È una conferenza stampa dai toni agrodolci, tendenti decisamente all’amaro, quella di Ignazio Abate dopo il pirotecnico 3-3 tra la sua Juve Stabia e il Padova di Andreoletti. Nella 23esima giornata di Serie BKT, le Vespe assaporano a lungo la vittoria, forti di un doppio vantaggio gestito per buona parte della gara, per poi farsi riprendere nel finale a causa di disattenzioni fatali su palla inattiva.
Un pareggio che muove la classifica ma che lascia ferite aperte nell’orgoglio del tecnico stabiese, lucido ma severo nell’analisi del post-partita.
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“Stanotte non si dorme”
Non usa mezzi termini Abate per descrivere lo stato d’animo dello spogliatoio e il suo personale: “Stanotte non si dorme, questa deve essere la mentalità. Quando butti punti così bisogna essere incazzati”. Il rammarico principale nasce dalla gestione del vantaggio: “Abbiamo fatto la partita che dovevamo, con un buon primo tempo e 70 minuti in cui non abbiamo subito un tiro in porta. Ma una squadra come la nostra, quando diventa leggera dal punto di vista mentale, fa fatica. Abbiamo difeso senza la bava alla bocca”.
Il campanello d’allarme in allenamento
Il tecnico svela un retroscena preoccupante legato alla rifinitura, identificando nei calci piazzati il vero tallone d’Achille della serata: “Ieri in allenamento avevamo preso tre o quattro gol su palle inattive. Questo ci deve far riflettere: le partite si vincono in settimana. Siamo stati leggeri ieri e ce lo siamo riportati in partita oggi”. Una profezia che si è purtroppo avverata nei minuti finali, dove la Juve Stabia non è riuscita a reggere l’urto del ritorno del Padova.
I singoli: le note liete
Nonostante la delusione per il risultato, Abate ci tiene a sottolineare gli aspetti positivi e la crescita dei singoli, fondamentali in un gruppo che ha cambiato tanto. “Mi tengo stretto i lati positivi: il ritorno al gol di Gabrielloni, la rete di Zeroli e il fatto che si sia sbloccato Burnete. Sono iniezioni di fiducia importanti”.
Parole di elogio anche per il debutto di Kassama: “Ha fatto una buonissima partita, anche se deve migliorare in alcune letture, così come Ricciardi”. Il tecnico ribadisce l’identità della squadra, capace di creare e dominare per larghi tratti, ma ancora fragile nella gestione dei momenti “sporchi” del match.
Testa a Empoli
Non c’è tempo per piangersi addosso. Con il turno infrasettimanale alle porte, la Juve Stabia deve trasformare la rabbia in energia agonistica. “Speriamo che questa giornata sia da grande insegnamento” conclude Abate. “Lavoreremo in questi giorni facendo sentire il mio fiato sul collo dei calciatori per andare a Empoli ad ottenere i tre punti. Dobbiamo crescere nel gestire la fatica nei minuti finali di una gara e nel portare a casa le vittorie sporche. La strada è lunga e 15 partite sono un’infinità per cui l’obiettivo deve restare sempre la salvezza. Ho troppa esperienza e ho visto troppe cose strane nel calcio”.
Un pareggio che brucia, dunque, ma che conferma la vitalità di una Juve Stabia che gioca bene, segna, ma deve ancora imparare l’arte cinica di chiudere le partite in Serie B.





