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Castellammare di Stabia

Juve Stabia e la favola di Maxwell Acosty condivisa tra Reggio Emilia e Castellammare di Stabia

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Ci sono storie nel calcio che meritano di essere raccontate, narrazioni che vivono di dettagli, di polvere sollevata su una fascia laterale e di quel pizzico di nostalgia che rende questo sport unico. Spesso, queste storie si intrecciano in occasione di una singola partita, trasformando 90 minuti di gioco in un vero e proprio amarcord.

È il caso della sfida tra Juve Stabia e Reggiana, un match che quest’anno assume un sapore decisamente particolare se letto attraverso la carriera di un protagonista che ha vissuto intensamente entrambe le realtà: Boadu Maxwell Acosty.

L’esterno ghanese rappresenta il filo rosso che unisce il granata al gialloblù, in un viaggio calcistico che lo ha visto crescere in Emilia per poi esplodere, deflagrante e inarrestabile, alle falde del Faito.

Le Origini: I Primi Passi in Granata

Il viaggio di Acosty nel calcio che conta inizia proprio a Reggio Emilia. È la stagione 2008-2009 quando un giovanissimo Maxwell inizia a farsi notare nel settore giovanile della Reggiana. In terra emiliana, il ragazzo inizia a mostrare i primi bagliori del suo talento: una velocità di base impressionante e una capacità innata di saltare l’uomo.

La Reggiana è stata la culla, il luogo dove il sogno ha preso forma, permettendogli di affacciarsi al mondo del professionismo e di mettere in mostra quelle doti atletiche che avrebbero presto attirato l’attenzione di club importanti. Tuttavia, come spesso accade nelle storie di formazione, il bocciolo aveva bisogno del terreno giusto per fiorire completamente.

L’Esplosione: La Consacrazione con le Vespe

Se Reggio Emilia è stata l’inizio, Castellammare di Stabia è stata la consacrazione. L’arrivo di Acosty alla Juve Stabia nella stagione 2012-2013 segna un punto di svolta decisivo nella sua carriera.

In quel campionato di Serie B, sotto la guida esperta e carismatica di Piero Braglia, Acosty trova l’ambiente ideale. Braglia, tecnico capace di esaltare gli esterni come pochi altri, gli consegna le chiavi della fascia e la fiducia necessaria per osare.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: al “Romeo Menti”, Acosty diventa devastante.

Le sue accelerazioni diventano l’incubo delle difese avversarie. Non solo corsa, ma anche assist e gol pesanti che trascinano la squadra. Il pubblico stabiese, caldo e appassionato, si innamora di quel giocatore capace di ribaltare l’azione in pochi secondi.

Castellammare si conferma, ancora una volta, una straordinaria fucina di talenti. L’esperienza in gialloblù non è stata solo una parentesi, ma il trampolino di lancio che ha permesso ad Acosty di costruire una carriera importante, portandolo a calcare palcoscenici prestigiosi (inclusa la Serie A e le coppe europee con altre maglie) e lasciando un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi.

Un Derby Personale

La prossima sfida al “Romeo Menti” non sarà dunque una semplice partita di campionato. Sarà un incrocio di destini, un piccolo derby personale per Boadu Maxwell Acosty.

Da una parte la squadra che lo ha cresciuto, dall’altra quella che lo ha reso grande. Oggi, Acosty vestirà i panni del “classico spettatore interessato”, osservando due colori che hanno dipinto la tela della sua giovinezza calcistica. E mentre le due squadre si daranno battaglia in campo, sugli spalti e nelle memorie dei tifosi, riecheggeranno le corse di quel ragazzo che ha saputo unire, nel segno della velocità, il Nord e il Sud del calcio italiano.


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