Carmelo Condemi, intervenuto nella trasmissione Il pungiglione stabiese con la passione che lo ha sempre contraddistinto, ha regalato ai tifosi un viaggio emozionante nel tempo, analizzando al contempo le sfide del calcio odierno e il cammino dell’attuale Juve Stabia.
La Leggendaria Promozione e il “Menti” Strabordante
Il ricordo più vivido di Condemi è legato alla storica finale per la promozione in C2 vinta per 2-0 contro il Benevento davanti a oltre 20.000 spettatori. L’ex calciatore ha sottolineato come la spinta del pubblico sia stata determinante: “Senza quella gente non riuscivamo ad ottenere il risultato che abbiamo ottenuto… andavamo a 2000 all’ora”. Ha ricordato con modestia il suo gol in quella finale, affermando che è stata la gente a “spingere la palla dentro”.
Aneddoti di Spogliatoio: Barzellette e Panini
Condemi ha svelato retroscena curiosi sulla gestione del gruppo da parte di Pasquale Santosuosso, suo allenatore dell’epoca e oggi zio di sua moglie. Ha raccontato che, per allentare la tensione prima della finale, Santosuosso raccontava barzellette nello spogliatoio mentre i giocatori sedevano per terra a ridere. Un altro aneddoto ha riguardato una trasferta a Manfredonia dove, a causa del cibo scadente in hotel, la squadra decise di mangiare un panino sul lungomare prima di scendere in campo e vincere la partita.
La Metamorfosi del Calcio: “Oggi sono tutti ovattati”
L’analisi di Condemi si è fatta amara parlando dell’evoluzione del calcio. Da allenatore (attualmente impegnato in Eccellenza), nota una profonda differenza generazionale:
• Mancanza di spirito di gruppo: I giovani di oggi sono descritti come “ovattati”, distratti da computer, tablet e scommesse, privi della concentrazione che caratterizzava i calciatori del passato.
• L’ingerenza dei procuratori: Condemi critica il fatto che oggi anche ragazzi di 17 anni si presentino con due o tre procuratori, perdendo l’umiltà necessaria per crescere.
• Il ruolo dell’allenatore: Definisce il mestiere del tecnico molto più stressante di quello del calciatore, paragonandolo a un “uomo morto” per la tensione del giorno della gara e la gestione di quasi 30 teste diverse.
La Juve Stabia di Oggi e il “Bello del Calcio”
Condemi ha espresso grande stima per l’attuale Juve Stabia, lodando la capacità della società di lanciare giovani e di lavorare con serietà anno dopo anno. Commentando il rocambolesco 3-3 contro il Padova, ha parlato di una “botta” psicologica difficile da digerire, ma ha anche ricordato che la gestione degli ultimi minuti fa parte del “bello del calcio”, dove tutto può succedere fino al fischio finale.
Un Carattere Ribelle ma Sincero
Infine, Condemi ha riflettuto sulla sua carriera, ammettendo che il suo carattere ribelle e la sua abitudine di parlare sempre in faccia gli hanno forse impedito di raggiungere stabilmente la Serie A. Tuttavia, rivendica con orgoglio la sua integrità: “Sono uno che parla in faccia, non sono uno che ti parla dietro. E tutto ciò oggi… la verità non piace a nessuno”.
Il suo legame con Castellammare resta indissolubile, definendo la città come un luogo dove è sempre stato trattato “con i guanti bianchi” e dove ancora oggi sente l’eco del coro dei tifosi: “Condemi vola, sotto la curva vola”.





