Sembrava che il peggio fosse ormai stato metabolizzato, con quella stangata storica che ha vietato le trasferte ai tifosi della Juve Stabia fino al 5 febbraio 2026 in seguito ai gravi scontri di Padova. E invece, a Castellammare di Stabia, si riaccende prepotentemente l’allarme rosso. L’incubo di uno stadio vuoto, deserto e silenzioso sta per diventare una concreta realtà: la prossima sfida casalinga contro la Virtus Entella rischia seriamente di essere disputata a porte chiuse.
La miccia: l’agguato sul raccordo
Punti Chiave Articolo
A far precipitare una situazione già compromessa è quanto accaduto — secondo i referti delle forze dell’ordine — dopo la gara interna contro il Pescara dello scorso 10 gennaio, terminata sul 2-2. Nonostante il risultato sul campo, il “terzo tempo” si è consumato lontano dal rettangolo verde, sul raccordo autostradale, dove gruppi di tifosi di casa avrebbero teso un agguato ai sostenitori ospiti.
Questo episodio di violenza non è passato inosservato agli occhi di chi gestisce l’ordine pubblico e la sicurezza, rappresentando la classica goccia che fa traboccare il vaso.
Dalla diffida alla squalifica: il peso del passato
La Juve Stabia giocava, tecnicamente, “sotto osservazione”. Sullo stadio Romeo Menti pendeva infatti una diffida ereditata dalla passata stagione, scaturita dalle intemperanze registrate durante la gara casalinga dei playoff contro il Palermo.
Il meccanismo della recidiva è implacabile: l’episodio del raccordo post-Pescara va a riattivare quella sospensione condizionale. La trasformazione è quasi automatica: la diffida diventa squalifica del campo. La conseguenza diretta è che i cancelli del Menti potrebbero rimanere serrati per la sfida contro la Virtus Entella (si attende solo la triste ufficialità). Niente cori, niente bandiere, nessun sostegno: solo il rumore sordo del pallone calciato in un impianto spettrale.
Il “Pugno di Ferro” e il rischio per il futuro
Se la chiusura dello stadio per una giornata rappresenta un danno immediato (anche economico per il club), lo scenario a lungo termine è ancora più inquietante. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è stato chiaro: tolleranza zero. La linea del governo è quella del “pugno di ferro” contro le tifoserie che si rendono protagoniste di tafferugli e violenze.
Alla luce dei nuovi eventi, il divieto di trasferta — già pesantissimo per i fatti di Padova — rischia ora di essere inasprito o esteso in modalità ancora più restrittive fino al termine del campionato in corso.
L’autogol della piazza
In questo scenario, la vera vittima rischia di essere la squadra. La Juve Stabia sta lottando su più fronti in un campionato complesso, e lo sta facendo in una condizione paradossale: senza il sostegno della propria gente.
Mentre la squadra cerca punti preziosi, una frangia della tifoseria sembra remare contro, creando un danno d’immagine e sportivo incalcolabile. Invece di essere il dodicesimo uomo in campo, parte della piazza sta diventando involontariamente il principale ostacolo alla serenità del club. Il silenzio del Menti contro l’Entella non sarà solo un provvedimento disciplinare, ma il simbolo di un cortocircuito tra passione e violenza che rischia di costare molto caro alle Vespe.





