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Il Tre gira videoclip a Trastevere, bagno di folla e fan impazziti

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(Adnkronos) – “Se mi aspettavo un affetto così intenso da parte dei fan?Non posso mentire: sì, me l’aspettavo perché ho seminato nel tempo, non sono venuto fuori ieri dal nulla.

Cerco di coltivare il rapporto con le persone che mi seguono già da anni”.A dirlo all’Adnkronos con consapevolezza e convinzione è Il Tre, (all’anagrafe Guido Luigi Senia), il rapper romano che ieri è stato celebrato da un bagno di folla a Trastevere dove ha cantato una ‘serenata’ alla sua Roma nel quartiere più iconico, e il suo pubblico ha risposto con un calore degno di un vero vip.

Il rapper ha infatti offerto ieri ai fan una mini jam session in piazza San Callisto per presentare in anteprima il singolo ‘Camminare sulla luna’ in uscita il 14 giugno, girando contemporaneamente una parte di quello che sarà il videoclip del brano dove appariranno i suoi fan.  Al guinzaglio l’immancabile cagnolina bianca (“Ha compiuto un anno oggi, è la padrona, quindi rompe un po’, però alla fine è brava”), addosso cappellino e maglia celeste della Salernitana, regalo dei fan (ma occhio a non sbagliare, lui è un noto interista), un pizzico di emozione e tanta consapevolezza. “‘Camminare sulla Luna’ ha l’obiettivo di dare un po’ di leggerezza, è un pezzo estivo che non rispetta i canoni della hit estiva -spiega Il Tre poco prima di raggiungere il microfono ed esibirsi- E’ nato in una sessione in studio con la mia band, quindi chitarrista, batterista, e Jacopo, il ragazzo che ha prodotto ‘Fragili’ (il brano presentato a Sanremo e certificato disco di Platino, ndr), quindi è anche una sorta di filo conduttore che ci porta a questo pezzo nuovo.Un pezzo che si basa sulle vibes, non mi interessava fare la hit, mi interessava fare un pezzo che comunicasse qualcosa a livello di feeling.

A me piace la musica triste, abbiamo fatto un mix tra malinconia e felicità, insomma, è uscita una roba interessante”. E quando prende il microfono in mano, il rapporto diretto con i fan viene subito fuori: “Tu mi hai mandato un video”, dice ad un ragazzo. “Eh sì, ma non mi rispondi!”, scherza quello.Dal balconcino della piazza, due signore sedute comodamente si godono lo spettacolo. “Salve!”, saluta lui.

A novembre il debutto al Palazzo dello Sport. “Non vedo l’ora, è una tappa che mai avrei pensato di raggiungere”, dice all’Adnkronos.E, reduce dal successo sul palco dell’Ariston, ammette: “Un altro Sanremo?

Non escludo nulla, vediamo quest’anno come vanno le cose.Sono dell’idea che dipende tutto dal pezzo, quindi se c’è un pezzo forte che mi rispecchia e con cui ho voglia di andare ci vado, altrimenti aspetto.

Tanto so’ giovane”, sorride. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis, l’Ungheria non molla: “Autorità competenti chiedano deroga a immunità”

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(Adnkronos) – Dopo l’elezione al Parlamento europeo di Ilaria Salis, l’Ungheria vorrebbe la deroga all’immunità per l’insegnante detenuta da oltre un anno a Budapest. “L’immunità consiste di due parti, l’immunità e l’inviolabità.L’inviolibilità significa che il procedimento può continuare quando e se la persona o non ha l’immunità o è stata sospesa”, ha dichiarato Gergely Gulyas, sottosegretario alla presidenza del Consiglio ungherese, parlando del caso di Ilaria Salis, eletta al Parlamento europeo. “Quindi – prosegue Gulyas, secondo quanto riferisce su X il portavoce del governo Zoltan Kovacs – le autorità ungheresi competenti dovrebbero chiedere al Parlamento europeo la deroga all’immunità”.  “E se la larga maggioranza dei parlamentari non considerano gli abusi fisici accettabili e non vogliono permettere che questi gravi crimini restino impuniti, alla dovrà derogare all’immunità e permettere che il procedimento legale continui durante il mandato della parlamentare”, ha aggiunto Gulyas. “In caso contrario, questo potrà continuare una volta finito il mandato”, ha concluso.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al via We Make Future, tre giorni su domani innovativo, inclusivo e accessibile

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(Adnkronos) – Al via la tre giorni 2024 di WMF – We Make Future, Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione AI, Tech: è una nuova edizione di scoperte, ispirazioni e connessioni globali al servizio della costruzione di un futuro migliore.La manifestazione ideata e organizzata da Search On Media Group, inaugurata questa mattina presso gli spazi di BolognaFiere, riunirà da oggi e sino a sabato 15 un eccezionale parterre di menti creative, innovatori, imprenditori e appassionati di tecnologia provenienti da tutto il mondo.

Unica fiera internazionale certificata in Italia sull’innovazione, il WMF – We Make Future vede come Main Sponsor Ford Italia ed è patrocinata dalla Regione Emilia – Romagna e da: Rai Regione Emilia – Romagna, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, ADCI – Art Directors Club Italiano e vede come Partner Visit Emilia-Romagna. Più di 90 i Paesi coinvolti con rappresentanti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente, oltre 1.000 speaker, più di 600 espositori e sponsor e più di 3.000 le startup e open innovation stakeholder.Il WMF si appresta dunque a tornare al centro dell’ecosistema innovativo globale agendo come piattaforma di connessione per la costruzione del futuro. È stato infatti un vero e proprio inno al futuro inclusivo, accessibile ed equo l’Opening Ceremony, una rappresentazione di quelli che sono alcuni dei pilastri valoriali fondanti dell’evento che, sin dalla prima edizione, ha messo al centro delle opportunità nate dagli strumenti dell’innovazione proprio la società.  “Sono passati 10 anni dalla prima edizione del WMF.

Sin da allora abbiamo voluto creare una piattaforma per la costruzione del futuro” spiega Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF “Tutti voi, tutti noi, chiunque salga su questo palco è un attivista che prova a costruire un futuro più inclusivo e sostenibile.Internet e il digitale servono sicuramente a questo” e prosegue “È importante comprendere quanto ognuno di noi possa fare la differenza nel capire come usare l’arsenale tecnologico odierno.

In questi anni abbiamo cercato di capire come cambiare le cose attraverso questi strumenti, partendo dal presupposto che la cooperazione tra tutti noi è fondamentale.Giorgio Taverniti, in apertura, parlava di passo indietro: un passo indietro che forse dovremmo fare tutti, cittadini, istituzioni, aziende, mettendo al centro la società.

Dovremmo farlo in modo inclusivo, utilizzando linguaggi inclusivi.” Diversi i protagonisti dell’Opening Ceremony che hanno amplificato il messaggio di Lombardo, tra questi Fatoumata Diawara, artista tra le rappresentanti più vitali della musica femminile internazionale, che si è esibita in un solo show più talk, Giorgio Taverniti, Tech educator e co founder di Search On Media Group, con un monologo intenso ed emozionante e i performer LIS (Lingua Italiana dei Segni) con il meglio delle produzioni di Rai Accessibilità. A seguire, i saluti istituzionali a partire da quelli del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso che, con un videomessaggio afferma:” Questo appuntamento rappresenta una grande occasione per riconoscere il ruolo che le startup rivestono nella transizione digitale ed ecologica.Sono esse sinonimo di sviluppo, innovazione e capacità di implementare nuove idee e tecnologie.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è attivamente impegnato a sostegno delle startup.Stiamo lavorando anche grazie a iniziative come questa per rendere l’Italia più competitiva e forte così da esercitare sempre meglio il nostro ruolo di leader manifatturiero nel mondo e certamente in Europa e far crescere questo sistema a beneficio di tutto il Paese.

Grazie del lavoro che farete” Spazio sul palco principale anche ai saluti del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini “Per noi è un piacere continuare ad avere in Emilia-Romagna questa grande fiera e manifestazione.Per me, questo è uno degli ultimi interventi da Presidente, ma sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato in questi 10 anni: qui vicino nasce il Tecnopolo di Bologna; il G7, che si terrà a luglio, metterà i grandi della terra a confronto con multinazionali e attori dell’innovazione.

Ne vado orgoglioso perché abbiamo portato in Emilia-Romagna tre cose incredibili: il Centro Previsioni Meteorologiche per 27 paesi europei, il supercomputer Leonardo, il più potente in Europa e tra i primi 5 al mondo, e da poco la quattordicesima Università delle Nazioni Unite per lo studio e il contrasto ai cambiamenti climatici e l’impatto dell’AI sulla società.Diventeremo la principale data valley europea, attirando qui i principali attori dell’innovazione per creare uffici e costruire il futuro.

I mestieri del futuro saranno ancora sconosciuti, ma tutto si basa su formazione ed educazione innovativa.L’Emilia-Romagna, che era tra le tre regioni più povere del dopoguerra, ora guarda al domani per costruire il futuro per le prossime generazioni.” In rappresentanza della città di Bologna il Sindaco Matteo Lepore, che dal palco principale della Manifestazione afferma “come città di Bologna siamo davvero felici di aver ospitato questa manifestazione, tenendola nel nostro paese e nella nostra regione.

Questo è un progetto culturale che guarda al futuro, con dei valori e delle scelte che apprezzo molto, perché anche Bologna fa delle scelte: sceglie ogni giorno di essere diversa, speciale e inclusiva.Grazie per aver inserito la musica in un progetto che parla di tecnologia, perché la musica è un linguaggio universale e unisce.

Grazie per aver portato avanti le battaglie contro l’intolleranza e l’odio attraverso l’educazione.Grazie per tutto il vostro lavoro e un applauso a tutte le persone che lavorano a questo evento” A parlare, sempre sul palco principale, anche Francesco Ubertini, Presidente Cineca che afferma “Noi, come Bologna, come Tecnopolo, siamo la prima AI Factory Europea.

La differenza la fanno e la faranno sempre e comunque le persone.Di fronte a questi sistemi abbiamo bisogno di persone competenti, stimolate e con entusiasmo, e abbiamo bisogno di quell’atmosfera che si sente e si respira oggi qui a We Make Future.”  Sarà dunque un viaggio di tre giorni nell’universo innovativo mondiale quello del WMF 2024, fatto di connessioni e incontri di business, ma anche di formazione, cultura, musica e divertimento, elementi da sempre abbinati dalla manifestazione che si caratterizza per la sua multidimensionalità.

Largo infatti a talk ispirazionali, panel e conferenze, esposizioni tecnologiche, pitch competition e presentazioni di tool, ma anche a concerti live, gaming activities, performance e tech show imperdibili: tra questi l’esibizione dell’”uomo volante” con il jet suit flight display di Gravity e il club challenge internazionale di Drone Soccer che avrà luogo per la prima volta in Europa proprio al WMF, giorno 14/06.  Durante la tre giorni sarà possibile ascoltare esperti e pensatori ma anche ricercatori ed ospiti internazionali che condivideranno le loro conoscenze e prospettive sul futuro sia sul Mainstage che sugli stage presenti in area fieristica.Tra gli ospiti del Mainstage anche Enrico Mentana, Nestor Maslej (Stanford University), Simone Bianco(Altos Labs Bay Area Institute of Science), Francesco Ubertini(CINECA), Lama Nachman (Intel), Nicola Gratteri, Giuseppe Lombardo, Milena Gabanelli, Matteo Paolillo, Carlotta Vagnoli, Martina Strazzer, l’attore e nell’occasione ambassador WWF, Maccio Capatonda, per un palinsesto vastissimo.

Si terrà invece giorno 15/06, sul palco principale della manifestazione il panel tra Big Tech e Istituzioni che vedrà sullo stesso palco Open AI con Emma Redmond, Associate General Counsel e Head of EU Data Protection, Google con Peter Fleischer Senior Privacy Counsel, il Garante della protezione dei dati Italiano con Guido Scorza, AGCOM – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con Antonello Giacomelli, AgID – Agenzia per l’Italia Digitale con il General Manager Mario Nobile e il Parlamento Europeo con Brando Benifei europarlamentare, correlatore dell’AI Act.  Nell’area fieristica, gremita per questa edizione da più di 600 tra espositori e sponsor provenienti da tutto il mondo con padiglioni internazionali e delegazioni organizzate da ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, sarà possibile toccare con mano il futuro avvicinandosi a prototipi tecnologici, robotica ma anche al mondo automotive, a quello del gaming e degli eSports e a quello della musica con il palco dedicato alle band emergenti.Molto lo spazio anche dedicato alle sinergie di business tra attori italiani e internazionali con le aree B2B utili alla creazione di nuove opportunità e collaborazioni grazie alla presenza di investitori e fondi di investimento oltre a quella di rappresentanti di brand internazionali come Google, Microsoft, Intel, ESA, IIT, ICE, CINECA, Ford Italia, Monge e molti altri.  Tra gli sponsor ed espositori del WMF 2024 anche Ford Italia, Main sponsor, MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, MiC – Ministero della Cultura, HAI (Human-Centered AI Institute) di Stanford University, Intel, ESA – European Space Agency, Amazon, Monge, Qonto, Bocconi, Invitalia, Globant,PwC Italia, Exelab, Aruba, TikTok, Emergency, Rai Pubblica Utilità, Serverplan, Clust – ER, Regione Basilicata, Amperry, IT.COM, SAP, Netval e Knowledge Share, PNI, LegaCoop ,EURID, Netsons, 3b METEO, Data Valley, Opstart, Fondazione Amaldi, Sensation Profumerie.

Tra i media partner anche RDS, RDS Next, IgersItalia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eiffel 65: “Lanciati verso un cielo che non abbiamo ancora toccato del tutto”

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(Adnkronos) – “Per noi è un momento molto bello, abbiamo molte cose in ballo.Siamo su un treno che in realtà non si è mai fermato, è come una scalinata verso un cielo che non abbiamo ancora toccato completamente”.

A parlare sono gli Eiffel 65, oltre 15 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, un World Music Award e la nomination ai Grammy Awards come ‘miglior artista dance’.All’Adnkronos descrivono così il fortunato momento che vivono, un momento consacrato da ‘Bestiale’, il singolo uscito il 24 maggio su etichetta Warner con il quale ritornano in duetto con Loredana Berté. “Tutto è partito da una chiacchierata con i ragazzi della Warner, si parlava di un singolo estivo -racconta il duo, autore dell’indimenticabile ‘Blue (Da Ba Dee)’, divenuta una hit in ogni paese- A Loredana è piaciuto subito”. Un brano che si candida a far ballare l’estate italiana. “Dal punto di vista del sound, per noi far ballare è imprescindibile -confermano Maury e Jeffrey- Ma per noi, visto i nostri standard, è quasi un lento!

Anche se facciamo un uso importante dell’elettronica.Il riferimento è agli anni Ottanta, quindi Loredana è perfetta, leggendaria proprio in quel periodo.

Volevamo partire da quel tipo di sound aggiornandolo a quello che potrebbe essere il nostro modo di fare musica oggi”.  L’incontro con la Berté è stato un colpo di fulmine. “Loredana ci ha sorpreso, oltre che per il carisma, anche per la persona che è -dice il duo- E’ sensibile, è profonda, abbiamo capito perché la gente la ama tanto.Avevamo un’idea di lei ‘anni Ottanta’, con le foto mentre fa la linguaccia affianco a Borg negli anni ruggenti, invece è molto diversa”. Oltre al tour, che partirà il 15 giugno dal Lago di Como per il Nameless Festival, c’è un disco nei progetti futuri? “Al giorno d’oggi il mercato è completamente cambiato, funziona con i singoli -mettono subito le mani avanti gli Eiffel 65- Abbiamo già in mente le prossime uscite, e non tra altri vent’anni.

Sono cambiati i tempi, quindi per ora proseguiamo così, poi non si esclude chiaramente un progetto discografico.Ma deve essere giustificato dall’avere qualcosa da dire, quando vuoi scattare una fotografia e fare una riflessione più articolata”.  Nel prossimo futuro c’è anche Sanremo? “Per noi sì, la cosa è possibile -dicono all’Adnkronos- Se troviamo qualcosa che ci rappresenta a livello di suono e che possa rientrare in un contenitore come Sanremo, perché no”.

Cosa dire ai nuovi fan di oggi, che si aggiungono a quelli storici? “Noi scriviamo per superare le barriere dello spazio e del tempo.Restate sintonizzati perché il programma non è ancora finito”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto in incidente sull’Olimpica a Roma, rischio processo per 3 funzionari comunali

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(Adnkronos) –
Tre dirigenti comunali a rischio processo per la morte di Giacomo Sabelli, deceduto in un incidente stradale nel novembre 2022 sull’Olimpica, a Roma.La procura di Roma ha chiuso le indagini nell’inchiesta coordinata dal pm Francesco Basentini sulla morte dello studente 22enne, ipotizzando il reato di omicidio colposo nei confronti di tre funzionari comunali del dipartimento che si occupa della manutenzione stradale. In particolare, come emerso da una consulenza disposta dalla procura, se nel tratto di via del Foro Italico, all’altezza di viale della Moschea, fosse stato montato un guardrail, lo studente, dopo aver perso il controllo dell’auto non sarebbe finito sulla corsia opposta, scontrandosi con due veicoli.

Il giovane morì una decina di giorni dopo l’incidente.Solo pochi mesi prima, l’11 luglio 2022, sempre per colpa di un salto di corsia, morirono due ragazze di 20 e 22 anni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fancel (Generali Italia): “A prossimo Welfare Index Pmi numero imprese ancora maggiore”

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(Adnkronos) – “Il prossimo evento Welfare Index Pmi avrà un numero di imprese sicuramente ancora maggiore e il Comitato guida dovrà lavorare duramente per fare una selezione dei premiati.Sono convinto che da questa strada non si possa ritornare, dobbiamo continuare, noi siamo impegnati con tutti i miei colleghi in questo percorso, che va a braccetto con la sostenibilità e la diffusione della cultura del welfare aziendale.

Le pmi e le micro imprese sono una parte di questo viaggio che continueremo a fare insieme”.Così Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo Generali Italia, chiudendo la presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, una foto e due donne al centro: Giorgia Meloni e Ursula Von der Leyen

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(Adnkronos) – La foto ufficiale di una riunione del G7 racconta sempre molto del passaggio storico e politico che rappresenta.Quella del G7 italiano di Borgo Egnazia vede sette uomini e due donne schierate, con un peso individuale che le ultime elezioni europee, le elezioni americane e gli sviluppi delle prossime settimane, contribuiscono a cambiare profondamente.  
Giorgia Meloni, più forte in Italia e determinata a giocare da protagonista la partita in Europa, e Ursula Von der Leyen, candidata a guidare ancora la Commissione europea, possono guardare gli altri da una posizione di forza.

Tra loro si è costruito un rapporto che ora è chiamato a misurarsi con un nuovo contesto: l’ipotesi, piuttosto probabile prima del voto, che Meloni fosse pronta ad assicurare consenso a un secondo mandato di Von der Leyen oggi si lega anche alla manovre che servono a delineare il perimetro della maggioranza guidata dal Ppe che dovrà garantirle i voti necessari.  Accanto a loro ci sono, oltre al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, al primo ministro canadese Justin Trudeau, al primo ministro giapponese Fumio Kishida e al primo ministro inglese Rishi Sunak, tre uomini che devono fare i conti con un passaggio complicato della loro storia politica.  Il presidente americano Joe Biden deve giocarsi la permanenza alla Casa Bianca con un avversario difficile, da qualunque punto di vista lo si guardi, come Donald Trump.Il presidente francese Emmanuel Macron deve gestire una fase particolarmente complessa con le elezioni appena convocate, dopo la prepotente avanzata della sua rivale Marine Le Pen, capace per la prima volta di coalizzare buona parte della destra francese.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz deve fronteggiare la perdita di consenso della coalizione che lo sostiene, con i Verdi in caduta libera, i Liberali in calo e i Socialdemocratici superati come secondo partito in Germania dall’estrema destra di AfD.  Tre storie diverse con tratto in comune: la leadership internazionale viene condizionata dalla bagarre politica che caratterizza i rispettivi fronti interni. (Di Fabio Insenga) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Peli (Confartigianato): “Welfare è fattore attrattivo per aziende e migliora produttività”

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(Adnkronos) – “Stare bene in azienda fa bene all’azienda e rappresenta anche un fattore ‘attrattivo’ nei confronti dei giovani, per i quali la flessibilità, le opportunità di autorealizzazione, l’attenzione alla responsabilità sociale d’impresa, l’equilibrio tra attività professionale e vita privata sono elementi essenziali del rapporto di lavoro.Con il welfare aziendale si migliora la produttività, si ottimizzano le risorse economiche, si incrementa lo spirito di squadra indispensabile ad affrontare le nuove sfide imposte dalla trasformazione del mercato”.

Così Davide Peli, presidente dei giovani imprenditori Confartigianato, che oggi è intervenuto alla presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. Per Peli, “Confartigianato è impegnata ad offrire risposte strutturate, servizi e assistenza alla crescente e diversificata domanda di welfare degli artigiani e delle micro e piccole imprese, delle famiglie e delle comunità”.  “Da oltre 30 anni ci occupiamo del benessere dei nostri dipendenti con gli strumenti della bilateralità, garantendo interventi su misura per il sostegno al reddito, la tutela della salute, la formazione continua, l’aggiornamento professionale.Come Confartigianato siamo molto a favore degli Its, per avere quelle competenze verticali che possono ‘spendere’ all’interno dell’azienda”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stella (Confprofessioni): “In studi professionali welfare è albero robusto, ma servono cure”

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(Adnkronos) – “All’interno degli studi professionali il welfare ha radici profonde.Il prossimo anno celebreremo i vent’anni di attività della Cassa di assistenza sanitaria integrativa, nata dal Ccnl degli studi professionali per offrire prestazioni di assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai dipendenti di studio.

Un lungo percorso che nel corso degli anni ha portato a estendere le tutele di welfare ai familiari dei lavoratori e quindi a tutto il personale di studio fino a coprire i professionisti datori di lavoro.Oggi il welfare è un albero robusto, come conferma il ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’, al quale Confprofessioni contribuisce fin dalla prima edizione, che cresce e si ramifica giorno dopo giorno”.

Così Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, che oggi è intervenuto alla presentazione del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. Secondo Stella, il welfare “richiede, però, particolari cure per assecondare i profondi cambiamenti economici e sociali che si registrano all’interno delle imprese e degli studi.In quest’ottica s’innesta il recente rinnovo del Ccnl degli studi professionali.

Il rafforzamento delle tutele e il potenziamento degli strumenti di welfare (pensiamo all’introduzione della giornata della prevenzione) si focalizza, in particolare, su quelle realtà di più piccole dimensioni, nella consapevolezza che la salute e il benessere di tutti coloro che operano negli studi sia alla base di ogni processo di crescita”.  “L’obiettivo è favorire una maggior produttività, certo; ma soprattutto una sempre più diffusa cultura del benessere che si estende nella sicurezza, nella formazione, nel sostegno al reddito e nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, coinvolgendo sempre più i lavoratori autonomi”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bernini (Confcommercio): “Welfare centrale per superamento gap occupazionale e retributivo”

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(Adnkronos) – “Le misure di welfare mirate a favorire una maggior conciliazione vita-lavoro e al rafforzamento del secondo pilastro previdenziale e assistenziale rappresentano un importante aiuto per le famiglie e un significativo passo volto al superamento del gender gap occupazionale, retributivo e conseguentemente pensionistico.Il sistema multipilastro di welfare nel quale da sempre crediamo e il recente rinnovo del nostro Ccnl vanno in questa direzione al fine di perseguire efficienza, equità e inclusività, agendo su servizi e costi che, in assenza di interventi di tipo collettivo, sarebbero oneri a carico delle famiglie e delle categorie più fragili”.

Così Laura Bernini, responsabile settore welfare pubblico e privato Confcommercio, che oggi è intervenuta alla presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Baroni (Confindustria): “Welfare aziendale eccezionale leva per crescita”

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(Adnkronos) – “Il welfare si dimostra ancora una volta un’eccezionale leva per accelerare crescita, produttività e sostenibilità nelle nostre imprese.Tante sono le sue declinazioni: dalla conciliazione vita-lavoro, alla formazione del capitale umano per arrivare alla salute e benessere.

Su ognuna di queste le aziende possono dare un contributo importante, facendo la differenza.Tuttavia, guardando alle priorità, senza dubbio la sanità integrativa rappresenta un tassello centrale di ogni politica di welfare.

Non mi sorprende, quindi, che la presenza di fondi e polizze integrative nelle pmi sia in continua crescita.La sanità integrativa, infatti, oggi copre quasi 16 milioni di italiani tra lavoratori e familiari intercettando circa 4,5 mld di risorse, a testimonianza di quanto le aziende, attraverso i contratti collettivi, stiano investendo in questa importantissima tutela di welfare che non è più solo appannaggio delle imprese grandi, anzi”.

Così Giovanni Baroni, vicepresidente Confindustria e presidente Piccola Industria, in occasione della presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. “In un Paese come il nostro, dove la spesa pubblica per la salute rimane una delle più basse d’Europa, circa il 6,5% del Pil, quanto le imprese possono fare a supporto della tutela sanitaria di lavoratori e familiari è straordinario, a dimostrazione del grande ruolo sociale che svolgono ormai in ogni territorio.E il nostro auspicio è che possa crescere ancora, arrivando a raggiungere fasce ancora più ampie della popolazione italiana, in un’ottica di integrazione e supporto del Welfare State pubblico”, ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Calderone: “Welfare aziendale strategico per Paese”

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(Adnkronos) – Il Welfare Index pmi 2024 ci consente di “ragionare sull’importanza strategica del welfare aziendale nel nostro Paese, come sulla funzione che Generali svolge proprio attraverso il Welfare Index.La capacità del nostro sistema economico di fare un salto di qualità verso l’innovazione porta a maggiore produttività e valore aggiunto, con il risultato di rendere più competitive le imprese e migliorare le condizioni del lavoro.

Maggiore produttività significa poter definire, attraverso i contratti, trattamenti retributivi più alti e al tempo stesso migliori prospettive di carriera e condizioni del lavoro”.Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, in un messaggio inviato alla presentazione oggi a Roma del del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. “Welfare Index -ha continuato la ministra- ha il merito di concentrarsi sulle piccole e medie imprese, tessuto portante dell’economia italiana che va analizzato da due punti di osservazione.

Le potenzialità che derivano dalla capacità delle imprese di aggregarsi in reti, filiere e distretti, e di costituire in questo modo il perno delle produzioni del made in Italy e dei servizi che generano qualità”, ha sottolineato.  “E la persistenza nei settori a minore valore aggiunto di condizioni in cui per le piccole e imprese risulta più difficile fare innovazione e quindi investire sul miglioramento del welfare e delle condizioni di lavoro.La consapevolezza -scrive ancora – che credo che condividiamo, è che il salto di qualità delle nostre piccole e medie imprese dipende dalla volontà e capacità di investire, sui servizi e sugli strumenti del welfare aziendale”.  “E’ mia intenzione nella prossima legge di bilancio, intervenire per il rafforzamento dei fringe benefits e gli incentivi al welfare aziendale legato alla produttività” ha concluso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roccella: “Welfare aziendale è punto innovazione su cui misurare crescita Paese”

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(Adnkronos) – “C’è una grande storia del welfare aziendale in Italia, non solo Olivetti, ma una grande attenzione di molti imprenditori al benessere dei lavoratori e della comunità di appartenenze, che ha costituito una storia e che oggi con queste iniziative proseguiamo.Oggi il welfare aziendale è veramente uno dei punti di innovazione su cui si misura la crescita del Paese.

A partire dalle richieste degli italiani: un ambiente di lavoro amichevole che consenta il work life balance e i nostri interventi sono andati in questa direzione e quindi di sollecitare la responsabilità sociale d’impresa.E lo abbiamo fatto in diverso modo: con la decontribuzione per le madri, con i fringe benefit, e con tanti altri provvedimenti”.

Così Eugenia Maria Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, intervenuta alla presentazione a Roma del ‘Rapporto Welfare Index Pmi 2024’ di Generali Italia sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla ottava edizione. Un’iniziativa importante, secondo il ministro, “nella strada della collaborazione pubblico-privato che vogliamo perseguire.C’è bisogno di una collaborazione, di avere tutti insieme un progetto, di sapere dove vogliamo andare e il primo punto è la natalità, sui cui la politica è stata assente per troppi anni.

Questo è il primo governo che ha inserito delle competenze sulla natalità.E in questi mesi abbiamo ottenuto ottimi risultati sulla crescita dell’occupazione e in particolare di quella femminile, snodo fondamentale del nostro progetto.

Ma dobbiamo andare avanti”, ha aggiunto. “La denatalità è la più grande questione del nostro tempo, perché porta con sé tutte le altre: la coesione sociale, la sostenibilità economica, l’ambiente, il senso del futuro.Il governo ha fatto della sfida demografica una propria priorità, in termini di visione, iniziativa e investimenti.

Ma questa sfida richiede lo sforzo di tutti, non può essere affrontata solo attraverso la leva delle politiche pubbliche.In questa chiave il welfare assume una portata centrale e assolutamente decisiva, perché dalla capacità del mondo produttivo di agevolare la conciliazione vita-lavoro e di essere accogliente nei confronti della genitorialità passa la rimozione di uno dei più grandi ostacoli, materiali ma anche culturali, che disincentivano la natalità” ha spiegato Roccella, che poi ha aggiunto: “Fin dal primo giorno noi abbiamo puntato molto sul coinvolgimento del lavoro e dell’impresa in questa sfida che ci riguarda tutti e deve coinvolgere tutti.

Lo abbiamo fatto con misure concrete, dalla decontribuzione per le mamme lavoratrici ai fringe benefits, e con iniziative come il codice di autodisciplina per le imprese.Ma è un segnale incoraggiante il fatto che accanto all’impegno della politica e delle istituzioni si registri una crescente consapevolezza da parte del mondo produttivo”, ha concluso.    —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Donne vivono più degli uomini, studio spiega il gender gap della longevità

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(Adnkronos) –
Le donne vivono più a lungo degli uomini.E questo gap nell’aspettativa di vita non è prerogativa del genere umano.

Questa tendenza a una maggiore longevità la si osserva nelle quote rosa di una vasta gamma di animali.Gli scienziati si sono chiesti perché e una teoria formulata dai biologi è che la discrepanza nella lunghezza della vita femminile e maschile possa essere in qualche modo, almeno in parte, collegata alla riproduzione.

Ma come?Per scoprirlo un team di ricercatori dell’università di Osaka ha deciso di mettere sotto la lente l’invecchiamento del killifish turchese, un pesciolino d’acqua dolce noto per una caratteristica: la sua è un’esistenza ‘lampo’, fra le più brevi che si registrano nei vertebrati.

Si parla di “pochi mesi di vita”, spiegano gli autori del lavoro pubblicato su ‘Science Advances’, mentre la maturazione sessuale in genere avviene in appena “un mese”.E, come negli esseri umani, anche nella comunità di questi pesci le femmine vivono più a lungo dei maschi.   Studiando il ‘Nothobranchius furzeri’ – questo il nome scientifico del killi turchese – i ricercatori giapponesi hanno scoperto per la prima volta che le cellule germinali, cioè le cellule che si sviluppano in ovuli nelle femmine e in spermatozoi nei maschi, determinano differenze nella durata della vita – dipendenti dal sesso – negli animali vertebrati. Quando infatti il team ha rimosso le cellule germinali dai pesciolini ‘arruolati’ nella ricerca ha osservato che sia i maschi che le femmine avevano una durata di vita simile. “I killifish maschi vivevano più a lungo del solito e la durata della vita delle femmine si accorciava”, spiega l’autore principale Kota Abe. “Volevamo capire come le cellule germinali potessero influenzare” gli esemplari di entrambi i sessi “in modo così diverso”, praticamente opposto. “Il nostro passo successivo è stato quello di indagare sui fattori responsabili”. Gli studiosi hanno scoperto che la segnalazione ormonale era molto diversa nelle femmine rispetto ai maschi.

Le femmine di killifish senza cellule germinali avevano una segnalazione significativamente inferiore di estrogeni, il che può ridurre la durata della vita aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.Le femmine avevano anche una segnalazione significativamente maggiore del fattore di crescita insulino-simile 1.

Questo ha fatto sì che le pescioline diventassero più grandi, sopprimendo allo stesso tempo i segnali all’interno del corpo importanti per mantenere la salute e rallentare l’invecchiamento.Al contrario, i killifish maschi senza cellule germinali avevano migliorato la salute dei muscoli, della pelle e della struttura ossea. È interessante notare, dicono gli esperti, che questi pesci avevano quantità maggiori di una sostanza che attiva la vitamina D, oltre a prove di segnali di vitamina D nei muscoli e nella pelle. Anche la vitamina D può essere considerata un ormone, osservano gli autori dell’ateneo nipponico.

Mentre è ben noto il suo ruolo nel mantenere le ossa forti e sane, questa sembra avere anche effetti positivi più ampi su tutto l’organismo.I risultati del team giapponese hanno dunque evidenziato la possibilità che la vitamina D migliorasse la longevità.

E seguendo questo ragionamento gli esperti hanno deciso di verificare se un integratore di vitamina D avrebbe potuto aumentare la durata della vita dei pesci. “Quando abbiamo somministrato la vitamina D attiva, abbiamo scoperto che la durata della vita sia dei maschi che delle femmine” killi “era significativamente prolungata, suggerendo che la segnalazione della vitamina D fornisce benefici per la salute in tutto il corpo”, spiega l’autore senior Tohru Ishitani. “Il nostro lavoro suggerisce che la segnalazione della vitamina D potrebbe influenzare la longevità di altri vertebrati, compresi gli esseri umani”. 
La scoperta che le cellule germinali influenzano la longevità maschile e femminile in modi opposti è un indizio importante per svelare le misteriose interazioni tra riproduzione, invecchiamento e durata della vita.Non è chiaro esattamente come la vitamina D si inserisca in questo puzzle, ma potrebbe far parte di strategie future per prolungare la durata della vita sana, concludono gli esperti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rifiuti, al via campagna ‘Piccoli gesti, grandi crimini’, focus sui ‘micro Raee’

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(Adnkronos) – Appena 1 italiano su 3 sa che i Raee, Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, sono anche oggetti più piccoli di uso comune come, ad esempio, le sigarette elettroniche, tanto che 1 su 5 crede che i piccoli Raee possono essere gettati nell’indifferenziata e che non rilascino sostanze tossiche.Partendo dai dati del rapporto Swg ‘Gli italiani e lo smaltimento dei piccoli Raee’, Marevivo lancia, in collaborazione con Bat Italia e con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la quinta edizione della campagna ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’, con l’obiettivo di informare correttamente sui piccoli Raee e sul loro smaltimento.  “Il riciclo dei piccoli Raee è indispensabile per ridurre i danni ambientali causati dall’impatto del loro scorretto smaltimento.

Occorre attuare una transizione ecologica per arginare la crisi climatica, abbandonando il modello di economia lineare, insostenibile, che depreda risorse naturali, produce beni dal ciclo di vita brevissimo che generano montagne di rifiuti – dichiara Raffaella Giugni, segretario generale Marevivo – e passare con urgenza a un’economia circolare, che imita la natura dove tutto si trasforma senza creare rifiuti se non quelli che alimentano nuovi cicli di vita.I piccoli Raee sono una risorsa importante.

Da essi è possibile estrarre risorse utili al ciclo produttivo, metalli e materiali preziosi che diventano materie prime seconde, rientrando in un ciclo economico e ambientale virtuoso.L’ecologia è parte integrante dell’economia e della politica.

Solo un modello di società sostenibile può far invertire la rotta, salvare il Pianeta e noi stessi”.  Nata nel 2020, l’iniziativa ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’ mira a sensibilizzare le persone sui danni causati dal littering, ovvero l’atto di gettare rifiuti di piccole dimensioni nell’ambiente, con un focus particolare sull’abbandono dei mozziconi di sigaretta.Un percorso virtuoso che, in questi anni di campagna, ha permesso di risparmiare al Pianeta un totale di 3.164.676 mozziconi, tanti quanti ne servirebbero a coprire uno spazio di 326 ettari pari a circa 466 campi da calcio.

Quest’anno ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’ torna con un focus rinnovato e ben preciso: aumentare la consapevolezza sull’impatto ambientale che hanno tutti i piccoli dispositivi elettrici ed elettronici se non correttamente smaltiti e fornire una formazione adeguata.Per raggiungere un pubblico più ampio e diffondere in modo capillare le informazioni necessarie per una corretta gestione dei Raee, il progetto sfrutterà le potenzialità della rete e vivrà online permettendo di inserire ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’ nel panorama delle iniziative di comunicazione digitale che mirano a incentivare comportamenti responsabili verso l’ambiente e la società. LA CAMPAGNA 2024 – L’edizione 2024 di ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’, dal titolo ‘Micro Raee, Maxi Rifiuti’, si trasforma in una vera e propria piattaforma di sensibilizzazione, un contenitore di più format in grado di intercettare un pubblico quanto più ampio ed eterogeneo.

Gli elementi di questa attività varieranno dai quiz interattivi ai video, fino a una serie di materiali informativi sull’importanza di smaltire correttamente questi prodotti conferendoli nei centri di raccolta dedicati oltre a una vera e propria mappa delle tabaccherie che raccolgono i piccoli Raee aggiornata in tempo reale.Quest’ultima iniziativa, in particolare, è resa possibile grazie a Recycle-Cig, il circuito organizzato di raccolta per le sigarette elettroniche esauste attivato da Logista, principale operatore di distribuzione integrata ai punti vendita d’Europa.

Il progetto Recycle-Cig, a cui Bat Italia ha aderito sin dal suo annuncio, prevede la possibilità per i consumatori di conferire le sigarette elettroniche e i dispositivi da fumo esausti, indipendentemente dall’acquisto di un nuovo prodotto, in una delle circa 30mila tabaccherie aderenti.   “Siamo fieri e onorati di essere, ancora una volta, partner della campagna di Marevivo ‘Piccoli Gesti, Grandi Crimini’, che ci permette di essere parte di un sistema virtuoso che coinvolge cittadini, tabaccai e amministrazioni locali per raggiungere un obiettivo comune: la tutela dell’ambiente – afferma Fabio de Petris, ad di Bat Italia – Oggi ci troviamo davanti a un mercato che continua a evolversi e che abbraccia nuove categorie di prodotti.Prodotti di nuova generazione che, una volta esausti, diventeranno un rifiuto da smaltire.

Questo vuol dire che tutti dovremo avere contezza del fatto che, seppure di piccole dimensioni, anche questi prodotti vanno differenziati correttamente.Siamo entusiasti di collaborare con Logista per l’edizione di quest’anno: Bat, da sempre attenta alle tematiche di sostenibilità, è stata la prima azienda del settore a sentire l’esigenza di adottare un programma di corretto smaltimento, dotando già nel 2022 i propri punti vendita temporanei di contenitori per la raccolta dei dispositivi esausti e realizzando nel 2023 un progetto pilota nella città di Torino in partnership con Interzero Italia”.  “Grazie all’accordo con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Centro di Coordinamento Raee – afferma María Pilar Colás, amministratore delegato di Logista Italia – Abbiamo lanciato Recycle-Cig, il primo circuito organizzato di raccolta per le sigarette elettroniche esauste in Italia: un supporto concreto all’intera filiera e di tutti i nostri clienti e stakeholder.

Abbiamo posizionato nelle circa 30mila tabaccherie aderenti, facilmente individuabili attraverso l’App ‘Logista per te’, apposite box dove il consumatore può conferire le sigarette elettroniche o device senza obbligo di acquistarne di nuovi.A breve lanceremo anche un’importante campagna di sensibilizzazione sul tema”. Sebbene il tema di quest’anno sia interamente dedicato ai Raee, resta vivo l’impegno di Marevivo e Bat Italia nel portare avanti anche la lotta al littering, l’abbandono di mozziconi e piccoli rifiuti nell’ambiente attraverso il supporto ai Comuni che vogliono sensibilizzare i propri cittadini sul tema.

In linea con quanto fatto negli anni precedenti, anche quest’anno i Comuni che vorranno aderire all’iniziativa riceveranno il kit per dare vita a un’installazione che rappresenta una vera e propria ‘scena del crimine’, in cui, accanto alle sagome delle ‘vittime’ raffiguranti tartarughe, pesci e stelle marine, è posta la riproduzione di un mozzicone gigante, come simbolica ‘arma del delitto’.Per il 2024 sono disponibili cinque kit per altrettanti Comuni, con Procida e Sciacca già confermati.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Proteine e dieta mediterranea, 8 cose da sapere

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(Adnkronos) – Perché le nostre scelte a tavola sono centrali per noi e per il mondo in cui viviamo?Perché nella nostra dieta le proteine sono fondamentali, e perché la dieta mediterranea è il modello alimentare ideale per assumerle?

A queste domande risponde la Fondazione Istituto Danone, da sempre impegnata nella divulgazione di temi nutrizionali legati alla salute, con il volume ‘Proteine nella dieta mediterranea’, in 8 punti chiave, a cura di Federico Mereta, edito da Gribaudo e realizzato da un board scientifico di esperti: i professori Lorenzo Morelli, Andrea Ghiselli, Maurizio Muscaritoli e Michele Sculati, la Professoressa Elisabetta Bernardi e l’Ingegnere Assunta Filareto. Il libro, pensato per il benessere, senza rinunciare ai gusti della tradizione e per contribuire a diffondere, nel dibattito sull’alimentazione, messaggi fondati sul rigore della scienza – si legge in una nota – sfata il mito che la dieta mediterranea sia un modello nutrizionale rigido e unico. È infatti un modello alimentare vario ed equilibrato in termini di quantità e densità energetica degli alimenti, sia di origine vegetale sia animale, in una combinazione di diverse consuetudini alimentari storicamente seguite nei Paesi del bacino del Mediterraneo.Si tratta però di modello un po’ abbandonato dagli italiani.

Secondo uno studio del Crea Alimenti e Nutrizione, pubblicato sulla rivista scientifica ‘Frontiers in Nutrition’ e basato su un campione di 2869 persone, in Italia solo il 13%, una percentuale minoritaria della popolazione, segue oggi i principi della dieta mediterranea, con forti spaccature geografiche.  Le proteine sono correlate anche alla longevità per la loro funzione plastica fondamentale: costruiscono, riparano, mantengono il benessere di cellule e tessuti che, anche e proprio grazie a loro, sono costantemente rimpiazzati.Esiste una connessione certa tra il consumo di proteine e la salute, in particolare con la sopravvivenza complessiva: l’aumento dell’assunzione di proteine può essere inversamente associato alla mortalità.

In particolare, negli over 60 grazie ai loro effetti protettivi sulla forza muscolare, sulla fragilità e sulle risposte immunitarie.Analizzando i dati, queste affermazioni non sono generalizzabili a tutte le fonti proteiche.Le proteine, inoltre, contrastano l’invecchiamento del muscolo e la sarcopenia della terza età.

I muscoli impattano per il 40% del nostro peso corporeo (a meno che con l’allenamento la loro massa non aumenti) e ne possediamo più di 600.L’invecchiamento è fisiologicamente associato a una riduzione della massa muscolare: dopo i 40 anni il tasso di perdita è stimato intorno all’8% ogni dieci anni e, dopo i 70 anni è al 15%.  Aldilà dell’ambito fisiologico, vi sono fattori che accelerano la perdita di massa muscolare progressiva e generalizzata, con conseguente riduzione della forza e della prestazione fisica, nonché della qualità di vita: è la sarcopenia.

Un’adeguata distribuzione della quota proteica ai pasti, con un apporto di proteine in almeno due pasti principali e una riabilitazione fisica rappresentano una strategia potenzialmente efficace nel contrastare la sarcopenia nella terza età. Nel libro si chiarisce anche la differenza tra proteine animali e vegetali.Le Linee Guida per una corretta alimentazione in Italia ne raccomandano un consumo equilibrato che, salvo altre indicazioni, è del 45% di animali e del 55% di vegetali.

Tra le fonti di proteine animali, l’apporto maggiore dovrebbe arrivare dai prodotti lattiero-caseari, per il loro fondamentale apporto di calcio, e dai prodotti della pesca, mentre le carni dovrebbero far parte per il 10% della nostra alimentazione.Le proteine di origine animale hanno un elevato valore biologico (più facilmente digeribili e assorbibili dall’organismo) e un’importante quantità di aminoacidi essenziali (costituenti che l’essere umano può trarre solo alimentandosi).

Le proteine vegetali sono collegate a una minore mortalità̀ complessiva, in particolare cardiovascolare, e a una migliore sensibilità̀ insulinica (ovvero l’organismo risponde meglio alla regolazione insulinica della glicemia).Va comunque tenuto presente che non si può isolare il nutriente – la proteina – dalla fonte che lo apporta – l’alimento.

Noi mangiamo alimenti e non nutrienti.Quindi è più corretto parlare di fonti proteiche. Il testo spiega anche il perché le proteine ci rendano sazi, in 5 mosse.

La prima è perché la quantità di proteine presenti in un alimento aumenta il tempo di permanenza nello stomaco, e questo diventa un potenziale condizionamento per la lavorazione orale (dal primo morso alla deglutizione), con conseguente maggiore stimolo saziante.Inoltre, un pasto ricco di proteine, combinato con una giusta quantità di carboidrati, stimola il rilascio dell’ormone Glp-1 che rallenta lo svuotamento dello stomaco, aumenta il senso di sazietà e riduzione dell’appetito.

L’entità dell’energia dispersa in calore è maggiore dopo aver assunto proteine. È stata avanzata l’ipotesi che la sazietà possa essere indotta con efficacia dagli aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina) presenti nelle proteine di elevata qualità.Infine, per spiegare l’effetto saziante delle proteine si parla anche del loro ruolo nell’induzione della gluconeogenesi (produzione di glucosio) postprandiale. Le proteine hanno anche un ruolo nel micobiota intestinale (miliardi di microrganismi i appartenenti a migliaia di specie differenti) che molti studi dimostrano avere un ruolo essenziale per la salute dell’intero organismo.

Le proteine vegetali sono importanti per il microbiota, perché lo modulano attraverso effetti prebiotici e sostengono la crescita di lactobacilli e bifidobatteri, diminuendo la proliferazione dei batterioidi.Le proteine animali modulano il microbiota grazie a un rapporto più ‘corretto’ tra gli aminoacidi essenziali e la facilità di digestione. Infine, anche nello sport le proteine hanno un ruolo centrale.Il loro fabbisogno infatti aumenta nello sportivo, in una percentuale che va dal 20% fino al 100% negli atleti a livello agonistico, in particolari situazioni di allenamento.

Per chi fa sport, l’aumento del dispendio energetico – e quindi delle calorie consumate ogni giorno – porta a un aumento sistematico della quota proteica.Ma questo – conclude la nota – deve avvenire in una dieta varia e bilanciata, con una corretta proporzione tra carboidrati, proteine, grassi, fibre e altri nutrienti chiave che si raggiunge solo attraverso la varietà e non focalizzandosi solo su un nutriente. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autonomia, martedì opposizioni unite in piazza a Roma: “Difendiamo l’unità nazionale”

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(Adnkronos) – Le opposizioni scendono in piazza unite martedì 18 giugno a Roma. “Dopo le aggressioni fisiche della maggioranza in Parlamento non possiamo accettare che anche il Paese sia ostaggio di questo clima di intimidazioni continue.Il Governo Meloni sta forzando la mano e prova a minare le basi democratiche della nostra Costituzione, procedendo a colpi di maggioranza verso l’approvazione dello Spacca-Italia e del premierato”. È l’appello che lanciano in una nota congiunta Pd, M5s, Avs e Più Europa.  “Non permetteremo che vengano compromesse l’unità e la coesione nazionale.

Per questo invitiamo la cittadinanza, le forze politiche e sociali, quelle civiche e democratiche di questo Paese ad unirsi alla nostra mobilitazione.Ci vediamo a Roma alle ore 17:30 di martedì 18 giugno, in piazza SS.

Apostoli”.  “Ieri è stata una delle pagine più brutte della storia del Parlamento.Avete visto le immagini.

Era in discussione a Montecitorio il progetto dell’autonomia differenziata, questa secessione dei ricchi, questo Spacca Italia voluto da Salvini, Meloni, Tajani.Contro cui ci stiamo battendo con tutte le nostre forze perché è un progetto che romperà l’unità nazionale e non avvantaggerà nessuno”, afferma Giuseppe Conte in un video sui social. “Il nostro deputato Leonardo Donno voleva semplicemente consegnare, pensate che gesto rivoluzionario, il Tricolore al ministro Calderoli che è l’artefice di questo progetto.

Ne è nata una reazione assolutamente inaccettabile, lo hanno aggredito in tanti delle forze di maggioranza, con minacce, calci, spintoni e cazzotti.Con un cazzotto lo hanno colpito all’addome, gli hanno tolto il respiro e hanno colpito anche un commesso che è dovuto essere anche lui soccorso.

I dico rivedete quelle immagini e immaginate che non ci fossero i commessi a fare da forza di interdizione, cosa avrebbero fatto in un aula del Parlamento i deputati di maggioranza, come avrebbero ridotto il nostro deputato Donno”.  “E’ una cosa inaccettabile e peraltro per cosa?Per un Tricolore.

E’ la nostra bandiera.Se il vostro problema è il Tricolore e difendere l’unità del Paese, ebbene noi rilanciamo e scenderemo in piazza con i Tricolori.

Martedì prossimo a Roma, piazza Santi Apostoli, ci ritroveremo con le altre forze di opposizioni per ribadire nostro no all’autonomia, al premierato, a questo clima intimidatorio, a queste aggressioni che ormai non sono più solo verbali ma diventano fisiche.Alzeremo il livello della battaglia, serve la spinta di tutti noi, venite in piazza, sventoliamo il nostro Tricolore, diciamo a questo clima e questi tentativi di vile aggressione”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parlamento come un ring, cronache e diari di tumulti e scontri in Aula

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(Adnkronos) – “Così, mai.Non era mai successo prima”.

Ma davvero?Davvero, come esclamavano stupiti diversi deputati, la rissa sull’autonomia al culmine della quale Leonardo Donno (M5s) è finito in ospedale non si era “mai vista” alla Camera?

Più o meno, perché le cronache parlamentari traboccano di racconti di colluttazioni di vario tipo: spintoni, pugni, ceffoni, parolacce, lancio di oggetti, gestacci e persino sputi e morsi. Il video degli scontri alla Camera al momento del voto di Montecitorio è impietoso, ma anche in epoca pre-smartphone, senza testimonianze filmate, i parlamentari si sono dimostrati sempre pronti alla ‘pugna’.La madre di tutte le battaglie in Parlamento (e anche fuori) resta quella sulla legge ‘Truffa’, siamo nel ’53. “Volano anche i cassetti”, titola la Domenica del corriere parlando di “tumulti al Senato”. “Mentre il presidente Ruini proclamava i risultati del voto, volò una tavoletta che lo colpì alla fronte”, dichiara Pietro Ingrao.  Il quale, alla Camera, si presenta con la testa sanguinante per una “secca randellata” presa da un poliziotto negli scontri intanto scoppiati a via del Tritone tra manifestanti e forze dell’ordine.

Al momento del voto “dai banchi volava giù di tutto e il governo abbandonò l’aula”.Unico a resistere, riportano sempre i resoconti, il sottosegretario Giulio Andreotti, in piedi sui banchi del governo con un cestino sulla testa.  Qualche anno prima, siamo nel ’49, sempre il testimone d’eccezione Andreotti scrive di una riunione molto accesa alla Camera sull’adesione dell’Italia alla Nato: “La seduta fu contraddistinta da pugilati, scambi di percosse e persino da un morso alla mano del mite Achille Marazza, azzannato dal comunista Di Mauro, che cercava di aggredire De Gasperi alle spalle”.  Nella prima, primissima Repubblica, spesso si è faticato a tenere a bada i ‘bollori’ dei parlamentari.

Con conseguenze anche terribili. “Io protesto!”, scandisce Giacomo Matteotti nel suo discorso del 30 maggio del 1924 alla Camera, l’ultimo.Lo stenografico riporta bene il clima dell’aula, drammatico: ‘interruzioni’, ‘proteste’, ‘vivi commenti’, ‘urla’ (da ‘viva la milizia’ a ‘vai in Russia’) nei confronti del deputato socialista. Ma senza arrivare al dramma di Matteotti, tra l’altro richiamato più volte nel ‘caso Donno’, le cronache sono fin troppo ricche.

Nel ’94 la Camera esamina il Dl Salva Rai.Clima acceso.

Forse troppo: Francesco Storace e Mauro Paissan arrivano alle mani, dopo essersi detti di tutto: “Tangentari e tangentisti!”, dice il progressista. “Quella checca di Paissan mi ha graffiato con le sue unghie laccate di rosso, ma io non l’ho toccato!”, si difende l’esponente di An.L’anno prima (’93) non sono volati schiaffi e pugni, ma come si fa a non ricordare il cappio sventolato in aula nel ’93 dal leghista Luca Leoni Orsenigo?  E la seconda Repubblica?

Un match di pugilato continuo, a leggere i resoconti.Nel 2004 Davide Caparini (Lega) e Roberto Giachetti (Margherita) vengono alle mani.

I due se la cavano con poco, ma l’altro Dl Renzo Lusetti finisce in infermeria dopo aver preso un pugno.L’allora giovane deputata del Nuovo Psi Chiara Moroni si trova Caparini davanti nell’emiciclo: “Ho pensato, adesso mi ammazza!”, dice.  
Nel 2008, al Senato, il governo Prodi balla su numeri risicatissimi per la fiducia.

Quando l’Udeur Nuccio Cusumano annuncio il suo sì, il collega Tommaso Barbato è una furia: “Pagliaccio, traditore, venduto”, con tanto della gesto della pistola. “E’ arrivato e ha sputato in faccia a Cusumano”, raccontano altri senatori.Cusumano avverte un malore, sviene e viene portato via in barella.

Nel 2002, in aula, Ignazio La Russa e Ciriaco De Mita se le danno (verbalmente) di santa ragione.A De Mita non basta, esce dall’aula e aspetta La Russa.

I commessi evitano il corpo a corpo a fatica: “Fascista eri, fascista rimani!”, urla l’esponente Dc. “Meglio fascista che ladro!”, la lapidaria replica di La Russa.  
Nel 2010 l’aula discute il Ddl della ministra Giorgia Meloni per il sostegno alle comunità giovanili.Il tema, evidentemente, divide e scoppia una rissa.

Franco Barbato (Udeur) riporta un “trauma contusivo della regione zigomatica e all’occhio destro”.A ‘stenderlo’, con un pugno, il Pdl Carlo Nola.

Più di recente il clima non migliora: nel 2018, si discute di manovra, Emanuele Fiano (Pd) scala i banchi del governo e prende il vice ministro Massimo Garavaglia a fascicoli di emendamenti in testa.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Meloni ‘pigliatutto’ e 6 anatre zoppe: il vertice per Politico

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(Adnkronos) –
“Sei anatre zoppe e Giorgia Meloni”.Così ‘Politico’ in un articolo dedicato al G7 che si svolge da oggi a Borgo Egnazia. “Con la guerra in Ucraina giunta al terzo anno, i partiti di estrema destra che assaltano i centri di potere europei e il Medio Oriente in fiamme, il mondo democratico – sottolinea il quotidiano Usa – ha urgentemente bisogno di una forte leadership da parte del G7 questa settimana.

Un sogno.Il vertice del G7 nella località costiera di Borgo Egnazia, nel sud dell’Italia, presenta probabilmente il più debole raduno di leader che il gruppo abbia raccolto da anni.

La maggior parte dei partecipanti al Summit è distratta da elezioni o crisi interne, disillusa da anni di mandato o aggrappata disperatamente al potere”, scrive ‘Politico’. Il francese Emmanuel Macron e il britannico Rishi Sunak, rileva, “stanno entrambi affrontando delle campagne elettorali che hanno convocato per tentare di invertire le loro sorti.La Germania di Olaf Scholz è stata umiliata dai nazionalisti di estrema destra dell’Afd nelle elezioni del Parlamento europeo dello scorso fine settimana.

Justin Trudeau, primo ministro per nove anni in Canada, ha parlato apertamente di lasciare il suo ‘folle’ lavoro.Il giapponese Fumio Kishida sta sopportando il suo più basso indice di gradimento personale in vista del voto per la leadership che si svolgerà nel corso dell’anno.

E poi c’è Joe Biden.Il figlio dell’ottantunenne presidente degli Stati Uniti, Hunter, è stato condannato martedì scorso, ad appena due settimane dal primo, cruciale dibattito del padre con Donald Trump, in una campagna presidenziale che il democratico rischia seriamente di perdere “. “Con l’eccezione della Meloni, i leader al vertice del G7 sono tutti piuttosto deboli”, afferma Ivo Daalder, che è stato ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato sotto l’ex presidente Barack Obama. “Trudeau probabilmente non vincerà le prossime elezioni.

Biden ha una corsa elettorale difficile.Scholz è indebolito.

Macron è indebolito.Sunak è un ‘uomo morto che cammina’ e Kishida ha seri problemi anche in patria”.

L’italiana Giorgia Meloni, invece, rileva ‘Politico’, “non riesce a smettere di vincere.Due anni dopo essere salita al potere” la “combattiva e popolare fan di Tolkien, proveniente da un quartiere popolare di Roma, ha aumentato la popolarità del suo partito alle elezioni europee di domenica.

Ora è pronta a svolgere un ruolo critico nel definire la direzione futura della politica dell’Ue a Bruxelles”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Unicamillus: bene dati Almalaurea su profilo e condizione occupazionale laureati

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(Adnkronos) – “Grande soddisfazione in UniCamillus per i dati emersi dal Rapporto AlmaLaurea 2024 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati.Le percentuali relative alle performance formative, ai tassi di soddisfazione degli studenti e a quelli di occupazione dei neolaureati emergono spesso in modo rilevante rispetto alla media nazionale.

Il Rapporto di AlmaLaurea ha intervistato un campione di circa 300mila laureati di 78 università differenti nel 2023.Ne è emerso che il 97,2% dei laureati in UniCamillus si è dichiarato soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

Dato avvalorato dal fatto che, dopo la laurea, il 97,3% degli occupati considera il titolo conseguito “molto efficace” per il lavoro, elemento affiancato dall’apprezzamento da parte del 94,4% dei laureati del rapporto positivo instaurato con i propri docenti, tanto che l’82,2% degli intervistati si iscriverebbe nuovamente in UniCamillus, allo stesso Corso di Laurea”.E’ quanto si legge in una nota.  “Anche l’ambiente universitario ha fatto la sua parte: l’88,7% ha trovato di buon livello le aule, i laboratori, le infrastrutture e gli strumenti messi a disposizione dall’Università.

Questi elementi, insieme alla particolare attenzione nel seguire il percorso formativo dello studente, hanno favorito il completamento nei tempi previsti del percorso di laurea: il 92,8% dei laureati ha concluso gli studi in corso (l’84,2% per i corsi triennali e il 100% nei corsi magistrali biennali).La media generale dei voti di laurea è in linea con queste premesse: 107,1 su 110 (104,2 le lauree triennali e 109,5 le lauree magistrali)”, si legge ancora nella nota.  “Ha trovato un riscontro significativo anche la vocazione internazionale di UniCamillus con il 19,1% dei laureati proveniente dall’estero, contro una media nazionale del 4,7%.

Focalizzando l’attenzione sulle lauree triennali, il dato lievita fino al 41,8% dei laureati con cittadinanza diversa da quella italiana.Infine sono i dati sull’occupazione entro un anno dalla laurea a completare una rilevazione straordinariamente positiva dell’attività dell’Ateneo e la solidità del progetto didattico di un’Università giovane e in crescita”, spiega la nota. “A un anno dal conseguimento del titolo, il 94,9% degli ex studenti di UniCamillus è impegnato in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione.

Per fare un confronto, il tasso medio nazionale di occupazione a un anno dalla laurea è del 74,1%.Tra gli occupati, il 5,4% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, mentre il 10,8% ha cambiato ambito.

L’83,8% inizia invece a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo: il 35,1% come dipendente a tempo indeterminato, il 10,8% a tempo determinato, il 5,4% con un part-time e il 48,6% come libero professionista.Ultimo dettaglio significativo, la retribuzione media di chi si laurea in UniCamillus è di 1.654 euro mensili già dal “primo stipendio”, contro una media nazionale di 1384 euro”, ha concluso la nota. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)