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Juve Stabia – Virtus Entella, Confente e Colombi: lo show dei numeri uno nel silenzio del Menti

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Se il calcio fosse solo una questione di numeri, ci si limiterebbe a leggere quell’1-0 finale sul tabellone luminoso. Ma il pomeriggio surreale e silenzioso del “Romeo Menti” ha raccontato una storia diversa, scritta non dagli attaccanti, ma dai due padroni assoluti delle aree di rigore. La sfida tra Alessandro Confente e l’ex di turno Simone Colombi è stata un saggio di tecnica e carisma, un duello a distanza che ha nobilitato la gara, trasformandola in una vetrina per due dei migliori interpreti del ruolo.

Colombi, il ritorno del grande ex

Per Simone Colombi non poteva essere una domenica banale. Tornare a Castellammare, anche in uno stadio privato del calore della sua gente, ha un peso specifico diverso. Il portiere della Virtus Entella ha onorato il suo passato sfoderando una prestazione monstre. È stato lui l’ultimo ad arrendersi, l’argine contro cui si è infranta più volte la manovra offensiva delle Vespe.

L’istantanea della sua gara è tutta nel duello con Cacciamani: un volo plastico su un diagonale velenoso, un intervento che ha strozzato in gola l’urlo del gol all’attaccante gialloblù quando la palla sembrava già destinata all’angolino. Se i liguri sono rimasti aggrappati alla partita fino ai minuti convulsi dell’attesa VAR, il merito è esclusivamente dei suoi guantoni e di una leadership che gli ha permesso di guidare la difesa con l’autorevolezza di chi conosce ogni zolla di quel campo.

Confente e l’arte della concentrazione

Dall’altra parte del campo, Alessandro Confente ha accettato la sfida rispondendo colpo su colpo. La sua è stata una gara diversa, forse ancora più difficile per un portiere: meno sollecitato nel volume di gioco rispetto al collega, ma decisivo quando il pallone ha iniziato a scottare davvero.

La sua grandezza si è misurata nel recupero. Lì, dove la stanchezza annebbia le idee e le gambe tremano, Confente ha tirato giù la saracinesca. Un riflesso istintivo, felino, che ha salvato il risultato e blindato tre punti pesantissimi. Oltre alla vittoria, il portiere si porta a casa la soddisfazione personale del clean sheet: mantenere la porta inviolata in una gara così tirata è linfa vitale per l’autostima di tutto il reparto arretrato.

Una sicurezza per Abate

Alla fine, il duello dei “portieri moderni” lo vince il padrone di casa. Non solo per la parata tecnica, ma per la tenuta mentale. Nei minuti infiniti della revisione video, quando il destino del match era appeso a un filo, la calma olimpica di Confente ha trasmesso sicurezza a una squadra che sentiva il cuore battere forte.

Ignazio Abate può sorridere: se la difesa della Juve Stabia ha retto l’urto, è perché alle spalle del muro difensivo c’è un’ultima, invalicabile protezione. Confente vince la sfida dei numeri uno e si regala il sorriso più bello di questo sabato pomeriggio.


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