La Juve Stabia torna a vincere e lo fa in modo eclatante, superando in rimonta lo Spezia e mettendo in cassaforte la salvezza. Ora le Vespe possono guardare senza assilli a qualcosa di ancora più prestigioso.
PODIO
Punti Chiave Articolo
Medaglia d’oro: a Christian Pierobon, che calcia via insieme alla palla all’incrocio dei pali tutti gli affanni di una stagione non semplice dal punto di vista personale. Il numero 10 col suo ingresso ribalta la squadra, trascinata dal centrocampista con la forza di un potente 4×4. Combatte in mezzo al campo, arringa il pubblico, ci prova una volta ma quella buona è la seconda, quando insacca la palla nel sette dopo aver superato Ruggero. Dalla rete alla Cremonese, che fece sfiorare alla Juve Stabia la finale play-off per la A, a quella allo Spezia, che blinda la salvezza e rilancia i gialloblu verso gli spareggi promozione. La sua firma c’è sempre.
Medaglia d’argento: ad Alvin Okoro, che conferma le ottime impressioni suscitate a Palermo. Proprio nel momento in cui anche Burnete ha alzato bandiera bianca, l’ex Juve Next Gen è venuto fuori a suon di prestazioni ed intesa ormai consolidata coi nuovi compagni. Il 90 entra quando ci sono da superare le resistenze dello Spezia, fiaccato dai continui movimenti dell’attaccante. Nel finale è bravissimo a danzare sulla linea del fuorigioco per poi beffare Radunovic con un delizioso tocco beffardo. Indicazioni di cui Lovisa starà tenendo certamente conto anche un vista del restyling della prossima stagione.
Medaglia di bronzo: ad Alessio Cacciamani, che come a Palermo ci mette il suo per punire gli avversari. L’uragano 77 si abbate anche sullo Spezia, travolto dalle sortite offensive del ragazzo scuola e cuore Toro; fa ammattire l’ex compagno Ruggero e si fa trovare pronto per impattare di testa il cross di Carissoni nell’episodio che cambia la trama della partita. Encomiabile anche il suo impegno nella fase di copertura, stavolta senza sbavature dopo le inevitabili disattenzioni, da perdonare alla sua età, delle precedenti gare casalinghe.
CONTROPODIO
Medaglia d’oro: a Salim Diakitè, in affanno per tutta la prima frazione. Gli impegni ravvicinati da innestare su una condizione ancora non ottimale giocano un brutto scherzo al difensore, che soffre terribilmente la vivacità di Romano ed Aurelio.
Medaglia d’argento: a Emanuele Torrasi, che da sotto punta non garantisce il guizzo in cui sperava Abate. Galleggia tra le linee ma senza incidere in quella che comunque non è una posizione pienamente congeniale alle sue caratteristiche di regista.
Medaglia di bronzo: alla sfortuna di Alessandro Gabrielloni, una traversa e un salvataggio incredibile sulla linea di porta sottraggono al 9 ex Como la meritata gioia su azione. Da apprezzare, però, il suo lavoro di sponda e da riferimento centrale anche spalle alla porta.





