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Mobilità, Savaresi (Polimi): “Proponiamo un paradigma rivoluzionario”

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(Adnkronos) – “Il paradigma che abbiamo sviluppato in questa è ricerca è semplice, ma rivoluzionario.Oggi tutte le limitazioni alla circolazione sono basate sulla classe euro, sul tipo di motorizzazione quindi sul concetto di emissione media per chilometro”.

Queste le parole di Sergio Savaresi, direttore del dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano nel presentare la ricerca "Nuovo paradigma di mobilità sostenibile: le green box" da lui stesso realizzata.  L'obiettivo della ricerca è sviluppare una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Con le green box proponiamo un cambio di paradigma – aggiunge Savaresi – definiamo un budget complessivo annuo ottenibile utilizzando qualunque tipo di motorizzazione.Dipenderà quindi dalla Classe Euro che si utilizza, dalla quantità di chilometri che si fanno, dallo stile di guida e in generale dal comportamento”.

Questo approccio pionieristico proposto è fondamentale per garantire una fase di transizione accurata e il più equa possibile, attribuendo una nuova e decisiva responsabilità al conducente, poiché può “misurare” direttamente l’impatto del suo stile di guida sulle emissioni, consentendo così che, se la sua guida è virtuosa, anche la sua vecchia auto non dovrà necessariamente essere dismessa nell’immediato. “Riteniamo che sia un modo molto più moderno di introdurre delle limitazioni giuste perché vogliamo andare verso emissioni sempre minori, ma rispettando il comportamento di ciascuno e lasciando la libertà a ciascuno di scegliere il proprio mix con cui ottenere questo budget”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Gualtieri: “Green box eviterebbe rigide ripartizioni tra categorie di veicoli”

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(Adnkronos) – “Le ricerche presentate oggi sono molto interessanti.Ringrazio l'Urban Mobility Council per questo lavoro di approfondimento, soprattutto per una soluzione come il green box.

Consentirebbe una maggiore libertà ai cittadini perché eviterebbe queste rigide ripartizioni tra categorie di veicoli che non possono circolare per nulla o con limitazioni.Una soluzione che responsabilizza i singoli utenti e consentirebbe a tutti una maggiore libertà nell'uso dell'auto, minori sperequazioni dal punto di vista sociale e complessivamente anche un maggiore contenimento dell'inquinamento”.

Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, in occasione del convegno 'La mobilità urbana tra comportamenti individuali e analisi dei dati.Dibattito con le istituzioni' che si è tenuto oggi presso Palazzo Wedekind.  L'incontro ha visto la partecipazione delle istituzioni nazionali e locali con al centro del dibattito la mobilità sostenibile.

Si è parlato di green box, una nuova metodologia in grado di quantificare le emissioni delle auto con motore a combustione interna basandosi non solo sulla loro tecnologia (Classe Euro), ma anche sul comportamento del singolo veicolo (km percorsi, velocità, stile di guida).  “Per noi la strada maestra – continua Gualtieri – è quella della riduzione del traffico attraverso il miglioramento del trasporto pubblico.Una soluzione come quella del green box sarebbe preferibile a quella di una separazione rigida tra categorie di veicoli.

Poi ovviamente spetta anche ad altri decisori politici fare certe scelte.Noi avevamo proposto l’utilizzo del sistema Move in ma ora Regione Lazio sembra non contemplarlo”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Adriano Panzironi, il ‘guru delle diete’ condannato a 2 anni e 8 mesi

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(Adnkronos) – Il tribunale di Roma ha condannato a 2 anni e 8 mesi Adriano Panzironi, noto come il 'guru delle diete', accusato di esercizio abusivo della professione medica.Il giudice monocratico ha inflitto anche una pena di un anno e 4 mesi, come chiesto dalla procura, al fratello Roberto Panzironi. Secondo l’atto d’accusa, Adriano Panzironi, ha "esercitato abusivamente la professione medica nei confronti di una numerosa platea di ascoltatori" di una trasmissione televisiva, "a cui somministrava, anche in forma personalizzata a seguito di successivi contatti intrapresi mediante operatori di call center e di interlocuzioni intercorse con singoli utenti tramite profilo Facebook, particolareggiate indicazioni sul regime alimentare e programmi e metodi di nutrizione, scientificamente qualificabili in termini di dieta, prescrivendo l’assunzione di integratori alimentari, da lui stesso commercializzati online, di potenziale nocività per la salute dell’individuo se assimilati senza controllo medico".

Il tutto "diffondendo e divulgando il libro da lui stesso redatto dal titolo ‘Vivere 120 anni’".Il fratello invece era accusato di aver concorso nell’esercizio abusivo.

Nel procedimento si sono costituiti parti civili gli Ordini dei medici di Roma, Milano, Napoli, Venezia e l’Ordine dei giornalisti del Lazio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Restaurato il trono del Palazzo Reale di Napoli

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(Adnkronos) – Il trono del Palazzo Reale di Napoli, catalogato fino ad oggi come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni, ma che principalmente riscrive la storia del trono, la sua origine e la cronologia del Palazzo. 

L’annuncio è stato fatto in occasione della presentazione del restauro alla Reggia di Venaria di Torino per una significativa preview – da oggi al prossimo autunno – della XX edizione di una delle più importanti iniziative del “Progetto Cultura” di Intesa Sanpaolo, che sarà inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla fine dell’estate. Il trono ritornerà al Palazzo Reale di Napoli nel febbraio del 2026. 

Il 12 settembre dello scorso anno il trono di Palazzo Reale è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ed al momento è stato sostituito da una seduta borbonica settecentesca. “L’attribuzione del Trono del Palazzo Reale di Napoli all’età sabauda rappresenta una scoperta di grande rilievo storico – commenta il direttore generale Musei, Massimo Osanna – che conferma quanto fossero importanti Napoli e il suo Palazzo per i nuovi sovrani, a pochi anni dall’unificazione della penisola. Oggi il Palazzo Reale è al centro di un ampio intervento di trasformazione, reso possibile grazie ai fondi del Grande Progetto Beni Culturali del MiC, che permetterà di restituire ai visitatori un percorso museale rinnovato e accessibile a tutti i pubblici”. “I nostri luoghi della cultura non sono più soltanto spazi di conservazione e fruizione, ma si configurano sempre più come laboratori di ricerca e innovazione – aggiunge Osanna – Grazie al lavoro quotidiano dei professionisti del patrimonio culturale, siamo oggi in grado di integrare ricerche documentali, interventi di restauro e progetti di valorizzazione, anche attraverso collaborazioni virtuose tra istituzioni pubbliche e realtà private, come dimostra l’esperienza di successo con la Reggia di Venaria, il Centro Conservazione e Restauro e Intesa Sanpaolo”. 

Nel corso di questi otto mesi di lavori, sono stati avviati studi e ricerche che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora. È emersa l’esistenza di una fitta corrispondenza relativa all’ammodernamento della Sala del Trono voluto da casa Savoia, ma il documento rivelatore della nuova datazione è la fattura presentata dall’intagliatore Luigi Ottajano, attestante l’esecuzione dell’intero trono (“una ricca sedia del trono scolpita e dorata stile Impero”) e di altre pose in opera per il rinnovamento della Sala. (Carteggio del 1874). 

“Il documento è stato rinvenuto presso l’Archivio di Stato di Napoli dallo studioso Carmine Napoli, oggi ex funzionario, che ringraziamo per la sensazionale scoperta – ha dichiarato l’architetto Paola Ricciardi, dirigente delegata del Palazzo Reale di Napoli – Notizia approfondita dai colleghi che hanno condotto lo studio della documentazione parallela conservata presso l’Archivio di Stato di Napoli da cui proviene il materiale”. 

All’Ottajano, già artefice con Domenico Morelli della culla per la nascita di Vittorio Emanuele III, donata dalla città di Napoli alla Regina Margherita e oggi esposta presso la Reggia di Caserta, era finora attribuito, come aggiunta successiva, il solo coronamento con l’aquila con scudo crociato sul petto, emblema della nuova casa regnante, mentre la sedia era ritenuta di età borbonica. La decisione di dotare la Reggia napoletana di un trono realizzato ex novo è indicativa dell’importanza che la nuova dinastia attribuiva al complesso monumentale e alla città in precedenza capitale del Regno borbonico. Il trono, con sedile a tamburo, presenta elementi di stile Impero che rimandano all’artigianato della Restaurazione, come i braccioli decorati da leoni alati di grande effetto scultoreo. La spalliera di forma ottagonale è ornata da borchie e rosette classicheggianti che compaiono, ad esempio, nel trono di Napoleone I, disegnato da Charles Percier e Pierre-François Fontaine (oggi al Louvre). 

Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, hanno dichiarato nel corso della presentazione di Torino: “L’esposizione temporanea del prezioso Trono di Napoli, restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, lungo il percorso di visita della Reggia di Venaria, rappresenta per noi una grande opportunità che abbiamo voluto cogliere per perseguire il filone tematico dedicato alla storia, all’arte e alla magnificenza delle corti – di cui la Venaria Reale è stata esempio paradigmatico – inaugurato dalla riapertura del complesso e proseguito negli anni. L’operazione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione del Consorzio con il Palazzo Reale di Napoli e al contributo di Intesa Sanpaolo, esempio virtuoso e concreto di sinergia tra enti che operano nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale”. 

Alfonso Frugis, presidente del Ccr ‘La Venaria Reale’, ha spiegato: “La collaborazione tra il Centro Conservazione e Restauro ‘La Venaria Reale’ e il Palazzo Reale di Napoli è nata anni fa nella condivisione di visione sull’importanza della conservazione preventiva e programmata, che ha portato i professionisti del Centro a condurre una campagna di schedatura conservativa e definizione di attività dirette sulle opere delle collezioni del Palazzo. Grazie al lavoro congiunto, il Palazzo Reale di Napoli ha potuto avere una mappa delle priorità di restauro, tra cui erano emerse anche le necessità di intervento sul trono. Oggi grazie alla lungimiranza di Intesa Sanpaolo, che supporta nell’ambito della rassegna Restituzioni il restauro, è stato possibile compiere questo impegnativo intervento che ha coniugato le competenze dei funzionari del Palazzo Reale di Napoli e dei restauratori e scienziati del Ccr. Un cerchio che si chiude con la valorizzazione in Reggia, per dare la giusta contestualizzazione agli esiti della ricerca e del restauro. Siamo quindi estremamente fieri di aver fatto parte di un virtuoso ingranaggio, che testimonia ancora una volta come l’unione sia la chiave del buon esito delle operazioni di grande rilievo culturale”. 

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, afferma: “Da più di 35 anni, grazie a Restituzioni, Intesa Sanpaolo è al fianco delle istituzioni pubbliche, partecipando al compito di proteggere e valorizzare il patrimonio d’arte nazionale. Insieme, abbiamo finora portato a nuova luce oltre 2.500 pezzi della storia identitaria del Paese, di cui il Trono del Palazzo Reale di Napoli è straordinario esempio. Oggi ne condividiamo la bellezza, dopo i nuovi studi e il restauro, negli spazi della Reggia di Venaria, anticipando la grande mostra autunnale a Roma che vedrà l’opera esposta tra i capolavori della XX edizione del programma. L’iniziativa conferma il legame forte con le città di Napoli e Torino, dove il ruolo e le attività delle nostre Gallerie d’Italia favoriscono un profondo dialogo con le principali realtà del territorio”. 

Unicredit-Banco Bpm, Conte: “Golden power sì ma governo spieghi perché”

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(Adnkronos) – Se il governo usa il golden power per porre dei paletti all’offerta pubblica di scambio di Unicredit su Banco Bpm, deve farlo spiegando chiaramente le “finalità” dell’intervento.Lo dice a Bruxelles il leader del M5S Giuseppe Conte, che da presidente del Consiglio ha utilizzato il golden power in alcune occasioni. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via il Forum Compraverde Buygreen 2025

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(Adnkronos) – Rallentare o abbandonare il Green Deal europeo non è un’opzione: sarebbe una follia, oltre che un suicidio industriale.L’urgenza non è solo ambientale, ma anche economica e sociale: serve una transizione ecologica efficace, giusta, concreta.

Una transizione che non lasci indietro nessuno – né lavoratori, né piccole imprese – e che trasformi la sfida ambientale in un’opportunità di rilancio per l’industria europea.  È questo il cuore della proposta di Fondazione Ecosistemi con il Buy European and Sustainable Act (Besa) che domani, 14 maggio, darà il via al Forum Compraverde: un’iniziativa concreta, pragmatica e fondata sui dati, che mira a trasformare la spesa pubblica europea in un motore di decarbonizzazione, innovazione industriale e occupazione verde.  Gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del Pil europeo.Integrare criteri ambientali vincolanti nei bandi pubblici – il cosiddetto Green Public Procurement (Gpp) – significa influenzare in modo determinante le scelte del mercato, orientando la produzione verso beni e servizi più sostenibili, locali e innovativi.  Secondo uno studio di una rete di organizzazioni internazionali sostenute da European Cimate Foundation, tra cui Fondazione Ecosistemi, l’adozione su larga scala del Besa in Italia potrebbe: tagliare ogni anno 2,2 milioni di tonnellate di CO2, rilocalizzare 8 miliardi di euro verso attività industriali virtuose, creare oltre 31mila nuovi posti di lavoro a basso impatto ambientale.  L’Italia è stato il primo Paese in Europa a rendere obbligatori i Cam – Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici (dal 2016).

Oggi, oltre il 60% delle stazioni appaltanti li applica e la conoscenza del Gpp è quasi universale.Ma, come sottolinea Fondazione Ecosistemi, "serve passare dai principi generali ai numeri: soglie emissive misurabili, contenuto europeo minimo nei beni acquistati, criteri geografici e ambientali chiari".  Per rafforzare il ruolo dell’Italia in Europa e costruire una base solida di evidenze, Fondazione Ecosistemi lancia la Rete delle Pubbliche Amministrazioni per il Besa che avrà due obiettivi fondamentali: condividere esperienze e buone pratiche tra enti pubblici italiani ed europei, raccogliere dati misurabili sull’impatto del Gpp in termini economici; ambientali e occupazionali, oggi ancora raccolti in modo frammentario e non confrontabile.  “Solo se possiamo misurare il cambiamento, possiamo difenderlo e ampliarlo – sottolinea Silvano Falocco, direttore di Fondazione Ecosistemi – Servono numeri per incidere nel negoziato europeo e dimostrare che una transizione equa è già possibile.

Il Buy European and Sustainable Act non è un esercizio teorico. È uno strumento operativo, pensato per affrontare le debolezze del sistema europeo di rendicontazione – oggi composto da oltre 1.100 voci, spesso troppo complesse per Pmi e Pa – e per dare risposte tangibili a cittadini, imprese e territori.L’Italia ha già mostrato di poter essere un laboratorio avanzato di transizione.

Ora deve diventare voce guida in Europa, superando la retorica e offrendo soluzioni che siano realistiche, eque e ambiziose”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vasco Rossi, il figlio Davide assolto in via definitiva per l’incidente di Roma del 2016

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(Adnkronos) – Davide Rossi non ha procurato lesioni né c'è stata omissione di soccorso nell’incidente avvenuto a Roma, nel settembre 2016.La Corte di Cassazione, in conformità alla decisione della Corte d’Appello di Roma, ha archiviato definitivamente ogni procedimento a carico di Davide Rossi, figlio di Vasco Rossi. "Grazie alla magistratura giustizia è fatta – ha dichiarato Davide Rossi -.

Siamo stati fiduciosi, la verità è venuta fuori e sono stato assolto.Sono molto contento, mi sono tolto un grande peso, mi fa solo ancora male il ricordo di alcuni titoli di giornale che, approfittandosi del cognome, mi davano per colpevole ancora prima che i fatti venissero verificati". Alla notizia della completa assoluzione di suo figlio, Vasco Rossi ha commentato: "Contrariamente a ogni ed eventuale pensiero prevenuto nei suoi confronti, Davide è una brava persona e un padre affettuoso di quattro bambini.

Vive con la sua compagna e conduce una vita semplice e onesta.Non ha mai fatto del male a nessuno, io non ho mai avuto dubbi sulla sua sincerità.

Comprendo le sue ferite ancora aperte di innocente messo alla gogna dai media". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Claudia Dionigi incinta, i ‘problemi’ della seconda gravidanza: “Tanta paura”

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(Adnkronos) –
Claudia
Dionigi ha annunciato da poco di essere in attesa del suo secondo figlio.Dopo la nascita della primogenita Mariavittoria, avuta con Lorenzo Riccardi, la coppia di Uomini e Donne accoglierà presto un maschietto.  Nonostante l'immensa gioia, Dionigi non ha nascosto le difficoltà affrontate nei primi mesi di gravidanza. "Un'altra vita che sta crescendo dentro di me, però non è stato tutto rose e fiori", ha raccontato l'ex corteggiatrice. "Inutile dirvi quanto siamo felici tutti. È una gioia indescrivibile", ha esordito Claudia Dionigi in un video pubblicato sul suo profilo Instagram.

Ma ci sono stati alcuni ostacoli da superare: "Ho dovuto fare alcuni accertamenti, tra cui la villocentesi che chi ci è passato sa cosa significa, sa benissimo che non è una passeggiata sia fisicamente che emotivamente.Abbiamo avuto tanta, tanta paura.

Quei giorni sono sembrati infiniti. È stato come vivere in un limbo", ha continuato l'ex corteggiatrice del dating show condotto da Maria De Filippi.  Non sono mancati i momenti di sconforto: "Ho pianto in silenzio perché non volevo farmi vedere da Mariavittoria così.Ho cercato di equilibrare le cose", ma fortunatamente è andato tutto bene: "E adesso sto iniziando a godermi un pochino questa gravidanza.

Ne ho veramente bisogno", ha raccontato con gioia.  "Se vi sto raccontando queste cose non è per impietosirvi, ma voglio lanciare un messaggio a tutte le donne che mi stanno ascoltando e che stanno affrontando in generale esami, paure, attese", ha aggiunto Claudia Dionigi.E in conclusione: "Vi stringo forte e non perdete mai la speranza perché il vostro coraggio è più grande di quanto pensiate".   "Sta arrivando lui.

Non lo conosciamo ancora, ma lo amiamo da sempre.Arriverà a portare scompiglio, risate nuove, notti più corte…ma anche un amore che non si può spiegare.

Un amore che non si divide, ma che si moltiplica e che fa esplodere di gioia la nostra famiglia", con queste parole la famiglia Riccardi-Dionigi aveva annunciato la seconda gravidanza.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Edilizia, Assogasliquidi: “Servono pluralità di tecnologie e vettori”

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(Adnkronos) – "Solo mantenendo la pluralità tecnologica nel settore del riscaldamento domestico si potranno raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e impedire che si ripeta quanto già accaduto nell’automotive europea, oggi al centro di una complicata crisi a causa del bando generalizzato della tecnologia del motore endotermico". È quanto emerso durante l’evento organizzato da Assogasliquidi-Federchimica nella sede del Parlamento Ue a Bruxelles, dove per la prima volta sono stati presentati i risultati dello studio 'Decarbonizzazione dei consumi termici residenziali' realizzato da Bip Consulting per conto di Proxigas, Assogas, Assogasliquidi-Federchimica, Assotermica e Utilitalia.  Il caso italiano, evidenziato dallo studio, può costituire un esempio per tutti gli altri Paesi: qui, il gas (sia naturale che Gpl) è centrale nel mix energetico, grazie a un’infrastruttura capillare che interessa il 90% dei Comuni e copre il 100% delle comunità con l’apporto del Gpl.Il parco residenziale è vetusto (oltre il 70% edificato prima degli anni ‘80), inefficiente (50% in classi energetiche F-G) e diversificato per clima e architettura (50% in zone climatiche fredde E-F).

In questo scenario, la sostituzione delle caldaie tradizionali con modelli a condensazione consentirebbe, già da sola, di raggiungere gli obiettivi di riduzione dei consumi fissati dalla direttiva Epbd ('Case green'), garantendo un risparmio compreso tra il 19 e il 22% (a fronte di un target del 16%), di ridurre sensibilmente le emissioni grazie all’integrazione di percentuali crescenti di biocombustibili (biometano e bioGpl) e sostenere la competitività di una industria italiana ed europea di rilievo.  Dall’altra parte, lo studio evidenzia i limiti di una strategia imperniata sul mantenimento di un’unica fonte (la pompa di calore) per coprire l’intero fabbisogno.Intanto per motivi infrastrutturali: il 60% degli appartamenti con riscaldamento autonomo in Italia non presenta un giardino privato, un terrazzo o uno spazio esterno utili ad ospitare gli apparecchi di questa tecnologia.

Dei 10,3 milioni di abitazioni in classe F e G solo meno di 6 milioni potrebbero accogliere una pompa di calore elettrica.Ma se si affina l’analisi e si considerano anche i fattori legati al reddito delle famiglie il numero si riduce a meno di 2 milioni di abitazioni.

Dallo studio emerge quindi come la transizione energetica del comparto residenziale, se affidata a un’unica soluzione, rischia di essere fallimentare in partenza: l’elettrificazione rappresenta una valida soluzione in determinati contesti ma occorre offrire alternative nell’ottica della complementarità e della pluralità di tecnologie e vettori per coinvolgere l’intero patrimonio abitativo. La presentazione dello studio è stata l’occasione per riportare l’attenzione sulla fase di implementazione della direttiva sulle performance di efficienza energetica degli edifici.La direttiva Epbd traccia il percorso per decarbonizzare il patrimonio edilizio entro il 2050, conferendo flessibilità agli Stati nella scelta degli strumenti e delle tempistiche per la transizione, ma affida alla Commissione il compito di emanare linee guida non vincolanti sui singoli aspetti applicativi, in particolare sulla definizione di 'caldaie alimentate a combustibili fossili'. “Il rispetto in concreto del principio di neutralità (e quindi pluralità) tecnologica nella formulazione delle linee guida – commenta Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica – richiede che la Commissione definisca la nozione di 'caldaia alimentata a combustibili fossili' escludendo dal bando gli apparecchi certificati per essere alimentati con gas rinnovabili”.  Eppure, in Italia, pochi mesi fa con la legge di bilancio, il Parlamento ha optato per una esclusione dai benefici fiscali dell’ecobonus degli “interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili”.

Si tratta – secondo Assogasliquidi-Federchimica – di una disposizione non chiara e che ostacola il percorso di rinnovo del parco termico.Ciò contrasta con gli obiettivi di decarbonizzazione, efficienza energetica e neutralità tecnologica: tutte le soluzioni a basso impatto – comprese le caldaie certificate per essere alimentate a gas rinnovabile – dovrebbero beneficiare di incentivi, senza dover soddisfare soglie di prodotto irraggiungibili, in rapporto alla disponibilità attuale di prodotto la cui crescita va invece incentivata e sostenuta.  “È necessario garantire parità di trattamento a tutte le soluzioni di riscaldamento ambientalmente sostenibili, in linea con il principio di neutralità tecnologica – conclude Cimenti – potenziare la produzione e la distribuzione di gas rinnovabili (biometano, bioGpl, rDme) e avviare una campagna informativa chiara e trasparente sui reali benefici ambientali ed economici di tutte le tecnologie sostenibili”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Innovazione, EY lancia la nuova piattaforma basata su AI agente

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(Adnkronos) – L’ultima frontiera in fatto di AI è l’AI agentica o Agenti AI, un salto evolutivo basato su sistemi avanzati che permettono di analizzare informazioni sempre più numerose e complesse, percepire l’ambiente digitale, prendere decisioni autonome per raggiungere obiettivi predefiniti, con una ridotta supervisione umana.In sintesi, si tratta di veri e propri consulenti digitali intelligenti in grado di analizzare le specifiche situazioni, apprendere dal contesto, gestire scenari complessi, agire in modo proattivo e continuativo sia in autonomia che in sinergia con altri Agenti e con la persona.

A partire da questi modelli avanzati di AI, EY, da sempre in prima linea nel cogliere le opportunità delle nuove tecnologie, ha lanciato la nuova piattaforma EY.ai Agentic, basata su tecnologie Nvidia e Microsoft, che permette di migliorare l’efficienza operativa interna e dei propri clienti.EY ha già sviluppato diversi Agenti AI per efficientare determinate funzioni aziendali, tra cui 150 Agenti dedicati a migliorare la conformità fiscale e ottimizzare i processi, che collaborano con 80 mila esperti fiscali in tutto il mondo.  “Gli agenti AI stanno rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, permettendoci di analizzare compiti complessi, e migliorare l’efficienza operativa.

Con la piattaforma EY.ai Agentic, stiamo sfruttando la potenzialità di questi Agenti AI per trasformare le nostre attività e quelle dei nostri clienti, garantendo un maggiore produttività e conformità.In questo modo, la conoscenza collettiva di 400 mila professionisti qualificati viene integrata con le tecnologie AI avanzate, con l’obiettivo di plasmare il futuro del lavoro”, ha commentato Giuseppe Santonato, AI Leader di EY Emeia e AI Transformation Leader di EY Italia.

Qui il link al sito EY. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assolto dopo 38 anni di carcere, l’eclatante errore giudiziario in Gran Bretagna

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(Adnkronos) – Era stato condannato per l'omicidio di una 21enne e ha trascorso 38 anni in carcere, ora il 68enne Peter Sullivan è considerato vittima del più lungo ed eclatante errore giudiziario nella storia della giustizia britannica.Dopo 38 anni passati in carcere da innocente, la Corte di Appello di Londra ha annullato la sua condanna, datata 1986, con la quale era stato condannato per l'omicidio di Diane Sindall.

La donna, una barista di 21 anni, era stata uccisa dopo una brutale aggressione a sfondo sessuale, avvenuta a Birkenhead, nel Merseyside, mentre tornava dal lavoro.  Dopo quasi quattro decenni, la criminal cases review commission – l’organismo statale che indaga su potenziali errori giudiziari – lo scorso anno ha rinviato il caso di Sullivan alla Corte d’Appello, in seguito a nuovi test del Dna.Gli esami, effettuati su un campione di sperma conservato dalla scena del crimine, avevano rilevato la presenza di un profilo genetico riconducibile a un aggressore sconosciuto.

Duncan Atkinson Kc, rappresentante per la Procura della Corona, ha dichiarato che le prove del Dna minavano la condanna di Sullivan e, di conseguenza, non ci sarà alcuna richiesta di un nuovo processo.Sullivan, apparso in video-collegamento dal carcere di massima sicurezza di Hmp Wakefield, è scoppiato in lacrime. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mers, 9 casi con due morti in Arabia Saudita. Oms: “Rischio moderato”

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(Adnkronos) – La Mers torna a colpire.In particolare in Arabia Saudita, dove tra il 1 marzo e il 21 aprile ci sono stati nove casi di sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus, fra cui 2 morti.

Il ministero della Salute del Paese ha comunicato i contagi all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che oggi lancia un alert e fa il punto della situazione, ribadendo che il rischio legato a questo virus resta moderato sia a livello globale che regionale.  Tra le 9 infezioni registrate, un focolaio di 7 casi è stato identificato a Riyadh, e include 6 operatori sanitari e assistenziali che hanno contratto l'infezione assistendo un singolo paziente infetto.Il focolaio è stato intercettato tramite il tracciamento e il successivo test di tutti i contatti.

Quattro dei 6 operatori erano asintomatici e 2 mostravano solo segni lievi e aspecifici.Del totale casi, solo uno ha avuto un contatto indiretto con cammelli e non fa parte del cluster segnalato.

Il resto dei pazienti non aveva una storia nota di contatto con cammelli o prodotti derivati da questo animale.  Dalla prima segnalazione di Mers (in Arabia Saudita nel 2012), sono stati segnalati da 27 Paesi all'Oms 2.627 casi confermati in laboratorio, con 946 decessi associati (tasso di mortalità o Cfr del 36%, ma può essere sovrastimato perché i casi lievi non vengono rilevati, si precisa), in tutte e 6 le regioni dell'Oms.La maggior parte dei casi (2.218; 84%) è stata riportata proprio in Arabia Saudita.

Dal 2019, non sono state segnalate infezioni umane da Mers da Paesi al di fuori del Medio Oriente. "La notifica dei casi non modifica la valutazione complessiva del rischio, che rimane moderata sia a livello globale che regionale", conferma l'Oms. "Questi casi – conclude l'agenzia Onu per la salute – dimostrano che il virus continua a rappresentare una minaccia nei Paesi in cui circola nei dromedari e si diffonde alla popolazione umana.L'Oms raccomanda l'attuazione di misure mirate di prevenzione e controllo delle infezioni per prevenire la diffusione delle infezioni correlate all'assistenza sanitaria da Mers e la successiva trasmissione umana". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Netanyahu: “Entreremo con forza nella Striscia nei prossimi giorni”

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(Adnkronos) – L'esercito israeliano "entrerà con tutta la sua forza" a Gaza nei prossimi giorni.E' la minaccia ribadita oggi, martedì 13 maggio, dal premier Benjamin Netanyahu che ha aggiunto anche di "non vedere uno scenario in cui la guerra contro Hamas possa finire". "Nessuna marcia indietro, anzi, nei prossimi giorni concluderemo l'operazione e distruggeremo Hamas" aggiunge il primo ministro. "E' possibile che Hamas dica 'Vogliamo rilasciare altri dieci ostaggi' – ha affermato Netanyahu nelle dichiarazioni rilanciate dal giornale israeliano Haaretz – Ok, rilasciateli.

Li accoglieremo e poi entreremo.Ma non ci sarà una situazione in cui fermeremo la guerra". Ieri è stato, infatti, rilasciato l'ostaggio israeliano Edan Alexander che era rimasto per 580 giorni prigioniero nella Striscia di Gaza.

Il 21enne sequestrato il 7 ottobre del 2023 è stato consegnato prima alla Croce Rossa e, poi, alle Forze di difesa israeliane.  L'Unrwa accusa Israele di usare la fame come un'arma di guerra nella Striscia di Gaza, negando alla popolazione palestinese la possibilità di accedere a cibo, oltre che a medicinali e altri beni umanitari.Philippe Lazzarini, commissario generale dell'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistere i rifugiati palestinesi, ammette di non avere parole "per descrivere la miseria e la tragedia che colpisce la popolazione di Gaza" in un'intervista alla Bbc. "Sono ormai più di due mesi che non ricevono alcun aiuto".

E sottolineando che "la fame si sta diffondendo, la gente è esausta, la gente ha fame'', Lazzarini ha avvertito che ''possiamo aspettarci che nelle prossime settimane, se non arriveranno aiuti, la gente non morirà a causa dei bombardamenti, ma per mancanza di cibo.Questa è la strumentalizzazione degli aiuti umanitari''. Lazzarini afferma, quindi, che "non ho assolutamente dubbi" sul fatto che ''ciò a cui abbiamo assistito negli ultimi 19 mesi, soprattutto negli ultimi due mesi, sia un crimine di guerra''.

E sul fatto che ''da quello che vediamo cibo e assistenza umanitaria vengano utilizzati per raggiungere obiettivi politici o militari a Gaza". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sampdoria: FINALE (0-0)

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Benvenuti alla diretta testuale di Juve Stabia-Sampdoria, gara valida per il recupero della 34ª giornata del campionato di Serie BKT 2024-2025!  Dallo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia.  Le Vespe affrontano i blucerchiati in un match che mette in palio punti fondamentali per entrambe le squadre in questa fase cruciale della stagione.  I padroni di casa cercano il punto per conquistare matematicamente il quinto posto (con il vantaggio di giocare il primo turno eliminatorio dei play off tra le mura amiche) mentre gli ospiti cercano l’intera posta in palio per scongiurare la retrocessione diretta in serie C.  Restate con noi per non perdervi nemmeno un’emozione di questa sfida!

IL TABELLINO

JUVE STABIA (3-4-2-1): Thiam; Ruggero, Varnier, Bellich (77′ Peda); Floriani Mussolini (77′ Andreoni), Leone (86′ Meli), Pierobon, Rocchetti; Piscopo; Candellone, Adorante (86′ Maistro)

A disposizione: Matosevic, Quaranta, Baldi, Gerbo, Louati, Mosti, Dubickas, Morachioli

Allenatore: Pagliuca

Sampdoria (3-4-2-1): Cragno; Altare (15′ Curto, 82′ Abiuso), Ferrari, Riccio; Depaoli, Yepes, Vieira, Ioannou (45′ Beruatto); Oudin (45′ Coda), Sibilli (61′ Akinsanmiro) ; Niang

A dispozione: Ghidotti, Bellemo, Ricci, Meulensteen, Venuti, Bereszynski, Sekulov,

Allenatore: Evani

Direttore di Gara: Andrea Colombo della sezione AIA di Como

1° Assistente Sig. Andrea Zingarelli della sezione AIA di Siena

2° Assistente Sig. Domenico Fontemurato della sezione di Roma 2

IV° uomo  Sig. Gabriele Totaro della sezione di Lecce

VAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

AVAR  Sig. Federico La Penna della sezione di Roma 1

Marcatori: –

Angoli: 7 – 4

Ammoniti: 7′ Niang, 20′ Bereszynski (dalla panchina) 30′ Pierobon 60′ Bellich

Espulsi: –

Recupero: 3 min pt – 4 min st

Note: Giornata primaverile.  Terreno in erba sintetica

Spettatori totali: –

PRIMO TEMPO

7′ Ammonito Niang per una brutta entrata su Mussolini

15′ Juve Stabia pericolosa con Rocchetti che su una respinta della difesa ospite calcia a volo trovando un difensore della Sampdoria sul tragitto della palla.La Sampdoria sostituisce Altare con Curto

30′ Ammonito Pierobon per un intervento in ritardo su Viera

42′ Azione pericolosa della Juve Stabia: Pierobon se ne va in contropiede e serve Mussolini sulla fascia, cross di per Piscopo che non riesce a calciare verso la porta, la palla dopo un rimpallo arriva a Candellone che si gira e calcia di prima intenzione trovando la respinta in angolo della difesa ospite.

43′ Risponde la Sampdoria con De Paoli che si libera di Rocchetti e calcia a rete trovando Thiam attento alla parata a terra

Il direttore di gara concede 3 minuti di recupero

SECONDO TEMPO

Nella Sampdoria Coda entra per Oudin e Beruatto prende il posto di Ioannou

50′ Juve Stabia pericolosa: Piscopo serve Mussolini che accelera e crossa per Candellone il quale controlla e calcia trovando la respinta della difesa ospite.

61′ La Sampdoria sostituisce Sibilli con Akinsanmiro

64′ La Juve Stabia si fa vedere ancora dalle parti di Cragno: Ruggero se ne va in contropiede servito da Piscopo, palla ad Adorante che da posizione molto defilata calcia a rete non inquadrando la porta

71′ Risposta della Sampdoria con Coda che al limite dell’area elude la marcatura di Varnier e calcia a rete in maniera troppo debole e centrale per creare problemi a Thiam

76′ azione pericolosa della Sampdoria con Rocchetti che fa un grande intervento difensivo su Niang liberando l’area stabiese

77′ La Juve Stabia sostituisce Andreoni per Mussolini e Peda per Bellich

82′ Sampdoria vicinissima al vantaggio.La Juve Stabia perde palla a centrocampo a causa di un passaggio corto di Ruggero per Leone, con gli ospiti che partono in contropiede Coda che passa a Yepes che a sua volta passa per Niang libero al centro dell’area che si lascia ipnotizzare da Thiam appoggiando incredibilmente il pallone invece di calciare.

82′ La Sampdoria sostituisce Curto con Abiuso

86′ La Juve Stabia sostituisce Leone con Meli e Maistro con Adorante

Il direttore di gara concede 4 minuti recupero

92′ La Juve Stabia sostituisce Piscopo con Quaranta

Il Match finisce in parità con la Juve Stabia che termina il campionato al quinto posto.Nei Play Off le Vespe incontreranno per il turno preliminare il Palermo.

Per la Sampdoria invece si aprono le porte della Lega Pro per la prima volta nella storia del club blucerchiato.

Alcaraz vince agli Internazionali. Poi cita ‘300’ sulla telecamera

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(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz in versione spartana cita '300'.Il tennista spagnolo oggi, martedì 13 maggio, è volato ai quarti di finale degli Internazionali d'Italia dopo aver battuto Karen Khachanov in tre set, e per il tradizionale messaggio alla telecamera ha scelto una dedica speciale.

Il numero tre del mondo si è infatti ispirato al celebre film '300' e a una frase cult di re Leonida. "Las flechas ocultarán el sol, pues lucharemos a la sombra”, ha scritto lo spagnolo, ovvero “Le frecce nasconderanno il sole, e allora noi combatteremo all'ombra". è proprio così che Leonida rispose alla minaccia di Serse, re dei persiani, che aveva promesso di rovesciare sui 300 guerrieri spartani a difesa delle Termopili tante frecce da oscurare, appunto, il sole.Ai quarti di finale del Masters 1000 di Roma, raggiunti per la prima volta in carriera, Alcaraz affronterà l'inglese Jack Draper, numero 5 del mondo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Ti presento Ted’, Amgen e Francesco Pannofino contro malattia oculare tiroidea

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(Adnkronos) – Colpisce dalle 14.000 alle 50.000 persone circa, con una prevalenza significativa tra le donne (82%), in particolare nella fascia d'età compresa fra i 30 e i 60 anni.Pur non essendo classificata come rara, è una patologia ancora poco riconosciuta e sotto-diagnosticata.

E' la malattia oculare tiroidea, patologia autoimmune, complessa e debilitante che nei casi più gravi può causare perdita della vista, disfigurazione facciale e compromette gravemente la qualità della vita dei pazienti.Per dare voce e identità a questa malattia prende il via 'Ti presento Ted – malattia oculare tiroidea: guardiamola a vista', campagna di sensibilizzazione promossa da Amgen, global leader nelle biotecnologie farmaceutiche, in partnership con Aibat – Associazione italiana basedowiani e tiroidei, Aimo – Associazione italiana medici oculisti, Ait – Associazione italiana tiroide, Ame – Associazione medici endocrinologi, Apmo – Associazione pazienti malattie oculari, tiroidee benessere psicologico e informazione Aps, Sie – Società italiana di endocrinologia, Siso – Società italiana di scienze oftalmologiche. L'obiettivo dell'iniziativa è duplice: fornire strumenti utili e accessibili per supportare i pazienti nel percorso verso diagnosi più tempestive.

La campagna propone un cambio di prospettiva, attraverso un racconto in prima persona: è la malattia stessa a parlare, accompagnando il pubblico alla scoperta delle sue caratteristiche e del suo impatto reale.A darle voce, con il suo timbro inconfondibile, è l'attore e doppiatore Francesco Pannofino.  Spesso oggetto di confusione terminologica – spiega una nota – la patologia è infatti conosciuta con nomi diversi, come oftalmopatia basedowiana o orbitopatia tiroidea e talvolta viene erroneamente sovrapposta alla malattia di Basedow-Graves, condizione autoimmune della tiroide.

Sebbene la malattia oculare tiroidea si manifesti in circa il 30% delle persone affette da Basedow-Graves, si presenta come una patologia clinicamente distinta. "La malattia oculare tiroidea è una patologia ancora poco riconosciuta, così come poco chiari sono i meccanismi che la causano – descrive Mario Salvi, responsabile Centro di orbitopatia basedowiana, Fondazione Irccs Cà Grande Ospedale Maggiore, Milano – Sappiamo che una risposta immunitaria anomala produce autoanticorpi che innescano processi infiammatori a carico dei tessuti dell'orbita oculare.La malattia coinvolge in particolare i muscoli extraoculari e il tessuto retro-orbitario, causando gonfiore, dolore, alterazioni della motilità oculare e, nei casi più gravi, compromissione visiva.

Sebbene la malattia oculare tiroidea si presenti frequentemente in concomitanza con la malattia di Basedow-Graves, le due patologie sono clinicamente distinte.Inoltre, la malattia oculare tiroidea può manifestarsi anche in assenza di disfunzioni tiroidee evidenti e non tutti i pazienti con malattia di Basedow-Graves sviluppano segni oculari".  I segni più comuni della Ted sono occhi sporgenti e retrazione della palpebra, ma la patologia può presentarsi con una molteplicità di segni e sintomi, come lo strabismo con visione doppia (diplopia), che possono colpire un solo occhio o entrambi in modo diverso. "I segni e i sintomi della malattia oculare tiroidea, soprattutto nella fase iniziale, possono essere facilmente scambiati per comuni forme di congiuntivite o per un'allergia – sottolinea Francesco Quaranta Leoni, referente Aimo per la Chirurgia oftalmoplastica e responsabile del Servizio di Chirurgia oftalmoplastica del Tiberia Hospital a Roma – Questo è uno dei motivi per cui la diagnosi può essere tardiva, con il rischio di compromettere la salute visiva del paziente La malattia presenta caratteristiche che richiedono l'intervento di più figure specialistiche: il medico di medicina generale, l'oculista e l'endocrinologo.

Una valutazione corretta del paziente consente di arrivare a una diagnosi accurata e tempestiva e avviare il trattamento più adatto, riducendo il rischio di complicanze gravi e garantendo un attento monitoraggio nel tempo". Il 61% dei pazienti – riporta la nota – riscontra una limitazione in almeno un'attività della vita quotidiana come guidare, camminare, leggere o lavorare.A questo si aggiunge il carico psicologico: secondo uno studio condotto in Germania, il 40% dei pazienti soffre di ansia (contro il 5% della popolazione generale), il 22% di depressione (contro l’8% della popolazione generale). "E' una malattia crudele: ha cambiato tutto, ogni gesto quotidiano era diventato complicato: camminare, scendere le scale, muovermi in autonomia.

La vista era compromessa e con essa la mia indipendenza – riferisce Emma Balducci Gazzotti, past president Aibat – La Ted non colpisce solo lo sguardo: invade la mente, le relazioni, la vita sociale, lavorativa, emotiva.Ti toglie molto più della vista: ti isola e ti cambia dentro".  Per aiutare i pazienti a riconoscere la malattia e ad affrontarne le molteplici sfide, la campagna mette a disposizione strumenti informativi e pratici per conoscerla e affrontarla.

Tra questi due contenuti originali: la digital photostory, in 8 episodi, dà voce direttamente alla malattia che si racconta in prima persona svelando progressivamente la propria identità.A guidare il racconto è Francesco Pannofino.  La malattia oculare tiroidea "è caratterizzata da numerosi bisogni clinici insoddisfatti: diagnosi spesso tardiva, accesso frammentato agli specialisti, assenza di percorsi di diagnosi e cura specifici.

A questi elementi si aggiunge una criticità ancora più profonda: la mancanza di un'identità clinica definita, che ostacola il riconoscimento tempestivo della malattia – dichiara Alessandra Brescianini, Medical Director di Amgen Italia – La campagna nasce per cercare di rispondere a queste urgenze.E' il risultato di un lavoro condiviso con società scientifiche e associazioni pazienti, pensato per rafforzare l'identità della patologia, accendere i riflettori su un bisogno reale e offrire strumenti concreti a pazienti e caregiver".  "Affrontare questa patologia complessa – rimarca Brescianini – richiede un approccio integrato, che coinvolga tutte le competenze necessarie.

Il nostro impegno è supportare la creazione di percorsi di diagnosi e cura più strutturati, dove specialisti diversi lavorino in team multidisciplinari, superando la frammentazione che oggi ancora ostacola una presa in carico più efficace per i pazienti.Crediamo che costruire un dialogo costante e costruttivo con tutti gli attori coinvolti sia essenziale per garantire una presa in carico efficace per i pazienti".

Tutti i contenuti e le risorse sono disponibili sul sito di campagna www.tipresentoted.it.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, indagine: oltre un’ora al giorno per il tragitto casa-lavoro

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(Adnkronos) – Più di 30 minuti per raggiungere il luogo di lavoro (o di studio), nel complesso oltre un’ora della giornata per andare e tornare.E' quanto emerge dal sondaggio svolto da YouTrend 'La mobilità urbana nelle grandi città', presentato da Lorenzo Pregliasco durante il convegno 'La mobilità urbana tra comportamenti individuali e analisi dei dati' del Think Tank 'The Urban Mobility Council', lanciato nel 2022 da Unipol, che si è svolto presso Palazzo Wedekind a Roma.

Nel sondaggio si rilevano le scelte quotidiane, i bisogni e le criticità raccontate dai cittadini residenti nelle 14 principali città italiane.  L’Italia si conferma un paese ancora fortemente orientato al trasporto privato, con il 55% di residenti delle grandi città che afferma di recarsi al posto di lavoro o di studio con la propria auto, e il 13% con la moto o lo scooter.La scelte di mobilità urbana risultano condizionate da priorità e criteri di efficienza su base personale: il 51% afferma che la scelta del mezzo di trasporto dipende dal tempo di percorrenza, il 31% dalla convenienza economica e il 30% dalla flessibilità nella scelta di orari e destinazioni.

Solo il 15% considera prioritario l’impatto ambientale.  In media gli italiani delle città campione impiegano più di 30 minuti per raggiungere il luogo di lavoro (o di studio), nel complesso dedicano quindi oltre un’ora della propria giornata per andare e tornare dal lavoro (o studio) a casa.Quanto alla disponibilità attuale e futura di mezzi di trasporto, l’86% degli intervistati ha a disposizione un’automobile di proprietà (sua e delle persone con cui vive).

Il 58% non ha intenzione di acquistare un’auto nel prossimo anno, il 18% sì.Di questi, il 53% valuterebbe di acquistare un’auto ibrida, il 40% a benzina, il 29% un veicolo full electric. La maggioranza degli intervistati (58%) continua a ritenere che le auto migliori siano quelle a combustione (diesel, benzina, Gpl, metano), il 20% invece preferisce le auto elettriche.

Il 37% del campione ritiene che il principale vantaggio dell’auto elettrica sia il minor impatto ambientale e il maggior svantaggio sia il costo d’acquisto (27%) seguito dalla scarsa autonomia delle batterie (26%).Sulle politiche di accesso ai centri urbani si registrano posizioni ancora polarizzate: il 48% degli intervistati si dichiara contrario a permettere l’accesso al centro della città (Ztl) solo a chi possiede un’auto più nuova, mentre il 42% si è espresso a favore.

Interpellati sulla possibilità di installare dispositivi elettronici sulle proprie auto per monitorare le emissioni inquinanti, dai cittadini delle 14 città più grandi d’Italia arriva un 'sì' dal 51% di loro se questo permettesse di ottenere maggiori accessi nelle zone a traffico limitato.  Proprio sulle potenzialità di questi dispositivi elettronici cosiddetti 'Green Box' si è concentrata la ricerca del Politecnico di Milano in collaborazione con UnipolTech, recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Nature, che ha fornito un contributo alle analisi sulla mobilità urbana grazie all’elaborazione dai dati comportamentali degli automobilisti.Attraverso una semplice scatola telematica, dotata di Gnss (Global Navigation Satellite System) e Imu (Unità di Misura Inerziale), è possibile calcolare con precisione le emissioni reali di ogni singolo veicolo basandosi su stile di guida, chilometraggio, velocità.

La ricerca si basa su un dataset imponente: oltre 11mila veicoli e 25 milioni di viaggi effettuati in Italia tra gennaio e settembre 2022.  La metodologia proposta adotta un processo di misurazione delle emissioni 'veicolo-centrico', che consente di classificare ciascun veicolo combinando i valori medi derivanti dal modello Classe euro, con informazioni specifiche sul comportamento di guida.In questo modo, il calcolo delle emissioni effettive delle auto – misurate dall’algoritmo sviluppato dalla ricerca, certificato da Dekra e brevettato da UnipolTech – può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di emissioni stabiliti per il risanamento della qualità dell’aria.  La ricerca del PoliMi definisce 3 Kpi ambientali per ogni veicolo: consumo carburante (Pcons), emissioni di CO2 (PCO2), emissioni di NOx (PNOx) e dimostra che un’auto Euro 4 guidata in modo consapevole può inquinare meno di una Euro 6 guidata male; le emissioni dipendono sia dal comportamento che dalla tecnologia.

Il modello introduce un sistema meritocratico, che premia i comportamenti virtuosi e consente politiche personalizzate, ad esempio l’accesso alle Ztl non in base all’età dell’auto ma alle emissioni effettive, riducendo così l’onere economico per chi non può permettersi un veicolo nuovo.   “L’attuale eMobility index (compatibilità funzionale ed economica del passaggio all’elettrico delle auto private) calcolato su tre città italiane, ci conferma che una transizione sostenibile verso la mobilità elettrica non potrà essere rapida, in quanto dovrà passare attraverso un cambio dei modelli di mobilità, e non semplicemente essere una sostituzione di auto a combustibile fossile – osserva Sergio Savaresi, direttore Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano e Membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council – Questo lungo periodo di transizione dovrà essere accompagnato in modo graduale, attraverso la quantificazione dell’impatto ambientale di ogni vettura, a prescindere dalla classe euro, in funzione di quanto e di come viene usata.Ciò garantirebbe neutralità tecnologica evitando tagli e divieti non lineari.

Questa misura dell’impatto individuale di ogni vettura può oggi essere fatta attraverso dispositivi telematici ('green-box')”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mobilità, Genovese (Unipol): “Cambiamento climatico ha influenzato legislazione Ue”

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(Adnkronos) – “Questo convegno vuole aprire un dialogo con le istituzioni sia a livello parlamentare sia di amministrazioni locali.Il tema è la mobilità, uno dei settori più impattati dalla transizione ambientale e dalla transizione digitale che viviamo da alcuni decenni.

Il cambiamento climatico ha portato a porsi degli obiettivi che hanno influenzato molto la legislazione europea, il Green deal è un esempio, e quella italiana anche a livello locale con le amministrazioni che hanno adottato nuovi provvedimenti legati alla mobilità”.Sono le parole di Stefano Genovese, head of institutional&public affairs di Unipol Assicurazioni e coordinatore The urban mobility council, durante il convegno intitolato 'La mobilità urbana tra comportamenti individuali e analisi dei dati.

Dibattito con le istituzioni'. All’appuntamento hanno partecipato istituzioni nazionali e locali ed è stata l’occasione per presentare la ricerca 'Nuovo paradigma di mobilità sostenibile: le green box' a cura di Sergio Savaresi, direttore del dipartimento elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milano.  “Le decisioni politiche ora ricadono su cittadini, consumatori e lavoratori – spiega Genovese – Le persone che escono la mattina per andare al lavoro, quelle che appartengono alla filiera dell’automotive che percepiscono gli impatti di questa transizione anche a livello occupazionale".  Il convegno che si è tenuto a Palazzo Wedekind di Roma cerca quindi di affrontare le conseguenze di certe decisioni sui cittadini. “Vogliamo far capire che, grazie alla tecnologia, che evolve, si possono spiegare meglio i cambiamenti legislativi che stiamo vivendo ed evitare crisi di rigetto da parte delle persone”, aggiunge. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Boeing donato a Trump è già in Texas, anni e centinaia di milioni per trasformarlo in Air Force One

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(Adnkronos) –
L'aereo Boeing 747-8 extra lusso che il Qatar ha regalato a Donald Trump – e che è destinato a diventare il nuovo Air Force One – si trova già da cinque settimane in un hangar nell'aeroporto internazionale di San Antonio, in Texas. Trump ha infatti affidato ad una società di appalti del Pentagono, L3 Harris, il compito di trasformare il jet di lusso a due piani, acquistato 13 anni fa dalla famiglia reale del Qatar, nell'Air Force One.Un lavoro che potrà richiede anni e centinaia di milioni dollari, e che, scrive oggi il Washington Post, sarà impossibile terminare prima della fine del mandato di Trump.  
L'aereo è arrivato in Texas il 3 aprile, dopo essere partito da Doha il 30 marzo, aver fatto una sosta a Charles de Gaulle a Parigi e poi un'altra all'aeroporto di Bangor, in Maine, il 2 aprile, secondo il portavoce dei FlightRadar 24.

Nel difendere la decisione di accettare il regalo da 400 milioni di dollari del Qatar, liquidando come "perdenti democratici" chi critica e esprime preoccupazione per le implicazioni etiche di una tale scelta, Trump ha enfatizzato che sarebbe "stupido" rifiutare "un aereo molto costoso che ci viene dato gratis" al posto degli ormai invecchiati Air Force One in servizio.  Ma Politico oggi sottolinea come questo "non sarà un regalo per il contribuente americano", dal momento che verranno usati soldi pubblici per di fatto smontare l'aereo per poter inserire i sistemi di comunicazione protetti, di difesa tecnologica e di scudi elettromagnetico necessari per il velivolo presidenziale.  Il tutto per decine se non centinaia di milioni di dollari, afferma l'ex capo delle acquisizioni dell'Air Force, Andrew Hunter, spiegando che soltanto il controllo nell'intero aereo per modificazioni del software o di tecnologia straniera nascosta "costerà decine di milioni di dollari". "Questo regalo potrebbe diventare un bene molto costoso da gestire – aggiunge Hunter – ci si potrebbe chiedere anche perché il Qatar non vuole più questo aereo e la risposta potrebbe essere che è troppo costoso da mantenere". "Questo non è veramente un regalo, di fatto bisogna smontare l'aereo e rimontarlo per soddisfare tutte le necessità di comunicazione, sopravvivenza e sicurezza dell'Air Force One.E' un impresa enorme e non finanziata", conclude Joe Courtney, democratico della commissione Forze Armate della Camera.  Trump, che ha fatto un tour dell'aereo il 15 febbraio scorso quando il Boeing è atterrato all'aeroporto di Palm Beach per una visita di un'ora del tycoon prima della sua partita di golf del sabato, insiste sulle caratteristiche di extralusso dell'aereo, che, secondo le foto fornite dalla compagnia aerea svizzera Amac Aerospace, ha un camera da letto principale e una per gli ospiti, due bagni completi e nove toilette, diverse sale, un ufficio privato, e poltrone in pelle su entrambi i piani del velivolo.    "Donald Trump sta ricevendo un aereo organizzato per un emiro", commenta con il Post Garrett Graff, storico specializzato in sicurezza dei presidenziale che descrive il regalo come un vero incubo per gli addetti al controspionaggio, anche perché Trump già da febbraio ha segnalato il suo interesse per il velivolo, dando così alle intelligence i Paesi avversari mesi di tempo per organizzare eventuali infiltrazioni.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sampdoria sarà diretta dall’arbitro internazionale Andrea Colombo

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Questa sera il Romeo Menti di Castellammare di Stabia sarà il teatro del recupero della giornata n.34 di Serie BKT che si disputerà tra la Juve Stabia e la Sampdoria.

Per l’occasione l’AIA ha designato come Direttore di gara il signor Andrea Colombo della sezione AIA di Como.

Nato a Como il 5 Ottobre 1990 è staro promosso alla CAN nella stagione 2021-2022 (quarto anno).

Distinto da calma e compostezza, un approccio elegante, notevole risolutezza, padronanza nella gestione degli incontri e pieno controllo delle dinamiche di gioco: queste sono le qualità attribuite ad Andrea Colombo che viene visto, almeno nella sua area geografica, come un possibile continuatore del percorso di Luca Marelli, un arbitro molto presente sui canali social.

Il percorso arbitrale di Andrea Colombo

L’ufficiale di gara originario della zona del Lario ha dato il via al suo percorso professionale nel 2006. L’impulso a intraprendere la carriera arbitrale gli è stato dato dal cugino Raffaele Colombo, egli stesso arbitro internazionale ma nella pallanuoto, il quale gli suggerì di tentare l’esperienza nel calcio. Andrea ha rivelato in un’intervista: “Sono rimasto affascinato da quest’ambito fin dalla lezione inaugurale, tenuta da Paolo Tettamanti, e l’attività di arbitro si è trasformata nella mia passione esistenziale”.

Colombo ha scalato le categorie, partendo dai campi dilettantistici e giovanili, passando per i settori periferici e il campionato Primavera, fino a raggiungere la Serie C – Lega Pro. La stagione 2020/21 lo ha visto protagonista di un’ottima annata, culminata con l’arbitraggio dell’impegnativa gara di playoff tra Avellino e Padova. In quell’occasione, ha meritato gli elogi del presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli, presente sugli spalti.

Questa performance gli è valsa la promozione nel quadro della CAN A e B, a partire dalla stagione 2021/2022.

Fa il suo esordio in Serie B il 29 Agosto 2021 per dirigere Parma – Benevento terminato con il risultato di 1-0. Il suo debutto nella massima categoria è avvenuto il 16 agosto in Coppa Italia, dirigendo l’incontro tra Sampdoria e Alessandria. La sua prima partita di campionato in massima serie è stata Napoli Atalanta dell’11 Marzo 2023 (2-0 per i padroni di casa). Viene inserito nella lista degli arbitri internazionali il 21 dicembre 2023.

Prima di lui, gli ultimi arbitri della provincia di Como ad aver raggiunto la Serie A e la Serie B erano stati Luca Marelli nel 2005 ed Emilio Ostinelli nel 2010.

Statistiche

Ha diretto tra i professionisti ben 130 gare con questo bilancio: 51 vittorie interne, 38 pareggi e 41 affermazioni esterne, con 39 rigori assegnati e 34 espulsioni decretate.

In questa stagione  ha diretto finora 18 gare: 6 vittorie interne, 4 pareggi e 8 vittorie esterne con 1 rigore assegnato e 2 espulsioni decretate.

Sono 2 i precedenti con la Juve Stabia (0 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta):

27/09/2020  Juve Stabia – Monopoli 1-2 (Romero – Rizzo – Starita)

10/01/2021  Foggia – Juve Stabia 1-1 (Berardocco – Dell’Agnello)

Sono invece 3 i precedenti con la Sampdoria (1 vittoria, 0 pareggi, 2 sconfitte):

26/02/2023  Lazio – Sampdoria  1-0  (Luis Alberto)

21/10/2023  Sampdoria – Cosenza  2-0  ( Borini (2) )

18/05/2024  Palermo – Sampdoria  2-0 ( Diakitè (2) )

GLI ASSISTENTI

1° Sig. Andrea Zingarelli della sezione AIA di Siena

2° Sig. Domenico Fontemurato della sezione di Roma 2

IV° uomo  Sig. Gabriele Totaro della sezione di Lecce

VAR  Sig. Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano

AVAR  Sig. Federico La Penna della sezione di Roma 1