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Maltempo Toscana, 5 morti: chi sono le vittime

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(Adnkronos) – E’ salito a cinque il bilancio delle vittime del maltempo che sta colpendo la Toscana.La prima vittima è un uomo di 85 anni, Alfio Ciolini, morto nella sua casa di Montemurlo, in via Riva 21, nella frazione di Bagnolo, dove ha esondato il torrente Bagnolo.

L’anziano con problemi di deambulazione è stato trovato nel salotto riverso senza vita nell’acqua che aveva invaso l’appartamento.L’85enne non è riuscito a raggiungere i piani superiori mentre l’acqua saliva di livello. L’altro decesso a Montemurlo è di una donna di 84 anni in via Garda, colpita da un malore. “Un decesso che non pare in questo momento direttamente collegato al maltempo”, ha voluto precisare il sindaco Simone Calamai.

L’anziana si sarebbe sentita male mentre stava spalando acqua dalla sua abitazione a Montemurlo. Un altro anziano, ospite di una casa di riposo privata, è morto ieri sera a Rosignano.L’uomo è deceduto durante le operazioni di trasferimento dei ricoverati che i vigili del fuoco stavano effettuando per l’allagamento del piano terra della struttura sanitaria, situata lungo la strada provinciale 206 al bivio di Orciano e per il pericolo che un fosso vicino all’edificio esondasse.

Il sindaco di Rosignano Marittimo, Daniele Donati, ha spiegato che non è ancora chiaro se l’anziano sia morto in seguito a cause dirette all’allagamento oppure per cause naturali.Quando i vigili del fuoco sono intervenuti al piano terra della casa di riposo c’erano una ventina di centimetri d’acqua. Poco prima delle 12 di oggi, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato il corpo di Antonio Madonia, 70 anni, l’uomo disperso insieme alla moglie in provincia di Firenze.

Il cadavere è stato trovato a circa 3 km dall’auto della coppia, tra i comuni di Lamporecchio (Pistoia) e Vinci (Firenze).I due coniugi di Lamporecchio viaggiavano in auto la scorsa notte quando sono stati trascinati via dall’acqua.

Deceduta anche la moglie, Teresa Perone, 65 anni, il cui copro non è ancora stato trovato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riforma del premierato, ok del Cdm: cosa cambia

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(Adnkronos) –
Disco verde del Consiglio dei ministri al testo che punta a introdurre il premierato in Italia.Il via libera all’elezione diretta del presidente del Consiglio è arrivato all’unanimità, il “testo è stato approvato così come è entrato, senza alcuna modifica”, spiega una fonte di governo all’Adnkronos.  
Il premier non è eletto a turno unico.

La modalità del turno unico previsto nelle bozze inizialmente circolate sul disegno di legge costituzionale sul premierato, secondo quanto apprende l’Adnkronos è stata eliminata dal testo in Cdm per lasciare maggiore margine e flessibilità alla legge elettorale che fisserà le modalità e i dettagli della norma che stabilisce la elezione diretta.  Questa la sostituzione dell’articolo 92 della Costituzione: “Il Governo della Repubblica – si legge – è composto dal Presidente del Consiglio e dai Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.Il Presidente del Consiglio è eletto a suffragio universale e diretto per la durata di cinque anni.

Le votazioni per l’elezione del Presidente del Consiglio e delle Camere avvengono tramite un’unica scheda elettorale.La legge disciplina il sistema elettorale delle Camere secondo i principi di rappresentatività e governabilità e in modo che un premio, assegnato su base nazionale, garantisca il 55 per cento dei seggi nelle Camere alle liste e ai candidati collegati al Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri è eletto nella Camera nella quale ha presentato la sua candidatura.Il Presidente della Repubblica conferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri eletto l’incarico di formare il Governo e nomina, su proposta del Presidente del Consiglio, i Ministri.”.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, West Nile e non solo: oltre 100 i virus che minacciano l’Italia

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(Adnkronos) – L’ombra invisibile dei virus minaccia la salute degli italiani.West Nile, Usutu, Toscana, Tbe (encefalite da zecca): sono solo alcune delle arbovirosi autoctone maggiormente presenti nel nostro Paese, cui si aggiungono quelle di importazione come Chikungunya, Zika e Dengue.

Di quest’ultima si contano ora anche casi autoctoni.Solo in Lombardia parliamo complessivamente di oltre 200 casi nel 2023, di cui 97 di Dengue (su 298 totali in Italia).  La West Nile, arbovirosi autoctona, segna 283 casi dall’inizio di maggio, di cui 166 nella forma neuro-invasiva e una maggior frequenza sempre in Lombardia: 53 casi confermati e 8 decessi sui 17 notificati. “Spesso sottostimate, le arbovirosi – causate da oltre 100 specie virali – sono malattie infettive trasmesse da zanzare, zecche e pappataci.

Un semplice morso o una puntura sono un veicolo potenziale e sufficiente per sviluppare nell’uomo specifiche malattie, anche in forma grave o letale”.A fare il punto è l’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Milano, impegnato nella formazione dei propri iscritti con iniziative e corsi accreditati. Le arbovirosi – spiegano i medici – costituiscono un importante problema di sanità pubblica mondiale, anche in Italia dove il fenomeno è in sensibile crescita.

Cambiamenti climatici, aumento dei viaggi intercontinentali, scambi commerciali hanno favorito l’importazione e la riproduzione sul nostro territorio di nuove specie di vettori provenienti da altri Paesi e l’ampliamento dell’area di distribuzione di specie indigene.  Ecco perché l’Omceo di Milano promuove la formazione dei medici con un corso in programma il 7 novembre (Fad sincrona ‘Dengue, West Nile e altre arbovirosi: cosa dobbiamo sapere’).Gli esperti affronteranno epidemiologia, diffusione, prevenzione, approcci terapeutici, posizionamento rispetto ad altre malattie infettive, nuovi scenari, con un focus sulla malattia di Dengue.

Per iscriversi: www.omceomi-ecm.it.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gelmini twitta, ‘sostituita senza dirlo al Senato’, ancora scintille Iv-Azione

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(Adnkronos) – “Non farò più parte della Comm.Affari Costituzionali – Senato.

Non l’ho deciso io, ma Matteo Renzi e Enrico Borghi, che non hanno avuto neanche il coraggio di dirmelo.La decisione mi è stata comunicata, con non poco imbarazzo, da una funzionaria di IV.

Complimenti per lo stile…”.L’annuncio via social della senatrice e portavoce di Azione Mariastella Gelmini scatena una nuova ondata di polemiche, l’ennesima, nell’ormai ex Terzo polo.  La discussione tra Iv e Azione si svolge tutta su Twitter.

Enrico Borghi, capogruppo al Senato, replica infatti a stretto giro alla Gelmini: “Cara Maria Stella, visto che ti sei abituata (in compagnia peraltro!) a disertare le riunioni del gruppo dove si affrontano le questioni, per portarle in pubblico, ti risponderò pubblicamente: ritengo che Dafne Musolino sia più capace e affidabile di te in Prima Commissione.Tocca al capogruppo decidere.

E ha deciso, sapendo di esprimere il consenso maggioritario del gruppo.Tutto qui.

Stai bene”. A stretto giro, interviene però Carlo Calenda in difesa della portavoce di Azione: “Quando Borghi è entrato nel gruppo parlamentare, la frattura tra Azione e Italia Viva era già consumata.Da Statuto avremmo potuto mettere un veto sul suo ingresso.

Non lo abbiamo fatto, ritenendo che avrebbe tenuto un comportamento professionale o almeno conforme alla normale educazione.Amen.

Per fortuna tutto ciò è alle nostre spalle”, scrive Calenda.  (Adnkronos) – Al leader di Azione controbatte, però, la coordinatrice di Iv Raffaella Paita: “Calenda, nei gruppi parlamentari democratici funziona così.Ma ci sono due cose su cui tu proprio non puoi dare lezioni.

La prima è l’educazione.La seconda è come si fa politica.

Smetti di attaccare Italia Viva e fatti una vita anche senza di noi, se ti riesce.Vedo con piacere che attacchi più Renzi di Meloni o Schlein: si chiama ingratitudine del beneficiario rancoroso.

Ciao”. E a dare manforte alla linea di Iv ci pensa anche il deputato Francesco Bonifazi: “Capire le regole dei gruppi parlamentari è molto semplice.Non bisogna essere esperti di neutrini al CERN, anche Maria Stella può farcela.

Chi ha la maggioranza decide.Siccome la Gelmini fa come vuole, si assenta senza dirlo, non si relaziona con gli altri e pensa di fare come le pare, la conseguenza naturale è che da oggi la Gelmini non segua più l’autonomia differenziata e la commissione Affari costituzionali.

Tutto qui.Semplice, no?”, conclude Bonifazi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alluvione Toscana, il video di oggi dall’elicottero: Prato in ginocchio

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(Adnkronos) – L’alluvione della Toscana mostrata oggi dall’elicottero dei Vigili del Fuoco, che sorvolano la zona di Prato, una delle più colpite dalla tempesta Ciaran e dall’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla regione.Il livello dell’acqua è impressionante e si percepisce perfettamente anche dall’alto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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(Adnkronos) –  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zerocalcare, Lucca Comics e la guerra Israele-Hamas: il chiarimento del fumettista

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(Adnkronos) –
Zerocalcare torna a parlare della sua decisione di non andare al Lucca Comics e lo fa con delle vignette pubblicate su Internazionale. “Lo so che parlare ancora di Lucca mentre a Gaza continua incessante il massacro è grottesco – scrive il fumettista all’inizio della grafphic novel dal titolo ‘Corto circuito: appunti e cronistoria della vicenda Lucca Comics’ – ma al centomillesimo articolo pieno di menzogne che mi mette in mezzo personalmente io o faccio un fumetto o vado in cronaca”. “Mi rendo conto del rischio mitomania – sottolinea – ma ritengo abbia un interesse come caso di studio sui media”.Zerocalcare ricostruisce tramite i suoi disegni cosa è accaduto, da quando ha saputo del patrocino dell’ambasciata israeliana e i suoi dubbi. “Io sto un po’ in crisi”, scrive.

Poi l”abisso’ come lo definisce lui, la decisione di non andare, il comunicato sui social e le reazioni. “Ci sono delle cose che vorrei fissare in mezzo alle farneticazioni di internet – scrive – Io sono di Roma: per me il rastrellamento del ghetto il 16 ottobre 1943 è la pagina più buia della mia città.Per me non è una ferita degli ebrei. È una ferita di Roma perché non si può lasciare che ciascuno curi un pezzetto di memoria, a compartimenti stagni. ‘Sta memoria va ricomposta perché sia collettiva”. “La denuncia o la critica delle politiche e dei crimini dello Stato israeliano non può essere buttata strumentalmente nel tritacarne infame dell’antisemitismo”, scrive ancora. “Ci sta una semplificazione che la logica di guerra impone per cui chiedere la fine dei bombardamenti a Gaza significherebbe essere a favore dell’uccisione di civili israeliani o complici degli orrendi episodi antisemiti che si moltiplicano in giro per il mondo.

Per me sta roba è inaccettabile visto che da tutti la vita penso che la memoria vada ricomposta, così lo sfregio delle pietre d’inciampo a Roma è un attacco alla nostra memoria collettiva e le stelle di David fatte a Parigi sono una ferita inferta a tutti”.E ancora: “Ma l’odio per ogni forma di antisemitismo e di razzismo non dovrebbe significare chiudere gli occhi di fronte ai bombardamenti che stanno martellando Gaza, come racconta chi pretende di schiacciare e blindare il dibattito.

Per me è l’esatto contrario”. 
“Non esistono morti di Serie A o di serie B”, scrive quindi. “Per me la coerenza non è dire: siccome sono contro il fondamentalismo, allora Israele ha diritto di ammazzare migliaia di palestinesi per vendetta.Per me significa dire che proprio perché considero atroci i massacri subiti dai civili israeliani, non posso che considerare altrettanto atroce la punizione collettiva a cui sono sottoposti i civili palestinesi”. “Finché non cambiamo la prospettiva da cui guardare il mondo, finché continuiamo a fare il tifo per uno stato contro un altro, continueremo a scegliere quale massacro giustificare e quale condannare, magari sulla base di interessi commerciali o militari che spesso hanno poco sa che fra con gli ideali.

Io preferisco – conclude – spostare il focus sui popoli e sulla necessità di convivere da eguali, e le bandiere degli Stati, specie quelli in guerra, raramente vanno in quella direzione”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coro lirico siciliano inaugura Duomo Centuripe

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(Adnkronos) – Il Coro Lirico Siciliano inaugura il Duomo di Centuripe, piccolo cento della provincia di Enna.Arte, storia, mito e eternità.

Sono gli ingredienti per il recital dedicato al più noto, ma anche più intimo e dal forte impatto emozionale, repertorio di musica sacra e classica affidato alle voci tenorili del Coro Lirico Siciliano. “Composizioni di Rossini, Verdi, Bach, Mascagni, Puccini e Bellini per il tanto evento atteso della inaugurazione del monumentale Duomo di Centuripe.Il concerto avrà inizio alle 20”, si legge in una nota.

Brani da Petite Messe Solennelle, Requiem di Verdi, composizioni come Ave Maria di Caccini e Gounod, Panis angelicus di Frank, Repentir di Gounod per una serata evento per città “Balcone di Sicilia”.I tenori saranno Federico Parisi, Davide Benigno e Alberto Munafò Siragusa.

Francesco Allegra, maestro accompagnatore all’organo. L’ente lirico siciliano, divenuto da anni realtà di riferimento del panorama musicale nazionale ed estero, è ormai riconosciuto a livello mondiale come uno dei più importanti e rinomati cori lirico-sinfonici d’Italia e destinatario di uno dei più prestigiosi riconoscimenti per il settore teatrale: l’International Opera Awards – Oscar della Lirica. Da anni il complesso corale è specializzato nelle tournée estere, dove ha portato, in particolare, l’eterna melodia belliniana in giro per il mondo, dall’Europa all’Asia, facendo anche arrivare la musica del cigno etneo in prima esecuzione assoluta nei paesi dove si è esibito, e distinguendosi per la precisione e perfezione gestionale, oltre che per l’indiscusso valore artistico, tanto da essere nominato ambasciatore del Belcanto nel mondo; un ambasciatore d’eccellenza del meridione, il Coro Lirico Siciliano, che, nel pieno fulgore di una carriera costellata di crescenti successi, si pone ad attici livelli artistici nazionali e internazionali. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Lombardia e Milano oggi, si alzano livelli di Seveso e Lambro

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(Adnkronos) – Aumento significativo dei livelli di Lambro e Seveso oggi a Milano a causa del maltempo che sta colpendo la Lombardia e buona parte dell’Italia. “Le forti e persistenti piogge di adesso e stanotte (non previste da Centro funzionale di Regione Lombardia) e fuori da allerta, stanno provocando un aumento significativo dei livelli di Lambro e Seveso a Milano”, ha reso noto l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli. “Meno male che stanotte abbiamo deciso di tenere ancora fuori le comunità del Parco Lambro – osserva Granelli – e che la vasca di Milano del Seveso è pronta ad accogliere acqua se i livelli continuano a salire.Massima attenzione”.

Ieri pomeriggio il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia ha diramato un’allerta gialla per tutta la giornata di ieri e oggi. Intanto il sindaco di Monza, Paolo Pilotto, “con un’ordinanza contingibile e urgente” ha disposto la chiusura del Parco di Monza, dove il fiume Lambro è già esondato in qualche punto tra cui il ‘ponte delle catene’ e la ‘valle dei sospiri’.Il picco di piena del Lambro a Monza è previsto intorno alle 12. Mentre la Protezione Civile di Monza è in costante contatto con le altre autorità per monitorare il livello del Lambro, la situazione resta di allerta e al momento non vengono segnalate criticità di rilievo.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Toscana, 57 anni fa alluvione Arno: era il 4 novembre 1966

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(Adnkronos) – L’ondata di maltempo che ha devastato gran parte del territorio della Toscana settentrionale, nella serata del 2 novembre, è avvenuta alla vigilia del 57esimo anniversario dell’alluvione dell’Arno.Era un venerdì di festa nazionale, il 4 novembre 1966, e, dopo giorni di forte maltempo, i fiorentini si svegliarono con l’Arno che aveva invaso le strade della città trascinando tutto con sé.

Da allora una targa in via dei Neri, nel quartiere di Santa Croce, ricorda il punto più alto raggiunto dalla piena devastante del fiume: 4 metri e 92 centimetri.  In quella tragica alluvione morirono 35 persone: 17 a Firenze, 18 nella provincia.Musei e chiese si allagarono: l’acqua entrò in Palazzo Vecchio, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, nel Battistero di San Giovanni e nel campanile di Giotto.

La furia delle acque sventrò le botteghe degli orafi sul Ponte Vecchio, procurando gravi danni anche al soprastante Corridoio Vasariano.  L’Arno ruppe gli argini poco dopo le cinque di mattina del 4 novembre di 57 anni fa all’altezza del lungarno Acciaioli e del lungarno delle Grazie, mentre il torrente Mugnone inondò la zona intorno al parco delle Cascine L’acqua entrò in città, travolgendo tutto: case, negozi, monumenti, biblioteche, ospedali.Migliaia le opere d’arte danneggiate, milioni i libri storici della Biblioteca nazionale finiti nel fango: per dare una mano a risollevare la città, arrivarono migliaia di giovani da tutto il mondo, gli “angeli del fango”.

Furono oltre 20mila le auto trascinate via dal turbinio delle acque.Le famiglie alluvionate furono 20.000, 4mila quelle rimaste senza casa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, Austria choc: segue Gb su deportazione richiedenti asilo

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(Adnkronos) –
L’Austria si avvia a introdurre un programma per deportare in un Paese terzo i richiedenti asilo, sul modello, ma non identico, di quanto varato in Gran Bretagna, dove lo schema per il trasferimento di 140 milioni di sterline l’anno al Ruanda per accogliere richiedenti asilo e gestire le loro pratiche è sospeso, in attesa di un parere della Corte suprema sulla sua legittimità, atteso per metà dicembre.Vienna si impegna inoltre a uno sforzo perché un programma simile sia adottato dall’Unione europea.  Il ministro degli Interni austriaco Gerhard Karner ha firmato ieri con la controparte britannica, Suella Braverman, un “accordo sulle migrazioni e la sicurezza”, un patto per rafforzare la cooperazione sulla questione dei migranti. “La Gran Bretagna ha molta esperienza sul fronte di una futura gestione delle richieste di asilo fuori dall’Europa.

E’ stato un tema importante del mio incontro con la ministra degli Interni a Vienna perché l’Austria può trarre beneficio da questa esperienza.Continueremo a fare uno sforzo coerente perché la Commissione europea porti avanti e autorizzi tali procedure fuori dall’Europa”, ha dichiarato Karner.

Il Cancelliere Karl Nehammer, che il prossimo anno dovrà affrontare le elezioni, lo scorso settembre aveva anticipato la possibilità di trasferire il sistema di gestione delle richieste di asilo in un Paese terzo per garantire che i respinti “non saranno più in grado di nascondersi nell’Unione Europa o presentino contemporaneamente richieste di asilo in diversi Paesi europei”.  “L’Austria è uno stretto alleato nel perseguire le migrazioni illegali e abbiamo già iniziato a condividere conoscenza sulle nostre azioni e strategie, come le rimozioni verso Paesi terzi.Questa dichiarazione comune è un impegno a lavorare insieme a più stretto contatto per arrivare ai nostri obiettivi e rafforzare la cooperazione su una vasta gamma di sfide alla nostra sicurezza”, ha dichiarato, a sua volta, Braverman da Vienna. L’Austria si impegnerebbe ad accogliere i migranti deportati in un Paese terzo, nel caso in cui la loro richiesta di asilo fosse nel frattempo accettata, contrariamente a quanto previsto dal programma britannico, secondo cui i rifugiati dovrebbero comunque continuare a risiedere in Ruanda, una volta accolta la loro richiesta.  Coloro a cui la richiesta venisse respinta, per i programmi di entrambi i Paesi, sarebbero invece costretti a tornare nel loro Paese di origine.

L’unica eccezione prevista da Londra per il biglietto di sola andata per il Ruanda per i richiedenti asilo è che questi riescano a dimostrare il rischio di “pericoli gravi e irreversibili”.  Il governo del Premier Rishi Sunak preme perché siano respinti, anche in Europa, gli accordi internazionali sulla richiesta di asilo, inclusa la Convenzione sui rifugiati e la Carta europea dei diritti dell’uomo.E l’Austria potrebbe operare in questo senso dall’interno dell’Ue.  Nel caso in cui la Corte suprema britannica dia il via libera al programma Ruanda, liquidando il pericolo che i richiedenti asilo deportati possano, dal Ruanda, essere nuovamente deportati al loro Paese di origine, il primo volo con migranti deportati è previsto per febbraio.

In caso contrario, Sunak potrebbe cedere alle pressioni di diversi deputati conservatori per far uscire la Gran Bretagna dalla Carta europea sui diritti dell’uomo. La Danimarca è l’unico altro Paese che ha in precedenza ,lo scorso anno e anche in questo caso in vista di elezioni, ipotizzato l’introduzione di un programma per il trasferimento forzato dei richiedenti asilo al Ruanda.Ma del programma non si è più parlato dopo il voto dello scorso novembre.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Telefonata fake a Giorgia Meloni, da Kissinger a Elton John: ecco le altre vittime dei comici russi

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(Adnkronos) – No solo Giorgia Meloni.A cadere nella trappola dei due comici russi Vovan e Lexus, che, riuscendo a superare le barriere istituzionali hanno telefonato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni cercando di carpire dichiarazioni sulla guerra tra Ucraina e Russia, sono stati diversi leader mondiali e personaggi dello spettacolo.

Da Elton John a Angela Merkel, dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan a Henry Kissinger, ex segretario di Stato Usa e storico esperto della politica estera americana.  Vladimir Aleksandrovich Kuznetsov e Aleksei Vladimirovich Stolyarov, 36 e 37 anni, hanno all’attivo una lunga serie di scherzi.In genere, nel mirino finiscono figure che hanno posizioni critiche o distanti rispetto alla Russia.

Per questo, Vovan e Lexus vengono considerati organici alla comunicazione del Cremlino e funzionali agli interessi di Mosca e dei servizi, a cominciare dall’Fsb, la principale agenzia di sicurezza. La ‘carriera’ del duo, che a parole rifiuta di essere considerati strumenti al servizio di Vladimir Putin, comincia nel 2014 con una telefonata all’allora presidente della Moldova, Nicolae Timofti.A chiamarlo sarebbe stato il presidente.

Tra le vittime nel 2015 spunta anche Elton John, perché Vovan e Lexus spaziano da politica a spettacolo.Al cantante arriva addirittura una telefonata di Vladimir Putin: la discussione sui diritti dei gay in Russia spinge Elton John a pubblicare un post entusiasta sui social.

Tocca al vero Putin chiamare il cantante e spiegare che è stato uno scherzo di due ‘mattacchioni’ senza scrupoli. Vengono beffati Mikhail Gorbachev e John McCain, dalla Russia agli Stati Uniti.Nel 2016 il colpaccio con lo scherzo al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ‘abbocca’ alla telefonata dei leader ucraini Petro Poroshenko e Arseniy Yatsenyuk.

L’imitazione di Poroshenko è particolarmente azzeccata, se è vero che ci casca nel 2019 anche il presidente della Nord Macedonia, Zoran Zaev.  Nel 2019 la coppia si interessa al Venezuela.A Juan Guaidò, leader dell’opposizione al regime di Nicolas Maduro, arriva la telefonata del sedicente presidente svizzero Ueli Maurer.

I comici provano a prendere in castagna Elliott Abrams, rappresentante speciale degli Usa per il Venezuela, e cercano di convincerlo ad esporsi su un intervento militare americano nel paese: missione fallita.Vovan e Lexus nel 2020 si trasformano in Greta Thunberg, con papà accanto, per parlare col principe Harry e con il premier canadese Justin Trudeau al quale, tra una frase e l’altra, viene prospettata l’ipotesi di lasciare la Nato.

Nel 2020, anno delle elezioni Usa che sanciranno la vittoria di Joe Biden contro Donald Trump, il duo è particolarmente attivo sul fronte americano.Ecco le telefonate a Bernie Sanders, senatore democratico in lizza alle primarie, e a Kamala Harris, destinata a diventare vicepresidente.  A novembre 2022, con la guerra tra Ucraina e Russia in corso da mesi, si spacciano per il presidente francese Emmanuel Macron e entrano in contatto con il presidente polacco Andrzej Duda, che mangia la foglia e chiude la conversazione.

Anche Henry Kissinger, ex segretario di Stato Usa e storico esperto della politica estera americana, cade nella trappola.A lui è stato fatto credere di parlare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.  Stesso destino per la scrittrice J.K.

Rowling, sicura di parlare su Zoom con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.A febbraio di quest’anno, torna il collaudatissimo ‘finto Porosheenko’ che tiene al telefono Angela Merkel per parlare di Ucraina.

Poche settimane dopo, un falso Zelensky chiama Christine Lagarde: la presidente della Banca Centrale Europea. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, processo a Mughini: le nomination, i concorrenti a rischio

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(Adnkronos) –
Cinque concorrenti del Grande Fratello in nomination dopo la puntata di ieri sera.Ma a tenere banco è lo sfogo di Angelica, una delle persone a rischio eliminazione, colpita dalle parole che le ha riservato due giorni fa Giampiero Mughini.

L’uso della parola ‘zocc…’ da parte dello scrittore, per una battuta alla ragazza che stava ballando, lascia il segno.Alla fine della puntata, Angelica crolla: piange e viene consolata da alcune ‘colleghe’. “Gattamorta, persona orribile e quando balli sei volgare…

Io lunedì esco così, dice la giovane.  Il tema viene affrontato anche durante la puntata.Signorini chiede conto a Mughini: “Le ho dato della poco di buono?

Ma non diciamo assurdità – dice lo scrittore -.Io adoro Angelica, ho fatto una battutaccia, non ci posso credere che ci sia rimasta male.

Non ci posso credere che lei si aspetti da me qualcosa di negativo”. “Io ci sono rimasta male”, dice la ragazza con la voce rotta dal pianto. “Non ci posso credere, non dire assurdità.Si chiamano battutacce, servono a insaporire lo stare insieme.

Io penso che i pianti nella vita si riservino a pochi avvenimenti nella vita”, prosegue Mughini. “La prossima volta, in ogni caso, la battutaccia non la risparmio: altrimenti non sarei io”. “So che Giampiero non intendeva offendermi, ma sono parole pesanti che fanno male”, chiosa Angelica. 
Le spiegazioni non aiutano Mughini ad evitare la nomination.Con lui e Angelica, rischiano l’eliminazione Alex, Giuseppe e Giselda. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lucca Comics, Oscar del fumetto a “Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo”

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(Adnkronos) – Una platea di stelle del fumetto, dell’illustrazione e del gioco, accompagnata da una nutrita rappresentanza di tutti gli universi del festival, ha affollato questa sera il Teatro del Giglio di Lucca in occasione della cerimonia di consegna dei Lucca Comics & Games Awards, gli ‘Oscar’ italiani del fumetto e del gioco.Un ideale palmares nato per raccontare la creatività dei nostri tempi, valorizzando artisti e artiste, creatori di giochi, idee e visioni.  Dopo l’annuncio a settembre delle 30 opere finaliste, la Giuria dedicata ai Lucca Comics Awards ha decretato vincitori e vincitrici, saliti sul palco o rappresentati dalle loro case editrici per ricevere i prestigiosi riconoscimenti.  Il Gran Guinigi per fumetto breve o raccolta è stato assegnato a “Topolino e l’incubo dell’Isola di Corallo” di Marco Nucci e Casty (Panini Comics).

La giuria ha così descritto l’opera: “Macchia Nera è prigioniero nell’isola di Corallo, versione disneyana di Alcatraz.Ma ha un piano per fuggire, riprendere i suoi crimini e al tempo stesso mettere in difficoltà il suo nemico di sempre.

Un po’ storia soprannaturale, un po’ classica storia d’evasione (letterale, non metaforica), un bel po’ thriller-noir, un ottimo esempio di fumetto disneyano moderno, che addirittura rinuncia al lieto fine classico.Casty ai disegni è una garanzia, il più giovane Marco Nucci ai testi una solida conferma”.  ll Gran Guinigi al Miglior fumetto seriale è andato a “Eternity” di Alessandro Bilotta e AAVV (Sergio Bonelli Editore).

Nelle parole degli esponenti della giuria: “Alceste Santacroce è un giornalista scandalistico, un “gossipparo” di vecchia scuola che si muove con suprema eleganza in una Roma retrofuturista.La nuova serie di Alessandro Bilotta per Sergio Bonelli Editore racconta il lato oscuro della fama, con uno sguardo morale ma mai moralista.

Fra modelle in cerca di fortuna e presentatori in crisi, le prede di Alceste sono protagoniste tanto quanto lui, a comporre il quadro di un’umanità dolente e costretta all’apparenza, costantemente sospesa fra pietà e cinismo”.  Il Guinigi al Miglior disegno è stato assegnato ex aequo a Francesca Ghermandi per I misteri dell’oceano intergalattico (Eris) e Léa Murawiec per Il grande vuoto (Comicon Edizioni).Queste le motivazioni per il volume di Eris “C’è un cagnolino, una specie di Snoopy moderno, che fa naufragio e si accorge che gli hanno rubato il cervello.

C’è un bizzarro mondo da esplorare, pieno di scoperte e di avventure.E c’è un’autrice, Francesca Ghermandi, che torna al fumetto lungo dopo più di dieci anni.

Realizzato per il Giappone, un onore che pochi autori occidentali possono vantare, il libro è la versione di Ghermandi della più classica epopea fantastica, che ha più il sapore dell’Orlando furioso che del fantasy contemporaneo.Coltissimo e stratificato, e al tempo stesso leggero e accessibile”.

Per il libro di Comicon Edizioni “in una società in cui solo la presenza nella coscienza altrui garantisce la sopravvivenza, una donna diventa famosa senza tener conto delle conseguenze.Satira pseudo-fantascientifica della moderna economia dell’attenzione, per cui vivere equivale ad apparire.

Il tratto stilizzato dell’autrice è molto efficace, in particolare nella resa della città distopica come una foresta di insegne riportanti solo nomi propri, metafora visiva dell’imperante proliferazione dell’ego”.  Il Gran Guinigi Miglior sceneggiatura è andato a Tom King per Human Target (Panini Comics), e la giuria ha così presentato il lavoro dell’autore “Christopher Chase, il Bersaglio Umano specializzato nel “morire” al posto dei suoi clienti, viene avvelenato e gli restano solo dodici giorni di vita per scoprire chi è stato.Un noir vecchio stile ambientato nell’universo Dc, che Tom King dimostra ancora una volta di saper maneggiare abilmente, forzandone i limiti senza mai romperli.

C’è tutto: una “detection” senza speranza risolta in gran parte tramite i dialoghi, l’amore impossibile per la “femme fatale” di turno, una complessa rete di inganni e bugie, una visione del supereroe disillusa e tutt’altro che eroica”.  A Iris Biasio è stato assegnato il Gran Guinigi al/alla Migliore esordiente per Mia sorella è pazza (Rizzoli Lizard) storia in cui “una donna deve confrontarsi con la difficile condizione della sorella, da sempre particolare e traumatizzata dalla perdita del marito, che finisce per perdere contatto con la realtà e chiudersi in un mutismo assoluto.Non c’è alcun pietismo né facile psicologismo nel bel libro di Iris Biasio.

Anche il trauma, che pure c’è, non diventa mai retorica del trauma: è solo uno dei nodi di quella rete misteriosa che è la mente umana, che rimane inconoscibile a dispetto di qualunque idea di “normalità” o di “pazzia””.  Il Premio Stefano Beani alla migliore iniziativa editoriale è andato a Domani Fumetti, inserto del quotidiano Domani a cura di Michela “Sonno” Rossi – Editoriale Domani.  A questi si aggiunge il Premio Self Area, che in questa edizione contava 27 opere candidate provenienti dal mondo dell’autoproduzione e del fumetto underground.Il collettivo selezionato è stato BlackBoard Autoproduzioni: oltre al riconoscimento come Ospite d’Onore alla prossima edizione del festival con uno stand offerto da Lucca Crea, il gruppo avrà anche la possibilità di realizzare l’artwork pubblicitario della Self Area 2024 e una mostra sul volume vincitore. Con uno sguardo al futuro è stato assegnato anche il Lucca Project Contest 2023 e per la prima volta il progetto vincitore è stato proclamato nel corso della cerimonia di premiazione.

Il riconoscimento è andato a “Questi muri” di Marco Checchin “per il taglio estremamente personale dato a una storia di crisi, in cui la voce dell’autore racconta contemporaneamente con delicatezza e violenza la disperazione quotidiana che si annida nelle vite sul punto di confine di un’età difficile, imperniata su un impianto visivo solido e una regia spregiudicata, con un utilizzo mai casuale del linguaggio cromatico”. Due i progetti speciali menzionati: Super Knight Punk di Francesco Cabbai per l’estetica pop al cardiopalma e una potente grammatica cinetica colpiscono in pieno il lettore per un progetto che, con il giusto lavoro, getta le basi di un’opera solida, divertente e potenzialmente iconica.La seconda menzione speciale è andata a I Cavalieri di Yaga, di Alice Fazzari e Anna Ferrari, per la sintesi grafica estremamente raffinata e dalla consistenza evocativa si fonde con una storia ben congegnata sul genere e dialoghi lavorati al cesello, per un duo autoriale che fa della dialettica scritto/disegnato il proprio punto di forza. Tra i momenti più emozionanti.

la consegna degli ambiti Yellow Kid, considerati i premi più prestigiosi.Lo Yellow Kid al Fumetto dell’anno, assegnato a Transformer, di Nicoz Balboa (Oblomov Edizioni): come ha spiegato la giuria, “l’autore racconta, senza pudori né ipocrisia, la sua transizione da femmina a maschio.

Seguito spirituale del precedente Play with Fire, in cui l’allora autrice si interrogava sulla sua identità di genere, Nicoz Balboa entra nei dettagli del processo di transizione, senza tacere di ormoni, di protesi estetiche e soprattutto dell’ansia nel ricostruire le sue relazioni.Per Nicoz un duplice percorso, di scoperta e costruzione di sé; per gli altri una lettura illuminante”.

E ancora, lo Yellow Kid all’Autore/Autrice dell’anno è andato a Silvia Ziche per La gabbia – (Feltrinelli Comics) opera in cui “un personaggio di fantasia, che potrebbe o meno essere una proiezione dell’autrice, fa i conti col fantasma della madre morta e della sua costante depressione.Il libro forse più personale di Silvia Ziche, intimo e delicato nell’evocare i trabocchetti di una trasmissione matrilineare dei valori, spingendosi così oltre una generica denuncia del patriarcato, che, in questo caso, fa più che altro da contesto implicito.

L’umorismo tipico dell’autrice stempera, ma non depotenzia, la disincantata malinconia del racconto”.Infine lo Yellow Kid Maestro del Fumetto è stato consegnato a Frank Miller: il suo autoritratto, presentato in anteprima, sarà esposto nelle Gallerie degli Uffizi nella galleria degli autoritratti di alcuni dei nomi più importanti del fumetto mondiale.  Nel trentennale della nascita di Lucca Games, la serata di premiazione ha consacrato i titoli che meglio hanno rappresentato in quest’anno il mondo del gioco.

Il premio Gioco inedito dell’anno, organizzato da Lucca Comics & Games in collaborazione con DV Games, compie venti anni e segna il record di titoli partecipanti.Su ben 60 proposte, a vincere è stato Sensu di Enrico Vicario, che ha ritirato personalmente il premio.

I sensu non sono semplici ventagli pieghevoli, ma autentici protagonisti della cultura giapponese: guai a chi confonde quelli di legno usati nelle danze e nei teatri con quelli di metallo usati in battaglia dai Samurai.In questo gioco di carte, ogni giocatore cerca di ottenere con le carte in mano una combinazione i cui valori abbiano come somma 20.

Quindi può giocare quella combinazione per riscattare una o più carte tra quelle che la compongono.Utilizzerà le carte riscattate per costruire i propri ventagli personali.

Il primo giocatore a completare due ventagli di tipo diverso sarà il vincitore.Tra i cinque finalisti nella categoria Gioco dell’Anno il vincitore è stato Challengers!

di Asmodee Italia.Il gioco competitivo di Johannes Krenner e Markus Slawitscheck di gestione del mazzo coinvolge i giocatori in avvincenti duelli: dovranno costruire la squadra perfetta ed affrontare con successo un nuovo avversario ad ogni round per trionfare nel più grande torneo di rubabandiera. È prevista una modalità esclusiva a torneo in cui è possibile giocare contemporaneamente fino a 4 duelli.

La giuria di esperti coordinata da Lucca Crea ha eletto Challengers!in virtù dei suoi molti elementi di originalità e per la capacità di divertire giocatori di ogni età e con qualunque tipo di esperienza ludica alle spalle.

I giocatori sono chiamati a costruire al meglio i propri mazzi ma saranno poi i mazzi stessi a sfidarsi tra di loro, creando di volta in volta situazioni imprevedibili e talvolta esilaranti.Challangers!, inoltre, impone ai giocatori di cambiare avversario a ogni sfida, anche cambiando posto al tavolo: un meccanismo che favorisce la socialità e la conoscenza tra le persone, che vengono spinte a interagire le une con le altre.

Proprio quest’ultimo meccanismo di scambio dei posti, infine, permette di giocare il titolo su più tavoli e in ambienti potenzialmente sempre diversi, sia in casa che all’aperto.A ritirare il premio in rappresentanza di Asmodee Italia è stato Massimo Bianchini. Il premio Gioco di Ruolo dell’Anno è stato assegnato a Wanderhome, pubblicato da Grumpy Bear.

Creato da Jay Dragon, è un fantasy bucolico che trasporta i giocatori in un mondo da favola, caratterizzato da colline ondulate e animali parlanti.Il gioco si concentra sul raccontare storie drammatiche e meravigliose, esplorando i profondi temi del viaggio e del significato di “casa”.

Hæth, la terra incantevole che ispira il gioco, attinge dalla creatività di autori come Brian Jacques, Tove Jansson e Hayao Miyazaki, offrendo un’esperienza unica.Il sistema di gioco si basa sull’economia di token, che incoraggia i giocatori a immergersi nei concetti di esplorazione e creazione di comunità.

Importante sottolineare che in questo mondo idilliaco la guerra è ormai un lontano ricordo e la violenza non ha spazio.A convincere la giuria è stata la capacità di Wanderhome!

di intercettare giocatori esperti e non, con un game design chiaro e che rende facile entrare nell’ambientazione oltre che per il fatto che il gioco punta sulla risoluzione di situazioni difficili piuttosto che conflitti attraverso lo strumento del dialogo e dello scambio di idee.Non è passata inosservata, inoltre, la capacità del gioco di dare grande ispirazione poetica, rendendo di fatto attiva la partecipazione di chiunque, includendo un vasto range di età.

A ritirare il premio è stato Flavio Mortarino di Grumpy Bear. Assassin’s Creed è il titolo vincitore del Joe Dever Award 2023 per essere oggi, dopo 16 anni, uno dei franchise cross-mediali più d’impatto nella cultura pop.In molti all’uscita del primo videogioco, nel lontano 2007, avevano riconosciuto il potenziale del prodotto di Ubisoft ma in pochi potevano immaginare la vastità che questa proprietà intellettuale ha poi saputo raggiungere.

Svariati videogiochi, libri, fumetti, una pellicola cinematografica con una serie TV in arrivo e non ultimo il gioco di ruolo.Ciò che sicuramente ha reso famoso e apprezzato Assassin’s Creed è la possibilità di esplorare e vivere epoche passate in diverse parti del mondo.

Punto di forza che il publisher francese conosce bene e che ha valorizzato con i titoli di nuova generazione attraverso la modalità didattica Discovery Tour, che fornisce al giocatore nozioni storiche visitando digitalmente luoghi del passato.A ritirare il premio è stata Laura Inglima Modica in rappresentanza di Ubisoft. Il Premio alla Carriera, per l’edizione del trentennale di Lucca Games, ha visto una doppia e straordinaria assegnazione: a ritirarlo sono stati Silvio Negri-Clementi, CEO di Pendragon, e David Preti, COO di CMON.

Silvio Negri-Clementi è CEO di Pendragon dal 2014 e ha lavorato a innumerevoli giochi di ruolo.Per cinque anni è stato a capo dell’edizione italiana di Magic: The Gatheyuring, contribuendo alla distribuzione in Italia del gioco.

La sua passione per il mondo del gioco si è trasformata in lavoro nel 1998 grazie a Giovanni Ingellis: fu lui, infatti, a proporgli di lavorare a tempo pieno come responsabile editoriale di Stratelibri nel panorama del gioco.David Preti lavora da oltre vent’anni nel settore ludico e oggi ricopre la carica di COO e di “cuore creativo” di CMON, editore internazionale di giochi da tavolo, giochi di ruolo e graphic novel.

Partendo da piccole radici, CMON è cresciuta fino a diventare un grosso gruppo multinazionale che pubblica giochi pluripremiati e ha costituito un grande portfolio di best-seller, originali e su licenza. Da evidenziare anche il momento dedicato al riconoscimento nato per valorizzare le opere di illustratori talentuosi e promuovere la letteratura per bambini e ragazzi, nonché facilitare l’incontro tra artisti ed editori virtuosi e di qualità che possano pubblicarli e presentarli al pubblico di lettori.Il Concorso Lucca Junior – Premio di Illustrazione Editoriale “Livio Sossi” – organizzato da Lucca Comics & Games, Book on a Tree e Terre di mezzo Editore, con la collaborazione dell’Associazione Autori di Immagini – è stato vinto da Elisabetta Decontardi, in arte Deco, illustratrice e cartoonist.

Si è aggiudicata la pubblicazione con Terre di mezzo Editore con il suo progetto illustrato per l’albo Celeste e la gemella Blu da un testo inedito di Angelo Mozzillo.Deco collabora stabilmente con il mensile Linus e con Agenda Smemoranda, come vignettista con la rivista Il Messaggero dei Ragazzi.

Come cartoonist; Deco ha pubblicato tre raccolte della serie di comic strip “Inkspinster”, nel 2003 (Lilliput Edizioni) nel 2008 (Inkspinster, Grrrzetic Edizioni) e nel 2017 (Inkspinster – Confessioni di una zitella, Comma 22 Editore), e ha partecipato a raccolte collettive con i maggiori fumettisti italiani.Il Premio Miglior Tavola Digitale offerto da Wacom è stato assegnato a Maria Luisa Petrarca.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Israele elimina leader Hamas a capo controffensiva nella Striscia

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(Adnkronos) – Nei radi di Israele su Gaza, l’esercito di Tev Aviv ha ucciso un altro importante leader di Hamas.Si tratta del comandante del battaglione Zabra Tel Elhua, Mostafa Delol.

Lo riferiscono le Forze di difesa aerea israeliana in un tweet, condividendo il video dell’attacco aereo che ha portato all’eliminazione di un altro leader locale di Hamas.Si è tratta di una operazione ”di precisione sulla base di informazioni di intelligence”, precisa l’Idf. Il battaglione Zabra Tel Elhua, precisa l’eserciro israeliano, ha avuto un ruolo centrale nei combattimenti in corso contro i soldati delle Idf nella Striscia di Gaza.

Delol ha ricoperto diversi incarichi nel battaglione e nella Brigata di Gaza City dell’organizzazione terroristica Hamas, prosegue l’Idf. Intanto altri quattro soldati israeliani hanno perso la vita nella Striscia di Gaza in scontri con i miliziani di Hamas: sale così a 23 il numero dei soldati israeliani morti nei combattimenti nell’enclave palestinese.  Almeno 7 palestinesi sono stati uccisi nella notte in Cisgiordania.Fonti mediche hanno riferito che quattro sono stati uccisi e 12 feriti in un raid notturno dell’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin, durato circa nove ore.

Nel campo profughi di al-Fawwar, a sud di Hebron, le forze israeliane hanno ucciso almeno due palestinesi e ne hanno feriti altri cinque.Nel campo profughi di Qalandiya vicino a Ramallah, le forze israeliane hanno ucciso un palestinese e ne hanno feriti molti altri.

Le forze israeliane stanno attualmente facendo irruzione a Tulkarem, dove gli scontri continuano.Almeno 140 palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania dal 7 ottobre.  La Casa Bianca sta esplorando l’idea di “tante pause quante potrebbero essere necessarie per continuare a fornire aiuti e per continuare a lavorare per far uscire le persone in sicurezza, compresi gli ostaggi”.

Lo ha dichiarato il portavoce della sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Kirby, dando seguito al sostegno espresso dal presidente Usa Joe Biden per una pausa nei combattimenti per dare tempo al rilascio degli ostaggi. La Casa Bianca ha affermato che qualsiasi pausa nei combattimenti dovrebbe essere temporanea e localizzata e ha insistito sul fatto che non impedirà a Israele di difendersi.Domani, il segretario di Stato Antony Blinken incontrerà il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ad Amman.

In una dichiarazione, quest’ultimo ha affermato che Israele deve porre fine alla guerra a Gaza, “dove che sta commettendo crimini di guerra bombardando civili e imponendo un assedio”.  Israele ha annunciato di voler rimandare a Gaza tutti i lavoratori provenienti dalla Striscia, “tagliando in tal modo tutti i legami” con l’enclave.Lo ha dichiarato in un comunicato il gabinetto di sicurezza israeliano.

Secondo il Cogat, il braccio del ministero della Difesa israeliano che supervisiona le attività civili nei territori palestinesi, all’inizio della guerra circa 18.500 abitanti di Gaza avevano un permesso di lavoro in Israele.  Israele istituirà un tribunale speciale per processare i centinaia di miliziani di Hamas che hanno sferrato l’attacco del 7 ottobre scorso uccidendo oltre 1.400 cittadini israeliani e rapendone almeno 247.Lo anticipa l’emittente televisiva Kan, sottolineando che le autorità israeliane non ritengono che il diritto penale regolare sia la strada corretta per processare coloro che hanno preso parte all’attacco. Al momento, spiega Kan, si sta discutendo di come consegnare alla giustizia i circa duecento terroristi di Hamas catturati in ​​Israele all’indomani dell’invasione.

Al momento il ministero della Giustizia israeliano ha rifiutato di commentare, ma secondo indiscrezioni il tribunale dovrebbe essere dotato di poteri speciali per poter condurre uno storico caso giudiziario contro Hamas, ”per presentare al mondo gli obiettivi, le radici, i finanziatori e le attività del gruppo terroristico omicida”.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo oggi da Toscana a Veneto, allarme tempesta Ciaran: perché fa paura

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(Adnkronos) –
La tempesta Ciaran sta colpendo pesantemente l’Italia anche oggi, in quadro meteo caratterizzato da alluvioni e vittime.La regione più colpita è stata la Toscana.

Il rischio di fenomeni alluvionali proseguirà fino a buona parte della giornata di oggi, 3 novembre.Ciaran è un profondissimo e vasto vortice ciclonico con valori di pressione prossimi ai 960hPa (hectopascal, unità di misura della pressione atmosferica) e si trova nei pressi dell’Inghilterra. Con le sue larghe maglie sta estendendo la sua influenza anche a latitudini più meridionali, fino a raggiungere il nostro Paese.

Ha già causato cinque morti in Europa, tra cui un bimbo di 5 anni in Belgio, e nelle ultime ore ha impattato sull’Italia, provocando morti e danni. La tempesta Ciaran causa fenomeni estremi su buona parte dell’Europa, paragonabili a quelli associati ad un Uragano di Categoria 3.Un Uragano pari a categoria 3 o superiore (si arriva fino ad un massimo di 5 nella scala Saffir-Simpson) si definisce ‘Major Hurricane’, Uragano Maggiore, e quindi rientra nella famiglia dei fenomeni più estremi.

Il maltempo colpirà il nostro Paese almeno fino a domenica, con piogge e vento forte.  Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma che Ciaran, pari ad un ‘Major Hurricane’ con la sua pressione di 953 hPa, ha causato e causerà ancora danni, alluvioni e tempeste su gran parte del nostro Continente e inoltre si invorticherà attorno all’Italia fino al weekend. L’occhio di questo ciclone, simile ad un uragano ma con un cuore freddo ed associato alla circolazione generale extratropicale, si sta spostando dal Canale della Manica verso la Norvegia e, al momento, si trova sul Mare del Nord.Nonostante la distanza dall’Italia, a causa della sua impressionante dimensione e potenza, è riuscito e riesce purtroppo a colpire duramente anche il nostro Paese. Nelle prossime ore un secondo minimo anch’esso molto profondo, circa 960 hPa (più la pressione è bassa e più i venti sono forti), si avvicinerà al Canale della Manica, spingendo fronti e spire perturbate fino al nostro Paese. In pratica, fino a domenica 5 novembre, in Italia l’allerta resterà massima, con alluvioni, nubifragi, venti di tempesta e anche nevicate abbondanti oltre i 1000 metri sulle Alpi. 
Le piogge cadranno ancora su un terreno saturo che non permetterà l’infiltrazione nel sottosuolo: avremo dunque un ulteriore e conseguente ruscellamento quasi totale in superficie e il rapido ingrossamento dei fiumi; fino almeno a domenica molti bacini italiani, in particolare quelli del Nord e della fascia tirrenica, resteranno in situazione critica estrema.  Nelle prossime ore le piogge più intense sono previste sul Triveneto e lungo la fascia tirrenica, dalla Toscana alla Calabria; dal pomeriggio il maltempo si concentrerà ancora sulla fascia tirrenica raggiungendo anche la Sicilia, colpirà anche la Sardegna mentre sulle montagne Triveneto nevicherà fino ai 1000-1500 metri di quota. Nella giornata di sabato, al mattino maltempo al Sud e una tregua altrove, dal pomeriggio-sera un nuovo fronte collegato al ‘simil Major Hurricane’ inglese colpirà il Nord-Ovest: sono attese piogge molto forti su Liguria e Piemonte e localmente anche su Valle d’Aosta, Lombardia e Alta Toscana. 
Domenica, ultimo giorno di maltempo estremo, questo nuovo fronte perturbato attraverserà tutto il nostro Paese: piogge da Nord verso Sud, ancora venti di burrasca, neve su Alpi e localmente sugli Appennini: i fenomeni più intensi sono attesi ancora una volta sul Triveneto e lungo la fascia tirrenica, dalla Toscana fino alla Calabria.

Fino a domenica sarà meglio restare in casa. Da lunedì 6 novembre tornerà il sole, per almeno 3-4 giorni il maltempo estremo sarà un ricordo, in questo momento invece le alluvioni, la tempesta e il pericolo sono una triste ed attuale realtà.  
Venerdì 3 – Al nord: ultime piogge anche forti e nevicate sul Triveneto.Al centro: instabile sulle Tirreniche con piogge forti.

Al sud: peggiora in Campania e poi in Calabria e Sicilia occidentale. 
Sabato 4 – Al nord: peggiora dal pomeriggio e poi sera.Al centro: piogge sparse sulle Tirreniche.

Al sud: piogge diffuse al mattino poi attenuazione temporanea. 
Domenica 5 – Al nord: ancora maltempo specie al Nord-Est.Al centro: maltempo sulle Tirreniche, migliora in serata.

Al sud: piogge sparse verso Campania e Calabria. Tendenza: pressione in aumento, poche piogge. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo Veneto, un disperso nel bellunese: è vigile fuoco non in servizio

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(Adnkronos) –
Un disperso a causa del maltempo in Veneto.Si tratta di “un vigile del fuoco che non era in servizio ma stava dando una mano come volontario” a Puos D’Alpago, nel bellunese, afferma a ‘SkyTg24’ il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che parla di “una situazione pesante e drammatica e ancora una situazione di massima allerta per dissesto idrogeologico”. L’area più colpita dal maltempo nella regione è stata “la parte nord e ora c’è grande apprensione per i fiumi”, ha continuato Zaia ricordando che è attesa la piena “dell’Adige” e gli occhi sono puntati anche sui fiumi “Livenza, Tagliamento e altri fiumi minori”.

Zaia ha ricordato che sono “chiuse le scuole in tutte le aree di zona rossa” e ha messo in guardia i cittadini a “non farsi ingannare dal sole” perché “in questo momento ci sono forti schiarite ma non abbiamo cessato l’allerta perché non è direttamente collegata alla pioggia” e sono attese le piene dei fiumi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alluvione Prato, in tre ore 200 mm di pioggia. Sindaco in città: “Uno choc”

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(Adnkronos) – “In tre ore sulla Toscana sono caduti 200 millimetri di pioggia in una striscia dalla costa di Livorno verso il Mugello”.Così il direttore operativo per il coordinamento delle emergenze della Protezione civile Luigi D’Angelo a ‘Sky Tg24’ sulle alluvioni che hanno colpito la regione.

Tre morti e tre dispersi il bilancio provvisorio degli allagamenti che hanno interessato diverse province. 
Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, si è recato in città per fare un sopralluogo. “E’ stato uno shock.Una botta nello stomaco, un dolore che ti fa venire da piangere.

Ma dopo una serata e una notte di devastazione ci tireremo su le maniche per pulire, sistemare e riportare alla normalità la nostra città”, ha scritto sui suoi profili social Ad essere colpito da un’ondata di maltempo senza precedenti il comune di Montemurlo, dove si registrano due delle tre vittime accertate al momento.Alle 3 di questa notte erano caduti 180 mm di pioggia rilevati (alle ore 6 erano 200 mm) dal pluviometro di Javello.  Il sindaco Simone Calamai ieri pomeriggio, 2 novembre, ha attivato il Coc, il centro comunale di protezione civile e per tutta la notte ha seguito le operazioni di soccorso.

Attive 10 squadre di volontariato di protezione civile e la squadra di protezione civile comunale, composta dai tecnici e dagli agenti della polizia municipale di Montemurlo.  Il sindaco Calamai ha emanato un’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, di parchi e giardini, di tutti gli impianti sportivi e dei mercati rionali.Il sindaco Calamai ricorda che anche per la giornata di oggi 3 novembre è necessario ridurre gli spostamenti non strettamente necessari e di prestare la Massima attenzione per la possibile presenza sul manto stradale di avvallamenti, allagamenti e altre criticità. La situazione più critica è a Bagnolo in via Riva e in via Labriola dove è esondato il torrente Bagnolo e ha travolto numerose auto trascinandole per diversi metri.

I danni sono moltissimi.Difficile la situazione a Oste dove l’acqua ha raggiunto da 70 – 80 cm sulla sede stradale a un metro di altezza.

Le persone sono stare soccorso con l’ausilio dei gommoni – reparto soccorso fluviale dei vigili del fuoco.Tra le strade più colpite via Curiel, Lancillotto, Toti, Garigliano, Adda e la zona industriale di Oste e Santorezzo, via Siena, via della Robbia.

Esondati anche i torrenti Ficarello, Meldancione a Oste e sulla via Montalese al Mulino, lo Stregale a Morecci e il Funandola.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terrorismo, blitz della Polizia e Digos Genova: un arresto

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(Adnkronos) – E’ in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, coordinata dalla procura della Repubblica di Genova – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, con l’arresto nei confronti di un uomo del Bangladesh, accusato di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo.L’operazione è condotta dalla Digos di Genova e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele: “Gaza e Hamas nel mirino”. Hezbollah e la guerra, oggi l’annuncio

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(Adnkronos) –
“Stanno cercando di distoglierci dal concentrarci su Gaza, noi siamo concentrati su Hamas”.Israele prosegue l’operazione nella Striscia di Gaza e si prepara a stringere l’assedio su Gaza City, dove reparti delle forze armate (Idf) sono già entrati.

Alla domanda su un potenziale cessate il fuoco, il portavoce delle Idf Daniel Hagari sottolinea: “Il termine ‘cessate il fuoco’ non è affatto sul tavolo al momento”. “Le nostre truppe hanno completato l’accerchiamento di Gaza City, il centro dell’attività di Hamas”. Israele per ora non intende dedicare troppa attenzione e risorse al contrasto dei gruppi terroristici sostenuti dall’Iran, tra cui gli Hezbollah del Libano e gli Houthi dello Yemen. 
Oggi potrebbe essere una giornata chiave proprio per quanto riguarda Hezbollah.C’è uno ‘stato di attesa’ per ciò che dirà oggi, venerdì, il segretario generale del partito sciita libanese, Hassan Nasrallah, apparendo per la prima volta in tv dall’inizio della guerra tra Hamas ed Israele.

Lo scrivono i media arabi domandandosi se il discorso del capo del partito sciita porterà qualcosa di nuovo ed esprimerà un sostegno chiaro e tangibile ai suoi alleati, contro Israele.Nasrallah, di solito prodigo di apparizioni sui media, anche su questioni minori, è stato a lungo assente dagli schermi.

Hezbollah sembra combattuto tra il mantenimento della propria immagine come “movimento di resistenza” propalestinesi e la sua riluttanza a trascinare il Libano in una guerra totale.  Musa Abu Marzouk, membro dell’ufficio politico di Hamas, ha affermato qualche giorno fa che “ci si aspetta molto da Hezbollah”, ma fonti informate hanno riferito ad Al Jazeera che il partito sciita sta cercando di limitare le sue perdite negli scontri con Israele, che nelle ultime tre settimane sono stet di circa 50 combattenti.Per compensare parte dell’imbarazzo generato dal suo prolungato silenzio, il capo di Hezbollah ha diffuso un messaggio in cui chiedeva al suo partito di chiamare i combattenti uccisi in seguito agli scontri con l’esercito israeliano (Idf) come “martiri sulla via per Gerusalemme”.  Questo è stato ridicolizzato da alcuni attivisti libanesi anti- Hezbollah sui social media adottando l’hashtag: “Martiri sulla via del palo”.

Il palo in questione è la torre di comunicazione high-tech installata dall’Idf sul lato libanese per monitorare i movimenti dei miliziani, che i razzi del partito sciita non riescono a buttare giù dall’inizio dell’attacco di Hamas contro lo Stato ebraico, il 7 ottobre scorso.Il ministro degli Esteri libanese Abdullah Abu Habib ha dichiarato negli ultimi giorni che “tutto il Libano, compreso Hezbollah, non vuole la guerra…

C’è pressione occidentale su Hezbollah affinché non entri in guerra.Ne abbiamo parlato con il partito.

La mia impressione è che non inizierà una guerra”.Alla domanda: ma Israele inizierà una guerra?

il ministro ha risposto “abbiamo bisogno della stessa pressione anche su Israele”.  Le mosse di Hezbollah vengono monitorate anche dagli Stati Uniti, che hanno dispiegato altri uomini e mezzi nella regione per difendere le proprie forze armate presenti.La Casa Bianca ”non ha al momento alcuna indicazione che Hezbollah sia pronto ad agire con forza”, ovvero a entrare a pieno titolo nella guerra tra Hamas e Israele, ha dichiarato il portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby dicendo che ”vedremo cosa avrà da dire” Nasrallah.

Gli Stati Uniti, ha aggiunto Kirby, sono comunque “preoccupati per i continui attacchi contro le forze israeliane nel nord” di Israele provenienti dal Libano.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)