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Amazon lancia Econo.Mia, piattaforma e-learning per accrescere competenze economico-finanziarie

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(Adnkronos) – Da oggi tutte e tutti i dipendenti di Amazon in Italia potranno usufruire di un nuovo strumento di crescita personale, reso possibile grazie alla collaborazione dell’azienda con ActionAid attraverso Fondazione Realizza il Cambiamento.Prende vita la piattaforma digitale Econo.Mia, un percorso di alfabetizzazione nato con l’obiettivo di accrescere e consolidare le competenze economico-finanziarie, centrali per poter assumere decisioni informate e autonome, soprattutto in ottica di equità di genere.

Il training, sviluppato con il supporto della piattaforma Rame, proseguirà fino a fine anno e si comporrà di una serie di videolezioni e altri materiali improntati a fornire una conoscenza di base utile per la vita di tutti i giorni, con strumenti e suggerimenti pratici, valorizzando una cultura del rispetto e dell’equità.  Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon in Italia, ha commentato: “Econo.Mia nasce dall’ascolto attento delle e dei nostri dipendenti, della società in cui viviamo, nasce dal dialogo con il territorio e dal confronto con importanti figure istituzionali ed enti del terzo settore.In un contesto come quello Italiano, in cui l'alfabetizzazione economico-finanziaria registra livelli ancora bassi, riteniamo che offrire opportunità di formazione sia essenziale non solo per la crescita professionale, ma soprattutto per quella personale e familiare.

L’assenza di queste competenze genera, nella migliore delle ipotesi, difficoltà a reagire ai cambiamenti del mondo, strutturare obiettivi, soprattutto in contesti di grande incertezza come quello attuale, e immaginare il proprio futuro con padronanza, consapevolezza e autonomia.Soprattutto, però, può condurre a relazioni personali, familiari o professionali all’insegna della dipendenza, che costituiscono un grave fattore di rischio per l’autonomia e la sicurezza della persona.

In Amazon abbiamo da sempre investito nella crescita delle nostre persone, e questo ambito, così cruciale nel percorso per l’equità di genere, non può costituire un’eccezione”. Inoltre, in alcuni territori in cui è presente con le proprie sedi logistiche, Amazon proporrà alcuni momenti di riflessione sui temi dell’educazione finanziaria come strumento nella lotta alla violenza di genere, in collaborazione con ActionAid.Il pubblico che prenderà parte a questi eventi avrà la possibilità di iscriversi gratuitamente al training, altrimenti riservato esclusivamente ai dipendenti Amazon, alle loro famiglie e alla community di ActionAid.

Presentato oggi a Roma, il lancio del progetto è stato occasione per un momento di confronto sull’insufficiente livello di alfabetizzazione economico-finanziaria in Italia e sulle conseguenze dirette che ciò comporta in termini di violenza economica ed equità di genere.Tra i partecipanti all’incontro, Linda Laura Sabbadini, già Direttrice Centrale Istat e pioniera delle statistiche per gli studi di genere, Katia Scannavini, co-segretaria generale di ActionAid e Salvatore Iorio, hr director delle operations di Amazon.  “L’indipendenza economica e l’autonomia delle donne sono elementi fondamentali per la nostra vita.

Se non si è indipendenti economicamente non si è solo più a rischio di povertà, ma anche di violenza domestica.E' già difficile uscire da un contesto di violenza quando si hanno un lavoro e un reddito, figuriamoci se non si è autonomi economicamente.

E' necessario avere consapevolezza, cioè, essere tutti coscienti di quanto la formazione, anche in termini di educazione finanziaria, sia uno degli aspetti cruciali per uscire da queste situazioni e vivere meglio”, sottolinea Linda Laura Sabbadini, già direttrice Istat. Come si legge una busta paga?Siamo in grado di fare scelte consapevoli quando si parla di investimenti o polizze assicurative?

Sappiamo attivare una pensione integrativa?Econo.Mia dedicherà ogni videolezione ad un argomento specifico, tra quelli che ancora necessitano di approfondimento nel nostro Paese.

Lo sottolinea lo studio sulle competenze finanziarie in Italia che Amazon ha affidato all’istituto di ricerca SWG e che restituisce una fotografia di una società italiana ancora acerba in termini di competenze economico finanziarie, in cui le differenze di genere sono nette e foriere di disuguaglianze.L’analfabetismo economico è diffuso: solo un intervistato su tre saprebbe spiegare termini come ‘RAL’ e concetti come ‘inflazione’ e ‘tasso di interesse’.

La mancanza di conoscenza porta con sé ingiustizie sociali, con un risvolto preoccupante anche in termini di violenza di genere.Lo dimostrano alcuni preoccupanti dati illustrati durante l’incontro: in Italia le donne guadagnano meno degli uomini, hanno carriere più discontinue, pensioni inferiori, minore accesso a strumenti bancari o di investimento o, ancora, più di un quarto delle donne italiane non ha alcuna fonte di reddito, il 22% si trova in condizione di dipendenza finanziaria. “L’educazione finanziaria – ha spiegato Katia Scannavini, co-segretaria Generale di ActionAid – rappresenta oggi uno strumento essenziale per contrastare le disuguaglianze sociali e promuovere una società più equa e consapevole.

In Italia sono le donne quelle più esposte al rischio di esclusione finanziaria e dipendenza economica.Questo rende cruciale il lavoro sull’educazione finanziaria come leva per l’indipendenza economica, la riduzione del gender gap e per permettere alle donne di uscire da relazioni violente e ricostruire una vita libera e sicura.

Ma non solo.L’educazione finanziaria diffusa a tutti i livelli è in grado di innescare un cambiamento culturale profondo e imprescindibile nei modelli educativi e nei messaggi sociali, per far sì che il denaro – e il conseguente potere che da esso deriva – non sia più una questione da uomini.

L’indipendenza economica non è dunque solo una questione di soldi: è un diritto, un mezzo di protezione e un passo fondamentale verso la libertà”.La sinergia tra Amazon e ActionAid, avviata lo scorso autunno, proseguirà durante tutto il corso del 2025, con l’obiettivo di avvicinare il maggior numero di persone a questi temi, attraverso momenti di sensibilizzazione organizzati sul territorio e aperti al pubblico, il primo dei quali è previsto per il 22 maggio a Palermo.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piovella (Soi): “In oftalmologia Ai centrale per risolvere liste d’attesa”

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(Adnkronos) – "L'intelligenza artificiale in oftalmologia ha un ruolo sempre più centrale, soprattutto in un momento in cui affrontiamo gravi criticità: liste d'attesa lunghissime, con fino a 2 anni per un intervento di cataratta e 1 anno per una visita nel pubblico.L'Ai ci permette di guadagnare tempo prezioso, ottimizzare i processi, evitare tempi morti e supportare il medico nella diagnosi.

Non sostituisce il clinico, ma lo aiuta a focalizzarsi sulle decisioni cruciali.Oggi disponiamo di tecnologie in grado di misurare variazioni di pochi millesimi di millimetro nella retina.

Una rivoluzione rispetto a quando lavoravamo 'alla cieca'.Tutto questo è scienza, è precisione, è cura migliore per i pazienti".

Così Matteo Piovella, presidente Società oftalmologica italiana (Soi) e tesoriere Fism (Federazione società medico scientifiche italiane), all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale.  "Serve anche una nuova mentalità, esperienza e formazione per usare al meglio queste tecnologie", avverte l'esperto che però è "ottimista: l'Ai – afferma – sarà uno strumento fondamentale per una sanità più efficiente e giusta". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Endocrinologa Colao: “Ai e software migliorano gestione multimorbidità”

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(Adnkronos) – Il patient journey di un paziente con multimorbidità – nel caso abbia problematiche metaboliche come il diabete, cardiologiche e nefrologiche, che quindi oltre al diabetologo ha bisogno anche del cardiologo e dell'esperto di patologie renali – "non è altro che il percorso che deve fare nella sua presa in carico di salute.Questo vuol dire che dovrà vedere più specialisti, con più prescrizioni, con più analisi da fare, con più visite.

Il patient journey vuole normalizzare questo processo, fare in modo che il paziente riesca" a fare tutto ciò che serve per la sua salute contando su "una collaborazione digitale degli specialisti, tra di loro, con un miglioramento nei tempi della visita, ma anche nell'interazione tra le loro competenze.In questo, i software di intelligenza artificiale ci potranno aiutare moltissimo perché eviteranno ripetizioni e soprattutto eviteranno le interazioni fra farmaci di cui spesso non siamo assolutamente consapevoli e questa è la vera innovazione da un punto di vista medico e scientifico".

Lo ha detto Anna Maria Colao, professore ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all'università Federico II di Napoli e consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute oggi a Milano, partecipando a 'L'Ai Week', evento dedicato all'intelligenza artificiale. "Noi chiamiamo intelligenza artificiale un insieme di nuove tecnologie che si basano anche sulla costruzione di algoritmi – spiega Colao – Il machine learning, cioè il fatto che la macchina può imparare da ciò che noi inseriamo, ci rende ovviamente partecipi di questo processo.Se non inseriamo i dati in modo pulito, attento, accurato, porteremo l'algoritmo ad andare verso direzioni che potrebbero anche nel medio futuro diventare errate e portarci in direzioni sbagliate.

Quindi abbiamo tutti una grandissima responsabilità: quella di essere super accurati quando inseriamo il dato all'interno del sistema, sperando che nel futuro il sistema riesca a correggere noi e se stesso, riconoscendo gli errori di digitazione o l'errore di inserimento".  In questo contesto "c'è bisogno ancora di grande formazione, di educazione – sottolinea l'esperta – perché noi ci rivolgiamo a una popolazione oggi di età molto ampia e c'è una larga fascia che non è nativo digitale.Le persone che hanno superato i 60 anni, che non vivono in grandi città, che non hanno accesso a tutti questi software digitali, hanno grandi difficoltà a prendere questi mezzi come reali nella loro vita quotidiana.

Abbiamo bisogno di fare formazione e in questo le società scientifiche, ma anche proprio i mezzi a disposizione dei ministeri, della macchina dello Stato, potranno aiutare.C'è ancora un gap da risolvere anche nella parte medica, degli infermieri, personale amministrativo.

Ci auguriamo che questi anni servano a diventare più veloci". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gandolfo (Sirm): “Digitalizzazione ha cambiato radicalmente percorso di cura”

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(Adnkronos) – "Oggi siamo in una fase cruciale.La digitalizzazione ha cambiato radicalmente il modo in cui affrontiamo il percorso di cura: dalla prevenzione, alla diagnosi, alla terapia.

Questo cambiamento, però, richiede un adeguamento tecnologico, culturale e organizzativo.Stiamo passando da un approccio centrato sulla patologia a uno centrato sul paziente, grazie a strumenti digitali e sistemi di intelligenza artificiale che ci permettono di essere più continui, oggettivi e personalizzati.

E' una vera rivoluzione, che coinvolge il modo stesso in cui intendiamo la medicina".Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, consigliera Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, e presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica, all'Adnkronos Salute in occasione della fiera europea 'L'Ai Week', dedicata all'intelligenza artificiale, in corso a Rho-Fiera Milano. Ci sono però anche "criticità importanti – avverte Gandolfo – I sistemi digitali, molto spesso, non dialogano tra loro.

Non è un problema solo di compatibilità tecnica, ma anche – e soprattutto – organizzativo: ogni sistema funziona in silos, isolato, e manca un'integrazione reale.E questo accade anche in radiologia, una delle discipline più digitalizzate da anni.

Un altro nodo cruciale – sottolinea – riguarda la raccolta e la gestione dei dati.I dati non sono sempre omogenei né centralizzati e questo limita la personalizzazione delle terapie e la capacità predittiva su malattie oncologiche e non oncologiche.

A tale proposito, serve una centralizzazione e un modello condiviso di raccolta e utilizzo". Un ulteriore elemento critico riguarda la sostenibilità. "Se crediamo nell'intelligenza artificiale – osserva la presidente Sirm – dobbiamo investire in progetti concreti, che entrino nei flussi clinici quotidiani, non restino solo progetti sperimentali.Oggi molti software sono dati in prova gratuitamente, ma non sono integrati nei sistemi sanitari, e ogni specialità usa strumenti diversi, che poi perdono i dati raccolti", per questo "serve una visione più ampia, sostenibile e integrata".

Infine, "è indispensabile un cambiamento culturale: tra i professionisti sanitari, non tutti sono pronti a lasciare il vecchio per il nuovo, e anche tra i pazienti non tutti sono pronti o in grado di interagire con strumenti digitali e App.Credo che tutto questo – conclude – si possa affrontare con tre parole chiave: insieme, collaborazione e condivisione.

Solo così potremo costruire un sistema realmente innovativo, equo e centrato sul paziente". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gesualdo (Fism), ‘già lanciati 14 percorsi di cura digitalizzati con Ai’

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(Adnkronos) – "Il nostro obiettivo è quello di garantire una sanità equa per tutti.Parlare di sanità significa innanzitutto fare prevenzione, ma quando ci ammaliamo tutti dobbiamo poter usufruire del percorso di cura nei giusti modi e con i giusti strumenti.

In questo Fism negli ultimi 2 anni si è molto impegnata perché ha già lanciato 14 nuovi patient journey, cioè il viaggio del paziente con malattia cronico-degenerativa, nonché malattie rare, quindi un percorso digitalizzato" per ridurre ridurre "i tempi di attesa, i viaggi della speranza, migliorare la qualità di vita del paziente e del suo caregiver".Così Loreto Gesualdo, presidente Fism, Federazione società medico scientifiche italiane, all'Adnkronos Salute in occasione di 'L'Ai Week', la fiera europea dedicata all'intelligenza artificiale che si svolge a Rho-Fiera Milano oggi e domani, 13 e 14 maggio.  Per l'evento "sono coinvolte ben 10 federate Fism che hanno animato una discussione sul ruolo dell'intelligenza artificiale nei percorsi di cura", spiega Gesualdo, mettendo il luce "il ruolo delle istituzioni, delle società scientifiche", ma anche "come il paziente percepisce questo cambio di passo, e quindi delle competenze digitali che devono essere portate al paziente e del ruolo dell'industria: nella sostenibilità anche le partnership pubbliche e private devono sostenere il sistema".

In questo contesto è stata lanciata 'Clara: Ai clinical navigator' di Fism, uno strumento innovativo sviluppato da Visionage srl per supportare i professionisti sanitari nella cura dei pazienti. "Clara è un'assistente digitale che si mette a disposizione del medico e del paziente – chiarisce Gesualdo – per guidare il percorso terapeutico.Grazie all'aggancio con le linee guida è in grado di riportare al medico lo standard di cura per un determinato paziente, ma addirittura è in grado di" segnalare "i nuovi trial clinici in corso" di cui potrebbe beneficare "quel determinato paziente.

Una vera rivoluzione". Il ruolo dell'intelligenza artificiale "è supportare il medico nel percorso di cura, ma non dimentichiamoci – avverte il presidente Fism – dell'intelligenza naturale, l'intelligenza umana che è il cosiddetto 'touch', il tocco, la stretta di mano, il guardarsi negli occhi, il far percepire al paziente", come clinico, che "io mi prendo cura di te.Non conosco ancora un tool di intelligenza artificiale in grado di fare questo – rimarca – L'intelligenza artificiale, però, mi permetterà di liberare il mio tempo per poter dare quel touch di sensibilità, di vicinanza al paziente che vede in me chi lo aiuterà nel suo percorso di cura". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurovision, oggi il debutto di Lucio Corsi: il primo dopo 27 anni a suonare uno strumento sul palco

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(Adnkronos) – Basilea si prepara ad accogliere Lucio Corsi, fuori gara questa sera nella prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2025.Il cantautore toscano, secondo classificato a Sanremo con ‘Volevo essere un duro’ (brano scelto per rappresentare l'Italia dopo la rinuncia del vincitore Olly, impegnato con il suo tour – ironia della sorte, proprio stasera all'Atlantico di Roma), promette di non deludere le aspettative.

E le premesse per uno spettacolo memorabile ci sono tutte.Corsi, infatti, ha introdotto un elemento di novità che ha già attirato l'attenzione: l'armonica.  Nonostante il regolamento dell'Ebu vieti l'utilizzo di strumenti musicali dal vivo, Corsi è riuscito ad aggirare l'ostacolo utilizzando durante le prove l'armonica nella sua performance al posto dell'assolo di chitarra.

L’escamotage non viola il regolamento in quanto lo strumento non è collegato a un amplificatore.Una soluzione ingegnosa, frutto, probabilmente, di “robuste negoziazioni” che sta già facendo parlare anche perché è dal 1998 – anno in cui era ancora presente l'orchestra – che uno strumento non viene suonato dal vivo sul palco dell'Esc.

Per quanto riguarda il look, Corsi riproporrà l'outfit sanremese: stivali, maglia trasparente e inconfondibili spalline gialle (sospese, chissà, ancora una volta con l'aiuto di pacchetti di patatine?).  Durante l'esibizione, il brano sarà accompagnato da sottotitoli in inglese.Un'iniziativa accolta con entusiasmo dal web, come dimostrano i numerosi commenti positivi di utenti da diverse nazioni, che apprezzano la possibilità di comprendere appieno il testo della canzone, definito da alcuni "il migliore di quest'anno".

L'Italia, quindi, punta a confermare l'ottimo trend degli ultimi anni, cercando l'ottavo piazzamento consecutivo nella top 10.  Corsi, qualificato di diritto alla finale di sabato 17 maggio in quanto rappresentante di una nazione ‘Big Five’, si esibirà questa sera nella prima semifinale, trasmessa in diretta su Rai 2 dalle 21 (con anteprima dalle 20.15), con la conduzione di Gabriele Corsi e BigMama.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Altro che manicaretti home made, anche Meghan ordina cibo da asporto

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(Adnkronos) – L'abbiamo vista nella sua ultima serie su Netflix "deliziare" gli ospiti con manicaretti criticabili ma pur sempre realizzati con le sue regali mani.All'indomani dell'uscita in streaming di 'With Love, Meghan', la duchessa di Sussex aveva ottenuto pessime recensioni ma anche lodi per la sua buona volontà.

Adesso tuttavia viene fuori che anche lei, moglie del principe Harry ma pur sempre 'umana', a volte non ha proprio tempo per cucinare.E allora, dopo aver messo da parte, fin dalla prima puntata e senza ripensamenti, ogni possibilità di attribuirle qualsiasi dote culinaria, i critici più insolenti dicono "addio" perfino a magnanime concessioni attenuanti, tipo "almeno ci prova".  Da comune mortale, Meghan ha ammesso di non avere tempo per cucinare per la sua famiglia, ma di far mangiare a marito e pargoli cibo da asporto.

Però (c'è un però!), non così come farebbe chiunque, 'pronto e servito', ma pietanze "abbellite" e rese più "presentabili", altrimenti dove sarebbe finito il suo tocco distintivo e…regale?

La duchessa aveva ricevuto recensioni molto critiche sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, presa in giro per aver preparato del cibo che prevedeva di tagliare la frutta e usarla per comporre una sorta di arcobaleno, in quello che lei ha descritto come un modo "dolce" per i genitori che lavorano di iniziare il fine settimana.  Ora, parlando nell'ultimo episodio del suo podcast 'Confessions of a Female Founder', ha rivelato che le sue abitudini si estendono anche allo spacchettamento di cibo consegnato a casa, "verdure e alimenti già cucinati, perché non ho tempo di farlo personalmente tutti i giorni.Ma penso: 'Va anche bene, ma come posso fare in modo che questo piatto sia comunque invitante, bello, ben presentato e che i commensali lo possano trovare appetitoso?'", ha detto, per poi rivelare che a volte basta quel tocco di eleganza regale in più, che invece spesso manca ai più, a tutti coloro che ordinano frettolosamente dai vari 'delivery'. Nonostante le pessime recensioni, Netflix ha annunciato che una seconda stagione di 'With Love, Meghan' verrà trasmessa come previsto in autunno.

Lo show ritrae la duchessa mentre elargisce consigli su come ospitare e cucinare, con diversi ospiti in una fattoria a pochi chilometri dalla casa dei Sussex a Montecito, in California.Gli spettatori hanno criticato il suo uso generoso di fiori commestibili su tutto, dai panini alle uova fritte.

Magari, è proprio l'aggiunta di questa infinita scorta di fiorellini ai cibi ordinati allo smartphone a fare la differenza.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, Usb revoca sciopero 17 maggio: “Si farà il 23”

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(Adnkronos) – Slitta lo sciopero dei treni del 17 maggio.L'Usb oggi, lunedì 13 maggio, ha accolto l'invito del Garante, spostando la protesta al 23 maggio.

La richiesta della Commissione era motivata dalla messa di intronizzazione di Papa Leone XIV, prevista per domenica 18 maggio, alla quale si prevede parteciperanno circa 250.000 fedeli, nonché Capi di Stato e di Governo provenienti da ogni parte del mondo.  "Il nostro è un gesto di responsabilità – dice all'Adnkronos Francesco Staccioli, Usb nazionale trasporti – l'eccezionalità dell'evento ci ha convinti a prendere questa decisione, avremmo rischiato di non riuscire a far comprendere ai cittadini le motivazioni dello sciopero e rischiato di prestare il fianco a critiche strumentali.Abbiamo quindi deciso di posticipare la protesta al 23 maggio.

Se poi il ministero vorrà dimostrare il nostro stesso senso di responsabilità, siamo pronti ad ascoltare". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Savaresi (Polimi): “Proponiamo un paradigma rivoluzionario”

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(Adnkronos) – “Il paradigma che abbiamo sviluppato in questa è ricerca è semplice, ma rivoluzionario.Oggi tutte le limitazioni alla circolazione sono basate sulla classe euro, sul tipo di motorizzazione quindi sul concetto di emissione media per chilometro”.

Queste le parole di Sergio Savaresi, direttore del dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano nel presentare la ricerca "Nuovo paradigma di mobilità sostenibile: le green box" da lui stesso realizzata.  L'obiettivo della ricerca è sviluppare una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Con le green box proponiamo un cambio di paradigma – aggiunge Savaresi – definiamo un budget complessivo annuo ottenibile utilizzando qualunque tipo di motorizzazione.Dipenderà quindi dalla Classe Euro che si utilizza, dalla quantità di chilometri che si fanno, dallo stile di guida e in generale dal comportamento”.

Questo approccio pionieristico proposto è fondamentale per garantire una fase di transizione accurata e il più equa possibile, attribuendo una nuova e decisiva responsabilità al conducente, poiché può “misurare” direttamente l’impatto del suo stile di guida sulle emissioni, consentendo così che, se la sua guida è virtuosa, anche la sua vecchia auto non dovrà necessariamente essere dismessa nell’immediato. “Riteniamo che sia un modo molto più moderno di introdurre delle limitazioni giuste perché vogliamo andare verso emissioni sempre minori, ma rispettando il comportamento di ciascuno e lasciando la libertà a ciascuno di scegliere il proprio mix con cui ottenere questo budget”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Gualtieri: “Green box eviterebbe rigide ripartizioni tra categorie di veicoli”

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(Adnkronos) – “Le ricerche presentate oggi sono molto interessanti.Ringrazio l'Urban Mobility Council per questo lavoro di approfondimento, soprattutto per una soluzione come il green box.

Consentirebbe una maggiore libertà ai cittadini perché eviterebbe queste rigide ripartizioni tra categorie di veicoli che non possono circolare per nulla o con limitazioni.Una soluzione che responsabilizza i singoli utenti e consentirebbe a tutti una maggiore libertà nell'uso dell'auto, minori sperequazioni dal punto di vista sociale e complessivamente anche un maggiore contenimento dell'inquinamento”.

Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione del convegno 'La mobilità urbana tra comportamenti individuali e analisi dei dati.Dibattito con le istituzioni' che si è tenuto oggi presso Palazzo Wedekind.  L'incontro ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali e locali con al centro del dibattito la mobilità sostenibile.

Si è parlato di green box, una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Per noi la strada maestra – continua Gualtieri – è quella della riduzione del traffico attraverso il miglioramento del trasporto pubblico.Una soluzione come quella del green box sarebbe preferibile a quella di una separazione rigida tra categorie di veicoli.

Poi ovviamente spetta anche ad altri decisori politici fare certe scelte.Noi avevamo proposto l’utilizzo del sistema Move in ma ora Regione Lazio sembra non contemplarlo”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adriano Panzironi, il ‘guru delle diete’ condannato a 2 anni e 8 mesi

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(Adnkronos) – Il tribunale di Roma ha condannato a 2 anni e 8 mesi Adriano Panzironi, noto come il 'guru delle diete', accusato di esercizio abusivo della professione medica.Il giudice monocratico ha inflitto anche una pena di un anno e 4 mesi, come chiesto dalla procura, al fratello Roberto Panzironi. Secondo l’atto d’accusa, Adriano Panzironi, ha "esercitato abusivamente la professione medica nei confronti di una numerosa platea di ascoltatori" di una trasmissione televisiva, "a cui somministrava, anche in forma personalizzata a seguito di successivi contatti intrapresi mediante operatori di call center e di interlocuzioni intercorse con singoli utenti tramite profilo Facebook, particolareggiate indicazioni sul regime alimentare e programmi e metodi di nutrizione, scientificamente qualificabili in termini di dieta, prescrivendo l’assunzione di integratori alimentari, da lui stesso commercializzati online, di potenziale nocività per la salute dell’individuo se assimilati senza controllo medico".

Il tutto "diffondendo e divulgando il libro da lui stesso redatto dal titolo ‘Vivere 120 anni’".Il fratello invece era accusato di aver concorso nell’esercizio abusivo.

Nel procedimento si sono costituiti parti civili gli Ordini dei medici di Roma, Milano, Napoli, Venezia e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Restaurato il trono del Palazzo Reale di Napoli

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(Adnkronos) – Il trono del Palazzo Reale di Napoli, catalogato fino ad oggi come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni, ma che principalmente riscrive la storia del trono, la sua origine e la cronologia del Palazzo. 

L’annuncio è stato fatto in occasione della presentazione del restauro alla Reggia di Venaria di Torino per una significativa preview – da oggi al prossimo autunno – della XX edizione di una delle più importanti iniziative del “Progetto Cultura” di Intesa Sanpaolo, che sarà inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla fine dell’estate. Il trono ritornerà al Palazzo Reale di Napoli nel febbraio del 2026. 

Il 12 settembre dello scorso anno il trono di Palazzo Reale è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ed al momento è stato sostituito da una seduta borbonica settecentesca. “L’attribuzione del Trono del Palazzo Reale di Napoli all’età sabauda rappresenta una scoperta di grande rilievo storico – commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna – che conferma quanto fossero importanti Napoli e il suo Palazzo per i nuovi sovrani, a pochi anni dall’unificazione della penisola. Oggi il Palazzo Reale è al centro di un ampio intervento di trasformazione, reso possibile grazie ai fondi del Grande Progetto Beni Culturali del MiC, che permetterà di restituire ai visitatori un percorso museale rinnovato e accessibile a tutti i pubblici”. “I nostri luoghi della cultura non sono più soltanto spazi di conservazione e fruizione, ma si configurano sempre più come laboratori di ricerca e innovazione – aggiunge Osanna – Grazie al lavoro quotidiano dei professionisti del patrimonio culturale, siamo oggi in grado di integrare ricerche documentali, interventi di restauro e progetti di valorizzazione, anche attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e realtà private, come dimostra l’esperienza di successo con la Reggia di Venaria, il Centro Conservazione e Restauro e Intesa Sanpaolo”. 

Nel corso di questi otto mesi di lavori, sono stati avviati studi e ricerche che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora. È emersa l’esistenza di una fitta corrispondenza relativa all’ammodernamento della Sala del Trono voluto da casa Savoia, ma il documento rivelatore della nuova datazione è la fattura presentata dall’intagliatore Luigi Ottajano, attestante l’esecuzione dell’intero trono (“una ricca sedia del trono scolpita e dorata stile Impero”) e di altre pose in opera per il rinnovamento della Sala. (Carteggio del 1874). 

“Il documento è stato rinvenuto presso l’Archivio di Stato di Napoli dallo studioso Carmine Napoli, oggi ex funzionario, che ringraziamo per la sensazionale scoperta – ha dichiarato l’architetto Paola Ricciardi, dirigente delegata del Palazzo Reale di Napoli – Notizia approfondita dai colleghi che hanno condotto lo studio della documentazione parallela conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli da cui proviene il materiale”. 

All’Ottajano, già artefice con Domenico Morelli della culla per la nascita di Vittorio Emanuele III, donata dalla città di Napoli alla Regina Margherita e oggi esposta presso la Reggia di Caserta, era finora attribuito, come aggiunta successiva, il solo coronamento con l’aquila con scudo crociato sul petto, emblema della nuova casa regnante, mentre la sedia era ritenuta di età borbonica. La decisione di dotare la Reggia napoletana di un trono realizzato ex novo è indicativa dell’importanza che la nuova dinastia attribuiva al complesso monumentale e alla città in precedenza capitale del Regno borbonico. Il trono, con sedile a tamburo, presenta elementi di stile Impero che rimandano all’artigianato della Restaurazione, come i braccioli decorati da leoni alati di grande effetto scultoreo. La spalliera di forma ottagonale è ornata da borchie e rosette classicheggianti che compaiono, ad esempio, nel trono di Napoleone I, disegnato da Charles Percier e Pierre-François Fontaine (oggi al Louvre). 

Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, hanno dichiarato nel corso della presentazione di Torino: “L’esposizione temporanea del prezioso Trono di Napoli, restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, lungo il percorso di visita della Reggia di Venaria, rappresenta per noi una grande opportunità che abbiamo voluto cogliere per perseguire il filone tematico dedicato alla storia, all’arte e alla magnificenza delle corti – di cui la Venaria Reale è stata esempio paradigmatico – inaugurato dalla riapertura del complesso e proseguito negli anni. L’operazione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione del Consorzio con il Palazzo Reale di Napoli e al contributo di Intesa Sanpaolo, esempio virtuoso e concreto di sinergia tra enti che operano nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale”. 

Alfonso Frugis, presidente del Ccr ‘La Venaria Reale’, ha spiegato: “La collaborazione tra il Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’ e il Palazzo Reale di Napoli è nata anni fa nella condivisione di visione sull’importanza della conservazione preventiva e programmata, che ha portato i professionisti del Centro a condurre una campagna di schedatura conservativa e definizione di attività dirette sulle opere delle collezioni del Palazzo. Grazie al lavoro congiunto, il Palazzo Reale di Napoli ha potuto avere una mappa delle priorità di restauro, tra cui erano emerse anche le necessità di intervento sul trono. Oggi grazie alla lungimiranza di Intesa Sanpaolo, che supporta nell’ambito della rassegna Restituzioni il restauro, è stato possibile compiere questo impegnativo intervento che ha coniugato le competenze dei funzionari del Palazzo Reale di Napoli e dei restauratori e scienziati del Ccr. Un cerchio che si chiude con la valorizzazione in Reggia, per dare la giusta contestualizzazione agli esiti della ricerca e del restauro. Siamo quindi estremamente fieri di aver fatto parte di un virtuoso ingranaggio, che testimonia ancora una volta come l’unione sia la chiave del buon esito delle operazioni di grande rilievo culturale”. 

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, afferma: “Da più di 35 anni, grazie a Restituzioni, Intesa Sanpaolo è al fianco delle istituzioni pubbliche, partecipando al compito di proteggere e valorizzare il patrimonio d’arte nazionale. Insieme, abbiamo finora portato a nuova luce oltre 2.500 pezzi della storia identitaria del Paese, di cui il Trono del Palazzo Reale di Napoli è straordinario esempio. Oggi ne condividiamo la bellezza, dopo i nuovi studi e il restauro, negli spazi della Reggia di Venaria, anticipando la grande mostra autunnale a Roma che vedrà l’opera esposta tra i capolavori della XX edizione del programma. L’iniziativa conferma il legame forte con le città di Napoli e Torino, dove il ruolo e le attività delle nostre Gallerie d’Italia favoriscono un profondo dialogo con le principali realtà del territorio”. 

Unicredit-Banco Bpm, Conte: “Golden power sì ma governo spieghi perché”

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(Adnkronos) – Se il governo usa il golden power per porre dei paletti all’offerta pubblica di scambio di Unicredit su Banco Bpm, deve farlo spiegando chiaramente le “finalità” dell’intervento.Lo dice a Bruxelles il leader del M5S Giuseppe Conte, che da presidente del Consiglio ha utilizzato il golden power in alcune occasioni. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via il Forum Compraverde Buygreen 2025

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(Adnkronos) – Rallentare o abbandonare il Green Deal europeo non è un’opzione: sarebbe una follia, oltre che un suicidio industriale.L’urgenza non è solo ambientale, ma anche economica e sociale: serve una transizione ecologica efficace, giusta, concreta.

Una transizione che non lasci indietro nessuno – né lavoratori, né piccole imprese – e che trasformi la sfida ambientale in un’opportunità di rilancio per l’industria europea.  È questo il cuore della proposta di Fondazione Ecosistemi con il Buy European and Sustainable Act (Besa) che domani, 14 maggio, darà il via al Forum Compraverde: un’iniziativa concreta, pragmatica e fondata sui dati, che mira a trasformare la spesa pubblica europea in un motore di decarbonizzazione, innovazione industriale e occupazione verde.  Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del Pil europeo.Integrare criteri ambientali vincolanti nei bandi pubblici – il cosiddetto Green Public Procurement (Gpp) – significa influenzare in modo determinante le scelte del mercato, orientando la produzione verso beni e servizi più sostenibili, locali e innovativi.  Secondo uno studio di una rete di organizzazioni internazionali sostenute da European Cimate Foundation, tra cui Fondazione Ecosistemi, l’adozione su larga scala del Besa in Italia potrebbe: tagliare ogni anno 2,2 milioni di tonnellate di CO2, rilocalizzare 8 miliardi di euro verso attività industriali virtuose, creare oltre 31mila nuovi posti di lavoro a basso impatto ambientale.  L’Italia è stato il primo Paese in Europa a rendere obbligatori i Cam – Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici (dal 2016).

Oggi, oltre il 60% delle stazioni appaltanti li applica e la conoscenza del Gpp è quasi universale.Ma, come sottolinea Fondazione Ecosistemi, "serve passare dai principi generali ai numeri: soglie emissive misurabili, contenuto europeo minimo nei beni acquistati, criteri geografici e ambientali chiari".  Per rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa e costruire una base solida di evidenze, Fondazione Ecosistemi lancia la Rete delle Pubbliche Amministrazioni per il Besa che avrà due obiettivi fondamentali: condividere esperienze e buone pratiche tra enti pubblici italiani ed europei, raccogliere dati misurabili sull’impatto del Gpp in termini economici; ambientali e occupazionali, oggi ancora raccolti in modo frammentario e non confrontabile.  “Solo se possiamo misurare il cambiamento, possiamo difenderlo e ampliarlo – sottolinea Silvano Falocco, direttore di Fondazione Ecosistemi – Servono numeri per incidere nel negoziato europeo e dimostrare che una transizione equa è già possibile.

Il Buy European and Sustainable Act non è un esercizio teorico. È uno strumento operativo, pensato per affrontare le debolezze del sistema europeo di rendicontazione – oggi composto da oltre 1.100 voci, spesso troppo complesse per Pmi e Pa – e per dare risposte tangibili a cittadini, imprese e territori.L’Italia ha già mostrato di poter essere un laboratorio avanzato di transizione.

Ora deve diventare voce guida in Europa, superando la retorica e offrendo soluzioni che siano realistiche, eque e ambiziose”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vasco Rossi, il figlio Davide assolto in via definitiva per l’incidente di Roma del 2016

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(Adnkronos) – Davide Rossi non ha procurato lesioni né c'è stata omissione di soccorso nell’incidente avvenuto a Roma, nel settembre 2016.La Corte di Cassazione, in conformità alla decisione della Corte d’Appello di Roma, ha archiviato definitivamente ogni procedimento a carico di Davide Rossi, figlio di Vasco Rossi. "Grazie alla magistratura giustizia è fatta – ha dichiarato Davide Rossi -.

Siamo stati fiduciosi, la verità è venuta fuori e sono stato assolto.Sono molto contento, mi sono tolto un grande peso, mi fa solo ancora male il ricordo di alcuni titoli di giornale che, approfittandosi del cognome, mi davano per colpevole ancora prima che i fatti venissero verificati". Alla notizia della completa assoluzione di suo figlio, Vasco Rossi ha commentato: "Contrariamente a ogni ed eventuale pensiero prevenuto nei suoi confronti, Davide è una brava persona e un padre affettuoso di quattro bambini.

Vive con la sua compagna e conduce una vita semplice e onesta.Non ha mai fatto del male a nessuno, io non ho mai avuto dubbi sulla sua sincerità.

Comprendo le sue ferite ancora aperte di innocente messo alla gogna dai media". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Claudia Dionigi incinta, i ‘problemi’ della seconda gravidanza: “Tanta paura”

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(Adnkronos) –
Claudia
Dionigi ha annunciato da poco di essere in attesa del suo secondo figlio.Dopo la nascita della primogenita Mariavittoria, avuta con Lorenzo Riccardi, la coppia di Uomini e Donne accoglierà presto un maschietto.  Nonostante l'immensa gioia, Dionigi non ha nascosto le difficoltà affrontate nei primi mesi di gravidanza. "Un'altra vita che sta crescendo dentro di me, però non è stato tutto rose e fiori", ha raccontato l'ex corteggiatrice. "Inutile dirvi quanto siamo felici tutti. È una gioia indescrivibile", ha esordito Claudia Dionigi in un video pubblicato sul suo profilo Instagram.

Ma ci sono stati alcuni ostacoli da superare: "Ho dovuto fare alcuni accertamenti, tra cui la villocentesi che chi ci è passato sa cosa significa, sa benissimo che non è una passeggiata sia fisicamente che emotivamente.Abbiamo avuto tanta, tanta paura.

Quei giorni sono sembrati infiniti. È stato come vivere in un limbo", ha continuato l'ex corteggiatrice del dating show condotto da Maria De Filippi.  Non sono mancati i momenti di sconforto: "Ho pianto in silenzio perché non volevo farmi vedere da Mariavittoria così.Ho cercato di equilibrare le cose", ma fortunatamente è andato tutto bene: "E adesso sto iniziando a godermi un pochino questa gravidanza.

Ne ho veramente bisogno", ha raccontato con gioia.  "Se vi sto raccontando queste cose non è per impietosirvi, ma voglio lanciare un messaggio a tutte le donne che mi stanno ascoltando e che stanno affrontando in generale esami, paure, attese", ha aggiunto Claudia Dionigi.E in conclusione: "Vi stringo forte e non perdete mai la speranza perché il vostro coraggio è più grande di quanto pensiate".   "Sta arrivando lui.

Non lo conosciamo ancora, ma lo amiamo da sempre.Arriverà a portare scompiglio, risate nuove, notti più corte…ma anche un amore che non si può spiegare.

Un amore che non si divide, ma che si moltiplica e che fa esplodere di gioia la nostra famiglia", con queste parole la famiglia Riccardi-Dionigi aveva annunciato la seconda gravidanza.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edilizia, Assogasliquidi: “Servono pluralità di tecnologie e vettori”

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(Adnkronos) – "Solo mantenendo la pluralità tecnologica nel settore del riscaldamento domestico si potranno raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e impedire che si ripeta quanto già accaduto nell’automotive europea, oggi al centro di una complicata crisi a causa del bando generalizzato della tecnologia del motore endotermico". È quanto emerso durante l’evento organizzato da Assogasliquidi-Federchimica nella sede del Parlamento Ue a Bruxelles, dove per la prima volta sono stati presentati i risultati dello studio 'Decarbonizzazione dei consumi termici residenziali' realizzato da Bip Consulting per conto di Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica, Assotermica e Utilitalia.  Il caso italiano, evidenziato dallo studio, può costituire un esempio per tutti gli altri Paesi: qui, il gas (sia naturale che Gpl) è centrale nel mix energetico, grazie a un’infrastruttura capillare che interessa il 90% dei Comuni e copre il 100% delle comunità con l’apporto del Gpl.Il parco residenziale è vetusto (oltre il 70% edificato prima degli anni ‘80), inefficiente (50% in classi energetiche F-G) e diversificato per clima e architettura (50% in zone climatiche fredde E-F).

In questo scenario, la sostituzione delle caldaie tradizionali con modelli a condensazione consentirebbe, già da sola, di raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi fissati dalla direttiva Epbd ('Case green'), garantendo un risparmio compreso tra il 19 e il 22% (a fronte di un target del 16%), di ridurre sensibilmente le emissioni grazie all’integrazione di percentuali crescenti di biocombustibili (biometano e bioGpl) e sostenere la competitività di una industria italiana ed europea di rilievo.  Dall’altra parte, lo studio evidenzia i limiti di una strategia imperniata sul mantenimento di un’unica fonte (la pompa di calore) per coprire l’intero fabbisogno.Intanto per motivi infrastrutturali: il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo in Italia non presenta un giardino privato, un terrazzo o uno spazio esterno utili ad ospitare gli apparecchi di questa tecnologia.

Dei 10,3 milioni di abitazioni in classe F e G solo meno di 6 milioni potrebbero accogliere una pompa di calore elettrica.Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie il numero si riduce a meno di 2 milioni di abitazioni.

Dallo studio emerge quindi come la transizione energetica del comparto residenziale, se affidata a un’unica soluzione, rischia di essere fallimentare in partenza: l’elettrificazione rappresenta una valida soluzione in determinati contesti ma occorre offrire alternative nell’ottica della complementarità e della pluralità di tecnologie e vettori per coinvolgere l’intero patrimonio abitativo. La presentazione dello studio è stata l’occasione per riportare l’attenzione sulla fase di implementazione della direttiva sulle performance di efficienza energetica degli edifici.La direttiva Epbd traccia il percorso per decarbonizzare il patrimonio edilizio entro il 2050, conferendo flessibilità agli Stati nella scelta degli strumenti e delle tempistiche per la transizione, ma affida alla Commissione il compito di emanare linee guida non vincolanti sui singoli aspetti applicativi, in particolare sulla definizione di 'caldaie alimentate a combustibili fossili'. “Il rispetto in concreto del principio di neutralità (e quindi pluralità) tecnologica nella formulazione delle linee guida – commenta Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica – richiede che la Commissione definisca la nozione di 'caldaia alimentata a combustibili fossili' escludendo dal bando gli apparecchi certificati per essere alimentati con gas rinnovabili”.  Eppure, in Italia, pochi mesi fa con la legge di bilancio, il Parlamento ha optato per una esclusione dai benefici fiscali dell’ecobonus degli “interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili”.

Si tratta – secondo Assogasliquidi-Federchimica – di una disposizione non chiara e che ostacola il percorso di rinnovo del parco termico.Ciò contrasta con gli obiettivi di decarbonizzazione, efficienza energetica e neutralità tecnologica: tutte le soluzioni a basso impatto – comprese le caldaie certificate per essere alimentate a gas rinnovabile – dovrebbero beneficiare di incentivi, senza dover soddisfare soglie di prodotto irraggiungibili, in rapporto alla disponibilità attuale di prodotto la cui crescita va invece incentivata e sostenuta.  “È necessario garantire parità di trattamento a tutte le soluzioni di riscaldamento ambientalmente sostenibili, in linea con il principio di neutralità tecnologica – conclude Cimenti – potenziare la produzione e la distribuzione di gas rinnovabili (biometano, bioGpl, rDme) e avviare una campagna informativa chiara e trasparente sui reali benefici ambientali ed economici di tutte le tecnologie sostenibili”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, EY lancia la nuova piattaforma basata su AI agente

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(Adnkronos) – L’ultima frontiera in fatto di AI è l’AI agentica o Agenti AI, un salto evolutivo basato su sistemi avanzati che permettono di analizzare informazioni sempre più numerose e complesse, percepire l’ambiente digitale, prendere decisioni autonome per raggiungere obiettivi predefiniti, con una ridotta supervisione umana.In sintesi, si tratta di veri e propri consulenti digitali intelligenti in grado di analizzare le specifiche situazioni, apprendere dal contesto, gestire scenari complessi, agire in modo proattivo e continuativo sia in autonomia che in sinergia con altri Agenti e con la persona.

A partire da questi modelli avanzati di AI, EY, da sempre in prima linea nel cogliere le opportunità delle nuove tecnologie, ha lanciato la nuova piattaforma EY.ai Agentic, basata su tecnologie Nvidia e Microsoft, che permette di migliorare l’efficienza operativa interna e dei propri clienti.EY ha già sviluppato diversi Agenti AI per efficientare determinate funzioni aziendali, tra cui 150 Agenti dedicati a migliorare la conformità fiscale e ottimizzare i processi, che collaborano con 80 mila esperti fiscali in tutto il mondo.  “Gli agenti AI stanno rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, permettendoci di analizzare compiti complessi, e migliorare l’efficienza operativa.

Con la piattaforma EY.ai Agentic, stiamo sfruttando la potenzialità di questi Agenti AI per trasformare le nostre attività e quelle dei nostri clienti, garantendo un maggiore produttività e conformità.In questo modo, la conoscenza collettiva di 400 mila professionisti qualificati viene integrata con le tecnologie AI avanzate, con l’obiettivo di plasmare il futuro del lavoro”, ha commentato Giuseppe Santonato, AI Leader di EY Emeia e AI Transformation Leader di EY Italia.

Qui il link al sito EY. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assolto dopo 38 anni di carcere, l’eclatante errore giudiziario in Gran Bretagna

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(Adnkronos) – Era stato condannato per l'omicidio di una 21enne e ha trascorso 38 anni in carcere, ora il 68enne Peter Sullivan è considerato vittima del più lungo ed eclatante errore giudiziario nella storia della giustizia britannica.Dopo 38 anni passati in carcere da innocente, la Corte di Appello di Londra ha annullato la sua condanna, datata 1986, con la quale era stato condannato per l'omicidio di Diane Sindall.

La donna, una barista di 21 anni, era stata uccisa dopo una brutale aggressione a sfondo sessuale, avvenuta a Birkenhead, nel Merseyside, mentre tornava dal lavoro.  Dopo quasi quattro decenni, la criminal cases review commission – l’organismo statale che indaga su potenziali errori giudiziari – lo scorso anno ha rinviato il caso di Sullivan alla Corte d’Appello, in seguito a nuovi test del Dna.Gli esami, effettuati su un campione di sperma conservato dalla scena del crimine, avevano rilevato la presenza di un profilo genetico riconducibile a un aggressore sconosciuto.

Duncan Atkinson Kc, rappresentante per la Procura della Corona, ha dichiarato che le prove del Dna minavano la condanna di Sullivan e, di conseguenza, non ci sarà alcuna richiesta di un nuovo processo.Sullivan, apparso in video-collegamento dal carcere di massima sicurezza di Hmp Wakefield, è scoppiato in lacrime. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mers, 9 casi con due morti in Arabia Saudita. Oms: “Rischio moderato”

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(Adnkronos) – La Mers torna a colpire.In particolare in Arabia Saudita, dove tra il 1 marzo e il 21 aprile ci sono stati nove casi di sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus, fra cui 2 morti.

Il ministero della Salute del Paese ha comunicato i contagi all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che oggi lancia un alert e fa il punto della situazione, ribadendo che il rischio legato a questo virus resta moderato sia a livello globale che regionale.  Tra le 9 infezioni registrate, un focolaio di 7 casi è stato identificato a Riyadh, e include 6 operatori sanitari e assistenziali che hanno contratto l'infezione assistendo un singolo paziente infetto.Il focolaio è stato intercettato tramite il tracciamento e il successivo test di tutti i contatti.

Quattro dei 6 operatori erano asintomatici e 2 mostravano solo segni lievi e aspecifici.Del totale casi, solo uno ha avuto un contatto indiretto con cammelli e non fa parte del cluster segnalato.

Il resto dei pazienti non aveva una storia nota di contatto con cammelli o prodotti derivati da questo animale.  Dalla prima segnalazione di Mers (in Arabia Saudita nel 2012), sono stati segnalati da 27 Paesi all'Oms 2.627 casi confermati in laboratorio, con 946 decessi associati (tasso di mortalità o Cfr del 36%, ma può essere sovrastimato perché i casi lievi non vengono rilevati, si precisa), in tutte e 6 le regioni dell'Oms.La maggior parte dei casi (2.218; 84%) è stata riportata proprio in Arabia Saudita.

Dal 2019, non sono state segnalate infezioni umane da Mers da Paesi al di fuori del Medio Oriente. "La notifica dei casi non modifica la valutazione complessiva del rischio, che rimane moderata sia a livello globale che regionale", conferma l'Oms. "Questi casi – conclude l'agenzia Onu per la salute – dimostrano che il virus continua a rappresentare una minaccia nei Paesi in cui circola nei dromedari e si diffonde alla popolazione umana.L'Oms raccomanda l'attuazione di misure mirate di prevenzione e controllo delle infezioni per prevenire la diffusione delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria da Mers e la successiva trasmissione umana". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)