Se cercavate uno spot per la Serie B, lo avete trovato al “Romeo Menti”. Juve Stabia e Pescara hanno dato vita a un’autentica ode al calcio giocato: novanta minuti (più recupero) di adrenalina pura, capovolgimenti di fronte, interventi del VAR e un finale degno di un thriller. Alla fine, il tabellone recita 2-2, un pareggio che lascia l’amaro in bocca alle Vespe per la beffa finale, ma restituisce onore a un Delfino mai domo.
L’Illusione Gialloblù e il Cinismo del Delfino
L’avvio di gara sembra presagire un monologo dei padroni di casa. La squadra di Ignazio Abate parte con il piede premuto sull’acceleratore: Candellone, Mosti e Maistro provano ad accendere la partita già dai primi minuti. Ma il calcio, si sa, non premia solo la mole di gioco con il Pescara che prova qualche ripartenza pericolosa e qualche tiro da fuori area. Al 35’ esce fuori il cinismo dei biancazzurri di Gorgone. Sugli sviluppi di un calcio piazzato, Giacomo Olzer trova la deviazione vincente (complice un tocco fortuito di Giorgini) che spiazza Confente. Si va al riposo sullo 0-1, tra l’incredulità del pubblico di casa.
La Ripresa: Assedio e Ribaltone
Nel secondo tempo la Juve Stabia rientra in campo con la fame di chi non vuole perdere. La pressione aumenta costantemente fino al 68’, quando l’equilibrio si spezza nuovamente: Pierobon disegna una traiettoria perfetta per l’inserimento di Omar Correia. Il centrocampista insacca l’1-1, con l’urlo del “Menti” che resta strozzato in gola per qualche istante prima della conferma del VAR. È il preludio a un finale incandescente.
90° da Infarto: Il Botta e Risposta Finale
Quando la stanchezza dovrebbe prendere il sopravvento, inizia invece la vera partita. Gli ultimi minuti sono una sceneggiatura imprevedibile:
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Minuto 89 – Sorpasso gialloblù: L’arbitro Piccinini viene richiamato al monitor per un tocco di mano in area pescarese. È rigore. Dal dischetto si presenta Leonardo Candellone: freddezza glaciale, palla in rete. È 2-1. Sembra fatta.
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Minuto 93 – La Beffa dell’Ex: Quando i tifosi gialloblù assaporano già i tre punti, scatta l’inesorabile “dura legge dell’ex”. Un cross disperato di Brosco attraversa l’area e trova sul secondo palo Lorenzo Sgarbi. L’ex di turno non perdona e trafigge Confente per il definitivo 2-2.
La Classifica e il Verdetto
Il triplice fischio sancisce la fine delle ostilità in una gara maschia ma corretta.
In definitiva, il pareggio è il risultato più giusto. Se da una parte c’è il rammarico stabiese per una vittoria sfumata all’ultimo respiro, dall’altra c’è la consapevolezza di aver affrontato un Pescara vivo, resiliente e deciso a lottare per la salvezza. Escono tutti dal campo tra gli applausi: quando il talento incontra la fame agonistica, lo spettacolo è assicurato.





