L’ex calciatore e allenatore Giovanni Longobardi, figura profondamente legata a Castellammare di Stabia, è intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese per offrire un’analisi lucida e appassionata sul momento attuale delle Vespe, intrecciando il presente tecnico con i ricordi della sua lunga carriera.
Il Modello Lovisa-Abate e la Sorpresa della Continuità
Longobardi ha ammesso con sincerità di aver nutrito inizialmente dei dubbi sulla tenuta della squadra dopo l’addio del precedente tecnico, ma è stato smentito dai fatti. Ha elogiato il DS Matteo Lovisa, definendolo un “grandissimo direttore sportivo” capace di compiere scoperte straordinarie e di costruire un gruppo solido basato sulla qualità umana oltre che tecnica. Allo stesso modo, ha espresso ammirazione per Mister Abate, sottolineando come stia dimostrando sul campo di essere un allenatore di alto livello, mantenendo la strada tracciata nella stagione precedente.
Analisi Tecnica: L’Attacco e il Potere dei Giovani
Uno dei punti centrali del suo intervento ha riguardato la necessità di una prima punta d’area di rigore:
• Velocità sopra la stazza: Secondo Longobardi, la Juve Stabia di Abate può fare a meno di un attaccante fisico “alla Adorante”. Il gioco attuale, fatto di fraseggio, verticalizzazioni e palle filtranti, premia giocatori veloci che attaccano la profondità come Candellone e Gabrielloni.
• La leadership di Candellone: Il capitano è visto oggi come il giocatore che fa la differenza, apparso molto più convinto e responsabile rispetto al passato.
• Il valore dello spogliatoio: Ha lodato l’importanza di veterani come Gabrielloni per la gestione della mentalità di un gruppo molto giovane.
• Giovani Veterani: Longobardi si è detto sorpreso dalla maturità dei ragazzi di 19 anni arrivati a Castellammare, che giocano con la personalità di veterani e senza paura dell’uno contro uno.
Amarcord: Da Mazzarri e Allegri al Gesto per Baclet
Ripercorrendo la sua carriera, Longobardi ha citato allenatori illustri come Gasperini e Mazzarri, ma ha riservato un posto speciale nel cuore a Massimiliano Allegri, con cui ha giocato per due anni prima di averlo come allenatore alla Aglianese e a Pistoia, definendolo una persona vera.
Ha ricordato con orgoglio la sua esperienza alla Juve Stabia in anni societari difficili e sofferenti, culminati comunque in una salvezza. Emblematico l’aneddoto di Gallipoli, dove Longobardi difese fisicamente il compagno di squadra Pierre Alain Baclet dalla contestazione dei tifosi, portandolo al sicuro nello spogliatoio e dimostrando una lealtà che ancora oggi considera il pilastro di ogni gruppo vincente.
Il Presente al Pompei e la Sfida della Serie B
Attualmente, Longobardi sta intraprendendo la carriera di allenatore: dopo essere stato il vice di Erra al Pompei, guida oggi la formazione Junior Nazionale dello stesso club. Guardando al campionato di Serie B, ha avvertito che il girone di ritorno sarà “un altro tipo di campionato”, molto più difficile e serrato, dove ogni punto peserà il doppio nella lotta per la salvezza e per i playoff.





