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Castellammare di Stabia

Juve Stabia, un blitz d’autore: Bari nel baratro sotto i colpi di Candellone. Il San Nicola non fa più paura

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Il San Nicola non fa più paura, anzi: diventa terra di conquista per una Juve Stabia che gioca da grande e vince con merito. Finisce 0-1, un risultato che sta addirittura stretto agli uomini di Ignazio Abate, ma che basta per portare a casa tre punti d’oro e certificare lo status di una squadra ormai solidissima realtà della Serie BKT. Se da una parte c’è la festa gialloblù per un 2026 iniziato col botto, dall’altra c’è il baratro del Bari: la squadra di Vivarini affonda sotto i fischi impietosi della propria curva, smarrita, senz’anima e incapace di reagire.

Il Sigillo del Capitano e i rimpianti

La gara si decide dagli undici metri, ma è la gestione del momento a fare la differenza. Leonardo Candellone si conferma l’uomo della provvidenza e dei nervi d’acciaio. Si prende il pallone che pesa come un macigno, sfida visivamente il muro umano della curva barese e trasforma il rigore con una freddezza che gela lo stadio. Ma ridurre la vittoria al solo rigore sarebbe un errore. Le Vespe, sornioni e letali, avrebbero potuto chiudere i conti molto prima. La cronaca registra un palo clamoroso di Candellone che ha strozzato in gola l’urlo del raddoppio e diverse ripartenze dove la manovra fluida disegnata da Abate ha messo a nudo tutte le fragilità difensive dei padroni di casa.

La mossa Zeroli e il Muro invalicabile

La vittoria ha due volti tattici. Il primo è quello della scommessa vinta: Kevin Zeroli. Lanciato titolare alla sua seconda apparizione, il giovane centrocampista ha risposto con una prestazione di personalità straripante. Ha corso per tre, cucito il gioco con qualità e non ha sentito minimamente la pressione ambientale. Il secondo volto è quello, ormai noto, della difesa. Il trio Bellich-Giorgini-Ruggero è stato semplicemente perfetto. Un muro di gomma su cui sono rimbalzati tutti i tentativi del Bari, proteggendo il vantaggio con le unghie e con i denti e riducendo al minimo i pericoli per Confente.

Bari, è notte fonda per Vivarini

Se a Castellammare si ride, a Bari è psicodramma. La squadra di Vivarini è apparsa svuotata, priva di idee e di mordente. Un possesso palla sterile che non ha mai dato l’impressione di poter scardinare l’organizzazione delle Vespe. La crisi d’identità è profonda e la contestazione finale del San Nicola, fragorosa e inappellabile, fa traballare vistosamente la panchina del tecnico biancorosso. La classifica ora inizia a fare paura per i pugliesi, mentre le Vespe guardano tutti dall’alto della loro tranquillità.

Futuro radioso

La Juve Stabia torna dalla trasferta pugliese con la consapevolezza di aver trovato la formula magica: un mix perfetto tra l’esuberanza dei giovani talenti (Zeroli e Leone su tutti) e la solidità dei “guerrieri” (Correia e Ruggero). La “legge delle Vespe” non ammette repliche: questa squadra sa far male e se continuerà a farlo anche in trasferta, il girone di ritorno promette di essere molto entusiasmante per i tifosi gialloblù.


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