Il calendario calcistico ci proietta verso il “Penzo” di Venezia, una sfida che per la Juve Stabia di Ignazio Abate rappresenta uno snodo cruciale e affascinante di questa stagione. Eppure, con l’avvicinarsi della Pasquetta, il calcio smette per un attimo di essere solo tattica e classifica, trasformandosi in un ponte verso il ricordo.
La Ferita del Faito: Un Vuoto ancora Aperto
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Parlare di Pasquetta a Castellammare di Stabia significa, purtroppo, far tornare la mente a quel tragico evento della funivia del Monte Faito. Una ferita che resta aperta nel tessuto sociale della città. La “Panarella” ferma non è solo un danno infrastrutturale, ma un simbolo di un turismo frenato e di una bellezza, quella del Faito, che fatica a essere raggiunta e vissuta come meriterebbe.
Il ricordo di quella tragedia è indelebile e, in questi giorni di festa, il pensiero dell’intera comunità va inevitabilmente alle famiglie delle vittime. La speranza, mai sopita, è che si possa finalmente varare un piano concreto per riavviare quel motore turistico fondamentale per il territorio.
Quel Sabato di Silenzio: L’Addio a Papa Francesco
Il richiamo alla scorsa stagione è inevitabile. Quella doveva essere la Pasquetta della ripartenza, della normalità baciata dal sole di Castellammare. Al “Menti” era attesa la Sampdoria, un appuntamento storico che aveva richiamato tifosi da ogni dove, inclusi i tanti stabiesi fuori sede tornati per l’occasione.
Ricordiamo con commozione il gesto della delegazione blucerchiata, che il giorno precedente si era recata alla stazione Eav per onorare la memoria delle vittime del Faito. Poi, la notizia che scosse il mondo: la scomparsa di Papa Francesco. In segno di profondo cordoglio, lo sport si fermò. Fu una decisione giusta, doverosa, ma che lasciò migliaia di tifosi in un limbo di silenzio, trasformando quella che doveva essere una festa dello sport in un momento di riflessione globale.
Verso Venezia: Oltre il Novantesimo
Oggi la Juve Stabia si prepara a volare in Laguna. Sarà una battaglia sportiva intensa, sotto la guida di Abate, ma il viaggio verso Venezia porta con sé un bagaglio più pesante:
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Il Ricordo: Per chi non c’è più e per chi ha sofferto.
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La Solidarietà: Quella mostrata dai tifosi e dalle società in momenti di crisi.
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La Speranza: Che il calcio possa essere, stavolta, il coronamento di una giornata di serenità ritrovata.
Questa Pasquetta sarà dunque un “viaggio nel ricordo e nella speranza”, non solo calcistica. Perché se il campo chiede i tre punti, il cuore chiede giustizia per il Faito e un futuro all’altezza della bellezza della terra stabiese.





