Mi scusi Presidente … Giorgio Gaber, 25 gennaio 1939/2003 (VIDEO)

Visite : 0”… in Parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia...

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”… in Parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente …”

Oggi diversi siti ricordano Giorgio Gaber, questo cantautore che forse molto più di altri seppe, con anche oggettività psicologica, interpretare la dissimulazione umana e culturale in cui sguazza da sempre questa Nazione.

E pensavo proprio ad una sua canzone, in particolare quando diceva “Il tutto e falso il falso è tutto”, poiché qualche giorno addietro, una persona con cui mi sono trovato a scambiare delle opinioni, con un’amara e poi sconfortata risposta mi diceva: “Chi il centrosinistra del centrodestra ? In Sicilia hanno votato per il centrodestra e ora faranno lo stesso alle nazionali e poi fra cinque anni il contrario com’è successo con la tornata elettorale regionale precedente” (e in modo più accorato ha continuato) “Non cinni futti nenti a nuddu, vonnu sulu i soddi, ioo mancu ci vai ghiui a vutari, mi schifiai“.

Non ho saputo replicare o forse comprendevo dentro di me che non sarebbe servito farlo. La politica italiana e quanto annesso e connesso infatti, di tutta evidenza e in massima parte, è ormai agli occhi di noi delusi, avviliti e anche disperati cittadini, una discarica di ipocrisia per doppiogiochisti, egocentrici, narcisisti, megalomani, faccendieri, sociopatici, faccendini, cortigiani, profittatori, opportunisti, papponi, lucciole e gigolò.

Eppure ripeto e mi dico sempre, che ci sarà un modo umano, costituzionale, lecito, per ribaltare questo disgusto civile. Oppure dobbiamo ormai solo rassegnarci aspettando un altro storico precipizio socio-economico e poi dittatoriale ?

Ma come invertire questa decennale deriva ? Forse dopo questo 4 marzo 2018 ? Forse e solo se noi italiani andremo a votare. Altrimenti le pletore dell’annoso preordinato sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico-sindacale, eleggerà i soliti e rispettivi collaterali e codazzi, come sempre e come al solito.

E così mi è tornata in mente qualche altra canzone di Giorgio GaberIo Non Mi Sento Italiano” che aveva anticipato l’Italia di oggi.

Adduso Sebastiano

https://www.youtube.com/watch?v=p40cQoKbRL4

Testo:

Mi scusi Presidente

non è per colpa mia

ma questa nostra Patria

non so che cosa sia.

Può darsi che mi sbagli

che sia una bella idea

ma temo che diventi

una brutta poesia.

Mi scusi Presidente

non sento un gran bisogno

dell’inno nazionale

di cui un po’ mi vergogno.

In quanto ai calciatori

non voglio giudicare

i nostri non lo sanno

o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente

se arrivo all’impudenza

di dire che non sento

alcuna appartenenza.

E tranne Garibaldi

e altri eroi gloriosi

non vedo alcun motivo

per essere orgogliosi.

Mi scusi Presidente

ma ho in mente il fanatismo

delle camicie nere

al tempo del fascismo.

Da cui un bel giorno nacque

questa democrazia

che a farle i complimenti

ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese

pieno di poesia

ha tante pretese

ma nel nostro mondo occidentale

è la periferia.

Mi scusi Presidente

ma questo nostro Stato

che voi rappresentate

mi sembra un po’ sfasciato.

E’ anche troppo chiaro

agli occhi della gente

che tutto è calcolato

e non funziona niente.

Sarà che gli italiani

per lunga tradizione

son troppo appassionati

di ogni discussione.

Persino in parlamento

c’è un’aria incandescente

si scannano su tutto

e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente

dovete convenire

che i limiti che abbiamo

ce li dobbiamo dire.

Ma a parte il disfattismo

noi siamo quel che siamo

e abbiamo anche un passato

che non dimentichiamo.

Mi scusi Presidente

ma forse noi italiani

per gli altri siamo solo

spaghetti e mandolini.

Allora qui mi incazzo

son fiero e me ne vanto

gli sbatto sulla faccia

cos’è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese

forse è poco saggio

ha le idee confuse

ma se fossi nato in altri luoghi

poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente

ormai ne ho dette tante

c’è un’altra osservazione

che credo sia importante.

Rispetto agli stranieri

noi ci crediamo meno

ma forse abbiam capito

che il mondo è un teatrino.

Mi scusi Presidente

lo so che non gioite

se il grido “Italia, Italia”

c’è solo alle partite.

Ma un po’ per non morire

o forse un po’ per celia

abbiam fatto l’Europa

facciamo anche l’Italia.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo

per fortuna o purtroppo

per fortuna

per fortuna lo sono.


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