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Meloni e scherzo russo: Calenda assolve premier, Conte attacca

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(Adnkronos) –
Lo scherzo russo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni accende il dibattito politico.La premier, a settembre, ha ricevuto la telefonata di due comici russi che hanno provato a coglierla in fallo in particolare sul tema della guerra tra Ucraina e Russia.

La presidente del Consiglio ha ribadito il sostegno dell’Italia a Kiev, senza ‘abboccare’ al tentativo dell’interlocutore – che si spacciava per il Presidente della Commissione dell’Unione Africana – di ottenere parole critiche nei confronti del ”nazionalismo” ucraino.  In Italia, il mondo politico si esprime sulla vicenda anche al di là dei contenuti della telefonata. “Nella vicenda della telefonata con i due comici russi, c’è stato indubbiamente un grave errore dell’ufficio del consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, che non ha fatto le opportune verifiche.Non ci pare tuttavia che tale errore si possa addebitare a Giorgia Meloni.

Per ciò che concerne il contenuto della telefonata, le conversazioni riservate e le posizioni pubbliche di un capo di governo sono cose da sempre distinte.Siamo convinti che la posizione del Governo Italiano sull’Ucraina rimarrà la stessa.

Strumentalizzare a fini di polemica politica quanto avvenuto rappresenta un errore ed è lesivo dell’immagine dell’Italia.Azione si asterrà dal farlo”, dice il segretario di Azione, Carlo Calenda. “Ho ascoltato la conversazione telefonica avvenuta tra la nostra Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e due comici russi.

In realtà lei pensava di parlare con un alto diplomatico africano, non si è accorta dello scherzo.Ed è veramente sconcertante apprendere che i nostri collaudati protocolli di sicurezza di Palazzo Chigi possano essere aggirati, penetrati in modo così plateale.

Ma è il contenuto di questa conversazione che trovo davvero ancora più sconcertante”, dice il presidente del M5S Giuseppe Conte. Meloni, secondo Conte, “ammette che non riesce più a intravedere una via d’uscita che non sia quella negoziale” e che “sta cercando anche lei di trovare il momento giusto perché tutti se ne rendano conto, soltanto, ed è qui la gravità, da un lato c’è la menzogna agli italiani, dall’altro c’è la codardia di non riuscire a rappresentare questa posizione agli alleati, di non riuscire a parlare in modo chiaro, alla pari con Washington.Quindi si conferma questo atteggiamento di passiva quiescenza ai diktat di Washington, l’incapacità di rappresentare gli interessi nazionali e europei”.   “Che figuraccia per l’Italia e per Giorgia Meloni.

Due comici russi hanno beffato Palazzo Chigi e hanno parlato con la Premier spacciandosi per leader africani.Avendo lavorato qualche anno a Chigi mi chiedo come sia possibile raggiungere un livello di superficialità così devastante che fa fare una figuraccia non solo alla Meloni ma alla Repubblica Italiana”, scrive su Facebook Matteo Renzi. “Due considerazioni – continua Renzi – Nel metodo. 1.

Meloni deve farsi aiutare.Se questo è il livello della sua squadra, proprio non ci siamo.

E basta di dar sempre la colpa a qualcun altro. È in gioco la credibilità del Paese, possiamo smetterla con queste planetarie figure barbine? 2.Nel merito.

Giorgia Meloni dice che nessuno ascolta le sue proposte e che altri leader neanche le rispondono.Se è vero, è segno di debolezza.

Se non è vero, peggio mi sento.  Il tema viene esaminato anche da Lorenzo Guerini, presidente del Copasir. “Ho avuto, appena uscita la notizia, una conversazione telefonica con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Autorità delegata, Alfredo Mantovano, che mi ha utilmente e adeguatamente ragguagliato su quanto avvenuto.Al netto delle legittime considerazioni che ciascuno può formulare sull’episodio, è prioritario agire affinché simili circostanze non si ripetano in futuro, consapevoli che possono essere considerate, tra le diverse ipotesi, anche come attività con fini malevoli e che quindi necessitano della massima attenzione”, dice.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torrone dei morti: Amore mio non essere gelosa se la Juve Stabia amo più di te

A Castellammare di Stabia nella festa di ognissanti c’è l’usanza popolare di regalare un torroncino alla persona amata, il torrone dei morti, che quest’anno sembra aver avuto un risvolto particolare tra i tifosi della Juve Stabia come già avvenuto nel 2015.

Già da qualche settimana le vetrine di bar e pasticcerie sono colme di torroncini. Questi dolci assumono le più svariate forme, misure e gusti, e sono regalati alle persone amate.

La tradizione, dapprima campana, vuole essere un omaggio per esorcizzare, attraverso la dolcezza del torrone, l’angoscia ed il dolore per i cari defunti.

La tradizione del torroncino a Castellammare di Stabia

Diversa è, invece, la tradizione stabiese dove è proprio nel giorno dei Santi che si vuole celebrare l’amore attraverso il torrone: per lo più a forma di cuore. Come a voler ricordare alla propria donna, o alla propria madre, “ sei una Santa” per tutto ciò che fai in famiglia.

A Castellammare, dunque, il torrone amalgamato ad altri ingredienti, viene glassato e decorato con una frase personalizzata.

Sono diversi anni oramai che scritte frasi riguardanti la Juve Stabia compaiono su questo tipico dolce stabiese.

Il fine è amplificare l’amore provato per la propria donna. Lo scopo è anche quello di legare il sentimento dell’amata con l’amore sportivo verso la Juve Stabia.

Nel corso del tempo sono state, infatti, incisi i momenti calcistici più importanti delle vespe come a celebrare la bellezza assoluta.

Il torrone dei morti e la Juve Stabia

Oggi, visto il tormentone che la Curva Sud ha riprodotto per la Juve Stabia di questa stagione, sulle note della famosa canzone di Lady, Ivana Spagna , il torroncino più fantasioso riporta la frase” Amore mio non essere gelosa, se la Juve Stabia amo più di te!”.

Forse, in modo del tutto naturale, gli uomini, così facendo, si vogliono scusare con le donne per il tempo e l’impegno che l’amore calcistico ruba anche alla famiglia.

Ma un credo forte e radicato come quello per le vespe difficilmente si può spezzare. Dunque, secondo la prospettiva della Juve Stabia è proprio la dedica d’amore che rende il “torrone dei morti” per l’amata ancora più ricco di significato!

Hamas, la confessione: “Sentivo i bambini, ho sparato e ho ucciso”

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(Adnkronos) – “Abbiamo sentito il pianto di un bambino nella camera di sicurezza.Abbiamo sparato attraverso la porta, finché non abbiamo sentito più nessun rumore.

Cosa significa?Li abbiamo uccisi”.

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diffuso il video dell’interrogatorio di “terrorista di Hamas”, che ha ammesso di aver ucciso bambini nell’attacco del 7 ottobre a Kfar Aza. L’uomo, Amer Abu Ghosha, è un membro dei commando Nukhba di Hamas. “La nostra sola missione era uccidere.Non rapire.

Uccidere ogni persona e tornare a Gaza”, ha dichiarato.Il suo gruppo è arrivato a bordo di una jeep ed entrato nella comunità di Kfar Aza dopo aver fatto esplodere il cancello.

Una volta entrati, ha raccontato, gli uomini di Hamas sono andati avanti casa per casa, dando fuoco alle abitazioni e sparando alle persone. Abu Ghosha ha rievocato di aver sentito le grida di bambini piccoli dopo essere entrato in una casa e di aver sparato contro la porta della safe room dove erano rinchiusi fino a quando, dato che le grida erano cessate, ha ritenuto di averli uccisi. “In quel momento è arrivato l’esercito, i soldati hanno iniziato a sparare e abbiamo risposto.Siamo andati avanti per 10 minuti, poi ci siamo arresi”. Sono circa 3mila i “terroristi di Hamas” che hanno partecipato al sanguinoso attacco del 7 ottobre, secondo la stima delle forze di difesa israeliane. Circa un migliaio di loro sono stati uccisi in combattimenti nelle località israeliane attaccate, mentre altri 200 sono stati catturati dall’esercito israeliano.

Il resto ha fatto ritorno a Gaza, oppure à morto nell’area di confine.A quanto riferisce Times of Israel vi sono corpi di membri di Hamas vicino alla Striscia che non sono stati ancora recuperati.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente Roma, scontro auto-scooter a Ardea: morto un giovane, grave 14enne

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 33 anni è morto in un incidente avvenuto in tarda mattina di oggi 1 novembre a Tor San Lorenzo, frazione del comune di Ardea, in provincia di Roma.La vittima, morta poco dopo l’impatto, viaggiava su uno scooter insieme a un quattordicenne rimasto gravemente ferito e trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Bambino Gesù.

Lo scooter, secondo quando ricostruito finora, si è scontrato con un’auto che stava svoltando.L’automobilista, un uomo di 45 anni, è stato sottoposto ai test di alcol e droga.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Ardea, che hanno proceduto a effettuare i rilievi, e i carabinieri della compagnia di Anzio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Hamas: “Attacco 7 ottobre si ripeterà”

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(Adnkronos) – “Israele deve essere cancellato.L’attacco del 7 ottobre si ripeterà”.

Intervistato da una tv libanese, un membro dell’ufficio politico di Hamas, Ghazi Hamad, ha dichiarato che il suo gruppo è pronto a ripetere “due o tre volte” l’attacco del 7 ottobre, in cui sono stati uccisi 1400 israeliani. “Dobbiamo impartire una lezione a Israele, lo faremo due o tre volte.Il diluvio di Al Aqsa (l’attacco del 7 ottobre ndr) è stato soltanto la prima volta”, ha dichiarato Hamad all’emittente Lbc, secondo la traduzione pubblicata da Memri. “Israele è un paese che non ha posto sulla nostra terra, dobbiamo rimuoverlo perché rappresenta una catastrofe di sicurezza, militare e politica per le nazioni arabe e islamiche”, ha proseguito. “Dobbiamo pagare un prezzo?

Sì, e siamo pronti a pagarlo.Siamo una nazione di martiri e siamo orgogliosi di sacrificare martiri”, ha affermato. Una clip dell’intervista è stata condivisa sul social X dal ministro degli Esteri britannico James Cleverly. “Come può esservi pace se Hamas è impegnato nella distruzione di Israele?

Questo è un esponente di Hamas che si impegna a ripetere le atrocità del 7 ottobre ancora e ancora”, ha commentato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Matthew Perry, autopsia esclude fentanyl e metanfetamina

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(Adnkronos) –
La morte dell’attore statunitense Matthew Perry non è stata causata da un’overdose di fentanyl o metanfetamina.La star della sitcom “Friends” (1994-2004), dove interpretava Chandler Bing, personaggio dolce e spocchioso, è deceduto tragicamente nella sua vasca idromassaggio Jacuzzi sabato 28 ottobre all’età di 54 anni e i primi test hanno escluso la presenza di una delle due sostanze nel suo organismo al momento del decesso.

Nella casa di Los Angeles dell’attore sono stati trovati diversi medicinali, come anti-depressivi e anti ansia oltre a un farmaco usato per curare persone con bronchite cronica o enfisema. Come riportato da Tmz, sito di gossip dedicato alle celebrità americane, fonti delle forze della polizia hanno rivelato che gli investigatori hanno eseguito solo i primi test sull’attore.Sono in corso ulteriori esami tossicologici per verificare eventuale presenza di altre droghe nel sangue di Perry e se i livelli di eventuali farmaci prescritti fossero giunti a un livello dannoso.

I risultati di questi esami dovrebbero richiedere dai quattro ai sei mesi, e i dati saranno utilizzati dal medico legale per determinare la causa della morte. La polizia ha dichiarato che la morte di Perry è avvenuta in seguito a un sospetto annegamento e che non ci sono segni di violenza sul corpo ma la Divisione Omicidi-Rapine della polizia di Los Angeles ha preso in carico l’indagine sulla sua morte che ha scioccato Hollywood e i tanti fan della serie “Friends”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Parigi-Bercy, sorpresa Dimitrov: Medvedev eliminato

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(Adnkronos) – Daniil Medvedev eliminato al secondo turno dell’Atp Masters 1000 di Parigi-Bercy.Il russo, testa di serie numero 3, è stato sconfitto da Grigor Dimitrov.

Il bulgaro, che all’esordio ha battuto l’azzurro Lorenzo Musetti, si è imposto per 6-3, 6-7 (4-7), 7-6 (7-2) in 2h55′.Dimitrov affronterà ora il kazako Alexander Bublik, che ha avuto la meglio per 7-6 (7-3), 7-6 (7-3) sul cileno Nicolas Jarry.

La parte bassa del tabellone è terra di conquista dopo l’eliminazione dei due big principali: prima di Medvedev, infatti, ieri è uscito lo spagnolo Carlos Alcaraz, numero 2 del tabellone. Nella parte alta del main draw, avanza Novak Djokovic.Il serbo, numero 1 del mondo e del seeding, ha sconfitto l’argentino Tomas Martin Etceverry per 6-3, 6-2 e negli ottavi di finale affronterà l’olandese Talloon Griekspoor. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumore pancreas, svelato un meccanismo della malattia: lo studio italiano assist per cure

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(Adnkronos) –
Nuove speranze contro il cancro al pancreas grazie a uno studio italiano pubblicato su ‘Nature’ dagli scienziati del San Raffaele di Milano, sostenuto da Fondazione Airc, Consiglio europeo delle ricerche (Erc) e ministero della Salute.Un gruppo guidato da Renato Ostuni, a capo del laboratorio di Genomica del sistema immunitario innato dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Sr-Tiget) e professore associato all’università Vita-Salute San Raffaele, hanno scoperto un meccanismo inedito che promuove la crescita dell’adenocarcinoma duttale del pancreas (Pdac).

Si tratta di “un loop infiammatorio” basato sull’interazione fra macrofagi e cellule tumorali, che gli autori individuano come un possibile bersaglio per nuove cure: “Il blocco di questo meccanismo – spiegano – potrebbe essere utilizzato per aumentare l’efficacia delle immunoterapie contro il Pdac, ma anche come strategia preventiva in persone a rischio”.  I macrofagi – ricordano dal San Raffaele – sono un tipo di cellule del sistema immunitario innato, fondamentali per proteggere l’integrità dei tessuti e attivare rapide risposte protettive contro agenti patogeni e altre minacce esterne.Nei tumori, però, le funzioni dei macrofagi sono profondamente riprogrammate, al punto che queste cellule sostengono la progressione della malattia anziché contrastarla.

In particolare, i macrofagi associati al tumore (Tam) sono bersagli importanti dell’immunoterapia, perché una loro maggiore abbondanza è generalmente associata a resistenza ai trattamenti, a metastasi e a una minore sopravvivenza dei pazienti.Nel caso del cancro al pancreas, tuttavia, l’eterogeneità dei Tam e la complessità della loro interazione con il microambiente tumorale hanno reso difficile finora colpire queste cellule a scopo terapeutico. “Oltre a essere caratterizzato da un sistema immunitario compromesso che limita l’efficacia anche delle più avanzate immunoterapie – sottolinea Ostuni – il tumore del pancreas presenta una forte componente infiammatoria.

Ciò è particolarmente rilevante poiché l’insorgenza di danni ai tessuti e le risposte infiammatorie che ne conseguono, quali le pancreatiti, sono noti fattori di rischio per lo sviluppo neoplastico”.Se fino ad oggi non era chiaro da cosa dipendesse la capacità dell’infiammazione di favorire la crescita del cancro al pancreas, con questo studio i ricercatori hanno identificato uno dei meccanismi chiave. Il team del San Raffaele – dettagliano dall’Irccs meneghino – ha impiegato tecnologie innovative a singola cellula e metodiche di trascrittomica spaziale, in grado di svelare le caratteristiche molecolari di migliaia di singole cellule nel loro microambiente naturale.

In campioni di pazienti con tumore del pancreas, gli scienziati hanno così identificato un nuovo sottogruppo di macrofagi, chiamati IL-1β+ Tam e capaci di stimolare l’aggressività delle cellule tumorali vicine.Più precisamente, questi macrofagi inducono una riprogrammazione infiammatoria e promuovono il rilascio di fattori che, a loro volta, favoriscono lo sviluppo e l’attivazione degli stessi IL-1β+ Tam.

Ostuni lo definisce una specie di “circolo vizioso autoalimentato: i macrofagi rendono le cellule tumorali più aggressive, e le cellule tumorali riprogrammano i macrofagi in grado di favorire l’infiammazione e la progressione della malattia”.  Gli autori hanno anche osservato che gli IL-1β+ Tam non sono distribuiti in modo casuale, ma sono localizzati in piccole nicchie vicino alle cellule tumorali infiammate.Ed è proprio la vicinanza fisica tra macrofagi e cellule tumorali che potrebbe sostenere la progressione della malattia. “Abbiamo condotto esperimenti per studiare come interferire con questo circuito – riferiscono Nicoletta Caronni e Francesco Vittoria, tra gli autori principali dell’articolo – I risultati, seppure ottenuti per ora in studi solo di laboratorio, sono incoraggianti.

Questo approccio ha portato infatti a una riduzione dell’infiammazione e a un rallentamento della crescita del tumore del pancreas”. “Abbiamo fatto un bel passo avanti nella comprensione dei processi biologici alla base della malattia”, dicono gli autori. “Tuttavia – puntualizzano – siamo a uno stato di ricerca preclinica ancora distante dall’applicazione nei pazienti.I prossimi anni saranno essenziali per identificare le potenzialità e le modalità più appropriate per agire su questo nuovo bersaglio terapeutico”. Lo studio è il frutto della stretta collaborazione tra ricercatori e medici del San Raffaele, evidenziano dall’Irccs di via Olgettina.

Un dialogo, quello fra corsia e laboratorio, che “ci ha consentito di studiare con metodi molto avanzati le caratteristiche del sistema immunitario dei pazienti, identificando alcuni inediti bersagli terapeutici”, affermano Massimo Falconi, direttore del Pancreas Center, e Stefano Crippa, chirurgo pancreatico della stessa unità. Nell’approccio seguito da Ostuni e colleghi, inoltre, la pianificazione delle attività e l’interpretazione dei risultati degli esperimenti al bancone sono perfettamente integrate con l’analisi dei dati attraverso la bioinformatica. “Un metodo interdisciplinare ed efficace, indispensabile per condurre ricerca scientifica d’avanguardia”, rimarcano Federica Laterza e Giulia Barbiera, biologhe computazionali e tra le autrici principali dell’articolo. “Le mutazioni del Dna – commenta Ostuni – sono un elemento necessario, ma non sufficiente per lo sviluppo di un tumore.Le risposte infiammatorie e i danni ai tessuti possono cooperare con le mutazioni per aumentare il rischio di molte neoplasie, tra cui quelle del pancreas”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni e lo scherzo russo, cosa ha detto: le risposte sull’Ucraina

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(Adnkronos) – L’Italia sostiene l’Ucraina nella guerra contro la Russia e la posizione non cambia.Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al telefono nello scherzo-trappola architettato dai comici russi Vovan e Lexus, conferma il punto-cardine della politica estera italiana a sostegno di Kiev, Vovan e Lexus pubblicano sul proprio profilo VKontakte, principale social russo, gli audio della conversazione che avviene in inglese e che viene doppiata in russo nei 13 minuti complessivi, suddivisi anche in diversi file singoli. Nel passaggio relativo al conflitto tra Ucraina e Russia, Meloni afferma che “c’è molta stanchezza, da tutte le parti.

Ci avviciniamo al momento in cui ognuno capisce che serve una via d’uscita.Il problema è trovare una via d’uscita che possa essere accettabile per entrambi, senza distruggere il diritto internazionale.

Ho alcune idee sulla gestione della situazione ma aspetto il momento opportuno per metterle sul tavolo.La controffensiva dell’Ucraina forse non sta andando proprio come si aspettavano.

Procede, ma non ha cambiato il destino della guerra.Tutti si rendono conto che potrebbe durare molti anni se non cerchiamo di trovare qualche soluzione”, dice il presidente del Consiglio. A Meloni viene chiesto un giudizio sul nazionalismo ucraino, su cui l’interlocutore esprime un giudizio negativo.

Ma il presidente del Consiglio non si fa condizionare: “Non sono d’accordo.Il problema con il nazionalismo ce l’ha Putin.

Loro (gli ucraini, ndr) stanno facendo quello che devono fare e che hanno il diritto di fare, noi cerchiamo di aiutarli”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani: “Primi 4 italiani usciti da Gaza, sono in Egitto”

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(Adnkronos) –
Quattro italiani hanno lasciato la Striscia di Gaza e stanno bene, secondo le informazioni diffuse dal ministero degli Esteri.I quatto italiani, volontari di Ong internazionali, uno dei quali con moglie palestinese, nelle scorse settimane erano già localizzati presso la base Unrwa a Rafah.

Ora hanno attraversato il valico e sono in Egitto, assistiti da personale dell’Ambasciata d’Italia al Cairo, come riferisce una nota della Farnesina.  “Sono felice di confermare che un primo gruppo di italiani che avevano intenzione di lasciare Gaza è uscito dalla Striscia”, ha dichiarato il vice Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Ho appena parlato con i connazionali e con il funzionario dell’ambasciata al Cairo che li sta assistendo.Stanno tutti bene”, ha aggiunto il vicepremier. “Continuiamo a lavorare adesso per gli altri italiani e congiunti che sono ancora nella Striscia.

Contiamo di farli uscire con le prossime aperture, programmate da domani e per i prossimi giorni”. L’operazione, resa molto complessa dalla situazione sul terreno e dalla difficoltà nelle comunicazioni, è stata portata a termine grazie all’azione combinata dell’Ambasciata a Tel Aviv, del Consolato Generale a Gerusalemme e dell’Ambasciata al Cairo, col coordinamento dell’Unità di Crisi e l’apporto determinante della nostra intelligence.L’Ambasciata al Cairo, presente sul lato egiziano di Rafah, seguirà il successivo trasferimento dei 5, spiega la nota, riferendosi ai quattro italiani e alla moglie palestinese di uno di loro. Oltre agli italiani, circa 450 persone hanno lasciato Gaza stamani raggiungendo l’Egitto attraverso il valico di Rafah, a seguito dell’accordo raggiunto tra autorità israeliane e egiziane.

Il gruppo è formato in larga parte da cittadini internazionali, oltre che da persone con doppia cittadinanza e da palestinesi in gravi condizioni di salute, che saranno curati negli ospedali egiziani. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, attacco avanza: “Soldati a Gaza City”. Nuovo raid su campo profughi

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(Adnkronos) –
L’attacco di Israele arriva a Gaza City, mentre un nuovo raid colpisce il campo profughi di Jabaliya.L’offensiva delle forze armate prosegue e arriva ad un punto cruciale, secondo le news diffuse oggi 1 novembre dal generale di brigata Itzik Cohen, comandante della 162esima divisione delle Forze di difesa israeliane (Idf). “Siamo alle porte di Gaza city”, dice l’ufficiale. “E’ Hamas che ha scelto questa guerra, non noi”, sottolinea il militare, spiegando che la sua divisione “ha ricevuto un importante incarico, andare e finirla con Hamas”.

Negli ultimi cinque giorni, riassume, “abbiamo distrutto gran parte delle capacità di Hamas, attaccato le sue strutture strategiche, la sua gamma di esplosivi e i suoi tunnel sotterranei”. “Sarà un lungo compito”, ma questa “è una guerra per l’esistenza d’Israele” e “noi la vinceremo”, conclude.  Gli scontri tra le forze di difesa israeliane e Hamas nella zona di Gaza City proseguono: carri armati e fanteria dello Stato ebraico hanno preso di mira da ieri gli ingressi dei tunnel e le postazioni di lancio dei razzi.Il quotidiano britannico The Guardian spiega come i miliziani di Hamas hanno risposto con mitragliatrici e missili.

Secondo l’Idf sono stati colpiti circa 300 obiettivi da lunedì, tra cui avamposti militari di Hamas, e uccisi “numerosi” militanti, tra cui Nisam Abu Ajina, il comandante del battaglione Beit Lahiya di Hamas.I militari israeliani rendono noto di aver attaccato più di 11mila obiettivi nella Striscia dall’inizio della guerra, lo scorso 7 ottobre.  
Tredici soldati israeliani sono intanto morti nel Nord della Striscia di Gaza in seguito all’esplosione di un missile anti carro.

Le vittime hanno da 18 a 24 anni di età.Sempre ieri, altri due soldati israeliani sono rimasti uccisi in operazioni, di cui non sono stati forniti dettagli, nella Striscia. “I risultati significativi dei pesanti combattimenti in profondità nella Striscia di Gaza ci costano un prezzo elevato”, dice il ministro della Difesa israeliana, Yoav Gallant, commentando l’uccisione dei soldati. “Siamo pronti e preparati per un’offensiva lunga e complessa che richiede coraggio, determinazione e perseveranza”, aggiunge. 
Israele ha di fronte a se una “guerra lunga e difficile”, afferma il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, in risposta alla perdita di soldati israeliani. “Abbiamo così tanti risultati, ma anche perdite dolorose.

Sappiamo che ogni nostro soldato è un mondo intero.L’intero popolo di Israele abbraccia le famiglie delle vittime dal più profondo del cuore”, aggiunge, sottolineando che questa è anche “la più giusta delle guerre, la guerra per la nostra casa”. “Ve lo prometto, completeremo il lavoro.

Continueremo fino alla vittoria”, sottolinea il Premier.  La giornata è caratterizzata dal nuovo raid aereo delle forze militari israeliane contro il campo profughi di Jabalia.Vi sono numerose vittime, rende noto al Jazeera, descrivendo il bombardamento come “intenso e indiscriminato”.

Sarebbero centinaia le persone intrappolate sotto le macerie degli edifici rasi al suolo.Prima del raid, stati lanciati volantini in cui si sollecitavano i civili a lasciare il sito.

Sarebbero decine i palestinesi uccisi nel nuovo raid, denunciano fonti palestinesi sui social.Molti anche i feriti. Nella giornata di ieri il primo attacco israeliano al campo profughi nel nord di Gaza.

Secondo testimoni oculari e medici, riporta la Cnn, l’attacco ha ucciso un gran numero di persone e ha lasciato danni catastrofici.Un direttore dell’ospedale ha stimato che i morti sono stati “decine”.

Sette ostaggi sarebbero rimasti uccisi nei raid contro il campo profughi secondo quanto denunciano le brigate al Qassam, ala militare di Hamas.  Secondo le Idf, nel campo sarebbero nascosti terroristi di Hamas in un edificio a più piani vicino a una scuola, un ambulatorio e un ufficio dell’amministrazione locale.Nell’attacco è morto il comandante di Hamas Ibrahim Biari, coinvolto nell’attacco contro Israele del 7 ottobre. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bankitalia, cosa lascia Visco in eredità a Panetta: autonomia e indipendenza

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(Adnkronos) – I passaggi di consegne sono sempre pieni di significati.Quello appena avvenuto tra Ignazio Visco e Fabio Panetta alla guida di Bankitalia ruota intorno a un’eredità importante, quella che lasciano dodici anni in cui la banca centrale italiana ha fatto il suo mestiere, ha gestito gli incidenti di percorso, si è trasformata assecondando la rapida evoluzione del contesto esterno, senza farsi travolgere dalle pressioni di una politica che si è fatta in alcuni passaggi invadente e aggressiva.

Oggi, Panetta è il Governatore di una Banca d’Italia ancora autonoma, indipendente, capace di esprimere appieno il proprio mandato in Italia e all’interno del Sistema europeo delle banche centrali.Non era scontato che andasse così e va riconosciuto a Visco il merito di aver saputo tenere la barra dritta anche quando la navigazione è stata tutt’altro che agevole.  Ignazio Visco è diventato Governatore dopo Mario Draghi.

E’ stato Governatore con Mario Draghi presidente della Bce e con Mario Draghi Presidente del Consiglio.E Mario Draghi, negli ultimi dodici anni, è stata una presenza oggettivamente ‘ingombrante’ per il prestigio, il potere, la capacità di influire, la riconosciuta leadership dell’uomo che ha salvato l’Euro.

Visco ha saputo prima raccogliere il testimone e poi costruire una collaborazione leale, costruttiva, nel rispetto dei ruoli e senza cedere al rischio di due derive opposte, quella della sudditanza e quella contraria della gelosia competitiva.L’ha fatto appoggiandosi alle sue capacità di economista, ascoltando e rielaborando, collaborando con una struttura che ha guidato e difeso nel tempo, continuando a insistere sulle proprie convinzioni.

L’ha scritto lui stesso nella lettera con cui ha salutato tutti i dipendenti di Bankitalia, facendo riferimento a “metodo rigoroso, integrità e passione civile”.Un approccio che è servito “anche nei momenti più difficili, che pure non sono mancati e a volte, come è normale, nella dialettica del confronto e nella necessità delle decisioni”.  Tra i momenti difficili a cui pensa Visco ci sono i passaggi più complessi delle crisi economiche e finanziarie, l’acuirsi delle tensioni internazionali, le controverse decisioni della politica monetaria, la vigilanza messa alla prova dagli scandali bancari.

C’è sicuramente però anche il rapporto difficile con la politica, con una parte della politica, che ha voluto mettere in discussione quello che per Visco rappresenta la ragione principale di cinquant’anni di lavoro in Via Nazionale: l’integrità, “il senso profondo del nostro lavoro” l’ha definito Visco rivolgendosi ai dipendenti, l’autonomia e l’indipendenza della Banca.Di questi valori inviolabili ho avuto la possibilità di parlare a lungo con Visco in occasione di una intervista concessa a Fortune Italia, ormai più di cinque anni fa, sette mesi dopo aver iniziato il suo secondo mandato a Palazzo Koch.

In quella circostanza il banchiere centrale ha accettato di aprirsi a un racconto che oggi rivela il lascito principale che passa a Fabio Panetta.C’era stata la mozione di sfiducia voluta da Matteo Renzi, quando era leader del Pd, c’era stata l’esperienza complessa della commissione di inchiesta sulle banche, c’era stata poi la conferma di Visco arrivata per volontà del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e di Paolo Gentiloni, nel frattempo diventato Presidente del Consiglio.

Visco, allora, sintetizzava il senso della sua conferma per il secondo mandato con una frase importante: “é un attestato di fiducia verso l’Istituto e una valutazione positiva del nostro operato”.   Quello stesso concetto, che esprimeva insieme il banchiere centrale, l’economista e l’uomo che non trasmetteva senso di rivalsa ma profonda convinzione nelle proprie ragioni, torna oggi nelle parole che ha scelto per il suo passaggio di testimone a Fabio Panetta. “Lascio una Banca d’Italia autorevole, indipendente, profondamente rinnovata eppure ancora sempre aperta al rinnovamento e, nel mutare di temperie e ordinamenti, intimamente fedele alla sua storia e al suo impegno a perseguire, senza timori e senza compromessi, l’interesse della collettività”.C’è in queste parole tutta la sua eredità.

La raccoglie un altro uomo di Bankitalia che, ricorda Visco, “di questo impegno è stato al tempo stesso testimone e interprete”. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni come Sharon Stone in ‘Basic Instinct’, scoppia polemica social

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(Adnkronos) –
Chiara Ferragni si traveste da Sharon Stone nella notte di Halloween.L’influencer, con indosso un tubino bianco cortissimo e aderente, capelli biondi raccolti, un paio di décolleté bianche e una sigaretta accesa in mano ha voluto pubblicare per i suoi 29,7 milioni follower un video su Instagram che la ritrae mentre imita la scena epica del film ‘Basic Instinct’, dove la Stone, durante l’interrogatorio, accavalla le gambe facendo notare a tutti i presenti l’assenza di biancheria intima. “Dovevo ricreare questo momento iconico”, ha commentato l’influencer digitale sotto al video ma la performance non è stata apprezzata da tutto il popolo social: ”Non ha neanche un’unghia di Sharon Stone”, commenta un utente, ”Ora ha fatto vedere tutto”, scrive un altro utente.

Qualcuno le consiglia persino di aprirsi una pagina su Only Fans.Ma il video diventato virale ha fatto il giro del web ed è stato apprezzato da milioni di follower della nota imprenditrice: “Pazzesca”, ”meravigliosa”, ”sei meglio di Sharon Stone”, commentano sotto al video alcuni fan dell’influencer.

Insomma obiettivo raggiunto per la Ferragni che nel bene e nel male torna comunque a far parlare di se’.  (di Alisa Toaff) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme antisemitismo in Europa: dalla Francia alla Germania, crescono odio e intolleranza

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(Adnkronos) – Un incendio doloso nella sezione ebraica del cimitero di Vienna la scorsa notte, stelle di David tracciate ieri mattina sulle facciate di case parigine.In Europa è ormai allarme antisemitismo, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha riacceso manifestazioni di odio e intolleranza contro gli ebrei, nelle strade e online.

Manifestazioni vergognosamente iniziate sin dal 7 ottobre, quando l’attacco di Hamas ai kibbutz e le comunità agricole al confine con Gaza ha causato la morte di 1.400 civili, il maggior numero di ebrei uccisi in un solo giorno dopo la Shoah.  In Francia, dopo il 7 ottobre si sono registrati più di 850 episodi di antisemitismo e 6mila segnalazioni di odio on line.In Gran Bretagna, nei primi quattro giorni dopo l’attacco di Hamas sono stati rilevati 89 incidenti antisemiti, quattro volte di più dello stesso periodo nel 2022.

Nella sola Londra, fra il 7 e il 18 ottobre gli incidenti antisemiti sono stati 218, con un aumento del 13%, riferisce la polizia.  In Germania, il Centro di ricerca e Informazione sull’antisemitismo (Rias) ha documentato 70 incidenti entro il 18 ottobre, il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.Fra questi un caso di estrema violenza, un tentativo di incendiare un centro ebraico e una sinagoga a Berlino e stella di David tracciate su 12 edifici, una pratica particolarmente agghiacciante si pensa al passato nazista della Germania.

Il dato generale raccolto dalle autorità tedesche è ancora più allarmante, con una crescita del 240% degli episodi di antisemitismo.Mentre in Austria si arriva addirittura ad un più 300%.  “Riceviamo molte informazioni, molte chiamate ed email da ebrei che vivono in Europa, sia singoli che istituzioni, sinagoghe, scuole”, ha detto a Euronews il rabbino Menachem Margolis, presidente della European Jewish Association, parlando di una crescita di incidenti come non se ne vedevano da decenni.  Gli ebrei raccontano di ricevere “molte più osservazioni, occhiatacce, sguardi di odio, minacce di morte e di aggressione fisica”, afferma il rabbino, spiegando che molte famiglie stanno prendendo misure extra di protezione delle case.  
Da tutta Europa arrivano intanto storie di ebrei che evitano di uscire in casa con la kippah, il copricapo religioso, o che scelgono di non mandare i figli nei centri culturali ebraici o le sinagoghe.

Mentre nella città tedesca di Halle, teatro quattro anni fa di un attentato di estrema destra contro la sinagoga, la comunità ebraica locale ha cancellato una celebrazione che era prevista da tempo, malgrado la polizia avesse offerto una protezione rafforzata. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Cercasi foto storiche della chiesa”, nel borgo fantasma l’appello ai discendenti degli sposi

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(Adnkronos) – Cercasi foto storiche della chiesa di San Donato nel borgo fantasma di Celleno, in provincia di Viterbo.A lanciare un appello su Fb è lo stesso Comune che si rivolge direttamente agli abitanti della parte del nuova della cittadina per recuperare scatti della costruzione, andata distrutta, ma forse rimasta immortalata negli scatti di matrimoni celebrati tra la fine del 1930 e l’inizio del ’40.  “Il Comune di Celleno ha appaltato i lavori di consolidamento della chiesa di San Donato.

Gli scavi archeologici ci stanno restituendo molte informazioni su questa antica chiesa. È altrettanto importante ritrovare qualsiasi foto della chiesa prima del crollo della stessa, avvenuto durante la Seconda guerra mondiale”, si legge in un post rilanciato sulla pagina Fb del Comune. “Le foto ci servono per una ricerca storica sulla chiesa madre del borgo fantasma, della quale non abbiamo che rarissime foto”, sottolinea all’Adnkronos il sindaco di Celleno Marco Bianchi sottolineando che le istantanee possono essere utili sia nell’ambito dei lavori in corso per “il restauro conservativo della chiesa” sia per la memoria della comunità e “per avere stimoli nuovi, capire come era in passato”. Il Comune di Celleno ha recuperato la lista dei matrimoni celebrati all’interno della chiesa tra il 1938 ed il 1941 e l’ha postata su Fb. “Chiediamo ai discendenti di verificare se in casa, magari in una vecchia scatola di cartone, qualcuno di voi conserva le foto di qualcuno di questi matrimoni – si sottolinea – Il ringraziamento, fin d’ora, va a chiunque possa contribuire al recupero di un pezzo importantissimo della storia di Celleno e del suo territorio”.Come si ricorda sul sito web del Comune di Celleno, la chiesa di S.

Donato subì numerosi rifacimenti per terremoti o cedimenti, l’ultimo dei quali il 14 ottobre 1941.Qualche anno dopo la chiesa e tutto il centro storico, interessato sempre più da frequenti crolli, furono abbandonati, e la popolazione si trasferì nella parte nuova del paese. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto, al via quarta edizione 1000 Miglia Warm Up Usa

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(Adnkronos) – Tutto è pronto per l’inizio del 1000 Miglia Warm Up USA, l’evento nell’area di Washington Dc pensato per consolidare il brand 1000 Miglia negli Stati Uniti e preparare al meglio gli equipaggi stranieri ad affrontare la parte sportiva della Corsa che si svolge in Italia.Due le categorie di vetture ammesse: 1000 Miglia Era Car Class e Post 1000 Miglia Era Car Class.

La prima include sia gli esemplari che i modelli che hanno partecipato alla 1000 Miglia di velocità sia quelli prodotti nello stesso arco di tempo e che rivestono un valore storico e sportivo.La seconda comprende auto Sportive, Gran Turismo o Super Car prodotte dal 1958 nella loro configurazione originale.

Due categorie anche per gli equipaggi, la Veteran e la Novice. La giornata inaugurale di oggi sarà dedicata al training degli equipaggi che, sul circuito Summit Point, apprenderanno le regole delle gare di regolarità italiane e testeranno in pista il funzionamento dei pressostati.Il miglior equipaggio nelle Prove Cronometrate e di Media in circuito e nella navigazione con Roadbook da Summit Point a Middleburg si aggiudicherà il trofeo Micro 1000 Miglia.

Domani, 2 novembre, prenderà il via la Coppa Usa, una competizione in tre tappe di oltre 500 Miglia che manterrà come base il Salamander Resort e la città di Middleburg.  Nel corso della prima giornata di gara gli equipaggi attraverseranno lo Shenandoah National Park e affronteranno una serie di Prove Cronometrate lungo le strade della Barboursville Vineyards, incantevole tenuta nella campagna della Virginia; dopo un pranzo dal sapore italiano, la ripartenza per percorrere i 150 chilometri che li separeranno dal traguardo di tappa.Venerdì 3 Novembre la prima parte della giornata si concluderà al polo di addestramento per cavalli Beverly Equestrian e il pomeriggio sarà dedicato al Trofeo Middleburg, una sfida 1 vs 1 nel cuore della cittadina della Virginia.  Sabato 4 Novembre la chiusura a Washington DC: dopo il pranzo al Congressional Country Club di Bethesda nel Maryland, le auto entreranno nel cuore della Capitale costeggiando Lincoln Memorial, United States Capitol e White House e sfileranno sul suolo italiano dell’Ambasciata d’Italia a Washington prima dell’ultimo settore di gara verso Middleburg. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grosseto, consigliere posta foto Schlein e Bindi: “Buon Halloween”. Pd: “Si dimetta”

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(Adnkronos) – “Il consigliere Vasellini ha dato prova del suo sessismo postando una foto di Elly Schlein e di Rosy Bindi con scritto ‘Buon Halloween'”.La denuncia è di collettivo Kairos, federazione Gd Grosseto, Donne democratiche, federazione Pd Grosseto, Sinistra italiana, associazione Tocca a noi, che se la prendono con il consigliere comunale di Grosseto eletto nella lista civica del sindaco Andrea Vasellini chiedendone le dimissioni dopo che “venerdì in piazza ha richiamato al silenzio in modo aggressivo, sia verbalmente sia gestualmente, una delle manifestanti dicendole: ‘Stai zitta, a cuccia!'”.  “Il suo comportamento, che potrebbe erroneamente apparire come di poco conto, quasi buffo, è chiaramente inadatto al ruolo che svolge e ha nettamente superato il limite della decenza”, scrivono le associazioni, secondo cui “si tratta di un chiaro esempio del sessismo sistemico” che si ritrova anche nelle parole del sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna, quando “commenta l’elezione della segretaria del Pd Elly Schlein, dicendo ‘ma per 2 euro chi volevate Belen'”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni e la trappola dei comici russi: chi sono Vovan e Lexus

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(Adnkronos) –  Si chiamano Vovan e Lexus e sono i due comici russi che, con uno scherzo telefonico, hanno teso una trappola alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni cercando di carpire dichiarazioni sulla guerra tra Ucraina e Russia.Al secondo Vladimir Aleksandrovich Kuznetsov e Aleksei Vladimirovich Stolyarov, i due comici hanno all’attivo una lunga serie di scherzi: riescono a superare le barriere istituzionali e a contattare leader internazionale e figure di primo piano.

In genere, nel mirino finiscono figure che hanno posizioni critiche o distanti rispetto alla Russia.Per questo, Vovan e Lexus vengono considerati organici alla comunicazione del Cremlino e funzionali agli interessi di Mosca e dei servizi, a cominciare dall’Fsb, la principale agenzia di sicurezza. 
La ‘carriera’ del duo, che a parole rifiuta di essere considerati strumenti al servizio di Vladimir Putin, comincia nel 2014 con una telefonata all’allora presidente della Moldova, Nicolae Timofti.

A chiamarlo sarebbe stato il presidente.Tra le vittime nel 2015 spunta anche Elton John, perché Vovan e Lexus spaziano da politica a spettacolo.

Al cantante arriva addirittura una telefonata di Vladimir Putin: la discussione sui diritti dei gay in Russia spinge Elton John a pubblicare un post entusiasta sui social.Tocca al vero Putin chiamare il cantante e spiegare che è stato uno scherzo di due ‘mattacchioni’ senza scrupoli.

La lista si allunga: vengono beffati Mikhail Gorbachev e John McCain, dalla Russia agli Stati Uniti.Nel 2016 il colpaccio con lo scherzo al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ‘abbocca’ alla telefonata dei leader ucraini Petro Poroshenko e Arseniy Yatsenyuk.

L’imitazione di Poroshenko è particolarmente azzeccata, se è vero che ci casca nel 2019 anche il presidente della Nord Macedonia, Zoran Zaev.Nel 2019 la coppia si interessa al Venezuela.  A Juan Guaidò, leader dell’opposizione al regime di Nicolas Maduro, arriva la telefonata del sedicente presidente svizzero Ueli Maurer.

I comici provano a prendere in castagna Elliott Abrams, rappresentante speciale degli Usa per il Venezuela, e cercano di convincerlo ad esporsi su un intervento militare americano nel paese: missione fallita.Vovan e Lexus nel 2020 si trasformano in Greta Thunberg, con papà accanto, per parlare col principe Harry e con il premier canadese Justin Trudeau al quale, tra una frase e l’altra, viene prospettata l’ipotesi di lasciare la Nato.

Nel 2020, anno delle elezioni Usa che sanciranno la vittoria di Joe Biden contro Donald Trump, il duo è particolarmente attivo sul fronte americano.Ecco le telefonate a Bernie Sanders, senatore democratico in lizza alle primarie, e a Kamala Harris, destinata a diventare vicepresidente.

A novembre 2022, con la guerra tra Ucraina e Russia in corso da mesi, si spacciano per il presidente francese Emmanuel Macron e entrano in contatto con il presidente polacco Andrzej Duda, che mangia la foglia e chiude la conversazione.Nella rete cade anche la scrittrice J.K.

Rowling, sicura di parlare su Zoom con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.A febbraio di quest’anno, torna il collaudatissimo ‘finto Porosheenko’ che tiene al telefono Angela Merkel per parlare di Ucraina.

Poche settimane dopo, un falso Zelensky chiama Christine Lagarde: la presidente della Banca Centrale Europea. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fabio Panetta, l’identikit del nuovo governatore di Bankitalia

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(Adnkronos) –
Nome: Fabio.  
Cognome: Panetta. 
Nato: a Roma il 1 agosto 1959.  
Famiglia: coniugato con Cinzia Crescimanno, ha tre figli: Edoardo, Paolo, Giulia.  
Dove vive: nel centro storico della Capitale, nei pressi di via Veneto. 
Origini: ciociare.Suo padre, Paolino Panetta, nel dopoguerra è sindaco di Pescosolido, paese in provincia di Frosinone, nelle file della Dc.

Militanza politica anche per il fratello maggiore Giovanni, eletto in parlamento nel 1996 per i Cristiani democratici uniti prima di perdere la vita a soli 43 anni nel 1999 in un incidente automobilistico vicino ad Anagni. 
Studi: nel 1982 consegue la Laurea in Economia con lode all’università di Roma Luiss. 
Master: ha conseguito il master of Science in Monetary Economics alla London School of Economics e il PhD in Economics e finance alla London Business School 
Onorificenze: Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana 
Bankitalia: entra nel 1985 nel Servizio Studi.Dal 2007 al 2011 è Capo del Servizio Studi di Congiuntura e Politica Monetaria.

Vice Direttore Generale dall’8 ottobre 2012 al 9 maggio 2019 quando diventa Direttore generale.  
Bce: diventa membro del comitato esecutivo il 1 gennaio 2020 
Governo: i rumors dicono di un lungo corteggiamento per il ruolo di ministro dell’Economia che però Panetta avrebbe sempre rifiutato.Di fatto si diceva che avrebbe lasciato l’Eurotower solo per succedere a Ignazio Visco.

Da oggi è in carica come numero uno di Via Nazionale.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bimba scomparsa a Firenze, nessun nuovo indizio sul sequestro

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(Adnkronos) – Bimba scomparsa a Firenze, la Procura ha terminato le rogatorie con il Perù ascoltando in videoconferenza 14 persone ritenuti utili a fornire informazioni su Mia Kataleya Chiclo Alvarez, la bambina peruviana di 5 anni che lo scorso 10 giugno è sparita dall’ex hotel Astor di via Maragliano a Firenze, dove abitava con la famiglia.Secondo quanto appreso, sembra, tuttavia, che nessun nuovo elemento sarebbe emerso dall’audizione dei testimoni, parenti e amici dei familiari della bimba che abitano sempre nel paese di origine.  
Tra le persone ascoltate dai pubblici ministeri Christine Von Borries e Giuseppe Ledda, anche uno zio paterno della piccola Kata, detenuto in un carcere di Lima, e un altro peruviano, recluso nello stesso carcere, protagonista di una vicenda droga che risale al maggio del 2022 a Firenze.

I magistrati intendevano così verificare l’ipotesi che la bambina possa essere stata rapita per sbaglio, così come prospettato agli inquirenti dal padre della bimba, Miguel Angel Romero Chicclo.  Per quella vicenda di droga fu fatta una perquisizione in una casa a Firenze dove viveva anche una donna, mamma di una bambina della stessa età di Kataleya: madre e figlia sarebbe poi anche loro andate a vivere all’ex hotel Astor occupato.L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che Kata possa essere stata scambiata per quest’ultima bambina e che sia stata rapita per una vendetta legata alla vicenda della droga. 
L’ipotesi principale dei pubblici ministeri è che Kata sia stata vittima di un sequestro di persona a scopo di estorsione, che potrebbe essere derivato proprio dai rapporti conflittuali che sono poi sfociati nei reati commessi durante l’occupazione dell’ex hotel, dove fino al 17 giugno vivevano circa 150 persone, soprattutto cittadini sudamericani e romeni.

Alcuni stretti familiari della bambina sono risultati coinvolti in quei delitti e sono stati arrestati.  Tra le ipotesi sul rapimento di Kata c’è, infatti, anche quella di una ritorsione per il racket degli alloggi nell’ex albergo, che nel mese di agosto ha portato in carcere lo zio materno della piccola scomparsa.Neppure la pista della pedofilia è stata mai esclusa dall’inchiesta.  
Lo scorso 25 ottobre si è concluso nell’ex albergo l’ultima ispezione dello squadrone “Cacciatori Calabria”, un’unità speciale dell’Arma dei carabinieri, addestrato a operare in contesti di sequestri di persona e di lotta alla criminalità organizzata.

Sempre secondo quanto si è appreso, non sarebbero state trovate tracce del passaggio della piccola Mia.L’ipotesi del rapimento a scopo di estorsione sembra, dunque, uscire rafforzata ancora una volta, nonostante in oltre 4 mesi e mezzo nessuno si sia ancora fatto avanti per una richiesta di riscatto o comunque per prendere contatti con i familiari.  Nel frattempo, il padre della bimba, Miguel Angel Romero Chicclo, detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano per reati di droga, è stato trasferito in quello di Prato.

L’uomo è tornato in carcere il 17 ottobre in esecuzione di una misura cautelare della Corte di Appello di Firenze, che aveva sostituito la precedente misura dell’obbligo di firma a cui il peruviano doveva sottostare da quando, nel giugno scorso subito dopo la scomparsa della figlia, aveva ottenuto la scarcerazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)