Non è mai una partita come le altre quando Andrea Sottil varca i cancelli dello stadio “Romeo Menti”. Il tecnico del Modena si appresta a sfidare nuovamente la Juve Stabia, scrivendo un altro avvincente capitolo di una saga iniziata anni fa sui campi caldi e polverosi della Serie C, e proseguita con successo fino ai palcoscenici più prestigiosi del panorama calcistico italiano.
Un legame forgiato nelle battaglie del Sud
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Il filo rosso che unisce Sottil alle sfide contro i colori gialloblù è profondo e radicato nel tempo. Lo abbiamo visto sedere sulle panchine di Paganese, Siracusa e Catania, guidando le sue squadre in vere e proprie battaglie calcistiche contro le Vespe che hanno spesso lasciato il segno nella memoria dei tifosi. Incontri caratterizzati da un agonismo palpabile e da una tensione sportiva che solo le grandi piazze sanno regalare.
Oggi, al timone del Modena, l’ex roccioso difensore di Torino e Fiorentina porta in terra campana la sua consueta dote: una squadra che riflette fedelmente, quasi in modo speculare, il suo carattere. Prima da calciatore e oggi da allenatore, Sottil non ha mai fatto sconti a nessuno.
Il “Mantra” Sottil: organizzazione e blocchi granitici
Le squadre allenate dal tecnico piemontese sono, per definizione, dei blocchi granitici. Nel suo scacchiere tattico: Non c’è spazio per giocate leziose fini a se stesse. Ogni movimento, ogni scalata e ogni ripartenza è frutto di una preparazione settimanale maniacale. L’organizzazione tra i reparti è il vero marchio di fabbrica di un allenatore che ha eletto la cultura del lavoro a suo unico dogma.
La scacchiera del “Romeo Menti”
I precedenti contro la Juve Stabia parlano chiaro: le sfide al “Menti” sono sempre state vibranti. Lo stadio di Castellammare, con il suo calore avvolgente e la proverbiale pressione del pubblico, ha storicamente esaltato la capacità delle formazioni di Sottil di fare quadrato e restare compatte, dando vita a partite tese ma tatticamente bellissime.
Il Modena sbarca in Campania con un obiettivo preciso: imporre il proprio ritmo e disinnescare l’entusiasmo stabiese. Sottil chiederà ai suoi la consueta ferocia agonistica, affidandosi a un pressing ragionato e a un possesso palla mai sterile, pronto a verticalizzare non appena si crea il varco giusto tra le maglie gialloblù.
Sarà, ancora una volta, una partita di scacchi giocata a ritmi elevati. Da una parte il fascino e la passione di una piazza storica che non smette mai di sognare, spingendo la propria squadra oltre ogni limite; dall’altra, il pragmatismo chirurgico di un allenatore che ha fatto della concretezza la sua arma più letale. Che lo spettacolo abbia inizio.





