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Ciclone sopra l’Italia, ancora maltempo al Centro-Nord: ma da giovedì cambia tutto

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(Adnkronos) – Ancora maltempo sull’Italia, con piogge continue al Centro-Nord e temperature sotto media, a causa di un ciclone bloccato tra la Corsica e l’Appennino.  Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che tanta pioggia colpirà le regioni settentrionali e parte di quelle centrali per altre 36 ore.Il ciclone, sceso direttamente dall’Irlanda, causa anche temperature simil-autunnali al Nord con massime difficilmente oltre i 20°C, circa 6-7 gradi sotto la media del periodo. La pioggia sarà ancora protagonista, specie su Emilia Romagna, Liguria, Basso Piemonte e tra Toscana, Umbria e Marche; non mancheranno delle fasi asciutte, non si escludono però anche temporali intensi e soprattutto il ciclone porterà scrosci sparsi un po’ su tutto il Centro-Nord e localmente anche su Calabria e Sicilia.

Il maltempo più pericoloso dovrebbe colpire ancora l’Appennino settentrionale.Prudenza per i fiumi in piena nel bel mezzo dell’Estate! Anche la giornata del mercoledì vedrà l’ingombrante presenza del Ciclone sull’Italia centro settentrionale seppur con l’occhio della bassa pressione in spostamento verso est: prima di attraversare l’Adriatico e portarsi sui Balcani, prevediamo ancora piogge intense sul Triveneto e gran parte della fascia adriatica, dalle Marche al Molise con qualche acquazzone anche in Puglia. 
Da giovedì però cambierà tutto, di nuovo: la rimonta dell’anticiclone nordafricano porterà un deciso miglioramento ovunque e soprattutto una nuova fiammata termica; si prevedono dapprima temperature oltre i 30°C su tutto il Centro-Sud, ma con tendenza ai 35°C venerdì e fino ed oltre i 40°C nel weekend. A proposito di questa nuova fiammata africana, per domenica 30 giugno sono previsti picchi di 42°C a Siracusa, 40°C a Catania e nel materano, 39°C a Bari, Caltanissetta, Lecce ed Oristano, 38°C diffusi sul resto di Sicilia e Puglia, 37°C sparsi in Campania: ultima domenica del mese di nuovo sugli scudi della super canicola. E’ un meteo dunque molto movimentato: prestiamo attenzione alle piogge persistenti al Centro-Nord fino a mercoledì, prepariamoci poi per una nuova fiammata africana da venerdì, specie al Sud.

L’unica giornata un po’ più tranquilla, al momento, sembra essere quella di giovedì 27 giugno, per il resto si ballerà sull’altalena meteorologica di questa fine giugno decisamente capricciosa. 
NEL DETTAGLIO
 
Martedì 25.Al Nord: diffusamente instabile, maltempo.

Al Centro: piogge e temporali.Al Sud: rovesci su Campania, Basilicata, Puglia, alta Calabria. 
Mercoledì 26: Al Nord: temporali verso il Nord-Est, ancora su Alpi e Prealpi.

Al Centro: instabile specie sulla fascia adriatica.Al Sud: locali temporali sui settori peninsulari. 
Giovedì 27: Al Nord: soleggiato, qualche piovasco sul Triveneto specie montuoso.

Al Centro: soleggiato.Al Sud: bel tempo. 
Tendenza: torna l’anticiclone nordafricano, a garanzia di un tempo più stabile.

Molto caldo nel weekend al Centro-Sud. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, raid Israele nel campo Shati : uccisa sorella leader Hamas

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(Adnkronos) – Le Forze di difesa israeliana (Idf) hanno condotto nella notte raid aerei contro la Striscia di Gaza prendendo di mira miliziani di Hamas che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre e che hanno preso ostaggi.Lo hanno riferito i militari israeliani spiegando che aerei da combattimento hanno colpito due edifici, nel campo Shati di Gaza City e nel quartiere di Daraj, che erano utilizzati da Hamas.

A essere colpiti sono stati ”terroristi coinvolti nella pianificazione di numerosi attacchi terroristici contro Israele.Alcuni di loro sono stati coinvolti nella presa di ostaggi e nella partecipazione al massacro del 7 ottobre”, afferma l’Idf in una nota. L’esercito israeliano spiega di aver effettuato sorveglianza aerea, utilizzato ”munizioni di precisione” e impiegato altre informazioni di intelligence per mitigare i danni ai civili negli attacchi.

Secondo quanto riferito, almeno 10 palestinesi sarebbero stati uccisi nel raid a Shati, inclusa una sorella del leader di Hamas Ismail Haniyeh.A Daraj, almeno altri otto palestinesi sono stati uccisi, secondo quanto riportato dai media di Gaza. “L’organizzazione terroristica Hamas viola continuamente il diritto internazionale sfruttando sistematicamente le strutture civili e utilizzando la popolazione civile come scudi umani per la sua attività terroristica contro Israele”, aggiunge l’Idf in una nota.  Egitto rifiuta di evacuare palestinesi malati da Rafah L’Egitto ha respinto la proposta israeliana di consentire l’evacuazione dei palestinesi malati dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di frontiera di Rafah.

Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar citando fonti egiziane secondo le quali il Cairo ha rifiutato l’offerta perché Israele ora controlla il lato palestinese del valico. Il valico di Rafah è stato chiuso da quando Israele ha preso il controllo del lato di Gaza il 7 maggio scorso.L’Egitto si è rifiutato di riaprirlo finché non fosse tornato sotto il controllo palestinese, per evitare di essere visto come complice dell’operazione militare israeliana nella città più meridionale di Gaza.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assange, dai ‘War Diary’ al rilascio: le tappe del caso

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(Adnkronos) – Julian Assange, cofondatore di WikiLeaks, è stato rilasciato dal carcere di Belmarsh a Londra dove era detenuto da cinque anni.Era stato arrestato il 12 luglio del 2019 dopo essersi nascosto nell’ambasciata ecuadoriana a Londra dal 2012.

Ecco una cronologia delle principali tappe della vicenda: 
Luglio 2010: WikiLeaks pubblica il suo Afghanistan War Diary, una raccolta di circa 90.000 documenti del governo Usa, principalmente top secret, relativi all’impegno militare delle forze alleate in Afghanistan; 
Agosto 2010: i pubblici ministeri svedesi emanano un mandato di arresto europeo per Assange per le accuse di stupro, molestie sessuali e di ”coercizione illegittima” che coinvolgono due donne svedesi.Assange nega le accuse; 
Ottobre 2010: WikiLeaks pubblica altri 400.000 documenti classificati, questa volta inerenti la guerra in Iraq;  
Dicembre 2010: Assange si arrende alla polizia britannica.

E’ posto in custodia, ma rilasciato su cauzione dopo che i suoi sostenitori pagano 200.000 sterline (circa 235.000 euro) in contanti e garantiscono una serie di misure cautelative come l’obbligo della firma ed il braccialetto elettronico.Inizia la battaglia legale per la sua estradizione in Svezia; 
Febbraio 2011: la Belmarsh Magistrates Court di Londra stabilisce che Assange dovrebbe essere estradato in Svezia.

Assange giura di appellarsi alla decisione perché teme l’estradizione negli Stati Uniti. 
Maggio 2012: la Corte Suprema stabilisce che Assange deve essere estradato in Svezia; 
Giugno 2012: Assange si rifugia nell’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove chiede asilo politico.Le autorità britanniche minacciano di arrestarlo se lascia la sede diplomatica.

L’Ecuador accetta di valutare la sua richiesta di asilo; 
Agosto 2012: il governo del socialista Rafael Correa concede asilo a Assange, scatenando una battaglia diplomatica con la Gran Bretagna, che minaccia di entrare nell’ambasciata per arrestarlo; 
Agosto 2015: i procuratori svedesi annunciano che tre delle quattro accuse rivolte a Julian Assange sono andate in prescrizione.Rimane in piedi l’accusa per un sospetto stupro nel 2010, per la quale Assange potrà essere incriminato fino al 2020; 
Febbraio 2016: un gruppo delle Nazioni Unite stabilisce che la Gran Bretagna e la Svezia hanno assoggettato Assange a una “detenzione arbitraria” e che dovrebbe essere rilasciato.

I due Paesi respingono la sentenza definendola non vincolante; 
14 novembre 2016: la procura svedese interroga per la prima volta a Londra il fondatore di WikiLeaks sui fatti dell’agosto 2010 al centro dell’inchiesta. 
Gennaio 2017: Assange afferma che potrebbe consegnarsi agli Usa in cambio della libertà per Chelsea Manning, la militare transgender informatrice di Wikileaks, ma dopo la concessione della grazia, avvenuta per commutazione, non si è consegnato;  
19 maggio 2017: i pubblici ministeri svedesi archiviano l’inchiesta per stupro, facendo così decadere il mandato di arresto europeo.Assange accoglie la decisione e giura di combattere contro la “terribile ingiustizia” nei suoi confronti.

Il ministro degli esteri dell’Ecuador esorta la Gran Bretagna a dare ad Assange un passaggio sicuro; 
24 maggio 2017: Lenin Moreno diventa presidente dell’Ecuador dopo aver vinto un ballottaggio fortemente contestato e dichiara che Assange può rimanere all’ambasciata.Il principale avversario di Moreno, il conservatore Guillermo Lasso, aveva dichiarato durante la campagna che, se fosse stato eletto, avrebbe chiesto ad Assange di lasciare la sede diplomatica.

Il giorno seguente, Moreno avverte Assange di non intromettersi nella politica interna dell’Ecuador e lo definisce un “hacker”; 
12 dicembre 2017: l’Ecuador concede la cittadinanza ad Assange. 
11 gennaio 2018: la Gran Bretagna afferma di aver respinto una richiesta di Quito di concedere lo status diplomatico ad Assange, che gli avrebbe permesso di lasciare l’ambasciata senza essere arrestato; 
24 gennaio 2018: Moreno rende chiaro che Assange non è più il benvenuto, dicendo che è un ”problema ereditato” e un ”sasso nella scarpa”; 
6 febbraio 2018: un tribunale britannico stabilisce che il mandato di arresto per Assange per la violazione dei termini della libertà condizionale rimane valido; 
28 marzo 2018: l’Ecuador rende noto di aver sospeso l’accesso a Internet di Assange e di avergli vietato di ricevere visite perché i suoi messaggi sui social media stanno mettendo “a rischio le buone relazioni” con la Gran Bretagna, l’Unione Europea e altre nazioni.La mossa arriva dopo che Assange ha criticato l’arresto dell’ex leader catalano Carles Puigdemont su Twitter e si è chiesto se Mosca fosse responsabile dell’avvelenamento con un’agente nervino di un’ex spia russa a Salisbury. 
ottobre 2018: l’Ecuador impone una nuova serie di regole ad Assange, dicendo che deve pulire il suo bagno, badare al suo gatto James e pagare per la propria elettricità e connessione internet.

Il 29 un giudice ecuadoriano respinge la denuncia di Assange secondo cui le nuove regole sono una violazione dei suoi diritti; 
15 novembre 2018: negli Stati Uniti emergono rapporti secondo cui il Dipartimento della Giustizia statunitense si sta preparando a perseguire legalmente il fondatore di Wikileak per crimini non specificati. 
23 gennaio 2019: gli avvocati di Assange chiedono alla Commissione interamericana dei diritti umani (Iahcr) di fare un “intervento urgente”, sollecitando l’amministrazione Trump a rivelare le accuse “segretamente presentate” contro il giornalista e chiedendo all’Ecuador la protezione per la potenziale estradizione negli Stati Uniti. 
15 marzo 2019: l’Iahcr respinge la denuncia di Assange. 
2 aprile 2019: Moreno accusa Assange di aver ripetutamente violato le condizioni del suo asilo e, implicitamente, di essere coinvolto nella sottrazione e diffusione sui social media di diverse sue foto private e personali, dove sono ritratti membri della sua famiglia e stanze della sua casa. 
11 aprile 2019: Assange viene arrestato nell’ambasciata ecuadoriana dopo che l’ambasciatore ecuadoriano “ha invitato la polizia britannica” all’interno. 
1 maggio 2019: Il giudice Deborah Taylor incarcera Assange per 50 settimane per aver violato la sua cauzione chiedendo asilo presso l’ambasciata presso la Southwark Crown Court.Durante l’udienza viene consegnata una lettera al giudice in cui Assange si scusa “senza riserve” con chiunque ritenga di “aver mancato di rispetto” per il modo in cui ha “perseguito” il suo caso. 
11 giugno 2019.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti chiede formalmente alla Gran Bretagna di estradare Assange negli Stati Uniti per affrontare le accuse di aver cospirato per hackerare computer governativi e violato una legge sullo spionaggio. 
19 novembre 2019.I procuratori svedesi abbandonano completamente il caso sull’accusa di stupro, adducendo la mancanza di prove e il fatto che è trascorso troppo tempo dai presunti reati. 
12 aprile 2020.

Si scopre che Assange ha segretamente avuto due figli mentre viveva nell’ambasciata ecuadoriana.La sua compagna Stella Moris ne chiede la liberazione, tra i timori per la sua salute. 
24 giugno 2020.

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti emette un atto d’accusa aggiornato con 18 capi d’accusa sul presunto ruolo di Assange in “uno dei più grandi compromessi di informazioni riservate nella storia degli Stati Uniti”. 
4 gennaio 2021.Un giudice britannico stabilisce che Assange non dovrebbe essere estradato negli Stati Uniti per affrontare accuse penali a causa del timore che possa togliersi la vita in prigione.

Il governo degli Stati Uniti ha deciso che farà appello contro la decisione, aggiungendo che potrebbe scontare la pena in prigione in Australia. 
10 dicembre 2021.Il governo degli Stati Uniti vince la richiesta dell’Alta Corte di ribaltare la decisione del giudice di non estradare Assange. 
23 marzo 2022.

Assange sposa la sua fidanzata Stella nella prigione di Belmarsh.Lei indossa un abito disegnato da Vivienne Westwood. 
17 giugno 2022.

Il governo britannico approva l’estradizione di Assange negli Stati Uniti, dove dovrà affrontare l’accusa di spionaggio.L’allora ministro degli Interni Priti Patel firma l’ordine di estradizione per il fondatore di WikiLeaks.

Gli vengono concessi 14 giorni per impugnare la decisione. 
Giugno 2023.Il giudice dell’Alta Corte di Londra stabilisce che Assange non ha motivi legali per ricorrere in appello. 
20 febbraio 2024.

Assange lancia quello che secondo i suoi sostenitori sarà il suo ultimo tentativo di impedire l’estradizione. 
26 marzo 2024.L’estradizione viene sospesa quando la corte afferma che gli Stati Uniti devono fornire garanzie che Assange non affronterà una potenziale pena di morte. 
10 aprile 2024.

Il presidente americano Joe Biden afferma che gli Stati Uniti stanno “considerando” di abbandonare il processo contro Assange su richiesta dell’Australia.Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha sostenuto una mozione che chiede il ritorno di Assange nel suo paese natale. 
20 maggio 2024.

L’Alta Corte concede ad Assange il permesso di presentare un ricorso completo contro la sua estradizione sulla base del fatto che, in quanto cittadino straniero sotto processo, potrebbe non essere in grado di fare affidamento sul diritto alla libertà di parola previsto dal Primo Emendamento. 
24 giugno 2024.Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e Assange rivelano un accordo in cui si dichiarerà colpevole di un reato e sarà condannato a scontare una pena. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa America, Brasile-Costa Rica 0-0: flop verdeoro

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(Adnkronos) – Flop del Brasile all’esordio in Coppa America.I verdeoro pareggiano per 0-0 con il Costa Rica a Los Angeles, nel match valido per la prima giornata del Gruppo D.

Il Brasile non va oltre il pari a reti inviolate in un match in cui domina il possesso palla e spreca più di un’occasione per conquistare il bottino pieno.La selecao va a segno al 29′ con Marquinhos sugli sviluppi di un corner, la rete viene annullata dal Var per fuorigioco.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi è Julian Assange e quali sono i dettagli del suo patteggiamento

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(Adnkronos) – Il cofondatore di Wikileaks Julian Assange è stato rilasciato dal carcere di Belmarsh a Londra, dove era detenuto da cinque anni, per tornare in Australia e dichiararsi colpevole di un singolo reato statunitense, in quello che potrebbe segnare la fine di una saga lunga anni, che lo ha visto acclamato come un esempio della libertà di stampa e una minaccia per la sicurezza nazionale.  Assange è nato nel 1971 a Townsville, nello stato australiano del Queensland.Si interessò ai computer in giovane età e all’inizio degli anni ’90 era considerato uno degli hacker australiani più esperti. 
Nel 2006 ha fondato WikiLeaks , un’organizzazione che pubblicava materiale secretato.

Fu solo nel 2010 che Assange raggiunse la ribalta mondiale dopo aver pubblicato una serie di fughe di notizie grazie all’aiuto di Chelsea Manning, un ex soldato dell’esercito americano che riportano le relazioni diplomatiche tra Washington e i suoi alleati e le violenze commesse dall’esercito americano in Iraq e Afghanistan. Tra i file c’era un video di un attacco con un elicottero Apache del 2007 da parte delle forze americane a Baghdad che uccise 11 persone, tra cui due giornalisti della Reuters.Il governo degli Stati Uniti avviò un’indagine penale e alla fine Manning è stata condannata e incarcerata, anche se in seguito la sua pena è stata commutata. Nel novembre 2010, WikiLeaks ha pubblicato oltre 250.000 dispacci top secret del Dipartimento di Stato americano, rivelando storie di corruzione, scandali diplomatici e affari di spionaggio internazionali. Nel 2016, Assange ha fatto nuovamente notizia dopo che WikiLeaks ha pubblicato e-mail da parte di operatori del partito democratico in vista delle elezioni presidenziali americane.

I pubblici ministeri statunitensi hanno affermato che le e-mail sono state rubate dall’intelligence russa e facevano parte di un’operazione per interferire nelle elezioni per conto di Donald Trump. Assange è stato acclamato da molti in tutto il mondo come un eroe che ha portato alla luce le malefatte militari statunitensi in Iraq e Afghanistan, ma la sua reputazione è stata offuscata anche dalle accuse di stupro, cosa che lui nega.  
Un mandato d’arresto per Assange è stato emesso nel 2010 per due distinte accuse di violenza sessuale in Svezia.Dopo che un tribunale del Regno Unito ha stabilito che poteva essere estradato in Svezia, Assange si è rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana dove gli è stato concesso asilo politico.

All’epoca era stato riferito che temeva che, se fosse stato estradato in Svezia, avrebbe potuto essere estradato negli Stati Uniti. Rimase lì per quasi sette anni, durante i quali i suoi rapporti con il governo ecuadoriano divennero sempre più ostili.Il ministro degli Esteri del paese nel 2019 ha accusato Assange di comportamenti scortesi, che andavano dall’andare su uno skateboard e giocare a calcio all’interno dell’ambasciata fino a maltrattare e minacciare il personale della sede diplomatica. Nel 2017, le autorità svedesi hanno ritirato le accuse contro Assange, ma il suo mandato di arresto nel Regno Unito per aver saltato la cauzione era ancora valido.

Nel 2019 l’Ecuador ha ritirato il suo asilo e ha permesso alla polizia britannica di entrare nell’ambasciata per arrestarlo. Assange è quindi stato arrestato per conto degli Stati Uniti che ne avevano richiesto l’estradizione.Gli Stati Uniti volevano che affrontasse 18 accuse e se ritenuto colpevole avrebbe rischiato una pena fino a 175 anni di carcere.  Negli ultimi cinque anni, Assange è stato rinchiuso in un carcere di massima sicurezza nel sud di Londra, dove gli è stata negata la libertà su cauzione perché ritenuto a rischio di fuga.

Secondo la sua famiglia e i suoi sostenitori durante tutto questo tempo la sua salute fisica e mentale è andata peggiorando. Nel 2021, un tribunale del Regno Unito ha affermato che Assange poteva essere estradato negli Stati Uniti, ma all’inizio di quest’anno ha ottenuto il diritto di ricorrere in appello contro tale verdetto. A febbraio, il parlamento australiano ha approvato una mozione che chiedeva ai governi degli Stati Uniti e del Regno Unito di consentire ad Assange di tornare nel suo paese natale.Poi, ad aprile, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che stava prendendo in considerazione una richiesta da parte dell’Australia di far cadere il procedimento giudiziario contro Assange. Anche se non è chiaro il motivo per cui sia stato rilasciato ora, la famiglia di Assange – inclusa sua madre – ha detto oggi che la fine del suo “calvario” è dovuta alla “diplomazia silenziosa”, mentre suo padre ha ringraziato il primo ministro australiano, Anthony Albanese.  È previsto che Assange compaia davanti a un tribunale federale nelle Isole Marianne Settentrionali, dove dovrebbe dichiararsi colpevole di un’accusa ai sensi dell’Espionage Act di cospirazione per aver ottenuto e diffuso illegalmente informazioni riservate sulla difesa nazionale.

Si prevede che la richiesta di estradizione verrà ritirata e Assange non dovrà affrontare altre accuse. L’udienza si svolgerà nelle Isole Marianne Settentrionali a causa dell’opposizione di Assange a viaggiare negli Stati Uniti continentali e della vicinanza della corte all’Australia. I pubblici ministeri hanno concordato una condanna a cinque anni, ma hanno detto che il tempo già scontato in una prigione britannica verrà conteggiato ai fini di questa condanna.Ciò significa che probabilmente sarà libero dopo la sentenza. La dichiarazione di colpevolezza deve ancora essere approvata da un giudice, ma se così fosse, si prevede che ritornerà in Australia dopo la sentenza.

John Shipton, il padre di Assange, ha detto oggi ai media australiani che sembra che “Julian potrà godersi una vita normale con la sua famiglia e sua moglie Stella”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assange libero, accordo con Usa: fondatore Wikileaks lascia Regno Unito – Video

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(Adnkronos) – Julian Assange è libero.Dopo 1901 giorni in carcere a Londra, con la prospettiva di essere estradato negli Stati Uniti, il fondatore di Wikileaks ha raggiunto un accordo con Washington.

Il 52enne Assange, come mostra un breve video diffuso da Wikileaks, ha lasciato il Regno Unito con un jet privato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni comunali, centrosinistra festeggia. Schlein: “Vittoria storica”

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(Adnkronos) – Dopo il 24% delle europee e le 10 città capoluogo vinte al primo turno, al Nazareno la festa continua con i ballottaggi delle elezioni comunali 2024: tutti e 6 i capoluoghi di regione al voto sono a guida centrosinistra.I dem e il campo progressista strappano 3 capoluoghi di regione alla destra – Perugia, Potenza e Vibo, che si aggiungono a Cagliari già ‘conquistata’ due settimane fa- e Campobasso che era a guida M5S.

E confermano con vittorie nette Firenze e Bari. “Una vittoria storica per il Pd e per il campo progressista”, esulta Elly Schlein, che oggi commenterà i risultati in conferenza stampa: appuntamento alle 11 nel quartier generale dem.  
I risultati messi a segno rafforzano la linea “testardamente unitaria” della segretaria dem.Concorda Nicola Fratoianni di Avs: “Ora un progetto credibile di alternativa per cambiare l’Italia e per renderla migliore di quello che è oggi.

Noi ci siamo”.Anche i 5 Stelle non si tirano indietro: “I cittadini premiano i progetti di intesa tra le forze di opposizione, frutto non di alchimie di palazzo ma di una convergenza che si va consolidando nelle aule parlamentari quanto nelle piazze. È questo un dato che conforta e incita a continuare – pur nel rispetto delle diversità e differenti identità – a lavorare per costruire l’alternativa al governo Meloni”. 
Ed è proprio a Meloni che Schlein si rivolge, ancora una volta, dando al voto amministrativo anche una lettura nazionale: “Abbiamo vinto in tutti e 6 i capoluoghi di regione, strappandone tre alla destra e con tre nuove sindache.

Da Firenze a Bari, da Campobasso a Perugia, da Potenza a Cagliari.E’ irrevocabile.

Le città hanno bocciato la destra che governo e mandato un messaggio chiaro a Giorgia Meloni: basta tagli alla sanità, basta coi salari bassi e no all’autonomia differenziata”.  Guardando ai ballottaggi nei 14 capoluoghi al voto, il centrosinistra batte 7 a 5 la destra e contando tutti i 29 al voto la partita finisce 17 a 10 per il centrosinistra (si partiva da 13 a 12).Secondo i dati elaborati da Youtrend, inoltre, nei 224 comuni superiori al voto il centrosinistra ha eletto 115 sindaci (11 in più rispetto agli uscenti) e il centrodestra 81 (2 in più rispetto agli uscenti).

Restano 3 i sindaci M5S, mentre calano da 38 a 25 i sindaci civici. Il presidente Pd, Stefano Bonaccini, parla di “straordinario successo ai ballottaggi” e aggiunge: “La conferma che un Pd unito ed un centrosinistra largo e plurale può davvero battere la destra.Adesso penseremo alle prossime elezioni regionali in Umbria ed in Emilia-Romagna”.

Qui in autunno si giocherà il post Bonaccini, eletto eurodeputato, mentre la vittoria di Perugia viene considerata decisiva per la possibile riconquista dell’Umbria ora a trazione centrodestra. “Soffia un vento di cambiamento”, twitta l’umbra Anna Ascani.  Dario Nardella festeggia la conferma della ‘sua’ Firenze dove Sara Funaro batte nettamente Nicolas Schmidt spazzando i timori dei mesi scorsi, alimentati dalle divisioni con cui il centrosinistra si presentava al primo turno: “Vince il buon governo, vincono le donne, vince il centrosinistra che parla di idee e di contenuti.Questa giornata la ricorderemo per molti molti anni”. E si festeggia pure a Bari dopo le polemiche della destra sulla giunta di Antonio Decaro che, già recordman con 500mila preferenze alla europee, vede il suo candidato Vito Leccese eletto con il 70% dei consensi.

Twitta il commissario Ue, Paolo Gentiloni: “L’aria delle città rende liberi”.Marco Furfaro parla di “filotto di vittorie per il centrosinistra.

Non solo conferme, ma anche tanti capoluoghi strappati alla destra.La sinistra è tornata competitiva, ha ritrovato le piazze e un’anima.

Ora è il tempo di costruire un progetto, un sogno per l’Italia”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Israele: “Ore contate per Hamas a Rafah”. Netanyahu: “Avanti con guerra”

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(Adnkronos) –
Israele sta per assestare un colpo decisivo a Hamas: l’esercito è sul punto di “smantellare” la Brigata Rafah dell’organizzazione, in una fase cruciale dell’operazione militare a Gaza.Il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa (Idf), Herzi Halevi, ha reso noto che Israele ha ottenuto “risultati molto significativi nei combattimenti a Rafah”. “Ciò si riflette nel numero di terroristi uccisi, così come nelle infrastrutture e nei tunnel distrutti”, ha affermato durante una visita alla città nel sud della Striscia di Gaza. “Ci stiamo chiaramente avvicinando al punto in cui possiamo dire di aver smantellato la Brigata Rafah.

E’ sconfitta non nel senso che non ci siano più terroristi, ma nel senso che non può più funzionare come struttura di combattimento”, ha aggiunto, sottolineando che “molti” degli operativi della Brigata Rafah sono stati uccisi. Nelle stesse ore, le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l’uccisione di Muhammad Salah, responsabile dei progetti e dello sviluppo delle armi nel quartier generale di Hamas.Salah è stato ucciso in un raid aereo nella Striscia di Gaza seguendo le indicazioni dell’intelligence israeliana, hanno spiegato le Idf.

Saleh ”comandava un certo numero di squadre terroristiche di Hamas che lavoravano allo sviluppo di armi”, hanno precisato i militari israeliani. Gaza rimane il fronte principale per Israele, mentre rimane altissima la tensione al confine settentrionale con il Libano, dove rimangono accesi i riflettori su Hezbollah. “Non porremo fine alla guerra fin quando non riporteremo a casa tutti gli ostaggi” e “finché non avremo eliminato Hamas e fatto tornare gli abitanti del sud nelle loro case, al sicuro”, ha detto alla Knesset il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha inviato l’ennesimo messaggio all’Iran, ‘sponsor’ di Hezbollah: “A qualsiasi prezzo e in qualsiasi modo fermeremo le intenzioni dell’Iran di distruggerci”.  
Le parole di Netanyahu non sono passate inosservate a Washington. “Un continuato impegno militare a Gaza è solo la ricetta per un continuato conflitto, instabilità e insicurezza per Israele”, ha detto il portavoce del dipartimento di Stato, Matthew Miller, esprimendo le perplessità americane di fronte alle dichiarazioni di Netayahu, che continua a fare riferimento ad un generalizzato controllo di sicurezza israeliano su Gaza una volta conclusa la guerra. Gli Stati Uniti, inoltre, inviano segnali relativi al potenziale fronte settentrionale: gli Usa non saranno in grado di aiutare Israele a difendersi in una eventuale guerra complessiva con Hezbollah così come invece avevano fatto lo scorso aprile durante l’attacco con i droni dell’Iran, ha affermato il capo degli stati maggiori riuniti, Charles Brown, ribadendo che da Washington si continua a consigliare a Israele di evitare di aprire un fronte contro il sud del Libano. L’Iran, ha aggiunto, “sarà più orientato a sostenere Hezbollah, soprattutto se ritengono che sia particolarmente minacciato”.Una offensiva militare di qualsiasi tipo israeliana in Libano rischia di scatenare una guerra su più vasta scala, e di mettere le forze americane in pericolo.

La sicurezza delle forze Usa è la priorità del Pentagono.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assange è libero, fondatore di Wikileaks ha lasciato Regno Unito – Video

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(Adnkronos) –
Julian Assange è libero.Il 52enne fondatore di Wikileaks, dopo oltre 5 anni di carcere – 1901 giorni – nel Regno Unito, ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Stato americano. Assange, in carcere per aver pubblicato con Wikileaks migliaia di documenti militari e dispacci diplomatici riservati di Washington, nella lunga battaglia legale aveva recentemente ottenuto il via libera dall’Alta Corte Britannica per presentare ricorso contro l’estradizione negli Stati Uniti.   Assange, come mostra un video diffuso da Wikileaks, ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Belmarsh nella giornata del 24 giugno, ha raggiunto l’aeroporto di Stansted e si è imbarcato su un jet privato con cui ha lasciato il Regno Unito.

A bordo ci sarebbe anche un funzionario del governo australiano.L’aereo, come evidenzia FlightRadar, è diretto verso Bangkok, probabilmente per uno scalo tecnico.  La Bbc fa riferimento a documenti processuali secondo cui Assange dovrebbe comparire mercoledì mattina in un’aula di tribunale delle Northern Mariana Islands, nell’Oceano Pacifico, sotto la giuridsizione degli Stati Uniti, per formalizzare l’accordo che chiuderà il caso.

Assange avrebbe accettato, nell’ambito dell’intesa, di dichiararsi colpevole per una singola accusa. Il fondatore di Wikileaks dovrebbe essere condannato ad una pena di 62 mesi da scontare in carcere, ma secondo l’intesa – dopo la detenzione nel Regno Unito – non passerà più tempo in cella.Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Assange tornerà in Australia.  “Siamo a conoscenza del fatto che il cittadino australiano Julian Assange ha in programma un procedimento legale negli Stati Uniti”, ha affermato un portavoce del primo ministro australiano Anthony Albanese in una dichiarazione. “Il governo australiano continua a fornire assistenza consolare al signor Assange.

Il primo ministro Albanese è stato chiaro: il caso del signor Assange si trascina da troppo tempo e non c’è nulla da guadagnare dalla sua prolungata detenzione”, ha aggiunto.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Involtini di tacchino ripieni: un piatto veloce e di sicura riuscita

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Per un secondo piatto di carne semplice e gustoso potrete realizzare ci sono gli Involtini di tacchino ripieni, un piatto veloce e di sicura riuscita e che rientrano tra le ricette di Cucina che troverete in questo sito.

Involtini di tacchino ripieni: un piatto veloce e di sicura riuscita

Per un secondo piatto di carne semplice e gustoso potrete realizzare gli Involtini di tacchino ripieni nei quali, utilizzando un ripieno carne di maiale e della pancetta per avvolgerle, si bilancia e si sopperisce alla tendenza delle carni bianche in genere nel non sopportare cotture prolungate, pena l’ottenere una carne secca e quindi poco gradevole.

Veloci da preparare e di sicura riuscita, questi involtini sono composti da sottili fette di fesa farcite e poi avvolte nella pancetta.

Un secondo sfizioso, apprezzato da grandi e piccoli, che, basandosi sulla carne di tacchino, come tutte le carni bianche, ha il vantaggio rispetto a quella rossa di essere più facilmente digeribile e di presentare una minore quantità di grassi.

OCCORRENTE (per 3/6 persone)

  • 6 Fettine di tacchino grandi (almeno da 100g ciascuna)
  • 6 cucchiai di Olio extravergine di oliva (4 per appassire e 2 per rosolare)
  • q.b. Sale
  • q.b. Pepe
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 bicchiere Vino bianco

Per il ripieno, e la cottura/contorno, potrete sbizzarrirvi utilizzando, ad esempio:

  • 130 g di macinato di vitello
  • 130 g di salsiccia fresca
  • 20 g di olive verdi
  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 120 g di pancetta tesa a fette

PREPARZIONE

Iniziate la preparazione degli involtini di tacchino ripieni unendo, in una ciotola capiente, gli ingredienti che vorrete utilizzare per la farcia.

ripienoIn questa descrizione si è scelto di puntare sul primo ripieno indicato e quindi: la carne macinata, la salsiccia sbriciolata, il tuorlo d’uovo, il parmigiano e le olive tritate.

Mescolate bene con l’aiuto di un cucchiaio di legno fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiustate di sale.

Adagiate le fette di tacchino su un tagliere e disponete su ciascuna di esse due cucchiai della farcitura appena preparata.

Distribuite bene il composto lasciando libero dalla farcia un piccolo bordo intorno alla fetta e formate un involtino ben stretto.

Arrotolate ogni fetta su se stessa fino a circa metà, piegate i lembi di carne ai lati verso l’interno e continuate ad arrotolare.

Fasciate ogni involtino con le fette di pancetta, legateli a pacchetto utilizzando un po’ di spago da cucina (o, se preferite, degli stuzzicadenti o spiedini d’acciaio) e disponete su ognuno un rametto di rosmarino.

Scaldate un paio di cucchiai d’olio con lo spicchio d’aglio in una padella e fatevi rosolare i fagottini, da tutti i lati, per circa 5 minuti. Quindi sfumate con il vino bianco.

Quando sono dorati, trasferiteli in una teglia e fateli cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

A cottura ultimata eliminate lo spago o ciò che avrete utilizzato in sostituzione, aggiustate di sale e serviteli caldi accompagnandoli con una fresca insalata (di cetrioli con aneto, di valeriana o altra a vostro gusto)

 

Ultimo diventerà papà, l’annuncio al concerto a Roma – Video

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(Adnkronos) – Ultimo diventerà papà.Il cantante annuncia il prossimo lieto evento durante il concerto allo stadio Olimpico di Roma, quando fa salire sul palco la compagna Jaqueline Luna Di Giacomo e si inginocchia per baciarle la pancia.   “Se c’è una cosa che so e che ho imparato da voi -dice rivolgendosi al pubblico- è cosa significa famiglia”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Comunali, da Firenze a Perugia centrosinistra vince in grandi città. Al centrodestra 5 capoluoghi

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(Adnkronos) –
Il centrosinistra si aggiudica tutti i capoluoghi di regione andati al voto: oltre a Potenza, si afferma insieme al M5S a Bari, Firenze, Perugia e Campobasso.Vede eletti i suoi sindaci anche a Cremona e, insieme ai pentastellati, a Vibo Valentia.

Il centrodestra invece conquista Lecce, Rovigo, Caltanissetta e si conferma ad Urbino e Vercelli.A candidati espressione di liste civiche vanno Avellino e Verbania.  I risultati dei ballottaggi raccontano un centrosinistra che tiene nelle grandi città e vince a mani basse le sfide sulle quali gli occhi di tutti erano puntati.

A Firenze
Sara Funaro, che come le colleghe neo sindache di Perugia e Campobasso è la prima donna alla guida del municipio, viene eletta con il 60,56% dei voti rispetto allo sfidante di centrodestra, l’ex direttore degli Uffizi Eike Dieter Schmidt fermo al 39,44%.A Bari vince con oltre il 70% delle preferenze Vito Leccese, erede dell’ex primo cittadino Antonio Decaro, sostenuto, al secondo turno, anche da Michele Laforgia: le polemiche sull’inchiesta giudiziaria e l’invio della commissione di accesso al Comune non influiscono sul risultato finale con lo sfidante del centrodestra Fabio Romito al 29,73%. 
La candidata del campo largo Vittoria Ferdinandi espugna Perugia con il 52,12% sulla candidata di centrodestra Margherita Scoccia al 47,88%.

Marialuisa Forte, appoggiata dal centrosinistra e dal M5s, viene eletta con il 50,97% a Campobasso sullo sfidante di centrodestra Aldo De Benedittis al 49,03%.A Vibo Valentia Vincenzo Francesco Romeo, per il campo largo, ottiene il 53,60% sul candidato di centrodestra fermo al 46,40%.

Il centrosinistra si conferma inoltre a Cremona, con Leonardo Virgilio eletto con il 50,37%, e a Potenza dove Vincenzo Telesca, che ha corso senza il simbolo del Pd, vince con il 64,92% rispetto al candidato di centrodestra Francesco Fanelli che non va oltre il 35,08%.  Il centrodestra conquista Lecce con Adriana Poli in Bortone che con il 50,69% torna dopo molti anni alla guida del Comune mentre lo sfidante del centrosinistra e sindaco uscente Carlo Maria Salvemini si ferma al 49,31%.A Urbino guiderà la giunta Maurizio Gambini con il 53,08%, a Rovigo Valeria Cittadin è la nuova prima cittadina con il 58,15%, a Vercelli Roberto Scheda incassa il 54,19% mentre a Caltanissetta Walter Calogero Tesauro è eletto con il 52,36% sulla candidata civica di area progressista Annalisa Maria Petitto, ferma al 47,64%.  Ad Avellino la neosindaca è Laura Nargi, appoggiata da tre liste civiche (Davvero Avellino, Siamo Avellino e W la libertà) al 51,84% mentre a Verbania Giandomenico Albertella, appoggiato dalle liste Verbania Futuro e Leali con Verbania, ottiene il 51,86 delle preferenze. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, soldati Francia in guerra? Macron ora frena: “Non domani”

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(Adnkronos) –
La Francia non manderà soldati in Ucraina per combattere nella guerra contro la Russia.Non lo farà, almeno, in tempi brevi.

E’ la parziale retromarcia del presidente francese, Emmanuel Macron, rispetto alle ipotesi prospettate nei mesi scorsi, quando l’impegno diretto nel conflitto era considerato un’opzione concreta. Ora, a pochi giorni dalle elezioni, il leader transalpino tira il freno: non ritiene che l’esercito francese “si impegnerà” a breve termine sul suolo ucraino.Nel corso di un’intervista al podcast ‘Generation Do It Yourself’, Macron cerca anche di dissipare i timori di un rischio che la guerra degeneri o addirittura raggiunga la Francia. “Non penso che ci sia una guerra in arrivo sul nostro territorio né che domani ci impegneremo sul suolo ucraino”, precisa il presidente francese, sottolineando che “ciò che è in gioco in Ucraina, che si trova a 1.500 chilometri dal nostro confine, non è la fine del mondo, ma è il futuro dell’Europa e la nostra sicurezza”.

Secondo Macron, se si lascerà “prevalere la legge del più forte, non c’è alcun motivo perché la Russia si fermi”.Recentemente, il presidente francese è stato uno dei leader a schierarsi in maniera più netta a favore dell’uso di armi occidentali, da parte di Kiev, contro obiettivi militari in territorio russo: “Pensiamo che dovremmo permettere” agli ucraini “di neutralizzare i siti militari da dove vengono lanciati i missili, da dove l’Ucraina viene attaccata”, ha detto Macron a fine maggio incontrando il cancelliere tedesco Olaf Scholz e sottolineando che “non dovremmo permettere loro di toccare altri obiettivi in Russia, e ovviamente le strutture civili”.  Macron a Parigi ha ricevuto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in vista del vertice in programma dal 9 all’11 luglio negli Stati Uniti. “Siamo ad una svolta strategica, la guerra è tornata in Europa con l’aggressione della Russia.

La Nato sta svolgendo un ruolo cruciale nel coordinamento degli alleati” di Kiev. “Parleremo di questo ancora a Washington, come abbiamo fatto negli ultimi mesi.Il sostegno all’Ucraina deve rimanere forte”, le parole del presidente francese, che evidenzia l’importanza di proseguire il percorso per integrare l’Ucraina nell’Alleanza. “La necessità di rinforzare le nostre difese nazionali è innegabile”, aggiunge Macron riferendosi all’obiettivo fissato dalla Nato, che punta a ottenere investimenti pari al 2% del Pil da ciascun membro.  “Tra 2 settimane i leader della Nato si incontreranno per uno storico vertice a Washington per i 75 anni dell’Alleanza”, dice Stoltenberg. “Il sostegno all’Ucraina sarà l’argomento principale.

L’alleanza ha fornito un supporto senza precedenti, ma recentemente i ritardi nelle forniture hanno provocato conseguenze sul campo di battaglia.Dobbiamo garantire all’Ucraina le certezze necessarie per difendersi sul campo di battaglia.

Mi aspetto che i membri dell’Alleanza siano d’accordo sul fatto che la Nato assuma la leadership e il coordinamento nella gestione delle forniture e dell’addestramento” per l’Ucraina. “Il nostro sostegno non mira a fare della Nato un attore del conflitto, si tratta di assicurare all’Ucraina il diritto fondamentale all’autodifesa”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Italia ad un passo dall’eliminazione con la Croazia acciuffa il pari all’ultimo secondo e vola agli ottavi!

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Un’Italia coraggiosa e un po’ sfortunata ha conquistato un pareggio rocambolesco all’ultimo secondo contro la Croazia, staccando il biglietto per gli ottavi di finale di Euro 2024.

La partita è stata un’altalena di emozioni, con gli azzurri che hanno sofferto ma non si sono mai arresi, trovando il gol del pareggio al 98′ con un’incredibile prodezza di Zaccagni.

Spalletti sorprende con il cambio di modulo

Nella sfida contro la Croazia, il CT azzurro ha sorpreso tutti con un cambio di modulo, passando ad una possibile difesa a 3 con Darmian, Bastoni e Calafiori. In attacco, spazio a Raspadori e Retegui al posto di Chiesa e Scamacca. Una mossa che si è rivelata vincente, visto che l’Italia è riuscita a creare diverse occasioni da gol, soprattutto nel secondo tempo.

La gara è iniziata con un primo tempo equilibrato, con entrambe le squadre che hanno avuto buone occasioni per passare in vantaggio. Nella ripresa, la Croazia è passata in vantaggio con Modric, che prima si vede parare un rigore da Donnarumma ma poi, dopo 30 secondi, riesce a realizzare la rete del vantaggio croato. L’Italia subisce il contraccolpo dello svantaggio e tarda a reagire.

Tuttavia, quando ormai tutto sembrava perduto, è arrivato il guizzo di Zaccagni al 98′. Un destro sul palo opposto che ha trafitto Livakovic e ha fatto esplodere la gioia di tutta la panchina italiana e dei tifosi presenti allo stadio. Un gol che ricalca quello di Grosso nel 2006, anche quello per mandare l’Italia a Berlino.

La Croazia, invece, si è vista sfumare la qualificazione all’ultimo secondo, passando in un attimo dalla gioia alla disperazione. Un finale amaro per i biancorossi, che comunque hanno disputato un ottimo Europeo.

L’Italia ha sofferto ma ha meritato il pareggio, grazie alla tenacia, al carattere e a un pizzico di fortuna. Ora gli azzurri possono guardare con fiducia al futuro, con l’obiettivo di continuare a stupire e magari di raggiungere un traguardo importante in questo Europeo.

L’Italia affronterà ora la Svizzera negli ottavi di finale, in una sfida che si preannuncia molto difficile. Ma gli azzurri, dopo questo eroico pareggio, hanno dimostrato di avere carattere e qualità da vendere, e possono sognare in grande.

L’appuntamento è per sabato 29 giugno ore 18 all’Olympiastadion di Berlino.

Ecco di seguito il tabellino della gara:

Croazia (4-3-2-1): Livakovic; Stanisic, Sutalo, Pongracic, Gvardiol; Kovacic (25′ st Ivanusec), Brozovic, Modric (35′ st Majer); Pasalic (1′ st Budimir), Sucic (25′ st Perisic); Kramaric (44′ st Juranovic).

A disposizione.: Vusic, Labrovic, Sosa, Baturina, Erlic, Pjaca, Vlasic, Marco Pasalic, Petkovic.

Allenatore.: Dalic

Italia (3-5-2): Donnarumma; Darmian (36′ st Zaccagni), Bastoni, Calafiori; Di Lorenzo, Pellegrini (1′ st Frattesi), Jorginho (36′ st Fagioli), Barella, Dimarco (12′ st Chiesa); Retegui, Raspadori (30′ st Scamacca).

A disposizione.: Vicario, Meret, Mancini, Buongiorno, Cristante, Gatti, Bellanova, El Shaarawy, Folorunsho.

Allenatore: Spalletti

Arbitro: Makkelie (Olanda)

Marcatori: 10′ st Modric (C), 53′ st Zaccagni (I)

Ammoniti: Sucic, Modric, Ivanusec, Pongracic, Stanisic, Brozovic (C), Calafiori, Fagioli (I)

ACCADDE OGGI 25 Giugno: Santi, ricorrenze e cenni storici

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ACCADDE OGGI 25 Giugno è l’almanacco del giorno per aiutarvi a ricordare i santi del giorno, informazioni, fatti, eventi e compleanni da ricordare. #accaddeoggi #almanacco #santi #ricorrenze #25Giugno

ACCADDE OGGI 25 Giugno: Santi, ricorrenze e cenni storici di oggi

Accadde oggi: l’aforisma del giorno

L’uomo volgare scambia per follia il disagio di un’anima che non respira in questo mondo abbastanza aria, abbastanza entusiasmo, abbastanza speranza.
(Madame de Staël)

ACCADDE OGGI: Nati il 25 giugno…
George Orwell (da wikipedia)Antoni Gaudí(1852)
George Orwell (1903)
Sidney Lumet (1924)

ACCADDE OGGI: … e morti
Georg Philipp Telemann (1767)
Ernst Theodor Amadeus Hoffmann (1822)
Jacques-Yves Cousteau (1997)

In questo giorno accadde…
841 – Ludovico II e Carlo il Calvo sconfiggono Lotario I e Pipino II nella battaglia di Fontenay.
1183 – Dopo la sconfitta nella battaglia di Legnano e la pace di Costanza, Federico Barbarossa riconosce la Lega Lombarda e dà concessioni ai Comuni che la componevano.
1530 – I prìncipi e i prìncipi-elettori luterani presentano all’imperatore Carlo V la Confessione augustana, prima esposizione ufficiale dei punti fermi del Protestantesimo.
1876 – Durante la battaglia del Little Bighorn muore il generale George Armstrong Custer.
1950 – Scoppia la guerra di Corea.
1991 – Slovenia e Croazia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia.

Feste e ricorrenze

Nazionali
Croazia – Festa dell’indipendenza
Mozambico – Festa dell’indipendenza
Slovenia – Festa dell’indipendenza
 
Religiose
Cristianesimo:
Sant’Eurosia di Jaca, martire
Santa Febronia, venerata a Palagonia ed a Patti
San Guglielmo da Vercelli, abate
San Massimo di Torino, vescovo
Santi Ponzio Pilato e Claudia Procula
San Prospero d’Aquitania, monaco e teologo
San Prospero di Reggio Emilia, vescovo
Sant’Orio, martire a Roma nel III Secolo
 
Religione romana antica e moderna:
Periodo solstiziale, quinto giorno
Eventi 
841 – Battaglia di Fontenoy-en-Puisaye
1243 – Sinibaldo Fieschi dei Conti di Lavagna diventa Papa Innocenzo IV
1530 – La Confessione di Augusta viene presentata alla Dieta all’Imperatore del Sacro Romano Impero dai principi e principi-elettori luterani tedeschi
1788 – La Virginia ratifica la Costituzione degli Stati Uniti e viene ammessa come decimo stato degli Stati Uniti
1855 – Viene istituita l’arcidiocesi di Foggia-Bovino come diocesi di Foggia
1866 – Terza guerra di indipendenza italiana: vittoria italiana nella battaglia di Ponte Caffaro
1876 – Battaglia di Little Big Horn e morte del Generale George Armstrong Custer
1891 – Papa Leone XIII pubblica la Lettera Enciclica “Pastoralis vigilantiae, sul convegno di Braga, in Portogallo, circa la condizione della Chiesa di fronte al mondo moderno, sulla necessità di congressi vescovili, sulle competenze dello Stato e della Chiesa
1917 – Ha termine la battaglia del Monte Ortigara, dove l’esercito italiano perse 5.969 uomini
1938 – Douglas Hyde viene eletto primo Presidente d’Irlanda
1945 – Séan T. O’Kelly viene eletto secondo Presidente d’Irlanda
1946 – Viene insediata l’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana con Giuseppe Saragat alla presidenza
1950 – Scoppio della Guerra di Corea
1954 – Viene soppressa nel sangue la Rivolta di Kengir
1959 – Eamon de Valera viene eletto terzo Presidente d’Irlanda
1967
Primo programma satellitare mondiale – Our World
Strage di Cima Vallona, attentato terroristico perpetrato da separatisti sudtirolesi ai danni di militari italiani
1973 – Erskine Hamilton Childers viene eletto quarto Presidente d’Irlanda
1975
Stato di emergenza in India
Il Mozambico dichiara l’indipendenza
1981 – Hanno inizio i messaggi della Vergine Maria a Medjugorie
1991 – Jugoslavia: La Slovenia e la Croazia dichiarano la propria indipendenza dalla Jugoslavia
1993 – Kim Campbell viene scelta come leader del Partito Progressista Conservatore Canadese e diventa la prima donna Primo Ministro del Canada
1996 – L’Attentato delle Khobar Towers causa la morte di 19 americani in Arabia Saudita
1998
Viene assassinato il cantante berbero Lounès Matoub
La Microsoft mette in commercio Windows 98
2006
Si celebra, in Italia, la prima delle due giornate del referendum per l’approvazione del disegno di legge costituzionale concernente “Modifiche alla Parte II della Costituzione”: l’elettorato respinge il premierato, la devolution ed il nuovo Senato federale.
Gli elettori della Mauritania approvano la riforma della Costituzione voluta dal Governo provvisorio: previste, tra l’altro, le quote rosa.
 

 

Croazia-Italia 1-1, telecronache da brividi tra lacrime e urla

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(Adnkronos) – Zaccagni segna allo scadere, l’Italia pareggia 1-1 con la Croazia e acciuffa in extremis la qualificazione agli ottavi di finale di Euro 2024.L’epilogo da brividi del match degli azzurri lascia il segno sui tifosi e sui telecronisti, messi a dura prova dalle emozioni.

Su X, rimbalzano le ‘prove audio e video’ che documentano le reazioni di Fabio Caressa, che ha raccontato il match per Sky, e Alberto Rimedio, telecronista della Rai.  “E’ finita.L’Italia, con il pareggio in extremis di Zaccagni, guadagna la qualificazione agli ottavi di finale di…

dei campionati europei”, dice Rimedio con la voce rotta dalla commozione.  Resta letteralmente senza parole, invece, Caressa.Il gol dell’azzurro viene descritto come “un miracolo”.

La voce però va via, strozzata da un colpo di tosse che spegne le urla del telecronista: “Mi sto uccidendo”.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Euro 2024, Croazia-Italia 1-1: Zaccagni salva azzurri allo scadere, Spalletti agli ottavi di finale

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(Adnkronos) –
L’Italia pareggia 1-1 con la Croazia allo scadere nel match valido per la terza giornata del Gruppo B di Euro 2024 e acciuffa in extremis la qualificazione diretta agli ottavi di finale.Al gol di Modric al 55′ risponde Zaccagni al 97′ con la rete del pareggio. Il risultato consente alla Nazionale del ct Spalletti di chiudere il girone a 4 punti, alle spalle della Spagna, prima con 9 punti dopo la vittoria per 1-0 contro l’Albania.

La Croazia è terza con 2 punti, l’Albania è ultima a 1.Negli ottavi di finale, l’Italia affronterà la Svizzera sabato 29 giugno alle 18 a Berlino.  
Arriva dopo 5 minuti la prima iniziativa della Croazia: conclusione da fuori area di Sucic e gran parata di Donnarumma che devia in angolo.

Al 7′ la replica azzurra con Di Lorenzo che mette in mezzo un pallone insidioso in area: palla respinta.All’11 cross di Dimarco dalla sinistra, colpo di testa in tuffo di Pellegrini abbondantemente a lato.

Al 13′ guizzo di Kramaric in area di rigore, sterzata ma al momento della conclusione la difesa azzurre riesce a liberare.Con il passare di minuti i ragazzi di Spalletti crescono e iniziano a rendersi pericolosi.

Al 21′ bel pallone di Calafiori sul secondo palo, salta Retegui che colpisce di testa, contrastato, la palla termina in angolo. Passa un minuto e Pellegrini mette in mezzo un altro pallone, Retegui controlla e calcia, palla ancora deviata in angolo.Al 26′ ancora Retegui pericoloso sulla palla filtrante di Barella, altro tentativo di conclusione e nuovo pallone deviato in angolo.

Dopo due minuti gran palla di Barella sul secondo palo, Bastoni tutto solo colpisce di testa: ottima parata di Livakovic.Poco dopo la mezz’ora pericolosa la Croazia dopo un’azione prolungata con Modric che mette in mezzo un pallone rasoterra, in qualche modo l’Italia allontana.

Al 36′ buona iniziativa di Pellegrini che controlla all’interno dell’area, si gira e calcia: para Livakovic.Calano i ritmi nel finale della prima frazione che si conclude senza altre emozioni. Si riparte con due cambi: per l’Italia Frattesi al posto di Pellegrini, per la Croazia c’è Budimir per Pasalic.

Al 9′ l’arbitro Makkelie assegna un rigore, grazie al Var, per un fallo di mano di Frattesi in area.Dagli 11 metri Donnarumma para la conclusione rasoterra di Modric.

Dopo la prodezza del portiere azzurro, grave disattenzione della retroguardia italiana con la palla che arriva a Budimir, tiro e altra parata del numero 1 ma sulla respinta Modric si riscatta e porta in vantaggio i suoi, diventando anche a 38 anni e 289 giorni il più vecchio goleador in una fase finale di un Europeo. Al 12′ Spalletti inserisce Chiesa per Dimarco.Gli azzurri provano a reagire attaccano con insistenza ma mancano di qualità nella trequarti avversaria.

Al 27′ punizione di Raspadori alzata in angolo dalla barriera.Alla mezz’ora entra Scamacca per Raspadori, con Spalletti che punta sul doppio centravanti per il finale.

Al 35′ l’Italia si sbilancia e la Croazia prova a colpire, cross di Brozovic, Bastoni in anticipo sventa il pericolo.Al 36′ escono Jorginho e Darmian, entrano Fagioli e Zaccagni.

Nei minuti finali la partita diventa molto confusa con la Croazia che si difende con i denti e l’Italia che prova ad attaccare ma con scarsa lucidità. Al 42′ l’Italia vicina al pareggio, cross di Chiesa per Scamacca che non ci arriva per poco con la palla attraversa l’area e finisce fuori.Nel recupero giallo a Calafiori che salterà l’eventuale ottavo di finale.

La nazionale del ct Dalic cerca di guadagnare tempo in ogni modo ma viene punita al 98′ dal tiro a giro di Zaccagni che sul filo di lana porta gli azzurri agli ottavi di finale.
   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Comunali, centrodestra incassa Lecce e Rovigo. Tajani: “Sindaci moderati scelta vincente”

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(Adnkronos) –
Il centrodestra prende atto della vittoria del centrosinistra nelle grandi città, da Firenze a Bari.La conquista di 5 capoluoghi di Regione era stata messa in conto, anche se preoccupa il risultato di Perugia: considerato un vero e proprio campanello d’allarme, in vista del voto autunnale nell’Umbria guidata ora dalla leghista Donatella Tesei.

Fdi, Fi e Lega si consolano con i ”successi” di Lecce e Rovigo strappati alla sinistra.   Allo stato, nessun leader della coalizione commenta i ballottaggi.Al posto di Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini si fanno sentire i loro colonnelli.

Forza Italia è la prima a parlare, per bocca del responsabile nazionale del settore elettorale, Alessandro Battilocchio, che rivendica ”l’assoluta centralità” del partito azzurro, confermando il trend emerso alle europee.In particolare, il deputato forzista e tajaniano della prima ora, sottolinea che hanno avuto ”particolare successo i sindaci di area moderata” e cita come esempio Carlo Masci che “ha vinto al primo turno a Pescara e oggi Walter Tesauro, a Caltanissetta, che consente a Fi di confermarsi primo partito”. 
Tajani tace ma con i suoi, riferiscono fonti azzurre, avrebbe messo in risalto i buoni risultati delle liste di Fi, soprattutto al Sud, sottolineando che i candidati moderati hanno dimostrato ancora una volta di avere una marcia in più e di essere una scelta vincente.  Per Fratelli d’Italia interviene Giovanni Donzelli che usa una metafora calcistica: ”Il centrodestra vince 4 a 3 sul centrosinistra”.

Il responsabile organizzazione di via della Scrofa spiega in una nota questo risultato. ”Nello specifico il centrodestra strappa quattro capoluoghi di provincia” al suo avversario: Lecce, Rovigo, Verbania e Caltanissetta. “Soltanto tre passano invece dal centrodestra al centrosinistra: Perugia, Potenza e Vibo Valentia.Il centrodestra -rimarca il fedelissimo della Meloni- ha visto inoltre confermare le proprie amministrazioni uscenti nelle città di Vercelli e Urbino”.

Il bilancio finale, conclude Donzelli, ”ha comunque un saldo positivo”.  Il numero due di via Bellerio, Andrea Crippa, assicura: ”la Lega amministra bene da sempre.Lo confermano gli ottimi risultati del Veneto, le conquiste in Piemonte come quella di Vercelli, e la vittoria di Lecce in Puglia.

Questo assieme a tanti altri comuni da Nord a Sud, anche storicamente di sinistra, che cambiano colore”. ”Non possiamo che andare avanti con ancora più forza, lavorando per il benessere dei territori”, si raccomanda il vicesegretario leghista.E’ unanime la grande soddisfazione per l’exploit di Adriana Poli Bortoni, ribattezzata ‘l’highlander del centrodestra’, che di fatto ‘tira’ l’intera coalizione con il 5% dei consensi.  Non a caso, l’azzurro Maurizio Gasparri, ci tiene a complimentarsi con la neo sindaca del capoluogo salentino: ”Auguri ad Adriana che torna a guidare la città di Lecce, che ha amministrato così bene nel passato”.

Il capogruppo di Fi al Senato fa gli auguri anche ”alla nuova sindaca di Rovigo, Valeria Cittadin, e al nuovo sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro, sostenuti da Fi e delle coalizioni di centrodestra, in un turno elettorale che presenta risultati diversi sui territori.Ma che vede le belle affermazioni di Masci a Pescara, Gambini a Urbino, Olivero a Biella, Fioravanti a Ascoli Piceno, Fabbri a Ferrara, Zattini a Forlì, Scheda a Vercelli”.

Il responsabile enti locali forzista non ha dubbi: ”La nostra coalizione da oggi ha più sindaci negli ottomila Comuni d’Italia”. Sulla stessa linea il senatore della Lega Claudio Durigon: “Il successo di Poli Bortone mostra che il centrodestra, capace di esprimere figure di livello e in grado di unire, vince ed è pronto a governare il territorio, aprendo una nuova stagione per la città.” I “nostri migliori auguri di buon lavoro al neo sindaco leccese e anche al nuovo primo cittadino di Caltanissetta Tesauro che, siamo certi -scrive il coordinatore degli enti locali per il Carroccio nel Mezzogiorno- sono le persone giuste per far prosperare i propri territori, verso un futuro migliore, al servizio dei cittadini.La Lega c’è ed è pronta a fare la sua parte”. Non ci sta Ignazio La Russa, che se la prende con l’attuale legge elettorale che va rivista. ”Al di là dei risultati del secondo turno delle amministrative, di chi ha vinto e di chi ha perso -avverte il presidente del Senato- emerge un dato che deve far riflettere: il doppio turno non è salvifico e anzi incrementa l’astensione.

Dal 62,83% del primo turno, in questa tornata si è scesi molto sotto il 50% e cioè al 47,71%.In qualche caso, si viene eletti con solo il 20% dei voti degli aventi diritto.

A volte, viene addirittura eletto chi ha meno voti assoluti di quanti ne ha avuti l’avversario al primo turno”. “E’ inaccettabile”, sbotta La Russa, che chiede di ”ripensare a una legge elettorale per le amministrative, magari seguendo l’esempio del doppio turno siciliano o inserendo idonei correttivi per evitare storture come queste e incrementare la partecipazione”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni riceve Orban: “Molti punti in comune, da migranti a lotta alla denatalità”

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(Adnkronos) – E’ durato circa un’ora e mezza il confronto a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro ungherese Viktor Orban.Al termine del faccia a faccia il presidente del Consiglio, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa, ha sottolineato di apprezzare “molto” e condividere “le priorità che sono state individuate dalla presidenza ungherese” che dal primo luglio assumerà la guida della Ue, “a partire dalla decisione non scontata di inserire tra le priorità una sfida che anche io mi sono permessa molte volte di citare, anche per la competenza dell’Unione Europea, che è la sfida demografica: è una, dal mio punto di vista, delle precondizioni che servono a costruire un’Europa forte, un’Europa che sappia tornare a essere protagonista nel mondo”.  “La denatalità è un problema che colpisce tutto il continente – ha proseguito -, oggi nessuna nazione europea raggiunge il cosiddetto ‘tasso di sostituzione’, cioè il numero di figli per donna minimo che garantisce la continuità della popolazione.

Se noi non affrontiamo insieme questa sfida e non riusciamo a invertire questa tendenza nel medio e nel lungo periodo i nostri sistemi economici, i nostri sistemi sociali, i nostri sistemi di welfare diventeranno insostenibili e per questo abbiamo sempre considerato che su questa materia si dovesse lavorare insieme.Sono molto contenta che la Presidenza di turno ungherese abbia deciso di porre questa questione tra le sue priorità”. “Del programma ungherese” per la presidenza dell’Ue “condividiamo anche il focus sulla competitività, altro fondamentale focus proposto dalla Presidenza di turno.

Chiaramente competitività europea ma anche difesa europea, il nuovo approccio che l’Ungheria propone in tema di politiche agricole, attenzione alle politiche di coesione, quindi materie che sono state anche dal nostro punto di vista oggetto di particolari indicazioni che sono arrivate con le ultime elezioni europee da parte dei cittadini del continente”. La presidenza ungherese dalla Ue vuole “mettere sul tavolo un grande progetto che si chiama ‘Accordo europeo sulla competitività’, perché pensiamo che il problema principale dell’Europa in questo momento sia la competitività”, ha annunciato Orban, sottolineando “che sia italiani che ungheresi hanno interesse che l’economia europea sia di successo e sia competitiva”. “Un altro interesse comune è che l’Europa non si isoli da partner terzi fuori d’Europa.E’ nostro interesse comune – ha detto ancora il premier ungherese – avere un’industria forte e che la transizione green sia collaborativa e non agisca contro l’economia europea”. “Sono convinto che senza una migliore competitività i posti di lavoro europei saranno persi durante il prossimo decennio”, ha concluso.    Con il primo ministro ungherese Viktor Orbàn “abbiamo approfondito nel nostro incontro anche le priorità della presidenza ungherese” della Ue “per quanto riguarda il governo dei flussi migratori.

Anche qui ci troviamo d’accordo, siamo d’accordo sul fatto che vada consolidato il nuovo approccio europeo che si è sviluppato in questi mesi, anche grazie all’impulso dell’Italia che si basa su alcuni pilastri, cioè la difesa dei confini esterni dell’Unione Europea, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, la lotta ai trafficanti, l’impegno a costruire con le nazioni di origine e di transito un nuovo modello di cooperazione e partenariato che sia vantaggioso per tutti, anche e chiaramente per andare alla base delle cause della migrazione”, ha ancora Meloni.  Con Orbàn “siamo anche d’accordo sul fatto che sia importante sperimentare nuove forme e nuove soluzioni innovative proprio in materia di immigrazione.Cito, come ho già fatto, il protocollo Italia-Albania, che come voi sapete è diventato oggetto anche di una lettera firmata dalla maggioranza dei Paesi membri rivolta alla Commissione che chiede di portare avanti questo approccio anche per il futuro definendolo una soluzione da seguire”. “Noi appoggiamo tutto ciò che il premier italiano ha proposto, una strategia di sviluppo paneuropea per lo sviluppo dell’Africa”, ha detto dal canto suo Orban.

Durante il colloquio “abbiamo parlato dell’immigrazione illegale.Voi siete più vicini all’Africa di noi – ha aggiunto il premier ungherese – però i migranti arrivano anche da noi, quindi la situazione in Africa riguarda anche noi”. “Secondo i nostri calcoli nei prossimi 20 anni la popolazione dell’Africa aumenterà di 750 milioni di persone”, ha continuato Orban sostenendo che “quindi ci sono due soluzioni o abbiamo un progetto di sviluppo per l’Africa con cui riusciamo a far rimanere a casa gli africani oppure ci sarà un’immigrazione di massa che non potremo gestire”.   Con Orbàn, ha detto la premier, “abbiamo anche discusso ovviamente del conflitto in Ucraina.

Sappiamo molto bene che le nostre posizioni non sono sempre coincidenti, proprio per questo voglio dire che apprezzo molto la posizione che l’Ungheria ha mostrato finora, sia in ambito di Unione Europea sia in ambito NATO, consentendo agli altri Stati membri e consentendo agli alleati di assumere decisioni molto importanti anche quando non era completamente d’accordo.Con Viktor in ogni caso abbiamo ribadito l’indiscusso sostegno alla sovranità, all’indipendenza, all’integrità territoriale dell’Ucraina”. “Guardiamo insieme con grande attenzione alla ricostruzione – prosegue Meloni – perché ovviamente il modo migliore per guardare oltre la guerra è immaginare un’Ucraina che sia ricostruita, che possa prosperare, che possa crescere.

Come sapete l’Italia è molto impegnata su questo, organizzeremo qui, nel 2025, la Ukraine Recovery Conference e quindi abbiamo parlato anche di questo”.  “Nel corso del nostro incontro abbiamo fatto ovviamente il punto anche sull’eccellente stato delle relazioni bilaterali tra Roma e Budapest.L’Ungheria è chiaramente un importante partner europeo, è per noi un prezioso alleato anche in ambito Nato, sono molto soddisfatta dell’intensificazione negli ultimi mesi tanto del nostro dialogo politico quanto del rafforzamento delle nostre relazioni economiche”, ha detto Meloni. “Le aziende italiane guardano con sempre maggiore interesse al mercato ungherese in termini di esportazione, in termini di investimenti – ha proseguito la presidente del Consiglio -, l’Italia sostiene, come si sa, il battaglione multinazionale della Nato a guida ungherese, siamo soddisfatti dell’eccellente livello di cooperazione raggiunto in particolar modo nei Balcani, regione che entrambi, sia Italia che Ungheria, considerano strategica e non a caso anche qui uno dei principali focus della presidenza ungherese riguarda proprio l’attenzione nei confronti dei Balcani occidentali verso quell’allargamento che, come voi sapete, a me piace definire riunificazione su questo c’è perfetta sintonia tra Italia e Ungheria”.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Ostia stop a disco e feste negli stabilimenti. Federbalneari: “Stagione compromessa”

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(Adnkronos) – Niente disco né feste notturne negli stabilimenti di Ostia.Il Campidoglio al momento ha bloccato i permessi richiesti dai gestori dei lidi balneari che erano già al lavoro per organizzare serate danzanti ma anche lauree, matrimoni e compleanni.

Giovedì, a quanto apprende l’Adnkronos, il capo di gabinetto ha convocato una riunione per trovare una soluzione ma al momento non c’è stato alcun disco verde.  “Siamo a luglio e le nostre richieste sono ancora senza risposta da parte del dipartimento Cultura – dice all’Adnkronos il presidente di Federbalneari Roma Massimo Muzzarelli -.Non sappiamo cosa dire ai cittadini che ci chiedono una conferma delle loro prenotazioni, ci sono sempre più telefonate di persone che chiedono ‘cosa succede, se siamo chiusi o aperti’.

Per non parlare dei danni all’indotto, con la gente che non va in discoteca ci sono ripercussioni su bar e ristoranti.E’ a rischio la stagione estiva, anzi siamo oltre il pericolo perché il core business della stagione notturna è proprio in questo periodo perché, poi, i romani vanno altrove.

Ad ora c’è una totale incertezza sulle attività”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)