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Castellammare di Stabia

Juve Stabia, tra pazzia e magia serve la cura di Abate per ritrovare la retta via

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Nel dizionario del calcio italiano, alla voce “squadra pazza”, troviamo quasi sempre l’Inter. È storia nota: vittorie epiche alternate a tonfi clamorosi, rimonte impossibili e contro-rimonte da incubo. Ma se spostiamo la lente d’ingrandimento più a sud, in quel di Castellammare di Stabia, scopriamo che anche la Juve Stabia ha deciso di iscriversi a questo club esclusivo di follia sportiva.

Le Vespe di Ignazio Abate, ultimamente, sembrano aver fatto proprio il motto “pazza idea”. Il calcio espresso è spesso bello, a tratti spumeggiante, ma terribilmente imprevedibile. E se per lo spettatore neutrale è puro spettacolo, per i cuori gialloblù è un test di resistenza coronarica continuo.

Indizi, prove e recidive

Non è una novità, ma un vizio che si ripete. Se la gara contro il Padova è stato un indizio pesante, lasciando scorie mentali evidenti, quella con il Monterosi (nel recente passato) è stata la prova inconfutabile. E come se non bastasse, la rimonta subita al “Romeo Menti” contro la Reggina qualche anno fa risuona ancora come l’ennesima conferma: le Vespe sanno pungere, ma sanno anche farsi male da sole.

La storia recente ci racconta di una squadra che fatica a gestire i momenti chiave. A Reggio Emilia la rimonta subita ha portato a un pareggio che, a conti fatti, poteva starci. Ma il vero dolore è arrivato contro il Pescara: dopo la fatica immensa per ribaltare i “Delfini”, subire gol in pieno recupero è stato un colpo basso al morale. È lì, quando si accende la “spia rossa” del pericolo e la pressione sale, che alla Juve Stabia manca quel pizzico di cinismo e lucidità in più.

La classifica sorride, ma l’allarme suona

Paradossalmente, in questo ottovolante di emozioni, la classifica non è stata compromessa. Anzi, continuando a giocare con questo “discorso matto”, l’obiettivo salvezza si è addirittura avvicinato, con un margine rassicurante di circa tredici punti sulla zona play out. Ma cullarsi sugli allori sarebbe l’errore più grave.

Il momento non è felicissimo. La squadra appare fragile mentalmente, incapace di blindare il risultato quando conta. E ora il calendario non ammette distrazioni. La lista degli avversari fa tremare i polsi: Empoli, Monza, Modena, Avellino e Sampdoria. Un ciclo terribile dove ogni errore, ogni marcatura leggera, ogni lettura sbagliata in fase difensiva rischia di essere fatale.

La diagnosi di Abate: “Qualche decimo di febbre”

Ignazio Abate non si nasconde. Nel post-gara l’allenatore ha lanciato un messaggio chiaro: serve ritrovare brillantezza, ma soprattutto un diverso atteggiamento in fase di non possesso. Le marcature sono state troppo leggere, l’attenzione ondivaga. Il tecnico ha promesso di lavorare sulla testa dei suoi per ritrovare quella solidità che sembra essersi smarrita nelle ultime quattro partite.

La prossima sfida contro l’Empoli sarà molto più di una semplice partita. Sarà il termometro definitivo per capire lo stato di salute delle Vespe. La Juve Stabia non è una malata terminale, la classifica lo dimostra, ma ha indubbiamente qualche decimo di febbre. Sta ad Abate somministrare la tachipirina giusta prima che la temperatura salga troppo, trasformando la “follia” da caratteristica simpatica a problema serio.


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