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Milano, scritte e minacce contro gli ebrei: “Per voi forni e camere a gas”

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(Adnkronos) – Cresce l’antisemitismo a Milano: aumenta il numero delle scritte di minacce mentre si infiamma il conflitto tra Israele e Palestina.La prima intimidazione, accompagnata dal disegno di una stella di David, è spuntata il 16 ottobre (è stata resa nota solo oggi, ndr) in quello che è considerato il quartiere ebraico a Milano.

In via San Bon, all’interno di un bagno di del Centro diagnostico, “sono state rinvenute delle scritte del seguente tenore: ‘Prima Hitler poi Hamas per voi ebrei forni e camere a gas’, seguite da una stella di David” fanno sapere i carabinieri che indagano con il Nucleo Informativo e il pool dell’antiterrorismo della procura.  Qualche giorno dopo, il 19 ottobre, si è verificato un altro episodio simile in via Soderini dove all’interno di un bagno di un locale è stata trovata la scritta ‘Viva Hamas ebrei vi facciamo saltare tutti’.Si tratta di alcune delle minacce che stanno confluendo in un fascicolo nelle mani del pool dell’antiterrorismo coordinato dal procuratore Marcello Viola.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni e l’ombra della telefonata fake, trema l’ufficio diplomatico al III piano

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(Adnkronos) – La premier Giorgia Meloni vola a Londra – o meglio a Bletchley Park, la località a due ore dalla City dove vennero decifrati i codici nazisti – per un summit sull’Intelligenza artificiale e si allontana dal ‘pasticcio’ della telefonata fake che continua a tenere banco nei palazzi romani e su internet, tra meme e sfottò.Beffata -come Boris Johnson, Angela Merkel, Pedro Sanchez, Elton John e il principe Harry prima di lei, solo per citare alcuni nomi di leader e star finiti nella rete del diabolico duo russo Vovan&Luxus- da un scherzo telefonico che allunga l’ombra del sospetto di un’operazione dei servizi segreti russi, potenzialmente capaci di ‘bucare’ la sicurezza di Palazzo Chigi. “Il presidente del Consiglio l’ha capito subito” che qualcosa in quella telefonata non quadrava, si dice “certo” il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti Alfredo Mantovano, dopo aver dribblato il fuoco di fila delle domande dei cronisti che lo intercettano mentre fa rientro a Palazzo Chigi.

Il responsabile della Difesa, Guido Crosetto, con l’Adnkronos taglia corto e stronca la vicenda: “Non è una notizia.Qualcuno ha fatto un madornale errore.

Punto.Lei”, la premier, “è una vittima dell’errore”. La conversazione che ha generato il pastrocchio è durata ben 13 minuti, il tono -inizialmente confidenziale, quando Meloni pensava che dall’altra parte del cavo ci fosse il presidente della commissione dell’Unione Africana Moussa Faki- è stata chiusa frettolosamente, forse a prova del sospetto che si faceva largo nella premier.

Dalla burla trascorrono ben 44 giorni: per ora bocche cucite sulle eventuali verifiche portate avanti in queste 6 settimane per venire a capo della vicenda. “Al momento non ci sono sviluppi sul caso…”, assicurano dallo staff di Meloni.  Nell’ufficio del diplomatico al terzo piano – dove lavorano 21 persone, a capo della ‘squadra’ il consigliere diplomatico della presidente del Consiglio, l’ambasciatore Francesco Maria Talò, la ‘testa’ attualmente più a rischio – il clima oggi era “di piombo”, raccontano.Presente la consigliera Lucia Pasqualini, colei che si occupa delle relazioni con l’Africa e per questo finita sul banco degli imputati, mentre Talò era assente da Palazzo, a Londra con Meloni e la delegazione italiana: tra i due scambi cordiali, ma mai soli, presenti sempre terze persone.

L’ambasciatore -che oggi si è negato al telefono ai cronisti- dovrebbe andare in pensione a fine febbraio, dunque lo attenderebbero ancora 5 mesi pieni di servizio a Palazzo Chigi.Il condizionale è d’obbligo, perché il sospetto che si fa largo è che venga spostato prima del tempo.  Del resto non sarebbe una novità a Palazzo.

Durante il ‘regno Draghi’, l’ex capo del cerimoniale – Enrico Passaro, molto stimato nell’ambiente- venne spostato ad appena 8 mesi dalla pensione all’ufficio onorificenze, senza aver commesso alcun errore per giunta.Ecco perché, nell’ufficio di Talò, ora sono in molti a pensare che potrebbero esserci evoluzioni o uscite di scena a stretto giro, già nelle prossime settimane. “Vedremo, chi può dirlo?

Magari la vicenda si sgonfia, oppure ci spostano tutti: d’altronde la situazione è quella che è”, sospira una fonte. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bancomat, prelievo anche in farmacie e supermercati nei piccoli comuni

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(Adnkronos) – In soli 10 anni gli sportelli bancari sono stati tagliati del 30%, a partire dai piccoli comuni e le aree svantaggiate.A salvare gli abitanti lasciati senza sportelli automatici, e quindi senza la possibilità di prelevare contati, ci penseranno tabaccai, farmacie, supermercati e qualunque ‘esercizio di prossimità’ interessato ad offrire il servizio e in possesso di Pos.

E’ la soluzione individuata dal governo e contenuta nella legge di bilancio 2024.  Il limite fissato è di 250 euro al giorno, ed è quello già previsto quando si preleva da un istituto bancario diverso dal proprio.Nella relazione illustrativa che accompagna il provvedimento si spiega che ”nel mercato dei servizi di pagamento si osserva interesse per l’offerta di servizi di prelievo di contante tramite il convenzionamento di esercizi commerciali diffusi sul territorio (tabaccai, edicole, farmacie, supermercati e altri punti vendita della grande distribuzione organizzata).  Nella relazione si sostiene che la soglia al prelievo potrà ”garantire un facile e pronto accesso al prelievo di un quantitativo di contanti tale da essere coerente con un uso fisiologico dello stesso”.

La misura, secondo quanto scritto nella relazione, ”avrebbe effetti positivi accrescendo le opportunità di accesso al contante, in controtendenza rispetto alla contrazione osservata nel numero degli sportelli bancari tradizionali presenti sul territorio (-30% tra il 2011 e il 2020). Tra le ragioni che hanno portato il governo a inserire nella manovra la misura ci sarebbero anche gli attesi ”effetti positivi in termini di inclusione finanziaria nel senso di accrescere l’incentivo a detenere conti di pagamento e i connessi strumenti, con un incremento potenziale del numero dei soggetti bancarizzati”.  Inoltre la fruizione di questi nuovi servizi ”è sostenuta e facilitata dalla crescente diffusione di conti e di strumenti di pagamento elettronici (in particolare carte di pagamento fisiche o virtuali)”.La norma, secondo chi l’ha concepita, avrebbe effetti positivi anche per gli esercizi di prossimità, perché limiterebbe ”i rischi” legati alla sicurezza delle attività che avrebbero l’esigenza di ”detenere scorte per finalità transattive, con conseguente riduzione delle giacenze presso gli esercizi”.

In questa prospettiva ”l’ampliamento della rete di distribuzione del contante accrescerebbe l’efficienza e la sicurezza nel suo utilizzo”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ita-Lufthansa, tempi più lunghi per acquisizione: sindacati in allarme

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(Adnkronos) – Da fine 2023 a inizio 2024: si allungano i tempi per l’ingresso di Lufthansa in Ita Airways.Nel giorno in cui annuncia risultati record e il miglior trimestre della sua storia in termini di ricavi, il colosso tedesco indica anche una nuova deadline per l’acquisizione del 41% della compagnia italiana.

A indicarla è il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr: “Il dialogo con la Commissione europea prosegue, ci aspettiamo che si concluda all’inizio del 2024”, dice commentando i risultati al 30 settembre scorso.La “qualità” dell’iter Ue “è meglio della velocità”, sottolinea.  L’allungamento dei tempi non è sicuramente una buona notizia per Ita, viste anche le reazioni preoccupate che subito sono arrivate dai sindacati.

Eloquenti, peraltro, sono sempre le parole di Spohr. “Secondo le nostre conoscenze, per Ita ci continuano ad esserci sempre perdite.Per questo continua, ovviamente, c’è un’urgenza in questa transazione non dal nostro punto di vista ma da quello di Ita”, rileva.

Stando alle parole dei vertici della compagnia, Ita sembra ora meno in affanno rispetto ai salvataggi della vecchia Alitalia.  In un incontro con i sindacati la scorsa settimana, i vertici di Ita hanno riferito che l’aviolinea da qualche mese ha cessato di “bruciare” cassa e terminerà il 2023 in sostanziale break even operativo con una cassa di circa 450 milioni avendo trasportato 15 milioni di passeggeri ed avendo avuto ricavi per circa 2.5 miliardi di euro.Questo renderà possibile a breve l’ottenimento di finanziamenti e l’apertura di nuove linee di credito.

Per fine 2024 è previsto un risultato di utile in bilancio.All’orizzonte ci sono però i pericoli derivanti dalla situazione geo-politica connessa alle varie zone di conflitto, al rallentamento dell’economia a livello mondiale ed alle incertezze sul prezzo del carburante.  E anche per questo tempi più lunghi non aiutano la compagnia con il suo piano ‘stand alone’ (in attesa appunto di Lufthansa), troppo piccola per competere con le grandi compagnie (dalle major alle low cost), anche se prosegue il piano di crescita della flotta, con 82 aeromobili a fine 2023 e 95 a fine 2024, e l’apertura di nuove linee cui Toronto e Chicago per gli aeromobili wide body e Dakar, Accra, Kuwait, Riyad e Jeddah per gli A321 neo.  A Bruxelles il lavoro continua e, secondo quanto s’apprende, si è nella fase di risposta agli innumerevoli quesiti posti dalla Dg Competition.

L’acquisizione del 41% di Ita Airways da parte della tedesca Lufthansa “non è stata formalmente notificata alla Commissione Europea.Siamo in contatto con le parti per discutere la transazione prima della sua notifica ufficiale”, dice un portavoce della Commissione Europea, confermando che la notifica del merger non è ancora arrivata dalla Dg Concorrenza. “Questi contatti pre-notifica sono continui – aggiunge – e fanno parte del processo standard per la valutazione di un’operazione complessa.

Se un’operazione costituisce una concentrazione e ha dimensione comunitaria – ricorda – spetta sempre alle imprese notificarla alla Commissione”. Il mese di dicembre dovrebbe essere dedicato alla negoziazione sugli eventuali “remedies”, cessione slot o altre misure decise dall’Autority Ue.Tra i passaggi più delicati, sotto la lente di Bruxelles, c’è proprio il rischio di concentrazione e, quindi, di limitazione della concorrenza.

Sul tavolo ci sarebbe la richiesta di tagli di alcune rotta verso il Nord America e l’Asia dai due hub tedeschi di Francoforte e Monaco. Dopo le parole di Spohr, è scattata l’allerta dei sindacati. “Deve essere chiara l’urgenza che abbiamo come sistema Paese che Ita trovi una equilibrata collocazione all’interno di un grande gruppo europeo, per raggiungere livelli di sviluppo, competitività e attrattività degni di un vettore globale.L’offerta di Lufthansa rappresenta la nostra opportunità valida e concreta perché questo finalmente avvenga e si generino, attraverso un significativo incremento di flotta, l’atteso incremento delle assunzioni e un servizio di qualità per i clienti”, dice il segretario generale della Fit Cisl, Salvatore Pellecchia. ”Una ulteriore dilazione delle tempistiche potrebbe mettere in discussione l’avvio della fase di sviluppo del piano industriale e dei progetti di crescita dell’azienda, aspetti essenziali per la sopravvivenza della compagnia sul mercato”. Preoccupazione anche in casa Uiltrasporti: ”Perdere la stagione 2024 per la decisione della Ue sarebbe un peccato mortale”, commenta il segretario nazionale della Uilt, Ivan Viglietti. ”La Dg Competition tutte le volte che si tratta qualcosa che riguarda l’Italia, prima con Alitalia, e ora con Ita, ci sembra un po’ strabica e c’è sempre qualche ostacolo.

Quando si tratta di altre realtà europee, vedi acquisizione di Sas da parte di Air France, vedendola da qui ci sembra tutto più semplice e con tempi più rapidi”, ha detto Spohr nella conference rispondendo a una domanda se il relativo miglioramento dei conti di Ita durante l’estate consente a Lufthansa di prendersi più tempo per negoziare con la Commissione europea. “Circa Ita, in base alla legge, non abbiamo una visione dei conti economici attuali”, ha premesso il capo di Lufthansa. “Leggiamo solo sulla stampa che” i dirigenti di Ita, “continuano a dare per scontato perdite” anche se “nelle dichiarazioni degli attuali manager la situazione” è “un po’ migliore rispetto a quanto pronosticato e probabilmente migliore  L’acquisizione del 41% di Ita Airways da parte della tedesca Lufthansa “non è stata formalmente notificata alla Commissione Europea.Siamo in contatto con le parti per discutere la transazione prima della sua notifica ufficiale”, dice un portavoce della Commissione Europea, confermando che la notifica del merger non è ancora arrivata dalla Dg Concorrenza. “Questi contatti pre-notifica sono continui – aggiunge – e fanno parte del processo standard per la valutazione di un’operazione complessa.

Se un’operazione costituisce una concentrazione e ha dimensione comunitaria – ricorda infine – spetta sempre alle imprese notificarla alla Commissione”. Terzo trimestre da record per Lufthansa.Nei tre mesi estivi I ricavi totali del gruppo sono aumentati dell’8% rispetto all’anno precedente, attestandosi a 10,3 miliardi di euro (anno precedente: 9,5 miliardi di euro). “Ciò ha reso il terzo trimestre il trimestre più forte della storia di Lufthansa Group in termini di ricavi”, rileva la compagnia.

Lufthansa Group ha generato un risultato operativo di 1,5 miliardi di euro, il secondo miglior risultato trimestrale della sua storia e un miglioramento del 31 % rispetto all’ebit rettificato di 1,1 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.Il margine ebit rettificato per il terzo trimestre è stato pari al 14,3 % (anno precedente: 11,8 %).

L’utile netto del periodo è aumentato notevolmente a 1,2 miliardi di euro (anno precedente: 809 milioni di euro).  Vorremmo ringraziare i nostri clienti e i dipendenti del Gruppo Lufthansa per un’estate da record: con i ricavi e i profitti più alti mai raggiunti in un’estate, incluso un utile operativo di 1,5 miliardi di euro nel solo terzo trimestre.Tutte le compagnie aeree del nostro Gruppo e Lufthansa Technik hanno contribuito a questo con margini di profitto a due cifre”.

A dichiararlo è Carsten Spohr, presidente del Consiglio di Amministrazione e ceo di Deutsche Lufthansa AG, commentando i risultati approvati oggi. “Allo stesso tempo, la soddisfazione dei dipendenti nella nostra azienda è migliorata in modo significativo rispetto al livello record pre-crisi.Sta dando i suoi frutti il fatto di aver combinato la nostra strategia multi-compagnia aerea e multi-hub di successo con il rafforzamento del segmento dei viaggi privati, definendo la giusta rotta strategica.

Abbiamo anche apportato miglioramenti significativi nella stabilità operativa e nella regolarità nonostante le continue condizioni difficili.Questa tendenza è la base per soddisfare i nostri standard premium e di qualità e quelli dei nostri clienti in modo ancora più efficace anche in futuro.

Anche se la situazione geopolitica rimane difficile, le nostre prospettive di prenotazione – sottolinea Spohr – ci danno motivo di essere positivi, non solo per un ottimo risultato del Gruppo quest’anno, ma anche oltre”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tim, offerta sulla rete: domani primo cda tra nuovi pareri legali di Vivendi e rischio penale

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(Adnkronos) – E’ quasi una ‘notte prima degli esami’ quella di Tim che domani riunisce il primo dei cda convocati per decidere sull’offerta del fondo Usa Kkr sulla rete.Mentre gli analisti sembrano credere poco al piano ‘alternativo’ del fondo Merlyn arrivato sul tavolo di Tim nei giorni scorsi, il tempo stringe non solo per le attese del mercato ma anche perché qualora il gruppo non decidesse entro il termine dell’8 novembre ma chiedesse l’estensione (contemplata) di arrivare fino al prossimo 20 dicembre rischierebbe di dover pagare una penale.

Una prassi abbastanza abituale visto che le banche al momento dell’offerta rendono disponibili all’acquirente le risorse necessarie.La cifra, secondo quanto apprende l’Adnkronos, potrebbe arrivare a circa 20 milioni che Tim dovrebbe pagare a fronte di una proposta che secondo indiscrezioni sarebbe di circa 21 miliardi con 2 di earn out, legati sostanzialmente a una eventuale fusione con Open fiber. Ma c’è di più.

Non ci sono solo i pareri legali di Tim e Vivendi sul tema di quale organo debba decidere sulla cessione della rete.C’è anche un parere legale reso a Vivendi sulla necessità del passaggio in comitato Parti correlate dell’offerta del fondo Usa Kkr: è stato redatto, apprende l’Adnkronos, dal professor Luca Enriques e il suo contenuto è solo riassunto dalla lettera che il socio francese ha inviato da Parigi lo scorso 30 ottobre al cda, al collegio sindacale, allo stesso comitato Parti correlate e per conoscenza alla Consob.  Tuttavia sia questo parere che gli altri citati da Vivendi in precedenza, nella lettera del 24 ottobre in cui chiede che sull’offerta di Kkr si pronunci un’assemblea straordinaria, non sono stati al momento inviati al board di Tim ma solo illustrati nei contenuti.

In questo ultimo caso i pareri sono stati resi a Vivendi, rispettivamente, dallo Studio Chiomenti (Prof.Marco Maugeri e Avv.

Filippo Modulo), dai Professori Giuseppe Ferri e Giuseppe Guizzi, dal Professor Paolo Montalenti, dal Professor Mario Notari e dal Professor Vincenzo Pinto.  Sembra riferirsi anche a questo la risposta a Vivendi di Tim del 30 ottobre firmata dal presidente Salvatore Rossi in cui, sempre secondo quanto si apprende, si afferma che dei cinque pareri legali che supportano le conclusioni del socio non si puo’ far altro che “prendere atto”, visto che ad oggi Tim non ne conosce nè il contenuto né le analisi fattuali e tecnologiche che sarebbero da ritenere invece essenziali per decidere di questa materia. Anche nel caso del parere di Enriques, nella lettera al board Vivendi ne riassume le conclusioni precisando tra l’altro che: “se il Comitato Parti Correlate esprimesse un parere negativo ovvero positivo ma condizionato o con rilievi, e il Consiglio di Amministrazione di Tim non ritenesse di adeguarsi a tale parere o di non recepire integralmente i suddetti rilievi, ai sensi della normativa applicabile e della procedura interna di Tim in materia di operazioni con parti correlate, la prospettata dismissione dovrà essere sottoposta all’autorizzazione dell’assemblea ordinaria di Tim”.  
La posizione di Vivendi è stata riaffermata ieri da una lettera firmata dal general counsel Frederic Crepin in cui si legge che l’approvazione dell’operazione richiede sia un preventivo parere positivo e privo di rilievi da parte del Comitato Parti Correlate, sia una previa delibera dell’assemblea degli azionisti.In mancanza, Vivendi prospetta il ricorso alle vie legali. Assemblea ordinaria, consultiva, straordinaria, ma ci sarebbe una terza via.

Spunta infatti l’ipotesi che l’offerta possa essere oggetto di di un S-D engagement ‘one way’, una pratica in cui l’azienda ascolta il mercato su un tema di particolare importanza.E mentre resta l’ipotesi che il cda potrebbe valutare di convocare gli azionisti ad esprimersi in un’assemblea ordinaria consultiva, fornendo un loro parere non vincolante sull’operazione, sulla falsariga di quanto già avvenuto in Atlantia per la cessione di Aspi, l’azienda starebbe anche valutando la strada strada ‘S-D (Shareholder-director) engagement in modalità ‘one way’ con una call al mercato, agli investitori, che potrebbero dire la loro sull’operazione con i rappresentanti di Tim in una posizione “di ascolto”. Tale tipologia di engagement è caratterizzata dalla sostanziale assenza di rischi sottesi alla normativa applicabile in tema di flussi informativi e market abuse.

Come a dire che mette al riparo informazioni sensibili su cui appare opportuno mantenere una dose di riservatezza.L’assemblea consultiva sarebbe comunque uno strumento valido, secondo i pareri legali raccolti dall’azienda sul tema, visto che non sarebbe necessaria una modifica dello statuto, considerato che Tim continuerebbe ad operare come operatore di rete mobile e gestirebbe attività di rete fissa.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Manchester a Pisa per una pizza con i figli: “Più economico che andare a Londra”

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(Adnkronos) – “Sicuramente questa gita è stata più economica di un viaggio a Londra”.Così su TikToc Roxanne Balciunas, donna inglese di Sheffield ha raccontato, scontrini e biglietti alla mano, il suo viaggio low cost di 24 ore con i figli Cherry e Tayo, di 6 e 14, a Pisa.  Un’avventura tutta last minute che ha compreso il volo da Manchester, una notte in hotel, visita alla torre pendente e alle bellezze artistiche della città, la pizza “più buona che mio figlio abbia mai mangiato”, gelati e un giro anche in un negozio di souvenir per acquistare qualche ricordo da portare a casa prima di ripartire.

Il tutto per la modica cifra di 350 sterline (circa 400 euro).  “Un’alternativa – assicura entusiasta Roxanne – più economica rispetto ad una giornata fuori casa.Se fossimo andati in un parco a tema avremmo speso un paio di centinaia di sterline al giorno compreso cibo, viaggio e biglietti.

Sicuramente questa gita – dice sponsorizzando l’idea sul web – è stata più economica di un viaggio a Londra”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moto, Magri (Ancma): “A ottobre mercato+15%, oltre 300mila i veicoli immatricolati”

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(Adnkronos) – “Per la prima volta dal 2011 il mercato italiano supera già a ottobre i 300mila veicoli immatricolati e questa è una notizia molto incoraggiante alla vigilia di Eicma, l’evento espositivo più importante al mondo per il nostro settore, che organizziamo da più di 100 anni a Milano”.Così Paolo Magri, presidente Confindustria Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), commenta i dati mensili sull’andamento delle immatricolazioni di moto, scooter e ciclomotori diffusi in serata dall’associazione. Per il quarto mese consecutivo il mercato delle due ruote cresce a doppia cifra, chiudendo ottobre con un consistente +15,75% e 25.227 veicoli venduti.

Particolarmente significativo il risultato delle moto, che aumentano di un terzo i volumi dello scorso anno (+33,04%) e immatricolano 10.545 unità.Seguono gli scooter con un incremento del 6,26% e 13.103 veicoli targati, mentre tornano in attivo, dopo quattro mesi di segno meno, anche i ciclomotori che crescono del 2,67% pari a 1.579 veicoli. Il mercato cumulato delle due ruote ha superato nel mese di ottobre le 300 mila unità, raggiungendo quota 311.079, con una crescita del 16,95%.

Come anticipato, è la prima volta da dodici anni che si supera la soglia 300mila nel consuntivo dell’anno, con ulteriori margini di miglioramento nei prossimi due mesi.In prima posizione gli scooter con 160.559 unità e un incremento del 22,89%; seguono le moto con 133.666 veicoli targati e una crescita del 14,81%, mentre rimangono in territorio negativo i ciclomotori che cedono il 10,92% pari a 16.854 unità. Difficile la situazione del settore elettrico dopo che a ottobre si sono esauriti gli incentivi pubblici a sostegno del mercato.

Il consuntivo del mese si ferma a 753 unità, corrispondenti a un calo del 44,30% rispetto a un 2022 dove il mercato era però corroborato dagli aiuti statali.Negativi, quindi, tutti i segmenti: in particolare quello degli scooter che chiudono il mese con 382 mezzi immatricolati e una flessione del 55,48%.

Resta negativo anche l’anno, con un calo del 21,43% e soli 11.083 veicoli messi in strada. “Appare sempre più urgente scongelare le risorse avanzate dalla campagna 2022, pari a 5,6 milioni di euro, che consentirebbero al mercato di traguardare la fine dell’anno”, rimarca l’associazione che rinnova pertanto l’appello al governo di “sostenere un mercato già naturalmente orientato verso gli obiettivi comunitari di sostenibilità ambientale”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucca Comics, Sangiuliano: “Da MiC sostegno forte per creazione Museo del Fumetto”

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(Adnkronos) – Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha visitato oggi Lucca Comics e ha confermato l’impegno del suo dicastero a sostenere la creazione del Museo del Fumetto nella città toscana.  “C’è un importante investimento a Lucca, per il momento di 2 milioni di euro, sulla linea dei grandi progetti da parte del ministero della Cultura.Noi vogliamo dare un aiuto forte, condiviso, al Comune di Lucca per creare un Museo permanente del Fumetto che possa essere un’attrattiva di questa città che già si sta connotando bene in questo ambito”, ha detto il ministro Sangiuliano parlando con i giornalisti. “Laddove occorreranno altre risorse – ha aggiunto il ministro della Cultura – cercheremo di essere vicini all’Amministrazione comunale.

Mi pare un bel progetto che vuole restituire l’ex Manifattura Tabacchi alla città, farne uno spazio vitale, soprattutto per i giovani, e farne uno spazio di condivisione di cultura per tutti”. Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha trascorso gran parte della giornata a Lucca accompagnato dal sindaco Mario Pardini, dai parlamentari Giovanni Donzelli, Alessandro Amorese, Paolo Marcheschi, Riccardo Zucconi e Chiara La Porta e dal direttore d’orchestra Beatrice Venezi. “Lucca Comics è una grande e innovativa manifestazione che sta crescendo di anno in anno tanto da aver raggiunto, ormai, una rilevanza internazionale. È importante la partecipazione di tantissimi giovani che si sentono coinvolti nelle diverse articolazioni dell’evento”, ha commentato Sangiuliano.  Il ministro della Cultura si è soffermato a visitare vari padiglioni: gli stand delle Forze Armate; la mostra dedicata a J.R.R.Tolkien, curata da Oronzo Cilli e Roberto Di Meglio; e lo spazio dedicato al progetto “Fumetti nei musei”, realizzato dal MiC. “Vogliamo essere vicini a Lucca Comics e all’Amministrazione cittadina.

Abbiamo già stanziato due milioni di euro per il Museo del Fumetto e siamo pronti a trovare ulteriori risorse perché è importante dare alla città una struttura permanente in questo ambito”, ha ribadito il ministro Sangiuliano al termine della visita. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Intelligenza artificiale, rischi e opportunità: l’8 novembre evento Adnkronos

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(Adnkronos) – Le applicazioni e le implicazioni dell’intelligenza artificiale, tra rischi e opportunità, in diversi settori: l’editoria, l’industria, la finanza, l’healthcare.Il punto di vista istituzionale, l’analisi settoriale, le case history aziendali sull’AI saranno al centro di un evento organizzato dall’Adnkronos, a Roma, l’8 novembre al Palazzo dell’Informazione.

Apre i lavori, alle 10, il Direttore dell’Agenzia Davide Desario.Modera Fabio Insenga, vicedirettore.   Parla delle opportunità e dei rischi per l’informazione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’Editoria, Alberto Barachini.
  Un Keynote speech di Maximo Ibarra, Ceo e general manager Engineering, introduce l’analisi sulle ricadute per il mondo industriale.

Ne discutono Carla Masperi, Amministratore delegato Sap Italia; Alessandro Massa, CTIO, Cyber & Security Solutions Division Leonardo; Stefano Rebattoni, Presidente e Ad IBM Italia.   Keynote speech affidato a Francesco Gabbrielli, Direttore Centro nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità.Ne discutono Federico Chinni, Amministratore delegato UCB Italia, Matteo Moscatelli, Country Head Vree Health, Andrea Sinopoli, VP e Country Leader per il cloud tecnologico Oracle.   Introduce un keynote speech a cura della Banca d’Italia.

Nel discutono Mirko Calvaresi, Chief Information Officer PagoPA; Stefano Priola, Chief Technical Officer Centrico, Gruppo Banca Sella.   Chiude i lavori un’intervista con Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al digitale.   Per partecipare all’evento, iscriviti qui
 Info: eventi@adnkronos.com —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni dona sangue per la prima volta: “Grata a chi ha salvato Fedez”

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(Adnkronos) – Una foto sui social sdraiata sul lettino mentre dona il sangue e saluta i suoi follower con le dita a ‘V’ in segno di vittoria.E’ la prima volta per Chiara Ferragni che pubblica un post della sua esperienza: “Grazie a tutti i donatori per aver salvato la vita di migliaia di persone, compresa quella di mio marito.

Sono orgogliosa di esserlo diventata anche io”.  “Da tempo volevo diventare donatrice di sangue ed oggi finalmente ho fatto la mia prima donazione – ha aggiunto – Un piccolo gesto che però tanto piccolo non è: una singola donazione aiuta come minimo tre pazienti riceventi (ogni sacca viene divisa in plasma, piastrine e globuli rossi) e il sangue donato aiuta anche la ricerca verso moltissime malattie e patologie.Donare sangue ha dei vantaggi anche verso il donatore: a ogni donazione vengono fatti diversi screening di medicina preventiva.

Si dà per scontato che le strutture ospedaliere abbiano tanto sangue a disposizione ma – conclude – mi è stato detto che invece spronare la gente a donare è importantissimo perché c’è sempre più bisogno: se avete sempre voluto farlo e non avete mai provato non abbiate paura, tutto il procedimento è veloce ed assolutamente non doloroso”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, già arrestato per omicidio moglie ex medico deve rispondere anche di morte suocera

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(Adnkronos) – Dovrà rispondere anche della morte della suocera, l’ex medico bolognese arrestato l’8 aprile scorso, per l’omicidio della moglie.Nell’ambito delle indagini che avevano portato all’arresto del 64enne attualmente in carcere, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna hanno eseguito a suo carico una nuova ordinanza applicativa di un’altra misura cautelare personale in carcere relativa alla morte della suocera.  Il provvedimento cautelare, richiesto dalla Procura della Repubblica di Bologna che ha coordinato le indagini, è stato emesso il 30 ottobre scorso da parte del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Bologna ed è stato notificato nel carcere di Bologna.  Le indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza anche per il decesso dell’anziana, avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2021, tra cui la presenza nella salma delle stesse sostanze (una benzodiazepina e un anestetico ospedaliero) rinvenute in quella della figlia.

Le indagini hanno anche permesso di ricostruire i movimenti dell’ex medico la notte dell’omicidio attraverso l’analisi tecnica degli apparati tecnologici a lui in uso e di accertare la conoscenza da parte del medico dell’utilizzo della citata benzodiazepina. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lifting con microaghi ultima moda anti-età, chirurgo avverte: “Inutile e rischiosa”

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(Adnkronos) – E’ il trattamento di medicina estetica più popolare del momento.Di gran moda negli Usa, anche grazie a Kim Kardashian che ha rivelato su Instagram di aver provato il macchinario, la radiofrequenza ad aghi frazionale ora spopola anche in Italia, soprattutto grazie al passaparola, a chat, social e alle promesse di ringiovanire “di 10 anni”.

Una moda però bocciata con forza da molti chirurghi plastici e medici estetici che avvertono: “Diffidate delle macchine che promettono di ringiovanire il viso in due sedute!E’ un risultato impossibile.

In particolare questa tecnica non ha alcuna efficacia dimostrata a lungo termine, può causare uno svuotamento eccessivo per danno sul tessuto adiposo sottocutaneo, e rischia di compromettere fibre nervose e fasce muscolari superficiali”, avverte Paolo Mezzana, specialista e dottore di ricerca in Chirurgia plastica a Roma, ricordando che questo macchinario “è ora attenzionato dalla Fda americana che ne sta valutando gli effetti collaterali”.  La tecnica infonde nel derma energia termica frazionata che scalda i tessuti in profondità, causando uno shock termico che – secondo le promesse – stimola la produzione di collagene: “Attenzione però – spiega il chirurgo all’Adnkronos Salute – si tratta di collagene coagulativo, cicatriziale, perché se vai sotto cute, fino a 4-5 millimetri, aumenti la temperatura oltre i 5-10 gradi, crei un’ustione e di conseguenza stimoli collagene di tipo riparativo, non collagene buono.Parliamo quindi di medicina coagulativa e non di medicina rigenerativa che è altra cosa”, sottolinea Mezzana. “Purtroppo siamo di fronte all’ennesima moda, che molte italiane stanno seguendo, sborsando inutilmente 900-1.000 euro a seduta, tra l’altro molto dolorosa.

Molte clienti – riferisce – ci dicono ‘l’ha fatto la mia amica ieri e sta meglio’.Purtroppo è solo un gonfiore temporaneo, e tra 2 mesi sarà come se non avesse fatto nulla, sempre che non abbia effetti collaterali, come appunto un eccessivo svuotamento, e sappiamo bene come la perdita dei volumi con il passare degli anni sia la prima causa dell’invecchiamento facciale”.  Mezzana, dunque, ribadisce come “nella medicina rigenerativa non si può andare di corsa pretendendo risultati immediati, perché il risultato è progressivo ovvero rispetta il tessuto e aspetta la risposta cellulare.

Bisogna affidarsi a protocolli precisi fatti da medici esperti e non a macchinari – ammonisce il chirurgo – perché il ringiovanimento è la combinazione di diversi trattamenti che possono rallentare l’invecchiamento cutaneo, ma certo non far tornare la pelle indietro di 10 anni.Purtroppo – riflette – il marketing è uno strumento meraviglioso, ma in medicina è veramente pericoloso”. “La medicina non è un miracolo – ribadisce lo specialista – ma un processo.

Nel caso del viso di una donna, va valutato innanzitutto il grado di riempimento da fare in base al volume perso: teniamo presente che a 55 anni si è perso tra il 15 e il 25% del volume del viso che si aveva da giovani, perché diminuisce il grasso e le ossa si assottigliano.Quindi bisogna prima ripristinare i volumi con acido ialuronico o con il grasso autologo, poi curare la ‘superficie’, cioè l’aspetto dell’epidermide, le macchie eccetera, con peeling calibrati o laser frazionali delicati che rinnovano lo strato superficiale.

Infine, nei casi più marcati, si può optare per la chirurgia plastica che va a intervenire sulla sospensione dei muscoli: quando si fa un lifting, infatti – dettaglia Mezzana – non si tira la pelle, ma si sospende la fascia muscolare, che è quello che dà un effetto duraturo.Ma anche in questo caso, fare solo un lifting significherebbe tirare una pelle vecchia, che va, invece, prima curata.

Dunque una medicina fatta di più step, alcuni rigenerativi, altri chirurgici sempre nel rispetto dell’armonia del volto.Non si può pensare che una macchina risolva tutto in due sedute”.  A proposito dell’attenzione a cui è sottoposto attualmente il macchinario negli Usa, il chirurgo plastico riferisce che, “dopo l’autorizzazione data dalla Food and Drug Administration, l’azienda produttrice per 2 anni non ha mai mandato i report sugli eventi avversi.

Quando finalmente li ha mandati, erano talmente discordi rispetto al numero di cause legali – compreso quella di una nota presentatrice Tv americana che ha subito un grave svuotamento del viso e ha fatto una super denuncia, legale e mediatica – che la Fda ha posto sotto attenzione la macchina per rivalutare se i rischi superano i benefici.In tal caso, dovrà ritirare l’autorizzazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Albanese (Onu): “Ha subito attacco criminale ma non ha diritto a fare la guerra”

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(Adnkronos) – Israele ha subito “un attacco criminale e odioso” da parte di Hamas, “aveva il sacrosanto diritto di proteggersi, ma non ha diritto a fare la guerra contro i palestinesi invocando l’articolo 51 della Carta dell’Onu”.Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite sulle violazioni del diritto internazionale nei Territori occupati palestinesi, spiega da giurista quali sono i limiti legali dell’azione avviata da Israele dopo il 7 ottobre. “Quello che sta facendo Israele è al di fuori di quanto permesso dal diritto internazionale – dice in un’intervista all’Adnkronos – Dopo l’attacco odioso e criminale lanciato da Hamas, Israele ha invocato il diritto all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta dell’Onu, che contempla il diritto a usare la forza contro un atro Stato.

Ma in questo caso la minaccia a Israele viene da un gruppo armato presente in una zona che lo Stato di Israele occupa, quindi non c’è la base giuridica per fare la guerra”. Senza contare, sottolinea Albanese, che è giurista esperta di diritto internazionale, che “esiste già un pronunciamento della Corte di giustizia internazionale specifico rispetto al Tpo, secondo cui Israele non può invocare il diritto alla difesa nei confronti del popolo di un territorio che occupa, e che dovrebbe proteggere ai sensi del diritto internazionale.La risposta concessa ad Israele è in termini di mantenimento e ripristino dell’ordine pubblico, non di diritto all’azione militare”.

E poi, con l’operazione a Gaza, secondo l’esperta delle Nazioni Unite, lo Stato di Israele “sta violando il principio di distinzione, perché non si possono colpire indiscriminatamente obiettivi civili” con il pretesto di bombardare ‘terroristi’, “c’è il principio di precauzione, per cui se c’è il rischio di colpire civili le operazioni vanno ponderate o sospese, e c’è il principio di proporzionalità, valutando il danno che si fa e giustificato rispetto all’obiettivo militare perseguito”.Tutti principi che Israele non sta rispettando, avendo già fatto quasi 9.000 vittime in 3 settimane (lo stesso numero di morti ucraini in 19 mesi di combattimenti tra due eserciti nazionali) chiosa Albanese, e per le cui violazioni “potrebbe essere accusata di crimini di guerra, allo stesso modo di Hamas, per l’uccisione di civili e la presa di ostaggi”. A Jabalia, il campo profughi palestinese nel nord della Striscia di Gaza dove centinaia di civili sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani, si configura la possibilità che sia provato “il crimine di sterminio intenzionale”.

E’ l’opinione di Francesca Albanese, relatrice all’Onu sulle violazioni del diritto internazionale nel Territorio palestinese occupato, che denuncia “un crimine molto grave” commesso in quel campo, “dove sono state uccise centinaia di persone perché Israele sospettava che lì si nascondesse un comandante di Hamas”. “Ma se anche ci fosse stato – accusa Albanese – nulla giustifica l’uccisione di centinaia di civili e la distruzione di centinaia di case”.Come nulla ha mai giustificato i 16 anni di completo blocco aereo, terrestre e navale di Gaza, “una punizione collettiva che si è fatta in queste settimane ancora più pesante”. “Affamare un popolo, costringerlo a bere acqua non potabile o acqua di mare, rischiare di far morire bambini perché alle incubatrici negli ospedali non arriva corrente, potrebbe configurarsi come un crimine contro l’umanità, nel contesto di crimini di guerra su cui la Corte penale internazionale dovrà indagare”, sottolinea. La relatrice dell’Onu parla poi anche di quello che sta accadendo in Cisgiordania, dove i palestinesi sono sottoposti a “veri e propri pogrom”. “Nei miei 16 mesi di mandato sono stati uccisi 60 israeliani e 460 palestinesi, tra cui molti minori – cita la relatrice Onu – colpiti o da militari che spesso sparavano dalla cintola in su, quindi per uccidere, come indicato da Ong israeliane, o dai coloni autorizzati a girare armati, entrambi responsabili di migliaia di incursioni e aggressioni”.

E nel mirino ci sono anche “i palestinesi che hanno cittadinanza israeliana o gli israeliani che protestano contro questo stato di cose”. Quanto agli atti contro le comunità ebraiche che si stanno verificando nel mondo, “l’antisemitismo è una piaga antica che preoccupa molto – afferma Albanese – come anche preoccupano l’islamofobia e la discriminazione contro i palestinesi e contro chiunque sia solidale con loro, che è in crescita nei Paesi occidentali”.Lo dice all’Adnkronos Francesca Albanese, relatrice all’Onu delle violazioni del diritto internazionale nei Territori occupati palestinesi, mentre è in vertiginoso aumento il numero di casi di antisemitismo in Europa e negli Stati Uniti.  “L’antisemitismo purtroppo – sostiene – potrebbe registrarsi come reazione a quello che fa Israele, che si proclama come Stato ebraico.

E in un contesto in cui le responsabilità degli Stati finiscono per diventare responsabilità di un popolo; questo è ingiustificabile”.  Ma, sottolinea Albanese, “sono preoccupanti anche tutti quegli atti dei governi che mirano a soffocare chi vuole esprimere il proprio pensiero: ci sono tanti cittadini europei a cui viene impedito di manifestare la loro solidarietà al popolo palestinese che vive una violenza senza precedenti, dopo decenni di occupazione militare e colonizzazione, anche tanti ebrei che si battono per i diritti dei palestinesi, e questa è una forma di razzismo, di cui sono vittima i palestinesi e chi li sostiene”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kazakistan, Tajani: “Amina è stata liberata, l’aspettiamo in Italia”

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(Adnkronos) – “Amina è stata liberata.Ringrazio i diplomatici della Farnesina e la nostra Ambasciata ad Astana per il grande lavoro che ha portato alla liberazione della giovane italiana.

In questi giorni difficili non l’abbiamo mai lasciata sola, ora la aspettiamo presto in Italia”.Lo ha annunciato sul social X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a proposito di Amina Milo Kalelkyzy, la 18enne cittadina italiana che era detenuta in Kazakistan dallo scorso 4 luglio.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taranto-Juve Stabia, la storia degli avversari e il direttore di gara

Taranto-Juve Stabia, la storia degli avversari: il Taranto nel corso della sua storia calcistica ha disputato 32 campionati di Serie B, 43 di Serie C e 13 di Serie D e vanta le vittorie dei campionati di Serie C del 1936-37 e del 1953-54, di Serie C1 1989-90 e di Serie C2 2000-2001.

Mentre nella stagione 1994-95 si è laureato campione d’Italia Dilettanti vincendo lo scudetto Dilettanti.

La storia del Taranto, prossimo avversario della Juve Stabia.

Vanta la 50° miglior tradizione sportiva della FIGC. Alla fine della stagione di Serie B 1947-48 l’ArsenalTaranto arriva terzo nel proprio Girone, sfiorando per soli tre punti la promozione in Serie A.

Durante il campionato di Serie B 1977-78, la città cominciò a sognare la Serie A. La squadra infatti era sospinta dal suo centravanti Erasmo Iacovone, ma il calciatore morì improvvisamente a causa di un incidente stradale e tutto svanì. Lo stadio fu intitolato alla sua memoria.

Nel campionato 1980-81 la squadra fece il massimo ma i gravi problemi societari e la penalizzazione furono un fardello troppo pesante.

Dopo 12 anni in Serie B, il Taranto retrocesse. Altra promozione in Serie B nella stagione 1989-90. A seguire periodi di cambi societari e fallimenti. Tanta Serie C e Serie D. Fino ad arrivare alla promozione in serie C nella stagione 2021-22 vincendo il Girone di sua competenza. Lo scorso campionato ha terminato la stagione all’undicesimo posto.

Nel campionato in corso, secondo anno di Capuano al Taranto, lo score dei pugliesi parla di 10 gare disputate finora con 6 vittorie, 2 pari e tre sconfitte. In casa il ruolino di marcia vede 4 vittorie e un pareggio e nessuna sconfitta. Fuori casa 2 vittorie, un pari e tre sconfitte.

Il direttore di gara.

La gara sarà diretta dal sig. Simone Galipò della sezione di Firenze al suo quinto anno in Serie C. 58 le gare dirette con 14 vittorie interne, 24 pareggi e 17 vittorie esterne. 19 i rigori decretati e 16 le espulsioni. Finora in questa stagione 5 gare arbitrate con una vittoria interna, 2 pareggi e una vittoria esterna.

Gli assistenti saranno: 1° sig. Mattia Regattieri della sezione di Finale Emilia; 2° sig. Alessandro Antonio Boggiani della sezione di Monza e il quarto uomo sarà il sig. Giuseppe Costa della sezione di Catanzaro.

Riforme, Guzzetta: “Bozza aggrovigliata? No, disciplina procedura complessa”

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(Adnkronos) – Il

disegno di legge per la riforma costituzionale per l

a ‘Introduzione dell’elezione popolare diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri e razionalizzazione del rapporto di fiducia’ è criticato dall’opposizione anche perché aggrovigliato in troppi scenari ipotetici nella formulazione anziché principi generali come dovrebbe essere una Carta costituzionale. “In realtà, in materia di disciplina delle forme di governo, accade spesso che siano disciplinate procedure complesse.Soprattutto quando si tratta della forma di governo parlamentare, per la quale sussiste un’esigenza di razionalizzazione allorché si vogliano evitare, per citare il famoso ordine del giorno Perassi in Assemblea costituente,

le degenerazioni del parlamentarismo”, risponde all’Adnkronos il costituzionalista Giovanni Guzzetta, professore ordinario di Diritto pubblico all’Università di Roma, Tor Vergata. “Basti pensare alla Costituzione tedesca, a quella spagnola, a quella greca e via discorrendo – prosegue – Quindi astrattamente la critica non mi pare fondata.

Ciò non vuol dire, ovviamente, che, in concreto, le soluzioni regolative non siano migliorabili o semplificabili.Ma si tratta, allora, di entrare nel merito del testo, che ancora però non è complessivamente noto.

Peraltro nel nostro caso esiste una difficoltà ulteriore – rileva il costituzionalista – perché una volta scelto il così detto Premierato, non abbiamo un modello specifico a cui far riferimento, in quanto esso non ha esempi nel diritto comparato.E il Premierato si fonda sull’idea di formalizzare delle procedure che altrove (penso al Regno Unito) sono oggetto di consuetudini consolidate e adattate storicamente all’evoluzione del sistema.

Il che non è un’operazione semplice”.
 Semplificherebbe il “simul stabunt simul cadent” applicato alle regioni, in base alla quale il Presidente della Regione “a suffragio universale e diretto” quando cade, porta con sé la caduta del Consiglio Regionale, anch’esso eletto direttamente? “Astrattamente si può fare tutto.Mi pare però che la scelta politica, e sottolineo politica, che emerge dal progetto, ripeto non ancora noto in tutti i suoi dettagli, sia quella di escludere la “rigidità” del modello regionale – replica Guzzetta – e cioè di prevedere che in ogni caso in cui il Premier eletto cessi dalla carica si proceda allo scioglimento automatico della Camere.

Una volta esclusa quella soluzione per una scelta politica, che dunque non spetta a me commentare in questa sede, si apre ovviamente la strada alla necessità di disciplinare i casi di sostituzione del Premier, preservando l’esigenza di maggiore stabilità che si vuol perseguire.Operazione complessa che produce, inevitabilmente, una regolazione complessa”. (Roberta Lanzara) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Salvini deve morire”, scritta choc contro vicepremier a Milano

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(Adnkronos) – Una scritta contro Matteo Salvini è comparsa sul muro di un palazzo di piazzale Libia, a Milano.L’intimidazione, realizzata con la vernice a spray nera, riporta la frase “Salvini deve morire”, scritta a caratteri cubitali.

Segue una sigla, “Z4”, che farebbe riferimento a una baby gang di ragazzi italiani e immigrati di seconda generazione.Sulla scritta intimidatoria indaga la Digos. “Chi pensa di spaventarci, come qualche baby-gang che mi ha minacciato di morte imbrattando un palazzo nella mia città, si sbaglia di grosso.

Mi dispiace per i proprietari dell’immobile: spero che gli idioti vengano identificati e puniti facendo ripulire le scritte”, ha scritto il il segretario della Lega sui suoi profili social, commentando le scritte. “Sabato -continua il vicepremier e ministro delle Infrastrutture- manifesteremo a Milano per difendere i valori dell’Occidente e censurare qualsiasi forma di violenza e antisemitismo”.E dunque, conclude, “avanti, senza paura e col sorriso”.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo sull’Italia, anche domani sarà allerta meteo: ecco dove

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(Adnkronos) – Continua l’ondata di maltempo sull’Italia dove la tempesta Ciaran si sta estendendo da Nord verso il Centro.E sono diverse le regioni che prolungheranno l’allerta meteo rossa, arancione e gialla anche nella giornata di domani, venerdì 3 novembre, con scuole chiuse in alcuni comuni.

Ecco quali. La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia ha divulgato un’allerta meteo estesa a tutta la regione che al momento è marcata da una depressione atlantica che continuerà ad interessare la regione fino a domani mattina, determinando un forte afflusso di correnti meridionali molto umide.  Domani è previsto l’arrivo dell’aria fredda in quota che provocherà, a tratti, condizioni di instabilità.Nella notte e fino alle prime ore del mattino sarà marcato il maltempo con piogge estese anche temporalesche, intense o molto intense e soffierà vento forte da sud.  Durante il corso della giornata possibili rovesci intermittenti che interesseranno in particolare la fascia orientale con piogge in genere moderate o abbondanti e nevicate da deboli a moderate a partire da 1500 m circa, in calo poi in serata.

Sulla costa soffierà vento da sostenuto a forte in prevalenza da sud-ovest, in calo nel pomeriggio, con mareggiate e possibile acqua alta. L’Agenzia regionale di Protezione civile del Lazio ha emesso una nuova allerta gialla dalla sera di oggi e per le successive 18-24 ore.Si prevedono sul Lazio precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Il meteo regionale del Veneto segnala tra oggi, giovedì 2 novembre e la prima parte di domani venerdì 3, tempo in prevalenza perturbato con precipitazioni diffuse e abbondanti sulle zone centro-settentrionali, localmente anche molto abbondanti su Prealpi e Dolomiti meridionali.Sono previsti probabili rovesci anche forti e locali temporali, specie su pianura e costa.

La fase più intensa è prevista nel pomeriggio e nella serata di oggi, con venti forti meridionali sulla costa e pianura limitrofa e sulle zone montane, specie sulle dorsali prealpine e in quota, dove a tratti potranno risultare anche molto forti. Considerati i fenomeni meteorologici previsti sul Veneto, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile regionale comunica che, per criticità idrogeologica, è stata dichiarata la fase operativa di ‘Allarme’ (Rossa) dalle 14:00 di oggi fino alle 00 del 4 novembre nei bacini idrografici Vene-A Alto Piave (Bl), Vene H Piave Pedemontano (Belluno – Treviso), Vene B Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone (Vicenza – Belluno – Treviso–Verona), Vene-C Adige-Garda e Monti Lessini (Verona).Per la stessa criticità e negli stessi orari e stata dichiarata la fase operativa di ‘Preallarme’ (Arancione) nei restanti bacini.

Contemporaneamente, per criticità idraulica, è stata dichiarata la fase operativa di “Preallarme” (Arancione) in tutti i bacini della regione. Sulla Lombardia, tra oggi e domani, un sistema perturbato atlantico molto intenso sarà in transito verso est, portando con sé un afflusso di aria fredda nella prossima notte.A partire da domani pomeriggio, il cielo presenterà una nuvolosità variabile con ventilazione occidentale senza rinforzi diffusi, mentre tra sabato pomeriggio e domenica mattina tornerà un nuovo impulso perturbato, meno significativo del primo, ma sempre con precipitazioni diffuse.

Le temperature minime saranno in calo, le massime stazionarie.Queste le indicazioni del bollettino meteo diffuso da Arpa Lombardia. Prosegue intanto l’allerta meteo per rischio idraulico, idrogeologico e per temporali sul territorio di Milano.

L’allerta gialla, già in essere da questa mattina, proseguirà fino a domani, venerdì 3 novembre.Lo comunica, con una nota, il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia. Nella nota, si raccomanda di non sostare sotto gli alberi e le impalcature di cantieri, dehors e tende.

Si consiglia, inoltre, di provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dal vento.  Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile è attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi e per coordinare gli eventuali interventi. Prosegue l’allerta arancione in Emilia Romagna.Sulle aree appenniniche del settore occidentale sono in corso precipitazioni che potranno diventare via via più intense e persistenti, anche a carattere temporalesco, nel corso del pomeriggio, coinvolgendo anche le zone montane del settore centro-orientale e le aree di pianura.

Come si legge in una nota della Regione, si raccomanda la massima attenzione sui possibili innalzamenti dei livelli idrometrici nei corsi d’acqua montani e su eventuali fenomeni franosi.Si consiglia di spostarsi il meno possibile, soprattutto nelle zone di crinale e pedecollinare.

Confermata l’allerta arancione anche per domani, per via di piene dei corsi d’acqua, frane e vento, a seconda della zona.Allerta gialla per la costa ferrarese e romagnola, per la bassa collina e la pianura romagnola. Secondo il bollettino emesso dall’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile sulla base dei dati previsionali Arpae, per domani sono previsti temporali localmente anche di forte intensità, più probabili sulle aree montane centro-orientali, via via in esaurimento a partire dalle ore serali.

Sull’Appennino potranno verificarsi ancora fenomeni franosi diffusi, ruscellamenti sui versanti e rapidi innalzamenti nei corsi d’acqua con fenomeni di erosione.Questo a causa delle abbondanti cumulate di pioggia dei giorni scorsi e delle precipitazioni residue previste.

Nei tratti a valle dei corsi d’acqua del settore centro-occidentale è prevista la propagazione delle piene con occupazione delle aree golenali e interessamento degli argini.  Attesi venti sud-occidentali di burrasca forte (75-88 Km/h) su tutte le aree appenniniche regionali e di burrasca moderata (62-74 Km/h) sulle pianure occidentali e sulla pianura romagnola, con possibili, temporanei rinforzi o raffiche di intensità superiore in attenuazione serale.Nelle ore mattutine è ancora previsto mare molto mosso al largo sul settore costiero ferrarese.

Le condizioni del mare sotto costa potranno generare localizzati fenomeni di ingressione marina ed erosione del litorale.Per dopodomani, sabato 4 novembre, si attende una fase di miglioramento, con la perturbazione ormai transitata.

Il Cor (Centro operativo regionale) resta aperto 24 ore su 24, fino a domani sera.L’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, in stretto raccordo con Arpae E-R, continuerà a seguire l’evoluzione della situazione. La perturbazione in transito in queste ore sul centro-nord Italia interesserà anche la Toscana tra la serata di oggi, giovedì 2 novembre, e le prime ore del mattino di domani, venerdì 3 novembre.

La Sala operativa della Protezione civile regionale ha emesso un’allerta meteo arancione per rischio idraulico del reticolo principale dalle 15 di oggi fino alle 18 di domani per l’area nord-occidentale; per rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore dalle 15 di oggi alle 6 di domani sempre per la stessa zona.Altro codice arancione per mareggiate, dalla mezzanotte fino alle 18 di domani, riguarda la costa centro-settentrionale e le isole, e per vento, dalle 21 di oggi fino alle 15 di domani, sempre per costa centro-settentrionale, isole e zone nord orientali. La Sala operativa ha poi emesso una serie di codici gialli per rischio idraulico, idrogeologico, temporali forti, vento e mareggiate che interesseranno tutta la regione tra la giornata di oggi e quella di domani. Temporali e pioggia.

Oggi, giovedì, possibili temporali, anche di forte intensità, inizialmente sul nord-ovest, in trasferimento alle altre zone della regione tra il tardo pomeriggio e la serata.Durante la notte di domani, venerdì, residui temporali su grossetano, aretino e senese.

Possibili colpi di vento e grandinate. Vento.Per oggi previsto rinforzo dei venti da sud (Ostro) dalla tarda mattinata in rotazione a sud ovest (Libeccio) sul mar Ligure nel pomeriggio e in serata; possibili violenti raffiche sui crinali appenninici e sui versanti emiliano-romagnoli dell’Appennino , sull’Arcipelago settentrionale (Gorgona e Capraia) e lungo la costa centrale.

Per domani modesta attenuazione nel corso della notte; dalla mattina e nel pomeriggio nuovo rinforzo del vento di Libeccio (sud ovest) con possibili violente raffiche fino a 80-100 km/h lungo la costa centro settentrionale, sull’Arcipelago settentrionale (Gorgona e Capraia) e sui crinali appenninici settentrionali. Mare.Oggi moto ondoso in intensificazione dal pomeriggio fino a mare agitato ovunque dalla sera.

Domani ulteriore intensificazione del moto ondoso sul mar Ligure con mare molto agitato sull’Arcipelago settentrionale (Gorgona e Capraia) e sulla costa centrale e settentrionale (tutta la costa a nord di Piombino), molto mosso o agitato altrove. È atteso nelle prossime ore, e fino a questa sera, il passaggio del fronte principale della perturbazione che sta interessando la Liguria.La massima attenzione è rivolta non solo alle piogge, persistenti e intense con possibili temporali forti, ma anche al vento forte e all’intensa mareggiata da libeccio che colpirà soprattutto le coste del Centro e Levante ligure.  “L’allerta meteo è stata prolungata – spiegano il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone – ci aspettiamo che nelle prossime ore passi il fronte più potente della perturbazione e poi, soprattutto nella nottata e nella giornata di domani, saranno il mare e il vento a farla da padrone.

Quindi grande attenzione per chi dovesse recarsi in prossimità delle nostre coste: già oggi il vento è molto forte, paragonabile quasi a quello della storica mareggiata del 2018, fortunatamente a quote più elevate.L’allerta resta a livello arancione su una parte rilevante della Liguria (da Portofino allo spezzino e nell’entroterra del Levante), con piogge che nelle ultime tre settimane hanno già raggiunto e talvolta superato, in alcune zone, i 700 millimetri: il terreno è intriso di pioggia e questo ovviamente complica la situazione”. Si registrano piogge diffuse su tutto il territorio.

Una cella temporalesca è attiva in particolare in mare davanti alla costa tra Sestri Levante e Moneglia.La zona più colpita fino a questo momento è quella del Tigullio, con circa 30millimetri all’ora di piogge sul bacino dell’Entella.

La strada statale 586 è stata nuovamente chiusa in via precauzionale da Anas, presente con un presidio sul posto in caso di allerta o piogge per monitorare la situazione fino a quando non saranno conclusi gli interventi strutturali che renderanno possibile la riapertura completa a doppio senso. La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo per piogge e forti temporali valido a partire dalle 21 di oggi, giovedì 2 novembre, fino alle 21 di domani, venerdì 3 novembre, sull’intero territorio regionale.L’allerta, per quanto riguarda il rischio idrogeologico, è di livello: arancione sulle zone 1, 2,3 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana, Alto Volturno e Matese, Costiera Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini) e giallo sul resto della regione.

Lo stato di allerta vige anche per venti molto forti con raffiche e mare molto agitato lungo le coste esposte, si legge nella nota della Protezione Civile.  I temporali, anche di forte intensità, daranno luogo a un rischio idrogeologico diffuso e a un rischio idraulico, con possibili frane, instabilità di versante, colate rapide di fango, caduta massi, allagamenti, esondazioni, innalzamento dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua con fenomeni di inondazione delle aree limitrofe, scorrimento superficiale delle acque piovane nelle strade e coinvolgimento delle aree urbane depresse.  La Protezione Civile della Regione Campania richiama i Sindaci alla massima attenzione.Si ricorda di attivare i Centri operativi comunali, di attuare tutte le norme previste dai piani di Protezione civile e adottare le dovute misure di mitigazione del rischio e messa in sicurezza del territorio e di tutela dei cittadini.

Si invitano le autorità competenti a controllare altresì la corretta tenuta del verde pubblico, nonché delle strutture esposte alle sollecitazioni dei venti e del moto ondoso.Prestare attenzione ai successivi avvisi diramati dalla Sala operativa regionale.  Scuole chiuse per l’allerta maltempo domani a Napoli.

E’ quanto dispone un’ordinanza del sindaco, Gaetano Manfredi.Resteranno chiusi, nella giornata di domani, anche i cimiteri.

Dalle 21 di stasera, e fino alla stessa ora di domani, è infatti prevista un’allerta di livello arancione, diramata dalla Protezione civile della Campania, a causa della previsione di venti forti, mare agitato, precipitazioni sparse e temporali.La chiusura delle scuole vale sia per gli istituti pubblici, di ogni ordine e grado, che per quelli privati.

Stop anche ai cimiteri, si legge in una nota, ma nell’ordinanza si specifica che è consentito esclusivamente l’accesso alla sala deposito dell’ipogeo comunale – Cimitero Nuovissimo – delle urne cinerarie e dei feretri nelle more delle relative operazioni di polizia mortuaria, nonché l’accesso alle maestranze della società Edison e alle ditte di manutenzione edile aggiudicatarie degli appalti inerenti alle aree cimiteriali.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pesca, Nsc: stoccafisso e baccalà norvegesi tra prodotti ittici irrinunciabili per italiani

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(Adnkronos) – In occasione dell’annuale seminario su stoccafisso e baccalà norvegese organizzato dal Norwegian Seafood Council – tenutosi lo scorso 26 ottobre presso l’NH Venezia Laguna Palace di Mestre – con un saluto iniziale dell’ambasciatore della Reale Ambasciata di Norvegia, Johan Vibe, alla presenza dei rappresentanti dell’industria, del settore retail e HoReCa del mercato ittico, è stato illustrato lo sviluppo del mercato dello stoccafisso e del baccalà in Italia, gli scenari futuri del settore e le nuove abitudini dei consumatori italiani. Ad apertura del seminario è stata presentata un’analisi dello scenario politico ed economico internazionale con la forte inflazione, anche nel Largo Consumo che sta influenzando i consumi degli italiani: il 90%* dei consumatori sta infatti apportando cambiamenti per gestire in maniera sempre più attenta la propria situazione finanziaria, principalmente riducendo – ove possibile – le spese discrezionali. Per quanto riguarda il mercato del baccalà e dello stoccafisso, l’Italia si conferma ancora una volta tra i principali mercati per questi prodotti ittici norvegesi: il cliente italiano si rivela fedele, riconosce un valore oggettivo– stoccafisso e baccalà sono ingredienti sani, buoni e sostenibili. Dai dati presentati della ricerca NielsenIQ, – che fanno riferimento a stoccafisso e baccalà a peso fisso – si evidenzia come il valore delle vendite dello stoccafisso rispetto al 2022 (considerando l’anno fino a settembre) è cresciuto del 18,1%* ed in particolare si evince come il 65%* delle vendite di stoccafisso nel canale ipermercati e supermercati avviene in Veneto e Lombardia.Inoltre, da gennaio a settembre 2023 il valore delle vendite del baccalà rispetto al 2022 ha registrato una crescita del + 6.4%*, aumento trainato dalla Lombardia grazie ad una migliore distribuzione in cui il discount è tra i principali canali di consumo.  “In questo contesto ci sono delle eccellenze e dei settori, come quello ittico, che riescono a sfruttare i trend di mercato meglio di altri, ottenendo così una crescita maggiore nonostante la situazione attuale sia molto complessa.” – ha affermato Andrea Succi, Sales and Marketing Advanced Analytics Leader di NielsenIQ. Inoltre, è emersa una sempre maggiore attenzione per un’alimentazione sana e sostenibile, valori che oggi più che mai guidano le scelte dei consumatori italiani.

Al momento dell’acquisto, infatti, l’origine degli alimenti, il modo in cui vengono prodotti e il rispetto dei criteri di sostenibilità diventano parametri imprescindibili.Grazie al marchio “Seafood from Norway” che rappresenta il simbolo di origine di tutti i prodotti ittici norvegesi sia pescati che allevati in maniera sostenibile nelle acque fredde e limpide della Norvegia, per ogni consumatore è facile acquistare prodotti sicuri e di qualità. Nel corso del seminario sono state illustrate le abitudini “fuori casa” degli italiani: nonostante lo scenario politico ed economico attuale, 9 persone su 10 possono ancora permettersi di mangiare fuori casa e, una parte di loro, non ha cambiato le proprie abitudini rispetto al passato.

In questo contesto, il consumo di prodotti ittici fuori casa – in particolare per baccalà e stoccafisso – ha registrato una performance positiva, con una crescita a doppia cifra, pari a +20,2%** a giugno 2023 rispetto a giugno 2022. “La propensione al consumo di baccalà e stoccafisso è aumentata perché i consumatori italiani prediligono occasioni di maggiore gratifica e ricercano innovazione e sperimentazione nell’ambito dell’offerta e delle ricettazioni, sempre con un occhio di riguardo al benessere e alla sostenibilità” – ha dichiarato Matteo Figura, Foodservice Director di Circana. Stoccafisso e baccalà norvegesi sono infatti molto apprezzati dai consumatori italiani prima di tutto per le loro proprietà nutritive.Lo stoccafisso, da oltre 500 anni sulle tavole degli italiani, è ricco di proteine, ferro, vitamina D e B12 e si contraddistingue per un sapore inconfondibile, risultato di un processo di lavorazione unico e naturale che risale all’epoca dei vichinghi.

Durante i primi mesi dell’anno le coste della Norvegia del Nord e in particolare le Isole Lofoten, situate all’interno del Circolo Polare Artico, divengono meta della migrazione del merluzzo artico norvegese (skrei), che, abbandonate le acque fredde del mare di Barents, giunge alle coste delle isole per depositare le proprie uova.Questa circostanza insieme all’inconfondibile clima artico rende quest’area perfetta per far essiccare il merluzzo all’aperto su apposite rastrelliere lungo la costa, trasformando questo pesce in uno stoccafisso di alta qualità. Il baccalà norvegese segue un processo produttivo naturale dall’inizio alla fine e il risultato è un prodotto eccezionale.

Pochi sono gli ingredienti: il miglior merluzzo, il sale, il tempo e la maestria degli artigiani norvegesi. È infatti tutta una questione di conoscenza ed esperienza, che in Norvegia vengono tramandate di generazione in generazione: nel corso degli anni il metodo di lavorazione si è modernizzato, ma il prodotto finale è lo stesso che viene preparato ed esportato dalla Norvegia da più di 300 anni. Inoltre, sono entrambi ingredienti versatili in cucina, ideali per preparare tante ricette della tradizione culinaria italiana, ma anche per sperimentare nuovi abbinamenti e proporre piatti innovativi, sempre più richiesti dal consumatore finale. “Per noi del Norwegian Seafood Council è importante promuovere la cultura del pesce norvegese in Italia, in particolare la conoscenza di prodotti come lo stoccafisso e il baccalà, le loro qualità nutritive e la loro versatilità in cucina” ha affermato Tom-Jørgen Gangsø, Direttore Italia del Norwegian Seafood Council. “Il nostro impegno è rivolto a supportare l’espansione del mercato di questi prodotti e a coglierne nuove necessità, puntando da una parte sulla loro adattabilità in tante ricette della tradizione italiana e, dall’altra, su nuovi utilizzi, come in prodotti ready to cook e ready to eat.”. Al termine del seminario gli esponenti dell’industria, del settore retail e HoReCa del mercato ittico presenti si sono confrontati su quanto è emerso e hanno accolto la sfida per far fronte ai nuovi scenari del settore. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia, Comitato Cassese chiude i lavori, identificati i lep, parola a Cabina Regia

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(Adnkronos) –
Il Comitato per l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Clep) presieduto dall’amministrativista Sabino Cassese e composto da 61 esperti ha concluso i lavori ed identificato i lep, livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali da garantire su tutto il territorio nazionale nell’ambito del progetto di riforma dell’autonomia differenziata, ‘Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione’. 
La parola adesso passa alla Cabina di Regia, istituita ai sensi della legge di Bilancio 2023, presieduta dal Presidente del Consiglio e formata dai ministri competenti sulle materie devolvibili.I lavori – apprende l’Adnkronos – sono terminati il 30 ottobre, dunque nel rispetto dei tempi previsti dal Governo.

La Cabina di Regia dovrà pronunciarsi entro il 31 dicembre individuando in modo definitivo i lep, quindi inizieranno le trattative per la devoluzione, prevista dall’articolo 116 della Costituzione.Definiti, tra gli altri, gli standard in materia di istruzione, per assicurare che vi sia uniformità nelle prestazioni nel territorio nazionale; Per quanto riguarda la sanità sono stati registrati i lea (livelli essenziali di assistenza) presi e raccolti sistematicamente; Stabiliti i livelli in materia urbanistica e di tutela dell’ambiente, più altri parametri.  “Erano 22 anni che si aspettavano i lep e sono stati fatti in 6 mesi”, commenta uno dei membri del Comitato dove non sono mancati dissensi e anche ‘fughe’ celebri come per le dimissioni di Luciano Violante e Giuliano Amato, Franco Bassanini, Franco Gallo e Alessandro Pajno.

Nonostante ciò e “posizioni certamente differenziate, alla fine c’è stata concordia”.E massime autorità e vertici del campo amministrativo e accademico, del diritto costituzionale, europeo ed internazionale, dell’economia e della matematica del Paese insieme hanno elaborato 80-90 pagine più allegati per ogni materia, sulla tabella di marcia verso la Riforma firmata Calderoli.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)