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SEI DRASTICO … sull’Italia e specialmente Meridione e Sicilia

Rispondendo a un contatto che mi dice di essere “drastico” quando scrivo di Italia e soprattutto Meridione e Sicilia. Un articolo che dal personale passa subito all’inaccettabile realtà.

Stavo per rispondere sulla mia pagina Facebook, come faccio di solito quanto mi viene legittimamente posta una questione o una critica, sempre ben accetta, quanto meno per rivedere i problemi o anche me stesso, nel mentre mi confronto con un’altra opinione.

Questa volta il biasimo era implicitamente rivolto a come in un post ho descritto l’Italia e, particolarmente, la politica meridionale e siciliana.

Per questo ne ho fatto un articolo, poiché l’occasione mi consente di ritornare, seppure in modo riassuntivo, su come mi sembra (e credo sia sotto gli occhi di chi può e vuole vedere) la nostra società negli ultimi anni e soprattutto lo Stato.

La risposta:

… Al contrario mi reputo quasi morbido, salvo che per drastico non intendi che dovrei essere opportunamente più “saggio”, allineandomi. Nel caso allora sì, preferisco essere drastico (sempre però in modo generico seppure aspro, ma rispettando la persona).

Se ti appaio drastico, lo sembrerò forse anche per non essere un conformato al metodo di tanti (pure rimettendoci) che da anni e dappertutto, dai media ai bar e altro, fanno etica scontata e magistero accademico ed empirico, mentre dietro le quinte si dividono gli avanzi o le molliche dei loro rispettivi padroni di turno.

E io so, pure, che questo Stato e le sue Istituzioni annesse e connesse sono anche in buona parte compiacenti e conniventi (magari si ritrovano nella medesima loggia, confraternita o residence oppure resort o altro) alla trasversale, pappona, prostituta e iscariota, generale politica locale e regionale, a meno di non raccontarci le mielosità che si declamano nelle passerelle scolastiche o estive (foraggiate ritengo appositamente da contributi pubblici, progetti e bandi) o anche nelle discussioni intellettuali, convegni istituzionali e politici oppure dibattiti televisivi.

Non deve quindi meravigliarti ciò che scrivo, poiché non è solo l’effetto di quello che apprendo in trincea e altrove, ma anche l’esito del successivo approfondimento, di solito incrociato tra le informazioni acquisite con le norme e giurisprudenza. La  conseguenza è che scopro sempre più quanto il sistema pubblico-politico italiano, senza esagerare e senza volere generalizzare, è un decennale carrozzone legalizzatosi di simulatori, misantropi, sprezzanti, maneggioni, imbroglioni, lucciole, profittatori e mercanti di concittadini.

Purtroppo, la mimetizzata corruzione e delinquenza, insieme ad una forma delirante di megalomania, hanno ormai tracimato oltre la baracca dello Stato. Non è più, infatti, un problema sociopatico che riguarda una parte di popolazione dentro i vari Palazzi, dagli scranni più alti all’ultimo sgabello, dalle Alpi a Capo Passero.

È proprio un modo di vivere massificatosi in quasi l’intera società italiana, la quale poi si mistifica dietro morale, professionalità, competenza, missione, intellettualità, religioni, arte e culture varie specialmente di secoli passati oppure esotica, così celando di essere drogata da annosa collettiva corruzione e ingordigia interiore e di fatto.

Almeno, tutto questo fino a che ci saranno soldi da estorcere fiscalmente. Poi, il giorno in cui anche questo forzoso prelievo si esaurirà, non so immaginare cosa accadrà.

Il “drastico” nei miei confronti ritengo fosse anche dovuto al mio post sul Meridione e la mia Sicilia, sicché non posso che confermarti quanto in esso ho scritto.

Poiché seppure “tutto il mondo è paese”, evidentemente altrove, rispetto al Sud Italia e alla Sicilia, hanno anche il reale senso sociale di appartenenza e quindi non solo non si vendono i loro territori e rispettivi conterranei, ma se ne preoccupano, al contrario di come in modo arrogante si fa in politica e nelle Istituzioni del Meridione e Sicilia, edulcorandosi di contro con campanilismo, retorica e bugiarda eloquenza.

Direi, per rimanere in sintonia con l’essere “drastico”, che la colpa di come siamo ridotti al Sud e in Sicilia è innanzitutto della dissimulata perfida asocialità di chi ci ha sempre governato. La Storia d’altronde insegna.

I “fasci siciliani” di fine 19° secolo, credo il primo spontaneo esempio di socialismo, furono soffocati con le armi e nel sangue da un Primo Ministro siciliano (Saggi di critica storica: Nunzio Dell’Erba: “L’endemica arretratezza economica e la conseguente miseria dei contadini provocò nel 1893 il movimento dei «Fasci siciliani» e, dopo la repressione crispina, determinò una massiccia emigrazione …”).

Concordo però che i politici li elegge la gente. Tuttavia e risaputamente, nel Meridione e in Sicilia (tutt’ora) ciò avviene mantenendo un notorio clientelismo, sottosviluppo, precarietà, disoccupazione e favori per voto di scambio, nonché una generale condizione di sottomissione per bisogno, timore e sopravvivenza, che genera anche molto opportunismo.

Inoltre, certi esempi regionali e locali di pressoché nullatenenti, che quando entrano in politica si comprano poi il suv, ma anche belvedere, alberghi, ville, fanno viaggi, insomma divengono improvvisamente dei benestanti (non si sa come…), sono degli archetipi e riferimenti che irrompono nella mente dei cittadini (ed elettori) allontanandoli dal vivere civile, etico, sociale, trasparente e legale, scaraventandoli istintivamente nell’individualismo, arraffamento, evasione, ionismo, ecc.

Non ti aspettare quindi che possa dare la colpa di ciò che ci circonda ai soli concittadini ed elettori, come invece viene veicolato dal sistema e dai media allineati per confonderci, facendoci congetturare a parrocchetto.

Io so, che abbiamo (senza ancora volere generalizzare) uno Stato, degli Enti, Partecipate, Regione, Comuni, ecc., insomma le teste della Nazione, marce e piene di parassiti, che hanno infestato pure la coda.

Sono anzi anche “drastico” poiché trovo, guarda caso, quasi sempre un aspetto mancante in ogni (per carità interessante) discussione, analisi ed esposizione sul Meridione e la Sicilia. Ovverosia viene omesso che i peggiori nemici del Sud e della Sicilia sono da sempre stati dei conterranei: quelli in politica, nelle istituzioni, professioni, sindacati, imprese e cosiddetta società civile, i quali sono stati e continuano a essere, a detta di tanti, dei risaputi trafficanti di concittadini, barattandoci con tutti.

Che di contro, intendiamoci, non significa cercare l’isolamento con il resto del mondo, bensì s’intende solo chiedere, volere e civilmente pretendere di ragionare con chiunque, soprattutto a livello europeo e anche globale, ma in modo sociale e paritario, senza questa notoria sudditanza o costretti a dovere elemosinare per l’annoso sottosviluppo in cui siamo tenuti da mandriani della politica nazionale, regionale e locale, così da pascolarci come fossimo un gregge da lana e macello.

Sono quindi “drastico” poiché ritengo che dobbiamo liberarci innanzitutto dei nostri decennali mercenari, che in politica per i loro interessi e quelli dei loro codazzi, ci vendono come fossimo la loro propria merce, come fossero dei trafficanti di esseri umani, come fossimo al mercato degli schiavi.

E lo possiamo fare civilmente solo con la matita nel segreto dell’urna. Possono infatti venire anche gli alieni, ma tutto dipende dalla coscienza e coerente determinazione di chi ci governa e li fronteggia.

Sono ulteriormente “drastico” per cercare di cambiare la trasversale oppressione umana che ci estorce legalmente con leggi, sentenze e regolamentazioni (le LORO e solo per LORO).

Sono infine “drastico” in quanto diversamente potremo solo continuare a muggire e aspettare nelle nostre stalle affinché ci passino un po’ di fieno, mentre, a uno a uno, giorno dopo giorno, diamo ai nostri forzosi vessatori e rispettivi kapò, nello Stato, Regioni, Palazzi, Enti vari e Comuni, latte, carni e pelli.

Adduso Sebastiano

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Sebastiano Adduso

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