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Carta d’Identità elettronica, a Roma nuovi open day 17 e 18 maggio

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(Adnkronos) – Gli Open Day dedicati alla carta d’identità elettronica (Cie) continuano nel fine settimana del 17 e 18 maggio, con le aperture straordinarie, il sabato, degli uffici anagrafici dei Municipi II, III e XIII e degli ex Punti Informativi Turistici (Pit) di piazza delle Cinque Luforzene, piazza Santa Maria Maggiore e piazza Sonnino e al punto di rilascio di via Petroselli 52.Domenica 18 saranno attivi, in oltre, come di consueto, agli ex Pit e al punto di rilascio di via Petroselli 52, anche gli uffici anagrafici del Municipio III.  Per poter richiedere la carta d’identità in occasione degli Open Day è sempre obbligatorio l’appuntamento, prenotabile a partire dalle ore 9.00 di venerdì 16 maggio fino a esaurimento disponibilità sul sito Agenda Cie del ministero dell’Interno.

Per espletare la richiesta bisognerà presentarsi muniti di prenotazione, di fototessera, di una carta di pagamento elettronico e del vecchio documento.  Sabato 17 maggio al Municipio II la sede di via Dire Daua 11 sarà aperta dalle 8 alle 13; nel Municipio III la sede di via Fracchia 45 sarà aperta dalle 8.00 alle 16.00; Municipio XIII: la sede di via Aurelia 470 sarà aperta dalle 8.30 alle 13.30; domenica 18 maggio 2025 in Municipio III la sede di via Fracchia 45 sarà aperta dalle 8.00 alle 16.Orari degli ex Pit e della sede di via Petroselli 52 che saranno aperti sabato 17 e domenica 18 maggio: gli sportelli di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore e via Petroselli 52 saranno aperti sabato 17 maggio dalle 8.30 alle 16.30 e domenica 18 maggio dalle 8.30 alle 12.30. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MPM: l’espansione, i premi e le nuove sfide per il 2025

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Opera, 14 Maggio 2025, Per MPM il 2024 è stato un anno di grande espansione e trasformazione.Con una crescita del 13%, l’azienda milanese ha consolidato la sua posizione come leader nel settore civile e industriale delle soluzioni impermeabilizzanti liquide e delle pavimentazioni in resina.

Uno dei successi più significativi dell’anno appena trascorso riguarda l’importante incremento di volumi per gli impermeabilizzanti liquidi, che hanno superato le pavimentazioni in resina, diventando il primo asset aziendale.Parallelamente, MPM ha registrato un’espansione significativa nel settore della distribuzione, sia in Italia, grazie alla rete di rivenditori B2B, sia all’estero, con un forte sviluppo della rete internazionale.

Questo gli ha permesso di consolidare la sua presenza nei mercati chiave e di ampliare capillarmente l’offerta del Made in Italy nel mondo.

Riconoscimenti 2024: un anno di successi

Tali risultati sono stati notati anche a livello internazionale: l’impegno di MPM per l’innovazione ha conquistato due prestigiosi premi. STARFLEX ULTRA FR è Zloty Gold Medal, il prodotto più innovativo dell’anno: un impermeabilizzante in resina altamente performante che aderisce su tutto senza compromessi, riduce i tempi di posa del 50% ed è certificato per durare anche fino a 30 anni.Assegnato dalla commissione tecnica di BUDMA, la fiera internazionale dell’edilizia, rappresenta una conferma del forte impegno dell’azienda nel senso dell’innovazione sostenibile, nonché della posizione di MPM nel panorama internazionale.

Il secondo importante riconoscimento è il Waterproofing and Flooring Systems Company of the Year in Italy, attribuito dalla rinomata rivista Construction Business, dedicata ai professionisti del settore e a imprenditori di successo.

Il futuro che ci aspetta: le novità del 2025

Dopo un anno di successi ed evoluzioni positive, il 2025 si prospetta altrettanto entusiasmante.Crescita e sviluppo continueranno attraverso tre pilastri fondamentali.

Innanzitutto: nuovi prodotti.L’ampliamento della linea STARFLEX porterà sul mercato soluzioni Made in Italy ancora più tecnologiche e semplici da applicare, alcune delle quali uniche nel loro genere.

In secondo luogo, MPM ha inaugurato un nuovo spazio dedicato alla formazione, unico in Italia, nell’Headquarter di Opera.Attraverso sessioni giornaliere di formazione specifica, i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere a trecentosessanta gradi le due principali linee di prodotti MPM: gli impermeabilizzanti liquidi Starflex, tra i più certificati al mondo, e le pavimentazioni in resina Duroglass.

Con questo progetto, MPM sottolinea l’interesse nel creare una rete di professionisti capaci di assicurare ai propri clienti risultati d’eccellenza.Conoscere in modo approfondito tecnologie all’avanguardia e padroneggiarne le metodologie di applicazione eleva la qualità delle lavorazioni edili e promuove uno standard professionale competitivo, fattore indispensabile in un mercato in costante cambiamento.

Un impegno che riflette la competenza di MPM nel restare al passo – e anticiparlo – con la crescente domanda di soluzioni avanzate e performanti nel settore edile, che valutino attentamente le nuove esigenze ambientali e che tutelino la salute umana.

www.mpmsrl.com 
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Emanuele Pozzolo espulso dal gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera

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(Adnkronos) –
Emanuele Pozzolo è stato espulso dal gruppo di Fratelli d'Italia alla Camera.Ne dà notizia Il Foglio. "Il direttivo – si legge sul sito web del quotidiano – ha votato all'unanimità l'espulsione del deputato coinvolto nella vicenda dello sparo di capodanno a Rosazza nel 2023, durante una festa alla quale partecipava anche il sottosegretario Delmastro". La notte di Capodanno 2024, durante una festa nei locali della pro loco di Rosazza, nel Biellese, a cui partecipava anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, viene sparato un colpo di pistola che ferisce ad una gamba il 31enne Luca Campana, genero del caposcorta di Delmastro.  Il mini revolver da cui è partito il colpo risulta appartenere all'allora deputato di Fratelli d'Italia Pozzolo, anche lui presente al veglione.

Sottoposto alla prova dello stub dai Ris di Parma, Pozzolo risulta positivo con "significativi" residui di polvere da sparo sulle mani e sui i vestiti facendo così scattare la sospensione da Fratelli d'Italia.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rocio Munoz Morales, imbarazzo a ‘La volta buona’: il retroscena su Raoul Bova

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(Adnkronos) –
Rocio Munoz Morales si è lasciata scappare un dettaglio curioso sulla sua relazione con Raoul Bova.Ospite oggi, mercoledì 14 maggio, a 'La volta buona', l'attrice e conduttrice televisiva ha raccontato le difficoltà che ha avuto agli inizi della sua carriera quando dalla Spagna si è trasferita in Italia, senza conoscere la lingua.  Rocio Munoz Morales che nel 2012 ha esordito al cinema italiano con la commedia 'Immaturi – Il viaggio', diretta da Paolo Genovese, ha ricordato: "Mi sono ritrovata sul set con tutti che parlavano in italiano e io ero l'unica a comunicare in inglese". "Quando dicono che lo spagnolo e l'italiano si assomigliano, non è assolutamente vero.

All'inizio era come russo per me", ha aggiunto.  Occasione per raccontare un dettaglio curioso legato alla sua vita sentimentale.A proposito della sua relazione con l’attore Raoul Bova, nata proprio sul set di Immaturi, Morales ha rivelato: "Comunicavamo in inglese, certamente". "Abbiamo fatto pure l'amore in inglese, non so come…

ma ora è un ricordo molto lontano", ha detto tra le risate del pubblico e della conduttrice.  La conversazione è poi degenerata in una gag esilarante: "Adesso lo fate in italiano?Che ne so magari ognuno lo fa nella lingua che preferisce", ha chiesto Cateria Balivo, ironicamente. "Si, certo.

Ti immagini?Che cosa complicata…", ha risposto Rocio che è diventata rossa per l'imbarazzo.

L'attrice poi ha reagito scherzosamente, lanciando dei cuscini alla conduttrice e urlandole "Basta Caterina, basta".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neonati sepolti, archiviata la posizione dei genitori di Chiara Petrolini

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(Adnkronos) – La posizione dei genitori di
Chiara Petrolini, la 21enne di Vignale di Traversetolo accusata di aver ucciso i due neonati partoriti nel maggio del 2023 e nell’agosto del 2024, è stata archiviata dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Parma, che ha accolto la richiesta della Procura ducale.  Come aveva spiegato l’avvocato Nicola Tria – che difende anche la stessa Chiara – in occasione dell’arresto della 21enne lo scorso settembre, padre e madre della ragazza risultano essere totalmente estranei e inconsapevoli rispetto al progetto criminale della figlia, accusata di aver sotterrato nel giardino di casa i cadaveri dei due neonati avuti dall’ex fidanzato.I due coniugi sono stati tenuti all’oscuro di entrambe le gravidanze e di tutti i successivi atti criminosi commessi dalla figlia, che ora si trova agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Vignale di Traversetolo in attesa dell’udienza preliminare fissata per venerdì con la Gup Gabriella Orsi, che dovrà esprimersi in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal procuratore di Parma Alfonso D’Avino. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, falsi vaccini: Madame a giudizio, Camila Giorgi sceglie rito abbreviato

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(Adnkronos) – La cantante Madame (Francesca Calearo) ha scelto di andare a giudizio al processo per i falsi vaccini Covid per ottenere il Green pass, in cui è coinvolta anche la ex tennista Camila Giorgi, che invece ha scelto il rito abbreviato, così come i suoi genitori.  Sono 25 gli indagati dalla procura berica, di cui dieci hanno scelto di patteggiare.Tra questi anche la dottoressa Daniela Grillone Tecioiu (che si sarebbe accordata per due anni) e il suo compagno.

La gup di Vicenza Antonella Crea, nell'udienza preliminare di ieri, ha rinviato ogni decisione al 28 ottobre prossimo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Venezia Capitale mondiale della sostenibilità, Renato Brunetta confermato presidente

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(Adnkronos) – Chiuso oggi formalmente il primo triennio della Fondazione Venezia Capitale mondiale della sostenibilità / Venice sustainability foundation (vsf) che ha visto riunirsi il consiglio di indirizzo presso la sede delle Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, dove è stato approvato all'unanimità il bilancio di esercizio relativo all’anno 2024.L’atto ha comportato la decadenza degli organi statutari in carica e la loro contestuale elezione che ha dato il via alla nuova fase istituzionale.

Riconfermato alla presidenza, per il prossimo triennio 2025-27, Renato Brunetta. La proposta di nomina di Renato Brunetta, avanzata dalla presidenza del consiglio dei Ministri del Governo Italiano, ha ricevuto il pieno consenso della Regione Veneto e del Comune di Venezia.Il consiglio di indirizzo ha ratificato la decisione con voto favorevole all'unanimità.

Allo stesso modo, Alessandro Costa è stato confermato nel ruolo di direttore generale e amministratore unico della Fondazione. Nel corso dell'incontro, sono stati riconfermati anche i membri del consiglio di indirizzo, tra cui i rappresentanti dei soci fondatori: Benno Albrecht (Università Iuav di Venezia), Enrico Carraro (Confindustria Veneto), Michele Casarin (Accademia di Belle Arti di Venezia), Renata Codello (Fondazione Giorgio Cini onlus), Monica De Virgiliis (Snam), Fabrizio Iaccarino (Enel), Tiziana Lippiello (Università Ca’ Foscari di Venezia), Fabio Moretti (Conservatorio di Musica Benedetto Marcello Venezia), Giuseppe Ricci (Eni), Emma Ursich (Assicurazioni Generali), Laura Alice Villani (BCG). Successivamente è stato nominato il nuovo collegio sindacale, l’organo di controllo della Fondazione, che ha visto riconfermato quale presidente, Enrico Zanetti. Renato Brunetta, presidente rieletto, ha dichiarato: "Ringrazio la presidente del consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, per la riconferma della mia nomina, il presidente della Regione, Luca Zaia, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e i rappresentanti dei soci per la rinnovata fiducia.Sono onorato di continuare a guidare Vsf.

Questo triennio straordinario e intenso ha visto la Fondazione consolidarsi: abbiamo costruito un progetto solido e visionario, raggiungendo risultati concreti grazie a un partenariato unico, che non ha eguali altrove.La mia rielezione rappresenta una rinnovata fiducia nel nostro lavoro, che proseguirà con lo stesso impegno e determinazione.

La Fondazione continuerà a operare per il futuro sostenibile di Venezia e del suo territorio, rafforzando le sinergie locali e globali per offrire soluzioni innovative alle sfide contemporanee", ha concluso. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Magi alla Camera vestito da fantasma, segretario +Europa espulso e portato via di peso – Video

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(Adnkronos) – Riccardo Magi, segretario di +Europa, è ‘apparso’ improvvisamente in aula alla Camera durante il premier time vestito da fantasma.Magi ha fatto in tempo ad arrivare sotto i banchi del governo, poi è stato fermato dagli assistenti e portato di peso fuori dall’aula mentre il presidente Lorenzo Fontana lo espelleva. “Se lo ricorda presidente Meloni quando accusava i governi di silenziare i referendum?

Era il 2016 e il 2022”, ha urlato Magi mentre veniva portato fuori dall’aula alla Meloni che, sorpresa dal fuori programma, sorrideva. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vasculiti Anca-associate, studio ‘alto impatto economico e pochi centri’

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(Adnkronos) – Hanno una bassa diffusione, ma un impatto clinico, sociale ed economico tutt’altro che trascurabile le vasculiti, un gruppo di malattie rare e poco conosciute che colpiscono i vasi sanguigni, causando infiammazione e colpendo vari organi del corpo.Cure e centri di riferimento non sono sufficienti per i pazienti con vasculiti Anca-Associate che negli ultimi 10 anni hanno registrato, in Italia, più di 36 mila ricoveri.

Sono alcuni dati del documento ‘Burden clinico ed economico delle vasculiti Anca-associate in Italia: risultati dell’analisi del Registro nazionale Sdo’ – a cura del Centre for Research on Health and Social Care Management (Cergas), SDA Bocconi, Milano – presentato oggi, in previsione della Giornata mondiale delle vasculiti che ricorre domani, nel corso dell’evento ‘Overview di sistema e prospettive terapeutiche per le vasculiti Anca-associate, una patologia rara e invalidante’.L’incontro, momento di confronto tra esperti del settore e rappresentanti istituzionali, per fare luce sulle disparità di accesso alle cure e sui costi sostenuti dal Servizio sanitario nazionale nella gestione di queste patologie, è stato promosso a Roma da Cencora-Pharmalex con il patrocinio di Aiva, Associazione italiana vasculiti Anca Associate; Sir, Società italiana di reumatologia; Istituto superiore di sanità; Vasculitis International e con il contributo non condizionato di Csl Vifor Italia.   Le vasculiti – si legge in una nota – costituiscono un insieme eterogeneo di patologie autoimmuni che possono insorgere a qualsiasi età e che, seppur rare, mostrano un’incidenza in crescita.

Si stima che le diverse forme colpiscano ogni anno tra 20 e 40 persone su milione, con variazioni significative a seconda della tipologia specifica.   “Tra le diverse forme, le Anca-associate (Aav) rappresentano un gruppo di malattie rare di interesse prevalentemente reumatologico e nefrologico – spiega Luca Quartuccio, Componente comitato scientifico Aiva Odv e professore associato di Reumatologia, divisione di Reumatologia, Università di Udine – Queste patologie, pur presentando manifestazioni cliniche diverse tra loro, hanno in comune la presenza degli autoanticorpi Anca diretti contro specifici antigeni presenti nei neutrofili, un tipo di globuli bianchi”.Aggiunge Federico Alberici, professore associato e direttore della Uo di Nefrologia, direttore della scuola di Specializzazione in Nefrologia Università degli studi di Brescia, Asst Spedali Civili: “Questa patologia è caratterizzata da un tasso di mortalità approssimativamente 2,3 volte più alto rispetto alla popolazione generale.

L'incidenza annuale globale di Aav è stimata tra 1 e 3 casi ogni 100 mila persone, mentre la prevalenza è tra 5 e 42 casi ogni 100 mila persone.La poliedricità della patologia causa ritardi diagnostici: in circa il 60% dei pazienti, il tempo medio che intercorre tra l’esordio dei primi sintomi e la diagnosi finale, è stimato in 6 mesi”.

In un contesto così complesso, non solo dal punto di vista diagnostico, è necessaria una gestione multidisciplinare per garantire una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la malattia richiede.    “Come paziente affetto da Aav – afferma Ruben Collet, presidente Associazione Aiva – conosco molto a fondo le problematiche della patologia e mi impegno ogni giorno a sostenere le persone che, come me, ci convivono.Purtroppo, molti pazienti sono costretti ad attendere anni prima di ricevere una diagnosi corretta, con gravi ripercussioni sul decorso della malattia e sulla qualità della vita, sia personale che familiare.

I ritardi sono dovuti a scarsa presenza e distribuzione non uniforme dei centri di riferimento sul territorio nazionale.Per questo motivo, lavoriamo costantemente per migliorare l’accesso ai centri specializzati, in particolare nella fase cruciale della diagnosi.

Allo stesso tempo, puntiamo a potenziare la formazione dei medici a beneficio di diagnosi più rapide e accurate.L'obiettivo primario è creare una rete di sostegno solida e accessibile, che consenta a tutti di affrontare la malattia con maggiore serenità e consapevolezza”.  Il documento presentato oggi, basato sui dati rilevati dalle Schede di dimissione ospedaliera (Sdo) del ministero della Salute e focalizzato sulle prestazioni di ricovero, evidenzia un significativo impatto in termini di risorse per il Ssn: durante il periodo di osservazione, i pazienti con Gpa (Granulomatosi con poliangioite) hanno avuto in media 6,9 ricoveri ciascuno, mentre quelli con Mpa (Poliangioite microscopica) hanno avuto in media 8,7 ricoveri ciascuno.

Inoltre, lo studio mostra un'elevata mortalità intraospedaliera e una notevole mobilità interregionale, indicatore di possibili disparità nell'accesso alle cure.L'alta mobilità interregionale dei pazienti, spesso alla ricerca di cure per Aav in più regioni, è associata a un aumento dei costi di oltre 4 mila euro per ogni singolo paziente.  Questi elementi sottolineano l’urgenza di un maggiore coordinamento dell’assistenza a livello nazionale, attraverso la definizione e attivazione di percorsi dedicati, in grado di garantire equità, continuità e qualità nella presa in carico dei pazienti con Aav. “In qualità di co-coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare esprimo vicinanza all’Associazione Aiva, che ho orgogliosamente tenuto a battesimo un anno fa – dichiara il Senatore Orfeo Mazzella, co-coordinatore dell’Intergruppo parlamentare Malattie Rare e Oncoematologiche, presso il Senato della Repubblica – La mia presenza oggi vuole testimoniare il mio impegno politico e di responsabilità nei confronti delle persone affette da malattie rare, come le vasculiti Anca-associate (Aav).

Incontri come questo sono per noi fondamentali: ci offrono l’opportunità di ascoltare direttamente i bisogni dei pazienti, analizzare dati oggettivi e, tradurre queste evidenze in azioni concrete a tutela dei pazienti rari.Sono primo firmatario dell’emendamento 1206 che ha l’obiettivo di istituire un’unica procedura di acquisto per i farmaci orfani e che spero avrà effettivo seguito.

Con questa proposta possiamo garantire un omogeneo e tempestivo accesso alle cure per pazienti rari, su tutto il territorio”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cerno fuori da dibattito Libe in Ue: da Capezzone a Porro, ecco le reazioni

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(Adnkronos) – "Domani avrei dovuto partecipare ad un incontro sulla libertà di stampa in Italia in programma al Parlamento Europeo, ma hanno comunicato al gruppo che mi aveva proposto, quello di Fratelli d'Italia, che la mia candidatura è stata rifiutata: la presidente del gruppo di monitoraggio della commissione Libe che si occupa dello stato di diritto ha stabilito che potranno parlare solo Sigfrido Ranucci e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato".A raccontarlo all'Adnkronos è il direttore del 'Tempo' Tommaso Cerno, appena ricevuta la notizia che non avrebbe partecipato alla seduta del gruppo di monitoraggio interno alla commissione Libe (libertà civili, giustizia e affari interni) sul tema dello stato di diritto e libertà di stampa in Italia, in programma per oggi, dove era stato candidato a parlare dal gruppo di Fratelli d'Italia.

Tra i giornalisti auditi in commissione il conduttore di 'Report' Sigfrido Ranucci e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato. "Sorpreso e colpito, il fascismo in Italia c'è ma sta all'opposizione"  Cerno rivela di essere rimasto "molto sorpreso e colpito" nell'apprendere di non comparire tra i partecipanti: "Censurano un giornalista che da quando aveva 16 anni si occupa di diritti civili, di biotestamento, che si è occupato del caso Englaro, del gay pride, che dirige un giornale che mi sembra essere una voce libera di questo Paese -scandisce il direttore del 'Tempo'- Mi domando sulla base di quale criterio proprio io sia stato escluso.E allora la mia risposta è quella che mi ripeto ogni giorno, ovvero che in Italia c'è sì il fascismo, ma sta all'opposizione, non al governo". Cerno ha dunque annunciato che questo pomeriggio, al termine della seduta del gruppo di monitoraggio interno alla commissione Libe (libertà civili, giustizia e affari interni) sul tema dello stato di diritto e libertà di stampa in Italia, si terrà una conferenza stampa della delegazione di Fratelli d'Italia-Ecr.

L'incontro è fissato alle ore 16,30 nella sala Anna Politkovskaya del Parlamento europeo a Bruxelles sala SPaak 0A50.Intervengono: Nicola Procaccini co presidente gruppo Ecr; Alessandro Ciriani europarlamentare FdI e vice coordinatore per Ecr in commissione Libe; Tommaso Cerno direttore del quotidiano Il Tempo; Manuela Biancospino tra le fondatrici dell’associazione Giornaliste Italiane e collegato da remoto Jacopo Coghe dell’associazione Pro Vita & Famiglia. Capezzone: "Solidarietà a Cerno, in sede europea su informazione lenti di sinistra"  Non si sono fatte attendere le reazioni del mondo della politica e dell'informazione. "Mi spiace molto, grande solidarietà a Tommaso", dice all'Adnkronos il direttore editoriale del quotidiano 'Libero' Daniele Capezzone. "Ma la cosa non mi sorprende, purtroppo.

Ogni volta che in sede europea si parla di libertà di informazione, lo si fa sempre indossando lenti di sinistra.Altro non è gradito, altri punti di vista non sono contemplati". Porro: "Cerno escluso da incontro Libe, atteggiamento liberticida"  "Il fatto che il direttore Tommaso Cerno, che peraltro ha un curriculum, sia di idee sia suo personale, che manifesta e incarna la libertà di pensiero, sia stato escluso da questo incontro, dà il senso non solo dell'inutilità di questi incontri ma del loro atteggiamento liberticida".

A parlare con l'Adnkronos è il vicedirettore de 'Il Giornale' Nicola Porro, commentando così la notizia che il direttore del Tempo Tommaso Cerno non prenderà parte oggi a Bruxelles alla seduta del gruppo di monitoraggio interno alla commissione Libe (libertà civili, giustizia e affari interni) sul tema dello stato di diritto e libertà di stampa in Italia, dove era stato candidato a parlare dal gruppo di Fratelli d'Italia. "E' incredibile che per comprendere la libertà di stampa in Italia si convochino a Bruxelles i due più favolosi oppositori di questo governo -aggiunge poi Porro – E' come se chiedessero ad un oste di parlare della qualità del suo vino".  Delmastro: "Cerno ha dedicato la carriera ai diritti civili" "La mia solidarietà a Tommaso Cerno, escluso dal dibattito sulla libertà di stampa al parlamento europeo per una decisione ideologica e unilaterale" dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Giustizia. "È paradossale che, in un incontro sul pluralismo dell’informazione, venga censurata la voce di un giornalista che ha dedicato la propria carriera ai diritti civili e alla libertà". "Curioso che chi si riempie la bocca di democrazia e di tutela dei diritti, selezioni i giornalisti in base all’allineamento politico – conclude – La libertà di stampa si difende ascoltando tutte le voci, non solo quelle che fanno comodo”. Procaccini (Ecr): "Su Stato diritto al Pe panel sbilanciato, esclusi Cerno e Giornaliste italiane" In seno alla commissione Libe del Parlamento Europeo, dice all'Adnkronos il copresidente del gruppo Ecr nel Parlamento Europeo Nicola Procaccini, "esiste il cosiddetto Monitoring group sullo Stato di diritto, che è presieduto da Sophie Wilmès.Ha un presidente diverso dalla Libe, che è presieduta dal Ppe".

Wilmès, belga, "è di Renew Europe e fa un panel sullo Stato di diritto in Italia che è ridicolo, per quanto è sbilanciato a sinistra".Sono ammessi alla riunione, che si terrà a porte chiuse, i giornalisti "Francesco Cancellato e Sigfrido Ranucci per parlare della libertà di stampa, attivisti Lgbt e trans per parlare del rispetto dei diritti omosessuali in Italia". Poi, prosegue, "sulla corruzione in Italia ci saranno esponenti dell'Associazione Libera, per parlare della magistratura il presidente dell'Anm, Cesare Parodi", di Magistratura Indipendente.

Pertanto, continua Procaccini, "ho chiesto di riequilibrare questo panel proponendo" dei nomi di aree diverse. "L'unico che è stato accettato" è Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense. "Dopodiché avevo proposto Tommaso Cerno", direttore del Tempo, per esempio, e "la presidente delle Giornaliste italiane", Paola Ferazzoli, "perché capace di parlare sia di giornalismo e libertà di stampa che anche di gender equality". Ranucci: "Esclusione Cerno dovuta a ritardo candidatura, non a motivi ideologici"  "Premesso che io sono legato al segreto e non posso rivelare quanto è successo in commissione, mi dispiace per l'esclusione di Cerno, perché io mi batto da sempre per il pluralismo delle voci, però da quello che mi risulta credo che l'esclusione non abbia nulla a che fare con i contenuti né con l'appartenenza a categorie politiche o a impedimenti ideologici.E' legata solamente alla tardiva presentazione delle liste dei nomi", spiega all'Adnkronos il giornalista e conduttore di 'Report' Sigfrido Ranucci, che era tra i giornalisti auditi questo pomeriggio dalla commissione, insieme al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato. "E' quello -aggiunge poi Ranucci- che è successo a Silvia Calandrelli con il presidente Marano quando doveva essere nominata direttore di Rai Pubblicità in cda Rai: un ritardo nella presentazione della candidatura". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tesla, futuro in bilico per Musk? La mossa del cda e i dubbi degli investitori

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(Adnkronos) – Futuro a rischio per Elon Musk in Tesla?E' quanto si chiedono i maggiori investitori del gruppo dopo l'ultima rivelazione del Financial Times.

Secondo il quotidiano britannico, infatti, il consiglio di amministrazione dell'azienda avrebbe formato un comitato speciale ristretto per studiare nuove soluzioni circa la retribuzione di Musk, che potrebbe portare all'imprenditore – Ceo e principale azionista del brand – un nuovo pacchetto di stock option.  Il quotidiano economico ha quindi spiegato che "oltre al pacchetto retributivo di Musk, si esploreranno anche modi alternativi per compensarlo per il lavoro passato, nel caso in cui non si riesca a ripristinare il suo accordo retributivo record del 2018".Dopo che è stata divulgata l'esistenza di questo comitato speciale, i maggiori investitori hanno quindi contattato il consiglio di amministrazione di Tesla chiedendo "il loro parere sulla retribuzione di Musk e sul suo futuro alla guida dell'azienda".  Il comitato – composto da soli due membri, la presidente del Cda Robyn Denholm e Kathleen Wilson-Thompson – "è ancora alle fasi iniziali della deliberazione" e non ci sono certezze "né su un nuovo pacchetto né su come la nuova retribuzione di Musk dovrebbe essere strutturata".

Per ora Tesla non ha ancora commentato alle rivelazioni del FT.  Tesla e Musk sono stati coinvolti in una battaglia legale con la Corte Suprema del Delaware per sette anni circa il maxi bonus definito nel 2018 che assegnava a Musk un pacchetto di stock option per 304 milioni di azioni.Nel gennaio del 2024 la giudice Kathaleen McCormic aveva disposto l'annullamento della retribuzione extra, originariamente pari 55,8 miliardi di dollari. Intanto Musk si appresta a lasciare il Dipartimento per l'efficienza governativa, meglio noto come Doge.

A sentire il patron X, i risparmi avrebbero dovuto essere 2 mila miliardi di dollari, nelle intenzioni dello staff di Trump sarebbero bastati 1000 miliardi, mentre al momento il totale dichiarato sembra essere di 170 miliardi.Ma in realtà la cifra effettiva sarebbe ben più bassa e – soprattutto – senza nessuna certezza di renderla permanente.  
Quello sui risparmi ottenuti dal Doge è un vero e proprio mistero sul quale ancora una volta il Financial Times ha cercato di fare chiarezza, per quanto possibile.

L'analisi dei risparmi ottenuti, dipartimento per dipartimento, non è solo frustrante ma anche ricca di 'tranelli': infatti in molti casi il Dipartimento si attribuisce benefici legati a contratti che in realtà sono scaduti o addirittura non erano più in vigore al momento in cui Trump è entrato in carica.  Dopo le roboanti dichiarazioni dei primi tempi, peraltro, lo stesso Musk sembra adesso giocare al ribasso, consapevole che i target di risparmi fissati sono molto lontani mentre l'opposizione politica al Doge – anche sul fronte repubblicano – è in continuo aumento. "Nel complesso, penso che siamo stati efficaci", ha dichiarato Musk ai giornalisti il mese scorso. "Non così efficaci come vorrei.Penso che potremmo esserlo di più – ha ammesso -.

Ma abbiamo fatto progressi". Dei 170 miliardi di dollari che attualmente dichiara di aver risparmiato, l'analisi del FT ha trovato informazioni dettagliate soprattutto su 31,8 miliardi di dollari derivanti da 10.248 cancellazioni e modifiche contrattuali, ma – spiega il giornale – "anche questa cifra è opaca e sovrastimata".  Senza contare che in alcuni casi – come quella di ridurre la durata di un impegnativo contratto con il Pentagono – le decisioni erano già state adottate dall'Amministrazione Biden.Secondo un analista di Morgan Stanley "il Doge ha attirato l'attenzione su alcune spese inutili, ma ha promesso troppo e mantenuto poco per quanto riguarda tagli verificabili.

E visto il suo approccio indiscriminato potrebbero volerci anni per valutare appieno gli effetti negativi dei profondi tagli su sanità pubblica, aviazione, energia, sicurezza informatica, tassazione e istruzione". Il giornale evidenzia poi l'estrema 'opacità' del Dipartimento per l'efficienza, di cui non si conoscono i nomi e i numeri dei dipendenti.Fra i pochi benefici sicuri, l'addio di oltre 75 mila dipendenti governativi che hanno preferito incassare incentivi e dimettersi piuttosto che continuare a lavorare per l'amministrazione Trump.

Sul fronte 'rischi' invece c'è quello rappresentato dalle migliaia di cause intentate contro licenziamenti e tagli indiscriminati.  Nel frattempo la spesa federale – anziché ridursi – ha continuato a crescere e ad aprile si è avvicinata a quota 600 miliardi di dollari.Come se non bastasse, l'uscita di funzionari esperti e qualificati ha portato minimi vantaggi in termini di stipendi ma grandi problemi sul fronte produttività.

Esemplare il caso delle migliaia di funzionari dell'Irs, l'Agenzia delle Entrate Usa: secondo una analisi dell'università di Yale, le dimissioni di 7000 mila dipendenti possono portare nel giro di un decennio a un risparmio di 6,9 miliardi di dollari in retribuzioni ma a una perdita di 64 miliardi in mancate tasse riscosse.Ma di questo 'buco' a un Musk in fuga dalla politica probabilmente non interessa più di tanto. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Pompei la popstar Madonna finanzia ‘Lisistrata’ dei ragazzi

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(Adnkronos) – In un’epoca in cui la guerra torna a bussare con prepotenza alle porte dell’Europa e in cui le nuove generazioni sembrano spesso scollegate dalla cultura classica, accade qualcosa di straordinario: 120 studenti delle scuole del territorio vesuviano danno vita a Lisistrata, la celebre commedia di Aristofane, al Teatro Grande di Pompei, uno dei luoghi più simbolici della civiltà mediterranea. Le date sono fissate: sabato 24 e lunedì 26 maggio, alle 21, per l’apertura della stagione estiva del sito archeologico. Ma non è tutto: a sostenere economicamente l’edizione di quest’anno è la Fondazione Ray of Light, della popstar Madonna, che ha voluto investire nel progetto dopo aver conosciuto alcuni degli studenti durante una visita a Pompei.  

La regia è affidata a Marco Martinelli, drammaturgo, pedagogo e fondatore del Teatro delle Albe di Ravenna, che da oltre trent’anni porta il teatro tra gli adolescenti, trasformando il palcoscenico in spazio civico. La sua metodologia, la “non-scuola”, abbatte le gerarchie accademiche e restituisce vitalità ai testi classici. Dopo ‘Uccelli’, ‘Acarnesi’ e ‘Pluto’, quest’anno tocca a Lisistrata, donna ribelle e stratega che nel 411 a.C. si oppose alla guerra del Peloponneso con un’arma inedita: lo sciopero sessuale. “È un testo di una modernità disarmante – dichiara Marco Martinelli – Lisistrata è una pacifista ante litteram che propone un’altra via, quella dell’unione femminile contro la follia della guerra. Aristofane ce lo chiedeva nel V secolo, i ragazzi oggi ce lo chiedono di nuovo”. 

Un gesto, quello della popstar americana, che rafforza l’idea che l’arte può essere un volano per il riscatto sociale e culturale. Madonna, in occasione del suo 66esimo compleanno, il 16 agosto 2024 ha visitato gli scavi di Pompei in forma privata, con una donazione di 250.000 euro al progetto “Sogno di Volare”.  

Il progetto nasce da un’idea del direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, ed è sostenuto da un protocollo con l’Ufficio scolastico regionale della Campania. Un’iniziativa che coinvolge gli studenti di Pompei, Torre del Greco, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, e che rappresenta un esempio di educazione civica e culturale attraverso il teatro. “Chi vuole capire le origini e la forza del teatro occidentale venga a vedere Lisistrata – ha dichiarato Zuchtriegel – è emozionante vedere come un testo classico possa accendere la creatività e la speranza dei giovani. Questi ragazzi saranno i migliori ambasciatori di Pompei nel mondo.” 

Lo spettacolo, che vedrà 90 ragazzi in scena e altri 30 coinvolti nell’organizzazione, sarà in tournée nazionale: il 28 maggio al Teatro Dante Alighieri di Ravenna, il 4 ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza, e il 15-16 novembre al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano. L’iniziativa rientra in un triennio dedicato ad Aristofane (2023–2025), in collaborazione con Ravenna Festival, Teatro Nazionale di Napoli e Teatro delle Albe. Un teatro che non fa sconti alla retorica ma dialoga con il presente: Lisistrata, “colei che scioglie gli eserciti”, torna oggi in scena per parlare di guerra e pace, di donne e potere, di desiderio e dignità. In un mondo che cambia, i classici restano. E parlano forte, soprattutto quando a interpretarli sono le voci giovani di chi il futuro lo deve ancora scrivere. 

(di Paolo Martini) 

A Cannes è il giorno di Tom Cruise, attesa per il red carpet ma nessun incontro con la stampa

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(Adnkronos) – Sulla Croisette c'è grande attesa per l'ultima missione impossibile di Tom Cruise, 'Mission: Impossible – The Final Reckoning'.Il divo hollywodiano è il protagonista del secondo giorno del 78esimo Festival di Cannes.

Non è la prima volta che sfila sulla Croisette: è già accaduto nel 1992 per 'Cuori ribelli' di Ron Howard con Nicole Kidman e nel 2022 per 'Top Gun: Maverick' L'attore, però, ha deciso di non incontrare la stampa, suscitando non poche polemiche tra i giornalisti che attendevano da giorni di scatenarsi con le domande per Cruise.Non solo sul kolossal, ma anche sul presidente Trump, che ha annunciato di voler imporre dei dazi del 100% sui film distribuiti negli Stati Uniti ma prodotti all’estero perché "l'industria cinematografica americana sta morendo molto velocemente.

Altri Paesi stanno offrendo ogni sorta di incentivi per attirare i nostri registi e i nostri studios", ha scritto Trump qualche giorno fa su Truth.Per il presidente si tratta di "una minaccia alla sicurezza nazionale".

E il nuovo 'Mission Impossibile' è stato girato in più Paesi fuori dagli Usa (tra questi, Londra, Giappone, Corea) e potrebbe finire nel mirino del provvedimento proposto dal tycoon.Un tema su cui la star non ha proferito parola dopo una domanda diretta di un giornalista coreano alla conferenza stampa del blockbuster a Seul. A incontrare la stampa è il regista Christopher McQuarrie, che ha firmato gli ultimi film con Cruise. "A legarci è l'amore per il cinema", ha detto in conferenza McQuarrie, che sarà anche protagonista di una masterclass. "Tom è come se fosse sempre uno studente.

E' desideroso di imparare dalle persone che lo circondano e ama supportare le visioni di chi lavora con lui".  In anteprima il 19 maggio in alcuni cinema e il 22 in tutte le sale italiane con Eagle Pictures, il film – presentato 'Fuori concorso' – torna a raccontare le avventure dell'agente sotto copertura Ethan Hunt (Cruise) e della sua squadra.Già dal trailer, la pellicola promette spettacolari scene d'azione e scariche di adrenalina.

In questo l'inscalfibile Tom è un abile maestro.  Al fianco di Cruise, Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg, Esai Morales, Pom Klementieff, Henry Czerny, Holt McCallany, Janet McTeer, Nick Offerman, Hannah Waddingham, Tramell Tillman and Angela Bassett, Shea Whigham, Greg Tarzan Davis, Charles Parnell, Mark Gatiss, Rolf Saxon e Lucy Tulugarjuk.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dazi, il metodo Trump e le parole di Draghi e Mattarella: strada obbligata per l’Europa

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(Adnkronos) – Il metodo Trump, soprattutto per quanto riguarda i dazi e la politica commerciale, è ormai piuttosto consolidato.La premessa, il punto di partenza da cui nasce l'ossessione per le tariffe, è che vadano ridotti i deficit commerciali degli Stati Uniti, determinati dal fatto che importano più beni stranieri di quanti beni vendano all'estero.

Da qui, l’affondo del 2 aprile scorso, con l’imposizione di dazi in entrata a tutto il mondo in maniera proporzionale proprio all’entità dei singoli deficit commerciali.  Poi, le successive minacce e quindi una pausa di riflessione per consentire un negoziato. È stato così prima nel rapporto con l’Europa e poi con il principale nemico dichiarato, la Cina.Il risultato finale è prevedibile che sia, su tutti i fronti, un sostanziale passo indietro, alimentato anche dalla consapevolezza sempre più diffusa anche all’interno dell’amministrazione americana dei danni che una guerra commerciale prolungata può comportare per la stessa economia statunitense.  Questa mediazione muscolare con il resto del mondo ha però già prodotto danni, nella reazione dei mercati finanziari, nell’andamento dei prezzi e nelle conseguenze industriali che ne derivano.

Come ha sostenuto
l’ex presidente della Bce Mario Draghi
, con i dazi “siamo a un punto di rottura”, perché l’ordine multilaterale è stato minato “in modo difficilmente reversibile” con l’uso massiccio “di azioni unilaterali per risolvere le controversie commerciali e il definitivo esautoramento del Wto”.Il ragionamento dell'ex premier porta a una conclusione difficilmente eludibile: va raggiunto un accordo con gli Usa, ma nella consapevolezza che “i nostri scambi non torneranno alla normalità”.

Per questo, “se l’Europa vuole davvero ridurre la sua dipendenza dalla crescita Usa, dovrà produrla da sé".Come?

Deve "cambiare il quadro di politica macroeconomica”.Stessi toni e stessa fermezza ha usato
il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
: “L’Europa agisca, perché stare fermi non è più un’opzione".  Ora, quindi, non resta che fare i conti con Trump e con le conseguenze del trumpismo.

Il piano del Tycoon americano prevede di stipulare accordi soddisfacenti dopo aver esercitato tutta la pressione necessaria con l’imposizione delle tariffe.Alle controparti, a partire dall’Europa, non resta che cercare di ottenere le condizioni migliori possibili.

Il primo accordo sottoscritto è stato quello con il Regno Unito.Un accordo, negoziato rapidamente, che non è un patto commerciale di ampio respiro, ma si concentra su settori specifici, alleggerendo le barriere commerciali sui prodotti agricoli, automobilistici, di alluminio e di acciaio.

Anche perché un accordo completo e globale deve necessariamente passare per l’approvazione del Congresso.  Intanto, stando agli aspetti specifici dell’accordo che sono stati resi noti, è previsto che il Regno Unito esporti negli Stati Uniti 100.000 auto all’anno con dazi al 10%, invece che al 25% (ogni anno Londra esporta circa 120.000 auto negli States); viene rimosso il prelievo fiscale del 25 per cento su acciaio e alluminio dal Regno Unito, che Trump ha imposto su tutte le importazioni estere di questi metalli il 12 marzo; resteranno in vigore i dazi del 10% che si applicano alla maggior parte delle importazioni statunitensi; gli Stati Uniti aumenteranno le esportazioni di carne bovina ed etanolo verso il Regno Unito, che saranno accelerate attraverso le dogane.  L’intesa potrebbe avere significative ripercussioni per l’Unione Europea, che ha avviato un processo di riavvicinamento con Londra sotto la guida del primo ministro Keir Starmer.Il nuovo governo laburista ha infatti adottato un approccio più costruttivo nei confronti di Bruxelles rispetto ai predecessori conservatori, cercando di ricostruire la fiducia gravemente compromessa durante gli anni post-Brexit.

In questo quadro, l’accordo tra Stati Uniti e Regno Unito può avere un significato ambivalente per Bruxelles: può essere una via per distendere i rapporti con Washington, visto il crescente dialogo tra Bruxelles e Londra, ma potrebbe anche complicare il percorso di riavvicinamento all’Ue a causa delle tensioni su standard normativi e regolamentari.Questo, ricordando che la tregua sui dazi di novanta giorni, scade l’8 luglio. (di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “A Gaza situazione umanitaria sempre più ingiustificabile”

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(Adnkronos) – Banchi del governo sold out alla Camera per il question time di oggi, mercoledì 14 maggio, con Giorgia Meloni.Spicca, però, in avvio di seduta l'assenza dei vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Al fianco di Giorgia Meloni siedono così i ministri Luca Ciriani e Giancarlo Giorgetti.Presenti poi tutti i ministri e una folta rappresentanza di sottosegretari.  La presidente del Consiglio affronta vari temi, tra cui la situazione a Gaza, dove "c'è una situazione umanitaria sempre più ingiustificabile". ''Continueremo a impegnarci per una cessazione permanente delle ostilità" dice. "In questo quadro credo che non ci debbano essere da parte nostra ambiguità nel pretendere che Hamas rilasci immediatamente gli ostaggi e deponga le armi''.

Nessuna ambiguità poi "nel dire che non c'è spazio per una presenza di Hamas nella Striscia in un futuro Stato palestinese.Ripeto quanto già detto al Senato: sono convinta sulla base delle numerose conversazioni che ho avuto in questi mesi con i leader della regione, che si possa lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale capace di porre fine al conflitto, aprire la strada a un processo che conduca alla soluzione dei due Stati.

Resto convinta che per farlo occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai paresi arabi". "Io in questi mesi, come si sa, ho a più riprese sentito il primo ministro Netanyahu.Sono state conversazioni spesso difficili in cui ho sempre richiamato l'urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità, la necessità di rispettare il diritto internazionale, il diritto internazionale umanitario''.

E' ''una richiesta che rinnovo anche oggi a fronte a una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile".  "Non abbiamo condiviso diverse scelte, non condividiamo -ha sottolineato Meloni- le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo però che non è stata Israele a iniziare le ostilità e che c'era un disegno, come ho detto varie volte, alla base dei disumani attacchi di Hamas, della crudeltà rivolta contro gli ostaggi.Quello era un disegno che puntava all'isolamento e questo non può non farci riflettere su quanto sarebbe pericoloso assecondare il disegno dei terroristi che non si sono fatti scrupoli a sacrificare la vita sia di israeliani che di palestinesi pur di perseguire i propri scopi". ''Come sapete, fin dall'inizio del conflitto a Gaza il governo italiano è stato in prima fila tanto sul piano diplomatico quanto sul piano umanitario".

Un ruolo che "viene riconosciuto da tutti gli attori in campo.L'Italia ha certamente svolto un ruolo di primo piano intanto nel prestare assistenza umanitaria alla popolazione civile, concentrando i suoi interventi sulla sicurezza alimentare, in particolare attraverso il Food for Gaza, l'iniziativa con la quale abbiamo già inviato oltre 110 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari".  "Ancora pochi giorni fa – ha ricordato Meloni – il ministro degli Esteri ha chiamato il suo omologo israeliano per porre nuovamente la necessità di garantire l'accesso all'assistenza umanitaria alla popolazione palestinese, iniziativa della quale è stato prontamente informato il primo ministro Mustafa.

Ricordo anche l'impegno del nostro ministro della Difesa, che ha messo a disposizione due elicotteri per il ponte aereo umanitario, organizzato dal Re di Giordania.Nell'ultimo Cdc è stato prolungato lo stato d'emergenza a Gaza, sono stati distanziati ulteriori fondi.

Oggi abbiamo evacuato altre 34 persone, tra cui 14 bambini". ''Resto convinta che bisogna partire dal piano di ricostruzione proposto dai Paesi arabi" aggiunge. "E' verso questo obiettivo che il governo continua a impegnarsi, lavorando con i leader della Regione, con i nostri partner europei, con gli Stati Uniti.Lo faremo mantenendo con tutti un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico.

Ed è esattamente per questo che non è nell'intenzione del governo italiano richiamare l'ambasciatore italiano in Israele". "E' mia intenzione istituire a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro per affrontare" la questione del disagio giovanile, annuncia la premier.Si tratta di "un tema che credo stia a cuore a ciascuno di noi" e "certamente sta a cuore a me, che al mondo giovanile, come si sa, ho dedicato gran parte del mio impegno politico". "Questo governo si è occupato, con un approccio ampio, di dare risposte alle questioni che investono i giovani italiani", ha spiegato la presidente del Consiglio, elencando i provvedimenti, adottati dal governo sul fronte del contrasto al disagio: "Penso al potenziamento del personale dei servizi sociali territoriali, su cui abbiamo investito più o meno 550 milioni con l'obiettivo di aiutare le famiglie ad affrontare le fragilità.

Ricordo la scelta di rendere il supporto psicologico un elemento strutturale del sistema scolastico e universitario con risorse ad hoc che garantiscono stabilità e continuità, così come l'impegno straordinario per combattere la droga, prevenire le dipendenze, accompagnato da un investimento record pari a 165 milioni di euro, che è circa il doppio di quanto disponibile negli anni precedenti". "Vorrei coinvolgere in questa iniziativa soprattutto chi vive in mezzo a questi ragazzi e voglio chiedere a tutti i partiti di aiutarmi in questo, di condividere le loro idee, le loro proposte su quali siano i profili più adatti ad affrontare questa materia.Non so dire, sinceramente, dove può portarci un'iniziativa di questo tipo, ma so per certo che non è tempo perso", ha proseguito la presidente del Consiglio rispondendo all'interrogazione di Fratelli d'Italia. "Non so quanti provino lo stesso sentimento che a me capita di provare, però a volte io mi sento un po' disarmata, perché non sono certa di comprendere fino in fondo quali siano i rischi che mia figlia corre, come impatteranno i tanti, forse troppi, superficiali stimoli che ha.

Mi spaventa vedere molti giovani insieme che nella stessa stanza in silenzio si parlano attraverso le chat". "Mi spaventa il fatto che quello schermo possa farli sentire al sicuro, mentre in realtà sembra che li renda un po' più deboli.Mi spaventa soprattutto che noi potremmo capire troppo tardi quello che sta accadendo", ha proseguito la presidente del Consiglio. "Diceva Papa Francesco che quella che stiamo vivendo non è solo un'epoca di cambiamenti ma è un cambiamento d'epoca" aggiunge la premier. "Ho già detto che aveva ragione e la rivoluzione più grande di questa epoca penso investa proprio i giovani.

I nostri figli crescono in un mondo totalmente diverso da quello che noi abbiamo conosciuto.La nostra generazione è la prima generazione che cresce dei figli completamente digitali".  "In questi due anni e mezzo non ci siamo limitati alle formule di rito, alle pacche sulle spalle, che per carità sono pure importanti, ma abbiamo sempre declinato il nostro impegno con scelte concrete" a sostegno delle forze dell'ordine, ha detto la premier. "Ci siamo occupati di potenziare le dotazioni organiche, abbiamo avviato un piano straordinario di assunzioni su base pluriennale che ha permesso di assumere finora oltre 30.000 nuovi agenti ripartiti nei vari corpi di polizia, circa 5.000 nuovi vigili del fuoco.

Ci siamo occupati di garantire stipendi più dignitosi, stanziando un miliardo per il rinnovo del contratto scaduto nel 2021 e i fondi per i successivi due contratti", ha sottolineato la premier. Gli uomini e le donne delle forze dell'ordine, sottolinea la premier "a volte sono stati trattati come lavoratori di serie B, quando non addirittura insultati per il mestiere che facevano". "Ricordo che quando ho convocato a Palazzo Chigi le rappresentanze sindacali del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico sul rinnovo contrattuale sono rimasta colpita nello scoprire che ero il primo presidente del Consiglio che si confrontava direttamente con chi rappresenta i nostri uomini e le donne in divisa.A me pareva una cosa scontata, ma evidentemente non lo era ed è forse un segnale anche della scarsa attenzione che la politica ha avuto in passato, delle volte, verso il comparto", ha osservato Meloni.  "Sono felice di annunciare che il governo ha disposto l'invio di oltre 13.500 unità tra carabinieri, poliziotti e finanzieri per potenziare la sicurezza nei territori, ai quali si aggiungono circa 3.000 vigili del fuoco.

Aiuteremo chi ci aiuta, proteggeremo chi ci protegge e difenderemo chi ci difende perché è quello che fa uno Stato giusto e normale". A proposito di un'interrogazione, poi, della Lega sulla tutela delle forze dell'ordine dice: "Finché saremo noi al governo non ci sarà la libertà di insultare o malmenare chi ha scelto di sacrificarsi per difendere le persone per bene.Proseguiremo in questa direzione". "Lo spread oggi è sotto i 100 punti base.

Significa che i titoli di Stato italiani vengono considerati più sicuri dei titoli di Stato tedeschi", afferma la premier rispondendo a un'interrogazione di Italia Viva."Io penso che la stabilità, la credibilità del governo e delle istituzioni siano alla fine la principale riforma economica di cui necessita l'Italia ed è qualcosa su cui ci stiamo confrontando, come tante altre riforme che possono anche ricostruire un rapporto migliore tra i cittadini e il governo" dice Meloni. "Penso al tema della riforma fiscale, la cui attuazione procede speditamente, perché se ne sta occupando anche il Parlamento.E penso che sicuramente un lavoro ancora più importante vada fatto in materia di semplificazioni", ha proseguito la presidente del Consiglio. "Un lavoro importante" sulla semplificazione "è già stato fatto, abbiamo abrogato finora più di 30.000 norme, che sono quasi il 30% dello stock totale delle leggi, però penso che si debba andare avanti a semplificare", ha sottolineato Meloni. "Sappiamo che l'Italia viene da molti anni di stagnazione dei salari sotto i governi di centrosinistra" attacca Meloni. "Come si legge nel rapporto sulla convergenza sociale della Commissione Ue, tra il 2013 e il 2022, cioè prima dell'attuale governo, la crescita dei salari nominali in Italia è stata la metà di quella europea mentre il potere d'acquisto è addirittura diminuito del 2% quando nel resto d'Europa invece cresceva.

Da ottobre 2023, con questo governo, assistiamo invece a un cambio di tendenza". "Nel 2024 – rivendica la presidente del Consiglio – i salari contrattuali sono cresciuti più dell'inflazione, con una dinamica salariale migliore rispetto a quella del resto d'Europa.Nel 2024 il reddito disponibile delle famiglie è finalmente aumentato del 2,7% e il potere d'acquisto dell'1,3%". ''Purtroppo anche nel 2024 come da molti anni, il prezzo dell'energia elettrica in Italia ha superato quello di altre nazioni europee" sottolinea la premier, interpellata sulla questione del caro bollette. "Ed è la ragione per la quale abbiamo posto la questione del caro energia tra le nostre priorità, stanziando fino a ora oltre 60 miliardi di euro per sostenere le famiglie e le imprese''. ''Stiamo continuando a lavorare per arrivare a una diminuzione strutturale del prezzo dell'energia.

Io continuo a ritenere che tra le varie cause del caro energia ci sia anche qualcosa che non funziona nella formazione del prezzo ed è quello su cui il governo si sta concentrando ora". ''Sul nucleare confermiamo il nostro impegno per garantire all'Italia una fonte di energia che è sicura, pulita e a basso costo" sottolinea la presidente del Consiglio. "L'iter del ddl delega va avanti. È stata trasmessa la richiesta per l'acquisizione del parere della Conferenza unificata.Il testo sarà presto esaminato dal Parlamento e chiaramente lì conto trasversalmente sul contributo di tutte le forze politiche che comprendono quanto sarebbe importante sviluppare anche questa fonte d'approvvigionamento". "La competenza in materia di sanità, in base al titolo quinto della Costituzione, è delle Regioni, però il Governo è anche disponibile ad attivare i poteri sostitutivi nel caso in cui le Regioni dovessero incontrare delle difficoltà" dice Meloni rispondendo a un'interrogazione di Noi Moderati. "Il decreto per attivare i poteri sostitutivi è pronto da tempo, non si è ancora raggiunta un'intesa, ma sono molto ottimista che ce la faremo nei prossimi giorni".  "Si è detto, tra l'altro, che il governo gioca a scaricare la responsabilità.

Quello che il governo cerca di fare pur non avendo una competenza in materia di organizzazione della sanità – ha ribadito la premier – è cercare di fare la sua parte per dare una mano, perché qui serve chiaramente il massimo dell'impegno da parte di tutti, da parte dello Stato, da parte delle Regioni, guardando al grande vero obiettivo che è garantire ai cittadini una sanità efficiente e veloce.Si può fare come racconta la storia di molte Regioni e quello che vogliamo fare noi è dare una mano, ma anche richiamare alle responsabilità quando è necessario farlo, perché sia la storia di tutte le Regioni senza distinzione". "Continuiamo a ritenere sbagliato sul piano industriale, ma anche sul piano geopolitico perseguire unicamente la transizione verso l'elettrico, le cui filiere oggi sono in gran parte controllate dalla Cina" dice Meloni rispondendo a un'interrogazione di Forza Italia. "Conoscete la posizione del governo in materia di Green deal, perché anche io ho più volte denunciato in quest'Aula quanto una visione eccessivamente ideologica della transizione verde si sia rivelata drammatica per la competitività europea. È un fatto ed è talmente evidente che già da tempo la stessa Commissione europea ha avviato diversi correttivi alle sue scelte con un approccio più pragmatico rispetto al passato che l'Italia negli ultimi anni ha contribuito a imporre".  "Sul piano generale, l'azione del Governo per rendere più ragionevoli gli obiettivi del Green Deal – ha ricordato la premier – riguarda diversi settori strategici per l'industria, penso alla siderurgia, alla chimica, all'energia.

Abbiamo presentato insieme ad altri Governi non paper tematici sulla semplificazione normativa, sulla microelettronica, sulla revisione del Cibam, sullo spazio, proposte su cui stiamo riscontrando un consenso crescente e su cui ci aspettiamo passi in avanti". "Il governo sostiene pienamente gli sforzi della Commissione per una decisa semplificazione del quadro normativo, del Green deal, che sta prendendo forma nei pacchetti Omnibus che hanno interessato, interesseranno proprio il regolamento Cibam, la politica agricola comune, le normative sulla due diligence e altre.Per quanto riguarda il comparto Automotive, grazie anche all'impegno italiano sono state di fatto sospese le multe ai produttori di auto, anche se purtroppo non ancora a quelli di veicoli pesanti, con l'obiettivo di interrompere quella assurda spirale che negli ultimi mesi ha visto chiudere stabilimenti produttivi o comprare quote verdi dai principali competitor, cinesi e americani, pur di non ricadere nel perimetro delle sanzioni.

L'emblema del fallimento delle politiche dell'ex commissario Timmermans, un monumento alla desertificazione industriale – denuncia Meloni – di cui qualcuno dovrà prima o poi rendere conto". "Con l'avvio del mandato del cancelliere Merz, abbiamo già iniziato a confrontarci su come Italia e Germania, le due principali potenze manifatturiere d'Europa, possano insieme dare un contributo concreto al rilancio della nostra base industriale, in primis del settore dell'auto. È un dialogo già avviato, rispetto al quale sono molto fiduciosa". "É chiaro a tutti ormai – ha aggiunto la premier – che in una fase di instabilità dei mercati internazionali è a maggior ragione fondamentale rimuovere i dazi interni che minano la competitività europea e che è arrivato il tempo di invertire la rotta in modo deciso. È certamente chiaro a noi perché è quello che chiedono le imprese, i nostri lavoratori e perché è quello che i cittadini europei hanno ribadito con il loro voto ormai quasi un anno fa". "Abbiamo anche dialogato con serietà con Stellantis" risponde Meloni durante il question time. "L'azienda si è impegnata a mantenere in attività i suoi siti produttivi, a tutelare l'occupazione, a effettuare investimenti annui pari a 2 miliardi circa e ad acquisti per 6 miliardi di euro dai fornitori italiani fino al 2030.Chiaramente bisognerà tutti insieme valutare il rispetto di questi impegni senza pregiudizi, senza favoritismi, che è l'approccio che questo Governo ha con Stellantis come con tutte le altre aziende che operano in Italia". Con questo governo "i cittadini vedano un cambio di passo", anche "rispetto al variegato mondo dell'opposizione che, per tornare al fantasma dell'onorevole Magi, quando è al governo fa delle riforme e poi quando è all'opposizione fa il referendum perché le vuole abolire.

Penso che gli italiani almeno vedano che noi abbiamo una linea chiara di politica economica".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dai terremoti alle alluvioni: ecco cosa spaventa di più gli italiani

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(Adnkronos) –
Italiani preoccupati per le calamità naturali, soprattutto terremoti (56%), alluvioni (52%) e piogge torrenziali (38%).E più di una persona su due (58%) afferma di sentirsi impreparata per simili emergenze.

E' quanto emerge dalla ricerca svolta dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, il progetto nato dalla collaborazione tra Credem e Almed (Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore).Ha contribuito alla ricerca anche il Master di Almed 'Crisis&Disaster Management: le Funzioni Organizzative in Protezione Civile, Sicurezza e Difesa civile'.  Il sondaggio condotto nel marzo 2025 dai ricercatori dell’Università Cattolica, in collaborazione con il panel provider Bilendi, rivela una forte preoccupazione tra la popolazione, soprattutto per terremoti, alluvioni e piogge torrenziali, calamità citate rispettivamente dal 56%, 52% e il 38% del campione intervistato (survey quantitativa via web su panel proprietario Bilendi: 500 soggetti rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne).  
I dati differiscono in maniera significativa nelle diverse aree geografiche.

Nel Nord Est si registra un maggiore timore per terremoti (64% vs 56% del totale nazionale) e alluvioni (55% vs 51% del totale nazionale).Al Nord Ovest invece la paura per i terremoti è molto meno evidente (44% vs 56% del totale nazionale), mentre destano maggior preoccupazione rispetto al resto d’Italia le piogge torrenziali (46% vs 38% del totale nazionale) e le trombe d’aria (42% vs 33% del totale nazionale).

Al Centro Italia la paura per terremoti e alluvioni è elevata (circa il 60% vs 56% e 52% del totale nazionale), ma sale anche la percezione del rischio rispetto alle eruzioni vulcaniche (15% vs 8% del totale nazionale).Per quanto riguarda il Sud si registrano i seguenti dati sopra la media nazionale: il 60% della popolazione è preoccupata dai terremoti (rispetto al 56% del totale nazionale), il 27% dai maremoti (rispetto al 14% del totale nazionale) e il 13% dalle eruzioni vulcaniche (rispetto all’8% del totale nazionale).  Nonostante il 42% degli intervistati affermi di essere stato colpito da eventi catastrofici e di sapere come affrontarli, il 58% si sente impreparato per una simile emergenza.

Il sentimento prevalente è la paura (citata dal 48% degli italiani, con un picco del 64% nelle regioni del Centro e del 56% sugli under 45 anni).La paura si accompagna a rabbia e indignazione per il 27% degli italiani, stato d’animo che sale al 35% sugli over 65 anni. Riguardo ai rischi idrogeologici, la deforestazione (61%, con un picco del 71% al Sud), la scarsa manutenzione dei corsi d'acqua (58%, con un picco del 64% al Nord Est) e la cementificazione (44%) sono le cause principali identificate dagli intervistati.

Al Sud, l'abusivismo edilizio è un tema di grande preoccupazione, citato dal 51% dei residenti nelle regioni meridionali).Le proposte per contrastare tali rischi includono la manutenzione dei corsi d'acqua (72%), la riforestazione (49%) e il controllo dello sviluppo urbano (42%). Per il 38% degli italiani si parla troppo poco di catastrofi naturali e delle conseguenze del riscaldamento globale, per il 45% se ne parla in maniera troppo sensazionalistica e per il 13% se ne parla solo nell’ottica di creare allarmismo, senza delineare possibili soluzioni.

Solo per il restante 4% i media affrontano la questione in maniera efficace.L’informazione su queste tematiche non ha canali informativi di elezione, ma va sottolineata la rilevanza – accanto alla tv e ai siti web informativi – dei siti istituzionali e governativi (citati dal 27% della popolazione) e delle testate locali (citate come efficaci dal 23% della popolazione, sui medesimi livelli della stampa nazionale con un picco del 30% al Nord Est).

Seguiti sono anche i canali YouTube, capaci di raccontare in presa diretta le calamità naturali (citati dal 16% della popolazione e dal 25% della popolazione under 45 anni).  "Per Credem la responsabilità sociale d'impresa non ha mai rappresentato l’esecuzione di un mero adempimento, ma un obiettivo primario che guida le nostre azioni – ha dichiarato Luigi Ianesi, Responsabile relazioni esterne di Credem – Iniziative come l'Osservatorio Opinion Leader 4 Future rappresentano un impegno concreto per realizzare un impatto positivo nella società, accrescendo la cultura informativa delle persone su temi cruciali come la prevenzione dei rischi naturali.Siamo convinti che persone consapevoli e informate possano contribuire attivamente per generare una società più attenta e capace di prendere decisioni appropriate per proteggersi dalle calamità naturali, migliorando la qualità della vita e la sicurezza di ogni cittadino".  “I rischi naturali rappresentano sempre più una minaccia reale e concreta alla sicurezza delle persone, degli ambienti e delle infrastrutture essenziali.

Comprendere le vulnerabilità tipiche e gli aspetti di criticità è fondamentale.Per farlo al meglio è necessario focalizzarsi sulla definizione di buone pratiche della comunicazione dei rischi e sull’alta formazione professionale”, afferma Barbara Lucini, ricercatrice Itstime e coordinatrice didattica del Master in Crisis&Disaster Management. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gemmato: “Prevenzione fondamentale per sostenibilità Ssn”

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(Adnkronos) – "La prevenzione corre parallelamente alla sanità.Se riusciamo a prevenire determinate patologie, rendiamo sostenibile il nostro sistema sanitario nazionale pubblico.

Per questo gli screening oncologici, tutta la prevenzione primaria e l'aderenza anche alla nostra straordinaria dieta mediterranea sono importantissimi".Così all'Adnkronos Salute Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, intervenuto a Ceglie Messapica (Brindisi) per la partenza della quinta tappa dell'edizione 2025 del Giro d'Italia, uno degli eventi sportivi più seguiti nel nostro Paese, di cui Merck è official partner. "Immaginate che attualmente il sistema sanitario spende il 95% per la cura e soltanto il 5% per la prevenzione.

Se noi invertissimo questa tendenza – in una popolazione che invecchia e che quindi ha bisogno, gioco forza, di un investimento forte, nei limiti del bilancio – riusciremmo a rendere sostenibile il nostro sistema sanitario", ha spiegato Gemmato.  "Siamo qui per ricordare a tutti quanti che aderire a corretti stili di vita serve anche a curarsi e a prevenire l'insorgenza di patologie.E' fondamentale che tutta la comunità scientifica, quindi anche tutto questo ecosistema che sottende alla prevenzione, sia presente", ha esortato il sottosegretario. "Ringrazio il sindaco di Ceglie, Angelo Palmisano, per questo momento di sport, prevenzione e salute e tutti i players che in questo momento intendono investire in prevenzione insieme al ministero della Salute.

Noi saremo ovunque e con chiunque declinerà in positivo la prevenzione come strumento per rendere sostenibile il nostro sistema sanitario", ha concluso Gemmato. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “Competitività sfida epocale per Europa, nessun dorma”

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(Adnkronos) – "La competitività compare in cima all'agenda dei Governi europei e in quella delle Istituzioni comunitarie, è largamente considerata condizioni indispensabile all'approfondimento ulteriore del progetto di integrazione continentale, al rilancio strategico dell'Unione europea e alla preservazione di un'economia prospera per i suoi Stati membri e per i suoi cittadini.Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare spunti di grande rilevanza e grande interesse da parte di Mario Draghi, il cui rapporto sul futuro della competitività europea sta già contribuendo ad orientare le politiche della Commissione europea per la nuova Europa degli anni a venire.

Un'Europa rinnovata, più competitiva, più resiliente, più presente nello scacchiere internazionale è una sfida epocale per il nostro continente, tanto più urgente se raffrontata a recenti evoluzioni degli equilibri mondiali".Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiudendo a Coimbra il 18/mo Simposio Cotec insieme al Re di Spagna, Filippo VI, e al presidente della Repubblica del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa.  "Il nostro Simposio ha quindi il merito di lanciare un appello all'azione di grande attualità: è infatti urgente, direi prioritario, che l'Europa agisca, perché stare fermi -ha evidenziato il Capo dello Stato- non è più un'opzione.

Poc'anzi, la romanza che abbiamo ascoltato 'Nessun dorma', potrebbe applicarsi alla nostra Unione.I rischi dell'immobilismo sono ben evidenziati nel Rapporto Draghi, come in quello Letta sul futuro del Mercato interno.

Le conseguenze ipotetiche per l'Europa, ad esempio in termini di arretramento delle condizioni materiali di benessere diffuso o di un allontanamento irreversibile dalla frontiera tecnologica, ne accrescerebbero anche la vulnerabilità sui piani strategico e geopolitico, riducendone la capacità di contrastare le perturbazioni così allarmanti nell'ordine internazionale.Scongiurare tali rischi è fondamentale".   "Oggi appaiono più chiare le dipendenze strategiche cui siamo esposti.

Ne è un caso emblematico la scarsità nell’Unione europea di materie prime critiche, oggi fondamentali.Tale condizione rende più che mai necessaria una strategia che ponga al centro la sicurezza degli approvvigionamenti.

Questo significa stringere accordi con partner affidabili per assicurare forniture stabili, rimanendo aperti alla cooperazione internazionale, purché sorretta da sufficienti garanzie di fiducia reciproca". "La credibilità di questo vincolo fiduciario -ha sottolineato il Capo dello Stato- è essenziale.In questo difficile momento storico abbiamo il dovere di restituire fiducia ai mercati ed ai nostri partner, perché soltanto dalla collaborazione e dagli scambi può nascere benessere diffuso, sviluppo sostenibile e in ultima analisi pace e sicurezza".  
"Competitività e sicurezza –concetto quest’ultimo che assume oggi numerose dimensioni, dalla sicurezza economica alla sicurezza energetica, da quella cibernetica a quella più tradizionale– sono quindi intimamente connesse.

Dobbiamo lavorare insieme -ha concluso Mattarella- per un’Europa più competitiva, tecnologicamente avanzata e quindi più sicura, capace di ridurre le sue dipendenze strategiche ma senza pregiudicare la tela di fondo di un ordine internazionale fondato sul libero commercio".   La "capacità di adattamento al mondo intorno a noi è da sempre il motore della Unione europea.Sarebbe miope guardare all'Unione come una costruzione nata 'sottovuoto'.

Al contrario, fin dalle sue origini gli Stati membri hanno prestato attenzione ad adattare l'Unione ad un ambiente politico ed economico in continua evoluzione, con l'obietivo di preservare uno spazio ed un ruolo tra le forze in competizione nella economia globale", ha affermato il presidente della Repubblica. "Come preservare oggi -si è chiesto il Capo dello Stato- questo spazio?Anzi tutto è necessario rafforzare la capacità europea di crescere, di generare opportunità e benefici economici, creando le condizioni affinché ciascun cittadino possa accedervi secondo equità.

Questo vuol dire lavorare con unità di intenti tra Stati membri, per migliorare quelli che sono i nostri punti di forza, cominciare dal mercato unico europeo". Il mercato unico europeo "contribuisce già in maniera significativa al prodotto interno dell'Unione, ponendolo tra i principali attori dell'economia mondiale.Nondimeno sussistono sostanziali margini migliorativi: il Rapporto Letta ha presentato proposte valide per estendere il mercato unico a settori che in passato ne sono stati esclusi, tra questi la finanza, l'energia, le telecomunicazioni, ma anche, ed è questo un aspetto fondamentale, la ricerca, l'innovazione e l'istruzione, che nel rapporto sono parte di una quinta libertà, accanto alle quattro già esistenti (circolazione di merci, di servizi, di persone, di capitali", ha detto Mattarella. "Sin dalla sua nascita il Cotec -ha ricordato il Capo dello Stato- si è imperniato sul tema della innovazione e sull'importanza della cooperazione per lo sviluppo di nuove tecnologie.

Anche in questo ambito l'Europa non può rischiare di restare al palo.Abbiamo innanzi tutto bisogno di abbondante capitale umano, competente e adeguatamente formato; occorre anche che esso trovi terreno fertile in ecosistemi di ricerca e innovazione di dimensione europea che sappiano attrarre e trattenere talenti, grazie anche a nuovi investimenti in infrastrutture e programmi sperimentali comuni".   Come sottolineato nei Rapporti stilati da Mario Draghi ed Enrico Letta, "occorre porre in campo misure efficaci e allo stesso tempo ambiziose.

Ne cito una, che nella sua attualità ed urgenza ben esemplifica le conseguenze della inazione e delle ingiustificate ritrosie a procedere lungo il cammino della integrazione: la difesa comune europea". "Gli Stati membri -ha proseguito il Capo dello Stato- ne discutono da oltre 70 anni, da quando a Parigi, nel maggio del '52, venne firmato il trattato che istituiva la Comunità europea di difesa.Questa esigenza veniva rilanciata in forme diverse e meno ambiziose tra il '98 e il 2000.

Non è difficile immaginare quale sarebbe oggi la condizione dell'Unione, di fronte al mutato contesto geopolitico, se avessimo scelto a suo tempo di compiere quel salto di qualità politico nel processo di integrazione". "Oggi siamo in ritardo, in rincorsa rispetto agli eventi e dobbiamo di conseguenza avvertirne l'urgenza.Le iniziative avviate in materia dalla Commissione europea -ha concluso Mattarella- sono un primo, fondamentale passo e testimoniano piena consapevolezza della posta in gioco.

Rappresentano anche una prova di concretezza, volendo porre a fattor comune strumenti e vantaggi di scala, propri di un ordinamento sovranazionale che già in passato ha dimostrato capacità di adattamento a diverse shock esogeni".     —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, quando torna in campo agli Internazionali? La data e l’orario

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner ha raggiunto i quarti di finale degli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista azzurro, al rientro dopo i tre mesi di squalifica per il caso Clostebol, ha così raggiunto le 'final eight' del Masters 1000 di Roma, battendo agli ottavi l'argentino Francisco Cerundolo, numero 18 del mondo.

Ora Sinner se la vedrà con il vincente della sfida tra il norvegese Casper Ruud, ottavo del ranking, che oggi, mercoledì 14 maggio, ha battuto lo spagnolo Jaume Munar, 66esimo della classifica Atp, in due set con il punteggio di 6-3, 6-4.Ma quando giocherà Sinner?
 

 
Jannik Sinner giocherà i suoi quarti di finale giovedì 15 maggio, alle ore 19.

Il campione azzurro, numero uno del mondo, scenderà in campo ancora una volta sul Centrale del Foro Italico, pronto a colorarsi ancora una volta d'arancione 'carota', proprio come successo contro Cerundolo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Internazionali, Alcaraz e il cerotto al naso: cos’è e a cosa serve

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(Adnkronos) –
Carlos Alcaraz e un cerotto al naso agli Internazionali d'Italia 2025.Il tennista spagnolo, che oggi, martedì 13 maggio, ha battuto Karen Khachanov negli ottavi di finale del Masters 100 di Roma, sta sfoggiando, da inizio torneo, un cerotto nero appoggiato sul naso.

Non è la prima volta che il numero tre del mondo scende in campo con questo cerotto, era già successo infatti alle Atp Finals 2024 andate in scena a Torino.Ma a cosa serve?
 Il cerotto, che in Serie A vediamo, ad esempio, sul naso dell'attaccante del Milan Santiago Gimenez, serve a favorire la respirazione.

Una volta applicato alle narici infatti, il dispositivo medico le dilata così che l'aria arrivi senza resistenze e con maggiore facilità ai polmoni.Lo scorso novembre, proprio in occasione delle Finals, era stato proprio Alcaraz a spiegarne l'utilità: "Il cerotto sul naso mi ha aiutato.

Sapevo che altri tennisti a volte lo usano, quindi ho pensato potesse aiutare anche a me", aveva spiegato lo spagnolo, "con il cerotto riesco a respirare meglio e a recuperare più in fretta tra un punto e l'altro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)