Il ronzio delle Vespe squarcia il silenzio surreale del “Romeo Menti”. In un’atmosfera ovattata, dovuta all’assenza forzata del pubblico, la Juve Stabia conquista tre punti d’oro contro la Virtus Entella. Una vittoria ottenuta con i denti, figlia di una prova corale di altissimo livello che conferma una verità imprescindibile: questo gruppo sa soffrire, sa lottare e, soprattutto, sa vincere.
Il lampo di Candellone e la staffetta
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La partita, tattica e bloccata, si sblocca grazie a un guizzo di Candellone. L’attaccante capitalizza con cinismo una delle poche occasioni concesse da un’Entella abbottonata, regalando il vantaggio alle Vespe. La gioia, però, dura poco per il bomber, costretto ad abbandonare il campo per un infortunio la cui entità sarà valutata nelle prossime ore.
Al suo posto entra un ottimo Burnete. Lontano dal limitarsi al compitino, il subentrato lotta su ogni pallone, facendo respirare la squadra e tenendo alta la linea nel momento di massima pressione ligure. Sulle fasce, intanto, Cacciamani si conferma un treno: le sue accelerazioni sfiorano il raddoppio, negato solo da un super Colombi.
Centrocampo “Top Class” e talenti cristallini
Se l’attacco punge, è in mezzo al campo che la Juve Stabia costruisce la sua fortezza.
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Correia il gigante: Si traveste da top player. Una prestazione monumentale fatta di strappi fisici e recuperi fondamentali.
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L’eleganza di Zeroli: Accanto alla fisicità di Correia, Zeroli mette in mostra una “top class” rara per la categoria, gestendo il possesso con la maturità di un veterano.
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La perla Mannini: Nota di merito assoluta per il classe 2006. Sulla corsia laterale ha deliziato i presenti (pochi addetti ai lavori) con giocate di alta scuola, dimostrando una personalità fuori dal comune.
A dare equilibrio ci ha pensato il solito Mosti, garantendo qualità e quantità, mentre in difesa Varnier ha stretto i denti per 45 minuti prima di lasciare il campo, esausto ma prezioso.
Il muro difensivo e il thriller finale
Quando la Virtus Entella ha provato il tutto per tutto, ha trovato sulla sua strada un Giorgini monumentale, leader di una retroguardia che non ha concesso spazi. E dove non è arrivata la difesa, ci ha pensato Confente: una sicurezza tra i pali, decisivo con una parata nel recupero che ha blindato il risultato.
Ma il finale è degno di un thriller. A tempo quasi scaduto, l’Entella trova il guizzo giusto e spedisce la palla in rete. Il silenzio del “Menti” viene rotto dalle esultanze strozzate dei liguri, ma il tempo si ferma. L’arbitro resta immobile, mano all’orecchio. Sono i minuti infiniti del VAR. Attimi di tensione pura, in cui il cuore di Castellammare batte all’unisono fuori dalle mura dello stadio. Dopo un’attesa estenuante, il verdetto: fuorigioco. Gol annullato. È il sospiro di sollievo che vale la vittoria.
Lo spirito di Abate
La Juve Stabia festeggia un successo voluto con le unghie. È il trionfo del gruppo e della tattica di mister Abate. Nonostante le porte chiuse, lo spirito delle Vespe ha invaso il campo: l’obiettivo salvezza è un passo più vicino.





