La trasferta in Laguna si conferma, ancora una volta, indigesta per la Juve Stabia. In un lunedì di Pasquetta dal sapore amaro, le Vespe cadono sotto i colpi di un Venezia cinico, implacabile e guidato da un destino che sembrava già scritto nelle pieghe dell’ultimo calciomercato. Al “Pier Luigi Penzo”, la formazione campana non paga solo la tradizionale “tassa” di uno stadio storicamente ostico, ma subisce anche la più classica e spietata delle leggi del calcio: quella del gol dell’ex.
A punire i gialloblù è stato Andrea Adorante, autore di una doppietta che poteva addirittura trasformarsi in tripletta, se non fosse stato per gli straordinari di un Confente in versione montagne russe per la sua prestazione altalenante. Al netto del rammarico, bisogna però riconoscere con onestà la superiorità della squadra di mister Stroppa, una corazzata che sembra ormai destinata a staccare il biglietto per il massimo campionato.
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Un finale di primo tempo da cardiopalma
Giocare a Venezia non è mai una passeggiata, e la Juve Stabia lo comprende fin dalle battute iniziali. I padroni di casa gestiscono i ritmi, cavalcando l’entusiasmo del pubblico e la particolarità di un campo che sembra restringersi quando la pressione sale. Le Vespe, tuttavia, non restano a guardare: mostrano sprazzi di buon gioco e la consueta grinta, trascinate dalle fiammate di un Okoro che prova in più occasioni ad accendere la miccia dell’attacco.
La partita esplode letteralmente sul morire del primo tempo, in una frazione di gioco in cui succede di tutto. Il Venezia passa in vantaggio a causa di un beffardo autogol di Giorgini, ma la reazione della Juve Stabia è rabbiosa e porta al meritato pareggio firmato da Carissoni. Proprio quando le squadre sembrano pronte a rientrare negli spogliatoi in parità, arriva la prima doccia fredda: Adorante firma il sorpasso lagunare, complice un intervento tutt’altro che impeccabile di Confente che respinge la conclusione di Yeboah sui piedi dell’ex bomber gialloblù.
Lo “Show” di Confente e la chiusura dei conti
È nella ripresa che il portiere stabiese, ex Vicenza, inizia il suo personalissimo show per farsi perdonare l’errore. La squadra di Stroppa rientra in campo furiosa, alla ricerca del colpo del ko, ma Confente si esalta: prima vola letteralmente per negare la gioia del gol a Sverko, tenendo a galla i suoi, e poi compie un autentico capolavoro. Concessa la massima punizione al Venezia, l’estremo difensore guarda negli occhi Adorante dal dischetto e si mangia il pallone, neutralizzando il rigore.
Un’iniezione di fiducia che però non scalfisce le certezze dei padroni di casa. Il Venezia non accusa minimamente il colpo e continua a spingere, trovando ancora una volta la via della rete sempre con lui, Andrea Adorante. Questa volta Confente paga pegno facendosi beffare sul palo lungo dopo un accenno di uscita, a chiusura di un pomeriggio che, per lui, non è stato assolutamente banale.
Ripartire dal “Menti”
Il calcio è fatto di storie cicliche. Quella di Andrea Adorante ne è l’ennesima conferma: l’attaccante, che tanto bene aveva fatto a Castellammare diventando l’idolo indiscusso dei tifosi, si è ritrovato oggi dall’altra parte della barricata, riscrivendo una sceneggiatura totalmente diversa e dolorosa per i suoi vecchi colori.
Nonostante la sconfitta e la doppia “tassa Adorante” pagata, la Juve Stabia fa ritorno dalla Laguna con una preziosa consapevolezza: questa squadra ha le carte in regola per giocare alla pari contro chiunque, a patto di mantenere la concentrazione sempre al massimo livello. Archiviata la trasferta veneziana, l’obiettivo ora è smaltire in fretta le scorie e tornare a macinare punti tra le rassicuranti mura amiche del “Romeo Menti”, dove l’aria di casa dovrà spingere di nuovo in alto il volo delle Vespe.





