Un pareggio che lascia l’amaro in bocca, ma che non cancella comunque alcune indicazioni positive emerse dal campo. La Juve Stabia torna dalla trasferta di Chiavari con un 1-1 contro la Virtus Entella che brucia per come è maturato: le Vespe hanno assaporato il successo fino agli ultimi istanti, prima di subire la rete di Giacomo Corona al 96′. Una beffa difficile da digerire, soprattutto per una squadra che nella ripresa aveva trovato il vantaggio e sembrava in grado di gestire la situazione. Eppure, al di là del risultato, la gara ha confermato alcune certezze sulle quali mister De Giorgio potrà continuare a costruire il percorso stagionale.
La prima porta il nome di Antonio Di Nardo. Il centravanti gialloblù continua a dimostrarsi un riferimento fondamentale per l’attacco stabiese, confermando un fiuto del gol che sta diventando una delle armi più preziose della squadra. Al 47′, quando la ripresa era appena cominciata, il numero 9 si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto, finalizzando con una zampata sul secondo palo e portando avanti le Vespe. Un movimento da attaccante vero, la capacità di leggere lo sviluppo dell’azione e la freddezza necessaria per trasformare un’occasione in un gol pesantissimo.
Di Nardo si è confermato ancora una volta decisivo, dimostrando di saper incidere anche nelle partite più complicate e combattute. Poco dopo, la Juve Stabia aveva persino trovato la via del raddoppio, ma la rete è stata annullata per una posizione irregolare di Piscopo nell’azione. Un episodio che avrebbe potuto cambiare ulteriormente l’inerzia della gara e mettere le Vespe nelle condizioni ideali per amministrare il vantaggio. Il gol del numero 9 resta comunque la fotografia di un attaccante in fiducia, sempre pronto a sfruttare il minimo spazio concesso dalle difese avversarie.
Se in avanti Di Nardo rappresenta una certezza, in difesa Davide Bettella ha offerto una prestazione di grande affidabilità. Il centrale gialloblù si è distinto per attenzione, senso della posizione e capacità di leggere in anticipo le intenzioni degli avversari. Nei momenti in cui la Virtus Entella ha provato ad aumentare la pressione, Bettella ha risposto con interventi puntuali, anticipi e chiusure efficaci, contribuendo a mantenere compatto il reparto arretrato.
La sua prova è stata caratterizzata da personalità e concentrazione, qualità fondamentali per guidare una linea difensiva chiamata a fronteggiare una gara intensa e ricca di duelli. Per lunghi tratti il difensore è riuscito a contenere le iniziative liguri, dando sicurezza ai compagni e aiutando la squadra a conservare il prezioso vantaggio. Soltanto nel convulso finale, quando l’Entella ha riversato uomini e palloni nell’area stabiese, la resistenza gialloblù è venuta meno.
Al 96′ è arrivata la doccia fredda. Un pallone messo in mezzo nell’ultimo assalto dei padroni di casa ha generato confusione davanti alla porta di Boer e Giacomo Corona ne ha approfittato per firmare l’1-1 definitivo. Una rete che ha cancellato in pochi istanti quanto costruito dalla Juve Stabia nella ripresa, trasformando una trasferta che sembrava destinata a regalare tre punti in un’occasione mancata.
Rimane così il rammarico per una vittoria sfumata proprio sul traguardo. La gestione degli ultimi minuti dovrà essere analizzata con attenzione, perché partite di questo tipo si decidono anche attraverso la lucidità, la capacità di allontanare il pericolo e la precisione nelle ripartenze. Ma sarebbe ingeneroso ridurre l’intera prestazione al gol subito in pieno recupero.
La Juve Stabia ha mostrato di poter contare su individualità importanti, da un Di Nardo sempre più incisivo a un Bettella capace di dare solidità al reparto arretrato. Sono segnali da valorizzare in vista dei prossimi impegni, perché il campionato richiede continuità, concretezza e la capacità di trasformare le buone prestazioni in punti.
Il pareggio del Comunale di Chiavari lascia dunque sentimenti contrastanti: da una parte la rabbia per due punti che sembravano ormai conquistati, dall’altra la consapevolezza che la squadra possiede risorse tecniche e caratteriali sulle quali fare affidamento. Adesso servirà ripartire da queste certezze, correggere le ingenuità emerse nel finale e ritrovare il successo. Perché il valore di una squadra si misura anche dalla capacità di reagire alle delusioni e trasformarle in occasioni di crescita.