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Castellammare di Stabia

Juve Stabia – Entella, ricordi di Supercoppa: L’incrocio di sabato evoca la storia di gare recenti

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Oltre alle sfide del presente in Serie B, esiste un capitolo speciale nel libro dei ricordi tra Juve Stabia e Virtus Entella: la Supercoppa di Lega Pro del 2019. Non è una data qualunque sul calendario, ma un frame indelebile nella memoria collettiva di Castellammare.

Era un tardo pomeriggio al “Romeo Menti”, l’ultimo atto di una stagione semplicemente leggendaria. La squadra guidata da Fabio Caserta aveva letteralmente dominato il campionato, macinando record e lasciandosi alle spalle corazzate del calibro di Trapani, Catanzaro e Catania, costrette ad inchinarsi allo strapotere delle Vespe.

Una Festa, più che una Finale

Quella partita contro l’Entella non sembrò una fredda finale di coppa, calata dall’alto a fine stagione, ma un vero e proprio tributo d’amore della città verso i suoi eroi. Il campo restituì uno spettacolo degno della cornice: un 2-2 scoppiettante, ricco di emozioni, capovolgimenti di fronte e colpi di scena, che servì a confermare anche l’assoluta caratura tecnica dei liguri.

Sebbene il trofeo prese poi la strada di Pordenone, quella gara rimase impressa come il compimento di un ciclo perfetto, una sorta di “grande ballo” finale che sancì diverse consacrazioni: Fu l’ultimo, grande acuto della gestione di Franco Manniello e, contestualmente, il primo passo importante dell’era di Andrea Langella, un passaggio di consegne storico tra passato e futuro. Quella stagione rappresentò la definitiva consacrazione di Ciro Polito come Direttore Sportivo di spessore, capace di costruire una macchina perfetta. Fu la vetrina per l’ascesa di talenti cristallini come Giacomo Calò (oggi protagonista indiscusso al Frosinone) e la conferma dell’immortalità sportiva di Adriano Mezavilla, divenuto ormai icona assoluta del calcio stabiese. Senza dimenticare Fabio Caserta, che da lì spiccò il volo diventando un allenatore affermato nel torneo cadetto.

Il Tabù della Supercoppa

Nonostante le grandi imprese, la Supercoppa resta un curioso tabù per i colori gialloblù. La storia ci racconta di tre grandi Juve Stabia — quella di Rastelli, quella di Caserta e la più recente guidata da Pagliuca — capaci di dominare i rispettivi gironi ma mai riuscite a sollevare questo trofeo al cielo.

Resta, però, il ricordo indelebile di un calcio che faceva sognare Castellammare ad occhi aperti. Un calcio spumeggiante, offensivo e vincente.

Il Passaggio di Testimone: Ora tocca ad Abate

Oggi la musica è diversa, ma l’avversario evoca quegli stessi brividi. Il testimone passa ora nelle mani di Ignazio Abate e dei suoi ragazzi. In palio non c’è un trofeo da mettere subito in bacheca, ma qualcosa di altrettanto vitale, se non di più: punti pesanti per la salvezza.

È il momento di scrivere una nuova pagina di storia. Non serve la nostalgia fine a sé stessa, ma serve trasformare il ricordo di quella magnifica stagione del 2019 nell’energia necessaria per difendere la categoria oggi. L’Entella riporta alla mente la grandezza, ma il campo richiede sudore e pragmatismo. Onorare la maglia delle Vespe, oggi, significa combattere su ogni pallone con lo stesso spirito di quel pomeriggio al Menti.


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