Juve Stabia, la sagra dei falli di mano non visti – La Bastonatura

Juve Stabia, inizia ad essere considerevole la lista dei falli di mano non sanzionati in area di rigore avversaria: l'ultimo a Catania

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Juve Stabia, quando l’errore arbitrale è decisivo: lunga la serie dei falli di mano non sanzionati in area di rigore avversaria.

Juve Stabia, col passare delle giornate e, quel che è più peggio, ora che si è entrati nel rush finale del campionato quando gli errori arbitrali valgono doppio e diventano sempre più pesanti le sviste arbitrali, comincia a diventare molto lunga la lista dei falli di mano non sanzionati in area di rigore avversaria.

L’ultimo caso in ordine di tempo riguarda la sfida del “Massimino”, Catania-Juve Stabia, e chiama in causa il sig. Emmanuele della sezione di Pisa. Al minuto 62 del match, come mostrano chiaramente le immagini, c’è un tiro di Piscopo da ottima posizione che viene addirittura parato con il braccio proteso da un difensore del Catania a mo’ di vera e propria parata da ottimo portiere.

Il sig. Emmanuele di Pisa al quale consigliamo urgentemente una adeguata visita oculistica poiché era vicinissimo all’azione, dopo qualche secondo di titubanza indica il calcio d’angolo per le Vespe piuttosto che ravvisare gli estremi per l’assegnazione di un rigore a favore delle Vespe. Si era in quel momento sull’1-0 a favore del Catania ed è facile presumere che a mezz’ora abbondante dalla fine la sfida potesse prendere una piega molto diversa.

La lista dei tanti falli di mano non visti o errori arbitrali a danno della capolista Juve Stabia.

Si inizia nella gara di andata di Giugliano dove la Juve Stabia viene privata di un rigore nettissimo alla fine del primo tempo nonostante una giocata quasi da pallavolo non sanzionata dall’arbitro di un difensore del Giugliano.

Si continua a Brindisi quando Romeo dopo nemmeno 15 minuti di gioco viene espulso per essere corso a proteggere il proprio compagno di squadra che, dopo la realizzazione di un gol, viene rincorso minacciosamente da un nugolo di avversari. La Juve Stabia gioca praticamente quasi tutta la gara in 10 e al 90°, ironia della sorte, viene assegnato anche un rigore inesistente al Brindisi per un semplice spalla a spalla di Bachini con un avversario. Il rigore viene poi fortunatamente parato da Thiam.

Passando poi per Turris-Juve Stabia con un altro rigore gentilmente concesso alla squadra avversaria ma sembrato molto generoso e poi ancora sistematicamente sventato dal portierone delle Vespe. Decisioni errate che potevano costare caro alla Juve Stabia, frutto di valutazioni arbitrali quantomeno approssimative.

Il sig. Mastrodomenico in Juve Stabia-Foggia.

Si passa poi alla gara col Foggia, segnata in negativo da un clamoroso rigore non concesso a favore delle Vespe per una topica colossale del sig. Mastrodomenico di Matera che non aveva visto o aveva sorvolato colpevolmente su un fallo di mani netto in area di rigore dei satanelli su una rovesciata di Bentivegna addirittura parata a braccia aperte dal difensore del Foggia.

Altro giro, altra corsa sulle montagne russe del campionato di Lega Pro Girone C e altro errore clamoroso del direttore di gara di turno, il sig. Luca De Angeli di Milano (al suo terzo anno in Serie C), appena la domenica successiva.

Il sig. De Angeli in Juve Stabia-Sorrento.

Nel cuore del primo tempo di Juve Stabia-Sorrento c’è un cross dalla fascia sinistra su cui Candellone, attaccante della Juve Stabia, si produce in un colpo di testa che viene deviato ampiamente di mano dal difensore di turno dei costieri che lo marcava in quel momento.

Non c’era neanche bisogno delle immagini televisive e neanche dei video fatti da chi era allo stadio: il fallo di mani del difensore del Sorrento era ben visibile a tutti coloro che erano allo stadio già in presa diretta e ancora di più lo doveva essere per il direttore di gara che doveva essere certamente più attento e più reattivo nella circostanza.

Secondo episodio consecutivo impunito dall’arbitro che penalizza per la seconda volta consecutiva la Juve Stabia, capolista del Girone C.

Un episodio che di sicuro poteva cambiare il corso e l’esito stesso della gara su cui l’arbitro ha praticamente, imitando quanto fatto la settimana prima dal sig. Mastrodomenico di Matera, deciso di non decidere.

Crotone-Juve Stabia.

Si arriva quindi a Crotone dove il gol del pareggio dei pitagorici arriva da una punizione accordata dall’arbitro al Crotone sorvolando però completamente su un fallo di mani netto di Guido Gomez che precede di pochi istanti il fallo da cui si genera la punizione e il successivo pareggio di Tumminello. L’azione però doveva essere fermata prima sanzionando il fallo di mani di Gomez colpevolmente ignorato dall’arbitro.

Il sig. Zanotti di Rimini in Juve Stabia-Giugliano.

Si arriva quindi alla gara che ha fatto sbottare finanche il direttore sportivo della Juve Stabia, Lovisa, espulso ed appiedato dal giudice sportivo fino al 30 gennaio con un ammenda di 500 euro.

Nel cuore del primo tempo c’è un tocco di Mosti che fa carambolare il pallone sulle braccia alzate e non aderenti al corpo del centrocampista Gladestony del Giugliano. Un episodio nettamente da rigore anche più evidente di ciò che avviene nella parte finale della gara quando un tiro di Piscopo all’interno dell’area di rigore viene praticamente parato da un difensore dei tigrotti senza che il sig. Zanotti rilevi il fallo di mani. Due errori che hanno dell’incredibile.

Assicurare la regolarità delle ultime 11 gare di campionato soprattutto per le squadre che competono per la vittoria finale.

Imperativo categorico del designatore della Lega Pro, alla luce dei tanti errori degli arbitri, deve essere quello di garantire un finale di campionato trasparente e non inquinato da decisioni arbitrali cervellotiche che finiscono col condizionare fortemente l’esito delle gare.

Tutto ciò soprattutto in una campionato come quello di Serie C Girone C molto equilibrato e in cui gli equilibri nelle singole gare molto spesso vengono rotti anche da singoli episodi giudicati malissimo dal direttore di gara di turno.

Non è nostro intento alimentare la cultura del sospetto, ma non vorremmo che Castellammare e Picerno, uniche due città non capoluoghi di provincia tra quelle in lotta per la promozione in Serie B, finiscano per avere un peso politico inferiore a piazze come Avellino, Benevento, Crotone, Casertana, Taranto e Catania, e siano penalizzate degli arbitri in un finale di campionato che si preannuncia arroventato anche sotto questo punto di vista.

Puerile affermare che tanto gli episodi arbitrali alla fine si compensano.

E’ puerile dire che gli episodi arbitrali alla fine si compensano anche perchè subirli nella prima fase del campionato è un conto mentre ben diverso è subirli nelle ultime giornate e nella fase cruciale del campionato quando i punti valgono doppio e assumono un peso specifico molto più rilevante eventuali sviste arbitrali.

Cinque episodi, quello del marchiano errore arbitrale del sig. De Angeli di Milano in Juve Stabia-Sorrento, quello di Mastrodomenico di Matera nella gara precedente col Foggia, i due evidentissimi errori del sig. Zanotti di Rimini, e l’errore di Emmanuele di Pisa in Catania-Juve Stabia, che ripropongono il tema importante ed a questo punto indispensabile di estendere l’utilizzo del Var anche alla Serie C e di eliminare o sospendere direttori di gara che si macchiano di errori decisivi che andrebbero quantomeno segnalati dagli ispettori di gara di turno e che invece molto spesso in queste categorie diventano puntualmente lettera morta non producendo effetti sulla carriera di arbitri che si dimostrano incapaci e inadeguati sul terreno di gioco.

Juve Stabia TV


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