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Donini: “Ia grande opportunità ma persona resti al cento”

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(Adnkronos) – “Le Regioni sono contemporanee a questa riorganizzazione e alla rivoluzione che deriva dalla tecnologia legata anche all’intelligenza potenziata e all’intelligenza artificiale.Oggi sono possibili cure, interventi chirurgici, esami diagnostici con una precisione, una predizione tale che erano inimmaginabili fino a qualche anno fa.

E’ una grande opportunità che deve però interrogarci anche sul piano etico, perché la persona deve essere sempre posta al centro”.Lo ha detto Raffaele Donini, coordinatore Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Pa, assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, partecipando oggi alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, che si è svolta all’interno dell’evento Laboratorio Sanità 20/30 Ai in corso a Codroipo (Udine). “Sull’intelligenza artificiale, che io chiamo intelligenza potenziata – aggiunge Donini – in realtà non siamo indietro come nazione: siamo disomogenei.

Come è disomogenea oggi in Italia la risposta sanitaria ai bisogni di salute dei cittadini.Oggi ci sono strumenti a disposizione di alcuni sistemi sanitari che occorre mettere a disposizione di tutti.

Il tema nazionale oggi è l’omogeneità della risposta ai bisogni di salute dei cittadini.Occorre dare al sistema sanitario quelle prospettive e quella consistenza, anche di finanziamento, che possano garantire alle Regioni che sono in una situazione di maggiore criticità di poter fare passi in avanti significativi”.  La tecnologia digitale “deve essere avanti – afferma – andrà sempre avanti.

Non è possibile non farne uso, non è possibile assolutamente prescindere dal fatto che oggi la circolarità e la disponibilità delle informazioni per il cittadino devono essere al centro, al primo posto.Certo è che oggi il Fascicolo sanitario elettronico per il cittadino è essenziale.

Le Regioni che lo hanno da tempo sperimentato, come appunto l’Emilia Romagna, lo sanno benissimo: è un patrimonio di informazioni a disposizione dei clinici e dei cittadini e quindi tutte le implementazioni che si possono fare si devono fare.Poi, ovviamente, occorre far tesoro di tutti i rilievi che il Garante” Privacy “ci ha ci ha rivolto”.  Sul riparto, per Donini resta la questione “di un Fondo sanitario nazionale che non è consistente, non è capiente.

I 3 miliardi in più che questo Governo ha messo nel fondo, di fatto, le Regioni non li vedono perché sono vincolati al rinnovo del contratto del personale dipendente e sono anche in qualche modo” assorbiti “dall’aumento del tetto farmaceutico”.  “E’ quindi sempre più difficile per le Regioni, in assenza di un incremento del Fondo sanitario, farsi carico di tutte quelle che sono le richieste giustissime del territorio.Lo diciamo da qualche anno: il Fondo sanitario deve essere implementato per dare modo alla sanità di garantire sempre più il diritto alla salute dei cittadini.

Speriamo – conclude – che ciò avvenga”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Lega B ribadisce la sua contrarietà alle seconde squadre durante il Consiglio Federale

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Nel corso del Consiglio Federale tenutosi il 27 giugno 2024, la Lega B ha ribadito la sua posizione di netta contrarietà all’introduzione delle seconde squadre nei campionati professionistici italiani.

La Lega, guidata dal presidente Mauro Balata, ha espresso diverse perplessità sul progetto, evidenziando alcuni punti chiave:

Svantaggio competitivo: Le seconde squadre, godendo del supporto economico e infrastrutturale delle società madri, potrebbero creare un disequilibrio competitivo a favore delle grandi squadre, penalizzando le piccole realtà.

Su questo secondo punto, sulle dinamiche cioè di alterazione dell’equilibrio competitivo, il presidente Gravina ha comunicato che la Federazione chiederà un approfondimento alla Corte federale.

Danno al sistema piramidale: L’inserimento delle seconde squadre rischierebbe di danneggiare il sistema piramidale del calcio italiano, mettendo a rischio la sopravvivenza di club di Serie C e dilettantistiche.

Mancanza di consenso: La Lega B ha sottolineato la mancanza di un consenso unanime tra le componenti del calcio italiano sul progetto, evidenziando la necessità di un confronto più ampio e approfondito.

La Lega ha inoltre sollevato dubbi sulla sostenibilità economica delle seconde squadre, considerando i costi elevati di gestione e le difficoltà nel reperire sponsorizzazioni.

In aggiunta alla contrarietà espressa in sede di Consiglio Federale, la Lega B ha annunciato la propria intenzione di proseguire il confronto con le altre componenti del calcio italiano e con le istituzioni competenti per trovare soluzioni alternative che favoriscano la crescita del movimento nel suo complesso.

Il presidente Balata ha chiarito come in Europa solo la Spagna abbia un meccanismo analogo che però si colloca in un sistema alquanto diverso dal nostro, con le difficoltà di attuazione del sistema delle seconde squadre che stanno emergendo in tutta la loro illogicità ed evidenza.

Le seconde squadre in Italia

L’idea di introdurre le seconde squadre nei campionati professionistici italiani è stata avanzata dalla FIGC negli ultimi anni come possibile soluzione per colmare il gap con i principali campionati europei e per favorire la crescita dei giovani talenti. Tuttavia, il progetto ha incontrato l’opposizione di diverse componenti del calcio italiano, tra cui la Lega B, che temono gli effetti negativi che potrebbe avere sul sistema calcistico nazionale.

La posizione della Lega B rimane dunque ferma: no alle seconde squadre nella formula attuale. La Lega auspica un confronto costruttivo per trovare soluzioni alternative che permettano di valorizzare i giovani senza danneggiare il calcio italiano nel suo complesso.

Camion perde ruota in autostrada, auto colpita: muore una donna

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(Adnkronos) – Una donna austriaca è morta ieri in un incidente accaduto nel tardo pomeriggio in autostrada, tra lo svincolo di Roncade-Meolo (Venezia) e l’allacciamento dell’A4/A57 tangenziale di Mestre in direzione di Padova.La Citroen della donna è stata colpita in pieno dalla ruota, compresa di cerchione metallico, staccatasi da un autoarticolato: l’automobilista è morta sul colpo.

Inutili tutti i tentativi di rianimarla da parte del personale medico intervenuto sul posto, dopo che la donna era stata estratta dall’abitacolo contorto dai vigili del fuoco arrivati da San Donà di Piave. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parigi 2024, Vanessa Ferrari salta le Olimpiadi per infortunio

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(Adnkronos) – “Il mio percorso verso Parigi 2024 termina qui”.Così su Instagram Vanessa Ferrari, argento nel corpo libero a Tokyo 2021, annuncia la sua assenza alle prossime Olimpiadi di Parigi 2024. “Ieri, in palestra, durante il test in vista degli assoluti della prossima settimana, nello stacco di un salto, il mio polpaccio ha ceduto.

Mancando un mese alle Olimpiadi, non ci sono le tempistiche per recuperare una lesione muscolare.Nonostante sia da dicembre che sto combattendo con vari malesseri, a livello tecnico stavo molto bene.

Purtroppo però il fisico non ha retto”.  “Ho intrapreso questo percorso con la voglia di lottare fino in fondo ma anche con la consapevolezza che ci potesse essere questo tipo di esito, fa parte del ‘gioco’ – aggiunge la 33enne lombarda -.Però anche se nella mia carriera ho avuto molti infortuni non ci si abitua mai e la batosta è sempre forte, soprattutto dopo tre anni di allenamento e a un mese dall’obiettivo finale.

Ora ho bisogno di un attimo per metabolizzare questo duro colpo, ma ci tengo a ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuta e che hanno sempre creduto in me perché il sostegno che ho ricevuto è sempre stato fondamentale!”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fs, chi è il nuovo ad Stefano Donnarumma: dall’energia alle ferrovie

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(Adnkronos) – Dall’energia al gruppo Fs.Dopo aver guidato con successo l’Acea e Terna, dove in entrambi gli incarichi ha chiuso con bilanci in crescita costante, ora per Stefano Donnarumma, 56 anni, si apre una nuova strada, quella che porta appunto al gruppo Ferrovie dello Stato.

Nato a Milano il 29 ottobre 1967, Donnarumma si è laureato in ingegneria meccanica nel 1993 con il massimo dei voti dal 1994 è iscritto all’Albo degli ingegneri. Sposato con tre figli, il nuovo ad del gruppo Fs vanta una consolidata esperienza nella gestione industriale sia in ambito produttivo sia infrastrutturale tanto a livello nazionale che su progetti internazionali.Donnarumma ha lavorato dal 1994 e per circa 13 anni in ambito di produzione di componentistica autoveicoli/ferroviaria e realizzazione rotabili per conto di quattro multinazionali straniere (Ruetgers Automotive, Tmd Friction, Bombardier, Alstom), dirigendo anche primari stabilimenti di produzione di veicoli ferroviari sul territorio italiano.  Nel 2007 Donnarumma passa poi al settore della gestione di infrastrutture di servizi pubblici entrando nel gruppo Acea, ricoprendo la carica di Presidente Esecutivo di Acea Distribuzione (reti elettriche di Roma) e consigliere di ATO2 (reti idriche di Roma e provincia). A settembre 2012 entra nel Gruppo Aeroporti di Roma col ruolo di Direttore Airport Management e Accountable Manager degli Aeroporti di Fiumicino e Ciampino e Consigliere di alcune società del Gruppo.

Nel maggio del 2015 assume l’incarico di Direttore delle Reti del Gruppo A2A, multiutility quotata di Milano e Brescia, gestendo le società del gruppo nella distribuzione di gas, elettricità, acqua, teleriscaldamento, illuminazione pubblica.Per A2A è anche Presidente delle società Unareti SpA, A2A Calore e Servizi Srl, A2A Ciclo Idrico SpA nonché consigliere del Gruppo LGH SpA.  Nel maggio del 2017 viene nominato amministratore delegato di Acea.

Dopo 3 anni ai vertici del gruppo energetico romano, Donnarumma diventa amministratore delegato di Terna.Un incarico che lascerà nel maggio del 2023. “Considerando il periodo temporale del mio mandato di Amministratore Delegato di Terna, desidero sottolineare che, dal 18 maggio 2020 a fine 2022, il titolo si è apprezzato del 24,59% (capital gain) garantendo un Tsr pari al +41,10%, superiore rispetto all’indice europeo di riferimento settoriale (Dj Stoxx Utilities +32,23%)”, aveva spiegato Donnarumma nel corso del suo ultimo intervento all’Assemblea degli azionisti. “I risultati e i traguardi raggiunti durante il triennio – aveva affermato – mi rendono orgoglioso del lavoro svolto con passione ed entusiasmo insieme a tutte le colleghe e i colleghi di Terna.

Lascio dunque la società dopo un significativo percorso di miglioramento dei suoi indicatori economico-finanziari, ma soprattutto di crescita nel riconoscimento del suo ruolo strategico all’interno del sistema economico italiano e a sostegno del Paese e della collettività.Sono inoltre convinto che Terna continuerà ad avere eccezionali prospettive di sviluppo e prosperità sotto la nuova leadership che l’Assemblea odierna andrà a delineare”. Dopo aver lasciato Terna, nel settembre del 2023 Donnarumma diventa nuovo senior advisor di Equita con l’obiettivo di affiancare il management nello sviluppo di iniziative volte a supportare la crescita del gruppo nelle diverse aree di business.

Ora con la nomina al gruppo Fs per Donnarumma arriva un nuovo incarico prestigioso e sfidante. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fs, Donnarumma nuovo ad e Tanzilli presidente

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(Adnkronos) – L’Assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato italiane ha nominato Tommaso Tanzilli presidente ed ha invitato il nuovo Consiglio di Amministrazione a nominare Stefano Donnarumma quale Amministratore Delegato.Lo rende noto il gruppo Fs al termine dell’Assemblea che ha approvato il bilancio di esercizio 2023 che ha chiuso con un utile di 201 milioni di euro. L’Assemblea ha deliberato di portare a nuovo l’utile netto di esercizio, come da proposta del Consiglio di Amministrazione. L’Assemblea degli azionisti ha anche nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione composto da Tommaso Tanzilli, Stefano Donnarumma, Caterina Belletti, Franco Fenoglio, Loredana Ricciotti, Tiziana De Luca, Pietro Bracco.

Il Consiglio di Amministrazione è nominato per il triennio 2024-2026. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Speciale elezioni francesi in diretta Adnkronos

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(Adnkronos) – Doppio appuntamento con lo speciale elezioni francesi in diretta su Adnkronos.com.Dalle ore 20 il 30 giugno e il 7 luglio, Eurofocus raddoppia.

Dopo il successo della notte delle elezioni europee (4 ore di giornalismo multicanale che hanno fatto registrare 1,7 milioni di visualizzazioni) la piattaforma di Adnkronos dedicata alle notizie sull’Europa e dall’Europa seguirà da vicino i risultati delle elezioni legislative francesi.E lo farà con due dirette speciali.

Si parte alle ore 20 di domenica 30 giugno per il primo turno, e si prosegue domenica 7 luglio per i ballottaggi, sempre a partire dalle 20. Dal Palazzo dell’Informazione a Roma, i vicedirettori Fabio Insenga e Giorgio Rutelli, con il supporto della redazione e insieme a esperti in studio e in collegamento dalla Francia, analizzeranno in tempo reale i numeri, le reazioni politiche, le possibili alleanze.Avrà la meglio l’enfant prodige Bardella, la grande alleanza a sinistra di Mélenchon e Glucksmann o Macron, il presidente battagliero?

La risposta arriverà dagli ospiti dello speciale: politologi, economisti e giornalisti italiani e francesi approfondiranno in diretta sul sito dell’Adnkronos e sul canale Youtube, le conseguenze sulla politica francese, sulle istituzioni europee e sui mercati finanziari.Una consultazione che può cambiare gli equilibri in Europa e non solo. La diretta streaming verrà trasmessa su adnkronos.com con diffusione anche su oltre 200 siti web del circuito Adnkronos.

Lo speciale elezioni francesi rientra nel progetto editoriale e multicanale ‘Eurofocus’, lanciato a maggio sull’Europa e dall’Europa.News in tempo reale, approfondimenti, speciali, dibattiti ed eventi, insieme a un canale web e a una produzione multimediale con video e podcast.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esperti: “Non curare disfunzioni tiroide mette a rischio gravidanza’

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(Adnkronos) – L’impatto della funzionalità tiroidea su fertilità e gravidanza è un argomento importante e attuale, ma non sempre adeguatamente approfondito, che ha portato l’associazione pazienti Gat, Gruppo Aiuto Tiroide, grazie al sostegno della Fondazione Con Il Sud, a raccogliere le più aggiornate evidenze scientifiche sul tema. “La necessità di focalizzare l’attenzione su queste tematiche – spiega Annunziata Bellavista, presidente dell’associazione – è scaturita dalle osservazioni emerse durante l’attività che ogni anno vengono svolte nelle scuole”. La fertilità femminile “è garantita dalla complessa interazione tra fattori ormonali, ginecologici e anatomici, che insieme assicurano la regolarità del ciclo mestruale e dell’ovulazione e la creazione di un ambiente uterino idoneo all’impianto e alla crescita dell’embrione – chiarisce Francesco Giorgino, professore ordinario di Endocrinologia, direttore Uoc di Endocrinologia Policlinico di Bari – Alterazioni ormonali possono rompere questo equilibrio e compromettere la fertilità e il prosieguo della gravidanza.In particolare, gli ormoni tiroidei T3 e T4 sono implicati nella regolazione di numerose funzioni nell’organismo, inclusa la regolazione del ciclo mestruale e dell’ovulazione”.  “Gli ormoni tiroidei sono fondamentali per la donna partendo dall’adolescenza fino alla menopausa; gli estrogeni sono in grado di modulare la funzione tiroidea e la funzione tiroidea è fondamentale per la riproduzione umana – prosegue Rossella Nappi, professore ordinario di Ostetricia e Ginecologia, responsabile Ssd Ostetricia e Ginecologia 2 – Pma Ospedale San Matteo Pavia – Spesso il ginecologo si trasforma nel medico di prima linea nell’intercettare le disfunzioni tiroidee e, in sinergia con l’endocrinologo, le cura.

Nell’adolescenza l’uso, ad esempio, della pillola estroprogestinica può avere un impatto sulla funzionalità tiroidea, poiché induce alterazioni, seppur modeste, delle quote libere degli ormoni tiroidei, ma il periodo della vita della donna in cui una valutazione della funzionalità tiroidea è importante è la fase pre-concezionale e peri-concezionale, perché molti studi hanno dimostrato che una funzione tiroidea non ottimale è responsabile di irregolarità delle mestruazioni e di problemi dell’ovulazione”.  In generale, “la prescrizione di terapie ormonali, siano esse contraccettive o della fertilità – aggiunge Nappi – dovrebbe associarsi a un monitoraggio della funzione tiroidea, in particolare nelle pazienti con patologia tiroidea nota.Anche una donna con un ciclo mestruale regolare, fertile, ovulatorio, ma con una tiroide non perfettamente in squadra può riportare un maggior rischio di aborto e di fallimenti riproduttivi per meccanismi ancora in parte da chiarire”.  “Un’attenzione particolare – continua la ginecologa – deve essere data a gravidanze che iniziano con una funzione tiroidea normale, ma con un profilo di infiammazione, quindi di autoanticorpi, la cosiddetta tiroidite di Hashimoto; questa condizione può comportare un inizio non ottimale della gravidanza, con il rischio di formare una futura placenta meno efficiente.

Questo può comportare non soltanto un maggiore rischio di aborto, ma anche il rischio di sviluppare una vera e propria insufficienza placentare che può associarsi a ipertensione arteriosa, parto prematuro, bambino di basso peso.Ed è per questo che la misurazione del Tsh pre concepimento, degli anticorpi base, i cosiddetti Tpo, è consigliata per intervenire tempestivamente in caso di gravidanza.

Nei centri di fecondazione assistita, talvolta, si correggono preventivamente, con bassissime dosi di ormone tiroideo, le pazienti che si sottopongono a stimolazione ovarica sulla base di importanti studi che confermano la validità di questo intervento”.  Come sempre “la prevenzione è fondamentale e questa può essere fatta attraverso l’assunzione di iodio – sottolinea Giorgino – Un’adeguata assunzione di iodio, infatti, è fondamentale per garantire il corretto funzionamento della tiroide, poiché lo iodio è un componente necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei.Pertanto, la iodo-profilassi può influenzare la salute tiroidea e di concerto la fertilità delle donne prevenendo le disfunzioni tiroidee e il miglioramento della fertilità.

Un adeguato apporto di iodio è necessario per prevenire la carenza iodica, che è tra le principali cause di disturbi tiroidei, come l’ipotiroidismo e il gozzo.Il mantenimento di livelli appropriati di iodio promuove una funzione tiroidea ottimale, che contribuisce a migliorare la fertilità”.

Ma non solo, “riesce anche ridurre il rischio di complicanze durante la gravidanza: la iodo-profilassi può ridurre il rischio di complicanze derivanti dalla carenza di iodio durante la gravidanza, come l’ipotiroidismo o il ritardo mentale nel feto – rimarca l’endocrinologo – Questo può contribuire a una gravidanza più sana e a una migliore salute materno-fetale e neonatale.Ed infine la iodo-profilassi può contribuire a ridurre il rischio di aborti spontanei.  “E’ importante sottolineare che anche l’eccesso di iodio può essere dannoso – precisa Giorgino – tanto quanto la sua carenza.

Pertanto, è essenziale mantenere un equilibrio nell’assunzione di iodio e non eccedere le dosi raccomandate, specialmente durante la gravidanza e l’allattamento.Pertanto, le donne in età fertile dovrebbero consultare il proprio medico riguardo alla necessità di integrare lo iodio.

Va detto che la profilassi con iodio può influenzare la salute tiroidea e la fertilità maschile in modo simile a quanto avviene nelle donne, sebbene gli effetti siano meno chiari e meno esplorati nell’uomo”.  “La sorveglianza dello stato di nutrizione iodica è un’azione concreta a favore del benessere della popolazione generale e delle donne pugliesi in particolare”, osserva Daniela Agrimi, responsabile dell’Orpg Osservatorio regionale per la prevenzione del gozzo-Puglia, con cui il Gat ha una stretta e proficua collaborazione.Un ultimo aspetto riguarda la “relazione tra terapie oncologiche e tiroide – fa notare Agrimi – Le terapie oncologiche di ultima generazione hanno dimostrato una buona efficacia in molti tipi di tumore, tanto che il loro utilizzo è stato approvato per la terapia di diverse neoplasie (melanomi, carcinomadel polmone, del rene, e neoplasie del sangue).

Uno dei principali problemi legati all’uso di queste classi di farmaci è la tossicità endocrina, che si manifesta con una riduzione o un eccesso della funzionalità ormonale della ghiandola endocrina colpita.Sebbene qualsiasi ghiandola possa essere oggetto di tale tossicità, la tiroide è l’organo più frequentemente interessato (circa il 15% dei casi), con quadro clinico che spesso consiste in una ridotta produzione di ormoni tiroidei, cioè nell’ipotiroidismo.

Tale quadro si presenta in genere 1-3 mesi dopo l’inizio della terapia e può essere preceduto da un periodo transitorio di ipertiroidismo, dovuto al rilascio eccessivo di ormoni nel sangue da parte della tiroide colpita.In aggiunta alla tiroide, anche ipofisi, surreni e pancreas endocrino possono essere colpiti”.  Infine, secondo Nappi “c’è ancora tanto da studiare per supportare la donna nelle fasi della vita, perché anche la menopausa è un momento in cui la tiroide va in riserva; vediamo molto ipotiroidismo di tipo sub-clinico che contribuisce allo stato di malessere della donna nel momento menopausale, quindi correggere la funzione tiroidea e studiarla è importante anche nelle donne che non sono più fertili”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riccardi (Fvg): “Ia va governata perché sia al servizio dei cittadini”

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(Adnkronos) – “Avere riunito qui tutto il sistema nazionale a discutere di intelligenza artificiale in sanità ci è stato riconosciuto come una scelta giusta, importante. È una grande opportunità che deve però essere governata con intelligenza perché è un’innovazione che impatta sui processi, quindi coinvolge il personale medico, ma è sviluppata da esperti di tecnologia e, non va mai dimenticato, deve essere al servizio del cittadino”.Lo ha detto Riccardo Riccardi, assessore alla Salute, politiche sociali e disabilità Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, intervenendo oggi in occasione del Laboratorio Sanità 20/30 Ai (intelligenza artificiale) oggi e domani a Codroipo (Ud). La regione sta sviluppano “un digital hub con l’obiettivo di misurare le innovazioni che vengono presentate dalle start-up – spiega Riccardi – anche creando un fondo importante di alcune decine di milioni di euro, coinvolgendo anche il capitale privato, per consentire lo sviluppo di queste tecnologie che possono essere applicate e sperimentate nel nostro sistema e, nello stesso tempo, possono essere occasioni di sviluppo e di attrazione di talenti che possono qui sviluppare le proprie capacità”. “Lo sforzo che noi intendiamo fare” è di “trovare le migliori soluzioni – aggiunge Riccardi – e utilizzare queste opportunità per evitare il rischio di un declino del servizio sanitario nazionale che impatta, abitualmente, in un contenzioso aperto sulle risorse economico-finanziarie disponibili, ma che oggi ha la grande novità delle risorse professionali disponibili ed è evidente che la tecnologia, e in particolare nell’attività predittiva dell’intelligenza artificiale, sia un fenomenale alleato”. Sulla sicurezza del dato sanitario è “doveroso garantire riservatezza la tutela delle informazioni che riguardano le persone – sottolinea l’assessore friulano – Però non dobbiamo cadere in fondamentalismi perché i fondamentalismi nell’applicazione della tutela legittima del dato – ce lo ha già insegnato la pandemia – non permette che”, azioni rese possibili di dati a disposizione, “possano essere gestite.

Noi su questo stiamo lavorando”.Queste questioni “vanno maneggiate con cura, con equilibrio e buon senso”. Sull’evento, Riccardi osserva: “Abbiamo affrontato il tema dell’intelligenza artificiale e, più complessivamente, la sostenibilità del sistema sanitario in contemporanea alla conferenza dai presidenti delle regioni e ieri pomeriggio c’è stata la commissione salute di tutti gli assessori regionali.

Era una cosa che non succedeva da tempo, perché ci siamo tutti abituati alle videoconferenze, ma sono contento – conclude – perché abbiano trovato un terreno fertile”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto bimbo caduto in un pozzo, 43 anni fa la tragedia di Alfredino Rampi

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(Adnkronos) – La tragica morte del bimbo caduto in un pozzo a Palazzolo Acreide, nel siracusano, in circostanze ancora da verificare, richiama immediatamente alla memoria quanto accaduto quarantatré anni fa al piccolo Alfredo Rampi, il bimbo di 6 anni, morto nel 1981 in un pozzo artesiano dopo 60 ore di disperati tentativi di riportarlo in superficie.  La tragedia di Alfredino inizia la sera del 10 giugno del 1981.I genitori del bambino, non vedendolo rientrare, lanciano l’allarme.

Qualche ora più tardi un poliziotto avverte dei deboli lamenti provenire da un pozzo artesiano: è la voce del bambino.Da quel momento si susseguiranno diversi disperati tentativi di soccorso che però non avranno esito.

Il 12 giugno arriva a Vermicino anche l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini per seguire di persona l’andamento delle operazioni, che però non riusciranno a salvare la vita del bambino.  Da quella sconfitta della macchina dei soccorsi, incassata nonostante gli atti di eroismo di alcuni, sono nati successivamente il dipartimento della Protezione Civile e un Centro, che porta il nome di Rampi, che oggi si occupa di informare sui rischi e intervenire in situazioni di emergenza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Staiano (Sip): “Tutti i neonati siano protetti da virus respiratorio sinciziale”

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(Adnkronos) – “Altamente contagioso, il virus respiratorio sinciziale (Rsv) può determinare, soprattutto nei neonati, un quadro severo di interessamento respiratorio.A livello globale l’Rsv è la principale causa di assistenza medica ambulatoriale e ospedaliera”.

Oggi esiste la possibilità di prevenire questa patologia in tutti i neonati “e ridurre drasticamente gli accessi all’ospedale, ma le Regioni procedono in ordine sparso” e non tutte sono pronte a rendere disponile l’immunizzazione prima “del picco stagionale, che va da ottobre-novembre fino a marzo”.Lo ha detto Annamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria, all’Adnkronos, ricordando l’impegno che la Sip, insieme ad altre società scientifiche e associazioni, sta portando avanti a livello istituzionale e “auspicando” che tutte le Regioni siano pronte a rendere disponibile l’anticorpo monoclonale per la copertura dei neonati entro la prima stagione di picco, cioè l’autunno. “Ci auguriamo che tutti i neonati italiani possano avere uguale possibilità di essere protetti da Rsv indipendentemente dalla regione in cui nascono o vivono”, sottolinea. “Oltre il 60% dei bambini si infetta nel primo anno di vita e il 100% entro il secondo – spiega Staiano – Bronchioliti e polmoniti sono le infezioni più frequenti sotto l’anno di vita e sono responsabili, rispettivamente, dell’80% e del 40% delle ospedalizzazioni”.

Si stima che “ogni anno in Italia la stagione epidemica di virus respiratorio sinciziale, che va da ottobre-novembre a marzo, comporti, nella sola coorte nel primo anno di vita, di circa 400mila nuovi nati, oltre 230mila interventi sanitari che richiedono attenzione medica, più di 15mila ricoveri, con circa 16 decessi”.Inoltre, “durante il picco stagionale, si arrivano ad occupare anche l’80% dei posti letto in terapia intensiva neonatale e pediatrica”, che in Italia sono complessivamente “circa 1.320 e non sono distribuiti in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale”, con quindi una ulteriore differenza di accesso alle cure. Contro questa infezione, “fino ad ora – sottolinea la presidente Sip – disponevamo solo di un anticorpo monoclonale di vecchia generazione, riservato a alcune categorie specifiche di neonati, soprattutto pretermine o con delle comorbidità complesse.

Oggi abbiamo disponibile un vaccino che ha indicazioni di utilizzo in gravidanza per la protezione del neonato, ma anche un anticorpo monoclonale di nuova generazione, il nirsevimab, che può essere somministrato per immunizzare tutti i neonati, non solo i prematuri o con condizioni che li rendono più vulnerabili nei confronti dell’Rsv, ma anche quelli nati a termine.Questo anticorpo, molto maneggevole, viene iniettato una volta sola e previene l’insorgenza di complicanze in caso di un’infezione da Rsv.

Per la prima volta – rimarca Staiano – abbiamo quindi l’opportunità di proteggere tutti i neonati nella loro prima stagione epidemica”. Si tratta di “un cambio di paradigma nella prevenzione – precisa – perché è la prima volta che un anticorpo monoclonale viene utilizzato come strumento di prevenzione, come un vaccino, per intenderci, e non come una terapia.Negli studi clinici nirsevimab ha dimostrato di essere sicuro ed efficace nel ridurre drasticamente, oltre l’80%, l’ospedalizzazione e quindi l’impatto sul Servizio sanitario nazionale”.

In Italia si stima che la spesa associata all’infezione da Rsv e alle sue complicanze sia pari a circa 64 milioni di euro/annui di costi diretti, a cui si devono aggiungere quelli indiretti dell’attuale profilassi effettuata ai soggetti ad alto rischio. Molti Paesi europei (Francia, Spagna, Germania, Belgio, Olanda, Svezia, Lussemburgo, Finlandia, Irlanda) sono già pronti e infatti hanno emesso delle raccomandazioni per l’utilizzo dell’anticorpo monoclonale in campagne di immunizzazione per tutti i bambini nella prossima stagione.I ministeri degli altri Paesi hanno rilasciato delle dichiarazioni pubbliche a sostegno di tali campagne.  “In Italia le Regioni si stanno muovendo in ordine sparso, perché questa immunizzazione non fa parte del calendario vaccinale – osserva la presidente Sip – Le Regioni hanno una loro autonomia.

La Valle D’Aosta è la prima che si è attivata nel 2023 e nessun bambino tra quelli trattati con l’anticorpo è stato ospedalizzato.Altre Regioni si stanno attrezzando e hanno richiesto di acquistare l’anticorpo per la somministrazione ad ottobre, ma serve una strategia di sanità pubblica che favorisca l’immunizzazione, per questo chiediamo che si attivino campagne per la prevenzione delle infezioni da Rsv”.  La Società italiana di pediatria, insieme ad altre società scientifiche “si è espressa raccomandando l’uso dell’anticorpo monoclonale per proteggere tutti i neonati dal virus respiratorio sinciziale nel primo anno di vita – puntualizza Staiano – In particolare, la Sip fa parte dell’Alleanza per un’infanzia libera dal virus respiratorio sinciziale, composta da varie società scientifiche, da associazioni di pazienti, federazioni, istituzioni.

Lo scorso 5 marzo, tutti insieme abbiamo presentato, in occasione di un evento istituzionale a Roma, il Manifesto dal titolo ‘Respirare per crescere – Alleati per un’infanzia libera dall’Rsv’, che contiene le azioni per proteggere tutti i neonati da questo virus.La Sip certamente continuerà a lavorare per garantire un indirizzo comune e uniforme su tutto il territorio nazionale, affinché possano essere ridotte le disparità regionali e tutti i bambini possano avere uguale possibilità di essere protetti da questo virus e da altre malattie, indipendentemente dal luogo in cui nascono o vivono – rassicura la presidente – Noi auspichiamo che nel mese di luglio tutte le Regioni si siano già attivate per partire quanto prima con l’immunizzazione che – conclude – è offerta gratuitamente a tutti i neonati e lattanti o comunque nella prima stagione di picco”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verstappen via dalla Red Bull? “Non cambio squadra nel Mondiale 2025”

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(Adnkronos) –
Max Verstappen rimane alla Red Bull anche nel Mondiale 2025 di Formula 1.Il pilota olandese, campione del mondo e leader iridato, chiude il caso alla vigilia del weekend del Gp d’Australia. “Non credo che la F1 funzioni così non è che all’improvviso puoi dire ‘addio ragazzi’ e te ne vai.

Io ho un contratto lungo e sono contento del team in cui sono”, dice Verstappen, spegnendo le voci che, negli ultimi mesi, lo hanno accostato in particolare alla Mercedes.Le Frecce d’argento devono rimpiazzare Lewis Hamilton, destinato alla Ferrari.

Non sarà Verstappen, però, a sedersi al volante della Mercedes nella prossima stagione.L’olandese è legato alla Red Bull da un contratto in scadenza nel 2028 e le frizioni all’interno della squadra, con le tensioni tra l’anima austriaca e il team principal Chris Horner, non saranno la causa di un divorzio anticipato. “Come detto, dobbiamo solo concentrarci su dove dobbiamo migliorare per la macchina dell’anno prossimo, quindi questo credo che indichi chiaramente dove guiderò l’anno prossimo”, dice Verstappen. “Credo di averlo già detto, ma naturalmente la gente parla… La cosa più importante è avere una macchina molto competitiva per il futuro -prosegue il pilota olandese nel corso della conferenza stamp-.

Al momento siamo tutti molto vicini, però stiamo lavorando bene come team per cercare di migliorare ulteriormente.Io ne ho già parlato con la squadra e stiamo lavorando, ci stiamo concentrando anche per l’anno prossimo con l’obiettivo di essere più competitivi”.  Nel mosaico del paddock, un tassello si sistema: Pierre Gasly ha firmato un prolungamento pluriennale con il team Alpine, ha reso noto la squadra francese. “Mi sento davvero a casa in questa grande squadra.

Mi piace essere parte integrante sia del progetto di Formula 1 che della visione più ampia di Alpine Cars”, dice Gasly, che in una stagione e mezza con la scuderia ha ottenuto 67 punti, incluso il terzo posto nella Gp Sprint del Belgio del 2023 e il terzo nel Gran Premio d’Olanda nello stesso anno. “Sono ufficialmente qui da oltre 18 mesi e il piano è sempre stato quello di costruire un progetto a lungo termine con la squadra.Anche se in pista è stata finora una stagione impegnativa, rimango fedele al progetto, senza andare da nessuna parte”, dice.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sabrina Ferilli compie domani 60 anni: “Se troppi per mio lavoro mi iscrivo a Giurisprudenza”

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(Adnkronos) –
Sabrina Ferilli compie domani 60 anni.Classe ’64 la Sabrina nazionale, nata a Roma il 28 giugno, è senza dubbio una delle attrici italiane tra le più conosciute e amate del cinema e della tv, grazie anche alla sua energia, ironia e autoironia e alla sua ‘romanità’, mai nascosta o camuffata.

Sessant’anni all’anagrafe e quasi 40 di carriera, esordì nel cinema a 23 anni, Ferilli non nega che “invecchiare non piace a nessuno” perché “il nostro lavoro è legato all’immagine”.Ma – ha scherzato in una recente intervista a Vanity Fair – “che dobbiamo fare?

Se questo dovesse precludermi il lavoro, farò altro”.Non si ferma l’attrice e immagina una sua seconda vita sui libri: “Mi iscriverei a Giurisprudenza.

Ho fatto il classico e dei corsi parauniversitari di logopedia, ma vorrei la laurea”. Cresciuta a Fiano Romano da mamma casalinga e papà impiegato dell’allora Partito Comunista, una sorella e un fratello, dopo la maturità classica, scopre la sua passione per la recitazione, frequenta alcuni circoli teatrali di Roma e prova ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia ma non viene presa.Ma la sua determinazione la fa da padrona.

E presto arriva il debutto, a 23 anni, nel cinema in ‘Caramelle da uno sconosciuto’ di Franco Ferrini, e piccole parti in film di Monicelli, Corbucci, D’Alatri, Squitieri, Bava dove si colloca anche un tappeto rosso al Festival di Berlino con Marco Ferreri e un inedito Gerry Calà drammatico.Poi il primo ruolo da protagonista in ‘La bella vita’ dell’esordiente Paolo Virzì e la notorietà, entrambi trentenni.

Seguono – in un elenco in ordine sparso e non esaustivo – le fiction Rai di enorme successo popolare come ‘Commesse’, l’avventura dell’Oscar con ‘La grande bellezza’ di Paolo Sorrentino, cinepanettoni, spot, 15 anni al Teatro Sistina, sei nastri d’argento, sei ciak d’oro, un David speciale, con Sergio Mattarella che la definisce: “Simpatica, trascinante, irresistibile”.E ancora il Festival di Sanremo o i programmi tv, come quelli con l’amica Maria De Filippi, nel 2013 viene giudice fissa di ‘Amici’, ma anche la partecipazione, dal 2019 a ‘Tu si que vales’.  
Ferilli, sposata nel 2003 con Andrea Perone e separata, dopo due anni di matrimonio, dopo una lunga storia d’amore con il super manager Flavio Cattaneo, Sabrina dice ancora ‘sì’ in nozze top secret il 29 gennaio 2011.

Niente figli per lei che, sull’argomento, ha sempre confessato: “Non me la sono sentita di mettere al mondo dei figli, ho provato ad adottarne uno ma senza fortuna.Le cose sono andate come dovevano andare e non ne ho fatto una malattia”. Sull’età che avanza, Ferilli usa, come sempre l’autoironia: “Fondamentale, per accettare quello che succede, è avere un distacco, sennò come fai?”, rivelava nell’intervista. “Da giovane i telefoni squillano per dare solo belle notizie, ho trovato un lavoro, mi sono laureato, mi sono fidanzato, mi sposo, eccetera, alla mia età – rifletteva – è dura, squillano per dirti che quello è malato, l’altro non c’è più, uno si è separato, uno ha perso il posto…”. “Autoironia a palate, direi.

Ho il cinismo del romano, e ho solo Instagram e Facebook ma non li so usare, o meglio, non faccio nulla di quello che ci si dovrebbe fare, mi aiutano a gestirli”, confessava.Anche se proprio per un suo post sui social, recentemente, era scaturita una polemica sul film ‘La zona d’interesse’, premiato come miglior film internazionale alla 96edizione degli Oscar.

L’attrice, in una storia sul suo profilo Instagram, scriveva: “So perché vincerebbe, non certo perché è un film migliore di Io Capitano.Io tifo Italia, tifo Garrone”.  Tra le sue passioni mai nascoste: la politica e l’amata ‘Magica’, la squadra della Roma per la quale, nel 2001, quando i giallorossi vinsero lo scudetto, si spogliò al Circo Massimo.

Uno spogliarello, dopo il quale, tra l’altro rivelò di aver ricevuto “diffide e lettere di minacce di morte.Con i social e il politically correct oggi – ha poi confessato – non sarei arrivata sul palco del Circo Massimo con la bandiera”.  Quanto alla politica, Sabrina, cresciuta con il padre fieramente comunista, non ha mai negato il suo colore politico, definendosi da sempre una donna di sinistra, anche se ultimamente non ha nascosto le sue perplessità.

Alla domanda ‘dove sta oggi politicamente’, ha risposto: “Eh…ora è un problema”, “perché oggi la sinistra si occupa di alcuni temi assolutamente importanti, come le discriminazioni, ma dovrebbe insistere anche su quelli più trasversali, come il lavoro, la sicurezza, la scuola”.E sulla stessa segretaria del Pd, Elly Schlein, ha detto: “È troppo radicale e fa fatica a convogliare l’interesse di tutti”.

In molti, in un certo periodo hanno parlato di una virata verso i 5 Stelle, compresa una candidatura alle Regionali del Lazio nel 2023, da lei però sempre smentite.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il fidanzato di Taylor Swift: “La principessa Charlotte è una superstar”

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(Adnkronos) – Il fidanzato di Taylor Swift, Travis Kelce, è entusiasta della principessa Charlotte, dopo aver incontrato la reale di otto anni con suo fratello George e suo padre, il principe William, allo stadio di Wembley lo scorso fine settimana.Il giocatore dei Kansas City Chiefs, che ha posato per una foto con la rockstar, il figlio e i nipoti di Carlo nel backstage dell’Eras Tour, ha rivelato in un podcast che la giovane principessa era piena di domande e ha elogiato il principe e la principessa del Galles per le loro capacità genitoriali. Parlando con suo fratello Jason nell’ultimo episodio del loro podcast New Heights, Travis Kelce ha rivelato com’è stato incontrare i reali, scherzando sul fatto che il principe William fosse “il figlio di p…..a più figo”.

Ha poi aggiunto che i fratelli di 10 e 8 anni erano un “assoluto piacere” e che Charlotte, in particolare, era “una superstar”. “C’era il fuoco in lei.Faceva domande…

Mi piace quando i genitori chiedono ai loro figli di essere presenti, di essere espliciti…E li incoraggiano a prendere l’iniziativa nella conversazione”.  “Anche il principe George è stato fantastico.

Era così dannatamente adorabile”, ha aggiunto Jason.Quanto a William, “era anche lui fantastico.

E’ un bravo ragazzo”.Jason e Travis hanno sorriso per il fatto di non essere a conoscenza dell’etichetta corretta quando hanno incontrato i reali.

Travis ha poi scherzato sulla differenza di formalità tra Regno Unito e Stati Uniti: “William era lì con il piccolo George e Charlotte, ed è stato un vero piacere incontrarli.Non ero sicuro se avrei dovuto fare un inchino o semplicemente comportarmi da idiota americano e stringergli la mano.

Oppure dire: ‘Va tutto bene, amico?'”. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Boicottaggio no vax Fse, Fedriga: “Mette a rischio diritto alla salute”

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(Adnkronos) – “Il Fascicolo sanitario elettronico è un mettere a disposizione del sistema sanitario” le informazioni che “riguardano le patologie del paziente, così da poter intervenire in caso di necessità in qualsiasi realtà del Paese in modo tempestivo e non rischiare da una parte errori, ma anche migliorare la cura del paziente stesso.Nel Fse ci sono dati sanitari che sono trattati con la massima sicurezza dal punto di vista della privacy.

Mi sembrerebbe alquanto particolare che, per una precauzione eccessiva, si rischi invece di mettere a repentaglio il proprio diritto alla salute”.Così all’Adnkronos Massimiliano Fedriga, presidente Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e presidente Conferenza delle Regioni e Pa, a margine della prima giornata del Laboratorio Sanità 20/30 Ai in corso a Codroipo (Udine) commenta il recente boicottaggio dei no vax sui social per opporsi al caricamento dei dati nel Fse, in vista della scadenza del 30 giugno. —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Fedriga: “Ia e tecnologia per diminuire differenze di accesso a prestazioni”

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(Adnkronos) – L’intelligenza artificiale “credo che, per quanto riguarda i livelli di accesso alle prestazioni sanitarie, possa aiutare a diminuire le differenze” di accesso “perché, se noi mettiamo a disposizione la tecnologia, mettiamo a disposizione un sapere universale che può essere veramente diffuso e colmare i diversi problemi ma anche all’interno delle regioni”.Lo ha detto Massimiliano Fedriga, presidente Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e presidente Conferenza delle Regioni e Pa, intervenendo oggi, nel corso della prima giornata del Laboratorio Sanità 20/30 Ai (intelligenza artificiale) che riunisce nella residenza di Villa Manin a Codroipo (Ud), con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale di confronto tra esperti nazionali ed europei, manager pubblici e privati, istituzioni, professionisti della sanità e partner tecnologici. “Pensiamo per esempio alle aree interne dove, magari, la disponibilità del medico di medicina generale non c’è sempre, oppure a molti chilometri di distanza – continua Fedriga – l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono fare un monitoraggio costante, soprattutto dei pazienti con cronicità e riuscire quindi a garantire sempre che lo stesso paziente sia controllato per intervenire in caso di necessità.

In realtà” l’intelligenza artificiale “va a ridurre le differenze”. Come sottolinea il presidente Fedriga, la scelta di riunire la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano all’interno dell’evento organizzato dal Laboratorio Sanità 2030 Fvg, Regione Friuli Venezia Giulia e Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) non è casuale.L’obiettivo è sottolineare l’importanza di “mettere a disposizione le nuove tecnologie per migliorare i servizi ai cittadini.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in modo consapevole – aggiunge – ci mette di fronte a nuovi percorsi che dobbiamo trasformare da sfide a opportunità.Le carenze che oggi viviamo nel sistema sanitario possono essere s colmate. È chiaro che, da questo punto di vista, siamo agli albori di un percorso che, sappiamo, dovremo costruire e migliorare negli anni, ma serve una grande alleanza fra le istituzioni e il mondo scientifico al fine di dare risposte più efficienti ai cittadini”. L’intelligenza artificiale “può rappresentare, per quanto riguarda il diritto alla salute, un cambiamento di carattere epocale in termini di dati che si possono analizzare anche solo nella medicina preventiva – osserva Fedriga – Le regioni hanno un ruolo da protagonista per quanto riguarda le risposte di salute e per questo dobbiamo lavorare, insieme ovviamente al governo”, coinvolto con alcuni parlamentari nella due giorni friulana, “in una grande alleanza per cercare di mettere a terra”, a servizio dei cittadini “gli strumenti e le risoluzione che ci sono o che saranno a disposizione”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leone di nome e di fatto: l’atteso ritorno per Futuro Remoto

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Leone – Futuro Remoto.Quarto appuntamento con la rubrica sulle Vespe di Castellammare di Stabia targata ViViCentro.it dal titolo eloquente “Futuro Remoto Juve Stabia” che vuole descrivere, nell’ottica calcistica, i calciatori gialloblù di questa stagione dal passato al prossimo futuro, la stagione 2024-2025, destinata prima o poi a farsi presente.

La nostra rubrica vuole quindi riassumere l’apporto tecnico mostrato dai calciatori della rosa della stagione appena trascorsa, per determinare e guardare con obiettività al prossimo impegno calcistico delle vespe, la Serie B.E’ il tempo di Giuseppe Leone.

Leone: Futuro Remoto Juve Stabia

Nato a Torino, classe 2001, Giuseppe Leone cresce  nelle giovanili della Juventus indossando quella divisa quasi come se gli si fosse cucita addosso.

Dalle giovanili alla Primavera fino alla Next Gen.Dagli allenamenti con Miretti, Fagioli e Soulè a quelli con la prima squadra e con il suo idolo Miralem Pjanić.

Così ne parlò in un’intervista rilasciata sui canali ufficiali della Juventus: “Il giocatore a cui mi ispiro è Pjanić, con il quale ho avuto la fortuna di allenarmi in prima squadra ed è un giocatore pazzesco.Vede la giocata prima e sa sempre cosa fare”. Insomma, la trafila l’ha fatta tutta, tappa dopo tappa, incarnando sempre di più il DNA Juve.

Più di 140 le presenze con la maglia bianconera, 60 con la Next Gen in Serie C.Poi il momento del cambiamento.

Dopo 13 stagioni vissute con la Juventus, Leone viene acquistato dal Siena.Con i toscani disputa una sola stagione in cui le gioca quasi tutte. 36 sono le presenze collezionate.

Poi, ad attenderlo, c’è stata la Juve Stabia.Volto già conosciuto da mister Guido Pagliuca avendolo avuto alle sue dipendenze tra le fila del Siena.

La carriera di Giuseppe Leone prima di approdare alla Juve Stabia

Leone, centrocampista di piede destro, ha fatto le fortune del Siena nel Girone B di Lega Pro.

Due estati fa  ha abbandonato il Piemonte e il Girone A, per restare sempre in bianconero, ma trasferirsi a Siena e nel Girone B dove ha giocato quasi tutto il campionato da titolare (33 presenze dal primo minuto su 35 presenze complessive).Finalmente arriva alla Juve Stabia.

Ma cosa ha dimostrato Leone in questa stagione?

E, soprattutto, merita un altro anno con questi colori?

I dati della stagione di Giuseppe Leone

Leone, dopo l’anno passato, resta legato alle vespe fino a giugno 2025.Ha registrato 36 presenze, due goal e 4 assist.  3129’ sono stati i minuti di gioco.

Abile, attento e di grande movimento, un vero estintore per gli attacchi avversari ma anche un grande lancia fiamme per i suoi compagni di squadra.

Il voto della stagione

Leone Giuseppe 10: Era atteso, e ora lo possiamo dire, a giusta ragione.Un autentico architetto di centrocampo, ha orchestrato in maniera sublime il reparto di sua competenza dando sempre l’impressione di essere di un’altra categoria.

Ha illuminato e deliziato gli stabiesi, e non solo, con prestazioni sempre al di sopra della media e facendo lustrare gli occhi un po’ a tutti gli addetti ai lavori.Leone ha avuto la possibilità di confrontarsi con campioni come Dybala e Cristiano Ronaldo, di cui mostra fiero una foto sui suoi profili social, apprendendo mentalità da campione e voglia di mostrarsi, ma solo in campo, in quanto resta umile e riservato.

Il numero 55 ha la qualità tanto citata da Mister Pagliuca per essere un Leone di nome e di fatto!

Siracusa, morto bambino caduto in un pozzo: salva una donna

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(Adnkronos) – A Palazzolo Acreide, nel Siracusano, in circostanze ancora da verificare una donna e un bambino sono caduti in un pozzo.Sono intervenuti i vigili del fuoco, impegnati sul posto.

La donna è salva mentre il bimbo tra gli 8 e i 10 anni è stato recuperato privo di vita.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano Pride, al Parco Ravizza il live show di ‘The district of Joy’ firmato Serravalle Designer Outlet

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(Adnkronos) – In occasione della Pride Week, Parco Ravizza a Milano si trasforma in palcoscenico a cielo aperto grazie alla rassegna di eventi ed attività gratuite ideata e interamente prodotta da Serravalle Designer Outlet.Si tratta di ‘The district of joy’, in programma a Milano dal 24 al 30 giugno, parte del programma ‘Milano è Viva’, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Milano, e inserita nel palinsesto di iniziative del Milano Pride.

Nella serata di mercoledì 26 giugno, il parco ha ospitato l’evento principale della manifestazione culturale diffusa dedicata alle tematiche dell’universo Lgbtqia+: un live show musicale di cui Loredana Berté, da sempre vicina ai valori della comunità Lgbtqia+, è stata indiscussa protagonista.Sotto la conduzione del comico Daniele Gattano, si sono inoltre alternati un doppio DJ Set con Isa Diamond (Linoleum) e Santa Manu, il live set di MyDrama, il palco aperto di Milano Cantautori e Guernika, lo show di ballo della coreografa La B.

Fujiko. Con ‘The district of joy’, Serravalle Designer Outlet rafforza la connessione con la città di Milano, nel solco delle iniziative promosse nel biennio 2022-23.Ad avere un ruolo da protagonista nella strategia innovativa pensata per incidere in modo concreto e positivo sul territorio è l’area del Parco Ravizza, sul quale sono stati operati interventi per rafforzarne la centralità in termini di vivibilità, sicurezza e socialità per i cittadini milanesi.

In continuità con le esperienze maturate, Serravalle Designer Outlet ha voluto costruire e supportare un progetto che si inserisse nel quartiere e nella Pride Week con l’obiettivo di renderlo un polo culturale e artistico di rilievo nel panorama milanese, sottolineandone un’identità giovane, aperta, inclusiva. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano Pride, Doppio (McArthurGlen): “Nostro Gruppo condivide valori inclusione Pride”

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(Adnkronos) – “McArthurGlen ha radicato profondamente il suo legame con Milano attraverso Serravalle Designer Outlet, un punto di attrazione per visitatori locali e internazionali.Il nostro Gruppo si impegna attivamente a promuovere un impatto positivo in ogni comunità in cui operiamo, agendo come catalizzatore di cambiamento e sostenendo progetti basati su principi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

I valori di inclusione, gentilezza e libertà animano il distretto e lo spirito della manifestazione che quindi si inserisce perfettamente nel sistema valoriale del Pride, di cui condivido la visione aperta e inclusiva, e la volontà di favorire una modalità di espressione libera e consapevole”.Lo ha detto Donatella Doppio, McArthurGlen Managing Director Italy, commentando la rassegna di eventi ed attività gratuite ideata e interamente prodotta da Serravalle Designer Outlet in occasione della Pride Week.  Ieri sera, Parco Ravizza a Milano si è trasformato in un palcoscenico a cielo aperto con ‘The district of joy’, nel capoluogo dal 24 al 30 giugno, nell’ambito del programma ‘Milano è Viva’, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Milano, e inserito nel palinsesto di iniziative del Milano Pride.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)