio della Lazio contro il Parma, che ha chiuso la 34esima giornata di Serie A, ha animato un campionato mai così vivo, con cinque squadre racchiuse in tre punti per un solo posto, il quarto, in Champions League, con l'Atalanta terza che dista ulteriori tre punti dalla Juventus quarta. "La corsa Champions è davvero incertissima, con 5 squadre in tre punti, fare un pronostico è quasi impossibile", ha detto all'Adnkronos l'ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi. "Al momento la più in forma è la Roma, con Ranieri che sta facendo un capolavoro.

La Juve è quarta ma è un punto interrogativo, non penso sia la favorita.Bologna e Lazio hanno alti e bassi ma giocano un buon calcio e anche la Fiorentina non va sottovalutata", ha commentato l'ex ct della Nazionale, "l'Atalanta la do per quasi sicura al terzo posto.

Per il quarto si deciderà all'ultima giornata.La cosa che mi fa piacere è che il gioco delle nostre squadre, non solo quelle di vertice, nel complesso è migliorato.

Si vede più coralità e meno individualismo.Siamo sulla buona strada, bisogna continuare così". Sacchi ha commentato anche la possibilità che Ancelotti, sempre più vicino all'addio al Real Madrid a fine stagione, diventi il nuovo ct del Brasile: "Carlo è un persona intelligente e un tecnico preparato, se dovesse andare a fare il commissario tecnico del Brasile, farà sicuramente bene, come ha fatto bene dovunque sia andato.

Carlo iniziò con me ai mondiali del 1994 negli Usa come vice allenatore.Da lì è partita per una carriera leggendaria". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)