Se il calcio fosse una scienza esatta, oggi al “Romeo Menti” i manuali sarebbero stati bruciati dopo pochi minuti. Juve Stabia e Padova dividono la posta in palio al termine di un 3-3 che somiglia più a una sceneggiatura hollywoodiana che a una partita di Serie B. Un’altalena di emozioni vietata ai deboli di cuore, dove la tattica ha presto lasciato spazio all’agonismo puro e agli episodi, regalando al pubblico una gara pirotecnica ma lasciando l’amaro in bocca alla squadra di casa.
Il Primo Tempo: Egemonia Gialloblù
Punti Chiave Articolo
L’avvio è un monologo della squadra di Ignazio Abate. Le Vespe scendono in campo con il sangue agli occhi e Mosti suona subito la carica: il suo destro da fuori area sibila sopra la traversa, un avvertimento che il Padova fatica a recepire. Il predominio territoriale si concretizza al minuto 27. Un’azione corale da manuale sull’asse Leone-Gabrielloni manda in tilt la retroguardia veneta, costringendo Faedo al fallo disperato in area su Mosti. Rigore solare. Dal dischetto si presenta lo stesso Gabrielloni, che con freddezza glaciale spiazza Sorrentino: 1-0.
Il Padova è alle corde e la sfortuna si accanisce con l’infortunio di Correia (dentro Pierobon). Ma è proprio nel momento di massima difficoltà che i veneti dimostrano di essere vivi.
La Ripresa: Fuochi d’Artificio e Illusioni
Se il primo tempo è stato intenso, il secondo è pura dinamite. Abate legge bene la stanchezza di Maistro e inserisce Zeroli. Mossa profetica: al 49’, su una sponda aerea magistrale di un generosissimo Gabrielloni, il neo-entrato si avventa sulla sfera e firma il 2-0. Il Menti è una bolgia, la partita sembra in discesa.
Ma il Padova di Andreoletti ha sette vite. Il tecnico ridisegna la squadra con Buonaiuto e Varas, e al 69’, dopo una fase confusa risolta da un salvataggio miracoloso del duo Kassama-Confente, gli ospiti accorciano. Corner perfetto, stacco di Sgarbi e partita riaperta: 2-1.
La Juve Stabia, però, non ci sta. Al 80’ il Menti si stropiccia gli occhi: Carissoni pennella un cross dalla fascia, Burnete si coordina in una frazione di secondo e lascia partire una volée meravigliosa che si insacca alle spalle di Sorrentino. È il 3-1, un “eurogol” che sembra mettere il sigillo sui tre punti e sulla prestazione.
La Doccia Fredda
Nel calcio, però, non è finita finché non fischia l’arbitro. Con due gol di vantaggio a dieci minuti dalla fine, le Vespe commettono l’errore di sentirsi al sicuro. Il Padova, mai domo, sfrutta ancora i calci piazzati: è Capelli a trovare la deviazione vincente in mischia, riaccendendo le speranze ospiti sul 3-2.
La pressione biancoscudata diventa asfissiante, la paura attanaglia i padroni di casa e, all’89’, si materializza l’incubo. Bortolussi trova lo spiraglio giusto in una difesa ormai in affanno e sigla il 3-3 definitivo. C’è tempo solo per un ultimo sussulto, una punizione dal limite di Burnete che si infrange sulla barriera, spegnendo le ultime speranze di vittoria.
Al triplice fischio, il verdetto è agrodolce: un punto che muove la classifica, ma che per la Juve Stabia, capace di andare avanti di due reti per due volte, sa terribilmente di occasione persa. Per il Padova, invece, è la conferma di un carattere d’acciaio.





