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La notte in cui le Vespe conquistarono il San Nicola: Cronaca di un esordio leggendario

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Quella “dolce notte d’estate 2024” allo stadio San Nicola rimarrà scolpita per sempre nella memoria e nel cuore dei tifosi della Juve Stabia. Non è stata solo una vittoria; è stata la dichiarazione d’intenti di una neopromossa che non aveva alcuna intenzione di fare la comparsa, ma che era arrivata per recitare un ruolo da protagonista.

Il crollo del tabù

La squadra di Guido Pagliuca, tornata in cadetteria con l’entusiasmo trascinante di chi ha dominato la Serie C, si era presentata a Bari con lo sguardo di chi non aveva nulla da perdere e tutto da dimostrare. Doveva essere una serata difficile, contro una corazzata biancorossa ferita e vogliosa di riscatto, in uno dei templi sacri del calcio italiano.

Invece, le Vespe hanno riscritto la storia. Per la prima volta in assoluto, la Juve Stabia era riuscita a vincere la gara d’esordio in Serie B. Farlo al San Nicola, ammutolendo migliaia di tifosi avversari, conferì a quell’impresa un sapore non solo dolce, ma leggendario.

Il manifesto tattico di Pagliuca

Mentre l’atmosfera sugli spalti ribolliva di passione, in campo andava in scena una lezione di calcio moderno. Il tecnico toscano disegnò una squadra corta, aggressiva e dannatamente coraggiosa. Nessun timore reverenziale, nessuna barricata.

Quel netto 1-3 finale è stato il manifesto tattico del “Pagliuca-ball”: Undici uomini che correvano l’uno per l’altro con un pressing alto per soffocare le idee avversarie sul nascere e trasformare l’azione da difensiva a offensiva con precisione chirurgica.

I protagonisti della svolta

Non furono solo gol, ma vere e proprie scintille. Le reti di Bellich e Folino hanno rappresentato l’essenza di quella squadra: difensori capaci di offendere, ingranaggi perfetti di una macchina oliata. E mentre l’attacco pungeva, la retroguardia ergeva un muro invalicabile, guidata da un Demba Thiam monumentale, che ha iniziato a blindare la porta stabiese con la sicurezza e il carisma dei grandi veterani.

L’antipasto di una stagione fantastica

Chi quella sera pensò a un colpo di fortuna estivo, o a un caso isolato, dovette presto ricredersi. Quella notte pugliese è stata l’antipasto perfetto di un’annata straordinaria. La festa incredibile sotto il settore ospiti al triplice fischio non era la celebrazione di una singola vittoria, ma l’inizio di un viaggio.

Quella Juve Stabia, nata tra lo scetticismo generale, ha dimostrato di poter lottare stabilmente nelle zone nobili della classifica, trascinata dall’energia di un gruppo granitico che non ha mai smesso di credere nell’impossibile. Le Vespe erano tornate non solo per restare, ma per stupire l’Italia intera.

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