La crisi dei casinò fisici: dovrebbe intervenire il Governo?

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La crisi che ha colpito le case da gioco fisiche, cioè i casino fisici, sembra non volersi arrestare. A dare un duro colpo al settore, che in realtà non stava benissimo nemmeno in precedenza, è stato di certo il Covid, che, in piena pandemia, ha portato alla chiusura, seppur temporanea, di molte realtà. Alla fine delle restrizioni, però, le cose non sono di certo migliorate: basti pensare che gli introiti ottenuti nel 2022 non hanno nemmeno sfiorato quelli raggiunti nel 2017. Cosa sta succedendo?

La crisi dei casinò: colpa del Covid o dell’online?

Durante il periodo Covid e subito dopo la pandemia, le persone hanno cambiato il loro modo di approcciarsi alla socialità. La paura di stare nei luoghi chiusi e di beccarsi il virus le ha spinte sempre più a varcare la soglia del mondo online, affidandosi ai servizi digitali. Questo è valso per tutte le attività del quotidiano, dal fare la spesa all’acquisto dei beni di prima necessità, e anche per quelle di svago come il gioco.

Da allora, il gioco online è in continua crescita, e gli utenti che lo preferiscono a quello fisico sono sempre in aumento. I numeri, in fondo, parlano chiaro: sempre nel 2022, mentre le case da gioco terrestri vivevano un periodo nero, il gioco digitale ha ricevuto investimenti da parte degli italiani per ben 73 miliardi.

Le motivazioni

Le motivazioni per cui questo settore sembra essere più appetibile nella sua versione digitale sono diverse.

Innanzitutto, c’è da considerare il fatto che competere con queste piattaforme in fatto di varietà di giochi è veramente una sfida quasi impossibile; per non parlare, poi, degli inquantificabili bonus di benvenuto e promozioni che riescono a offrire ai nuovi iscritti (come si può vedere su https://rscommesse.com/). Il numero maggiore di promozioni da parte dei siti online è facile da spiegare, dal momento che i casinò fisici hanno sicuramente più spese da affrontare per la loro gestione.

É chiaro, quindi, che il continuo aumento degli incassi da parte delle case da gioco online a discapito di quelle tradizionali, rischia di far chiudere casinò storici che da sempre hanno contraddistinto la nostra Nazione.

Per questo, molte realtà in grosse difficoltà hanno chiesto sostegno al Governo, sottolineando l’importanza dei casinò quali quello di Sanremo, di Saint Vincent e di Venezia come pezzi importanti di storia e fonti d’entrate per lo Stato. Della risposta, intanto, non si hanno ancora notizie certe.

Fonte foto: Pixabay

La situazione dei casinò fisici in Italia

Nel 2018, i licenziamenti per tentare la sopravvivenza hanno portato alla chiusura del Casinò Campione d’Italia. Allora il Tribunale di Como ne aveva decretato il calo delle saracinesche per fallimento. Questo è di certo stato uno dei momenti più bui e tristi della storia dei casinò in Italia, che però ha rivisto la luce un paio d’anni dopo.

Nel 2020, fortunatamente, la Corte di Cassazione ha revocato la sentenza di fallimento, dando al Casinò un’altra possibilità. Nel gennaio del 2022, infatti, la casa da gioco tra le più famose del Paese ha riaperto i battenti, e ha cercato di rimettersi in careggiata reintegrando ben 174 lavoratori.

Oggi lo stato di salute di questo casinò e anche di tutti gli altri non può dirsi ancora del tutto risanato. Solo la politica potrebbe risolvere definitivamente la questione, intervenendo quanto prima. In fondo c’è in ballo un pezzo importante della nostra cultura, una tradizione – quella del gioco – che ci ha reso famosi in tutto il mondo.


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