Ci sono vittorie che muovono la classifica e vittorie che cambiano la percezione di una stagione. Quella ottenuta dalla Juve Stabia al “San Nicola” appartiene di diritto alla seconda categoria. Non è solo un successo esterno in uno dei templi del calcio italiano: è una prova di forza, una dichiarazione d’intenti urlata in faccia al campionato. La squadra di Ignazio Abate espugna la Puglia mescolando pochissima sofferenza, un’organizzazione tattica maniacale e sprazzi di pura classe, dimostrando di avere non solo il cuore, ma la testa per sognare in grande.
Un Bunker a tinte Gialloblù
Punti Chiave Articolo
Il capolavoro nasce, prima di tutto, dove spesso si decidono i campionati: nelle retrovie. Se il Bari sbatte costantemente contro un muro, il merito è di un pacchetto arretrato che oggi ha rasentato la perfezione. Marco Bellich è stato semplicemente monumentale: un leader silenzioso ma invalicabile, capace di cancellare dal campo gli attaccanti biancorossi con una naturalezza disarmante. Al suo fianco, Giorgini ha diretto le operazioni con una personalità rara per la categoria, mentre Ruggero ha trasformato la sua zona di competenza in un campo minato: grinta, anticipi e disciplina tattica. Dalle loro parti, oggi, c’era il divieto di transito.
Leone illumina, Correia strappa
Se la difesa ha chiuso la porta, il centrocampo ha gettato via la chiave per poi ripartire. La manovra è passata dai piedi sapienti di Leone, un regista in stato di grazia capace di “accendere la luce” anche nel traffico, gestendo i ritmi con la calma dei forti. A proteggerlo e a ribaltare l’azione ci ha pensato un Correia devastante: la sua progressione fisica ha spaccato in due la mediana del Bari a più riprese, confermando la sensazione che il ragazzo sia ormai pronto per palcoscenici di categoria superiore.
La Stella di Zeroli
Ma la notizia più dolce per i tifosi stabiesi porta il nome di Kevin Zeroli. Lanciato titolare da Abate alla sua seconda apparizione, il giovane talento non ha tremato al San Nicola. Anzi, ha giocato con una maturità sorprendente: corsa instancabile, qualità tecnica nello stretto e un’intelligenza tattica che ha fluidificato la manovra offensiva. Il successo delle Vespe porta in calce la sua firma d’autore con l’azione che porta poi al rigore per le Vespe, legittimando le scelte coraggiose del mister.
Glaciali e Sfortunati
A decidere il match è stato l’episodio che premia la squadra più lucida: il rigore trasformato da Leonardo Candellone. Dal dischetto, il capitano ha mostrato nervi d’acciaio e una freddezza glaciale, spiazzando il portiere e silenziando lo stadio. Ma il risultato avrebbe potuto essere anche più rotondo se un palo clamoroso non gli avesse negato il raddoppio, legittimando ulteriormente una prestazione dominante.
Il Sigillo di Abate
Le Vespe lasciano la Puglia con tre punti d’oro e una nuova consapevolezza: questo gruppo è solido, tecnico e guidato magistralmente. Ignazio Abate ha costruito una macchina capace di valorizzare l’entusiasmo dei giovani e cementare l’esperienza dei veterani. Il San Nicola si inchina: questa Juve Stabia non ha paura di nessuno e, da oggi, nessuno potrà più sottovalutarla.





