C’è il rispetto per l’avversario, la consapevolezza delle difficoltà della Serie B e soprattutto un messaggio chiaro al suo Palermo: contro la Juve Stabia non sarà consentito abbassare la guardia. Alla vigilia della sfida del “Renzo Barbera”, che inaugurerà il campionato dei rosanero, Filippo Inzaghi ha parlato in conferenza stampa fissando gli obiettivi della sua squadra e soffermandosi più volte proprio sulle Vespe di Pietro De Giorgio.
Parole importanti, soprattutto per un tecnico che guida una formazione indicata da molti come una delle grandi favorite per la promozione in Serie A. Inzaghi, però, ha voluto allontanare l’etichetta di “corazzata”, pur riconoscendo la forza della rosa a sua disposizione. E nel presentare la prima gara di campionato ha messo subito in guardia ambiente e calciatori: la Juve Stabia rappresenta un avversario da affrontare con la massima attenzione.
«Contro la Juve Stabia sarà più difficile che contro il Lecce»
Il passaggio più significativo della conferenza, dal punto di vista stabiese, è stato senza dubbio quello dedicato alla squadra di De Giorgio. Inzaghi conosce bene il valore delle Vespe e non ha dimenticato quanto la Juve Stabia sia stata capace di rendere complicata la vita al Palermo nel precedente campionato.
«Domani sarà più difficile rispetto al Lecce – ha dichiarato il tecnico rosanero –. Sappiamo già cosa ci è costata la Juve Stabia lo scorso campionato. Se non l’affrontiamo nel modo giusto rischiamo».
Un riconoscimento netto, seguito da un’altra definizione destinata a fare piacere all’ambiente gialloblù: per Inzaghi la Juve Stabia non è una semplice outsider, ma una presenza ormai consolidata nel panorama del campionato cadetto.
«La Juve Stabia è una certezza di questo campionato, ma noi dobbiamo pensare a noi stessi».
Parole che confermano quanto la squadra stabiese, dopo le ultime stagioni e il percorso costruito negli anni recenti, sia ormai considerata un’avversaria capace di competere e di creare problemi anche alle formazioni più attrezzate della categoria.
Il Palermo favorito? Inzaghi frena: «Non facciamoci abbindolare»
Il tecnico rosanero ha poi parlato delle ambizioni del Palermo. Il punto di partenza, però, è quello dei 72 punti conquistati nello scorso campionato, un bottino che secondo Inzaghi non può più essere considerato sufficiente.
«Da domani si parte da zero punti. I 72 punti dello scorso anno vanno dimenticati, perché il campionato di Serie B è cambiato. Le retrocesse sono squadre di Serie A molto forti che giocano in B e il campionato è difficile».
L’asticella, dunque, si alza sensibilmente.
«Dobbiamo fare più punti dello scorso anno. Per questo abbiamo deciso di alzare il tasso tecnico della squadra. Bisogna arrivare almeno a 80 punti. Ci sono quattro o cinque squadre veramente molto forti e dobbiamo alzare l’asticella».
Nonostante le ambizioni, Inzaghi ha chiesto umiltà, respingendo l’idea di un Palermo destinato inevitabilmente a dominare.
«Per raggiungere il nostro obiettivo dovremo sudare quattro camicie. Non facciamoci abbindolare da chi dice che siamo una corazzata. Siamo forti e vogliamo essere protagonisti, ma forti come noi ce ne sono altre».
Un concetto ribadito con ancora maggiore forza: «Vorrei far capire a tutti che servirà l’elmetto in testa. Ci sentiamo forti, ma servirà umiltà. Dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo».
L’avvertimento ai rosanero: servirà la migliore versione per affrontare la Juve Stabia
Per affrontare la Juve Stabia, davanti a un “Renzo Barbera” che dovrebbe accogliere oltre 30mila spettatori, Inzaghi pretende la migliore prestazione possibile dai suoi.
«Penso che questa squadra abbia raggiunto una maturità tale da capire che per domani servirà la nostra migliore versione».
Un’affermazione che testimonia il rispetto con cui il Palermo si avvicina alla sfida. La formazione rosanero parte inevitabilmente con i favori del pronostico, ma il suo allenatore ha chiarito che il valore tecnico non sarà sufficiente se non accompagnato dall’atteggiamento giusto.
Del resto, per Inzaghi la Serie B resta un campionato nel quale nessun risultato può essere considerato scontato e nel quale la capacità di sacrificarsi può fare la differenza.
«Ci sono sempre le sorprese. Questa stagione vedo Padova, Modena, Sampdoria… Noi ci sentiamo molto forti, però sappiamo che per vincere dovremo essere impeccabili».
Le condizioni della squadra e le scelte di formazione
Inzaghi ha confermato che il Palermo arriverà alla sfida con quasi tutta la rosa disponibile. Restano fuori l’infortunato Joronen e gli squalificati Pierozzi e Palumbo.
«Stanno tutti bene, sono tutti recuperati tranne i due squalificati. Ci mancheranno Pierozzi e Palumbo».
Il tecnico ha inoltre annunciato alcune scelte che riguardano la formazione iniziale. Bani partirà dal primo minuto, così come Vavassori, premiato per quanto mostrato durante la preparazione.
«Bani giocherà», ha assicurato Inzaghi.
Su Vavassori, invece, la motivazione è stata ancora più chiara: «Domani giocherà, se l’è meritato. Chi mi dimostra, gioca».
L’ex gailloblù Strefezza, arrivato più tardi rispetto ai compagni, dovrebbe invece essere gestito gradualmente.
«Abbiamo la fortuna di non doverlo forzare. Si allenava da solo e non ha ancora i 90 minuti. Gli altri hanno alzato le prestazioni, quindi domani potrà fare tranquillamente la sua mezz’ora senza forzature».
Il nuovo sistema e un Palermo più tecnico
Inzaghi ha anche spiegato le ragioni del possibile cambiamento tattico. Una scelta maturata in base alle caratteristiche dei calciatori presenti in rosa e ai nuovi acquisti.
«Ho cambiato perché, per i giocatori che abbiamo, questo modulo penso possa essere più congeniale. Quando è arrivato Johnsen abbiamo avuto l’idea di cambiare modulo, l’avremmo fatto già l’anno scorso, poi lui si è infortunato. Con i nuovi acquisti mi auguro che questo cambiamento ci porti dei vantaggi».
L’obiettivo è quello di sviluppare un calcio dinamico, nel quale i calciatori possano muoversi e occupare spazi differenti.
«Con la palla cerchiamo di fare un calcio di movimento. Non ci sono più ruoli, al di là dei centrali e del centravanti. Abbiamo giocatori che possono fare qualsiasi modulo».
Tra le note positive della preparazione, Inzaghi ha citato anche Estevez.
«Ha fatto un grandissimo ritiro, sono molto contento del suo arrivo. Ha grande esperienza, ha preso in mano lo spogliatoio e ha fatto 15 minuti di grande qualità col Lecce. Alza il tasso della nostra squadra».
Portiere, Fortin e il messaggio di Joronen
Capitolo a parte quello relativo alla porta del Palermo. Inzaghi ha parlato del mercato senza voler entrare troppo nei dettagli, confermando però che la società sta valutando diversi profili.
«La società ha fatto grandissimi sforzi, dovremo fare l’ultimo per il portiere. Ci dispiace tantissimo per Joronen».
Il tecnico ha raccontato anche un curioso retroscena relativo alla telefonata ricevuta dal portiere finlandese.
«Ieri mi ha chiamato dicendomi di prendere il portiere più forte che ci sia. Appena potrà ci darà una mano e speriamo di vederlo presto nello spogliatoio».
Tra i nomi accostati ai rosanero c’è anche quello di Mattia Perin, definito da Inzaghi «molto forte», pur sottolineando come siano in valutazione anche altri portieri.
«Perin è molto forte, ma valutiamo anche altri tre o quattro portieri. La società ci ha abituato a portare dalla nostra parte i migliori giocatori».
Sul giovane Fortin, invece, l’allenatore ha invitato tutti alla calma: «Lasciamolo tranquillo, ha fatto vedere il motivo per il quale l’abbiamo preso. Lo vedo sereno, deve stare tranquillo».
«Servirà l’elmetto»: Palermo-Juve Stabia apre una Serie B senza certezze
Dalla conferenza di Pippo Inzaghi emerge un Palermo ambizioso, consapevole della propria forza e determinato a migliorare il rendimento della passata stagione. Ma emerge anche, in maniera altrettanto evidente, il rispetto per la Juve Stabia.
La gara del “Renzo Barbera” non viene considerata dal tecnico rosanero un semplice esordio contro un avversario da battere sulla carta. Al contrario, Inzaghi ha ricordato ciò che le Vespe hanno rappresentato per il Palermo nello scorso campionato e ha lanciato un avvertimento preciso ai suoi calciatori: senza l’atteggiamento giusto, la sfida può trasformarsi in un problema.
«Se non affrontiamo la Juve Stabia nel modo giusto rischiamo».
Una frase che, alla vigilia del debutto in Serie BKT, suona come il più chiaro dei riconoscimenti per la formazione di Pietro De Giorgio. Per la Juve Stabia, chiamata a iniziare il proprio campionato in uno degli stadi più caldi e difficili della categoria, sarà l’occasione per dimostrare immediatamente sul campo di meritare quella definizione pronunciata dal tecnico rosanero: una certezza di questo campionato.