Adriano Mezavilla, soprannominato “il Sindaco” dai tifosi stabiesi, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per condividere il suo legame indissolubile con Castellammare e analizzare l’attuale momento d’oro delle Vespe. Nonostante la distanza e il fuso orario, Mezavilla continua a seguire con attenzione i risultati della squadra, dichiarandosi orgoglioso di essere l’unico calciatore nella storia del club ad aver ottenuto due promozioni in Serie B.
L’analisi della Juve Stabia attuale
Mezavilla ha espresso grande soddisfazione per l’attuale settimo posto in classifica, sottolineando come la spinta emotiva della vittoria del campionato scorso sia stata fondamentale per dare consapevolezza al gruppo attuale.
• Il nuovo centrocampo: Interpellato sul paragone tra la sua storica coppia con Cazzola e i nuovi innesti, Mezavilla ha elogiato profili come Zeroli e Correia. Ha definito questi giocatori come elementi di “quantità, qualità e sostanza”, caratteristiche che ritiene indispensabili nel calcio moderno per superare i momenti di difficoltà.
• L’elogio a Candellone: Ha riconosciuto l’importanza del capitano attuale, sebbene abbia scherzato sul fatto che, prima di fare una statua a Candellone, ne servirebbe una per lui nel cuore dei tifosi.
Vita in Brasile: Agricoltura e Talenti
Lontano dal rettangolo di gioco professionistico, Adriano conduce oggi una vita dedicata alla famiglia e alla terra.
• Lavoro in campagna: Mezavilla ha rivelato di vivere nello stato del Paraná, nel sud del Brasile, dove lavora nei campi insieme al suocero occupandosi di prodotti agricoli e frutta.
• La scuola calcio: Non ha però abbandonato il calcio: gestisce infatti una scuola calcio in collaborazione con il comune locale, allenando circa 40 ragazzi. Il suo sogno è quello di poter un giorno segnalare un giovane talento brasiliano proprio alla Juve Stabia, sebbene ammetta che il livello richiesto in Italia sia molto alto e serva pazienza.
I segreti del passato: Roma, il “Menti” e le scarpe rotte
Durante l’intervista, Mezavilla ha ripercorso momenti iconici della sua carriera in gialloblù:
• La promozione del 2011: Ha ricordato l’incredibile tensione prima della finale contro l’Atletico Roma, svelando che Mister Braglia portò la squadra a fare una passeggiata a Piazza di Spagna per scaricare l’adrenalina invece di allenarsi.
• Sacrificio fisico: Ha confermato la sua totale dedizione alla maglia, ricordando quando giocò come difensore contro il Chievo in emergenza, nonostante non fosse al meglio, o quando scendeva in campo con le scarpe bucate e strettissime per sentire meglio il pallone.
• Il fattore “Menti”: Ha definito lo stadio di Castellammare un luogo che incute timore agli avversari per la vicinanza del pubblico, capace di far sentire una pressione superiore al numero reale di spettatori.
Un futuro ancora a tinte Gialloblù?
Nonostante il ritorno in patria, Mezavilla non chiude le porte a un futuro ritorno nel calcio italiano. Ha conseguito il patentino UEFA B e ha ammesso che gli sarebbe piaciuto un ruolo da dirigente o allenatore a Castellammare, ma i cambiamenti societari dell’epoca lo portarono a scegliere il Brasile. In chiusura, ha lanciato un messaggio d’amore alla città: “Giocate con il cuore prima che con la tecnica”, auspicando di poter tornare un giorno al Menti per vedere la Juve Stabia in Serie A.





