Italiotiche piaghe, Alberto da Giussano, LEGA. Armata Brancaleone, M5S
Italiotiche piaghe, Alberto da Giussano, LEGA. Armata Brancaleone, M5S

Italiotiche piaghe: Alberto da Giussano, LEGA. Armata Brancaleone, M5S

Ci ha scritto il Prof. Lucio Garofalo e ci ha inviato un suo pensiero (che a seguire publichiamo), sull’attuale situazione politica che, sintetizzando, è: “Mi sa che Salvini (LEGA), forse assalito da un delirio ossessivo, ha reclamato al popolo “pieni poteri” incarni, in salsa padano-populista, il sig. Renzi”.

Italiotiche piaghe: Alberto da Giussano, LEGA. Armata Brancaleone, M5S

Mi sa tanto che il sig. Salvini, il quale ha reclamato al popolo “pieni poteri”, forse assalito da un delirio ossessivo, clinico e morboso di onnipotenza, incarni un’altra versione, in salsa padano-populista, del sig. Renzi.

Non è per caso che entrambi si chiamino Matteo. Ma le analogie non si limitano soltanto al nome battesimale. Entrambi sono in qualche misura legati alla loggia del sig. Denis Verdini, potente banchiere ed imprenditore, già sponsor e fautore del “Patto del Nazareno” siglato tra Berlusconi e Matteo Renzi, attuale suocero di Salvini ed ex plenipotenziario di Forza Italia.

In questa comune affinità si può individuare la chiave di lettura e di analisi per comprendere i recenti fatti di cronaca politica. Mi riferisco alla crisi di governo aperta dal capo della Lega Nord con il pretesto ridicolo del voto espresso dal M5S (ben noto a tutti) sulla questione della Tav. È chiaro che il gioco di Salvini è stato studiato e preparato a tavolino da tempo. Anziché governare, si è prodigato e consumato in una campagna elettorale permanente, senza sosta, pompando a più non posso i consensi elettorali, anche e soprattutto a spese del M5S. Questo si è dimostrato una “armata Brancaleone”, composta perlopiù da ingenui, maldestri, mediocri, cialtroni, sprovveduti, dilettanti allo sbaraglio (e non solo perché si sono fidati di un pessimo, subdolo, pericoloso soggetto qual è Salvini). Temo di essere stato fin troppo magnanimo nella scelta degli aggettivi adoperati.

Per la classica serie: “chi è cagion del suo male pianga sé stesso”, i grullini oggi piangono e si lamentano del proprio ex alleato di governo, apostrofandolo “traditore”, o in altra maniera, ma (chiedo) che cosa ci si poteva aspettare da un tipo del genere?

Lucio Garofalo

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