In un pomeriggio deludente per il risultato e avaro di soddisfazioni sul piano collettivo, il Romeo Menti ha comunque potuto intravedere una luce nel buio. Una luce che porta il nome e il numero di Fabio Maistro.
Nella sconfitta per 0-3 contro il Pisa, la Juve Stabia ha faticato a trovare ritmo, idee e pericolosità offensiva, soprattutto nella prima frazione. Ma l’ingresso nella ripresa del trequartista classe ’98 ha improvvisamente cambiato il volto della manovra gialloblù.
Subentrato a Piscopo, Maistro ha avuto bisogno di pochissimi minuti per lasciare il segno. Posizionato tra le linee, il fantasista ha iniziato a muoversi con maggiore libertà, mettendo in difficoltà la retroguardia toscana con qualità, imprevedibilità e una personalità che era mancata alla squadra nel primo tempo.
Quel sinistro che ha fatto tremare il Menti
Il momento più significativo della sua prestazione arriva al 58′. Maistro riceve al limite dell’area, controlla con eleganza e si costruisce lo spazio per il suo mancino. La coordinazione è perfetta, così come la conclusione: un sinistro a giro velenoso che supera l’estremo difensore pisano e va a stamparsi sul palo esterno.
Per un istante il Menti trattiene il fiato.
Pochi centimetri hanno separato la Juve Stabia da un gol che avrebbe potuto cambiare completamente l’inerzia della partita. In quel momento le Vespe stavano vivendo il loro momento migliore e una rete avrebbe potuto riaprire una sfida che, fino a quel momento, sembrava ormai indirizzata verso la squadra ospite.
Il pallone, però, ha scelto il legno e non la rete.
La qualità di Maistro è un patrimonio da valorizzare
Al di là dell’episodio, la prestazione di Maistro consegna a Pietro De Giorgio un’indicazione importante. La Juve Stabia ha bisogno della qualità dei suoi uomini migliori e il trequartista può rappresentare una delle chiavi per aumentare la pericolosità offensiva della squadra.
Con un attacco che in questo avvio di stagione sta incontrando difficoltà nel trovare la via del gol su azione, l’estro di Maistro può diventare un’arma preziosa. Il suo gioco tra le linee, la capacità di verticalizzare, il piede mancino e la possibilità di cercare la giocata individuale sono caratteristiche difficilmente sostituibili.
Non si tratta soltanto di un singolo episodio o di un palo colpito. La sua entrata in campo ha mostrato una Juve Stabia diversa, più coraggiosa e soprattutto più imprevedibile.
La sconfitta contro il Pisa resta pesante, soprattutto per il passivo, ma proprio dalle difficoltà di questo pomeriggio De Giorgio dovrà cercare le indicazioni utili per costruire la squadra del futuro.
E una di queste indicazioni sembra abbastanza chiara: Fabio Maistro dovrebbe avere maggior opportunità di mettere in mostra le proprie qualità.
Le pile della squadra potranno ricaricarsi, la condizione fisica potrà migliorare e gli automatismi potranno crescere con il passare delle giornate. Ma il piede educato e la personalità dell’ex SPAL e Salernitana rappresentano già una certezza.
E da quella certezza la Juve Stabia può e deve ripartire.