La Juve Stabia cade in casa contro l’Hellas Verona di Marco Baroni. La sfida del Romeo Menti, valida per la nona giornata del campionato di Serie BKT 2026-2027, si conclude con il successo per 1-0 della formazione scaligera, capace di trovare la rete decisiva nel finale con Harroui. Al termine dell’incontro, il tecnico gialloblù Marco Baroni ha analizzato in sala stampa la prestazione della propria squadra, soffermandosi sulla difficoltà della trasferta di Castellammare di Stabia, sulla gestione delle energie e sui progressi mostrati dal Verona.
L’allenatore non condivide la lettura di una partita poco spettacolare, rivendicando invece la qualità della prova offerta dai suoi calciatori contro un avversario organizzato e particolarmente insidioso davanti al proprio pubblico.
Baroni dopo Juve Stabia – Verona: «Abbiamo fatto una grande partita»
Marco Baroni promuove senza esitazioni la prestazione dell’Hellas Verona, sottolineando le difficoltà che la squadra ha dovuto affrontare sul campo della Juve Stabia.
«Non sono d’accordo sul fatto che non sia stata una bella partita. Secondo me la squadra ha fatto una grande gara, perché la Juve Stabia è una formazione pericolosa, che sta bene in campo, specialmente in casa. È una squadra che gioca e che ha spirito, soprattutto su questo terreno sintetico».
Il tecnico scaligero ha quindi espresso soddisfazione per la risposta dei propri calciatori, individuando nella prestazione collettiva un segnale incoraggiante per il prosieguo della stagione.
«Per me il Verona ha fatto una grande partita, una partita di squadra. Devo fare i complimenti ai ragazzi. Oggi c’è stata una crescita importante che ci servirà nell’affrontare questo campionato».
Il successo del Romeo Menti rappresenta un risultato significativo anche per altri aspetti: è la terza vittoria in campionato per gli scaligeri, che conquistano inoltre la seconda partita consecutiva senza subire gol e riescono a concludere la gara senza nuovi infortuni.
Verona, gestione delle energie e fiducia in Ekuban e Mulattieri
Tra gli elementi positivi evidenziati da Baroni c’è la capacità della squadra di amministrare le forze nel corso dei novanta minuti, sfruttando anche il contributo dei calciatori entrati dalla panchina.
«La squadra ha saputo gestire bene oggi non soltanto la partita, ma anche le energie. Chi è andato in campo ha fatto molto bene, così come chi è subentrato. Sono contento per Ekuban, che ha disputato la sua prima partita da titolare».
Il tecnico ha dedicato parole positive anche a Mulattieri, sottolineando l’importanza di poter contare su ulteriori soluzioni offensive dopo un periodo condizionato dai problemi fisici.
«Per me hanno fatto molto bene sia Ekuban sia Mulattieri. Adesso so di poter contare su un giocatore che abbiamo dovuto aspettare. Ci sono ancora tanti infortunati da recuperare, ma oggi, sotto l’aspetto dello spirito, la squadra ha compiuto un passo avanti importante».
La possibilità di ampliare le alternative a disposizione dell’allenatore può rivelarsi determinante in un campionato lungo e impegnativo come la Serie B, nel quale la continuità di rendimento passa anche dalla capacità di distribuire le energie tra i diversi elementi della rosa.
La scelta dei quattro attaccanti: «Nei momenti difficili bisogna osare»
Uno dei passaggi più significativi dell’analisi di Baroni riguarda le scelte tattiche adottate nel corso della partita. L’allenatore ha spiegato di aver voluto mandare un messaggio chiaro alla squadra, soprattutto dopo alcune prestazioni nelle quali il Verona aveva mostrato difficoltà nella gestione dei vantaggi.
«Ho voluto dare un segnale forte alla squadra. Quando pensiamo che nel secondo tempo la squadra non corra, come è stato scritto, in realtà è una questione mentale. Dopo aver segnato, la squadra tende ad abbassarsi e pensa di poter portare il risultato fino alla fine, come è successo a Modena e contro il Pisa».
Da qui la decisione di aumentare il peso offensivo della formazione, anche per modificare l’atteggiamento mentale dei giocatori nei momenti più delicati.
«Questo è un aspetto mentale. Ho voluto dare un segnale alla squadra, giocando con quattro attaccanti per far capire che nei momenti difficili bisogna sempre osare. Non dobbiamo mai avere timore. La squadra ha risposto nella maniera giusta e sono contento».
Baroni ha confermato che questa soluzione tattica potrà essere riproposta anche nelle prossime gare, a seconda delle esigenze e dell’andamento delle partite.
«La Juve Stabia è ordinata e sa stare in campo»
Nel corso della conferenza stampa, il tecnico dell’Hellas Verona è tornato sulle difficoltà della sfida contro le Vespe, evidenziando l’organizzazione della formazione campana e la qualità delle prestazioni mostrate anche nelle precedenti uscite.
«Non era facile affrontare questa partita come abbiamo fatto noi. La squadra deve ancora trovare una propria identità. È un campo difficile, perché la Juve Stabia è una formazione che sta bene in campo ed è ordinata. Le ho visto disputare tante belle partite, compresa l’ultima in trasferta a Cremona».
Baroni ha riconosciuto anche alcuni rischi corsi dalla propria squadra nella gestione del pallone, soprattutto nelle fasi di costruzione dal basso. Episodi che, tuttavia, non lo inducono a rinunciare alla propria idea di calcio.
«Sono contento della gestione. Abbiamo concesso un paio di situazioni, più per leggerezza che per disattenzione, perdendo un pallone in uscita sia nel primo tempo sia in un’altra occasione. Io preferisco una squadra che rischia qualcosa nella costruzione piuttosto che una che butta via la palla. Quando chiedi a una squadra di giocare, devi anche assumerti dei rischi».
Parole che confermano la volontà dell’allenatore di costruire un Verona capace di riconoscersi in un’identità precisa, senza rinunciare alla personalità nella gestione del possesso.
Le sostituzioni e le alternative offensive: «Ho venti titolari»
Un altro tema affrontato in sala stampa riguarda la scelta di conservare alcune delle principali soluzioni offensive per la parte finale della gara. Baroni ha chiarito le motivazioni delle sostituzioni, facendo riferimento alle condizioni fisiche dei calciatori e alla necessità di gestire una rosa ancora alle prese con diversi recuperi.
«Mulattieri ed Ekuban sono due giocatori importanti che non avevamo avuto a disposizione. Mulattieri era da un po’ di tempo che non giocava, mentre Mosquera è entrato e ci ha dato tantissimo. Sarr è un giocatore che aveva disputato tutta la partita due giorni fa. Ho pensato che fosse arrivato il momento di inserire Mulattieri ed Ekuban».
L’allenatore ha poi ribadito un concetto fondamentale per la costruzione del gruppo: la necessità di avere una rosa nella quale ogni elemento possa sentirsi protagonista e pronto a scendere in campo.
«Per me sono tutti titolari. Qui ho venti titolari e vorrei arrivare al punto in cui, prima di ogni partita, mi porto dietro dei dubbi sulle scelte da fare. Oggi si è intravisto qualcosa di quell’identità forte che voglio costruire. Se ho dei dubbi, significa che tutti meritano, tutti stanno bene e tutti possono andare in campo».
Il ricordo di Diego Armando Maradona
In chiusura, a Marco Baroni è stato chiesto anche un ricordo di Diego Armando Maradona, in vista dell’anniversario della nascita del fuoriclasse argentino, nato il 30 ottobre 1960.
L’allenatore del Verona ha risposto con parole semplici e affettuose, lasciando spazio al ricordo personale di un campione con cui ha condiviso momenti importanti.
«Diego è stato un compagno, un amico, una persona speciale che ho avuto la fortuna di incontrare e con cui ho giocato. Tutte le volte che vedo una sua foto e penso a lui, è un bellissimo ricordo».
Una parentesi personale che ha chiuso la conferenza stampa dopo il successo dell’Hellas Verona al Romeo Menti. Per Baroni, la vittoria contro la Juve Stabia non rappresenta soltanto tre punti, ma anche un’occasione per consolidare la fiducia nel gruppo, rafforzare l’identità tattica e trovare nuove certezze in vista delle prossime sfide di Serie BKT.
