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Airbnb a Firenze, cade lo stop in area Unesco introdotto dal Comune

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(Adnkronos) – Cade il divieto di affitti brevi nell'area Unesco nel centro di Firenze.Il Tar della Toscana ha, infatti, dato ragione al Codacons che, in rappresentanza di diversi proprietari di immobili, ubicati nel centro storico di Firenze, aveva promosso ricorso al Tar contro l'ordinanza dell'amministrazione fiorentina tesa a vietare gli affitti brevi nell'area Unesco.

Oggi arriva la sentenza del tribunale che riconosce pienamente le ragioni dell'associazione dei consumatori e dei proprietari.  Scrive infatti il Tar nella sentenza: "Tali obiettivi risultano, tuttavia, non più attuali proprio per effetto della sopravvenuta approvazione del piano operativo, che non li contiene.Quali che ne siano le ragioni, lo stralcio dal P.O.

del divieto delle locazioni brevi turistiche finisce, infatti, con il comportare un vistoso disallineamento tra le misure di salvaguardia originate dall'adozione della variante al R.U.e le scelte effettuate dal Comune con l’approvazione del piano operativo, nel senso che le prime non sono coerenti con le seconde, né ad esse funzionali, determinandosi di conseguenza una almeno apparente aporia generata dall'incompatibilità fra l'assetto territoriale futuro preconizzato dalla variante al regolamento urbanistico, che prevede il divieto delle locazioni turistiche brevi, e quello preconizzato dal piano operativo, che quel divieto non prevede.

Per tutte le ragioni esposte, con l'approvazione del P.O.debbono ritenersi cessati gli effetti pregiudizievoli prodotti dall’adozione della variante al regolamento urbanistico e, con essi, l’interesse all’impugnazione.

Il ricorso va, pertanto, dichiarato improcedibile con assorbimento di ogni ulteriore questione processuale e di merito". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden, il team dei fedelissimi guarda avanti: “Unica missione sconfiggere Trump”

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(Adnkronos) – La fronda interna al Partito democratico e i timori sempre più frequentemente espressi in pubblico sulle capacità del presidente Joe Biden di gestire la campagne contro Donald Trump non sfiorano il team dei collaboratori più vicini al presidente: Biden e i suoi – spiegano i suoi assistenti alla Cnn – hanno smesso di parlare del dibattito andato male.  Non solo – hanno spiegato alla Cnn – non sono più interessati a discutere del fiasco di Biden sul palco il mese scorso, ma non ci sono questioni in sospeso sul futuro politico del presidente da discutere.Biden resterà in gara, dicono, e non c'è nulla che possa cambiare le cose. Non importa quale testata giornalistica pubblichi un nuovo editoriale in cui si chiede al Presidente di abbandonare la campagna per un secondo mandato; non importa come andranno le prossime apparizioni e interviste pubbliche di Biden. "Abbiamo smesso di parlare del dibattito e ci concentriamo su un'unica missione: sconfiggere Donald Trump a novembre", ha dichiarato alla Cnn un collaboratore di Biden. "Vado avanti con il mio lavoro quotidiano", ha detto un alto funzionario dell'amministrazione all'emittente.

Impresa non facile, visto il briefing della Casa Bianca ancora una volta dominato da domande sulla salute di Biden, sul suo stato mentale e sulle conseguenze politiche del dibattito.  Alla domanda sulla probabilità che il presidente abbia preso in considerazione l'idea di ritirarsi dopo l'evento tuttavia, un consigliere di lunga data di Biden ha detto: "Zero.Crede davvero di essere l'unica persona in grado di sconfiggere Donald Trump.

Non è una recita".  I consiglieri affermano anche che i membri della famiglia del presidente sono ancora tutti d'accordo con l'81enne presidente nella scelta di perseguire un secondo mandato.  
Ma dopo i deputati democratici, anche tra i senatori vicini a Joe Biden cominciano a farsi sentire pubblicamente le prime voci di chi ritiene sia giusto che il presidente americano si faccia da parte e abbandoni la corsa alle elezioni di novembre.Il primo a metterci la faccia e a esprimere ai microfoni della Cnn questo pensiero è il senatore Dem Michael Bennet, convinto che Biden non possa vincere le elezioni dopo il dibattito con il suo rivale repubblicano. "Penso che Donald Trump sia sulla buona strada per vincere queste elezioni e forse vincerle a valanga, portandosi dietro Senato e Camera", ha detto Bennet alla Cnn. "Quindi per me questa non è una questione di sondaggi.

Non è una questione di politica.E' una questione morale sul futuro del nostro Paese", ha dichiarato. Il senatore democratico del Colorado ha quindi affermato che ''la Casa Bianca, nel tempo trascorso da quel dibattito disastroso, penso che non abbia fatto nulla per dimostrare realmente di avere un piano per vincere queste elezioni".

Ma perdere la Camera e il Senato a favore dei repubblicani sarebbe ''una tragedia americana'', ha sottolineato Bennet, affermando che ''la posta in gioco non potrebbe essere più alta''.Gli elettori democratici, ha aggiunto il senatore, hanno ''forti preoccupazioni'' sulla possibilità che Biden possa vincere la corsa alla Casa Bianca.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Di Lorenzo resterà in azzurro: “Sarà capitano ancora per molti anni”

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Giovanni Di Lorenzo resterà al Napoli. È arrivato infatti nel corso della giornata di oggi, giovedì 10 luglio, il comunicato degli azzurri che tramite un tweet hanno ribadito la posizione del capitano che non si muoverà da Napoli in vista della prossima stagione.In base a quanto viene riportato dal club, con il giocatore e il suo agente sono stati chiariti tutti gli aspetti che avevano fatto pensare a Di Lorenzo, perlomeno in base a quanto detto dal suo agente, di lasciare la società al termine di questa stagione.

Gli azzurri hanno deciso però di non retrocedere neanche di un millimetro sulla propria posizione, considerando il veto posto da Conte che considera Di Lorenzo, insieme a Kvaratskhelia, un punto fermo dal quale ripartire per la nuova annata, come ribadito nel corso della conferenza stampa di presentazione lo scorso 26 giugno.https://twitter.com/sscnapoli/status/1810996093863297048

Il comunicato social del Napoli

“Il Calcio Napoli legge su alcuni organi di stampa che servirebbe ancora un chiarimento tra la società e Giovanni Di Lorenzo.

Evidentemente, tali organi di stampa sono disinformati, poiché il “chiarimento” tra la società e il Capitano è avvenuto positivamente già da alcune settimane. È chiaro, quindi, che Di Lorenzo è e sarà ancora per molti anni il Capitano e perno centrale del Calcio Napoli”.

Mare, Urso: “Contribuisce al nostro pil e crea nuove opportunità specie in aree costiere e Sud”

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(Adnkronos) – "La bue economy è un settore vastissimo in grado di abbracciare attività legate alla pesca, all’acquacoltura, alla cantieristica navale, al turismo costiero, alla logistica portuale, alla ricerca marina, alla protezione dell’ecosistema, alla generazione di energia fino alla valorizzazione delle risorse biologiche e non biologiche.Con un valore aggiunto che supera i 60 miliardi di euro e oltre un milione di occupati, il mare non solo contribuisce significativamente al nostro prodotto interno lordo, ma crea anche nuove opportunità per le nostre comunità, specialmente nelle aree costiere e nel Mezzogiorno”.

A dirlo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione della presentazione del XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura dell'Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato oggi. "La blue economy – spiega – si dimostra forte e dinamica, avendo ormai superato con successo gli impatti della pandemia: nel 2022 il valore aggiunto è cresciuto a un tasso più che doppio rispetto al totale dell’economia e gli occupati sono aumentati del 6,6% a fronte del +1,7% complessivo.Il Mezzogiorno, in particolare, si presenta come un’area di eccellenza in cui occupati e imprese contribuiscono alla coesione sociale e alla riduzione delle disparità territoriali.

Questi risultati sono riprova della grande capacità che il settore dimostra nel saper integrare le nuove tecnologie con le tradizionali attività marittime: l'innovazione e la sostenibilità vanno di pari passo promuovendo una crescita economica orientata alla valorizzazione delle risorse naturali". "Per continuare su questa strada – sostiene il ministro Urso – è essenziale un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle imprese e della società civile.E’ per questo che il governo sta lavorando a una legge sulla Blue Economy, con l’obiettivo di creare un quadro normativo che supporti e incentivi ulteriormente questo settore strategico.

Vogliamo garantire che l’Italia rimanga all’avanguardia nella valorizzazione e nella gestione sostenibile delle risorse marine, anche grazie allo sviluppo di competenze che, dalla logistica alla mobilità fino all’elettronica, possono rafforzarsi nei percorsi formativi negli istituti superiori, nelle università e negli Its". "Una particolare attenzione – insiste – è posta anche sui temi della navalmeccanica e della cantieristica, sia mercantile che nautica: dobbiamo occuparci di questi settori soprattutto in chiave di innovazione tecnologica, sviluppo di nuovi materiali, progettazione e design.Inoltre, il momento di transizione green e tech ci impone di guardare alla ricerca e allo sfruttamento sostenibile delle risorse minerarie sottomarine come fattori determinanti per la produzione di materiali e dispositivi necessari all’indipendenza strategica nazionale: su questo fronte, insieme al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, abbiamo introdotto un provvedimento di legge al momento in conversione presso il Parlamento".  "Stiamo riportando il mare e gli oceani – afferma il ministro Urso – al centro della politica nazionale. È fondamentale, ma non basta: adesso è necessario che il tema del mare, della potenza economica che può generare, della sua protezione e tutela assumano una dimensione europea.

Per questo lavoreremo tenacemente affinché il mare sia al centro della politica della prossima Commissione europea, invertendo il processo che ha visto negli scorsi 30 anni l’Europa perdere capacità industriali, tecnologiche e posti di lavoro.Il mare rappresenta un’opportunità unica per costruire un futuro più prospero ed equo perché, se il mare conterà di più nella politica e nell’economia dell’Italia, l’Italia conterà di più in Europa e nel mondo". In merito, poi, ai dati Istat sulla produzione industriale di maggio, che ha fatto segnare un rialzo del 0,5% rispetto ad aprile, a fronte di un netto calo registrato in Francia (-2,1%) e in Germania (-2,5%) ha commentato."E' un risultato incoraggiante, particolarmente significativo poiché supera le aspettative di mercato, che prevedevano una crescita zero, e in controtendenza rispetto ad altri partner europei.

Ora dobbiamo consolidare la ripresa con il piano Transizione 5.0 pienamente operativo nelle prossime settimane e che metterà a disposizione delle aziende 13 miliardi di euro per il loro ammodernamento verso la duplice transizione green e digitale".  "I dati dell'Istat resi noti oggi – sottolinea-vedono come l'Italia abbia ripreso a crescere rispetto ai dati negativi della prima parte dell'anno per quanto riguarda la produzione industriale.Mentre purtroppo altri Paesi europei manufatturieri, grandi e significativi, con cui dobbiamo necessariamente compararci sempre, anche perché spesso cooperiamo con loro come Francia e Germania, hanno ancora un segno nettamente negativo".  "Il Piano transizione 5.0, che tra qualche settimana sarà pienamente operativo, è importante e significativo per consentire alle nostre imprese di essere più efficienti e competitive, sia per quanto riguarda l'innovazione digitale che per quanto riguarda la transizione green"."Il piano transizione 5.0 – ha ricordato – è l'unico piano in Europa, quindi siamo all'avanguardia, riesce a coniugare nel contempo l'innovazione digitale con l'innovazione green, consentendo quindi di utilizzare nella stessa misura le due tecnologie su cui dobbiamo essere particolarmente sfidanti, essendo quelle che poi ci consentiranno di governare la duplice transizione green e digitale".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, fatta per l’arrivo di Spinazzola: è ufficiale

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“Leonardo è orgoglioso di essere uno di noi!”.Twitta così sui propri profili ufficiali il Napoli che dà ufficialmente il benvenuto a Leonardi Spinazzola.

In termini ufficiali, dunque, l’ex Roma è il primo acquisto dell’era Antonio Conte, in attesa dell’ufficialità di Rafa Marin (che ha già svolto le visite mediche) e di Alessandro Buongiorno (che svolgerà i test nella giornata di domani, giovedì 11 luglio).Spinazzola, dunque, dopo l’esperienza alla Roma resta in Serie A.

Ad attenderlo c’è Antonio Conte che lo ha fortemente voluto sin dai tempi dell’Inter, quando l’operazione che avrebbe portato l’esterno a Milano e Politano, a quei tempi all’Inter, alla Roma saltò nel corso delle visite mediche.Spinazzola inizierà già il ritiro di Dimaro, in programma a partire dalla giornata di domani.

Insieme a lui, dei nuovi acquisti, ci sarà anche Rafa Marin.Per un Napoli che continua a rinforzarsi in difesa, vero punto debole della passata stagione.

https://twitter.com/sscnapoli/status/1810993371273400345

Il benvenuto del presidente

Oltre all’annuncio della società, non è mancato il classico tweet del presidente De Laurentiis: “Benvenuto Leonardo!”, per ufficializzare il nuovo acquisto azzurro.Spinazzola arriva a parametro zero, considerando il suo contratto con la Roma scaduto il 30 giugno, e ha firmato per gli azzurri un biennale.

Wimbledon, De Minaur si ritira per infortunio: Djokovic in semifinale senza giocare

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(Adnkronos) – Brutte notizie per Alex De Minaur.Il campione australiano si ritira dalla sua partita dei quarti di finale di Wimbledon contro Novak Djokovic.

Il numero 9 del ranking Atp lunedì si è infortunato all'anca durante il match point contro Fils negli ottavi e non è riuscito a recuperare.In questo modo Nole, 7 volte campione sull'erba londinese, arriva in semifinale senza giocare. De Minaur ha minimizzato lo spavento nonostante un iniziale scuotimento della testa in direzione del suo box sul Campo Uno, ma poco dopo mezzogiorno, il giorno dello scontro programmato sul Campo Centrale con Djokovic, si è ritirato dal torneo. "Ovviamente non è un annuncio che volevo fare in alcun modo", ha detto De Minaur in una conferenza stampa. "Sì, sono devastato ma ho dovuto ritirarmi a causa di un infortunio all'anca.

Ho una lacerazione alla cartilagine.Ho sentito un forte schiocco durante gli ultimi tre punti della mia partita contro Fils e ieri ho effettuato una scansione.

Ha confermato che si trattava di un infortunio e ad alto rischio di peggiorare la situazione se fossi entrato in campo oggi.Non è un segreto che in questa fase della mia carriera questa era la partita più importante.

Sapevo dei risultati dei controlli di ieri, ma speravo di svegliarmi oggi e di sentire una sorta di miracolo.Il problema è che se gioco e c'è uno stiramento, uno scivolone, qualsiasi cosa può far passare questo infortunio da tre-sei settimane a quattro mesi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Rapporto nazionale: al Sud un terzo dell’intero ‘prodotto blu’ nazionale

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(Adnkronos) – Le imprese giovanili in Italia sono pari al 9,0% dell’economia blu, le imprese femminili al 22,4% e le imprese straniere al 7,4%.La top 5 per incidenza del valore aggiunto dell’Economia del mare sul totale dell’economia territoriale a livello regionale sono: Liguria (11,9%), Friuli-Venezia Giulia (7,2%), Sardegna (7,1%), Lazio (6,0%) e Sicilia (5,7%).

A livello provinciale: Trieste (18,9%), Livorno (17,6%), La Spezia (16,8%), Gorizia (13,7%) e Rimini (13,0%).E’ quanto emerge dal XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato oggi a Roma. Il Sud Italia consolida il suo primato di area a maggiore produzione di valore aggiunto con quasi 21 miliardi di euro di produzione diretta, pari a circa un terzo dell’intero ‘prodotto blu’ nazionale.  Lo stesso vale per l’occupazione, concentrata per oltre il 37% al Sud, nonché per le imprese, che addirittura superano nel Mezzogiorno le 111 mila unità, oltre il 48% dell’intera base imprenditoriale blu del Paese.

Più basso invece il moltiplicatore pari all’1,6, a fronte del 2 del Nord-Est, dell’1,9 del Nord-Ovest e dell’1,7 del Centro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Rapporto nazionale: economia in Italia vale 178 mld euro pari al 10,2% del Pil

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(Adnkronos) – Con 227.975 imprese e 1.040.172 di occupati, l’economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 64,6 miliardi di euro, che, se si considera il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 178,3 miliardi di euro, pari al 10,2% del Pil nazionale.E’ quanto emerge dal XII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare Ossermare, Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato oggi a Roma, presso la Sala Longhi di Unioncamere alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. Un settore in netta crescita in ogni suo aspetto.

Cresce il valore aggiunto diretto con un +15,1%, pari a due volte la crescita media italiana si ferma al 6,9%.Cresce il valore aggiunto complessivo di quasi un punto percentuale rispetto a quanto rilevato dall’XI Rapporto del 2023.

Cresce il moltiplicatore, pari quest’anno a 1,8, a fronte dell’1,7% della scorsa rilevazione.Ossia per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.

Crescono gli addetti, con un aumento occupazionale del 6,6%, pari a quasi quattro volte quello registrato nel Paese (1,7%).Rimane, invece, stabile il numero delle imprese. Come ogni anno, la dodicesima edizione del Rapporto, punto di riferimento nazionale ed europeo nella definizione del valore della Blue Economy italiana, ha messo sotto la lente di ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva ‘blu’: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri, la ricerca, regolamentazione e tutela ambiente.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Jaan Roose fallisce l’impresa: sullo Stretto di Messina su slackline cade e il record sfuma

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(Adnkronos) – Niente da fare per il record del mondo di Jaan Roose nell'attraversamento dello Stretto di Messina.L'atleta della Red Bull, su una slackline di 1,9 cm di larghezza, sospesa a 200 metri sul livello del mare, dopo quasi 3 ore ma e a circa 80 metri dall'arrivo in Sicilia è caduto rendendo nullo il primato mondiale.

Roose si è poi rimesso sulla fune e ha completato comunque il percorso. Partito alle ore 8.30, nel versante calabrese, a Santa Trada (Villa San Giovanni), ad un’altezza di 265 metri (misura superiore al più alto grattacielo italiano), l’arrivo in Sicilia, dopo oltre 3,5 chilometri, era fissato a Torre Faro (Messina) ad un’altezza di 230 metri, per riuscire, a stabilire il nuovo record mondiale di slackline, migliorando il precedente primato di quasi un chilometro.  Ad ogni modo Jaan Roose è il primo uomo ad attraversare lo Stretto di Messina su una slackline larga appena 1,9 cm e tesa per oltre 3,6 km a oltre 200 metri di altezza.Per ben 3 ore Jaan ha dimostrato una maestria esemplare e una forza mentale fuori dal comune, completando una straordinaria impresa mai realizzata prima.

La traversata del tratto di mare tra Sicilia e Calabria rappresentava una sfida sportiva monumentale e audace per molti motivi, dalla distanza enorme, alle difficili condizioni atmosferiche, fino alle complesse difficoltà ambientali: la slackline è infatti stata tesa tra i piloni dell’ex elettrodotto dello Stretto, con punti a diverse altezze, creando un dislivello che ha richiesto, ancor di più, una precisione assoluta. Per l’unicità delle caratteristiche dell’impresa, fino all’ultimo non si poteva effettivamente sapere il momento della partenza.I controlli sul corretto montaggio dell’infrastruttura (destinata a essere completamente rimossa al termine della traversata, per lasciare i luoghi esattamente com’erano prima) si sono protratti con cura maniacale fino all’ultimo istante, così come il monitoraggio rigoroso dei parametri atmosferici.

Una volta ricevuto il “good to go”, però, lo spazio per ogni ragionamento si è concluso e tutto è stato rimesso a Jaan, seguito con occhio vigile dal resto del team.E Jaan Roose non ha deluso le aspettative, coprendo con disinvoltura in circa tre ore i 3,6 chilometri del percorso, migliorando così di quasi un chilometro il precedente record mondiale di percorrenza su slackline.

In questo incredibile viaggio ha dimostrato un equilibrio perfetto tra capacità fisiche straordinarie e forza mentale, resistendo alla fatica, alla gravità e agli istinti umani come la paura.La sua impresa non è solo un traguardo sportivo, ma un simbolo di resilienza e determinazione. Queste le sue parole “a caldo”, subito dopo essere arrivato sul pilone messinese: “Mi sento ‘jaantastic’, sono super contento, un po' stanco e provato… ma ragazzi, ho fatto la storia, ho camminato per 3,6 km sullo Stretto di Messina! È stata una lunga camminata, piena di sorprese dall'inizio alla fine, ho avuto qualche difficoltà, ma il tempo è stato buono, mi aspettavo più vento”.

Con la sua straordinaria impresa, Jaan Roose si conferma il punto di riferimento mondiale nello slacklining, capace come nessuno di “spingere oltre” i limiti di ciò che è possibile nello sport.La sua passione, il suo impegno e il suo talento sono fonte d’ispirazione per gli appassionati in tutto il mondo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Ungheria assicura: “Nessuna iniziativa per revoca nostra presidenza”

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(Adnkronos) – "Non sono al corrente di iniziative volte a cambiare la rotazione della presidenza" del Consiglio Ue.Lo dice il ministro degli Affari Europei dell'Ungheria, Janos Boka, in conferenza stampa a Bruxelles nella sede della Rappresentanza Permanente magiara presso l'Ue, a proposito delle indiscrezioni secondo le quali 15 Paesi Ue avrebbero intenzione di proporre di togliere la presidenza di turno a Budapest, dopo le missioni condotte da Viktor Orban in Russia e Cina.  Boka ricorda che tra gli Stati dell'Ue "non c’è alcun protocollo fissato per coordinare le visite.

Ci sono visite bilaterali delle quali non siamo informati: non c’è un protocollo concordato che dobbiamo rispettare.Il coordinamento non è sempre possibile, specie nel caso di visite così delicate.

Il primo ministro Viktor Orban ha informato" il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e i capi di Stato e di governo "in uno spirito di cooperazione, dopo le visite, anche se non era suo obbligo" farlo. La presidenza ungherese del Consiglio Ue, aggiunge poi il ministro degli Affari Europei ungherese, non ha "alcuna indicazione" che suggerisca che gli altri Stati membri dell'Ue possano boicottare i lavori del semestre, inviando rappresentanti di basso livello ai Consigli informali in Ungheria. "Finora non abbiamo avuto alcuna indicazione da parte di Stati membri che il livello di rappresentanza fosse dovuto a ragioni politiche – risponde Boka – non abbiamo avuto alcun messaggio simile da parte degli Stati membri".Anzi, osserva basandosi sui "numeri" che ha con sé, nei primi informali "la maggioranza degli Stati membri ha inviato rappresentanti politici, gli altri hanno mandato funzionari.

Non è una rappresentanza di basso livello".Al contrario, aggiunge, "se guardiamo ad alcuni Consigli pomeridiani, la presenza agli informali era migliore di non pochi Consigli formali".

Per l'Ungheria "una sola cosa è importante: gli incontri del Consiglio sono significativi e richiedono una rappresentanza di alto livello", conclude.   "Non c'è alcuna connessione" tra la visita in Russia del primo ministro e presidente di turno del Consiglio Ue Viktor Orban e il bombardamento di un ospedale pediatrico di Kiev da parte dei russi, che è avvenuto poco dopo.Lo sostiene il ministro degli Affari Europei ungherese Janos Boka, in conferenza stampa nella sede della Rappresentanza Permanente magiara presso l'Ue a Bruxelles.

Il ministro si dice "profondamente scosso e commosso" per l'attacco, che ha provocato almeno 29 morti e che "sottolinea solo la necessità che dobbiamo fare il possibile" per porre fine alla guerra in Ucraina.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ti scappa la pipì e non hai i soldi per il caffè? Ecco come fare

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(Adnkronos) –
E' possibile usufruire del bagno di un locale senza consumare?La risposta breve è no: di norma il bagno nei locali pubblici è riservato a chi consuma nel locale stesso e quindi ne diventa cliente.

Ma anche se questa risposta potrebbe risultare scontata per molte persone, la questione è stata oggetto di diversi dibattiti.A fare il punto è l'Unione nazionale consumatori.  Un locale pubblico non è un bagno pubblico: a chiarirlo la sentenza del Tar Toscana, n. 691 del 18/2/2010, risultato di un ricorso contro la delibera del Consiglio comunale di Firenze, n.69 del 24 luglio 2007, che all’art. 29, comma 3, imponeva ai locali pubblici di garantire l’uso a titolo gratuito del bagno 'a chiunque ne facesse richiesta'.

La sentenza del Tar Toscana afferma che 'l’eccessiva gravosità economica' dell’obbligo di fornire gratuitamente l’uso del bagno potrebbe comportare una limitazione della libertà di iniziativa economica, in violazione dell’art. 41 Cost.  La prova di questa gravosità, indica la sentenza, “si coglie agevolmente nel fatto che l’erogazione dello stesso servizio da parte del Comune (tramite la predisposizione di bagni pubblici) è onerosa e non gratuita” e che quindi “il Comune di Firenze pretende di imporre ai privati di rendere a titolo gratuito una prestazione che, allorché venga resa dal Comune medesimo, è, invece, a titolo oneroso”.Il diritto di usufruire dei servizi igienici dei locali pubblici è quindi riservato a chi consuma, mentre i bagni pubblici sono a disposizione di tutti e prevedono una tariffa fissa per essere utilizzati. I locali pubblici sono obbligati ad avere un bagno a norma e funzionante e questo riguarda tutti gli esercizi con un’attività di somministrazione di alimenti e bevande che prevedono una sosta da parte di chi consuma, come bar, ristoranti, pizzerie, trattorie, tavole calde, self service, fast food, birrerie, pub, enoteche e simili.

Non è invece obbligatorio nei locali in cui è previsto solo l’asporto o dove il consumo è immediato, come pizzerie d’asporto, rosticcerie o gelaterie.Il fatto che i locali pubblici debbano avere un bagno, però, non significa che chiunque abbia diritto a usufruirne.  La normativa di riferimento è il Tulps, Testo Unico delle Leggi sulla Pubblica Sicurezza, che nell’art. 137 indica che “il gestore di un pubblico esercizio non può rifiutarsi di mettere la sua toilette a disposizione di un cliente pagante senza giustificato motivo”.

Per essere considerati clienti paganti non esiste un importo minimo: anche acquistando il prodotto con il prezzo più basso, la persona diventa cliente pagante del locale e in quanto tale ha il diritto di usufruire del bagno.I locali commerciali tuttavia non possono imporre una tariffa fissa per utilizzare il bagno, poiché non è possibile chiedere un corrispettivo per un servizio che non è l’oggetto della propria attività. Chi gestisce un locale può impedire l’uso del bagno a un cliente?

Secondo il Tulps questo è possibile solo in caso ci sia un 'giustificato motivo'.Ma poiché per legge chi detiene un pubblico esercizio ha l’obbligo di avere sempre un bagno a norma e funzionante, gli unici possibili giustificati motivi sono l’inagibilità temporanea o il fatto che il bagno sia occupato, sempre temporaneamente, da un’altra persona. 
Chi possiede un esercizio di somministrazione e non ha un bagno a norma e funzionante è sanzionabile.

Il consumatore o la consumatrice a cui è impedito l’uso del bagno perché non presente o perché inagibile può chiamare la polizia municipale per una verifica.Nel caso in cui effettivamente il bagno risultasse non esistente o non a norma e/o funzionante, chi possiede l’esercizio di somministrazione dovrà pagare una multa. Le norme citate finora hanno validità se non esistono singoli regolamenti comunali che stabiliscono come devono comportarsi gli esercenti.

Ad esempio il Comune di Parma, con il Regolamento per la Convivenza approvato con Delibera di Consiglio comunale n. 37 del 27/05/2014, obbliga i gestori ad “assicurare la piena ed effettiva fruibilità ed efficienza dei servizi igienici interni ai locali (consentendone l’utilizzo gratuito al pubblico)” e a impegnarsi “a comunicare all’interno del locale, attraverso apposito cartello segnaletico, la piena ed effettiva fruibilità a titolo gratuito, dei servizi igienici”.  Tuttavia, salvo diversa indicazione del singolo regolamento comunale, i bagni dei locali pubblici sono riservati ai clienti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Buckingham Palace apre ai visitatori la sala dell’iconico balcone

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(Adnkronos) – Buckingham Palace apre le porte della sua ala est ai turisti, che avranno così la possibilità di avvicinarsi all'iconico balcone dal quale si affaccia la famiglia reale nelle occasioni più importanti.Per la prima volta in assoluto, dalla prossima settimana, la sala centrale dietro il famoso balcone del palazzo reale sarà infatti aperta ai visitatori.

Resteranno però chiuse le porte finestre, permettendo così ai visitatori di vedere il panorama che i reali ammirano, ma senza potersi affacciare.I circa seimila biglietti che erano stati messi i vendita ad aprile per visitare l'ala orientale di Buckingham Palace erano andati esauriti nel giro di poche ore. ''L'idea di avere un balcone a Buckingham Palace è stata del principe Alberto, perché lo vedeva come un modo per consentire alla famiglia reale di entrare in contatto con la gente.

Ed è esattamente così che, in un certo senso, continua a essere utilizzato nelle occasioni importanti'', ha spiegato a Sky News Caroline de Guitaut, sovrintendente delle opere d'arte del re.Il balcone ''cominciò a essere utilizzato durante il regno della regina Vittoria, dal 1851 per salutare le truppe che partivano per la guerra di Crimea e accoglierle al loro ritorno", ha aggiunto. L'ala est del palazzo reale è stata costruita tra il 1847 e il 1849 per ospitare la famiglia della regina Vittoria.

Il complesso inglobò l'ex residenza reale aperta a forma di ferro di cavallo.Negli ultimi cinque anni è stata sottoposta a lavori di ristrutturazione.

Più di 3.500 opere d'arte sono state rimosse per essere conservate in modo sicuro.Circa 47mila assi del pavimento sono state rimosse e riposizionate.

Le visite guidate dell'ala est condurranno i visitatori lungo gran parte del corridoio principale lungo 73 metri e includeranno il salotto giallo e la sala centrale dietro il balcone. Nel salotto giallo c'è un camino in stile orientale proveniente dalla residenza sul mare di Giorgio IV, il Brighton Pavilion.Tra i pezzi forti della sala centrale figurano un lampadario in vetro recentemente restaurato, la cui forma ricorda un fiore di loto, e due arazzi cinesi in seta imperiali del XVIII secolo, donati alla regina Vittoria dall'imperatore cinese Guangxu nel 1897.

Nella sala da ballo i visitatori potranno infine ammirare il nuovo ritratto di re Carlo, realizzato dall'artista Jonathan Yeo. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rapina con sparatoria al centro commerciale Roma Est: rubano gioielli e fuggono

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(Adnkronos) – Nel corso della rapina in una gioielleria al centro commerciale Roma Est, in via Collatina, quando i banditi hanno sparato colpi di pistola e la guardia giurata ha risposto al fuoco.Non ci sono feriti.  I due rapinatori hanno portato via i gioielli che erano negli espositori e sono fuggiti.

Sono in corso le ricerche della polizia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sharon Stone ha perso milioni di risparmi dopo l’ictus del 2001

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(Adnkronos) –
L'attrice statunitense Sharon Stone ha rivelato che le persone "si sono approfittate" finanziariamente di lei mentre si stava riprendendo da un ictus quasi fatale.Nel 2001, la star di Basic Instinct ha subito un ictus che le ha provocato un'emorragia cerebrale durata nove giorni, costringendola ad allontanarsi da Hollywood per sette anni per riprendersi completamente. "La gente si è approfittata di me in quel periodo", ha dichiarato l'attrice a The Hollywood Reporter. "Avevo risparmiato 18 milioni di dollari grazie a tutto il mio successo, ma quando sono tornata a controllare il mio conto in banca, erano tutti spariti.

Il mio frigorifero, il mio telefono: tutto era a nome di altre persone.Non avevo soldi". Nonostante le difficoltà, l'attrice 66enne ha scelto di concentrarsi sugli aspetti positivi. "Ho deciso di restare presente e di lasciar andare.

Ho deciso di non aggrapparmi alla malattia, all'amarezza o alla rabbia", ha spiegato. "Se mordi il seme dell'amarezza, non ti lascerà mai.Ma se mantieni la fede, anche se quella fede è grande quanto un granello di senape, sopravviverai.

Quindi, ora vivo per la gioia.Vivo per uno scopo" .
 
L'ictus ha cambiato radicalmente il funzionamento del cervello della Stone. "Un monaco buddista mi ha detto che mi ero reincarnata nel mio stesso corpo.

Ho avuto un'esperienza di morte e poi mi hanno riportata indietro.Ho sanguinato nel cervello per nove giorni e il mio cervello è stato spinto in avanti.

Non era posizionato nella mia testa dove era prima.E mentre ciò accadeva, tutto è cambiato.

Il mio senso dell'olfatto, la vista, il tatto.Non ho potuto leggere per un paio d'anni.

Molte persone pensavano che sarei morta." In precedenza, la Stone aveva rivelato che i medici pensavano che stesse "fingendo" quella che si è rivelata essere un'emorragia cerebrale derivante dalla rottura di un'arteria vertebrale.Nel 2023, ha raccontato alla rivista Vogue: "Si sono persi con il primo angiogramma e hanno deciso che stavo fingendo.

Il mio migliore amico li ha convinti a darmene un secondo e hanno scoperto che avevo un'emorragia nel cervello, in tutta la zona subaracnoidea e che la mia arteria vertebrale era rotta.Sarei morta se mi avessero rimandato a casa".

L'attrice ha detto che assume farmaci ogni giorno per affrontare la balbuzie e le gravi convulsioni cerebrali.Attualmente, Sharon Stone è membro del consiglio della Barrow Neurological Foundation negli Stati Uniti, che tratta "condizioni devastanti del cervello e della colonna vertebrale". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Pani (Sifo): “Per malattie croniche pelle puntare su reti dermatologiche”

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(Adnkronos) – "Sarà molto importante che le reti regionali per le malattie dermatologiche nelle Regioni siano armonizzate anche per favorire l'aderenza terapeutica in modo da ridurre gli sprechi e aumentare l'efficacia e la sicurezza delle cure.L'altro elemento è l'accesso alle terapie.

In queste reti potrà essere anche inserita una modalità nuova di dispensazione del farmaco, ovvero l'home delivery, che potrebbe, insieme a delle strumentazioni di facile accesso, sto pensando a delle App, essere integrata alla consegna del farmaco al paziente, in modo da aumentare l'aderenza terapeutica". Così all’Adnkronos Salute Marcello Pani, segretario nazionale Sifo, Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici in occasione dell’incontro 'Equity Group – Malattie croniche della pelle' che si è svolto a Roma alla presenza di esperti, specialisti dermatologi, associazioni di pazienti e società scientifiche. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ddl Nordio, ok dalla Camera con 199 sì: è legge

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(Adnkronos) – La Camera dei deputati ha dato il via libera in via definitiva al ddl Nordio con 199 voti a favore, 102 voti contrari e nessun astenuto. "L’approvazione di questo ddl rappresenta una svolta nel rafforzamento delle garanzie per gli indagati e una mano tesa a tutti i pubblici amministratori, che non avranno più paura di firmare.Di questo importante risultato desidero ringraziare tutti i parlamentari, i colleghi di Governo e l’intero staff del Ministero”, ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. "La giustizia compie un passo importante verso la tutela dei diritti e delle garanzie dei cittadini.

Si tratta di una riforma che rappresenta l'avvio di una stagione che si completerà con la separazione delle carriere dei magistrati.I valori, le idee di Silvio Berlusconi sono quelle contenute negli articoli di questo disegno di legge che rappresenta il primo traguardo di una serie di battaglie condotte da Forza Italia negli anni.

Con lo spirito di chi vuole una giustizia veramente giusta, andremo avanti con le prossime riforme", dichiara Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera di Fdi. Anche per il deputato di Forza Italia e Sottosegretario di Stato al Mit, Tullio Ferrante, "l'approvazione del ddl Nordio rappresenta una svolta storica con la quale si pone un argine alle distorsioni del sistema giudiziario che per troppi anni hanno inquinato la vita del Paese, dei cittadini e delle istituzioni, introducendo principi basilari di civiltà giuridica.Come Forza Italia siamo orgogliosi di questo traguardo e continueremo a batterci per varare le riforme sulla giustizia, con l'obiettivo di garantire finalmente il diritto al giusto processo", scrive "E' un primo passo, limitato e con deroghe.

Ma è anche un segno politico dell'approccio del nostro gruppo nei confronti dei provvedimenti del governo", ha detto Enrico Costa (Azione) nelle dichiarazioni di voto alla Camera.Poco dopo è intervenuto in aula Roberto Giachetti (Iv), che ha annunciato il voto "convintamente a favore di questo provvedimento".   Questa mattina a Radio24 Nordio aveva ribadito che "è una premessa sbagliata" dire che l'abolizione dell'abuso d'ufficio "sia un colpo a lotta corruzione, chi lo dice sa benissimo che l'abuso d'ufficio non ha nulla a che vedere con la corruzione" che "riguarda soldi che vengono pagati".

Il reato d'abuso d'ufficio "era così evanescente che poneva sotto indagine amministratori e sindaci per le questioni più svariate e su 5mila e passa processi instaurati ogni anno, che costavano la paralisi della Pa e la paura della firma ma anche la carriera politica e salute personale, non c'erano mai condanne.Abbiamo liberato 5mila e passa amministratori l'anno dalla paura della firma". "Avremo una velocizzazione della giustizia penale, i nostri tribunali sono intasati in buona parte di indagini assolutamente inutili, costose e dannose e la depenalizzazione di questi tipi di reato che non servono a nessuno e sono anzi un intralcio alla corretta amministrazione della giustizia, avranno anche un effetto benefico sull'efficienza", sottolinea il ministro. Infine sulla misura che prevede che "un tribunale collegiale deve esprimersi sull'emissione dell'ordinanza cautelare", Nordio ammette che "tutto questo può provocare alcune ragioni di incompatibilità nei tribunali piccoli dove ci sono pochi giudici, ma a questo abbiamo posto provvedimento con la soluzione di 250 magistrati nuovi".  Quanto alle intercettazioni, "la disciplina radicalmente non cambia, cambierà quando avremo fatto la riforma organica e completa delle intercettazioni".

Nordio aggiunge che "l'Italia 10 giorni fa, con la sentenza Contrada, è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo". "Da noi l'articolo 15 della costituzione che tutela la riservatezza delle comunicazioni è stato stracciato e alcuni magistrati hanno intercettato persone che non erano indagate: su questo l'Europa ha fatto una sentenza umiliante per noi e la magistratura", sottolinea.  Rispondendo a una domanda sull'emendamento relativo allo stop al rinvio della detenzione per le donne incinte o con figli fino a un anno, il ministro spiega che "si tratta di coniugare la presunzione di innocenza, l'umanità della pena, con l'allarme sociale creato da certi tipi di reati.Questo allarme sociale è così diffuso perché tutti vedono le situazioni in cui si trovano le stazioni e certe persone dedite al delitto, soprattutto per reati contro il patrimonio come scippi e rapine, che non espiano la pena perché si tratta di donne incinte.

Vi è da parte della donna uno sfruttamento della maternità quasi blasfermo perché diventa uno strumento per evitare una punizione". "Concordo in linea di massima, ma teniamo sempre presente che è il magistrato che decide volta per volta le misure da adottare", sottolinea.    —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, dermatologo Bianchi: “Per chi ha malattie pelle ok farmaci male assistenza”

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(Adnkronos) – "Le malattie infiammatorie croniche cutanee sono tali perché si correlano in maniera importante e significativa a comorbidità sistemiche.Nonostante esistano farmaci innovativi come i biosimilari che agiscono su vari target, il percorso di cura del paziente è sempre complesso: il primo accesso avviene dal medico di medicina generale che lo invierà allo specialista sul territorio. È complesso anche il percorso nell’hub ospedaliero, nell'istituto centrale dove i pazienti accedono a questi farmaci di unica prescrizione, attraverso piani terapeutici.

Un iter ancora più difficoltoso per i pazienti di fuori regione e che non hanno la possibilità di accedere agevolmente a una prescrizione ad una terapia corretta".Così all’Adnkronos Salute Luca Bianchi, responsabile Uosd Dermatologia del Policlinico Tor Vergata Roma, in occasione dell’incontro 'Equity Group – Malattie croniche della pelle' che si è svolto a Roma alla presenza di esperti, specialisti dermatologi, associazioni di pazienti e società scientifiche. I "farmaci ci sono – spiega Bianchi – ma la possibilità di controlli della spesa finora non ha reso disponibile la terapia a livello territoriale.

Ovviamente, abbiamo differenze regionali notevoli.Nella mia Regione, ovvero il Lazio, probabilmente potrebbe essere rivista la possibilità di accesso ai farmaci che ormai occupano i primi piani nelle linee guida di terapia.

Per quanto riguarda i biosimilari, farmaci estremamente vantaggiosi dal punto di vista economico, potrebbe esserci un uso più condiviso di questi farmaci creando degli accessi dedicati grazie alla condivisione dei dati tra il medico di medicina generale e lo specialista". Nella presa in carico del paziente, "potrebbe aiutare la diagnosi attraverso la telemedicina – sottolinea lo specialista – La telemedicina in campo dermatologico è all'avanguardia.La mia Unità al Policlinico di Tor Vergata è stata tra le prime ad utilizzare questo strumento.

Tuttavia, abbiamo la necessità di vedere il paziente spesso o episodicamente in presenza perché per meglio valutare la lesione clinica" conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Corazza (Apiafco): “Diagnosi psoriasi tardiva per liste d’attesa e burocrazia”

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(Adnkronos) – "Per la diagnosi di una malattia cronica della pelle il cammino può essere lungo.Prima di tutto si va dal farmacista, poi dal medico di medicina generale, il quale se conosce bene la patologia si rende conto della gravità e lo indirizza da uno specialista.

A volte per una diagnosi di psoriasi, piuttosto che di artrite psoriasica o vitiligine e dermatite atopica, a volte passa molto tempo anche per problemi burocratici, a causa delle liste d'attesa o di interlocutori incompetenti.Dipende da chi si incontra all'inizio.

Il primo step è fondamentale perché dovrebbe evitare un pellegrinaggio tra vari medici a cui un paziente si sottopone (modificherei con deve rivolgere) pur di avere soddisfazione.Invece, le associazioni si battono affinché i pazienti possano seguire un percorso trasparente, rapido e sicuro nella struttura pubblica".

Così all’Adnkronos Salute Valeria Corazza, presidente di Apiafco, Associazione psoriasici italiani, amici della Fondazione Corazza in occasione dell’incontro “Equity Group – Malattie croniche della pelle” che si è svolto a Roma alla presenza di esperti, specialisti dermatologi, associazioni di pazienti e società scientifiche. "Le cure soprattutto quelle topiche sono a carico dei privati (delle famiglie).Per quello che riguarda invece la cura di una forma grave di psoriasi, invece, il paziente deve accedere per forza di cose alla struttura pubblica dove sono disponibili i farmaci biologici".

Le malattie croniche della pelle sono “patologie che ancora non hanno una dignità, nel senso che non vengono neanche calcolate dall'Istat.Coloro che si rivolgono alla nostra associazione sono milioni – conclude Corazza – In loro rappresentanza oggi posso dire che in questa sede non ci siamo sentiti dimenticati e questo è già una grande soddisfazione perché per quello che potevano fare qualche impegno è stato preso.

Se non altro il rivederci e il riparlarne è molto importante".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Salutequità: “Cure ad ostacoli per 6 mln con malattie croniche pelle”

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(Adnkronos) – "In Italia si contano circa 15 milioni di pazienti con malattie della pelle, 6 milioni hanno una malattia infiammatoria cronica.Una comunità di pazienti che fa i conti tutti i giorni con tantissime difficoltà nelle cure.

Dall'accesso alle terapie alle liste di attesa, alle disuguaglianze regionali, per questi pazienti curarsi è una corsa ad ostacoli.Una situazione davvero molto complessa che però non trova una risposta efficiente ed efficace da parte delle istituzioni ancora nel facilitare il percorso di cura".

Così all’Adnkronos Salute Tonino Aceti, Presidente Salutequità in occasione dell’incontro 'Equity Group – Malattie croniche della pelle' che si è svolto a Roma alla presenza di esperti, rappresentanti delle istituzioni, specialisti dermatologi, associazioni di pazienti e società scientifiche. "Nella bozza del Piano nazionale della cronicità, che è stato anticipato poche settimane fa attraverso la stampa – fa notare Aceti – le malattie della pelle non rientrano tra le patologie oggetto del Pnc, come pure i Pdta, percorsi diagnostico terapeutico assistenziali, per queste patologie sono assenti.Registriamo esperienze in alcune Asl ma non c'è un Pdta di livello nazionale e di livello regionale.

In più i pazienti non hanno reti dermatologiche sulle quali contare per accedere in modo appropriato, tempestivo e con equità alle cure di cui hanno bisogno".  Quindi "bisognerebbe lavorare fondamentalmente ad un Piano nazionale di cronicità che riconosca le patologie dermatologiche della pelle come patologie oggetto di intervento del Pdta e su reti dermatologiche perché questo garantirebbe un migliore accesso, una tempestività, un’appropriatezza, un’efficienza ed efficacia delle cure" conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lino Banfi e Carabinieri: campagna contro le truffe agli anziani

L’Arma dei Carabinieri, con l’aiuto di Lino Banfi, lancia una campagna di sensibilizzazione per proteggere gli anziani dalle truffe, offrendo preziosi consigli per riconoscere e prevenire i raggiri.

Contro le truffe agli anziani l’Arma arruola un testimonial speciale: Lino Banfi

Le truffe agli anziani sono un fenomeno sempre più preoccupante.Gli anziani, per la loro naturale vulnerabilità, diventano bersagli facili per i truffatori.

L’Arma dei Carabinieri ha sempre mostrato una particolare attenzione verso questa fascia della popolazione, e ora ha deciso di arruolare un testimonial d’eccezione: Lino Banfi.L’obiettivo è sensibilizzare e proteggere gli anziani dai raggiri.

La sensibilità dell’Arma dei Carabinieri verso gli anziani

L’importanza di proteggere i soggetti vulnerabili
Gli anziani rappresentano una parte preziosa della nostra società.

La loro esperienza e saggezza sono inestimabili, ma allo stesso tempo, la loro vulnerabilità li rende suscettibili a truffe e raggiri.Proteggere questi soggetti è una priorità per l’Arma dei Carabinieri, che da tempo lavora per prevenire e contrastare questi crimini.

Iniziative precedenti contro le truffe
L’Arma ha avviato numerose iniziative per informare e proteggere gli anziani.

Attraverso incontri, distribuzione di materiale informativo e campagne di sensibilizzazione, i Carabinieri si sono sempre impegnati a fornire strumenti utili per riconoscere e difendersi dalle truffe.

Il fenomeno delle truffe agli anziani

Metodi usati dai truffatori
I truffatori adottano metodi sempre più subdoli e sofisticati per ingannare gli anziani.Vediamo alcuni dei più comuni.

La truffa dello specchietto
Uno dei metodi più diffusi è la truffa dello specchietto.

Un malintenzionato simula un incidente stradale, accusando l’anziano di aver danneggiato lo specchietto retrovisore della propria auto.Sotto pressione, la vittima paga una somma di denaro per evitare presunti problemi legali.

Il falso tecnico
In questo tipo di truffa, il truffatore si presenta come tecnico del gas, dell’acqua o dell’elettricità, sostenendo di dover effettuare controlli urgenti.

Una volta entrato in casa, ruba oggetti di valore o denaro contante.

La truffa del nipote
Qui, il truffatore si spaccia per un parente, spesso un nipote, che si trova in difficoltà e chiede urgentemente denaro.La vittima, confusa e preoccupata, cede al raggiro.

Lino Banfi: un testimonial speciale

Il legame di Lino Banfi con l’Arma dei Carabinieri
Lino Banfi è un volto amato e rispettato in tutta Italia.

Conosciuto come il “Nonno d’Italia”, Banfi ha sempre mostrato grande rispetto e stima verso l’Arma dei Carabinieri.La sua partecipazione a questa campagna è stata naturale e spontanea, dettata dalla volontà di contribuire a una causa così importante.

L’importanza di un volto noto nella campagna di prevenzione
Un volto noto come quello di Lino Banfi può fare la differenza.

La sua popolarità e la sua empatia gli permettono di arrivare direttamente al cuore degli anziani, rendendo il messaggio di prevenzione più efficace e credibile.

La campagna di comunicazione

Lo spot con Lino Banfi
Il cuore della campagna è uno spot televisivo in cui Lino Banfi dialoga con il Comandante di Stazione del suo quartiere.Con il suo stile unico e inconfondibile, Banfi racconta episodi di truffe subite da conoscenti, per poi cedere la parola al Comandante, che fornisce preziosi consigli su come difendersi dai truffatori.

Il messaggio del Comandante di Stazione
Il Comandante di Stazione esorta gli spettatori a prestare massima attenzione e a non esitare a rivolgersi ai Carabinieri in caso di dubbi o sospetti, chiamando il 112.

La presenza delle forze dell’ordine è rassicurante e offre un supporto concreto alla popolazione anziana.

Diffusione sui social e nei media
Lo spot sarà diffuso ampiamente sui social media dell’Arma e sui principali canali televisivi, per raggiungere il maggior numero possibile di persone.L’obiettivo è creare una rete di informazione capillare che possa mettere in guardia gli anziani e i loro familiari.

Materiale informativo

Locandine e opuscoli
Oltre allo spot, la campagna prevede la distribuzione di locandine e opuscoli informativi.

Questi materiali contengono consigli pratici e semplici su come riconoscere e difendersi dalle truffe più comuni.

Distribuzione e affissione
Le locandine saranno affisse in tutte le caserme dei Carabinieri, nelle parrocchie, nei centri anziani e in altri luoghi di ritrovo.Gli opuscoli, invece, saranno distribuiti direttamente ai cittadini durante incontri formativi e visite delle pattuglie nei quartieri.

Il ruolo delle Stazioni Carabinieri

Incontri formativi
Le Stazioni Carabinieri organizzano incontri formativi in luoghi di culto, sedi comunali e strutture ricreative per anziani.

Durante questi eventi, vengono distribuiti opuscoli informativi e vengono forniti consigli utili per evitare truffe.

Collaborazioni con istituzioni e organi di informazione
I Comandanti di Stazione mantengono contatti costanti con i direttori di istituti di credito e uffici postali per condividere informazioni su casi sospetti.Inoltre, collaborano con gli organi di informazione locali per sensibilizzare l’opinione pubblica.

Conclusione
La campagna dell’Arma dei Carabinieri, supportata da Lino Banfi, rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro le truffe agli anziani.

Attraverso la diffusione di informazioni e la collaborazione con le comunità locali, l’Arma intende proteggere e rassicurare la popolazione anziana, rendendola più consapevole e preparata di fronte ai pericoli.

FAQs

  1. Quali sono i metodi più comuni usati dai truffatori per ingannare gli anziani?
       I truffatori usano metodi come la truffa dello specchietto, il falso tecnico e la truffa del nipote per ingannare gli anziani.
  2. Come posso riconoscere un truffatore che si presenta come tecnico?
       Un vero tecnico deve avere un tesserino di riconoscimento e, in caso di dubbi, è sempre meglio contattare l’azienda di riferimento per verificare la visita.
  3. Cosa devo fare se ricevo una chiamata da un presunto parente in difficoltà?   Prima di prendere qualsiasi decisione, è importante verificare l’identità della persona chiamando direttamente il parente in questione o consultando altri familiari.