Si dice: “Passata la ‘festa’ gabbato lo santo” e così è, da sempre!

“Passata la ‘festa’ gabbato lo santo”

Si dice: “Passata la ‘festa’ gabbato lo santo” e così è, da sempre! Ed ecco che, il giorno dopo le commemorazioni, ricominciano depistaggi e riforme a favore di mafiosi e corrotti.

Ancora un triste anniversario, nel quale ricordare nuovamente, come ogni anno, la frustrazione, l’ingiustizia, il senso di vuoto e di inutilità. La solita ricorrenza del dolore, per chi è in grado di provarne nel paese degli aperitivi, del calcio, dove la mafia non esiste fra la rassegnazione generale. Non c’è niente da fare, qui non cambierà mai, conviene adeguarsi, pensa alla salute che di vita ce n’è una sola…

Se invece ci pensi sei pesante, se ne parli, incomprensibile. Questa calda serata di Luglio, come può ispirarti pensieri cupi? Non senti la musica? Non senti che brezza?

La sento e penso a quelli che non possono sentirla più, penso ai loro assassini e ai complici che forse si tuffano da uno yacht pieno di escort, che non sono più “zoccole”, perché gli occhiali da 500 euro ti fanno vedere le cose in modo diverso, ti ridanno dignità in questo paese che l’ha perduta.

Di cosa dovremmo parlare? Di corpi a brandelli sugli alberi? Di servizi segreti? Di agende rosse? Ma basta! Ancora con queste storie? Non vi siete stancati? Sono passati quasi trent’anni e famola finita no?

Tanto sono cose senza senso, la verità non si saprà mai, né su questa né su nessun’altra strage. Ci vuole spirito di accettazione, senso dello stato , coesione con i vertici, loro sanno, anche quello che non è giusto che si sappia. Il segreto di stato ti protegge, protegge le tue domeniche, le tue paure, gli aperitivi, l’ignoranza…in fondo è “cosa loro”, altrimenti che li paghiamo a fare?

Già, perché li paghiamo pure e permettiamo loro di decidere della nostra vita, di fare le leggi, di applicarle a loro discrezione, perché si potrà dire tutto ma discreti son discreti…

E potremmo dire anche altro, sempre stando sui generis, s’intende. Potremmo parlare di corrotti, di massoni, di mandanti, di assassini, generali, magistrati, poliziotti… ma che vo’ dico a fa’?

Tanto sembra che non interessi a nessuno. Mica i calciatori o le modelle, il nuovo smartphone o la compilation dell’estate…

La strage di via d’Amelio, con tutte le morti annunciate, le verità negate, ci fossero mai interessate…invece di questo senso di abbandono, questo non voler sapere, non voler pensare, come se ci mandassero la bolletta dei consumi, nel farlo… “no, non mi interesso di politica, per me son tutti uguali”. Poi vanno a votare, perché è un loro diritto. “No, non mi interesso di politica, tanto non c’è niente da fare, sono uno peggio dell’altro e qui non cambierà mai niente”.

Poi non vanno a votare, formando il partito di maggioranza, quello degli indifferenti.

Abbiamo paura delle vaccinazioni di massa ma di questo addestramento di massa, ne vogliamo parlare?

Cosa può farci ritenere la politica, qualcosa di lontano dalle nostre vite? Come hanno fatto a convincerci che non ci riguarda? Che ci pensano loro…

Come se il disinteresse permettesse di schivare i colpi, una sorta di danza degli spiriti degli ultimi nativi d’America, che ballavano per proteggersi, mentre venivano sterminati.

Ogni diritto porta con sé dei doveri ed anche quello al voto, porta con sé il dovere di informarsi, di sapere cosa succede, cosa fanno ai nostri padri, ai fratelli e le sorelle.

Magari non avremo avuto l’onore di essere i figli biologici di un uomo immenso come Paolo Borsellino ma lo siamo eccome e neppure lo abbiamo dovuto riconoscere dai particolari non ancora carbonizzati, non abbiamo dovuto raccogliere i pezzi di nostro fratello sugli alberi, o riconoscere nostra sorella da un pezzo di seno rimasto attaccato; nostra madre non stava aspettando il treno alla stazione di Bologna e non era sul volo di Ustica… ma questo davvero vi rassicura? Vi fa stare sereni durante l’aperitivo?

Ogni volta che hanno ucciso deliberatamente i nostri uomini migliori, quelli che combattono per la giustizia, hanno ucciso nostro padre, i nostri fratelli e sorelle, i migliori che avevamo.

Solo loro, hanno rischiato tanto per noi.

Purtroppo però, solo i vivi possono ribellarsi, combattere e chiedere ragione, giustizia per quanto avvenuto. Ma noi ci comportiamo come se la cosa non ci riguardasse… decenni di condizionamenti, ammaestrati come barboncini.

Dagli al migrante, dagli al terrone…ma a questi…quando je damo?

È la ricorrenza anche del G8 di Genova ma forse non eravate neanche lì e non c’era neppure vostra sorella, perché voi non siete mica di quelli che vanno a cercare rogna.

Perché questo sono oggi, quelli dotati di senso civico, quelli che manifestano, che dissentono, che si assumono la responsabilità di informarsi in un mare di menzogne.

Quelli bravi invece, stanno davanti alla televisione, a prendere la lezione, a guardare la partita e il sedere alle veline, mentre la bimba sculetta felice davanti allo specchio sognando un futuro pieno di bunga bunga, occhiali e ministeri e misteri.

Si è vero, in questo paese non cambia niente, peggiora e basta, lentamente ed inesorabilmente, perché nel frattempo, migliora l’addestramento del popolo.

Ci hanno fatto un Golpe bianco sotto gli occhi e nessuno ha battuto ciglio, ci dicono da anni che Di Matteo e Gratteri faranno la fine di Falcone e Borsellino, così quando avverrà saremo già preparati…eh, se la sono andata a cercare, si sapeva da un pezzo.

Del resto, Andreotti, il migliore dei migliori, lo disse già, riferendosi al delitto di Giorgio Ambrosoli, liquidatore del bancarottiere Michele Sindona, un altro asceso dal nulla e definito dal migliorissimo…il salvatore della lira…Anche lì, fecero di tutto per salvare Sindona, malgrado la sua colpevolezza fosse palese, così come lo erano i suoi rapporti con i clan mafiosi.

Del resto anche Ambrosoli era stato minacciato prima, uomo avvisato, mezzo salvato no? Lo scrisse anche alla moglie che sapeva quanto avrebbe pagato caro l’incarico ricevuto… allora poi che vuoi? Se insisti a voler fare l’integerrimo…

Ecco a cosa siamo stati addestrati, a cosa ci hanno abituato.

Del resto, non siamo mica gli americani…lì per una fellatio ti fanno l’impeachment, qui ti danno una tessera punti e quando è piena puoi vincere di tutto, anche un ministero e magari puntare addirittura alla Presidenza della Repubblica. Così intanto, la bambina si prepara al pensiero che sculettare, comunque non basterà…

Pare che ogni popolo abbia il governo che si merita e che siamo noi a scrivere la storia, tanto poi, nessuno la legge, quindi, anche se fa schifo, tutto sommato, chissenefrega.

Questo è il ritornello nel mondo dei selfie, della leggerezza, dell’apparenza, degli aperitivi..ma non sarà che a forza di aperitivi, alla fine, ci siamo bevuti il cervello?

Solo una piccola riflessione, sul caffè del mattino. Niente di troppo impegnativo. Del resto la verità la disse Borsellino stesso prima di morire, prima di poter essere ascoltato in veste di testimone, su quanto aveva scoperto, che definì: “altro che tangentopoli!”.

Non sarà la mafia ad uccidermi, disse alla moglie durante l’ultima passeggiata, saranno i miei colleghi ed altri a permettere che ciò accada. Poi ci fu l’esplosione, con la quale misero tutto a tacere, anche noi. Ma fra poco cominciano le olimpiadi e sogniamo tutti di poter cantare quell’inno, dal gradino più alto…si, proprio quello dell’Italia che si desta!, pur restando addormentata, o quantomeno ad occhi e mente ben chiusi!

Ma, hai visto mai?

Si dice: “Passata la ‘festa’ gabbato lo santo” e così è, da sempre! / Francesca Capretta / Redazione