Il Südtirol si prepara alla trasferta di Castellammare di Stabia con entusiasmo, fiducia e la consapevolezza di dover affrontare un avversario di valore. Alla vigilia della sfida contro la Juve Stabia, valida per la settima giornata del campionato di Serie BKT, l’allenatore biancorosso Davide Possanzini ha analizzato il momento della sua squadra, soffermandosi sulle insidie della gara del Romeo Menti e sugli aspetti che potranno fare la differenza nell’arco dei novanta minuti.
Il tecnico altoatesino è soddisfatto del lavoro svolto durante la settimana e delle risposte ricevute dal gruppo, ma non sottovaluta affatto le difficoltà che attendono i suoi ragazzi. Le Vespe, nonostante una classifica condizionata dai punti di penalizzazione e alcuni risultati che non hanno premiato le prestazioni offerte, rappresentano un banco di prova impegnativo per una formazione che vuole proseguire il proprio percorso positivo.
«La settimana è stata buona e positiva. I ragazzi hanno lavorato, abbiamo analizzato la partita con l’Ascoli e, secondo me, stiamo facendo buone cose. C’è entusiasmo e spero che possa alimentarsi anche nei prossimi giorni», ha esordito Possanzini.
«Juve Stabia forte, organizzata e con valori importanti»
Il primo tema affrontato dal tecnico riguarda proprio le caratteristiche della formazione gialloblù, attesa al confronto casalingo dopo il pareggio maturato sul campo della Virtus Entella. Possanzini riconosce le qualità della squadra di Pietro De Giorgio e mette in guardia i suoi dalle difficoltà di una partita che richiederà attenzione e capacità di leggere le diverse situazioni di gioco.
«Sarà una partita molto complicata. Per la prima volta in questa stagione giocheremo su una superficie diversa dalla nostra e affronteremo una squadra che considero forte, con valori importanti. Sarà una gara dura perché, dopo aver analizzato la Juve Stabia, abbiamo visto una formazione che gioca a calcio, cerca di proporre il proprio gioco ed è ben messa in campo. È una squadra organizzata, con qualità soprattutto in alcuni ruoli».
Parole che testimoniano il rispetto nei confronti delle Vespe, chiamate a trasformare le buone prestazioni in punti per risalire la classifica. Per il Südtirol, tuttavia, l’obiettivo principale sarà non perdere le certezze costruite nelle prime giornate, mantenendo quell’identità che ha permesso alla formazione altoatesina di ottenere risultati significativi.
«Per noi è importante l’avversario, ma conta altrettanto riuscire a mantenere la mentalità che stiamo portando avanti in questo periodo. La concentrazione e l’attenzione sono aspetti sui quali insisto molto. Spero che riusciremo a dare continuità anche sotto questo punto di vista».
Attenzione ed episodi: la chiave della sfida
Possanzini individua nella gestione dei singoli momenti della partita uno degli elementi decisivi del confronto. In un campionato equilibrato come la Serie B, infatti, anche un dettaglio può cambiare l’inerzia di una gara, soprattutto quando gli avversari riescono a sfruttare le occasioni concesse.
«Il fattore determinante sarà l’attenzione nei tanti momenti della partita. In questo campionato, anche alla luce delle nuove regole e delle diverse situazioni che si presentano, ci sono più momenti da gestire. Bisogna essere bravi a riconoscerli e ad affrontarli nel modo giusto. I ragazzi stanno lavorando molto su questi aspetti e ci stiamo concentrando per capire tutte le fasi del gioco».
Il tecnico si augura che il Südtirol possa riproporre anche al Menti quanto mostrato durante gli allenamenti, senza lasciarsi condizionare dalle difficoltà ambientali o dalle caratteristiche dell’avversario. La capacità di restare dentro la partita, anche quando il confronto si fa complicato, sarà fondamentale per provare a prolungare la striscia positiva.
Le scelte di formazione e il possibile recupero di Federico Davi
Sul fronte degli indisponibili, Possanzini ha fornito indicazioni sulle condizioni dei calciatori che nelle scorse settimane avevano dovuto fare i conti con problemi fisici. Federico Davi sembra essere il candidato più vicino al rientro, mentre per gli altri servirà ancora un po’ di pazienza.
«Credo che, rispetto alla settimana scorsa, Federico possa essere disponibile e convocabile. Gli altri hanno ancora bisogno di un po’ di tempo. Bjarkason, Pyyhtia e Zeroli non ci saranno. Tutti gli altri stanno bene e lavorano alla grande. Vedo anche tanti miglioramenti nei giocatori che erano leggermente più indietro, soprattutto tra quelli arrivati da poco. Sono positivo».
Possanzini ha poi spiegato la propria filosofia nella gestione della rosa, chiarendo di non voler costruire gerarchie rigide e definitive. Il rendimento in allenamento, le caratteristiche dei singoli e le necessità tattiche legate agli avversari continueranno a orientare le decisioni.
«Gli equilibri e le gerarchie si creano naturalmente, ma io non cerco undici titolari fissi. Alleno tutti nella stessa maniera e cerchiamo di trasmettere dei principi. Nel calcio le situazioni sono importanti: i giocatori devono essere bravi a riconoscere ciò che succede in campo, non soltanto a eseguire quello che io penso o dico».
L’allenatore ha sottolineato come la squadra abbia mantenuto una precisa identità anche nelle amichevoli e nelle gare di Coppa Italia in cui sono stati impiegati calciatori meno utilizzati in campionato. Un segnale incoraggiante per un gruppo nel quale tutti devono sentirsi coinvolti.
«In questo momento il campo dice che giocano più o meno gli stessi, ma le gerarchie possono cambiare in base agli impegni, ai momenti di forma e agli avversari. Non ho preclusioni nei confronti di nessuno. Mi dispiace lasciare fuori giocatori che meriterebbero di giocare, perché secondo me lo meriterebbero tutti. Le scelte non significano che chi non gioca abbia meno meriti: semplicemente devo sceglierne undici».
Südtirol imbattuto e miglior difesa: «Siamo soddisfatti, ma è presto per fare bilanci»
Dopo sei giornate, il Südtirol condivide con Palermo e Mantova il primato di squadra ancora imbattuta e può vantare, insieme al Mantova, una delle migliori difese del campionato. Un rendimento che conferma la solidità della formazione altoatesina, pur senza spingere Possanzini a formulare previsioni premature sugli obiettivi stagionali.
«Penso che stiamo facendo bene, perché curiamo tanti aspetti con la stessa attenzione. Dopo sei partite, però, ci sono molte componenti e credo sia ancora presto per dire quale sarà il nostro percorso e dove potremo arrivare».
Il tecnico non nasconde la soddisfazione per i risultati ottenuti, ma riconosce anche il peso degli episodi e della fortuna, elementi che spesso accompagnano le squadre nelle fasi iniziali della stagione.
«In alcune partite siamo stati più dentro la gara che in altre, ma con la testa ci siamo sempre stati. Abbiamo cercato di gestire i momenti e, a volte, siamo stati anche fortunati. Penso alla prima partita: avevo fatto un cambio per cercare di evitare i cross degli attaccanti avversari e proprio quel ragazzo, che avrebbe dovuto occuparsi di quella situazione, ha segnato il gol della vittoria».
Una lettura lucida, che non toglie meriti al lavoro svolto dalla squadra. Per Possanzini, la fortuna può accompagnare chi continua a crederci fino alla fine, ma il compito dello staff resta quello di lavorare su tutto ciò che può essere controllato.
«Stiamo cercando di controllare tutto quello che è controllabile, sperando che poi gli episodi possano girare dalla nostra parte. Sono contento di quello che sta facendo la squadra. Mi baso sui risultati, ma soprattutto su ciò che vedo durante la settimana».
Gli elogi a Matteo Lovisa: «Il direttore ha lavorato bene. Ho un tesoro da non rovinare»
Possanzini si è detto sorpreso soprattutto dalla posizione occupata dal Südtirol in classifica, non dalle qualità del gruppo messo a disposizione dalla società. Il tecnico ha riconosciuto il lavoro svolto in estate dal direttore sportivo Matteo Lovisa, capace di costruire una rosa che combina esperienza, entusiasmo e margini di crescita.
«Sono sorpreso probabilmente per la classifica, ma per il resto no. So che il direttore ha lavorato bene in estate e ha cercato di consegnarmi un gruppo con voglia, formato da un mix di giocatori curiosi, con potenzialità, e altri che hanno già giocato tanto e hanno ancora molto da dare. Sono soddisfatto e devo cercare di non rovinare questo tesoro che ho».
Un passaggio che conferma la fiducia dell’allenatore nel progetto tecnico e nelle risorse a disposizione. La crescita del Südtirol, secondo Possanzini, passa dalla capacità di valorizzare ogni elemento e di accompagnare i calciatori più giovani verso una maggiore continuità di rendimento.
Giovani e continuità, la strada per crescere
Infine, il tecnico ha respinto l’idea che sia soltanto il reparto offensivo a offrire maggiori margini di miglioramento. Le possibilità di crescita, a suo avviso, riguardano l’intera squadra, soprattutto per la presenza di diversi giovani che devono ancora maturare esperienza e trovare una maggiore regolarità.
«Credo che ci siano margini di miglioramento in tutti i reparti, perché abbiamo giocatori giovani con potenzialità. La caratteristica del giovane è spesso la discontinuità, non per negligenza, ma perché fa parte del percorso di crescita. Bisogna sbattere la testa, fare esperienze e imparare».
L’obiettivo sarà quindi mantenere alta la concentrazione per tutta la durata della stagione, evitando cali che potrebbero compromettere il lavoro costruito finora.
«Spero che trovino la continuità mentale per restare sempre sul pezzo. Siamo soltanto all’inizio e dobbiamo continuare a spingere fino alla fine».
Al Romeo Menti, dunque, arriverà un Südtirol consapevole dei propri mezzi, ancora imbattuto e intenzionato a confermare le buone indicazioni delle prime sei giornate. Dall’altra parte ci sarà una Juve Stabia che vuole trasformare le prestazioni in risultati e rilanciare la propria classifica. Una sfida che si preannuncia combattuta, nella quale attenzione, organizzazione e capacità di sfruttare gli episodi potranno fare la differenza.