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La “Linea segreta” tra Stato e Vaticano nel nuovo libro di Antonio Preziosi

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(Adnkronos) – ‘Linea segreta’: il dietro le quinte tra Stato e Vaticano in oltre settant’anni di storia, attraverso fatti, vicende e curiosità raccontate dal direttore del Tg2 Antonio Preziosi nella sua ultima fatica letteraria edita da San Paolo. Il volume racconta i retroscena del confronto continuo e serrato tra le due sponde del Tevere: dalla Prima Repubblica fino al G7 in Puglia.  Nel libro Preziosi parla anche di un tema di stringente attualità come quello delle politiche migratorie. “Il terreno di confronto tra la Santa Sede e il governo di centrodestra – osserva Preziosi – è soprattutto quello dei migranti.Il tema dell’accoglienza è molto caro a papa Francesco ed è su questo che si misura il termometro delle relazioni tra le due sponde del Tevere”. “Nel febbraio del 2023, si verifica il tragico naufragio al largo delle coste di Cutro, in Calabria con la morte di decine di fuggiaschi in balia degli scafisti.

Giorgia Meloni – ricorda il direttore del Tg2 – ribadisce piena consonanza alle parole di dolore pronunciate dal Papa.Affacciandosi dalla finestra su piazza San Pietro per la recita dell’Angelus, Francesco prega “per le vittime del naufragio, per i loro familiari e per quanti sono sopravvissuti" e manifesta "apprezzamento" e "gratitudine alla popolazione locale e alle istituzioni per la solidarietà e l’accoglienza verso questi nostri fratelli e sorelle", rinnovando l'appello "affinché non si ripetano simili tragedie".  Parole di dolore, di condanna per i trafficanti di esseri umani, di apprezzamento per chi ha manifestato solidarietà e accoglienza, e anche per le istituzioni.

E non manca a stretto giro la replica della premier che affida ai canali social il suo pensiero: “Facciamo nostre le parole del Santo Padre” scrive, e aggiunge che esse ‘rappresentano un grande richiamo per tutte le Istituzioni.Come governo le facciamo nostre, continuando a impiegare tutte le forze necessarie per combattere i trafficanti di esseri umani e fermare le morti in mare’”.  In ‘Linea segreta’, Preziosi racconta anche come reagì Paolo VI alla morte di Aldo Moro.

Come andò realmente la fine dell’unità politica dei cattolici in Italia.Un viaggio, insomma, ricco di sorprese e colpi di scena. “Ogni volta che il parlamento italiano affronta tematiche sensibili a proposito dell’etica personale, familiare, sociale e a proposito della cultura nel nostro Paese, – la riflessione contenuta nel volume – il dialogo con la Chiesa cattolica è inevitabile e indispensabile.

Ma l’Italia, da questo punto di vista, è un caso davvero unico perché ospita, nel cuore della capitale, un piccolo Stato di enorme importanza internazionale: la Città del Vaticano e il Pontefice, che è il punto di riferimento per milioni di cattolici".  L’autore racconta anche le svolte, in certi momenti drammatiche, dell’impegnativo rapporto della politica e delle istituzioni.Il rispetto, il dialogo, l’aperta collaborazione per il bene comune non sono venuti mai meno, la tesi portata avanti in ‘Linea segreta’, ma non tutti i Governi, non tutti i Parlamenti e non tutti gli inquilini del Quirinale hanno avuto sempre lo stesso tipo di confronto.

E alcune stagioni sono state particolarmente difficili.Preziosi ripercorre così i referendum sul divorzio e sull’aborto, gli anni del terrorismo, il dibattito sulla famiglia, sull’immigrazione, sulle grandi scelte morali. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Epatite C, Sos esperti: “Screening solo per 11% italiani tra 35 e 55 anni”

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(Adnkronos) – Prorogare l'attuale programma di screening gratuito per l'epatite C a tutto il 2025, promuovendolo con maggior efficacia, ed estenderlo anche ai nati tra il 1948 ed il 1968 (oltre all'attuale coorte di nascita 1969-1989, oggi considerata).Secondo gli esperti riuniti questo pomeriggio a Roma per l'incontro 'Epatite C: Obiettivo eliminazione, il momento è adesso.

Strategie e modelli organizzativi per riscrivere la storia delle epatiti virali', si tratta di due azioni indispensabili e prioritarie per raggiungere l'obiettivo dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) di eliminare questa infezione entro il 2030.E per metterle in pratica – sulla base dei dati presentati nel corso dell'incontro – non sono necessari fondi aggiuntivi rispetto ai 71,5 milioni di euro già stanziati attraverso il Decreto Milleproroghe, per la maggior parte ancora non utilizzati, anche a causa della bassa adesione.

Emerge, infatti, come la copertura dello screening abbia raggiunto solo l'11% della popolazione generale tra i 35 e i 55 anni.  Il dibattito, promosso da Gilead Sciences, ha visto coinvolti decisori pubblici nazionali, regionali e territoriali, rappresentanti delle istituzioni, delle società scientifiche e dei pazienti, esperti e professionisti sanitari e sociosanitari, che si sono confrontati sui risultati ottenuti finora dal programma di screening e sulle possibili soluzioni per contrastare nel modo più efficace l'epatite C in Italia.Il confronto si è concluso con la presentazione e la firma del 'Patto per l'eliminazione dell'epatite C', un impegno concreto tra tutti gli attori del sistema salute affinché vengano realizzate le azioni individuate come necessarie.  "L'epatite C è una malattia infiammatoria del fegato causata dal virus Hcv – spiega Vincenza Calvaruso, presidente Aisf (Associazione italiana studio del fegato) – Nella maggior parte dei casi l'infezione evolve in epatite cronica, fibrosi, cirrosi e carcinoma epatico.

Questo processo dura molti anni, durante i quali l'infezione resta silente.E' quindi molto difficile stimare il cosiddetto sommerso e pertanto, per raggiungere l'obiettivo dell'eradicazione dell'epatite C, è essenziale in primo luogo non fermare il programma di screening, ma continuare ad assicurarlo e implementarlo ovunque non sia ancora partito per tutte le popolazioni target". Il programma di screening per l'epatite C – è emerso dal'incontro – è stato lanciato nel nostro Paese nel 2020, con l'intento di individuare le infezioni sommerse e trattarle precocemente, per ridurre la trasmissione del virus e l'incidenza delle gravi complicanze correlate.

Il programma è destinato a tre popolazioni target: i nati tra il 1969 e il 1989, le persone seguite dai Servizi per le dipendenze (Ser.D.) e le persone detenute.Grazie allo stanziamento di 71,5 milioni di euro, dal 2020 al 2024 l'Italia ha continuato a implementare e rafforzare lo screening per l'Hcv con aggiornamenti legislativi e iniziative sanitarie.  "Lo screening ha permesso di identificare ad oggi oltre 10.000 persone che non sapevano di avere l'infezione da Hcv e che in molti casi abbiamo potuto avviare al trattamento.

Questi risultati sono stati ottenuti nonostante il programma abbia subito ritardi e in molte Regioni non sia stato completamente implementato.Risultati che danno un importante segnale sulle potenzialità dello screening – sottolinea Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) – E' fondamentale che venga prorogato, ampliato a fasce di popolazione più ampie, attivato in tutte le Regioni e anche promosso con campagne di sensibilizzazione e comunicazione efficaci.

Stiamo finalmente assistendo a una riduzione delle complicanze da epatite C, ma se lo screening dovesse venire interrotto, queste torneranno certamente ad aumentare, con un impatto inevitabile sul sistema sanitario nazionale".  Secondo i dati del report 'Eliminazione dell'epatite C in Italia – Stato dell'arte e possibili nuove strategie regionali', realizzato da Isheo per Gilead Sciences, al 31 dicembre 2023 erano state testate oltre 1 milione di persone ed erano stati identificati oltre 10.000 casi di infezione da Hcv attiva.Un risultato senza dubbio importante, ma di certo non sufficiente, anche considerando che il termine del programma di screening è previsto per la fine di quest’anno.

Il documento contiene un'analisi dell'implementazione del programma di screening a livello nazionale e regionale, le stime del budget utilizzato e di quello rimanente, della numerosità della coorte 1948-1968, dei costi dell'eventuale ampliamento dello screening a questa popolazione, e dei risparmi per il sistema sanitario.  E ancora: soltanto l'11% della popolazione generale della coorte 1969-89 è stata sottoposta a screening e la stima del budget rimanente rispetto al fondo stanziato è stata calcolata pari a 61.644.920 euro; il numero di pazienti eleggibili allo screening con l'estensione alla popolazione 1948-68 è risultato pari a 31.539.490, e la copertura economica necessaria è stata stimata in 58.380.040 euro: una spesa quindi sostenibile, perché inferiore alla rimanenza dei fondi già stanziati.  "Per quanto riguarda lo screening nazionale finalizzato al raggiungimento degli obiettivi Oms, è necessario fornire alle Regioni una certezza di stabilità sul lungo periodo, almeno fino al 2030, rendendo lo screening strutturale e non sperimentale come è attualmente, apportando tutte le modifiche normative del caso, concertate con Regioni, società scientifiche e associazioni pazienti – commenta Ivan Gardini, presidente EpaC Ets – E' assolutamente auspicabile una strategia sanitaria globale sulla prevenzione delle infezioni trasmissibili, ma che possa trovare concrete possibilità di attuazione attraverso una solida base normativa ed economica, almeno per l'epatite C".  "Da oltre 20 anni Gilead Sciences è in prima linea nella lotta alle epatiti virali – conclude Frederico da Silva, VP e General Manager di Gilead Sciences Italia – con lo sviluppo di soluzioni che hanno migliorato radicalmente la vita dei pazienti e rivoluzionato la storia delle epatiti, in particolare dell'epatite C.Abbiamo dato un contributo significativo e vogliamo continuare a farlo, al fianco delle istituzioni nazionali, locali e di tutti i partner del sistema salute, andando oltre le terapie.

Riteniamo fondamentale promuovere lo screening per far emergere le infezioni sommerse, affinché a tutti i pazienti siano garantite le stesse possibilità di cura e possa essere raggiunto l'obiettivo Oms di eliminazione dell'epatite C entro il 2030". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute: Ai e oftalmologia, immagini retiniche e diagnosi di malattie degenerative

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(Adnkronos) – L'occhio è una sorta di finestra per guardare dentro di noi.Dalle immagini retiniche degli occhi, grazie all'intelligenza artificiale del sistema RetFound, si può fare diagnosi di malattie oculari (retinopatia diabetica e glaucoma), ma anche di patologie sistemiche cardiovascolari e neurodegenerative come infarto, ictus, insufficienza cardiaca e malattia di Parkinson.

Sono le novità tecnologiche al centro del primo episodio, appena pubblicato, della seconda serie di 'Ascolta e vedrai', il podcast de 'L'Oculista Italiano' per promuovere e sostenere il benessere della vista e imparare a conoscere e proteggere i nostri occhi.  L'impiego dell'intelligenza artificiale, algoritmi sempre più complessi e sofisticati, con l'analisi di big data, sta rivoluzionando anche l'oftalmologia aprendo nuove frontiere nella capacità di diagnosticare non solo malattie oculari, ma anche sistemiche.Gli occhi, grazie alle loro complesse reti vascolari e neurali condivise con altri organi, offrono infatti una finestra unica sulla salute generale del corpo per riconoscere, ad esempio, processi degenerativi dovuti all'invecchiamento.

Questa scienza nuovissima si chiama 'Oculomics'.Il termine, coniato nel 2020 da Alastair Denniston dell'Institute of Inflammation and Ageing di Birmingham (Uk), si riferisce alla capacità degli algoritmi di imparare dai dati raccolti con esami poco invasivi dell'occhio per aprire la strada alla diagnosi più approfondita e tempestiva di malattie sistemiche complesse non solo oculari.

Tutto questo, che migliora diagnosi e terapie con riduzioni di costi, è già una realtà. Come spiegano i protagonisti del podcast, rispetto ad altri sistemi di intelligenza artificiale, RetFound – disponibile gratuitamente per l'utilizzo da parte di istituzioni – è particolarmente efficiente.Ha infatti dimostrato di poter svolgere performance nettamente superiori utilizzando appena il 10% delle classificazioni relative ai dati presenti perché il sistema impara a prevedere da solo le porzioni mancanti, velocizzando tempi di indagine e i relativi costi di diagnosi e cura, dato che permette di scoprire patologie anche in fase iniziale, rendendo più semplice e meno costoso intervenire per migliorare la condizione. L'Ai è importante anche nella cura di maculopatie ereditarie.

In queste malattie genetiche, che interessano circa 5 milioni e mezzo di persone nel mondo, c'è uno sviluppo anomalo, una disfunzione o degenerazione dei fotorecettori o dell'epitelio pigmentato retinico.Algoritmi di Ai sono impiegati – come spiega la voce narrante – per lo sviluppo di opzioni terapeutiche basate sulla sostituzione dei geni difettosi, come la terapia genica e gli agenti farmacologici mirati, oppure sulla correzione delle mutazioni.

In particolare, il sistema Crispr-Cas 9 consente di guardare con fiducia al miglioramento delle condizioni di chi soffre di malattie come le maculopatie ereditarie, grazie all'avanzatissimo contributo nell'ambito della terapia genica o della sostituzione di geni difettosi.  Sono in sviluppo anche approcci non genici, basati su neuroprotezione e rigenerazione, quali la terapia con le cellule staminali e gli impianti retinici chirurgici.L'intelligenza artificiale può cambiare anche la chirurgia oculare con un impiego sempre più ampio di macchinari robotizzati.

E' il caso della cataratta robotizzata con sistemi robotizzati in 3D.E' infatti stato messo a punto un prototipo di robot che effettua l'intervento di cataratta utilizzando un braccio robotico guidato da una videocamera 3D, con risultati davvero promettenti sin dai primi studi di fattibilità.  Gli algoritmi di intelligenza artificiale hanno un ruolo anche nello sviluppo di nuovi antibiotici contro le infezioni oculari resistenti.

Con l'Ai si aprono quindi scenari assolutamente inediti come possibilità di screening ed eventuale diagnosi di patologie oculari indipendentemente dall'operatore e con indicazioni per il rischio di malattie anche sistemiche legate all'invecchiamento, in tempi sempre più rapidi, con maggiore precisione, grazie alle tecniche di imaging e alla raccolta di grandi volumi di dati nelle sperimentazioni cliniche.Ma si intravvedono anche nuovi approcci di cura, attraverso robot chirurgici e nuovi antibiotici, in grado di superare il problema delle infezioni antibiotiche resistenti (Mrsa), con risparmio di tempo, di costi e migliori outcome clinici.

Un motivo in più per ascoltare l'ultimo episodio su 'Ai e oftalmologia' appena pubblicato in 'Ascolta e vedrai', il podcast dell'Oculista Italiano presente nelle piattaforme – Apple Podcast, Google Podcasts, Spotify, Spreaker – e su oculistaitaliano.it, dove si possono trovare anche altri approfondimenti e aggiornamenti.Il prossimo episodio sarà dedicato agli stili di vita e malattie oculari degenerative. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Caraglia (ministero Salute): “Dal 2020 sottoposti a screening Hcv 2 milioni di persone”

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(Adnkronos) – “Dal 2020 è stato avviato un programma nazionale di screening per l'infezione da Hcv che è destinato a tre popolazioni target, per le persone nate dal 1969 al 1989, per coloro che accedono ai servizi pubblici per le dipendenze, i Serd, e le persone detenute in carcere.Questo programma, finanziato con 71,5 milioni di euro per il 2020-21 e prolungato per tutto il 2024, è molto importante per la sanità pubblica, in quanto ha permesso di screenare oltre 2 milioni di persone e di identificare circa 13.700 casi di infezione attiva dell'epatite C”.

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Anna Caraglia, della direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute, in occasione dell’incontro "Epatite C: Obiettivo eliminazione, il momento è adesso.Strategie e modelli organizzativi per riscrivere la storia delle epatiti virali", promosso oggi a Roma da Gilead Sciences.  "Questo vuol dire che 13.700 persone hanno avuto accesso alla terapia, e quindi all’eliminazione dell'infezione – spiega Caraglia – e delle complicanze dovute alla malattia, oltre che alla interruzione della catena di trasmissione del virus. È un programma importante in quanto si adegua alle indicazioni internazionali per l'eliminazione della malattia entro il 2030, come minaccia per la salute pubblica".  "L’incontro di oggi ci dà la possibilità di raccogliere le istanze che vengono dalle Regioni e dalle Province Autonome – spiega Caraglia – enti fondamentali per l'attuazione e l’implementazione di questo programma". "Tuttavia, alcune Regioni non hanno ancora fornito i dati che il ministero della Salute ha richiesto, attraverso il decreto di attuazione dello screening per l'Hcv in Italia, e soprattutto non hanno ancora raggiunto gli obiettivi fissati dagli organismi internazionali, ovvero: evidenziare il sommerso, accedere alle terapie e migliorare la qualità di vita delle persone oltre che l’eliminazione del virus", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Andreoni: “Con screening Hcv individuati oltre 13mila italiani con virus”

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(Adnkronos) – "I dati emersi dal rapporto del ministero della Salute indicano che lo screening per l’Hcv, pur nelle sue difficoltà, è riuscito a rintracciare più di 13.000 persone in Italia che hanno trovato la positività nello screening e quindi sanno di avere l'epatite C e oggi potranno essere curati.Il 50% di questi pazienti ha già iniziato il trattamento, quindi un successo certamente che ci deve spingere a continuare su questa strada".

Lo ha detto all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, in occasione del convegno 'Epatite C Obiettivo eliminazione – Il momento è adesso', promosso oggi a Roma da Gilead Sciences.  Tuttavia, l'adesione al programma di screening è sempre molto bassa. "Come ormai abbiamo imparato – conferma Andreoni – quando proponiamo campagne di sanità pubblica in Italia non sono mai di grandissimo successo.Allora, bisogna approfittare più dello screening cosiddetto 'opportunistico', cioè più che invitare le persone a venire a fare lo screening, saper cogliere tutte le occasioni nelle quali i cittadini magari si rivolgono a una struttura sanitaria e in quell'occasione proporre loro di effettuare gli screening.

Lo si è visto in tantissimi studi, anche internazionali, che si tratta di un modo per aumentare di molto l'adesione delle persone ai programmi di prevenzione", conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonucci, inizia la carriera in panchina: sarà assistente nell’Italia under 20

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(Adnkronos) – Nuova avventura per Leonardo Bonucci.L'ex difensore, dopo essersi ritirato dal calcio giocato inizia la sua carriera in panchina, ma non ancora da allenatore.

Bonucci è infatti entrato a far parte del Club Italia e sarà assistente allenatore della Nazionale Under 20 guidata da Bernardo Corradi, che il prossimo settembre sarà impegnata nel Mondiale di categoria in Cile.  Campione d’Europa nel 2021 e tra gli otto ‘centenari’ della Nazionale maschile, quarto in assoluto per numero di presenze (121) alle spalle di Gigi Buffon (176), Fabio Cannavaro (136) e Paolo Maldini (126), Bonucci è stato uno dei calciatori simbolo degli ultimi vent’anni, protagonista con Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini di quella BBC che ha scritto la storia recente della difesa della Juventus e della Nazionale. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

X Factor, Jake La Furia: “Per un rapper è difficile essere convincente”

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(Adnkronos) – A un paio di giorni dalle Live di X Factor, Jake La Furia ha parlato dell'assenza di rapper all'interno della sua squadra. "Un percorso convincente per un rapper a X Factor è molto difficile", ha detto in conferenza stampa, rispondendo a una domanda dell'Adnkronos.Il rap, ha spiegato il giudice di X Factor, "ha bisogno di requisiti particolari e adesso ci sono dei talent che fanno esattamente questo in cui tutti combattono ad armi pari".

Inoltre, il rapper non è stato convinto dalle audizioni: "Nessuno mi ha convinto veramente per diversi motivi ma più che altro perché ci vuole un talento veramente versatile per fare un percorso al pari degli altri".  Un rapper a X Factor, secondo La Furia, dovrebbe essere in grado di "affrontare delle cose molto pop e allo stesso tempo scrivere velocemente anche delle cose molto profonde dentro altri pezzi.E' un lavoro veramente complicato e tranne rarissime eccezioni non esistono rapper versatili in entrambe le cose".

Per questo, il giudice ha preferito puntare su altri generi: "Mi sono levato questo sassolino dalla scarpa e preferisco fare un percorso musicale con altri tipi di musicisti.Non perché sia più facile, ma perché mi darà sicuramente maggiori soddisfazioni". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Mancuso (Salute donna): “Cronicizzazione cancro al seno è vita più lunga”

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(Adnkronos) – "Oggi la medicina ha fatto passi da gigante, siamo arrivati alla cronicizzazione della malattia oncologica, soprattutto per le donne per il tumore al seno.Ha dato modo alle donne di avere una vita più lunga, anche con la malattia cronica.

E' molto importante lo scambio tra persone che hanno avuto e hanno la stessa malattia".Lo ha detto Anna Maria Mancuso, presidente Salute Donna Onlus, in un videomessaggio inviato alla presentazione di 'Distances', la docuserie basata su storie vere di donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma.  "Condividendo anche le proprie esperienze – prosegue Mancuso – si aiuta ad avere un atteggiamento più positivo e propositivo.

Conosco donne che sono cronicizzate da 20 anni.Sapere che ci sono queste esperienze aiuta ad affrontare la malattia in modo diverso, soprattutto per chi si trova ad approcciare la prima cronicità che oggi vuol dire davvero sopravvivere", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Gnocchi (Novartis):”La voce di 6 donne con cancro seno per migliorare vita di tutte”

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(Adnkronos) – "C'è ancora bisogno di dare testimonianza e voce delle singole esperienze per migliorare la qualità di vita delle donne, nella loro unicità e nel loro specifico percorso.Queste 6 donne coraggiose hanno aperto la loro emotività, le loro emozioni per condividere con altre donne nella stessa situazione il loro percorso: non potevamo non dare loro voce".

Lo ha detto Chiara Gnocchi, Head of Communication & Patient Engagement di Novartis Italia, alla presentazione di 'Distances', la docuserie sulle storie vere di donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Marchetti (Idi): “Terapie innovative cancro seno allungano e migliorano vita”

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(Adnkronos) – "Oggi abbiamo terapie straordinarie che consentono di accompagnare le pazienti per anni.Esistono anche metodologie innovative e percorsi integrati con le pazienti, che sono spesso ancora poco conosciute e utilizzate dagli oncologi, ma che possono essere determinanti per migliorare sensibilmente la qualità della vita delle donne".

Sono le parole di Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi-Irccs di Roma, alla presentazione di 'Distances', la docuserie che racconta le storie vere di 6 donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. "Già solo modificare e ridurre la permanenza nelle strutture ospedaliere delle pazienti, attraverso la tecnologia – conclude – può aumentare di 6 mesi la sopravvivenza, secondo le ultime statistiche".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Un barbecue per Carlo e Camilla ‘firmato’ MasterChef, così finisce il tour dei reali in Australia

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(Adnkronos) – Re Carlo III e la regina Camilla hanno concluso oggi a Sidney il loro tour australiano, il primo del monarca all'estero dopo l'annuncio della sua malattia.All'inizio della giornata Charles ha partecipato ad un barbecue nella periferia orientale della città di Parramatta, un'area multiculturale che ospita grandi comunità cinesi e indiane che tradizionalmente sostengono scarsamente la monarchia.

L'evento è stato supervisionato dal vincitore del programma di cucina MasterChef Australia.Nel pomeriggio migliaia di persone con ombrelli per proteggersi dal sole si sono radunate davanti all'iconico Teatro dell'Opera di Sidney nella speranza di incontrare il monarca. Decorato come ammiraglio onorario della Marina australiana questo fine settimana, Charles ha ispezionato una flotta di cacciatorpedinieri lanciamissili e cacciamine costieri.

Le bande militari hanno suonato l'inno britannico, "God save the King", prima del sorvolo di elicotteri e aerei da combattimento sul porto.Nel pomeriggio il re ha visitato il capezzale dei malati di cancro, dove ha incontrato due famosi oncologi in un ospedale e laboratorio di ricerca di Sydney, l'Australian Melanoma Institute, specializzato nel cancro della pelle.  Nel corso della giornata, Carlo ha visitato il National Indigenous Centre of Excellence, un'organizzazione che si occupa del miglioramento delle condizioni di vita degli aborigeni, dove il re è stato accolto con una cerimonia tradizionale.

Dopo le proteste di ieri a Canberra della senatrice aborigena Lidia Thorpe, il sovrano è stato fotografato mentre abbracciava un membro della "generazione rubata" australiana, lo zio James Michael 'Widdy' Welsh. "Gli abbracci sono una cosa buona", ha affermato Carlo mentre abbracciava il 72enne Welsh, che all'età di otto anni fu strappato dalla sua famiglia nel tentativo di sradicare la sua generazione dalla cultura indigena. Ieri, il monarca era stato interpellato da un funzionario eletto australiano sull'eredità della colonizzazione britannica nel Paese, dopo aver invocato la mobilitazione contro il cambiamento climatico davanti al Parlamento di Canberra.L’Australia è stata una colonia britannica per più di un secolo, durante il quale migliaia di aborigeni australiani furono uccisi e intere comunità furono sfollate.

Ha respinto con referendum nel 1999 una modifica della Costituzione per diventare una Repubblica.Nessuna riforma in questo senso è oggi all’ordine del giorno e il re Carlo resta capo di Stato. Secondo un recente sondaggio, circa un terzo degli australiani sarebbe favorevole all’abolizione della monarchia, un terzo sarebbe favorevole al suo mantenimento e un terzo non ha alcuna opinione.

Dopo il tour australiano, la coppia reale partirà domani per una visita di cinque giorni alle Isole Samoa.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Fabi (Gemelli): “Qualità vita sessuale parte importante in terapia cancro seno”

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(Adnkronos) – "Finalmente oggi si comincia a parlare di sessualità anche legata alle pazienti con il tumore al seno.E' un tema importante e molto impattante, rispetto alla qualità di vita delle donne.

Oggi, infatti, spesso le pazienti vengono in coppia, proprio per affrontare insieme al proprio partner le difficoltà e le possibili soluzioni legate alla vita sessuale".Così Alessandra Fabi, responsabile Uosd di Medicina di precisione in Senologia del Policlinico Universitario A.

Gemelli Irccs di Roma, alla presentazione di 'Distances', la docuserie basata su storie vere di 6 donne con il tumore al seno, promossa da Novartis Italia, in collaborazione con Salute Donna Onlus, nell'ambito del Festa del Cinema di Roma. "Ogni giorno dobbiamo imparare ad entrare nell'unicità delle esperienze delle singole donne – aggiunge Fabi – Tutto si gioca nel primo approccio con le donne che cominciano il percorso terapeutico.Nessuno ci insegna a comunicare con le pazienti, ma è importantissimo farlo in maniera corretta.

Le donne devono sentirsi complici e partecipi di questo grande progetto che è la terapia e la cura.Bisogna avere la capacità di non far sentire le donne delle pazienti.

Avendo a che fare con queste donne – conclude – s'impara a conoscere le reali risorse che le persone riescono ad avere in momenti così delicati". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al seno, la docuserie ‘Distances’ alla Festa del cinema di Roma

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(Adnkronos) – E' stata presentata in anteprima alla Festa del cinema di Roma la serie 'Distances.La vita va avanti, più lontano', parte della campagna 'E' tempo di vita' nata per fornire supporto emotivo, informativo e pratico alle pazienti con cancro al seno per migliorare il loro benessere complessivo.

La docuserie Novartis, realizzata in collaborazione con Salute donna onlus, racconta la storia di Claudia, Marina, Chiara, Clara, Anna e Maria, che hanno età diverse, vite e voci diverse, ma hanno in comune la diagnosi di tumore al seno e l'essere rappresentanti dell'associazione Salute donna onlus, che celebra la capacità di affrontare la malattia senza perdere la propria identità e la propria forza, dimostrando che oggi, grazie a nuove terapie, le pazienti possono beneficiare di una prospettiva di vita più lunga e di una qualità di vita migliore.Il tumore al seno non definisce queste 6 donne, ma rappresenta solo una parte della loro storia che, da oggi, possiamo ascoltare direttamente dalle loro voci.  Offrendo uno sguardo autentico sulle sfide quotidiane e la forza necessaria per vivere pienamente nonostante la diagnosi, 'Distances' non si limita alla dimensione clinica della malattia, ma esplora i suoi effetti su ogni aspetto della vita – fisico, emotivo e relazionale – mostrando come, con coraggio e resilienza, le 6 protagoniste riescano a trasformare le difficoltà in momenti di crescita personale, spiega una nota.

Con il 30% delle diagnosi oncologiche femminili e circa 55.900 nuovi casi stimati nel 2023, la malattia è una priorità per il sistema sanitario nazionale.Grazie però ai progressi della ricerca scientifica e all'innovazione nel campo farmaceutico, le donne possono ora contare su una prospettiva di vita più lunga e su una qualità della vita sensibilmente migliore.

Per garantire la qualità di vita alle pazienti, è essenziale considerare non solo l'efficacia dei trattamenti clinici, ma anche il loro benessere complessivo con un approccio olistico.Questo significa affrontare gli aspetti emotivi e psicologici della malattia, aiutando le donne a mantenere un equilibrio mentale e relazionale che permetta loro di affrontare con maggiore forza e serenità le sfide quotidiane del percorso terapeutico. "Ogni donna che affronta il tumore al seno – afferma Alessandra Fabi, responsabile Uosd di Medicina di precisione in senologia, Policlinico Gemelli di Roma – ha una storia diversa, perché la malattia si manifesta in modo unico per ciascuna paziente.

Il nostro compito è personalizzare i trattamenti, tenendo conto delle specificità di ogni donna, per offrire non solo terapie efficaci, ma anche un sostegno che abbracci ogni aspetto del loro benessere.La qualità della vita non riguarda solo la gestione della malattia, ma anche la capacità di preservare le relazioni, l'intimità e l'equilibrio emotivo, elementi fondamentali per affrontare con forza il percorso terapeutico.

Questo è esattamente ciò che racconta Distances, mostrando come le protagoniste riescano a ritrovare equilibrio e speranza lungo il loro percorso di vita". Oggi in Italia oltre 830mila donne convivono con una diagnosi di tumore al seno, una condizione che comporta sfide terapeutiche spesso complesse.Nonostante la gravità di questi numeri, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi ha raggiunto l'88% grazie anche ai progressi della ricerca scientifica.

La diagnosi in fase precoce non solo migliora le probabilità di guarigione, ma riduce anche la necessità di trattamenti invasivi e il rischio di recidive. "L'approccio personalizzato ci consente di adattare i trattamenti alle specifiche esigenze cliniche di ogni donna – sottolinea Paolo Marchetti, direttore scientifico Idi-Irccs, Roma – Nei casi di tumore in fase precoce, l'efficacia delle terapie è significativamente migliorata, permettendo alle pazienti di affrontare il percorso di cura con un impatto ridotto sulla qualità della vita.E' essenziale aumentare la consapevolezza del rischio di recidiva anche nelle prime fasi e continuare a investire in una ricerca che guardi alla persona nella sua interezza". Con questa serie, Novartis rinnova il suo impegno nel sostenere le donne non solo come pazienti, ma come persone, accompagnandole lungo tutto il loro percorso contro il tumore al seno.

Un sostegno che si manifesta non solo attraverso trattamenti innovativi, ma anche con un approccio olistico al loro benessere, che include iniziative di sensibilizzazione e servizi di supporto. "Al centro dell'approccio di Novartis c'è l'ascolto attivo e costante dei pazienti lungo tutto il patient journey", evidenzia Chiara Gnocchi, Country Communications & Patient Engagement Head di Novartis Italia.Il 54% delle donne con tumore al seno dichiara di aver incontrato delle difficoltà nella ripresa del lavoro e il 70% di aver avuto un impatto sulla sfera sessuale. "La serie 'Distances' – continua Gnocchi – vuole rompere il silenzio e i tabù legati alla malattia, promuovendo un dialogo sincero e profondo.

Attraverso storie autentiche di donne che affrontano la malattia, ogni episodio diventa uno strumento di supporto ed empowerment.Celebriamo la forza, la resilienza e la speranza che emergono lungo il loro percorso, offrendo non solo sostegno, ma anche l'opportunità di ispirare altre persone con le loro storie". 'Distances.

La vita va avanti, più lontano' è disponibile da oggi sul sito etempodivita.it/distances e sui social media di campagna (facebook.com/tempodivita/; instagram.com/etempodivita/). —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Steve Bannon scarcerato martedì prossimo: il guru di Trump sarà libero prima delle elezioni

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(Adnkronos) – Steve Bannon, il guru dell'estrema destra Usa trumpiana, sarà scarcerato il prossimo martedì, quando avrà scontato i 120 giorni di prigione per essersi rifiutato di testimoniare di fronte al Congresso sulll'assalto a Capitol Hill.  L'ex stratega di Donald Trump, sarà quindi libero di riprendere il suo incendiario podcast "War Room", che durante la sua detenzione ha continuato ad andare in onda senza di lui, negli ultimi giorni della campagna elettorale prima del voto del 5 novembre.  I suoi avvocati avevano chiesto che a Bannon fosse concesso di scontare gli ultimi giorni della sua pena ai domiciliari, ma il Bureau of Prison ha inviato loro una lettera in cui si conferma la data originaria, il 29 ottobre, della scarcerazione, affermando che non vengono concessi i domiciliari per periodi inferiori ai 30 giorni.Durante i suoi tre mesi nel penitenziario federale di Danbury, Bannon ha lavorato nella biblioteca della prigione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con dieta low-carb stop ai farmaci anti-diabete, speranze da uno studio

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(Adnkronos) –
Stop agli antidiabetici grazie alla dieta low-carb.Chi soffre di diabete di tipo 2 potrebbe arrivare a interrompere i farmaci adottando un regime alimentare povero di carboidrati.

E' la prospettiva – da verificare con altre ricerche – aperta da uno studio americano pubblicato sul 'Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism', rivista dell'Endocrine Society.Il lavoro è co-finanziato dai National Institutes of Health (Nih) e mostra che, negli adulti con diabete 2, una dieta a basso contenuto di carboidrati può aumentare la funzionalità delle cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina.

In pratica l'alimentazione low-carb riattiva le 'fabbriche' dell'ormone controlla-zuccheri, permettendo ai pazienti di gestire meglio la loro malattia, arrivando eventualmente a interrompere i medicinali. Un traguardo non da poco, considerando i numeri della 'malattia del sangue dolce'.Negli Usa – ricordano gli scienziati – i diabetici sono più di 38 milioni, oltre il 90% dei quali ha il diabete di tipo 2.

La patologia si sviluppa più spesso dopo i 45 anni d'età, ma con la diffusione di stili di vita sbagliati si ammalano sempre più bambini, adolescenti e giovani adulti.In questi pazienti le cellule beta pancreatiche non riescono a rispondere come dovrebbero ai livelli di zucchero nel sangue, e si ritiene che ciò accada almeno in parte per l'assunzione di troppi carboidrati.

Proprio il flop delle cellule beta, oltre alla resistenza all'insulina, è responsabile dello sviluppo e della progressione del diabete 2.  Ora "questo studio dimostra che i diabetici di tipo 2 che seguono una dieta a basso contenuto di carboidrati possono recuperare le loro cellule beta, un risultato che non può essere ottenuto con i farmaci", afferma Barbara Gower dell'università dell'Alabama di Birmingham, autrice principale della ricerca.Quindi "le persone con diabete di tipo 2 lieve che riducono l'assunzione di carboidrati potrebbero essere in grado di interrompere i farmaci", auspica l'esperta.  
Il lavoro ha coinvolto 57 adulti con diabete 2, sia bianchi sia neri, ai quali sono stati forniti i pasti in modo che metà seguisse una dieta low-carb (9% di carboidrati e 65% di grassi) e l'altra metà un'alimentazione high-carb (55% di carboidrati e 20% di grassi).

La funzione delle cellule beta del pancreas e la secrezione di insulina è stata valutata all'inizio dello studio e dopo 12 settimane. Gli autori hanno osservato nel gruppo low-carb, rispetto all'altro, valori doppi per la risposta acuta delle cellule beta e del 22% maggiori per la risposta massima.In particolare, gli adulti neri che seguivano una dieta povera di carboidrati hanno avuto un miglioramento del 110% superiore nella risposta acuta delle beta cellule e gli adulti bianchi un miglioramento del 48% maggiore nella risposta massima.

Risultati che fanno sperare, anche se "sono necessarie ulteriori ricerche – precisa Gower – per determinare se una dieta low-carb può ripristinare la funzione delle cellule beta e portare i pazienti alla remissione".  Lo studio è sostenuto dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, dal Nutrition Obesity Research Center dell'università dell'Alabama di Birmingham, dal Diabetes Research Center e dal National Heart, Lung, and Blood Institute.Hanno partecipato anche scienziati della University of North Texas di Denton, dell'università di Washington e del Children's Hospital di Tacoma. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, Andreoni: “Picco a fine novembre, tenere guardia alta e vaccinarsi ora”

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(Adnkronos) – Nonostante le temperature miti "iniziano a circolare i primi virus influenzali e quindi siamo alle porte ormai dell'avvio dell'epidemia influenzale".Così spiega all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali, e professore ordinario all'università Tor Vergata di Roma, che ha chiarito: "Negli ultimi anni abbiamo visto che l'influenza ha circolato leggermente prima, quindi probabilmente anche quest'anno ci sarà una circolazione che precede il normale picco influenzale che, come sappiamo, è previsto a fine novembre-dicembre". "Quindi – ha continuato Andreoni a margine del convegno 'Epatite C Obiettivo eliminazione – Il momento è adesso' a Roma – dobbiamo in qualche modo allertarci, tenere alta la guardia perché in Australia questa influenza è stata particolarmente severa, con numerose ospedalizzazioni e più di 15 milioni di persone che hanno contratto il virus". "Dobbiamo prepararci – avverte Andreoni – sapendo che il virus ci mette circa due settimane a creare una buona immunità nelle persone.

E' arrivato il momento di vaccinarci perché effettivamente è la misura più valida che possiamo mettere in campo per difenderci dall'influenza".  Alla domanda se dobbiamo preoccuparci più dell'influenza rispetto al Covid, l'infettivologo chiarisce: "Entrambi le patologie stanno circolando insieme.Di Covid dal primo gennaio ad oggi sono morte più di 2.700 persone.

Il Covid non è un'infezione stagionale, l'abbiamo capito, circola tutto l'anno.Però nei periodi invernali e dell'autunno lo fa con maggiore intensità".

Quindi per le due malattie "dobbiamo vaccinarci, oggi lo possiamo fare anche contemporaneamente.La vaccinazione deve essere fortemente indicata da parte dei medici, soprattutto di medicina generale", conclude.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco a Netanyahu, Hezbollah rivendica: “Non ti abbiamo raggiunto, ci sono ancora giorni e notti”

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(Adnkronos) –
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità dell'attacco condotto con droni contro la residenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Cesarea la scorsa settimana.Lo ha dichiarato il portavoce di Hezbollah Mohammed Afif nel corso di una conferenza stampa.  Hezbollah ''rivendica la sua piena, completa ed esclusiva responsabilità per l'operazione di Cesarea che ha avuto come obiettivo Netanyahu'', ha detto ai giornalisti Afif. “Gli occhi dei combattenti della resistenza vedono e le loro orecchie sentono, quindi se le nostre mani non ti hanno raggiunto questa volta, allora tra noi e te ci sono giorni, notti e il campo di battaglia”, è la minaccia arrivata dal responsabile delle relazioni con i media di Hezbollah, che ha rivendicato la responsabilità della "Resistenza Islamica" per "l'operazione Cesarea e per aver preso di mira l'abitazione del criminale di guerra", il premier Netanyahu. "Quello avviato sotto il fuoco non può essere ripreso attraverso la politica", ha detto ancora Afif, in riferimento ai negoziati avviati ieri a Beirut dall'inviato presidenziale americano Amos Hochstein.

In una conferenza stampa, Afif ha ribadito che "non ci sarà una tregua sotto il fuoco israeliano". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7, Tajani: “Fondamentale vaccinare i bambini in Africa”

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(Adnkronos) – "E' fondamentale vaccinare i bambini d'Africa.Bisogna, per questo chiamare a raccolta il mondo dell'industria, le nostre imprese".  "Non è possibile che l'aspettativa di vita di un bimbo africano sia di 2-3 anni, solo a pensarci rabbrividisco.

Lavoreremo, quindi, per portare ancora di più i vaccini in Africa: noi vogliamo allungare questa vita e poter dare speranza a un continente che ha una crescita demografica incredibile.Non possiamo permetterci che muoiano così tanti bambini, è ingiusto dal punto di vista umano.

Il nostro dovere e di fare tutto ciò che possiamo fare per aiutarli.Qui c'è il presidente di Gavi, José Barroso.

Gavi è l'organizzazione che vaccina i bambini in Africa anche con l’aiutodell'Italia".Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Pescara, al G7 Industry Stakeholders Conferencedurante l'incontro del B7 "Leaving no one behind: industry for development".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Cremonese (1-2), il peso degli errori! La Juve Stabia paga caro le disattenzioni difensive

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La Cremonese passa allo Stadio Romeo Menti e verrebbe quasi da dire la famosa frase: “Con il minimo sforzo il massimo risultato”.Ancora una volta, come contro il Palermo, per le Vespe di Castellammare Di Stabia è stata fatale la sosta o se preferite la ripresa del campionato.

La squadra di Eugenio Corini si è dimostrata più letale, più fortunata ma forte anche della qualità che aveva in campo.A questo aggiungiamoci che in panchina la rosa della Cremonese aveva bocche di fuoco importanti che sono entrate a partita in corso e qualcuna addirittura è rimasta in panchina (vedi Bonazzoli n.d.a.).

Illustrato in questo modo però sembra che la gara sia stata la classica sfida a senso unico, ma non è stato così.La Juve Stabia ha venduto cara la pelle, è andata sotto ed ha saputo reagire alla grande andando a pareggiare praticamente subito i conti grazie al rigore di Andrea Adorante salito a quota 4 reti in campionato.

Con il parziale rimesso nuovamente in parità la squadra di Pagliuca ritrova idee, morale ed energia “rischiando” di chiudere la prima frazione con un risultato più che positivo.Infatti, grazie ad un Maistro molto ispirato, la musica in mezzo al campo era diventata materia decisamente diversa.

Nella ripresa però qualcosa cambia con la Juve Stabia che inizia lentamente a perdere il classico furore agonistico, e ci sta anche per carità.La Cremonese con i ritmi che si abbassano inizia a leccarsi i baffi e punisce le vespe grazie ad un goal di Franco Damián Vázquez (detto “El Mudo”, tradotto in italiano “Il Muto”).

Il secondo goal della squadra di Eugenio Corini ha il classico sapore della sentenza con i gialloblu che nel finale producono poco e nulla.Una sconfitta che fa male anche perchè con la spia dell’attenzione accesa il risultato finale poteva essere tranquillamente diverso e diciamolo senza girarci intorno il goal è stato una bella frittata offerta in maniera gentile alla comitiva Grigiorossa.

Certo di cose positive ne abbiamo viste come una bella prova del giovane Fortini che si è ripetuto dopo Marassi, oppure la delizia di un Maistro decisamente ispirato.Nel film della partita bisogna anche raccontare dell’ennesimo episodio da calcio piazzato in questo campionato e soprattutto di alcuni singoli che hanno tradito le attese.

Tra questi mettiamo Thiam, che al netto dell’errore aveva comunque fatto due grossi interventi, ma anche Piscopo o Candellone apparsi troppo sterili per fare male al bravo Fulignati.Prendere poi ancora una volta tutti i gol della partita su calcio piazzato (è successo anche a Modena n.d.a.) fa capire a tutti che c’è qualcosa che non va.

Proprio quest’ultimo aspetto è stato confermato da Pagliuca che proverà a correggere questo difetto della propria squadra.La sconfitta non incide sulla classifica ma a Cosenza servirà una Juve Stabia decisamente diversa con più benzina nel motore e con più “morso” da impostare sull’app degli Smartphone.

Un monito deve essere impresso nella mente di tutti: Il campionato di serie B è lungo è difficile, ci saranno accelerate come con Pisa e Sampdoria ma anche passi falsi come Palermo e Modena, è fondamentale dopo ogni partita gestire l’umore, sia positivo sia negativo, durante il percorso.L’altalena delle emozioni non fa bene a nessuno.

La Juve Stabia è una neopromossa, con una rosa molto giovane ed inesperta per cui pensare alla gara con la Cremonese (società da oltre 26 milioni di budget n.d.a.) come ad un’opportunità sprecata di fare punti, allora possiamo comprendere che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di eccezionale e meritano il sostegno di tutti aldilà degli errori individuali.

Tumori, nel Lazio oltre 3.100 nuovi casi l’anno di cancro al polmone

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(Adnkronos) – Ogni anno nel Lazio si ammalano di cancro ai polmoni 3.100 persone.A livello nazionale le nuove diagnosi interessano oltre 44mila cittadini e la sopravvivenza netta a 5 anni si attesta al 16% negli uomini e al 23% nelle donne.

Tuttavia negli ultimi anni si sono registrati dei progressi sia a livello di diagnosi che di terapia.In particolare gli specialisti riescono ad avere importanti e maggiori informazioni sulle caratteristiche molecolari del singolo carcinoma.

Sono così identificati molteplici bersagli molecolari e da questi sono state sviluppate terapie in grado di agire in modo mirato (target therapy).Vi è poi l'immunoterapia, un trattamento basato sull'attivazione del sistema immunitario verso le cellule tumorali.

Le prospettive aperte da questi approcci terapeutici sono al centro del convegno 'Excellence in lung cancer', che si apre oggi a Roma e che vede la partecipazione di oltre 60 tra i massimi esperti nazionali di una malattia oncologica tra le più temute. La patologia, ricorda una nota, si divide in due sottogruppi: il carcinoma a piccole cellule o microcitoma – che si caratterizza per cellule a chicco d'avena – che rappresenta da solo il 15% dei casi, in cui, salvo casi diagnosticati in fase molto precoce, la chirurgia non ha alcuna indicazione.Il carcinoma non a piccole cellule (Nsclc) invece rappresenta circa l'85% dei casi di tumore polmonare.  "Tra questi vi è una quota sempre più crescente di tumori caratterizzati da un'alterazione molecolare, che possono essere trattati con terapie mirate – afferma Emilio Bria, coordinatore della Ricerca clinica sui tumori del polmone del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, direttore Uoc Oncologia medica Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma – Un esempio è rappresentato da alectinib per la malattia Alk traslocata in stadio avanzato, terapia consolidata da anni in pratica clinica, che conferma i dati di efficacia e il buon profilo di tollerabilità e maneggevolezza emersi negli studi clinici.

Attualmente – sottolinea lo specialista – la Regione Lazio ha costituito un piano per riorganizzare le reti oncologiche in modo più funzionale e nel rispetto delle esigenze territoriali, inclusa quella del tumore del polmone.Ha promosso e avviato specifici tavoli di lavoro proprio per aggiornare e definire un nuovo Pdta", un percorso "a valenza regionale, con criteri di accesso e di percorso che possano rappresentare un riferimento per tutte le aziende sanitarie che si propongono nel trattare la neoplasia".

Quello ospitato a Roma è il secondo di 3 appuntamenti nazionali di 'Excellence in lung cancer'.  "Sul fronte del microcitoma in stadio esteso, l'introduzione dell'immunoterapia ha rappresentato una novità rilevante – spiega Federico Cappuzzo, direttore di Oncologia medica 2 presso l'Int Regina Elena di Roma – Finalmente abbiamo ottenuto un miglioramento e soprattutto un aumento della percentuale dei pazienti lungosopravviventi, come osservato all'interno dello studio di estensione IMbrella A che include i pazienti dello studio IMpower 133.I dati emersi confermano i benefici ottenuti nella frazione di pazienti analizzati sul controllo a lungo termine della malattia (12% di pazienti vivi a 5 anni).

E' perciò possibile incidere sulla sopravvivenza della neoplasia".  Oggi l'immunoterapia come trattamento singolo o in associazione alla chemioterapia è diventata il nuovo standard di cura per il tumore al polmone, con l'opportunità di scegliere la modalità di somministrazione.Infatti, recentemente la terapia con atezolizumab è stata resa disponibile dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema) anche nella formulazione sottocutanea, garantendo vantaggi ai clinici ai pazienti e alle strutture sanitarie.

Importanti traguardi sono stati raggiunti grazie a queste terapie a bersaglio molecolare, target therapy, in particolare con alectinib, un farmaco inibitore di Alk che agisce bloccando l'attività di questo recettore, riducendo così la crescita e la proliferazione del tumore. "Lo studio Alina ha definito per primo il ruolo di inibitori specifici per i pazienti con riarrangiamento di Alk in fase precoce di malattia, dopo resezione chirurgica – evidenzia Bria – Lo studio si è confrontato direttamente con la chemioterapia adiuvante, che per gli oncologi ha rappresentato per anni un trattamento 'scomodo', offrendo un beneficio per i pazienti, ma a fronte di un rischio di tossicità rilevante.Sarà quindi ora possibile sostituire la chemioterapia con una terapia ben tollerata e che aumenta le probabilità di guarigione.

Il farmaco rappresenta perciò un elemento cruciale nell'evoluzione dei trattamenti e delle prospettive dei pazienti". "Il mondo della medicina di precisione e delle target therapy per il tumore polmonare è destinato a crescere – commenta Silvia Novello, Università di Torino Aou San Luigi Gonzaga, Orbassano – La sfida maggiore, per questa tipologia di trattamenti, continuerà ad essere lo studio dei meccanismi di resistenza per poter offrire migliori opportunità ai pazienti.Per quanto riguarda l'immunoterapia, la vera rivoluzione è stata la sua adozione nelle fasi precoci di malattia, sia nel setting perioperatorio, ovvero prima e dopo l'intervento chirurgico, sia nel setting adiuvante, ovvero dopo l'intervento chirurgico.

Questa tipologia di trattamento è inserita in uno schema nuovo, che vede la combinazione e l'integrazione delle due tipologie di cure.Gli eventi di aggiornamento come questo che si apre oggi a Roma – conclude – sono di fondamentale importanza perché le novità scientifiche sono tante ed incalzanti e il confronto costruttivo tra i diversi specialisti è ormai imprescindibile". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)