In un pomeriggio che profumava di verdetto definitivo, la Juve Stabia di Ignazio Abate ha trovato la sua consacrazione e il suo eroe più atteso: Christian Pierobon. Le Vespe superano di slancio lo Spezia con una prestazione da incorniciare, blindando una salvezza ormai matematica a quota 45 punti e schiudendo le porte a un finale di stagione con scenari del tutto inaspettati.
Il lampo del fantasista: una perla “alla Del Piero”
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Il momento clou e l’immagine copertina della gara portano la firma di Pierobon. Recuperata palla sulla trequarti con caparbietà, il fantasista ha puntato l’area avversaria e ha lasciato partire un destro a giro telecomandato: il pallone ha accarezzato il palo più lontano prima di insaccarsi, facendo esplodere di gioia il popolo gialloblù.
Un gesto tecnico di rara bellezza che lui stesso, presentatosi ai microfoni con un sorriso smagliante, ha definito senza mezzi termini un gol “alla Del Piero”. Una rete che sa di liberazione pura, arrivata a spazzare via le nubi di mesi difficili e segnati dai guai fisici.
“È stata una sensazione bellissima,” ha ammesso emozionato Pierobon nel post-partita. “Il lavoro paga sempre, non ho mai smesso di crederci. E poi, Castellammare è ormai la mia seconda casa”.
Un blocco granitico che annienta lo Spezia
Ma se Pierobon ha impreziosito il match con la firma d’autore, il resto della squadra ha agito con la compattezza di un blocco granitico. Nelle retrovie, Dalle Mura e Bellich si sono eretti a veri e propri “generali”, guidando una difesa insuperabile che ha concesso le briciole agli avversari. A coronare la giornata perfetta è arrivata anche la consueta freddezza di Leone, ancora una volta a segno dal dischetto per confermare il suo strapotere dagli undici metri.
Sull’altra sponda, l’amarezza è tutta nelle parole di un rassegnato Roberto Donadoni. Il tecnico dello Spezia non ha cercato alibi, riconoscendo la superiorità e il cinismo dei padroni di casa:
“Non appena commettiamo un errore veniamo puniti. Quel terzo gol ci ha letteralmente tagliato le gambe”.
Abate guarda avanti: vietato porsi limiti
Con 45 punti in cascina, la missione principale della stagione è ufficialmente compiuta. Merito di un mix perfetto tra la crescita vertiginosa di giovani di prospettiva come Okoro e la solidità imprescindibile di veterani come Varnier.
Mister Ignazio Abate, da perfetto condottiero, predica la calma ma non vuole tarpare le ali all’entusiasmo della piazza: “Il gruppo ha alzato il livello di partita in partita. Ora ricarichiamo le batterie per il Venezia e vediamo se possiamo sognare”.
Una dichiarazione d’intenti chiara. Oggi i tifosi stabiesi possono guardare la classifica con occhi diversi: la salvezza è il meritato punto di arrivo di un duro percorso, ma da stasera diventa anche il punto di partenza per provare a volare dove nessuno avrebbe osato immaginare.





