L’esordio della Juve Stabia è positivo ma non il risultato, che vede il Palermo vincere al Barbera. Decide la gara, in favore dei rosanero, la rete in avvio di Dennis Johnsen ma i ragazzi di Pietro De Giorgio mostrano di esserci.
PODIO
Medaglia d’oro: a Christian Pierobon, cannibale del centrocampo della Juve Stabia. Il numero 10 sfoggia condizione e grinta scintillanti, mai viste lo scorso anno se non a sprazzi. Pierobon morde le caviglie degli avversari, rubando palla a ripetizione e trascinando in avanti il baricentro della squadra. I suoi strappi diventano presto ingestibili per il Palermo: che sia l’inizio di un grande campionato per lui.
Medaglia d’argento: a Pietro Boer, che si fa trovare pronto in un esordio per cuori forti. Un’estate non facile per il giovane portiere, vissuta all’ombra di Confente ma con la consapevolezza dell’addio del compagno di squadra, poi avvenuto. Così Boer ha risposto presente, nulla potendo sulla rete di Johnsen ma negando il raddoppio da distanza minima a Pohjanpalo e dando sicurezza alla difesa. Da sostenere, qualunque sia la composizione definitiva del set di portieri.
Medaglia di bronzo: a Nermin Karic, che dà la scossa alla Juve Stabia. L’ingresso del centrocampista svedese è un elettroshock per le vespe, cui l’ex Virtus Entella conferisce dinamismo e coraggio. Illuminante il filtrante del 17 per il sinistro di Patanè che si stampa sul palo, come è pungente l’incursione con cui Karic impegna Fortin dopo la combinazione con Candellone. Spunti interessanti.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Nicola Patanè, poco incisivo prima del palo che fa tremare il Barbera. Iniziative timide per il numero 7 che, subito dopo lo svantaggio, ha la buona occasione per innescare Battistella solo al centro dell’area ma perde il tempo della giocata. Il legno finale potrebbe cambiare volto alla gara sua e della Juve Stabia ma non è fortunato.
Medaglia d’argento: a Terrence Douglas, che non entra bene in partita. Pronti via e l’olandese perde un pallone sanguinoso che innesca l’aggressione del Palermo. Col passare dei minuti acquisisce maggiore sicurezza ma il processo di adattamento al calcio italiano, in particolare ai meccanismi difensivi, è ancora inevitabilmente in corso.
Medaglia di bronzo: a Saná Fernandes, che fa il suo ingresso in campo con l’argento vivo addosso ma anche con troppa consapevolezza di sé. Il 77 si intestardisce nella giocata personale, isolando i compagni da scambi che avrebbero potuto essere lo sbocco naturale dell’azione. Peccati di gioventù da correggere già nel breve tempo.